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giovedì 16 giugno 2016

Referendum, Renzi e Jp Morgan ci cedono alle multinazionali



Ridurre i costi della politica e accelerare i tempi di decisione. Sono i due obiettivi agitati da Renzi in vista del referendum sulla “rottamazione” della Costituzione, ma in realtà – ricorda Guglielmo Forges Davanzati – sono la traduzione perfetta dei diktat enunciati nel 2013 da un colosso finanziario come la Jp Morgan, che condanna l’impronta ancora “socialista” della nostra Carta, laddove lascia allo Stato anche funzioni di programmazione economica. Da Renzi, solo propaganda. Tagliare i costi della politica? «Non si capisce per quale ragione non farlo – in modo estremamente più semplice – attraverso l’attuazione delle numerosissime proposte di riduzione degli stipendi e degli emolumenti di chi ci rappresenta». I futuri senatori non saranno più pagati in qualità di membri del Senato? Vero, però «le medesime indennità le percepiranno dalle istituzioni da cui sono espressi». Costi, peraltro, «assolutamente marginali rispetto ai costi che i cittadini italiani (in particolare, i lavoratori dipendenti e le piccole imprese) sostengono per una tassazione che serve solo in misura marginale a pagare il ceto politico».
L’attuale super-tassazione, continua Davanzati in una riflessione su “Micromega”, «serve semmai a generare avanzi di bilancio», prescritti dall’euro-politica Ue (pareggio di bilancio) che, di questo passo, “amazza” lo Stato impedendogli di investire Renzi Jp Morgane, di conseguenza,  stronca l’economia privata, aziende e famiglie. Tuttavia, nel confronto con la media europea, «ci troviamo di fronte al paradosso per il quale siamo maggiormente tassati per pagare più di altri una classe politica che, nella sua espressione governativa, ci somministra dosi di austerità fiscale (riduzioni di spesa combinate con aumenti della pressione fiscale) superiori a quanto accade altrove», scrive Davanzati. Quanto al secondo argomento sventolato da Renzi – la rapidità decisionale («apparentemente inoppugnabile: chi vorrebbe maggiore lentezza delle decisioni?») è quello più rilevante, «giacché attiene ai rapporti fra dimensione economica e sfera delle decisioni politiche». La Costituzione che si intende ridisegnare è «finalizzata a rendere l’economia italiana più attrattiva per gli investitori esteri», in coerenza con la logica della globalizzazione, che però «è in radicale contrasto con la tutela dei diritti, in particolare dei diritti sociali».
Ecco dunque «la base teorica della riforma che si intende attuare: il passaggio, niente affatto neutrale, da un modello costituzionale pensato per la tutela dei diritti sociali, attraverso un incisivo intervento pubblico in economia, a un modello costituzionale pensato in una logica di perseguimento di obiettivi di efficienza economica, da perseguire mediante il minimo intervento pubblico in economia (si pensi, a riguardo, alla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio)». Governabilità ed efficienza? «Non è affatto scontato che una maggiore rapidità dei tempi della decisione politica implichi un aumento dell’efficienza di sistema, obietta Forges Davanzati. «In altri termini, appare discutibile l’idea che, se anche il superamento di una Costituzione basata sulla tutela di diritti sociali si renda necessario per garantire la ‘governabilità’, quest’ultima produca Guglielmo Forges Davanzatibenessere per tutti». Anche perché il decisore politico sarebbe facilmente “catturato” da gruppi di interesse, interessati al proprio business e non al benessere della comunità nazionale.
Attenzione: «Esiste un’ampia letteratura economica che mostra come un fondamentale presupposto per la crescita risieda esattamente nella tutela dei diritti sociali e, a questi connessi, a una più equa distribuzione del reddito». Certo, si tratta di una letteratura «marginalizzata dal pensiero dominante e palesemente non funzionale all’attuale modello di sviluppo, basato semmai su crescenti diseguaglianze distributive e su quella che Luciano Gallino, nei suoi ultimi scritti, definiva la ‘lotta di classe dall’alto’». In questo senso, conclude Davanzati, il referendum di ottobre ha una notevole implicazione economica, visto che «pone in evidenza il fondamentale discrimine fra una visione della carta costituzionale come strumento di tutela delle fasce deboli della popolazione e una visione della stessa come dispositivo finalizzato alla governabilità per l’efficienza, laddove quest’ultima passa attraverso il superamento del modello di democrazia economica delineato nella Costituzione attualmente vigente».

