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martedì 4 ottobre 2016

La Russia sta preparando enormi rifugi di fronte alla possibilità di una guerra termo nucleare con gli USA




In Russia si stanno realizzando enormi bunkers antinucleari a Mosca, capaci di ospitare fino a 12 milioni di persone, mentre Putin si prepara ad una possibile guerra nucleare con gli USA.
I giganteschi rifugi, la cui costruzione è stata rivelata il venerdì dai funzionari russi, sono una risposta alla recente escalation di tensioni ed accuse tra Mosca e Washington per causa del conflitto in Siria, come ha riferito oggi il giornale britannico Express.
In concreto, entrambi i paesi si sono scambiati accuse sul fallimento della tregua che era stata proclamata per una settimana in Siria. Secondo Washington, Mosca non aveva preso le misure adeguate per far cessare l’offensiva dell’Esercito siriano contro i terroristi in Aleppo, mentre la Russia denuncia che gli statunitensi non sono stati capaci di separare i terroristi dall’opposizione.
“La cooperazione in Siria è stato l’ultimo e migliore colpo dell’Amministrazione Obama per prevenire la spirale discendente delle relazioni bilaterali con la Russia”, ha stimato un vecchio esperto della Casa Bianca,  Andrew Wiess S..
Tuttavia il canale TV russo Zvezda ha avvisato i suoi cittadini che “gli schizofrenici dell’America stanno affilando le armi nucleari contro Mosca”, ha aggiunto il giornale britannico.

Il giornale commenta che il presidente della Russia, Vladimir Putin, avrebbe ordinato lo scorso mese la costruzione di una installazione di 400.000 miglia quadrate in una regione appartata dei Monti Urali, considerati la frontiera naturale tra l’Europa e l’Asia, da dove potrebbe dirigere il conflitto nucleare.
Putin ha firmato il Lunedì un decreto con cui ha sospeso il trattato sulla riconversione del plutonio militare in combustibile nucleare di uso pacifico nel considerare che Washington minaccia la stabilità strategica tra le due potenze e non ha intenzione di adempiere agli accordi precedenti.
Una guerra tra gli USA e la Russia potrebbe provocare una catastrofe, visto che la Russia mantiene nei suoi arsenali più armi nucleari che non gli USA, con 8.400 testate nucleari, di fronte alle 7.500 di cui dispongono gli USA.
Nota: Naturalmente una eventuale guerra USA- Russia coinvolgerebbe pesantemente l’Europa ed in particolare tutti i paesi dove vi sono numerose basi militari USA-NATO, in particolare i paesi dell’Est, la Romania, il Kosowo, la Bulgaria ed i paesi baltici, oltre alla Germania,  all’Italia, alla Francia ed alla Gran Bretagna, tutti paesi inclusi nell’alleanza NATO di cui gli USA si servono come proprio braccio militare per attuare le proprie politiche e finalità geopolitiche estese in varie regioni del mondo, dal Medio Oriente all’Afghanistan.
Il problema dell’appartenenza alla NATO e dei rischi che questo comporta non viene minimamente dibattuto nei paesi europei, visto che tutti i governi europei sono totalmente asserviti alle politiche dettate dagli USA e neanche le forze di (apparente) opposizione sono sensibilizzate al problema di una alleanza che, da difensiva (ai tempi della guerra fredda ed dell’URSS) ogi è divenuta strumento di espansionismo di una politica aggressiva degli USA, come dimostrato dalle ultime guerre volute da Washington in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, ecc…
Tutte guerre combattute con il pretesto della lotta al terrorismo che hanno ottenuto il risultato opposto: massima espnsione dei gruppi terorristi e destabilizzazione e caos portato in tutti i paesi dove vi è stato un intervento occidentale.
Traduzione, sintesi e nota: Luciano Lago

Da controinformazione.info

domenica 10 luglio 2016

Dopo l'invasione dell'Iraq, "il mondo è migliore", si difende Blair, nonostante migliaia di morti



Anche dopo la pubblicazione del rapporto Chilcot sulla decisione dell'ex Primo Ministro britannico di impegnare militarmente il suo paese in Iraq negli anni 2003-2009, decisione "evitabile" secondo il rapporto, Tony Blair continua a sostenere di aver preso una buona decisione.

