È innegabile che lo sfruttamento dei combustibili fossili come fonte di energia ha permesso all’uomo di progredire e svilupparsi in maniera esponenziale nell’ultimo secolo.
Dr. Matteo M. Melosini
Ci si può spostare in tempi sempre più ridotti, facendone beneficio in primis i trasporti e le comunicazioni: due elementi chiave nelle società moderna. Abbiamo energia elettrica, gas e acqua calda nelle nostre confortevoli case; possiamo viaggiare comodamente in tutto il mondo usando aerei a kerosene e macchine a benzina; ma tutto questo a che prezzo?
Come risultato della nostra “civilizzazione” e del grande progresso tecnologico degli ultimi decenni l’effetto serra è cresciuto a livello globale; con il conseguente aumento delle temperature i ghiacci polari si sciolgono ad una velocità mai vista; i mari e gli oceani, sempre più sporchi e inquinati, salgono di livello mettendo a rischio intere popolazioni ed ecosistemi.
È questo il prezzo per le nostre comodità? No di certo, o in un ipotetico futuro ultra-tecnologico avremmo magari trovato il modo per avere macchine volanti come nei film di fantascienza, ma voleremo sopra ad un pianeta grigio e prosciugato dalle sue risorse, non più verde e rigoglioso come una volta.
Secondo alcune stime, la corruzione in Italia vale 50 MILIARDI all'anno! E uno dei motivi, è senza dubbio la MANCANZA DI CONTROLLO sulla gestione dei soldi pubblici! In assenza di una legge sulla trasparenza, i cittadini NON possono controllare come lo Stato spende i nostri soldi.
Chi gestisce - per esempio - i soldi di un ospedale, può acquistare, da un'azienda compiacente, una fornitura di siringhe e garze a peso d'oro, oppure un disinfettante pagandolo 30 volte più del prezzo normale (casi emersi realmente) e ci sono BEN POCHE PROBABILITA' che questo emerga.
In un paese dove la corruzione dilaga, è ovvio e chiaro a tutti che SERVA UNA SERIA LEGGE SULLA TRASPARENZA, come altrove in Europa. Tuttavia il governo ha proposto una legge-bufala che NON GARANTISCE TRASPARENZA, in quanto ci sono numerosi cavilli, eccezioni e la mancanza di sanzioni per chi non applica la legge!
Da più di un mese è partita un'iniziativa per chiedere con forza la modifica di questa proposta, e una VERA legge sulla trasparenza. Sono state raccolte più di 78.000 firme, ma una iniziativa come questa, avrebbe dovuto raccoglierne MILIONI!!!
Possibile essere indifferenti a tutto in questo modo?!? Anche dinnanzi ad iniziative che possono cambiare davvero questo paese?!?
Possibile che i cittadini rendano la vita così facile al MALAFFARE? Controllare come spendono i nostri soldi, non solo è un 'diritto' ma anche un DOVERE!!! Invece qua è lo stato che controlla come noi spendiamo i nostri soldi, con il redditometro!
Se non lo avete ancora fatto, firmate http://goo.gl/LTakzm <--- e="" fate="" font="" girare="" post="" questo="">--->
La maggioranza degli italiani non si è mossa nemmeno per il referendum... svendono il nostro ambiente in cambio di concessioni bassissime, e ce ne freghiamo.
Ma a che punto vogliamo arrivare? Vi siete rassegnate? Credete che questo atteggiamento possa migliorare le cose?
