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martedì 21 ottobre 2014

Emanuela Orlandi: “Finto rapimento”. Marco Fassoni Accetti, memoriale esclusivo

Vedi anche: Emanuela Orlandi mori’ in un festino pedofilo in Vaticano, lo rivela Padre Amorth
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Emanuela Orlandi


Da: blitzquotidiano.it 

ll "finto rapimento" di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori nel memoriale di Marco Fassoni Accetti. Da Ali Agca alla P2, da Fatima ai Servizi Segreti, misteri vaticani e fantasie in un documento di 30 pagine autentico quanto surreale riassunte le "rivelazioni" di Fassoni Accetti ai magistrati.


Mistero Emanuela Orlandi e dintorni. Qualcuno mi ha spedito nei giorni scorsi per posta, con busta che reca sui francobolli il timbro postale di Roma, il cosiddetto memoriale di Marco Fassoni Accetti, il fotografo e regista indipendente meglio noto con il nome d’arte ricavato con l’aggiunta del cognome materno Fassoni.
Marco Fassoni Accetti è diventato famoso non come artista, ma per essersi presentato il 27 marzo dell’anno scorso ai magistrati per auto accusarsi di avere organizzato lui il dopio “finto” rapimento di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. E per avere fatto trovare sette giorni dopo a “Chi l’ha visto” quello che secondo lui, ma non secondo gli accertamenti dei magistrati, è il “flauto di Emanuela”.
Chi me lo ha spedito ha già condotto una serie di verifiche che gli hanno permesso di farmi notare alcune cose interessanti:- il memoriale cita solo nomi di gente ormai defunta o nomi di prelati vaticani nei confronti dei quali è, come sempre, impossibile di fatto condurre accertamenti perché il Vaticano, come dimostrato in più occasioni, NON gradisce interferenze giudiziarie;- i nomi di chi invece è vivo o potrebbe esserlo NON sono mai fatti. Silenzio assoluto. Marco Fassoni Accetti dice che a suo tempo ha dato la parola d’onore ai diretti interessati che non li avrebbe nominati. Ma tale parole d’onore deve averla data a centinaia di persone! Una omertà capillare che rende di fatto impossibili anche gli accertamenti fuori Vaticano;
- tutta la narrazione è un lungo collage di cose note, scritte su articoli e libri, e di affermazioni impossibili da verificare, come per esempio le scene descritte dell’organizzazione del finto rapimento delle due ragazze e della presenza tra gli organizzatori di defunti come Enrico De Pedis. Accetti è arrivato a copiare da un mio libro del 2010 un particolare della famosa “borsa di prodotti di bellezza Avon” che smentisce quanto affermato da chi dice di avere visto Emanuela nel pomeriggio del giorno della scomparsa mentre passava a piedi davanti a Palazzo Madama diretta alla scuola di musica Ludovico da Victoria in piazza S. Apollinare;
- questa sfilza di infiniti particolari disseminati su articoli di giornali e libri può essere stata messa assieme con pazienza certosina dalla lunga frequentazione da parte di Accetti della postazione Internet della biblioteca di Villa Leopardi, a pochi metri da dove abita. Frequentazione della quale ho già parlato su Blitz con un apposito articolo ( http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/mistero-orlandi-silvana-fassoni-madre-di-1855069/ );
- la mania dei “codici”, ben 31, messi assieme nei modi più impensabili per far capire “a chi di dovere” che le ragazze erano state rapite e per depistarli, è tale da averne messi assieme talmente tanti da indurre a pensare che i “chi di dovere” fossero degli emerito cretini o duri di comprendonio;
- Accetti chiamandolo Servizio D’Informazioni della Sicurezza Militare o sbaglia clamorosamente il vecchio nome del nostro servizio segreto militare, il cui acronimo SISMI sta per IServizio Informazioni e Sicurezza Militare, oppure parla a vanvera;
Dai rapidi accertamenti che ho condotto, il memoriale risulta vero. Contiene cioè tutto ciò che Accetti ha raccontato ai magistrati in vari interrogatori. I titolini in grassetto corsivo sono messi da Blitz. La nota tra parentesi quadra è mia.
Cominciamo dal vedere come si presenta Accetti per rendere credibile il suo racconto:
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