Fonte: libreidee.org

mercoledì 25 maggio 2016

LA NUOVA BANCA ETRURIA PRODUCE PERDITE ALLA GRANDE: -23 MILIONI IN 38 GIORNI


La Nuova Banca Etruria ha totalizzato nei suoi primi 38 giorni di esercizio un record: il risultato netto è negativo per 23 milioni allo scorso 31 dicembre ed un risultato netto della gestione finanziaria positivo per soli 5,87 milioni. E' quanto si legge in una nota in cui viene indicato che l'Ente ponte costituito sulle ceneri di Banca Etruria il 23 novembre 2015 ha raggiunto un Cet 1 dell'11,1%, totalizzando un margine di interesse di 9,79 milioni e commissioni nette per 7,82 milioni. Il margine di intermediazione e' stato di 14,43 milioni, mentre il passivo totale e' di 8,03 milioni. Nelle sue prime 8 settimane di vita la Nuova Banca Etruria ha deliberato oltre 2mila pratiche di fido, per un controvalore di circa 274 milioni.


Fonte: ilnord.it


martedì 10 maggio 2016

Banca pubblica o privata? Questo è il dilemma

Grazie a un articolo del Prof Bagnai torna alla ribalta la questione: “la banca centrale deve essere pubblica o privata” ?
L’ articolo ci riporta a quanto affermava Auriti sul fatto che “ è indifferente se l'usuraio sia pubblico o privato, resta sempre usuraio”
.
Su questo tema ne scrivemmo già nel 2013 http://www.giacintoauriti.eu/notizie/35-i-giochi-di-potere-ed-i-diktat-della-bce-allo-stato-italiano.html ), ricordando la legge 262/2005 che, al comma 10 dell’ art 19 prevedeva la pubblicizzazione di Banca d’Italia.
Tale provvedimento fu vanificato dal d.l. 133/2013, mediante il procedimento della tagliola, ossia senza discussione.
Decreto legge che ha modificato lo Statuto della Banca d'Italia ed i criteri delle quote di partecipazione, escludendo di fatto l'organismo pubblico.
Il tutto per assecondare quelle che sono le regole imposte dai Trattati Europei sull'indipendenza e autonomia delle banche dalla politica.
Per la BCE il fatto che il Ministro Tremonti previde la proprietà pubblica della Banca d'Italia , non rappresento’ certo un problema. La Banca d’ Italia avrebbe mantenuto l’ i indipendenza dai governi e l’ uso dell’ l'Euro di proprietà delle banche dell’Eurosistema.

giovedì 5 maggio 2016

Tsipras chiude i conti bancari dei greci che non pagano le tasse


di Alessandra Caparello
ATENE (WSI) – La Grecia dichiara guerra agli evasori fiscali e per chi non paga le tasse il governo di Tspiras ha deciso di congelare il conto corrente inbanca.
Continua a persistere per Atene il problema della liquidità, aumentato visto l’empasse con i creditori internazionali a cui si aggiunge, secondo quanto dice il Wall Street Journal, la mancanza di risorse per pagare a giugno stipendi e pensioni: da qui l’altra strada che il governo Tspiras ha deciso di intraprendere per far cassa già dallo scorso autunno. A pagare sono direttamente gli evasori, coloro che non pagano le tasse, un numero sempre maggiore vista l’attuale situazione di austerity in Grecia. Solo nell’ultimo anno infatti gli arretrati dei cittadini ellenici con il fisco sono cresciuti a 87 miliardi di euro.
I motivi sono semplici: da una parte ovviamente il clima di crisi e l’austerity che hanno fatto crollare il potere d’acquisto delle famiglie, la crescentedisoccupazione che ora arriva a toccare il 24% a cui si aggiunge il fatto che e circa il 52% delle famiglie greche ha come unica fonte di reddito una pensione.

mercoledì 27 aprile 2016

La Costituente rifiutò di inserire la Sovranità Monetaria


di Sara Lapico (26/04/2016)
Precognizioni auritiane in Assemblea costituente.
Il tradimento della Sovranità Monetaria avvenne con i "padri costituenti" che la rifiutarono. Ecco il documento.

