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lunedì 5 gennaio 2015

Ergastolano chiede e ottiene l’eutanasia, altri 15 lo seguono

Ergastolano chiede e ottiene l’eutanasia, altri 15 lo seguono.
Il 52ennne Frank Van Den Bleeken, condannato per stupri e omicidio, ha ottenuto dal Belgio l'eutanasia, ma ora altri detenuti hanno fatto la stessa richiesta.
Per sfuggire alle insopportabili sofferenze psicologiche che afferma di provare in carcere dove è detenuto da 30 anni, un uomo ha chiesto e ottenuto l’eutanasia dallo Stato belga. In attesa che la scelta del 52enne Frank Van Den Bleeken, assassino e torturatore di una diciannovenne, venga eseguita nei prossimi giorni con un’iniezione che cancellerà la condanna all’ergastolo per omicidio e stupri seriali, sono in molti ora a voler seguire il suo esempio. Almeno altri 15 detenuti sparsi in varie prigioni del Belgio infatti hanno chiesto la “dolce morte” allo Stato adducendo malattie fisiche o gravi depressioni. Una circostanza che ha sollevato un enorme dibattito nel Paese europeo sia a livello giuridico, che etico, sociale e politico. Sono in molti infatti a giudicare in maniera negativa la possibilità di concedere questa scelta ai detenuti che in questo modo sfuggirebbero alla condanna del carcere a vita.

sabato 29 novembre 2014

L'avvocato di Corona: "Fabrizio trattato come un mafioso"


Di @LorenzoLamperti - affaritaliani.it

"Diritto e giustizia non sempre collimano". Ivano Chiesa, l'avvocato di Corona, fa il punto sulle condizioni del suo assistito in un'intervista adAffaritaliani.it: "Fabrizio sta male, serve un intervento mitigatore".
Avvocato Chiesa, negli scorsi giorni la madre di Fabrizio Corona ha denunciato i seri problemi di salute del figlio. Come sta attualmente Corona in carcere?
Sta male, molto male, anche da un punto di vista psicologico. Dire che è disperato è troppo ma è un uomo sofferente. E la mamma è logico che si preoccupi.
In molti considerano la pena di Corona esagerata. Perché?
La pena è esagerata senza forse e ci si è arrivati con una serie di condanne una più strampalata dell'altra. La più strampalata di tutte è quella di Torino per estorsione aggravata. Una condanna che non sta né in cielo né in terra e nella quale la tipologia di reato è esagerata. L'estorsione aggravata è un reato ostativo e va a finire nell'ordinamento 4 bis. La conseguenza è che Corona è finito nel "girone dei cattivi". Non può accedere a misure alternative e a nessun beneficio carcerario e viene trattato come un pericoloso criminale.
Ma come si è arrivati a 14 anni e 2 mesi?

lunedì 4 novembre 2013

Non conoscere la Cancellieri costa caro. Carceri, 30 morti in pochi mesi

IN ITALIA ANCHE A GALERA E’ FATTA A SCALE: C’E’ CHI SCENDE (ED ESCE) E C’E’ CHI SALE (SALUTA TUTTI E VA A CASA)
“Sono intervenuta per una detenuta che rischiava di morire, non siamo tutti uguali davanti alla legge? Escludo che ci siano detenuti di serie A e di serie B. Rispondo sempre a chiunque mi telefoni per sollecitarmi un caso importante”.
anna maria cancellieriMinistro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, 2 novembre 2013
Un morto suicida ogni settimana, un morto per malattia (vaga e indefinita) ogni dieci giorni.
L’Unione Europea, dopo aver capito che l’Italia non soltanto non avrebbe mai risolto ma neppure risposto alle continue sollecitazioni per risolvere la cosiddetta “emergenza carceri” ha avviato regolare procedura di infrazione grave -con pene pecuniarie pesantissime e immediate- contro la Repubblica Italiana, nazione definita “totalmente negligente” nell’applicare i parametri base di rispetto umano di una società civile.
Non erano stati condannati a morte perché la pena capitale è stata abolita in tutte le 28 nazioni della Unione Europea.
Eppure sono morti.
ECCO I 30 NOMI DEGLI ESSERI UMANI MORTI IN CARCERE DAL GIORNO IN CUI GIULIA LIGRESTI E’ TORNATA A CASA, FINO A OGGI:
Nessuno si è occupato di loro.
Corso Egidio 81 anni 26-ott-13 Malattia, carcere di Ferrara
Italiano anonimo 43 anni 20-ott-13 cause “ancora da accertare” carcere di Avellino

giovedì 17 ottobre 2013

DECINE DI CARCERI VUOTE MA LORO VOGLIONO L'INDULTO!



