Visualizzazione post con etichetta arabia saudita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arabia saudita. Mostra tutti i post
lunedì 11 aprile 2016
giovedì 26 febbraio 2015
Il Re saudita distribuisce al popolo 32 mld di dollari
Mentre gli europei sono alle prese con le tanto odiate misure di austerity, la popolazione saudita sta vivendo un periodo d’oro. E questo grazie al nuovo monarca, l'ottantenne principe ereditario Salman Abdul Aziz al Saud, asceso al trono in seguito alla morte del fratello Abdullah (avvenuta lo scorso 23 gennaio).
Re Salman sta infatti elargendo miliardi di dollari alla popolazione saudita sotto forma di investimenti in associazioni, scuole, ma anche bonus. Secondo alcuni economisti, la post-incoronazione costerà al re Salman qualcosa come 32 miliardi, in pratica un intero bilancio annuale della Nigeria, la più grande economia africana.
Nel complesso si calcola che siano circa 6 milioni i cittadini sauditi che beneficeranno di un bonus stipendio, offerto dal nuovo re dell'Arabia Saudita, Salman, a tutti i dipendenti pubblici. Anche compagnie private presenti nel Paese hanno deciso di seguire la stessa strada, concedendo gratifiche (stimate in centinaia e centinaia di milioni di dollari) in seguito al provvedimento annunciato lo scorso venerdì dal sovrano, il quale ha ordinato che gli statali ricevano una cifra pari a due mesi di stipendio.
mercoledì 19 novembre 2014
Arabia Saudita, nel silenzio occidentale continuano le decapitazioni
Stamattina giustiziata la sessantottesima persona dall’inizio dell’anno. Il siriano Talal Ali Qassem era colpevole di aver “contrabbandato grandi quantità di metanfetamine”.
Nena News - Il siriano Talal Ali Qassem è stato decapitato stamane nella regione di Jawf (nel nord dell’Arabia Saudita) perché “colpevole di aver contrabbandato grandi quantità di metanfetamina”. A renderlo noto sono i media locali. Sale così a 68 il numero delle persone giustiziate nel Paese dall’inizio dell’anno.
Il Ministro degli Interni sostiene che il governo ha avviato una battaglia contro le droghe “per il danno che esse creano alla società e agli individui”. Christof Heyns, inviato speciale delle Nazioni Unite per le esecuzioni arbitrarie, sommarie ed extragiudiziarie, aveva chiesto a settembre una immediata moratoria sulla pena di morte in Arabia Saudita. Secondo Heyns i processi sono “profondamente iniqui” e agli accusati non è permesso molte volte un avvocato. Le confessioni, inoltre, sarebbero estorte con la tortura.
Oltre al commercio e uso di droghe, sono puniti con la pena capitale anche lo stupro, l’omicidio, l’apostasia, sodomia, adulterio, omosessualità, la stregoneria, la rapina a mano armata.
Al lungo elenco dei “meritevoli” della pena di morte, quest’anno si sono aggiunti cinque oppositori della rigida e spietata monarchia saudita. Tra questi spicca il nome dell’attivista religioso sciita shaykh Nimr al-Nimr. Le organizzazioni umanitarie hanno esortato Riyad a revocare le sentenze capitali contro chi manifesta un dissenso accusando il regime saudita di limitare la libertà di parola e di espressione.
Iscriviti a:
Post (Atom)
loading...
loading...