Trasparency International a favore della campagna per il FOIA (Freedom of Information Act) in Italia! Una legge che ELIMINEREBBE il malaffare, permettendo a cittadini, associazioni, blogger di controllare come vengono spesi i nostri soldi! Sostieni l'iniziativa: http://goo.gl/LTakzm <--- assoluta="" da="" di="" e="" fai="" girare="" importanza="" iniziativa="" non="" occasione="" perdere="" span="" un="" una="">--->
SOSTIENI L'INIZIATIVA PER LA TRASPARENZA!!! http://goo.gl/LTakzm <--- nbsp="" span=""> Renzi a inizio mandato aveva promesso pubblicamente la LEGGE SULLA TRASPARENZA, ma dopo 1 anno da tale impegno, se ne è uscito con una proposta, realizzata dalla Madia, che NON renderebbe trasparente un bel NIENTE, grazie a numerosi "cavilli" e all'assenza di sanzioni nei confronti degli enti che non adempiono. E' ASSURDO che un paese come il nostro, dove la corruzione dilaga, non disponga di una SERIA legge sulla trasparenza, come in molti paesi d'Europa e del mondo, dove chiunque può verificare come un Ministero, una Regione, un Comune o gli enti pubblici spendono i soldi dei cittadini. L'assenza di controlli rende possibile l'acquisto di siringhe e garze a peso d'oro, carta igienica a 4€ a rotolo e molti altri scandali, che via via emergono... ma certo la magistratura non può passare al setaccio ogni bilancio, servirebbero 2.000 persone preposte. Con la trasparenza, a controllare sono i cittadini, le associazioni, giornalisti, blogger, CHIUNQUE potrebbe controllare e denunciare eventuali anomalie... FORSE è PER QUESTO che non vogliono questa legge, per questo è IMPORTANTISSIMO sostenere l'iniziativa per COSTRINGERE IL GOVERNO A UNA VERA LEGGE SULLA TRASPARENZA! Firma e fai girare: http://goo.gl/LTakzm <--- span="">--->--->
"I limiti degli oppressori sono dettati dalla capacità di sopportazione degli oppressi."
Continuate a fregarvene, a fare gli indifferenti dinnanzi a tutto, come se non vi riguardasse... vedrete a cosa arriveremo, passo dopo passo!!!
Da settimane noi e molti altri blog sosteniamo l'iniziativa per cambiare la legge sulla trasparenza proposta dal governo Renzi (Vedi:http://goo.gl/hwhUQS) una legge-bufala che non renderebbe trasparente un bel niente. Vogliamo una legge seria, come gli altri paesi europei (visto che gli piace guardare all'Europa, quando gli fa comodo...) dove un cittadino può controllare facilmente come un Comune o gli enti pubblici (come gli ospedali) spendono i SOLDI PUBBLICI... con la trasparenza il malaffare delle fatture gonfiate o degli appalti truccati cesserebbe immediatamente, abbiamo assistito a scandali di tutti i tipi, disinfettanti pagati 30 volte il prezzo di mercato, siringhe e cerotti a peso d'oro e molto altro, salvo poi TAGLIARE la sanità...
Si risparmia sulla salute della gente, sugli esami diagnostici, e poi si consente di gestire i soldi pubblici con "segretezza", consentendo sprechi e ruberie. MA SCHERZIAMO?
La cosa DELUDENTE, e che deve far pensare, che nonostante la grande mobilitazione sul web, che ha raggiunto MILIONI di cittadini, hanno sottoscritto l'iniziativa poco più di 75.000 persone...!!! Anche chiedere una firma per un'iniziativa sacrosanta è chiedere troppo, agli italiani...
E ALLORA ARRENDIAMOCI, FACCIAMOCI TOGLIERE ANCHE LE MUTANDE, EVIDENTEMENTE ALLA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI VA BENE COSì...
Se qualcuno ha voglia di sostenere questa iniziativa, può farlo qui:http://goo.gl/hwhUQS - se gli italiani si mobilitassero in massa, in pochi giorni potremmo esigere l'approvazione di quelle leggi GIUSTE che non faranno mai, se non saranno messi con le spalle al muro. L'indifferenza uccide più delle armi
La più popolare campagna digitale mai realizzata in Italia chiede l'abolizione immediata del vitalizio ai condannati
Di Laura Ghisellini
Gli italiani chiedono lo stop immediato del vitalizio agli ex parlamentari condannatiper reati gravissimi come mafia e corruzione. In questi mesi la petizione di Riparte il futuro ha raccolto oltre mezzo milione di firme diventando la campagna più popolare mai realizzata in Italia. Segno che questa richiesta non può più essere ignorata dalle Istituzioni.
Proprio oggi una delegazione di Libera, promotrice dell'appello, ha incontrato i Presidenti di Camera e Senato per la consegna simbolica delle firme.
In vista della convocazione prevista per il 7 maggio della riunione degli Uffici di presidenza di Camera e Senato, che potranno decidere l'effettiva modifica del Regolamento, Enrico Fontana, Coordinatore di Libera, Franco La Torre della Segreteria nazionale e Elisa Finocchiaro direttore della piattaforma Change.org, che ha supportato la petizione fin dal suo lancio, si sono recati da Pietro Grasso e Laura Boldrini per testimoniare l'impegno della società civile e chiedere un intervento immediato.