Il 24 Ottobre del 1947 si discuteva in assemblea costituente un tema di vitale importanza per il paese, ossia
“ L' autorizzazione del Parlamento a battere moneta”.
La discussione introdotta dall’ onorevole Romano ci offre interessanti spunti di riflessione, che cercheremo di sintetizzare.
Nella seduta  de quo l’On. Romano, forte delle pregresse esperienze, afferma come “a parità di circolazione e di volume di merci le variazioni dei prezzi sono proporzionate a quelle della quantità di moneta”.
Si evidenzia quindi come la quantità di moneta debba rispecchiare, in qualche modo la merce messa in circolazione.
*Perché riteniamo tale punto importante?.
Perché cio’ era quanto sostenuto anche dal Prof Giacinto Auriti  il quale ,evidenziando il carattere duplice di misura e potere d’ acquisto della moneta, raccomandava che quantita’ di massa monetaria e beni circolanti fossero legati da una precisa funzione.

lunedì 6 aprile 2015

LE BANCHE E I POLITICI STANNO PRENDENDO IL TUO DENARO E LA TUA VITA

banche rubano futuro

Non è mai accaduto niente di simile nella storia del mondo. Sotto gli occhi di tutti, e a spese di tutti, i governi continuano a razziare ingenti ricchezze per arricchire i responsabili dei più efferati crimini e nefandezze economico-finanziarie.

Prima c’era la TARP.  Come pretesto per arginare le turbolenze nel mercato azionario dopo il collasso di Lehman Brothers nel settembre 2008, il presidente George W. Bush approvò solo un mese dopo il Troubled Asset Relief ProgramIl piano permise al Tesoro degli Stati Uniti di assicurare $ 700 miliardi di dollari di “beni in difficoltà,” un eufemismo che in realtà significa coprire le nefandezze finanziarie commesse dalle grandi banche e dai grandi  speculatori di Wall Street. Poco dopo, il neo-eletto presidente Barack Obama appioppò alla sua nazione nel 2009 il Recovery and Reinvestment Act, un piano da $ 900.000.000.000, il più vasto programma finanziario del genere nell’intera storia americana.  Obama dichiarò:  “Quattrocentomila uomini e donne stanno per mettersi al lavoro per la ricostruzione delle nostre strade e dei nostri ponti fatiscenti, per la riparazione delle nostre dighe e i nostri argini instabili,  per portare la banda larga alle imprese e alle famiglie in quasi tutte le comunità degli Stati Uniti d’America, per ammodernare i nostri sistemi di trasporto di massa e per la costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità in grado di migliorare gli spostamenti e il commercio in tutta la nostra nazione.

martedì 31 marzo 2015

Cosa succede ad una banca accusata di non pagare le tasse?

soldi dogana
E’ scoppiata la caccia alla notizia che riguarda il colosso bancario Intesa San Paolo coinvolto suo malgrado in una indagine della GdF su presunte tasse non versate da parte della società controllata EURIZON per svariati milioni di euro. Ma vediamo un po’ di dati per i curiosi: 89.500 dipendenti ripartiti tra Italia e resto del mondo in diminuzione nel 2014 di oltre 700 dipendenti, aumento delle spese legali che ammontano a 180 milioncini di euro e altri 180 milioni di euro per consulenze professionali e capirete leggendo l’articolo fino in fondo perché!
Udite udite, sono 162 i miioni di euro spesi per la pubblicità e attività promozionali in aumento di 6 milioni rispetto al 2013 ( che sia questa la cifra per la pubblicità con un famoso attore?). Comunque ci sarà una distribuzione di 7 centesimi di euro per ogni azione ordinaria e poco più di 8 centesimi per ogni azione di risparmio, Bene gli utili per oltre 3400 Milioni di euro ( grazie alla professionalità del capitale umano di questo gruppo) e tasse versate allo Stato per oltre 1750 Milioni di euro….non male quasi quasi la metà dell’IMU nazionale.
Sono 270 le agenzie chiuse e altre faranno la stessa fine nel 2015, oltre 4500 persone in eccesso ( circa il 5 % del totale dipendenti) che per il momento sono stati ri-allocati in altre attività….per cui il CEO Messina non manda a casa nessuno…o quasi, anche perché sono ben 170 i dirigenti che nel 2014 e sino a giugno 2015 lasciano il Gruppo con un costo di 85 milioni di euro per la Banca.
La Banca Ungherese Cib è una spina nel fianco in quanto anche per il 2014 ha pesato con una perdita di oltre 335 milioni di euro – oltre ai 460 milioni del 2013…..brutta cosa questa, e il 2015 quali altre novità negative?

martedì 17 marzo 2015

La Bank of England ammette che il sistema bancario attuale è una truffa!


