Nella Terra dei Fuochi, 200 km quadrati tra le province di Napoli e Caserta, le telecamere dell’ANSA sono uscite in un pattugliamento con l’esercito che, nell’ambito dell’operazione ‘Strade Sicure’ ha ricevuto un rinforzo di cento uomini e mezzi per controllare ventiquattro ore su ventiquattro, un territorio in cui si alternano piccoli comuni, discariche, campi rom, stradoni deserti, viadotti, campi dove spesso vengono appiccati roghi. Quasi un territorio di guerra, per questo l’esercito qui non stona e per questo motivo le 24 pattuglie, composte da tre militari ognuna che girano in 4 turni continuativamente, attirano lo sguardo dei cittadini.
“Destiamo curiosità”, racconta il caporalmaggiore Federica Capasso. I cento uomini e donne destinati all’operazione sono quasi tutti campani, si tratta di una squadra che era già tecnicamente pronta quando è arrivata la richiesta delle Procure di Napoli e Caserta. Un valore aggiunto per districarsi tra le zone di periferie dove non si può chiedere troppo alla segnaletica stradale. I militari, Ipad alla mano, hanno una mappa precisa da seguire fitta di indicatori, sono i luoghi segnalati dal 2009 al 2013 da tutte le forze dell’ordine che hanno segnato dove si trovano discariche abusive, dove sono avvenuti e avvengono gli sversamenti di materiali inquinanti nel terreno, dove ci sono stati dei roghi. Ogni giorno, i militari dell’esercito ne aggiungono qualcuno: 45 in 5 giorni – spiega il capitano Raffaele Califano ma l’azione non si ferma alla mappatura. L’esercito fa rilievi nelle discariche, controlla le macchine sospette, interviene in flagranza di reato, quando riceve segnalazioni.