"Chiediamo una norma di buon senso. [...] Essere condannati per reati gravi come mafia e corruzione non fa corrispondere più ai requisiti minimi previsti dalla Costituzione", ha dichiarato Enrico Fontana.
Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro...
CLICCA QUI per saperne di più sull'iniziativa e per firmare
Ho pubblicato il video riportato sopra sul mio profilo Facebook, con il seguente commento: "Cosa fa con quella bacchetta e con fare minaccioso il professore??? Se la cacci dove non batte il sole! Per quanto mi riguarda, sto con lo studente." scatenando un putiferio di commenti e polemiche.
Mi è passato dinnanzi sulla home, e lo ho condiviso con 'leggerezza', senza pensare che ne sarebbe derivato un acceso dibattito, ma visto l'interesse suscitato dall'argomento, ho deciso di scrivere alcune riflessioni. Se volete leggere i commenti al post, o partecipare alla discussione su Facebook, cliccate qui. Dite la vostra.
Come ho scritto nei commenti al post, probabilmente ho sbagliato a dire che ha ragione lo studente; e con questa affermazione non intendo fare 'marcia indietro' o rimangiarmi il commento, scritto emotivamente, dopo aver guardato il video. Assolutamente. Tuttavia riflettendoci riconosco che, come hanno osservato alcuni commentatori, non ha ragione ne il docente, ne l'alunno che risponde spintonandolo. Mi spiego meglio di seguito.
Personalmente ritengo sbagliato e inaccettabile che un docente si rivolga in quel modo ad un alunno, con la bacchetta a mo' di bastone, con fare minaccioso, e cercando lo scontro fisico, visto che si avvicina a lui. "gli va sul muso" come si dice in Toscana.
L'alunno non colpisce per primo, l'alunno si difende e allontana il docente, che non contento, torna alla carica.
L'educazione non si insegna a bacchettate. Ci sono le classiche 'note da far leggere ai genitori', i 'rapporti sul registro di classe', poi le sospensioni e la bocciatura. Ripetere un anno fa più male di una bacchettata... che è inammissibile. La violenza non insegna niente. NIENTE!
Punire con pene corporali uno studente, significa sdoganare il concetto che chi sbaglia può essere percosso.
Ma scherziamo? Nel passato quando venivano usati questi "metodi educativi" infatti c'erano più risse, i genitori frequentemente picchiavano i figli, i quali "imparavano" che gli errori si pagano a suon di botte, con tutto quello che questo comporta anche a livello di società. Oltre al fatto che se la maggioranza dei genitori si limitavano nel percuotere, c'era una minoranza che eccedeva, traumatizzando il ragazzo. Anche per questo è giusto che le botte non siano considerate un metodo educativo.
Una ragazza ha commentato con le seguenti parole, che rappresentano il pensiero di molti:
quella bacchetta ha tirato su generazioni e generazioni di ragazzi educati e rispettosi, se si continuasse ad usarla le cose continuerebbero ad andare bene , invece...vediamo in che mondo viviamo. io sto col prof.
a questa riflessione, personalmente ho risposto così:
sicuramente prima c'era maggiore educazione, ma certo non dipende dalle bacchettate. Anzi sdoganare la violenza quale metodo educativo o punitivo ha generato dei MOSTRI. Le mani stiano in tasca. Un docente e un genitore hanno altri metodi a disposizione. Poi se ci sono situazioni particolari... ma non questa. Quel professore con quell'atteggiamento non insegna ne educa un bel niente.
E' vero che dalle "bacchettate sulle mani" dei decenni scorsi, oggi il sistema educativo è diventato 'eccessivo' nella direzione opposta, con i docenti che devono stare fin troppo attenti anche nel "pesare" le parole che pronunciano.
E' verissimo anche il fatto che i genitori di oggi sono troppo indulgenti con i propri figli, e spesso ne assumono le difese anche quando sbagliano, educandolo nel peggiore dei modi. Ma la soluzione non sono certo le bacchettate e le pene corporali.
La società negli ultimi decenni è profondamente cambiata, e da molti punti di vista c'è stato un peggioramento.