La Bank of England ammette che il sistema bancario attuale è una truffa

Quella dose di onestà della Banca d’Inghilterra che butta dalla finestra le basi teoriche dell’austerità

Sembra che Henry Ford, negli anni 30, avesse osservato come fosse una buona cosa il fatto che la maggior parte degli americani ignorassero come funzioni davvero il mondo bancario, perché altrimenti “avrebbero dato inizio ad una rivoluzione prima di domani mattina”.

La scorsa settimana è successo qualcosa di notevole. La Banca d’Inghilterra ha vuotato il sacco. In un documento intitolato “La creazione della moneta nell’economia moderna”, redatto da tre economisti del dipartimento di Analisi Monetaria della banca, hanno dichiarato in maniera inequivocabile che le convinzioni generali riguardanti le modalità con cui lavorano le banche sono sbagliate, e che invece le posizioni del tipo più eterodosso e populista, più comunemente associate a gruppi come ad esempio Occupy Wall Street, sono corrette. In questo modo, hanno di fatto gettato dalla finestra l’intera teoria alla base dell’austerità.
Per rendersi conto di quanto siano radicali le nuove posizioni della Banca d’Inghilterra, considerate il punto di vista convenzionalmente accettato, che continua ad essere alla base di tutti i rispettabili dibattiti della politica.

sabato 14 marzo 2015

UNA "BUONA SCUOLA"... SI... MA PER I BANCHIERI!!!


Alcuni commentatori hanno già messo in evidenza l'ossimoro contenuto nello slogan renziano della "Buona Scuola". 
 Idealizzare la Scuola è sempre stato infatti il modo più sicuro per delegittimarla. 
Per il resto nel "progetto di riforma" di Renzi non c'è nulla che non sia stato già fatto o detto dai governi precedenti. Uno studio diffuso dalla UIL ha posto in evidenza che anche i famosi, e fumosi, premi al "merito" dei docenti annunciati da Renzi si riducono in effetti a spiccioli. 

Ma il concetto di premio al "merito" va valutato in base al contesto. In un lager il premio consisteva nel sopravvivere, e lo stesso vale per la "Buona Scuola", dove si è ormai accesa una guerra per bande per poter accedere all'olimpo dei "tutor", dei "mentor" e del mitico "staff" dirigenziale, in vista del consolidamento di una mafia carrieristica intenta a giudicare gli altri per non essere giudicata essa stessa.

Per pagare gli insegnanti il meno possibile si è sempre avvolto l'insegnamento di retorica missionaria, ma in passato un sistema di potere più interessato all'effettivo funzionamento dell'istruzione, aveva elaborato la tronfia espressione della "libertà di insegnamento", per garantire anche al più timido dei docenti quel minimo di autonomia che gli consentisse di sfuggire alle ingerenze di dirigenti, colleghi e genitori. 

Il demagogico slogan del "merito" si risolve invece in un generalizzato diritto all'ingerenza; ciò in nome di una finta didattica ideale che serva a distruggere quella reale.

Marra ai giudici: "Pagare le tasse richieste è impossibile"

Pagare le tasse richieste è ormai impossibile: nel nostro interesse, diamo forza all'azione dell'Avv. Marra!


*** Ormai è IMPOSSIBILE per molte aziende pagare quanto richiesto dallo stato. Impossibile!!! La scelta per molti è "mangiare e pagare i dipendenti, o pagare le tasse". OPPURE CHIUDERE, ed è quello che fanno molti. Così non pagano più nulla all'erario (che ci rimette ancora di più) e c'è una famiglia in più ad ingrassare le fila della disoccupazione... del disagio... BASTA! RIBELLATEVI... LA COSTITUZIONE LO PREVEDE, "PAGARE IN BASE ALLA CAPACITA' CONTRIBUTIVA"... QUA INVECE PRETENDONO MOLTO DI PIU', spingono le persone nel migliore dei casi a delocalizzare e nel peggiore al suicidio. E' ILLECITO oltre che umanamente inaccettabile!

