“Ci vogliono mesi per arrivare a una tubercolosi aperta come quella sviluppata dal ragazzo – spiega l’esperto – Ecco perché ci stiamo spingendo così indietro”. Per i casi della Statale sono già partiti i controlli anche nella sede frequentata dagli studenti contagiati, quella di via Conservatorio. “Abbiamo un po’ di problemi per questi due fronti aperti in contemporanea. Abbiamo tanti operatori impegnati in questa attività e l’avvio della campagna antinfluenzale alle porte (4 novembre). Con il centro di riferimento per la Tbc”, l’istituto Villa Marelli del Niguarda, “stiamo mappando i contatti dei bambini e ragazzi malati. Un lavoro d’indagine che esce fuori dalle mura scolastiche. Indaghiamo sui luoghi frequentati, sulle vacanze estive, sui corsi seguiti”, elenca Ciconali.
Difficile avere una ‘geografia’ precisa dei contatti degli studenti universitari, che hanno un raggio di movimento meno circoscritto di quello di un bambino. “E’ in corso un lavoro su una vacanza di gruppo con dei colleghi di università, a cui ha partecipato uno dei ragazzi che ha sviluppato una forma di Tbc molto contagiosa. Si tratta di risalire a tutte le sue frequentazioni e in queste ore si stanno reclutando coetanei che dovranno fare il test”. Per ora non ci sono notizie di altri casi positivi collegati ai due della Statale. “Non bisogna trascurare niente – conclude Ciconali – noi andiamo avanti con i controlli, abbiamo diverse liste di contatti da recuperare e in questa settimana dovremo agire in fretta con i test”. adnk
Fonte: imolaoggi.it