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domenica 22 marzo 2015

Ecco come l’Europa cancellò il debito della Germania

Da keynesblog
Gli accordi sul debito di Londra (1953) dimostrano che i governi europei sanno come risolvere una crisi da debito coniugando giustizia e ripresa economica. Ecco quattro lezioni esemplari, utili nell’attuale crisi del debito greco.
 Il 27 febbraio 1953 fu siglato a Londra un accordo che cancellava la metà del debito della Germania (all’epoca la Germania Ovest). 15 miliardi su un totale di 30 miliardi di Deutschmarks*.
Fra i paesi che accordarono la cancellazione c’erano gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Francia, assieme a Grecia, Spagna e Pakistan (paesi che sono oggi fra i più importanti debitori). L’accordo copriva anche il debito di privati e società. Dopo il 1953, altri paesi firmarono l’accordo per cancellare il debito tedesco: l’Egitto, l’Argentina, il Congo Belga (oggi Repubblica Democratica del Congo), la Cambogia, il Cameroun, la Nuova Guinea, la Federazione di Rodesia e il Nyasaland (oggi Malawi, Zambia e Zimbabwe). (1)
Il debito Tedesco risaliva a due periodi storici: gli anni precedenti la prima guerra mondiale e quelli immediatamente successivi alla seconda. Circa la metà derivava da prestiti che la Germania aveva contratto durante gli anni ’20 e i primi anni ’30 (prima dell’ascesa dei nazisti al potere), e che furono usati per pagare i danni di guerra imposti nel 1919 dal trattato di Versailles. Si trattava del lascito delle colossali riparazioni dei danni di guerra imposte al paese dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale.
L’altra metà del debito era legata alle spese di ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale.

domenica 1 marzo 2015

Putin: "Se l'Ucraina non paga i debiti, entro 48h sarà senza gas!"


DA LUNEDI’ LA RUSSIA CHIUDE I RUBINETTI DEL GAS PER L’UCRAINA E LA UE, SE KIEV NON PAGA I DEBITI ENTRO 48 ORE

Se l’ucraina Naftogaz non paga le forniture di gas entro il fine settimana, Gazprom chiude i rubinetti e sarà crisi del metano anche per l’Europa. Questa la minaccia giunta da Mosca e secondo il portavoce di Gazprom Sergey Kuprianov: “il pagamento anticipato (di Naftogaz per febbraio) è sufficiente solo fino al fine settimana. Se non arriva un nuovo pagamento, ovviamente non potremo mandare nuove forniture”, ha detto al canale televisivo Rossia 24.
La situazione è davvero delicata. Già era chiaro da ieri quando il presidente russo Vladimir Putin minacciava di smettere di approvvigionare l’Ucraina, se Gazprom non riceve il pagamento anticipato da Kiev. Ma chiudere i rubinetti all’Ucraina – fatto salvo il ribelle Donbas – significherebbe interrompere il flusso anche verso il vecchio continente. E non sarebbe una mossa da poco: i 147 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia, giunti lo scorso anno in Europa, hanno rappresentato circa un terzo del fabbisogno del continente (il 40 per cento sono arrivati attraverso l’Ucraina).
Putin ieri ha affermato che, come previsto dal contratto Kiev-Mosca alla fine dell’anno scorso, il gigante del gas russo Gazprom può “sospendere le consegne” se non è pagato in anticipo.
“Questo può creare un pericolo per il transito verso l’Europa, per i nostri partner europei”, ha specificato Putin, che ha poi aggiunto: la decisione del potere centrale di Kiev di tagliare il metano al Donbas, alle attuali temperature, “puzzava di genocidio”. Oltre a sottolineare la situazione già difficile in cui versa chi sta a Est di Kiev.

giovedì 29 gennaio 2015

Quando l’Europa dimezzò i debiti di guerra alla Germania..


Quando l’Europa dimezzò i debiti di guerra alla Germania..
La Grecia deve rispettare i suoi impegni, ripetono i tedeschi.Ma la Germania non è sempre stato ostile alla cancellazione del debito. Il miglior esempio è la storica Conferenza di Londra del 1953, quando l’Europa cancellò buona parte dei debiti di guerra della Germania.  I leader occidentali avevano imparato la lezione del Trattato di Versailles del 1919, l’umiliazione di un paese non era solo inefficace, ma anche pericolosa: “La Germania pagherà”, gli slogan che risuonavano in Francia dopo la guerra 1914-1918 hanno portato il paese dritto tra le braccia dei nazisti (e si potrebbe pensare che il recente successo elettorale di Alba Dorata in Grecia potrebbe seguire lo stesso meccanismo).
Il 24 agosto 1953 ventuno Paesi, e tra questi la Grecia, consentirono alla Germania di cancellare il suo debito del 62%, da 39 a 14,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. La restante parte del debito avrebbe dovuto essere rimborsata dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie. Nel 1990, i debiti vennero però quasi totalmente cancellati. Anche in questo caso la Grecia acconsentì a non esigere il dovuto.





sabato 20 dicembre 2014

Equitalia gli confisca il Suv, lui lo fa rottamare pur di non consegnarlo

Surreale persecuzione di unn contribuente 50enne di Teramo. Che ora deve rispondere di una denuncia dai carabinieri per distruzione e danneggiamento
Di Ivan Francese - ilgiornale.it
A consegnare il Suv ad Equitalia proprio non ci stava. E così, pur di non consegnarlo nelle mani dell’odiatissimo fisco, ha preferito distruggerlo, rimediando pure una denuncia per distruzione e danneggiamento.
Protagonista di questa storia è un cinquantenne di Sant’Egidio alla Vibrata, nel Teramano. L’uomo aveva ricevuto in custodia il Suv che gli era stato sequestrato dopo che, in seguito a un controllo della Polstrada, il veicolo era stato trovato senza assicurazione. Poiché il proprietario non aveva pagato la multa e non aveva impugnato il verbale, la prefettura di Teramo ha dato il via alle pratiche per confiscare il suv e venderlo successivamente all’asta.
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