Nel video che vi proponiamo, l'avvocato Alfonso Luigi marra, uno dei più grandi esperti di ambito bancario e fiscale in Italia, argomenta con i giudici l'impossibilità di pagare le tasse e la loro ILLICEITA', visto che i soldi raccolti dallo stato, per lo più, servono a pagare gli interessi sul debito pubblico (truffa) ai banchieri privati, e non a fornire servizi ai cittadini... servizi la cui qualità, oltretutto, è sempre più infima. Le tasse aumentano, ma i servizi si riducono.

Tagli agli ospedali, reparti chiusi, ridimensionati, taglio al numero dei posti letto, tempi di attesa anche per esami urgenti che sono un attentato alla vita, sempre più ticket, sempre più cari, sempre meno esenzioni, e dal 2012 grazie a Monti e Balduzzi, MOLTI FARMACI SALVAVITA SONO A PAGAMENTO...

venerdì 13 marzo 2015

Così il governo Renzi salverà le banche a nostre spese



Crack 2.0/Il sistema è in difficoltà, a causa dei vincoli europei e del cattivo andamento dell’economia reale. E si prepara il maxisalvataggio grazie alla bad bank
Il sistema bancario italiano si trova in difficoltà. Lo dimostrano chiaramente i risultati di bilancio per il 2014. I tredici istituti più grandi hanno registrato da soli nell’anno una perdita complessiva di circa 6,3 miliardi di euro. Ma la realtà appare differenziata: alcune banche, tra le quali le due maggiori, presentano delle cifre positive, mentre la maggioranza di esse mostra un quadro di palese disagio. Per spiegare tali risultati, così come quelli non entusiasmanti degli istituti minori, bisogna fare riferimento a delle ragioni sia di tipo interno al sistema che esterno ad esso, anche se i due aspetti appaiono peraltro tra di loro intrecciati.

giovedì 12 marzo 2015

Mosler: "Italiani volete uscire dalla crisi? Alzate il deficit all’8%!


Se l’Unione Europea dovesse permettere all’Italia di aumentare il deficit pubblico all’8% in rapporto al Pil, oppure se l’Italia lasciasse l’euro, ritornasse alla lira ed effettuasse in autonomia un aumento del deficit pubblico all’8%, allora il settore privato ritornerebbe immediatamente alla prosperità. I fatturati aumenterebbero e gli imprenditori avrebbero bisogno di assumere gente. A quel punto il problema consisterebbe nel fatto che a nessuno piace assumere persone che siano state disoccupate da troppo tempo e per questo motivo è assolutamente essenziale fornire un’attività di transizione ai disoccupati – i quali sono per definizione ovviamente parte del settore pubblico, visto che se sei disoccupato di sicuro non fai parte del settore privato – al fine di effettuare una transizione dalla disoccupazione all’occupazione attraverso un programma lavorativo ideato a tale scopo e tenendo inoltre conto che in una simile situazione anche il settore privato mostrerebbe un atteggiamento di maggiore disponibilità nell’assumere persone. Sicché, il modo per far questo è che il settore pubblico offra un’attività lavorativa di transizione con un pagamento, ossia uno stipendio, che sia solo leggermente al di sotto (cioè quasi in linea) con il salario minimo del settore privato.

domenica 1 marzo 2015

CGIA: "15 mln di italiani hanno chiuso il conto in banca e usano solo contanti”

L'abbassamento del limite per i pagamenti contanti a 1.000€ (tra i più bassi in Europa), l'obbligo per i commercianti di dotarsi di POS per i pagamenti elettronici, i vari regali alle banche e gli incentivi sui pagamenti elettronici ("metti benzina senza commissioni" - "sconto del 10% ad alcuni distributori automatici per chi paga con la carta") etc non sono serviti per indurre gli italiani ad abbandonare i contanti, e anzi, di contro è aumentato il numero di coloro che pagano solo "cash"! Questo indurrà le banche italiane ad abbassare le commissioni per pagamenti con carte di credito? Visto che paghiamo le commissioni più alte d'Europa? In ogni caso gli italiani vogliono pagare contanti, e se la sovranità popolare vale ancora qualcosa, Renzi e soci devono tenerne di conto!



