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martedì 27 gennaio 2015
Migliaia di aziende agricole non riusciranno a pagare la stangata IMU
COLDIRETTI: MIGLIAIA DI AZIENDE AGRICOLE NON RIUSCIRANNO A PAGARE L'IMU, CHE SCADE LUNEDI' PROSSIMO (CURVA DI LAFFER)
"Migliaia di aziende agricole non riusciranno a rispettare la scadenza della prima rata dell'Imu", fissata per lunedi' prossimo dopo che la seconda sezione del Tar del Lazio ha deciso di non confermare la sospensiva del decreto che fissa il pagamento per le zone montane appunto entro il 26 gennaio. A lanciare l'allarme e' Coldiretti Emilia-Romagna sottolineando che una scadenza in tempi cosi' ravvicinati "viola il principio della collaborazione sancito dallo Statuto del Contribuente".
Inoltre, il problema di 'base' resta: "Far pagare l'Imu sui terreni in base all'altitudine in cui si trova il palazzo comunale introduce una inspiegabile disparita' di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario". L'applicazione del sistema altimetrico prevede che a pagare siano le aziende il cui palazzo comunale si trova sotto il 280 metri, anche se i terreni sono ad altezze superiori In Emilia-Romagna molti Comuni si trovano nel fondo valle e i terreni sono ad altitudini maggiori "e finiranno con il dover pagare l'Imu, mentre il loro vicino e' magari esentato perche' la casa del Comune si trova ad altezza superiore", tira dunque le somme Coldiretti.
lunedì 3 novembre 2014
Tasse sulla casa, in 1 anno sono aumentate di €300 a cittadino: l’analisi di Openpolis
Nel 2012 nei 15 Comuni più popolosi si spendevano in media €366 all’anno in tasse per la casa. Roma la più cara con €578, seguita da Milano (€511) e Padova (€488). Ultime Messina (€186) e Palermo (€153).
Fra le tante tasse che si pagano in Italia, quella sulla casa sembra essere quella più dibattuta. Campo di battaglia per campagne elettorali, ed elemento in costante cambiando. Dall’Ici alla Tasi passando per l’Imu, l’imposta sugli immobili è sempre al centro del vortice mediatico.
Openbilanci ci permette di fare un po’ i conti in tasca ai grandi Comuni italiani, andando a vedere quanto ogni singola amministrazione locale abbia incassato da 10 anni a questa parte in tasse sulla casa.
Stiamo parlando della somma di tutte le imposte versate sull’abitazione principale e su tipologie di immobili diverse come fabbricati, seconde case o altri immobili ad uso commerciale, artigianale ed industriale.
venerdì 30 agosto 2013
Via l’Imu 2013, arriva la service tax (L'inganno è servito!)
Gli esponenti del governo Letta annunciano con tono trionfante l'abolizione dell'Imu: il PDL parla di "promessa mantenuta", ma è l'ennesimo bluff, visto che la tassa sugli immobili sarà sostituita dalla "service tax", che sarà pagata non solo dai proprietari delle case, ma anche dagli inquilini!
Inoltre per mantenere l'impegno assunto il governo deve ancora reperire 2 miliardi di euro, e sono pronti nuovi aumenti. Più che "eliminazione di una tassa" potremo quindi parlare di "sostituzione di una tassa con altre", e non è detto che il bilancio sia pari: ma con tutta probabilità, ci troveremo a pagare di più.
Resta inoltre intatto l'aumento dell'IVA...
Redazione Informati
Di Alessandro Barbera - lastampa.it
Il decreto che varerà il consiglio dei ministri previsto per oggi cancellerà definitivamente la prima e la seconda rata dell’Imu di quest’anno. Da gennaio 2014 la tassa sulla prima casa sarà sostituita da una nuova imposta che comunque terrà conto delle dimensioni dell’immobile. I dettagli verranno definiti nella legge di Stabilità da approvare entro il 15 ottobre.
L’accordo politico è chiuso, sui dettagli tecnici c’è ancora parecchio da fare.
Il paradosso nel quale si è cacciato il governo Letta vuole infatti che la cancellazione dell’imposta sulla prima casa dovuta quest’anno sia una faccenda più complicata dell’accordo su quella che la sostituirà. Lo è anzitutto per il Pdl: cambiare nome (da Imu a service tax) e natura (da patrimoniale a contributo sui servizi comunali) a una tassa, permette di dire ai propri elettori che - almeno formalmente - non c’è più. Se poi dopo la trasformazione il costo complessivo dovesse persino aumentare la colpa si può sempre scaricare sui sindaci aguzzini. Molto più difficile è fare i conti con una rata da pagare: o c’è, o non c’è. In questi mesi il partito di Berlusconi non ha promesso altro. E se poi quella rata è abolita ma sostituita con altre tasse alla gran parte dei cittadini può apparire come una beffa.
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