Tra i giovani è aumentato l'uso di droghe; a livello sessuale dall'emancipazione siamo arrivati al punto che fare sesso con il primo che capita è diventato "normale", etc. le cose sono profondamente cambiate, e pensare che i problemi educativi di oggi derivino dall'abolizione delle pene corporali è assurdo e destituito di fondamento.
Ormai, per fortuna, certi metodi educativi sono relegati al terzo mondo: solo in questi paesi vengono ancora utilizzate pene corporali. In occidente almeno su questo, c'è stato progresso. E ci sono stati effetti positivi sulla società.
Si parla tanto di "bullismo", ma in realtà questo fenomeno è diminuito sensibilmente. Prima non se ne parlava affatto. E anche le risse fra giovani, sono diminuite rispetto al passato.
Personalmente, ho iniziato il percorso scolastico nel 1986 (o nel 1987, non ricordo a memoria, ma non è rilevante ai fini del ragionamento che voglio proporre) in quegli anni, i nuovi alunni venivano accolti, in particolare alle scuole medie, con la "pattonata" (dalle mie parti si dice così) ovvero uno "scapaccione" inferto sulla nuca o sulla testa, utilizzando uno o più diari scolastici. Inoltre ai "primaioli" alle medie veniva imposto di pagare il panino.
Normalmente era una goliardata, ma non mancava mai il bullo che esagerava, utilizzava 3-4 diari sovrapposti per dare il "pattone" e percuoteva piuttosto forte, facendo piangere qualche ragazzino. L'anno successivo coloro che avevano subito la "pattonata" l'anno precedente, la imponevano ai nuovi studenti, e così via.
Nelle scuole gli episodi di bullismo, più o meno gravi, o di studenti che arrivano alle mani, fino alle "risse", erano sicuramente molto più frequenti. E ovviamente non solo a scuola: anche fuori, nei luoghi di aggregazione, nelle discoteche. Negli anni 90' erano molto frequenti le risse, spesso tra gruppi di paesi vicini, tra i quali c'era rivalità. Anche il "campanilismo" era più accentuato.
Ricordo che negli anni '90 i ragazzi più grandi mi raccontavano che negli anni '80, quando erano ragazzini loro, le risse erano più frequenti rispetto a quel periodo, metà anni 90. E oggi sono meno rispetto agli anni 90, anche se questo trend positivo di diminuzione delle risse, si sta interrompendo, ma c'è da dire che spesso le risse di oggi coinvolgono stranieri, provenienti da paesi culturalmente meno evoluti del nostro. Dove i sistemi educativi prevedono anche le pene corporali...
E’ scoppiata la caccia alla notizia che riguarda il colosso bancario Intesa San Paolo coinvolto suo malgrado in una indagine della GdF su presunte tasse non versate da parte della società controllata EURIZON per svariati milioni di euro. Ma vediamo un po’ di dati per i curiosi: 89.500 dipendenti ripartiti tra Italia e resto del mondo in diminuzione nel 2014 di oltre 700 dipendenti, aumento delle spese legali che ammontano a 180 milioncini di euro e altri 180 milioni di euro per consulenze professionali e capirete leggendo l’articolo fino in fondo perché!
Udite udite, sono 162 i miioni di euro spesi per la pubblicità e attività promozionali in aumento di 6 milioni rispetto al 2013 ( che sia questa la cifra per la pubblicità con un famoso attore?). Comunque ci sarà una distribuzione di 7 centesimi di euro per ogni azione ordinaria e poco più di 8 centesimi per ogni azione di risparmio, Bene gli utili per oltre 3400 Milioni di euro ( grazie alla professionalità del capitale umano di questo gruppo) e tasse versate allo Stato per oltre 1750 Milioni di euro….non male quasi quasi la metà dell’IMU nazionale.
Sono 270 le agenzie chiuse e altre faranno la stessa fine nel 2015, oltre 4500 persone in eccesso ( circa il 5 % del totale dipendenti) che per il momento sono stati ri-allocati in altre attività….per cui il CEO Messina non manda a casa nessuno…o quasi, anche perché sono ben 170 i dirigenti che nel 2014 e sino a giugno 2015 lasciano il Gruppo con un costo di 85 milioni di euro per la Banca.
La Banca Ungherese Cib è una spina nel fianco in quanto anche per il 2014 ha pesato con una perdita di oltre 335 milioni di euro – oltre ai 460 milioni del 2013…..brutta cosa questa, e il 2015 quali altre novità negative?
