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martedì 10 giugno 2014

Così Tremonti vuole stracciare il Fiscal Compact



Così Tremonti vuole stracciare il Fiscal Compact

L'ex ministro dell'Economia del governo Berlusconi ha presentato al Senato un disegno di legge costituzionale con l’obiettivo dichiarato di impedire che il Fiscal Compact massacri per i prossimi 20 anni l’economia nazionale, cancellando dalla Costituzione gli obblighi introdotti nel 2012 dal governo di Mario Monti
Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori pubblichiamo l’analisi di Tino Oldani apparsa su Italia Oggi, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi.
Come uscire dalla trappola del Fiscal Compact? Come si può evitare di sottostare all’obbligo demenziale di attuare manovre da 50 miliardi l’anno nei prossimi 20 anni? Se si vuole restare in Europa per cambiarla, come va dicendo il premier Matteo Renzi, il primo passo dovrebbe essere quello di dare una risposta concreta a questi semplici domande. Ma dal governo e dalla sua maggioranza, per ora, al di là dei facili slogan, nulla è pervenuto. Idem dall’opposizione grillina e berlusconiana, con una sola eccezione: un’iniziativa isolata del senatore Giulio Tremonti, che, solo soletto, ha presentato al Senato un disegno di legge costituzionale (n. 1414) intitolato “Modifiche agli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione”. In tutto, sono quattro articoli di legge di poche righe, che hanno l’obiettivo dichiarato di impedire che il Fiscal Compact massacri per i prossimi 20 anni l’economia nazionale, cancellando dalla Costituzione gli obblighi introdotti nel 2012 dal governo di Mario Monti.
LE PAROLE DI DOSSETTI
Per illustrare la sua iniziativa, Tremonti ricorda che uno dei padri costituenti, il cattolicoGiuseppe Dossetti, propose di inserire nella carta costituzionale il “diritto alla ribellione”, formulato così: “Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione , la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”. Questo articolo non fu approvato. Appena due anni fa, invece, il Parlamento italiano ha votato a stragrande maggioranza un principio contrario, il “dovere di sottomissione all’Europa”, contenuto nel nuovo articolo 117: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto … dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario”. Sul piano delle leggi si sono resi così costituzionali “tutti i materiali giuridici di fonte europea”. Dunque, non solo i principi dei trattati, ma anche “i vincoli derivanti dai regolamenti, dalle direttive, dalle decisioni europee e quant’altro”.

lunedì 10 giugno 2013

Tremonti porta Glass-Steagall alla Camera dei Deputati

Mentre altri si affannano in sede Ue a escogitare misure anti-spread, pur sempre di corto respiro, in Italia con atti ufficiali lo scorso 18 maggio 2012 Giulio Tremonti ha depositato alla Camera dei Deputati la Proposta di legge Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento bancario mediante la separazione tra credito produttivo e attività finanziaria speculativa.
Vi presentiamo il testo nella sua interezza, per chi preferisce ecco il testo della Proposta di legge Glass-Steagall da scaricare, stampare e leggere comodamente.
E così, nei giorni in cui la grande stampa internazionale rilancia su Glass-Steagall, Robert Reich dal sito dell’Huffington Post ribadisce la richiesta di Glass-Steagall e ci interroga tutti sul punto centrale: gli sviluppi dello scandalo Libor – che coinvolge Barclays, si parla di almeno altri 20 grandi gruppi bancari – forniranno le munizioni e l’energia sufficiente all’opinione pubblica per spingere al ripristino della Legge Glass-Steagall così da spezzare i grandi gruppi bancari per ridimensionarli?
Da qualche settimana non passa giorno che qualche quotidiano non ne scriva anche qui in Italia, è stato il Corriere della Sera nei giorni scorsi ed è Repubblica quest’oggi. Il nuovo gioco adesso sembra diventato un altro: chi è che non ne parla? E perchè non ne parla?
Deputati e Senatori avranno il loro bel daffare nell’evitare di spendersi pubblicamente in proposito.
NoBigBanks intende mobilitare l’opinione pubblica, informando e spiegando, in modo semplice e chiaro.
In sintesi, prima di proporvi il testo di Tremonti, si può dire che non è più tempo di soluzioni morbide: il ring-fencing della Commissione Vickers in cui le funzioni commerciali e d’investimento coesisterebbero da separati in casa, non può bastare. Potremmo dire allora che con il ring fencing della Commissione Vickers si vive da separati in casa, ma non può funzionare.
Con Glass-Steagall si fa il divorzio, e si vive meglio tutti.
Leggetelo, sono le cose che scriviamo da tempo.
E ancora una volta, prestate attenzione alle proposte, non lasciamoci fuorviare dai formalismi sul chi propone che cosa.
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