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giovedì 31 marzo 2016

Ucraina e CIA hanno tentato di infiltrare una spia nell’Intelligence russa

Il servizio di Intelligence interno della Federazione Russa (FSB) ha reso noto l’arresto del tenente colonnello Yurij Ivanchenko del dipartimento di controspionaggio ucraino.


L'uomo era arrivato in Russia con il pretesto di una visita ai parenti, nonostante il fatto che i servizi segreti ucraini avessero proibito la partenza ai propri dipendenti.
Secondo le informazioni del dicastero russo, fino l'arrivo dell'ucraino in Russia, il FSB aveva già ottenuto l'informazione che CIA e Intelligence ucraina avevano istruito l'uomo per il reclutamento negli organi di sicurezza nazionale offrendo i suoi servizi di sua spontanea iniziativa.
"Il dipendente dei servizi segreti ucraini avrebbe dovuto destare l'interesse del FSB con le sue potenzialità di ottenere informazioni segrete e avrebbe dovuto convincere il FSB della necessità di mantenere il rapporto con lui all'oscuro di Kiev. L'Intelligence ucraina e quella USA avevano pianificato di impossessarsi delle informazioni del FSB raccolte da Ivanchenko", si legge nel comunicato.
Dato che lo straniero è stato smascherato prima che riuscisse a danneggiare la sicurezza della Russia, egli è stato espulso in Ucraina e gli è stato proibito l'ingresso nella Federazione Russa.