Il barcone naufragato viene raccolto da una nave mercantile che deve fare rotta nel porto del capoluogo ligure.
Nonostante cerchino di confondersi tra i clandestini, gli scafisti vengono presi e sbattuti in cella al carcere di Marassi.
Qui parlano liberamente, senza sapere della cimice che registra le loro conversazioni. Per loro essere arrivati a portare gliimmigrati fino a Genova è un motivo di vanto. "Perché nessuno è mai arrivato fino qui - si lodano gli egiziani Idris, Hani e Abdalla - in patria diventeremo dei miti, quando tutti sapranno che siamo riusciti ad arrivare fino nel porto di Genova diventeremo famosi. Nessuno dei migranti è stato mandato indietro". Dietro alle sbarre parlano anche del risvolto pubblicitario che avrà il viaggio. "Quando sapranno che tutti quelli che erano a bordo - dice Mohamed, un loro connazionale recluso - sono entrati a Genova con il vostro viaggio lavorerete proprio tanto".
“La norma sulla ‘tenuita”, in vigore dal 2 aprile, è residuale, inapplicabile di fatto, ai reati contro gli animali. Maltrattamenti e uccisioni non solo continueranno ad essere perseguibili ma non archiviabili nella stragrande maggioranza dei casi anche alla luce del nuovo articolo 131-bis del Codice penale voluto dal Governo e avallato dalla grande maggioranza del Parlamento. I reati contro gli animali rimangono quindi perseguibili d’ufficio e ogni Forza di polizia e’ tenuta a intervenire pena la denuncia per omissione d’atti d’ufficio. Le guardie zoofile continueranno pertanto ad agire per reprimere i reati contro gli animali, dimostrando la gravita’ dei reati in ogni occasione”.
Lo dice l’Oipa, l’Organizzazione internazionale Protezione animali, a proposito del decreto di Depenalizzazione. Per l’Oipa si tratta “di un brutto articolo, proposto per ottenere, forse, una giustizia più veloce dando pieno mandato alle Procure di sfoltire i procedimenti per le previsioni fino a cinque anni di reclusione; ma non è una depenalizzazione e peraltro vede fra le pochissime eccezioni all’applicazione della ‘tenuità del fatto’ i motivi abietti o futili, la crudeltà, ‘anche in danno di animali’.” In più, “l’obbligo per la Procura di notificare sempre e comunque alla persona offesa, compresi gli Enti che, come le associazioni animaliste, perseguono ‘finalità di tutela degli interessi lesi dai reati contro gli animali’, l’eventuale richiesta di archiviazione permettendo così una strenua opposizione all’istituto anche nei casi più blandi, facendo valere il principio inderogabile di derivazione comunitaria che mai può essere un fatto tenue, ciò che comporta la compromissione della vita e della salute di un singolo animale”, spiega l’Organizzazione.
Lo comunica la Polizia di Stato, sul sito ufficiale:
Entro il 4 maggio 2015 chi detiene armi deve presentare il certificato medico di idoneità psicofisica alla detenzione; in pratica lo stesso certificato richiesto per il rilascio del nulla osta all'acquisto, previsto dall'art. 35 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Lo stabilisce il decreto legislativo n. 121 del 29 settembre 2013, entrato in vigore il 5 novembre, che ha introdotto diverse novità in tema di controlli per l'acquisizione e la detenzione di armi (bianche, da sparo o da fuoco).
La certificazione dovrà attestare che il richiedente non sia affetto da malattie mentali oppure patologie che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti e psicotrope oppure abusare di alcol.
Il certificato medico in questione è rilasciato dal medico provinciale o dall'ufficiale sanitario (attualmente Asl) o da un medico militare.
Sono esentati dall'obbligo di presentazione coloro che nei sei anni antecedenti l'entrata in vigore del decreto, abbiano già consegnato il certificato al momento della richiesta di una licenza di porto d'armi o di un nulla osta all'acquisto di armi.
Al Senato si è fatto un colpaccio contro l’ambiente. Utilizzando una cosa nobile come l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale, e’ stata introdotta una norma subdola che, se il disegno di legge sugli ecoreati sarà trasformato in legge senza essere modificato alla Camera, rende inapplicabile il reato di disastro ambientale.