 
"Abbiamo preso la decisione giusta. Il mondo è migliore e più sicuro senza Saddam Hussein ", ha detto il primo ministro britannico, Tony Blair, nel corso di una conferenza stampa tenuta dopo la pubblicazione del Rapporto Chilcot, la cui elaborazione ha richiesto più di sette anni . 
 
"Se il dittatore iracheno Saddam Hussein fosse rimasto al potere nel 2003, avrebbe continuato a rappresentare una minaccia per la pace nel mondo", ha aggiunto, respingendo l'accusa che l'intervento in Iraq ha aumentato la minaccia terrorista.

Anche se i 12 volumi del rapporto condannano la decisione di invadere l
Iraq militarmente, Tony Blair continua a giustificare la guerra in Iraq che ha ucciso decine di migliaia di iracheni e 179 soldati britannici.
 
"E 'stata la decisione più difficile che abbia mai preso [....] E l'ho presa in buona fede pensando al migliore interesse del Paese. Me ne assumo la piena responsabilità. Ho più dolore, rimorso e rimpianto di quanto possiate sapere o immaginare" 
 
"Accetto il fatto che specialmente con il senno di poi avremmo dovuto affrontare la situazione in modo diverso" ha detto l'ex leader laburista. Ma ha aggiunto: "non ci sono state menzogne, il parlamento e il governo non sono stati fuorviati, non c'è stato un impegno segreto per la guerra. L'intelligence non è stata falsificata e la decisione è stata presa in buona fede". 



mercoledì 4 maggio 2016

Armi biologiche? Sotto il controllo di nessuno

L’impiego di armi chimiche da parte del Daesh dimostra la disponibilità di un arsenale in mano ai terroristi. Si tratta di un pericolo limitato alle regioni sotto controllo del Daesh o rappresenta una minaccia globale?

Le notizie riguardanti attacchi chimici a firma dei tagliagole non possono che incutere terrore fra l'opinione pubblica e assumere toni eclatanti nei media, ma quanto è probabile un attacco terroristico di tipo chimico in Europa? Secondo il professore Trifirò non si tratterebbe di un pericolo globale, bensì limitato a determinate regioni in mano ai terroristi.
"Le armi chimiche sono sotto controllo dell'OPAC, mentre le armi biologiche non sono sotto il controllo di nessuno, come quelle nucleari. Lì ci vedo un grande pericolo",
sottolinea in un'intervista rilasciata a Sputnik Italia il chimico Ferruccio Trifirò, professore emerito all'Università di Bologna, unico esperto italiano nel Comitato scientifico dell'Organizzazione per la proibizione di armi chimiche, l'OPAC.
— Professore Trifirò, le armi chimiche a suo avviso oggi sono una vera minaccia per il mondo?
— No, non credo che siano una minaccia. Innanzitutto la gran parte delle armi chimiche, un 90%, è già stato distrutto. Per i terroristi fare armi chimiche non è così facile, quindi non la vedo come una grande minaccia in questo momento. Le industrie chimiche devono essere sotto controllo come lo sono oggi.
— I terroristi del Daesh però sono in possesso di armi chimiche. C'è chi non esclude il rischio di attacchi chimici anche in Europa. Secondo lei non è un rischio reale?

