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giovedì 16 ottobre 2014

Gli esperti rilanciano l'allarme Vesuvio



Vesuvio, esperti rilanciano l'allarme: "Rischio catastrofe" 
Di Rainews24

Dopo i danni di Genova, preoccupa anche una possibile eruzione del vulcano. Per anni non si è impedito l'espansione dei centri abitati in zone a rischio

Il Vesuvio ed i Campi Flegrei rappresentano un pericolo di proporzioni catastrofiche per Napoli, per la Campania, addirittura per il mondo. Parola di esperti. Il nuovo allarme è stato lanciato da Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell'Osservatorio Vesuviano, e dell'urbanista Aldo Loris Rossi. Il magma su Napoli "Non esistono piani di emergenza nei Comuni. Non esiste una organizzazione reale che sia in grado di portar via la gente in caso di eruzione - ha spiegato Mastrolorenzo - Ad oggi non ci sarebbe la possibilità di mettere in salvo tre milioni di persone. Esiste un'unica camera magmatica che unisce Vesuvio e Campi Flegrei. Un magma capace di produrre eruzioni di grande portata in tempi brevi e che si svilupperebbero per decine di chilometri. Nel caso dei Campi Flegrei finirebbero, per via dei venti che spirano in direzione occidentale, direttamente sulla città di Napoli.
Che non è nemmeno in "zona rossa". Le conseguenze sarebbero terribili". Lo sviluppo urbanistico "L'ignoranza su queste problematiche da noi è consolidata - ha aggiunto Aldo Loris Rossi -. Architetti, ingegneri e territorialisti ignorano cosa sia il rischio vulcanico. Eppure la densità abitativa dell'area vesuviana è scesa dai 16mila abitanti per chilometro quadrato di dodici anni fa agli 11 mila di oggi. La gente è preoccupata, va via". Di contro, spiega ancora Loris Rossi, "le istituzioni ipotizzano uno sviluppo urbanistico enorme, nell'area occidentale. È una follia. Si propongono sciocchezze e bufale". Due gli esempi paradigmatici secondo gli esperti: la costruzione dell'Ospedale del Mare, nell'area orientale di Napoli (praticamente al limite della 'zona rossà) e l'ampliamento del Tribunale di Torre Annunziata, in piena zona rossa, praticamente ai piedi del vulcano.  "Pensassero a realizzare strade radiali visto che le arterie del Vesuviano, strette e affollate, si trasformerebbero in una trappola mortale" ribadisce l'urbanista. Mastrolorenzo ha quindi concluso: "Gran parte dei disastri nasce dalla sottovalutazione, non sempre dolosa. Gli organi competenti e di governo fanno le loro scelte ma poi si dovranno assumere le loro responsabilità". Affermazioni che, inevitabilmente, sono suonate come un monito, pensando alla nuova, tragica alluvione che ha colpito Genova.

Fonte: rainews.it

E' allarme Vesuvio, si teme la catastrofe

venerdì 28 febbraio 2014

ERUZIONE DEL VESUVIO: PRONTO IL DISASTRO?

Il Vesuvio - sulle cui pendici abitano circa 700.000 persone - tornerà ad eruttare con una violenza inaudita: non è dato sapere quando, ma che il Vesuvio tornerà ad eruttare con estrema violenza gli esperti lo danno praticamente per certo. Sono di questo avviso numerosi esperti di tutto il mondo, tra cui il prof. Flavio Dobran, docente della York University ed il prof. Nakada Setsuya, docente di vulcanologia presso la Tokyo University

Il Vesuvio pur quiescente dal 1944, è un vulcano esplosivo che nel corso della storia ha già dato vita a potentissime eruzioni, come quella dell'anno 79 d.C. pertanto sarebbe opportuno che da parte delle istituzioni fossero intrapresi provvedimenti, prima di trovarsi a gestire situazioni drammatiche in seguito. Almeno le abitazioni più esposte dovrebbero essere trasferite. Ma da parte delle istituzioni sembra esserci ben poca attenzione alla questione.

Michele - Informati

Di seguito l'articolo di Gianni Lannes:
 


di Gianni Lannes

 
Un milione di persone a rischio e non sono a conoscenza del pericolo incombente. Quanti di loro sanno che il governo italiano il 14 febbraio 2014 ha licenziato un decreto che li riguarda direttamente? Soprattutto la gente non sa che le autorità hanno autorizzato da tempo le trivellazioni dei Campi Flegrei: un'area particolarmente esplosiva. Come sempre in Italia, il popolo è carne da macello. L’ultimo piano di cosiddetta “sicurezza” risaliva al 2001. Ora è stato aggiornato, almeno a leggere i comunicati ufficiali della Protezione Civile. Novità? La zona rossa che comprende 25 Comuni è stata ampliata. In caso di emergenza, in ogni caso, migliaia di persone risultano già spacciate. Si tratta solo di carte e adempimenti burocratici. Insomma scartoffie. I piani vecchi e nuovi non hanno alcuna reale operatività in termini di efficacia. Lo Stato ha lasciato costruire abusivamente per decenni e decenni in aree a rischio. Ora si finge di correre ai ripari. Ma sarà una carneficina in caso di eruzione.

venerdì 6 settembre 2013

Il vulcanologo giapponese: "Il Vesuvio esploderà, l'Italia si prepari"

Un anno dopo il professore della York University che ha avvisato che "il Vesuvio esploderà con una potenza mai vista" anche un vulcanologo giapponese avanza la medesima previsione. Si tratta di fonti senza dubbio autorevoli e attendibili, non di chiaroveggenti in cerca di un minuto di celebrità. Ma in Italia le autorità sembrano ignorare la notizia, nonostante nella zona potenzialmente interessata vivano centinaia di migliaia di persone... 

Staff Informati

Di seguito l'articolo:

L'avvertimento del vulcanologo giapponese. Ma la Protezione Civile nazionale fa finta di niente e gli italiani non ne parlano.

«Il Vesuvio erutterà di sicuro». Non lascia molte vie di scampo il più importante vulcanologo giapponese Nakada Setsuya che si trovava in Italia per la XII conferenza mondiale dei geoparchi di Ascea, nel Cilento. «Gli italiani - ha continuato il professore di geologia della Tokyo University - farebbero meglio a parlarne e a prepararsi, così da avere un piano per gestire la situazione».

MASSIMO ESPERTO - Quello che da molti è considerato il massimo esperto di terremoti e di vulcani non sembra avere dubbi. Unico tassello mancante del puzzle è la tempistica. «Anche se non si può prevedere quando è importante ricordare che è un vulcano attivo e non dormiente».

E sarebbe proprio nell'impossibilità di prevedere un tale evento catastrofico con un certo anticipo il principale problema. Il professor Nakada ha spiegato che i segnali da cui guardarsi sono gli ovvi sbuffi e eventuali rigonfiamenti del terreno che potrebbero preannunciare movimenti del magma. C'è solo un problema. A volte trascorrono pochissime ore da questi «segnali» e l'eventuale eruzione. A raccogliere l'allarme i Verdi ecologisti.
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