Il Senato, infatti, ha inventato il disastro ambientale ‘abusivo’ ossia un disastro che puo’ essere punito solo se commesso ‘abusivamente’. Altrimenti, il fatto non sussiste e l’imputato viene assolto.
Si e’ cosi passati dal criticabile all’inaccettabile (come denuncia in un articolo Gianfranco Amendola un autorevole e storico magistrato specializzato nel contrasto ai reati ambientali). Si vuole evitare che la nuova incriminazione possa comprendere anche chi ha svolto la sua attivita’ avendo avuto un pezzo di carta che si chiama ‘autorizzazione’; ma in un paese “normale” cio’ non dovrebbe essere possibile perchè la P.A. non potrebbe mai autorizzare una condotta suscettibile di portare ad un disastro ambientale: invece di modificare le nostre pessime leggi ambientali per evitare di concedere autorizzazioni che possono portare a disastri, si sceglie di rendere lecito un disastro.
Per appropriazione indebita di fondi pubblici occorre prevedere il carcere a vita. Su questa iniziativa lavorano i deputati della Duma di Stato della Russia. A loro avviso, tale misura contribuirà efficacemente nella lotta alla corruzione.
Per appropriazione indebita di fondi statali e di denaro proveniente da fondi aggiuntivi come pensioni, assicurazione sociale, assicurazione sanitaria obbligatoria, occorre prevedere delle vere sanzioni penali.
Non deve essere una multa o una sospensione condizionale della pena, ma occorre la detenzione in carcere. Inoltre la pena dovrà essere commisurata all’entità del furto commesso fino a prevedere il carcere a vita.
Sulla proposta per un tale inasprimento del codice penale, è attualmente al lavoro un gruppo di deputati del Parlamento russo. E’ importante non prevedere la liberazione condizionale per condanne su tali articoli, ha detto il co-autore del disegno di legge nonché componente della commissione della Duma per il codice civile, penale, per l’arbitrato e le procedure sulla legislazione Ivan Sukharev:
Se lasciamo entrare decine di migliaia di persone che non hanno documenti, non possono lavorare e quindi delinquono, non si integrano nel tessuto sociale, gli consentiamo di vivere di espedienti, quasi sempre in situazioni di disagio e degrado, è ovvio che accadano casi come quello di Kobobo e di Terni. E ce ne saranno inevitabilmente altri se la situazione non cambia!
Chi non può lavorare, chi non ha prospettiva, senza aspettare che si metta a delinquere per sopravvivere, deve essere rimandato a casa, come accade in Belgio anche con i cittadini comunitari. Il governo belga ha rispedito al mittente persino 265 italiani (vedi: http://www.mattinonline.ch/il-belgio-espelle-265-italiani-troppo-poveri-per-stare-da-noi-a-spese-dello-stato/)
RICHIEDENTI ASILO
Dare ospitalità a chi scappa dalla guerra è doveroso. Ma a chi scappa dalla guerra, non a chi FINGE di scappare dalla guerra. La domanda di asilo deve essere valutata in 2 settimane, non in 7/8 mesi e talvolta di più.
I richiedenti asilo sono seguiti dagli assistenti sociali, vivono in strutture, hanno da mangiare e un tetto, non sono abbandonati a se stessi a spacciare, drogarsi e ubriacarsi nelle piazze.
Questo è l'unico modo per evitare stragi, che sono la logica conseguenza della situazione sopra descritta.
Delle varie leggi anti-homeless, ideate dagli americani maormai "sbarcate" anche nell'ex belpaese (ci sono comuni del nord che hanno disposto ordinanze anti-homeless, ponendoli alla stregua di un problema di ordine pubblico e di degrado, e non di un problema sociale) ci siamo occupati più volte. Torniamo a farlo con una vicenda orrenda, disumana, che dovrebbe far pensare circa "dove stia andando" l'umanità, anzi a questo punto è più appropriato usare il "presente", chiediamoci "dove è andata a finire l'umanità."
Il fatto che sia accaduto in Usa non ci esenta da riflessioni: dopotutto siamo una colonia statunitense, e quello che avviene oggi negli Stati Uniti è quanto accadrà in Italia ed in Europa tra qualche anno. E in ogni caso, vicende di ignobiltà simile già avvengono nel nostro paese, è di pochi giorni fa la notizia, di cui ha parlato solo il web, di un 60enne paralizzato da un ictus sfrattato senza pietà, perché impossibilitato di pagare l'affitto.
