Visualizzazione post con etichetta mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mare. Mostra tutti i post

domenica 4 gennaio 2015

COZZE A RISCHIO A CAUSA DELL’ACIDITÀ NEGLI OCEANI.

cozzaGli amanti del pesce e delle prelibatezze del mare saranno  preoccupati per la notizia.Unostudio condotto dall’Università di Glasgow sostiene che i gusci dei frutti di mare più popolari stanno diventando fragili a causa dell’aumentata acidità degli oceani.Il che lascerebbe le cozze più vulnerabili ai predatori ed alle correnti oceaniche.
I ricercatori ritengono che lo stesso problema potrebbe minacciare anche le ostriche e altri molluschi.Gli oceani stanno diventando più acidi, a detta degli esperti, perché assorbono l’anidride carbonica atmosferica che contribuisce al cambiamento climatico.L’aumento dell’acidità riduce il numero di ioni di bicarbonato nel mare, che sono vitali per la creazione dei gusci dei molluschi bivalve.I gusci sono costituiti da carbonato di calcio e da materiale organico, prodotto da un processo noto come biomineralizzazione. L’esterno poi è composto di calcite e lo strato interno è costituito da aragonite.

giovedì 18 dicembre 2014

La plastica nel Mediterraneo è aumentata di 50 volte in 3 anni!

Cinquemila miliardi di frammenti di plastica per una massa complessiva di oltre 260.000 tonnellate sono dispersi nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Anche se un terzo di questa enorme quantità si concentra nel Pacifico settentrionale,
i frammenti più piccoli arrivano addirittura nei mari polari e il Mediterraneo, con le sue 25.000 tonnellate, non è affatto messo bene.

È la stima di un gruppo internazionale di ricercatori, pubblicata  su “PLoS ONE”, basata sull’estrapolazione di dati ottenuti da 24 spedizioni di ricerca condotte fra il 2007 e il 2013.

Di queste 269.000 tonnellate, oltre 96.000 si trovano nell’Oceano Pacifico settentrionale, che in questa triste classifica è seguito dall’Oceano Indiano (59.000 tonnellate) e dall’Atlantico settentrionale (56.000 tonnellate). Con oltre 23.000 tonnellate il Mediterraneo è il quarto della lista, un dato sconfortante se si pensa che in questo piccolo bacino c’è più materiale plastico di quello che si trova in tutto il Pacifico meridionale (21.000 tonnellate circa) e nell’Atlantico meridionale (poco meno di 13.000 tonnellate). La situazione è peggiorata esponenzialmente: nel 2011 c’erano “solo” 500 tonnellate nel Mediterraneo (50 volte meno!!)

I frammenti di maggiori dimensioni sono particolarmente abbondanti in prossimità delle coste, mentre quelli di dimensioni intermedie arrivano facilmente fino ai cosiddetti giri (grandi correnti ad andamento approssimativamente circolare) subtropicali. Particelle più minute sono state invece trovate addirittura nelle regioni più remote, come i giri subpolari.

Nel 2009 Chris Jordan ha deciso di denunciare la gravità del fenomeno realizzando un reportage fotografico molto forte che ritrae le condizioni in cui versano questi animali, sia da vivi e agonizzanti, che da morti. In particolare le foto che vedrete testimoniano lo scioccante contenuto dello stomaco di questi uccelli che – ricordiamo – vivono in uno dei santuari marini più remoti del pianeta.

Cinquemila miliardi di frammenti di plastica per una massa complessiva di oltre 260.000 tonnellate sono dispersi nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Anche se un terzo di questa enorme quantità si concentra nel Pacifico settentrionale, i frammenti più piccoli arrivano addirittura nei mari polari e il Mediterraneo, con le sue 25.000 tonnellate, non è affatto messo bene.

domenica 14 dicembre 2014

Mare Monstrum: bugie e tabù, quello che i media nascondono

Mare Monstrum - LibroCapire cos’è realmente l’immigrazione di massa in Italia negli ultimi anni significa sbugiardare la falsificazione politicamente corretta del migrante idealizzato o demonizzato a priori, cioè dipinto alternativamente come un nemico invasore o confratello universale, quando invece è, al tempo stesso, vittima e strumento di uno scempio umano.
Un fenomeno certamente epocale viene rappresentato come destino ineluttabile e giusto in sé, mentre ha un’origine storica ben precisa: la globalizzazione finanziaria e dei mercati che attraverso l’ideologia della crescita infinita e del progresso illimitato ha colonizzato a scopi economici l’immaginario planetario, attirando in Occidente e nei Paesi globalizzati le bestie da soma dello sradicamento sociale e culturale incarnato dal Consumatore Unico Mondiale.
Ricostruendo le motivazioni di fondo delle transumanze umane, il libro tratta gli aspetti principali del fenomeno migratorio sulla base dei dati e dei fatti di cronaca emersi nell’ultimo periodo.
Una critica al falso mito dell’immigrazione come necessità irreversibile e gioiosa, sbandierata dai missionari laici del cieco buonismo e sostenuta dal calcolo utilitaristico del sistema industriale che non distingue popoli, storie e culture ma conosce soltanto le esigenze del mercato fine a se stesso.

sabato 21 giugno 2014

Il batterio che divora la carne dei bagnanti: madre ferita. “Vietate la balneazione”

20140620_c4_canaleDublino, 20 giugno - Batterio aggressivo nelle acque è in grado di mangiare la carne dei bagnanti. Una mamma di Dublino ha denunciato quello che secondo lei è un grave episodio di inquinamento nella acque del canale del fiume Liffey.Tradizionalmente a Dublino le acque del fiume diventano un luogo balneare con la bella stagione ma un ragazzo, dopo essersi immerso con la tuta, ha avuto gravi conseguenze.
Un batterio, molto aggressivo, ha divorato parte della sua carne creando un’infezione molto dolorosa e aggressiva. La donna ha chiesto di rendere assolutamente vietata la balneazione in quelle acque: «Potrebbero venirne fuori altri casi, potrebbero esserci conseguenze ben più gravi»
Fonte:  Il Mattino
Tratto da: http://www.sostenitori.info/il-batterio-che-divora-la-carne-dei-bagnanti-madre-ferita-vietate-la-balneazione/

loading...
loading...