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*** ROMPIAMO IL MURO DI SILENZIO SULLE CARCERI INUTILIZZATE DI CUI NESSUNO PARLA!!! 

I giornalisti servi nascondono questa realtà perché l'indulto non è ben visto dai cittadini... figuriamoci se la gente sapesse che ci sono DECINE DI CARCERI VUOTE...!!! PASSAPAROLA!

 
L'INDULTO SERVE PER SALVARE BERLUSCONI E ALTRI POLITICI INQUISITI (sono moltissimi) PERCHE' PER RISOLVERE L'EMERGENZA CARCERI BASTEREBBE UTILIZZARE LE 38 STRUTTURE CARCERARIE INUTILIZZATE DI CUI NESSUNO  PARLA:

Sono anni che il sistema carcerario è al collasso, ma i politici se ne sono ricordati solo ora che gli serve per salvare Berlusconi. A loro fa comodo che la situazione sia questa, in modo da poter calare il "jolly" dell'amnistia quando gli torna comodo. Anche dell'indulto di alcuni anni fa hanno beneficiato numerosi politici.

POTREBBERO ESSERE UTILIZZATE ANCHE LE CASERME DISMESSE: SONO CENTINAIA IN TUTTA ITALIA, molte in zone strategiche come Milano, Roma, Firenze. Sono state abbandonate all'incuria e al degrado, potrebbero essere riconvertite in abitazioni ma eventualmente anche in carceri: http://youtu.be/Ih9dnBCFa1o intervista a Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare

Vedi la caserma abbandonata a Ferrara: http://youtu.be/BHMxs5ClpTo

Clicca per ingrandire


Fonte: nocensura.com

venerdì 26 aprile 2013

E' stata la tortura a uccidere Stefano Cucchi

di Checchino Antonini

«No, se non fosse stato pestato non sarebbe morto», dice quasi in fondo alla sua arringa Fabio Anselmo, avvocato ferrarese che, dopo il caso Aldrovandi, è diventato un punto di riferimento per vari casi di malapolizia. A cominciare dall'omicidio di Stefano Cucchi morto dopo «un calvario» inimmaginabile. Cinque giorni e mezzo tra una guardina dei carabinieri, un sotterraneo del tribunale di Roma, Regina Coeli, il pronto soccorso del Fatebenefratelli e, infine, il repartino penitenziario del Pertini. Trentuno anni, geometra, vita difficile. Nulla che giustifichi la tortura. «Perché sappiamo che è morto per la tortura, per il dolore illecito, per uno sfinimento progressivo, per la solitudine. Anche se quella lettera al Ceis, un solo giorno prima della morte, dice che non voleva morire».

Ha parlato più di cinque ore Fabio Anselmo prima di chiedere alla Corte «l'unico rispetto, una sentenza aderente ai fatti». Ossia qualcosa di sostanzialmente diverso dai capi di imputazione ipotizzati dai pm Barba e Loy per sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari sulla base di una ricostruzione pressoché puntuale dei fatti ma negata dalla perizia degli stessi pm. Lo sforzo dei periti, secondo Anselmo, è stato quello di inventare una morte per "inanizione". Una morte per fame, derubricando un caso di tortura in un "banale" caso di malasanità. Ma sarebbe una morte impossibile: l'inanizione per la letteratura medica interviene solo dopo 21 giorni. Un contrasto che Anselmo ha smontato minuziosamente chiedendo ripetutamente scusa ai giurati popolari per il tempo che li costringeva a concentrarsi su materie difficili.
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