Nel paese esportatore di democrazia per eccellenza, quello dove le banche demoliscono le case pignorate alle famiglie considerate in eccedenza rispetto alle richieste del mercato immobiliare, (le demoliscono piuttosto che lasciarle ai proprietari e spalmare loro i debiti, oppure devolverle in beneficienza... e pensare che il numero dei senzatetto in Usa è elevatissimo...) un uomo di 90 anni è stato multato e condannato a 2 mesi di reclusione (che rischia di dover scontare...) per avere somministrato cibo a dei senzatetto, violando le locali disposizioni di legge. Ora il 90enne rischia di vedersi aprire le porte del carcere, nonostante la veneranda età, il suo gesto generoso rischia di costargli la perdita di ben due mesi di vita, tempo che il signore dedicherebbe volentieri ad aiutare il prossimo.
Arnold Abbott, 90 anni, dà da mangiare ai senzatetto e finisce in prigione: arrestato a Fort Lauderdale, in Florida
Sessanta giorni di prigione e una multa di 500 dollari, circa 400 euro. Questa la pena che si trova a scontare Arnold Abbott, un 90enne di Fort Lauderdale, in Florida. LA sua colpa? Quella di aver dato da mangiare ai senzatetto del suo quartiere. Una legge, infatti, vieta la condivisione del pasto in quella zona. Per questo la sua buona azione, come quella dei fedeli della parrocchia che ogni giorno si adoperano per i bisognosi, rischia di costargli molto cara.
A parlare non è Matteo Salvini, nè la sua amica Marine Le Pen. Ma il direttore di Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. Fabrice Leggeri spiega in una intervista alla vigilia della stagione estiva, che è quella più delicata per gli sbarchi dal Nord Africa, che ci dobbiamo preparare al peggio per l’anno che è appena iniziato. Che la “invasione” dello scorso anno sarà nulla rispetto a quel che ci attende nei prossimi mesi.
Finalmente una inversione di rotta??? Noi purtroppo non ci crediamo. Gli interessi in ballo sono altissimi, un giro di affari miliardario gestito dai clan mafiosi, che da sempre hanno saldi legami con la politica... speriamo di sbagliarci... Staff nocensura.com
Lo Stato si arrende alle droghe leggere. La Direzione Nazionale Antimafia lo scrive nero su bianco: è giunto il tempo di legalizzare gli spinelli. In un rapporto di sei cartelle, reso pubblico dal Garantista, la Dna sostiene che nonostante siano state impiegate nel 2014 "enormi risorse umane e materiali" per contrastare il fenomeno in Italia l’anno scorso sono stati immessi sul mercato 3 milioni di kg di cannabis, tra hashish marijuana e piantine. Tradotto in dosi, fanno 200 per ciascuno italiano. Duecento spinelli a testa, vecchi e bambini compresi. Parliamo dunque di qualcosa come 10 miliardi di dosi, o canne, commercializzate ogni anno nel nostro Paese. "Con le risorse attuali", si legge nel rapporto, "non è né pensabile né auspicabile, non solo impegnare ulteriori mezzi ed uomini sul front anti-droga inteso in senso globale, comprensivo di tutte le droghe", ma neppure "tantomeno, è pensabile spostare risorse all’interno del medesimo fronte, vale a dire dal contrasto al traffico delle (letali) droghe pesanti al contrasto al traffico di droghe leggere. In tutta evidenza sarebbe un grottesco controsenso".
Si riaccendono le polemiche in merito all'obbligatorietà del POS per professionisti e partite Iva.
E se qualcuno aveva sperato che tutto sommato si trattasse solo di un obbligo "virtuale" non essendo stato previsto un sistema sanzionatorio, ora l'obbligatorietà sta per diventare concreta. E' stato infatti presentato il disegno di legge numero 1747 (qui sotto allegato) intitolato "Disposizioni relative all’obbligo per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di dotarsi di adeguati strumenti di pagamento elettronici per pagamenti superiori ai 30 euro"
Con questo DDL si andrebbe a colmare una lacuna della legge 221 del 2012 di conversione del decreto 179/2012, che pur avendo previsto l'obbligatorietà del POS non aveva previsto le relative sanzioni .