venerdì 27 marzo 2015

Un cartone animato giapponese illustra il bombardamento nucleare di Hiroshima

Un cartone animato a dir poco geniale, che spiega in modo impeccabile e comprensibile a tutti, anche a chi non ha le minime conoscenze economiche, la truffa monetaria, ovvero il fatto che l'emissione monetaria, in quasi tutte le nazioni del mondo ("casualmente" le poche nazioni che posseggono la propria sovranità monetaria, sono quelle incluse dell'elenco degli "stati canaglia" dagli USA) sia gestito da banchieri privati. Proprio così: la BCE, come l'americana FED, non sono istituzioni pubbliche, come erroneamente ritenuto dalla maggioranza delle persone, ma vere e proprie banche private! La BCE come potete leggere anche su wikipedia, è di proprietà delle banche centrali nazionali che compongono l'eurozona. La Banca d'Italia per esempio, possiede il 13% delle quote. Ma chi controlla la banca d'Italia? Le banche private! I soci sono indicati, anche in questo caso, persino su wikipedia, e come potete osservare l'unico ente pubblico che possiede una piccola percentuale della banca d'Italia è l'INPS, che controlla il 5% delle quote. I banchieri privati creano dal NULLA la moneta, e la prestano alle nazioni esigendo un tasso di interesse. In Italia paghiamo qualcosa come 100 miliardi all'anno solo di interessi sul debito pubblico. Una cifra astronomica che ogni anno viene sottratta agli italiani mediante le tasse e consegnata ai banchieri privati...

Fonte: caosvideo


Quando si parla di 2° guerra mondiale, che ha provocato decine di milioni di morti, si parla quasi solo dei crimini...
Posted by Informati on Venerdì 27 marzo 2015



giovedì 26 marzo 2015

Armi: novità per la detenzione, serve il certificato medico

Armi

Lo comunica la Polizia di Stato, sul sito ufficiale:
Entro il 4 maggio 2015 chi detiene armi deve presentare il certificato medico di idoneità psicofisica alla detenzione; in pratica lo stesso certificato richiesto per il rilascio del nulla osta all'acquisto, previsto dall'art. 35 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Lo stabilisce il decreto legislativo n. 121 del 29 settembre 2013, entrato in vigore il 5 novembre, che ha introdotto diverse novità in tema di controlli per l'acquisizione e la detenzione di armi (bianche, da sparo o da fuoco).
La certificazione dovrà attestare che il richiedente non sia affetto da malattie mentali oppure patologie che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti e psicotrope oppure abusare di alcol.
Il certificato medico in questione è rilasciato dal medico provinciale o dall'ufficiale sanitario (attualmente Asl) o da un medico militare.
Sono esentati dall'obbligo di presentazione coloro che nei sei anni antecedenti l'entrata in vigore del decreto, abbiano già consegnato il certificato al momento della richiesta di una licenza di porto d'armi o di un nulla osta all'acquisto di armi.

giovedì 19 marzo 2015

La Russia invia aiuti umanitari in Ucraina: gli Usa inviano armi pesanti!

Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi ha attraversato il confine ucraino
Mosca, 19 marzo 2015/Sputnik/. Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi, composto da più di 170 camion carichi di 1.900 tonnellate di cibo, medicine e materiale da costruzione, ha attraversato il confine dell’Ucraina orientale, ha affermato questa mattina il centro nazionale per le situazioni di crisi del Ministero delle Emergenze russo.

"I veicoli del Ministero delle Emergenze con gli aiuti umanitari per il Donbass hanno completato le procedure di dogana ai due punti di controllo alla frontiera di Donetsk e Matveyev Kurgan. Tutti i veicoli sono passati attraverso tutte le formalità doganali e di controllo di frontiera e hanno attraversato il confine", ha affermato un rappresentante del centro.

Il funzionario ha aggiunto che il convoglio sarà diviso in due, una parte andrà per l'auto-proclamata Repubblica Popolare di Donetsk, l'altra alla Repubblica popolare di Lugansk e arriveranno ai loro punti di destinazione in poche ore.

martedì 10 marzo 2015

I lobbysti tedeschi delle armi corrompevano i greci mentre la Troika imponeva diktat


INCHIESTA ESPLOSIVA / IL SISTEMA MILITARE INDUSTRIALE TEDESCO HA CORROTTO LA GRECIA MENTRE LA TROIKA IMPONEVA I DIKTAT

Berna, e cioè la giustizia svizzera, ha sequestrato 35 milioni di franchi svizzeri in conti bancari nel vasto scandalo di corruzione e riciclaggio di denaro relativi a contratti di difesa in Grecia. Vicenda che comunque ha già fatto "guadagnare" 20 anni di carcere a un ex ministro greco.