Fonte: sputniknews.com 




sabato 23 maggio 2015

ANCORA UNA ENORME VITTORIA DIPLOMATICA PER LA RUSSIA

A meno che non leggiate il russo o vi informiate attraverso Internet, potreste non averlo notato, ma in Russia è appena successo qualcosa di grosso: Kerry, Nuland e una cospicua delegazione del Dipartimento di Stato sono andati fino a Sochi, dove si sono incontrati con il Ministro degli Esteri Lavrov e poi con il Presidente Putin. Con quest’ultimo si sono intrattenuti quattro ore. Non solo, ma poi Kerry ha fatto alcune interessanti affermazioni, dicendo che l’Accordo Minsk-2 (M2A) è il solo modo per andare avanti e che avrebbe caldamente sconsigliato a Poroshenko una ripresa delle azioni militari.
Dire che questo è uno sviluppo sbalorditivo sarebbe dire poco.
Per prima cosa, questo significa che il cosiddetto “isolamento della Russia” è ufficialmente terminato, anche per quanto riguarda “l’Impero Indispensabile”.
In secondo luogo, per quel che ne so io, questo è il primo riconoscimento ufficiale da parte degli USA dell’M2A. Ciò è abbastanza umiliante per gli Stati Uniti, considerato che l’M2A è stato negoziato senza la presenza americana.
Terzo, per la prima volta in assoluto, gli Stati Uniti hanno di fatto ammonito gli Ukronazi della giunta a non intraprendere attacchi militari. Tutto questo, (in un momento in cui gli Ukronazi sono in uno stato di frenesia bellicosa, con Poroshenko che ha appena promesso di riconquistare non solo l’aereoporto di Donetsk, ma tutto il Donbass e persino la Crimea), mostra come per la prima volta in assoluto gli USA e Kiev non si trovino sulla stessa lunghezza d’onda.
Quarto, gli USA hanno dichiarato per la prima volta che, se l’M2A fosse rispettato, le sanzioni europee ed americane verrebbero rimosse. La cosa interessante è che i russi non erano neanche minimamente interessati a discutere delle sanzioni.
Allora, cosa significa tutto questo?
A questo punto non molto.
Gli americani sono dei pessimi negoziatori e, in ogni singola trattativa russo-americana riguardante il conflitto in Ucraina, i russi hanno sempre e completamente spiazzato i loro “partners geostrategici” americani (il modo ironico semi-ufficiale con cui i russi descrivono l’Occidente). Di solito succede che, sul momento Kerry fa concessioni, poi ritorna a Washington e cambia rotta di 180°; i russi questo lo sanno e i media russi lo ribadiscono nelle loro analisi.
Tuttavia, anche se gli USA possono andare a zig zag tutte le volte che vogliono, la realtà non fa zag. Se questo può servire, la recente presenza di truppe cinesi ed indiane sulla Piazza Rossa ha mostrato che il concetto di “isolamento della Russia” è un completo nonsenso, che Kerry & C. lo accettino o no.
Di abbastanza interessante c’è poi il comportamento della Nuland, che era nella delegazione di Kerry, che si è rifiutata di parlare con la stampa e quando se n’è andata non sembrava affatto felice.
Infine, una veloce occhiata sui Portavoce Imperiali ci mostra come il Dipartimento Imperiale per la Propaganda non sappia veramente cosa farsene di tutto ciò.
Che cosa sta succedendo in realtà?
In tutta onestà, è troppo presto per dirlo, e, come ho detto, le probabilità di un altro “zag” americano sono molto alte.
Tuttavia, quello che *potrebbe* star per accadere è che gli americani si sono finalmente (!) resi conto di alcuni fatti fondamentali:
1. la Russia non indietreggerà
2. la Russia è pronta alla guerra
3. l’Ucraina nazista sta collassando
4. la maggior parte del mondo sostiene la Russia
5. l’intera politica USA verso la Russia ha fallito
Tutto questo è abbastanza chiaro per qualsiasi osservatore, per quanto incompetente, ma per un’Amministrazione completamente intossicata da tracotanza imperiale, ignoranza crassa e rifiuto della realtà, questi sono fatti molto, moltodolorosi da accettare. In ogni caso, negare tutto ciò potrebbe, alla fine della storia, condurre gli Stati Uniti a beccarsi qualche atomica. Come dice il proverbio, se hai la testa nella sabbia, vuol dire che il tuo culo è in aria.
Pertanto è possibile che quanto appena accaduto sia il primo segno di un ravvedimento americano, e che Kerry sia andato a cercare con Lavrov e Putin una strategia d’uscita, salvando la faccia. Se le cose stanno così, questo è il colpo di grazia per Poroshenko, perchè significa che gli Stati Uniti hanno di fatto gettato la spugna, completamente disgustati dai pagliacci al potere in Kiev.
Inoltre, questo potrebbe essere il segno che gli analisti militari americani vedono in modo assai negativo la possibilità che gli Ukronazi possano riconquistare il Donbass. Andando in Russia ed appoggiando ufficialmente l’M2A, Kerry starebbe mandando un messaggio a Poroshenko: mettici una pietra sopra, non succederà!
Comunque, al di là di prematuri ottimismi, io raccomando cautela. Considero quasi certo uno “zag” americano. La mia speranza è che lo “zag” sia di entità limitata e che, quando succederà, sia fatto sopratutto per salvare la faccia di Obama e non per negare la realtà.
Quello che è però certo, è che la Russia ha vinto un’altra battaglia in questa lunga guerra e che tutti i segni indicano l’inevitabile sconfitta dell’Impero.
The Saker
*****
Articolo di The Saker apparso su Thesaker.is il 13/05/2015
Traduzione a cura di Mario per Sakeritalia.it

Tratto da: sadefensa


sabato 18 aprile 2015

JE SUIS KALASHINKOV. I DELITTI POLITICI IN UNA KIEV SEMPE PIU' NAZISTA

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DI PINO CABRAS
megachip.globalist.it

Europa, abbiamo un problema. Tre dissidenti uccisi in casa negli ultimi giorni, in aggiunta a una lista sempre più lunga. Ucraina, cuore nero dell'Europa
In Ucraina i nazisti danno una caccia spietata e assassina agli oppositori più eminenti, con un una cadenza sempre più intensa. Appena nelle ultime 72 ore sono tre le personalità uccise in agguati ben organizzati, vere esecuzioni, con un messaggio inequivocabile: vi ammazziamo casa per casa.