15 MILIONI DI ITALIANI HANNO CHIUSO IL CONTO IN BANCA E USANO SOLO CONTANTI: +30,4% DAL 2008”


Cresce enormemente l’ammontare di banconote in circolazione in Italia. Nel 2014 la massa monetaria complessiva ha sfiorato i 164,5 miliardi di euro. Negli ultimi 7 anni di crisi, fa sapere la Cgia di Mestre, l’incremento percentuale e’ stato del 30,4 per cento, a fronte di una variazione dell’incidenza delle banconote sul Pil del +2,4 per cento.
Nonostante l’Italia abbia il limite all’utilizzo del contante piu’ basso d’Europa, l’evasione fiscale non sembra averne risentito. Anzi, dall’analisi elaborata dall’Ufficio studi della Cgia, emerge un dato sorprendente: c’e’ pochissima correlazione tra la soglia limite all’uso di cartamoneta imposta per legge e il rapporto tra la base imponibile Iva non dichiarata e il Pil, vale a dire l’evasione fiscale.
Tra il 2000 e il 2012 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili), a fronte di una soglia limite all’uso del denaro che e’ rimasta pressoche’ stabile fino al giugno 2008, l’evasione ha registrato un andamento altalenante fino al 2006 per poi scivolare progressivamente fino al 2010. Se tra il 2010 e l’anno successivo l'”asticella” del limite al contante si e’ ulteriormente abbassata (passando da 5.000 e 1.000 euro), l’evasione, invece, e’ salita fino a sfiorare il 16 per cento del Pil, per poi ridiscendere nel 2012 sotto quota 14 per cento.

sabato 28 febbraio 2015

Dal commercio di oppio alla maxi evasione fiscale...

DAL COMMERCIO DELL'OPPIO ALL'EVASIONE FISCALE SISTEMATICA, LA STORIA DI UNA BANCA DAL PRESENTE NEBBIOSO


DI ERIC TOUSSAINT
bastamag.net

Gli scandali continuano a colpire la Hong Kong and Shangai Banking Corporation (HSBC). Dopo
essere stata l'arma finanziaria dell'esercito britannico in Asia, la banca è ora infangata dal
dossier SwissLeaks, uno scandalo dalle molteplici sfaccetature, dalla frode fiscale in Francia agli
affari politici e finanziari in Spagna o in Grecia. Senza dimenticare altri crimini e manipolazioni.



La banca HSBC si riprende le prime pagine. Secondo le informazioni pubblicate su diversi giornali
il 9 febbraio 2015, 180,6 miliardi di euro sarebbero stati spesi, a Ginevra, per conto dell'HSBC, tra
il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007- ossia in meno di 5 mesi! Mohamed IV re del Marocco,
celebrità del mondo dello spettacolo, alcune società private, avrebbero delegato a HSBC la
missione di occultare al fisco e alla giustizia dei loro Paesi una parte delle rendite.

In quest'articolo, torniamo sulla storia passata e recente dell'HSBC, una delle principali banche
private al mondo.


UNA BANCA NATA DAL COMMERCIO DI OPPIO
La sigla HSBC significa Hong Kong and Shangai Banking Corporation. Dalle sue origini la banca è
immischiata nel commercio internazionale di droghe pesanti. Fu fondata a seguito della vittoria
Britannica contro la Cina nelle due guerre dell'oppio (1839-1842 e 1856-1860). Queste due guerre
risultarono cruciali per il consolidamento dell'impero britannico e la marginalizzazione della Cina,
durata circa un secolo e mezzo. Durante queste due guerre, il Regno-Unito riuscì ad imporre alla
Cina di accettare le esportazioni britanniche d'oppio di provenienza Indiana, componente
dell'impero britannico. La Cina tentò di contrastare il commercio di oppio, ma l'arma britannica
con il sostesgno di Washington, ebbe il sopravvento.

giovedì 19 febbraio 2015

Un gruppo di hacker ha sottratto milioni di dollari alle banche di tutto il mondo. Kaspersky

E un gruppo di hacker mediorientali sarebbe riuscito a rubare oltre 1 milione di file sensibili in 50 Paesi

Dopo aver denunciato una delle campagne di spionaggio americane più sofisticate di sempre, con software spia che permetterebbero naturalmente alla NSA di penetrare all'interno della maggioranza dei computer di tutto il mondo, la Kaspersky Lab torna alla carica con due nuove rivelazioni:

un imponente attacco di hacker ai danni di decine di banche in tutto il mondo e

l’esistenza di un gruppo di spionaggio informatico del Medio Oriente, denominato Desert Falcons, che avrebbe preso di mira molte organizzazioni e individui di alto profilo avviando operazioni di spionaggio informatico su vastissima scala, coinvolgendo oltre 50 Paesi in tutto il Mondo.