Ricordiamo che sono state pagate tangenti per facilitare la sottoscrizione di contratti di vendita di armi alla Grecia alla fine del 1990 e primi anni 2000.

"Circa quattro milioni di franchi sono già stati restituiti al governo greco lo scorso anno", ha detto da parte sua il portavoce del pubblico ministero della Confederazione (MPC), Jeanette Balmer, confermando informazioni pubblicate nel quotidiano "NZZ am Sonntag ".

In questa occasione, Jeanette Balmer ha voluto ricordare che le tangenti erano state pagate a politici e funzionari greci, quando la Grecia acquistò (ma ne aveva la necessità? No)  missili anti-aerei, carri armati e sottomarini. "Il denaro è stato poi trasferito la piazza finanziaria svizzera " ha continuato la portavoce del pubblico ministero.

Circa 20 milioni di franchi sfuggiti alle autorità fiscali greche è "atterrato in Svizzera", in particolare attraverso le cosiddette operazioni di compensazione. "Questi importi, tuttavia, sono stati prodotti attraverso un meccanismo complesso. Si è scoperto che le imprese di armamento coinvolte nel caso pagavano delle tangenti, presentate come spese di consulenza, sui conti che fondazioni greche avevano in Svizzera.

mercoledì 25 febbraio 2015

F-35: mentre nessuno guarda se ne comprano novanta


Di Alberto Palladino

Il governo ha confermato l’impegno italiano nell’acquisto dei novanta “super aerei” della statunitense Lockheed Martin. Con un tweet la ministra della difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che “ Il programma prosegue secondo l’illustrazione data al Parlamento” e che il “numero di 90 è stato stabilito dal precedente Governo” con buona pace della tanto acclamata spending review militare che secondo Renzi avrebbe dovuto tagliare, se non abbattere, i costi per l’acquisto del discusso velivolo.
Era stata una mozione proprio del Pd a portare il premier, appena cinque mesi fa, a dichiarare che si sarebbe impegnato a: «riesaminare l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget». Si sarebbe dovuti passare, quindi, dai tredici miliardi iniziali a sei e mezzo con cui però si sarebbe potuto acquistare, oltre ai sei già in hangar, appena altri venti F-35.
Nessun ridimensionamento quindi, menchemai un taglio ai costi, l’Italia va avanti nel programma F-35 come disegnato dal governo Monti, lo conferma anche Joe Della Vedova, portavoce dell’ufficio del Pentagono responsabile del programma F-35 che afferma che «l’Italia rimane impegnata nel programma e ad acquistare, in tale quadro, 90 caccia F-35”.

sabato 21 febbraio 2015

Legittima difesa: ecco quando si può reagire per la legge italiana


Legittima difesa: ecco quando si può.. reagire

Proseguono le polemiche dopo il caso del benzinaio di Vicenza che ha colpito il rapinatore. Ma quand’è che la legge consente di usare le armi?www.panorama.it

Risponde alle domande Stefano Toniolo, avvocato penalista ed associato dello Studio Martinez&Novebaci di Milano.

Quando è possibile usare un’arma legittimamente detenuta senza incorrere in conseguenze giudiziarie?

L’articolo 52 del codice penale prevede una cosiddetta causa di giustificazione che rende non punibile chi abbia commesso un fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.
I requisiti delle legittima difesa sono quindi sostanzialmente tre:

1- la difesa deve essere necessaria (per cui non è configurabile l’esimente quando l’agente abbia avuto la possibilità di allontanarsi);

2- il pericolo dell’offesa deve essere attuale (intendendosi come attuale un pericolo presente o incombente e non futuro o già esaurito);

martedì 10 febbraio 2015

COME E PERCHE' SIAMO ARRIVATI ALLE SOGLIE DELLA TERZA GUERRA MONDIALE

1CB924450Di Michele Imperio - lanotteonline.com

Le grandi elite finanziarie anglo americane ci stanno portando lentamente alla terza guerra mondiale pur di coltivare il loro folle progetto di dominare totalmente il mondo nonostante i 18.000 miliardi di dollari di debito degli Stati Uniti e nonostante la loro ormai acclarata inferiorità economica rispetto alle altre due grandi potenze del pianeta la Russia e la Cina contro le quali hanno intrapreso una guerra commerciale assurda.