Nomi pesanti: Oles Buzina, un giornalista molto noto, assai efficace in televisione, ucciso davanti a casa dopo mesi di minacce; Oleg Kalashnikov, un ex deputato, freddato sull'uscio; Sergej Sukhobok, un altro operatore dell'informazione che gestiva un sito e un giornale indipendenti. Tutti personaggi troppo fastidiosi per il regime di Kiev nel suo momento più delicato.
Il giornalismo occidentale non si è ancora accorto che siamo di fronte a una svolta politica drammatica. Il blocco di potere ucraino vuole risolvere le sue enormi difficoltà eliminando fisicamente le voci contrarie perché troppo pericolose in questa fase. Il regime non vuole permettersi nessun contropotere che gli possa far pagare il prezzo dei suoi gravi insuccessi militari e finanziari, né vuole che maturino vie alternative alla crisi permanente delle istituzioni ucraine. Ha in mano uno Stato indebolito, predato da appetiti locali, atlantici e polacchi, incapace di chiudere il cerchio della divisione etnica che esso stesso ha fomentato, privo di risorse che assicurino un futuro credibile a una qualsiasi azione di governo, già nei prossimi mesi.
In questo quadro esplode del tutto apertamente il nazismo, cioè quel che le istituzioni europee, i governi, il giornalismo occidentale, la maggior parte dei politici e degli intellettuali, tappandosi occhi e orecchie e forse anche il naso, non avevano voluto percepire come elemento costitutivo dell'indigesto pasticcio ucraino. Oggi non ci sono più scuse, nel momento che i dirigenti ucraini fanno a gara per esprimere dichiarazioni di giubilo e commenti del tipo "se lo è meritato" (come riferisce oggi la Repubblica a pag. 19).

martedì 31 marzo 2015

Assad: le crisi in Siria e Ucraina sono state causate per indebolire la Russia

“Le crisi in Siria e in Ucraina sono stati causate per indebolire la Russia e creare Stati fantoccio”. Lo ha dichiarato il presidente siriano Bashar al Assad che non esclude la creazione di una base militare russa nel porto di Tartus, dove attualmente si trova un supporto tecnico della Marina russa.
Secondo il presidente della Siria, le cui dichiarazioni  sono state raccolte durante un incontro con otto agenzie di stampa e mass-media russe a Damasco, la crisi siriana e quella ucraina si somigliano:“In primo luogo, perché entrambi i paesi sono importanti per la Russia. In secondo luogo, perché in entrambi i casi l’obiettivo è quello di indebolire la Russia e creare stati fantoccio”. 
Damasco, poi, “non sarebbe contraria” alla decisione di Mosca di convertire il suo punto di appoggio materiale e tecnico della Marina russa nella città siriana di Tartus. “La decisione – ha evidenziato – dipende solo dai piani militari e politici della Russia”.

giovedì 26 marzo 2015

Sanzioni alla Russia: persi altri 236 milioni di euro!

A FEBBRAIO, ALTRA CATASTROFE DEL MANCATO EXPORT IN RUSSIA: DANNI PER 236 MILIONI DI EURO (PIU' 1,25 MLD DA AGOSTO 2014)


Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia sono crollate del 29 per cento nel mese di febbraio, per una perdita di circa 236 milioni di euro. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio extra Ue.

Dai dati è evidente - precisa la Coldiretti - che le tensioni politiche hanno avuto riflessi anche sugli scambi non colpiti direttamente dall'embargo, ma particolarmente significativi per l'Italia.

Resta pesante - sottolinea la Coldiretti - il bilancio per i prodotti interessati direttamente dal blocco scattato dal 7 agosto che ha sancito il divieto all'ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce.

Ai danni diretti - evidenzia la Coldiretti - vanno aggiunti quelli indiretti determinati dalla diffusione sul mercato russo di imitazioni low cost dei prodotti italiani che rischiano di scalfire l'immagine dei prodotti originali nel tempo, dal parmesan al provolone, dalla mozzarella al salame.

mercoledì 25 marzo 2015

Il Congresso USA decide per l’invio di armi letali all’Ucraina e seppellisce gli accordi di Minsk



La esile tregua di Kiev, già violata per oltre 50 volte dalle autorità di Kiev, con i bombardamenti ripresi sulla zona di Donetsk ( soltanto ieri si sono registrate diverse vittime civili tra cui una bambina di 10 anni ed un adolescente di 14), viene definitivamente annullata per decisione del Congresso USA e darà luogo ad una ripresa del conflitto.
Questo il risultato della decisione, presa a maggioranza dal Congresso USA, di inviare armi pesanti e letali all’Ucraina che seppellisce definitivamente gli accordi di pace sottoscritti a Minsk il 12 Febbraio con l’avallo della Germania, della Francia e della Russia.
Il rappresentante russo, vicepresidente del raggruppamento “Russia Unita” presso Duna (Parlamento russo), Franz Klintsevich, lo ha dichiarato esplicitamente: “i congressisti statunitensi devono essere consapevoli che ogni sforzo di ottemperare agli accordi di Minsk sarà vano, una volta che questi abbiano deciso di inviare armi letali all’Ucraina”. Queste dichiarazioni hanno fatto seguito alla richiesta fatta dal Congresso USA ad Obama di inviare armi letali al governo dell’Ucraina.
“Quanto approvato ieri dal Congresso USA è una chiara dimostrazione che le autorità USA stanno facendo una chiamata alle armi per riprendere la guerra in Ucraina”, ha sottolineato Klintsevich.

giovedì 19 marzo 2015

La Russia invia aiuti umanitari in Ucraina: gli Usa inviano armi pesanti!

Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi ha attraversato il confine ucraino
Mosca, 19 marzo 2015/Sputnik/. Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi, composto da più di 170 camion carichi di 1.900 tonnellate di cibo, medicine e materiale da costruzione, ha attraversato il confine dell’Ucraina orientale, ha affermato questa mattina il centro nazionale per le situazioni di crisi del Ministero delle Emergenze russo.

"I veicoli del Ministero delle Emergenze con gli aiuti umanitari per il Donbass hanno completato le procedure di dogana ai due punti di controllo alla frontiera di Donetsk e Matveyev Kurgan. Tutti i veicoli sono passati attraverso tutte le formalità doganali e di controllo di frontiera e hanno attraversato il confine", ha affermato un rappresentante del centro.

Il funzionario ha aggiunto che il convoglio sarà diviso in due, una parte andrà per l'auto-proclamata Repubblica Popolare di Donetsk, l'altra alla Repubblica popolare di Lugansk e arriveranno ai loro punti di destinazione in poche ore.

lunedì 2 marzo 2015

L'uccisione di Boris Nemtsov a Mosca. Una false flag?

Boris NemtsovBoris Nemtsov è stato ucciso a Mosca. Era uno dei leader più carismatici dell’ opposizione “liberale”, “democratica ” e “non di sistema ” in Russia (si prega di capire che nel contesto russo “liberale ” e “democratico”, significa pro-USA o addirittura a conduzione CIA , mentre per “non – sistema”, invece vuol dire un partito troppo piccolo per ottenere anche un solo deputato alla Duma) .
Gli hanno sparato solo pochi giorni prima di una manifestazione annunciata dalla stessa opposizione liberale” o “democratici” “non di sistema” in programma per il 1° marzo.
Come ho già spiegato molte volte su questo blog, l’opposizione “liberale”, “democratica”, “non di sistema” in Russia ha un sostegno popolare con una percentuale di circa il 5% (max). In altre parole, è politicamente inesistente (per una spiegazione dettagliata, si prega di leggere “Da Napoleone a Adolf Hitler a Conchita Wurst” qui). Nella speranza di portare un maggior numero di persone in piazza, l’opposizione “non-sistema”, “liberale” e “democratica” si è alleata con gli ultra-nazionalisti (di solito utili idioti della CIA) e con gli attivisti omosessuali (anche’essi utili idioti della CIA). A quanto pare, però questo non è stato sufficiente.

domenica 1 marzo 2015

Putin: "Se l'Ucraina non paga i debiti, entro 48h sarà senza gas!"


DA LUNEDI’ LA RUSSIA CHIUDE I RUBINETTI DEL GAS PER L’UCRAINA E LA UE, SE KIEV NON PAGA I DEBITI ENTRO 48 ORE

Se l’ucraina Naftogaz non paga le forniture di gas entro il fine settimana, Gazprom chiude i rubinetti e sarà crisi del metano anche per l’Europa. Questa la minaccia giunta da Mosca e secondo il portavoce di Gazprom Sergey Kuprianov: “il pagamento anticipato (di Naftogaz per febbraio) è sufficiente solo fino al fine settimana. Se non arriva un nuovo pagamento, ovviamente non potremo mandare nuove forniture”, ha detto al canale televisivo Rossia 24.
La situazione è davvero delicata. Già era chiaro da ieri quando il presidente russo Vladimir Putin minacciava di smettere di approvvigionare l’Ucraina, se Gazprom non riceve il pagamento anticipato da Kiev. Ma chiudere i rubinetti all’Ucraina – fatto salvo il ribelle Donbas – significherebbe interrompere il flusso anche verso il vecchio continente. E non sarebbe una mossa da poco: i 147 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia, giunti lo scorso anno in Europa, hanno rappresentato circa un terzo del fabbisogno del continente (il 40 per cento sono arrivati attraverso l’Ucraina).
Putin ieri ha affermato che, come previsto dal contratto Kiev-Mosca alla fine dell’anno scorso, il gigante del gas russo Gazprom può “sospendere le consegne” se non è pagato in anticipo.
“Questo può creare un pericolo per il transito verso l’Europa, per i nostri partner europei”, ha specificato Putin, che ha poi aggiunto: la decisione del potere centrale di Kiev di tagliare il metano al Donbas, alle attuali temperature, “puzzava di genocidio”. Oltre a sottolineare la situazione già difficile in cui versa chi sta a Est di Kiev.