CARBANAK. Come riportato dalle maggiori testate nazionali ed internazionali, "gli esperti di sicurezza dell’azienda russa hanno individuato un malware attraverso il quale sono stati rubati in due anni tra i 300 milioni e il miliardo di dollari". 

Da La Stampa.
 
La prima fase dell’attacco è quella classica: l’infiltrazione nei sistemi informatici del bersaglio tramite una mail con allegato infetto, inviata a qualche impiegato particolarmente sprovveduto. Una volta dentro la fortezza avversaria, non resta che sondarla alla ricerca di punti deboli. In questo caso gli hacker hanno puntato dritti agli account di chi gestiva da remoto i terminali bancomat e le transazione finanziarie da un conto all’altro.  
 

giovedì 12 febbraio 2015

Europa, la democrazia è finita: Draghi lo ricorda a Tsipras

Non chiamatele pressioni, sono ricatti. Non parlate di separazione di poteri, al vertice dell’Unione Europea non esistono. Sto parlando, ovviamente, del trattamento che “l’Europa” sta riservando alla Grecia. Quando la Banca centrale europea annuncia che non accetterà più i titoli pubblici greci a garanzia dei prestiti bancari, compie un gesto politico, dalla forza dirompente, paragonabile a un atto militare. Di fatto priva le banche di liquidità, ed è come se si riducesse l’ossigeno a un paziente reduce da una lunga malattia. Gli spin doctor della Bce hanno presentato la decisione alla stregua di “pressioni” sul governo greco; in realtà è una forma di ricatto, che dimostra, ancora una volta, come in questa Europa la democrazia sia più formale che sostanziale e come la volontà popolare non abbia possibilità di affermazione non appena contrasta con gli interessi e i piani delle élite europee. Fuor di metafora: Draghi ha messo Tsipras con le spalle al muro: se persiste sulla strada della rinegoziazione del debito, le banche greche, nel giro di poche settimane o forse di pochi giorni, si troveranno senza fondi, alcune chiuderanno, la gente assalirà, inutilmente, bancomat e sportelli, l’economia si fermerà.
A quel punto Tsipras avrà di fronte a sé due alternative: rompere definitivamente e uscire dall’euro o chinare la testa. Secondo voi come finirà? L’effetto, se questo scenario dovesse realizzarsi, sarebbe disastroso per la nostra democrazia: dimostrerebbe Draghiche i vari Syriza, Podemos, eccetera non hanno alcuna possibilità di realizzare le proprie promesse elettorali e che ai popoli europei non resta in realtà che una scelta: applicare i diktat della Troika con un premier di centrosinistra o applicare i diktat della Troika con un premier di centrodestra. Cambia l’etichetta, non la sostanza. Nell’Europa di oggi, chi controlla la moneta, ovvero l’euro, di fatto rappresenta il potere più forte, condizionante in quanto ostativo, di tutte le istituzioni nazionali ed europee. Un potere che è assoluto. A chi risponde la Bce? A nessuno. Qual è il contropotere della Bce? Non esiste. Chi può giudicare la Bce? Nessun tribunale, la Banca centrale beneficia di fatto di un’immunità assoluta. Ma, vien da pensare, concetti che pensavamo sacri come la tripartizione dei poteri, la sovranità popolare? Spariti in un colpo.

Conto in Svizzera, Civati: non sono soldi miei, li ha messi mio padre

civati-pd

“Non ho soldi in Svizzera e non ne ho mai portati, né prelevati”. Così il deputato Pd Pippo Civati nel suo blog, commentando l’anticipazione dell’Espresso sul caso Swissleaks. Il settimanale, spulciando fra i nomi della ‘lista Falciani’, ha infatti scovato il nome di Civati.
“Il motivo per cui compare anche il mio nome dipende unicamente dal fatto che mio padre ha aperto quel conto nel 1994 indicandomi come procuratore, insieme a mia madre (in quanto eredi, per il caso in cui fosse mancato)”. ANSA
«Solo ora mio padre mi ha spiegato – ha detto Civati – di averlo aperto quando era amministratore e azionista della Redaelli, che aveva fabbriche anche all’estero: c’erano soldi regolarmente dichiarati nei bilanci». (Qui la replica integrale di Civati)