Esse  pensano a un nuovo ordine mondiale o a una Nato economica che comporterebbe la nascita di un unico governo mondiale per ora della parte occidentale del pianeta ogni regione della quale dovrebbe finanche sacrificare i suoi interessi e accettare il ruolo di colonia pur di conservare alle elite anglo americane il primato economico e militare  nel mondo. E questa costruzione di questo nuovo ordine mondiale ormai non sta soltanto nelle pagine di Internet ma comincia ad avanzare anche nella vita reale di tutti i giorni e a essere avvertito anche dalla nostra epidermide.
Il 12 marzo 2013 quindi non più tardi di due anni fa la Commissione europea capeggiata da Barroso, ha deciso di chiedere luce verde agli Stati membri per condurre in porto alcune trattative con gli USA. Dal sito dell’Unione Europea, si viene a sapere che un Consiglio economico transatlantico, incaricato di porre le condizioni di un vero partenariato fra Unione Europea e Stati Uniti  era già stato convocato nel 2007, ma poi fu rinviato per lo  scoppio della bolla speculativa del 2008. La “NATO economica” o il nuovo ordine mondiale è la prospettiva di un’unione commerciale e finanziaria tra Unione Europea e Stati Uniti e si configura – secondo i suoi detrattori – come una  annessione coloniale dell’Europa ai dettami commerciali e finanziari degli Stati Uniti e dei suoi alleati Gran Bretagna e Israele e come un tentativo di escludere dal mercato europeo e  da quello nordafricano e mediorientale ogni entità politica o estranea al continente europeo (Russia e Cina)o non perfettamente allineata con le direttive politiche anglo-americane.

venerdì 30 gennaio 2015

Tre minuti alla mezzanotte della guerra nucleare


Di Manlio Dinucci
La lancetta dell’«Orologio dell’apocalisse», il segnatempo simbolico che sul «Bulletin of the Atomic Scientists» indica a quanti minuti siamo dalla mezzanotte della guerra nucleare, è stata spostata in avanti: da 5 a mezzanotte nel 2012 a 3 a mezzanotte nel 2015, lo stesso livello del 1984 in piena guerra fredda. Sui grandi media, la notizia è passata quasi del tutto sotto silenzio. Eppure a lanciare l’allarme sono noti scienziati dell’Università di Chicago che, consultandosi con altri (tra cui 17 Premi Nobel), valutano la possibilità di una catastrofe provocata dalle armi nucleari in concomitanza con il cambiamento climatico dovuto all’impatto umano sull’ambiente.
Il cauto ottimismo sulla possibilità di tenere sotto controllo la corsa agli armamenti nucleari è svanito di fronte a due tendenze: l’impetuoso sviluppo di programmi per la modernizzazione delle armi nucleari e il sostanziale blocco del meccanismo di disarmo. Al primo posto, tra le cause del rilancio della corsa agli armamenti nucleari, gli scienziati statunitensi mettono il programma di «modernizzazione» delle forze nucleari Usa, che comporta «un costo astronomico». Confermano così quanto già documentato sul manifesto (24 settembre 2014): il presidente Obama – insignito nel 2009 del Premio Nobel per la Pace per «la sua visione di un mondo libero dalle armi nucleari, che ha potentemente stimolato il disarmo» – ha presentato 57 progetti di upgrade di impianti nucleari militari, con un costo stimato di 355 miliardi di dollari in dieci anni.

domenica 25 gennaio 2015

Non in Iraq o in Siria, ma “armi di distruzione di massa” (Nato) in Lombardia e Friuli, trasportabili sugli F35