In buona sostanza chi non si adegua dovrà pagare una sanzione di € 500 dopo di che avrà 30 giorni di tempo per adeguarsi e 60 giorni per comunicare l'adeguamento alla Guardia di Finanza.
In difetto scatterà una sanzione di 1000 euro con ulteriore termine di 30 giorni per conformarsi alle previsioni normative.
Se poi si lascia trascorrere anche questo termine senza munirsi del POS la Guardia di Finanza disporrà la sospensione dell'attività professionale o commerciale fino a che non ci sarà il completo adeguamento alla normativa.
Il disegno di legge prevede anche agevolazioni fiscali per chi utilizza gli strumenti elettronici di pagamento: viene resa possibile, infatti, la detrazione dall’imponibile reddituale del costo percentuale di ciascuna transazione eseguita per il tramite dei suddetti strumenti di pagamento.
Vi segnaliamo la denuncia pubblicata oggi da ilsecoloxix.it circa la pesca selvaggia ed illecita nel fiume Po ad opera di bande dell'est Europa che contrabbandano pesce. Per pescare utilizzano tecniche devastanti per la flora e per la fauna. OCCORRE CHE LE AUTORITA' INTERVENGANO SERIAMENTE! Ma purtroppo, mentre in alcune regioni del sud i forestali sono in forte esubero (1) migliaia di uomini impiegati in pochi km di territorio, il Corpo Forestale dello Stato è sottodimensionato, e più volte il governo ne ha ventilato la chiusura e l'accorpamento nella Polizia.
(1) Una precisazione: i forestali in esubero in certe regioni sono quelli assunti dalla Regione, ovvero dall'amministrazione regionale, e non dallo Stato. Molti confondono i forestali regionali con il Corpo Forestale dello Stato: non è la stessa cosa, ne abbiamo parlato qui.
I predatori del Po: le bande dell’est che massacrano il fiume
Cacciati dalla valle del Danubio, come antichi barbari hanno trovato un’altra terra da depredare. Anzi, un altro fiume. Il Po. Sono i circa 200 bracconieri di origine romena che stanno distruggendo l’ecosistema più grande fiume italiano in nome di un business illegale e feroce, condotto con metodi da Far West. E che lo Stato non riesce a fermare.
L’allarme dei “predatori del Po” viene rilanciato oggi a Gonzaga, provincia di Mantova, a “Carpitaly”, convegno nazionale dedicato alla pesca sportiva. E dove quest’emergenza è al centro di uno dei dibattiti più attesi. «Parliamo di bracconaggio 2.0 – spiega Roberto Ripamonti, mito della pesca sportiva italiana e divulgatore televisivo – perché qui non siamo ai vecchi, romantici fenomeni di pesca illegale che non lasciavano tracce sugli ecosistemi». LEGGI TUTTO sul sito del Secolo XIX
Come si evince dall'articolo, la situazione è grave: si tratta di un business colossale per i contrabbandieri, ai quali delle sorti del fiume, della flora e della fauna di certo non interessa niente. Devono essere fermati, e vista la gravità della situazione, sarebbe necessaria l'istituzione di una task force, composta da uomini delle forze dell'ordine e dell'esercito, da affiancare al Corpo Forestale. Devono essere fermati!
Sono rimasto esterrefatto apprendendo questa notizia. Che mi fa arrabbiare non poco. Ormai l'Italia è sotto attacco concentrico: qui non si salva niente, NEMMENO I PESCI DEL PO!
Proseguono le polemiche dopo il caso del benzinaio di Vicenza che ha colpito il rapinatore. Ma quand’è che la legge consente di usare le armi?www.panorama.it
Risponde alle domande Stefano Toniolo, avvocato penalista ed associato dello Studio Martinez&Novebaci di Milano.
Quando è possibile usare un’arma legittimamente detenuta senza incorrere in conseguenze giudiziarie?
L’articolo 52 del codice penale prevede una cosiddetta causa di giustificazione che rende non punibile chi abbia commesso un fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. I requisiti delle legittima difesa sono quindi sostanzialmente tre:
1- la difesa deve essere necessaria (per cui non è configurabile l’esimente quando l’agente abbia avuto la possibilità di allontanarsi);
2- il pericolo dell’offesa deve essere attuale (intendendosi come attuale un pericolo presente o incombente e non futuro o già esaurito);