Tratto da: Imolaoggi.it


venerdì 6 febbraio 2015

Troppi italiani non hanno ancora capito le reali cause della crisi

A cura di nocensura.com

Secondo vari sondaggi il 40% degli italiani vogliono uscire dall'euro; i media ed i politici ne parlano come se fosse un numero enorme, sembrano quasi "sorpresi"... in realtà è sconfortante apprendere che il 60% degli italiani non hanno compreso quali siano le cause di questa crisi. O meglio, il 55% non lo ha capito, c'è anche un 5% di persone che sanno benissssimo come funzionano le cose, ma a loro conviene così...

Molte, troppe persone credono che uscire dall'euro ci danneggerebbe: ma quando c'era la Lira si stava male? Si era terzo mondo? Oppure eravamo una POTENZA economica? Un'economia caratterizzata da molte piccole imprese, ovvero benessere diffuso... 

i problemi ce li ha portati questa moneta, non è una teoria, è palese. E' dinnanzi agli occhi di tutti. Cinque milioni di italiani sono alla FAME, e se non ci fossero genitori/nonni/figli/fratelli ad aiutare parenti in difficoltà, il numero dei disperati sarebbe quattro o cinque volte superiore.

Il problema in ogni caso non è l'euro in quanto tale: ma il modo in cui viene emesso (addebitandolo e non accreditandolo) e il fatto che sia, scandalosamente, gestito da PRIVATI !!! Banchieri PRIVATI come è privato il burger king! E qui siamo all'assurdo, alla TRUFFA. 

La proprietà della moneta all'atto dell'emissione deve essere dello STATO, ovvero della collettività, e non di banchieri privati che creano moneta dal nulla, banconote prive di convertibilità in oro, e la PRESTANO alle nazioni, indebitandole sistematicamente. Non c'è via di scampo. 

lunedì 2 febbraio 2015

I creditori europei giocano con il fuoco nel portare la Grecia sull'orlo del precipizio


I creditori europei giocano con il fuoco nel portare la Grecia sull'orlo del precipizio
“Fino a quando i fondi per le banche insolventi provengono da stati distrutti a livello fiscale, l'abbraccio mortale continuerà”

Le potenze del Nord Europa hanno lanciato moniti precisi alla Grecia e dichiarano di voler continuare a mantenere una posizione inflessibile sul debito. Syriza non riceverà quindi alcuno sconto sul `Memorandum’ imposto dai creditori e se Alexis Tsipras vuole arrivare a rompere i termini del piano di salvataggio – firmato dai leader precedenti in condizioni totalmente ingiuste per Atene – l'Europa taglierà i 54 miliardi di euro di supporto al sistema bancario greco, determinando il default e una rapida uscita dall'euro. Lo scrive Ambrose Evans-Pritchard nel suo ultimo articolo sul Telegraph.
 
A tal proposito restano emblematiche le parole del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble che ha semplicemnete ribadito in più occasioni come il nuovo governo sia vincolato al pacchetto di aiuti da 245 miliardi di euro di prestiti dalla Troika. “Le elezioni non cambiano nulla. Ci sono delle regole”. 
 

venerdì 30 gennaio 2015

Podemos: Goldman Sachs lucra sulle disgrazie della Spagna

podemosIl partito Podemos ha criticato Goldman Sachs per l’acquisto di 3.000 appartamenti a Madrid per 234 milioni dollari. Anche se le azioni sono state legali, la formazione di Pablo Iglesias afferma che la banca americana ha acquistato questi appartamenti con finalità “predatorie”.

Il partito Podemos ha criticato Goldman Sachs per l’acquisto di 3.000 appartamenti a Madrid per 234 milioni dollari. Anche se le azioni sono state legali, la formazione di Pablo Iglesias afferma che la banca americana ha acquistato questi appartamenti con finalità “predatorie”. “Essi sanno che in un dato momento scadrà il termine delle sovvenzioni statali e getteranno in strada i loro inquilini. Quello che sta facendo Goldman Sachs è arricchire persone che hanno così tanti soldi da non sapere che farci”, Bloomberg menziona Juan Carlos Wallet, il segretario del processo costituzionale e e del programma di Podemos.
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