IL FISICO LUIGI MOSCA: “NEL 2012 IL PARLAMENTO ITALIANO AVEVA VOTATO PER L’ELIMINAZIONE DEGLI ORDIGNI ATOMICI, MA OGGI SONO PRESENTI 70 O 90 BOMBE NUCLEARI NELLE BASI AMERICANE DI GHEDI ED AVIANO”

Di Francesca Morandi

Non in Siria o Iraq, ma in Lombardia e Friuli sono stoccate armi di distruzione di massa. Da oltre un anno le nuove bombe nucleari americane B61 sono in fase di ammodernamento nelle basi militari USA di Ghedi (BS) e Aviano (PN), dove si lavora anche per renderle trasportabili sui cacciabombardieri F35 entro il 2020. L’aggiornamento delle testate nucleari B61 è parallelo alla decisione del governo italiano di proseguire, come confermato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, con l’acquisto di 90 aerei militari F35, prodotti dall’azienda statunitense Lockheed Martin, per un costo di 53 miliardi di euro. Una spesa enorme per le casse del nostro Paese, in profonda crisi economica, e criticata
da numerosi esperti militari per l’inutilità strategica degli F35 nel contrasto al terrorismo islamista, oggi la vera minaccia per l’Occidente.
“Quello che sta avvenendo in Italia nel settore nucleare militare si iscrive nella strategia globale della NATO, che è sopravvissuta alla fine della Guerra Fredda nonostante lo scioglimento del Patto di Varsavia”, afferma  Luigi Mosca, fisico italiano naturalizzato francese, già direttore del “Laboratoire Souterrain de Modane” (uno dei più qualificati laboratori per lo studio della fisica delle particelle, ndr), e oggi attivista per il disarmo nucleare attraverso l’associazione “Armes Nucléaires Stop”, convegni e contributi scientifici resi a libri come l’ultimo lavoro di Stephane Hessel, “Esigete! Un disarmo nucleare totale” (edizioni Ediesse – 2014).

sabato 10 gennaio 2015

Per combattere la crisi l’Italia compra i carri armati


Anno nuovo, vita nuova. E, soprattutto, carri armati nuovi per la nostra Difesa. Proprio a fine anno (e proprio sotto le feste), infatti, il ministero di Roberta Pinotti ha deciso di regalare al nostro esercito carri armati nuovi di zecca. I cosiddetti blindati Freccia

8×8. A dirlo è l’atto del governo sottoposto a parere parlamentare che presenta, peraltro, una stranezza ulteriore, dato che il documento, nonostante l’atto stesso sia stato presentato in Aula il 16 dicembre, non è disponibile nella banca dati della Camera. Un particolare non da poco vista la trasparenza su cui tanto ha insistito il governo di Renzi. Ovviamente LaNotizia ha contattato la Difesa che ha scaricato ogni responsabilità su Montecitorio. Peccato, però, che non sia stato possibile parlare nemmeno con i tecnici addetti alla gestione della banca dati della Camera. Tutti in vacanza, ovviamente.

SOLDI E FOLLIE

sabato 13 dicembre 2014

Una nuova diavoleria. Silent Nemo, il pesce-robot spia creato dalla Marina degli Stati Uniti

Assomiglia a un tonno e potrà muoversi in acque ostili. È pensato per non essere rilevato dalla strumentazione delle navi

L'idea dei suoi creatori era quella di costruire una "spia" il più possibile simile a un tonno.
È nato così il progetto Silent Nemo, con cui la Marina statunitense sta cercando di mettere a punto un robot che possa passare inosservato in acque ostili e fornire informazoni sui movimenti delle navi nemiche.

Gli scienziati americani stanno lavorando a Nemo in una base fuori Washington e non escludono di poterlo testare entro il prossimo anno. Le sembianze del "drone d'acqua" della Marina rendono difficile distinguerlo da un vero pesce. Un giorno potrebbe essere impiegato in azione e per comandarlo si utilizza un joystick, oppure lo si programma per seguire un determinato percorso.

