I cambiamenti climatici globali (indotti) stanno mettendo a dura prova flora e fauna erischiano di modificare
profondamente la biodiversità del nostro pianeta. Per questo, un gruppo di ricercatori del Cnr ha messo a punto un metodo innovativo per poter prevedere la capacità di adattamento delle specie allo stress ambientale che propone un’integrazione dei modelli predittivi già in campo, inserendo informazioni sulle componenti genetico-evolutive della specie studiata. Lo studio è stato condotto dall’Istituto di bioscienze e biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbr-Cnr) di Sesto Fiorentino, in collaborazione con gruppi di ricerca spagnoli, messicani, francesi e svizzeri.
La ricerca è stata condotta sul pino marittimo (Pinus pinaster) ed è stata pubblicata sulla rivista Genetics. "Il pino marittimo - spiega Giovanni Vendramin, direttore Ibbr-Cnr e coautore del lavoro- è caratterizzato da un’ampia variabilità genetica e ha un importante valore economico ed ecologico. È considerato, inoltre, una specie a rischio a causa dei continui cambiamenti climatici, quali aumenti della temperatura, eventi estremi e diminuzione delle precipitazioni, che colpiscono gli ambienti mediterranei nei quali anche questo pino vegeta".