Nemo non ha propulsori. Si muove imitando le creature acquatiche e traendo energia dai suoi stessi movimenti. Un dettaglio non da poco, perché lo rende molto meno facile da rintracciare. Il tentativo della Marina, ha spiegato il capitano Jerry Laderman, che sta lavorando al progetto, è quello di "prendere migliaia d'anni di evoluzione e incorporarli in un dispositivo meccanico".


Fonte:  ilgiornale.it

Tratto da: terrarealtime


lunedì 24 novembre 2014

Ucraina: sperimentata arma ad impulsi elettromagnetici? VIDEO

L’Ucraina rientra nel concetto di “terra di nessuno” di cui vi ho parlato certe volte, in cui la destrutturazione dello stato consente a chiunque di compiere impunemente tutti i generi di nefandezza. Inclusa quella di testare nuovi sistemi d’arma a spese della popolazione.

Si sospetta che in Ucraina sia in corso una sperimentazione di un’arma a impulsi elettromagnetici (EMP).
I dispositivi a impulsi elettromagnetici sono in grado di “friggere” ogni tipo di circuito elettrico ed elettronico. La conseguenza immediata è un black out elettrico generalizzato come osservabile nel filmato sotto proveniente da Donetsk, al centro del Donbas. Le luci della città si spengono un istante prima della comparsa di un lampo accecante nel cielo. Questo verosimilmente provocato dalla ionizzazione dei gas di cui è composta l’atmosfera a causa dell’intensa energia applicata durante l’uso dell’arma.

sabato 15 novembre 2014

411 banche e compagnie di assicurazione hanno finanziato i produttori di armi nucleari

411 banche e compagnie di assicurazione hanno finanziato i produttori di armi nucleari per 400 miliardi di dollari !!!

L'organizzazione olandese Pax ha analizzato il finanziamento di cui godono le industrie della difesa coinvolte nella produzione, lo stoccaggio e la manutenzione delle armi nucleari, scrive Rachel Knaebel sulla rivista francese Basta!.
La maggior parte delle grandi banche francesi, e tra queste le banche mutualistiche, è tra gli investitori. Alcune, come la BNP Paribas, si sono anche dotate di regolamenti che vietano loro di finanziare armi che definiscono "controverse", e tra queste le armi nucleari. Altrove in Europa, i fondi di investimento hanno vietato tali pratiche.


Credit Agricole, il gruppo Banque Populaire Caisses d'Epargne (BPCE) e il Crédit Mutuel finanziano direttamente o indirettamente l'industria delle armi nucleari per circa 5,6 miliardi di miliardi di euro. Questo è quello che mostra l'ultimo rapporto della ONG olandese Pax rilasciato il 7 novembre con il titolo Don’t Bank the Bomb (Non finanziare la bomba).

Le ONG hanno esaminato il finanziamento di 28 aziende che lavorano, tra le altre, nella produzione, manutenzione o lo stoccaggio di missili e testate nucleari. E questo in Francia, negli Stati Uniti, in India, nel Regno Unito e in Israele. Risultato: Nel corso degli ultimi tre anni, 411 banche e compagnie di assicurazione di tutto il mondo hanno messo a disposizione per i produttori di armi nucleari più di 400 miliardi di dollari.

La Banca francese BNP Paribas figura tra i dieci maggiori finanziatori per la produzione di armi nucleari. La banca ha investito 7 miliardi di dollari negli ultimi tre anni in quindici aziende americane ed europee, tra cui, naturalmente, i giganti francesi Airbus e Safran Group (ex EADS). La BNP si è anche imposta una politica di investimento responsabile in materia di difesa

mercoledì 22 ottobre 2014

domenica 31 agosto 2014

L'esercito Usa sta testando armi supersoniche top-secret in Alaska: ecco la foto


E' stato il fotografo Scott Wight a immortalare il lancio di uno di questi missili da Cape Greville, scrive il New York Post

Se ne stanno occupando siti e quotidiani di tutto il mondo. L’esercito americano sta sperimentando in queste settimane armi ipersoniche in grado di viaggiare alla velocità di 3.500 miglia orarie e di colpire qualsiasi punto sulla Terra nel giro di un'ora, scrive il New York Post.

E' stato il fotografo Scott Wight a immortalare il lancio di uno di questi missili da Cape Greville: il missile in questo caso viene distrutto a soli 4 secondi dal lancio. Il Pentagono ha fatto sapere che gli addetti avevano rilevato dei problemi tecnici al sistema e non si è voluto in alcun modo mettere a rischio la sicurezza, abortendo così la missione. "L’arma è esplosa durante il decollo ed è precipitata sul complesso", dice Maureen Schumann portavoce del Dipartimento della Difesa americano. L’incidente ha causato dei danni alla piattaforma di lancio, situata a 25 miglia dalla città di Kodiak.

martedì 15 luglio 2014

La guerra su Gaza è un successo del Made in Italy

M346L’Italia è oggi il maggiore fornitore di sistemi militari dell’Ue verso Israele. Tutto ciò, denuncia la Rete Disarmo, avviene in violazione della legge. La ministra degli Esteri potrebbe fermare lo scempio ma non lo farà

di Checchino Antonini


160 morti in 6 giorni 1.100 feriti, il 70% sono civili. Bilancio parziale e destinato ad aggravarsi della guerra di Israele alla gente di Palestina. E’ un successo indiscutibile dell’industria italiana, del Sistema Italia, come amano chiamarlo i media “normali”, i partiti “normali” e gli imprenditori.
«L’Italia è oggi il maggiore fornitore di sistemi militari dell’Unione europea verso Israele e proprio nei giorni scorsi, durante i raid aerei israeliani su Gaza, Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica, ha inviato i primi due aerei addestratori M-346 (su 30 dell’intera commessa) alla Forza Aerea israeliana», scrive la Rete Italiana per il Disarmo lanciando l’ennesimo inutile appello perché il governo italiano sospenda l’invio di armi e sistemi militari a Israele e si faccia promotore di una simile misura presso l’Unione europea durante il semestre di presidenza Renzi. La Rete Italiana per il Disarmo raggruppa le principali organizzazioni italiane impegnate sui temi del disarmo e del controllo degli armamenti.
I nuovi velivoli addestratori M346 hanno il principale scopo di favorire addestramento e “transizione” a caccia di nuova generazione e possono anche essere armati e utilizzati per bombardamenti, grazie alla loro maneggevolezza, specie in aree urbane e di conflitti a basso dispiegamento di forze armate e di contraerea.

lunedì 14 luglio 2014

Palestina attaccata con "Bombe Dime", progettate per mutilare

Da Gaza, un medico norvegese: «Sono bombe fatte per mutilare, lanciate da droni con obiettivi precisi». L’arma è ideata dai laboratori Usa del Pentagono.

gaza1
Da una settima l’esercito israeliano starebbe lanciando sulla popolazione di Gaza bombe Dime (Dense Inert Metal Explosive), pensate per colpire le persone con conseguenze fisiche irreparabili. È l’allarme lanciato da un medico norvegese, Erik Fosse, che da venerdì scorso opera nell’ospedale al-Shifa di Gaza. «Queste bombe sono fatte per mutilare. Poche persone sopravvivono dopo essere state colpite», dice al quotidiano francese l’Humanité. Non è la prima volta che Israele usa questo tipo di bomba. l’aviazione di Tel Aviv l’aveva sperimentata già nel 2008/2009, durante i massicci bombardamenti nell’operazione “Piombo Fuso”.
Secondo l’Ocha (il Coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite), il diluvio di fuoco che Israele sta facendo cadere sulla Striscia di Gaza, ha già provocato oltre 170 morti e 1300 feriti in una settimana. Una carneficina aggravata dall’uso di armi a “stretto raggio”, come il Dime, ideate per uccidere in modo mirato, senza provocare danni all’ambiente circostante. La bomba Dime, lanciata da droni, colpisce in un’area di quattro metri. Se l’obiettivo non viene centrato in pieno e sopravvive, le ferite provocate «sono quasi sempre incurabili».
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