mercoledì 18 febbraio 2015

Il FMI arriva in Ucraina: le tariffe del gas aumenteranno del 264%


di Eugenio Cipolla
Quando la scorsa settimana Christine Lagarde ha annunciato l’accordo quadriennale con l’Ucraina per unprestito da 17,5 miliardi di dollari, estensibile fino a 40, in molti a Kiev hanno tirato un sospiro di sollievo. Perché quasi un anno dopo l’inizio della guerra nell’est del Paese, l’Ucraina è a un passo dal default, stretta nella morsa di un conflitto che toglie dalle casse (vuote) dello Stato tra i cinque e i sette milioni di dollari al giorno. Così Poroshenko e Yatseniuk, la cui popolarità è in netto calo negli ultimi mesi, avranno una seconda possibilità per cercare di salvare il Paese. Anche se le previsioni sono tutt’altro che rosee.
Oggi intanto a Kiev è arrivata la mazzata dell’ufficio nazionale di statistica, che nell’ultimo trimestre del 2014 ha registrato una contrazione del Pil pari al 15,2%. La guerra in Donbass, infatti, ha privato l’Ucraina di un importante centro industriale (lì si concentrava circa un quarto della produzione industriale del Paese prima che scoppiasse la guerra), rendendo ancora più difficoltosa la risalita dell’economia post Maidan. Il futuro non promette nulla di buono. Proprio ieri Natalia Yaresko, ministro delle Finanze di Kiev, ha fatto sapere che nel 2015 il Pil dovrebbe contrarsi di 5,5 punti, dato in netta controtendenza rispetto alla volontà del governo ucraino di voler aumentare del 3% le spese per la difesa.

sabato 14 febbraio 2015

Il False Flag che Scatenerà la Guerra dell’”Occidente” Contro la Russia



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(basta una mano di vernice rossa)
Si tratta dell’uso dell’aviazione “russa” nella guerra civile Ukraina.
L’ex Ambasciatore USA in Ucraina ha dichiarato che la linea rossa e’ l’uso dell’aviazione russa nel Donbass.
da Moon of Alabama (ve lo consiglio…)
In an interview this morning a former U.S. ambassador to Ukraine made a completely speculative statement on Russian air attack plans against Ukrainian forces reportedthe Ukrainian propaganda outletCensor.net:

lunedì 26 gennaio 2015

UCRAINA: GRAVI INCIDENTI NUCLEARI TENUTI NASCOSTI



TENUTI NASCOSTI GRAVISSIMI INCIDENTI NELLE CENTRALI NUCLEARI DELL’UCRAINA! MINACCIA DI UNA NUOVA CHERNOBYL SULL’EUROPA

Sul territorio della centrale nucleare sud-ucraina della citta’ di Nikolaev c’e’ stato un incendio nella notte del 15 gennaio. La notizia e’ riportata solo oggi dal servizio stampa del Dipartimento di Stato ucraino per le Situazioni d’Emergenza della regione di Nikolaev. Dai dati riportati, l’incendio e’ stato individuato alle 22.03 ed e’ stato estinto alle 23.43 ed ha interessato un’area di 100 mq.

Le sue cause sono presumibilmente dovute a dei problemi elettrici sull’autotrasformatore 1AT. In seguito il personale di turno ha interrotto l’alimentazione elettrica dal trasformatore. Secondo i risultati delle prime verifiche, sul sito della centrale e nelle sue immediate vicinanze le radiazioni di fondo non supererebbero la norma. Come indicato nel rapporto, per spegnere le fiamme sono intervenuti 16 mezzi e 125 persone.

Presso il sito opera ora una commissione per stabilire con precisione le cause dell’incendio e le sue conseguenze. Si tratta dell’ennesimo incidente. Negli ultimi tempi tali situazioni d’emergenza nelle centrali nucleari ucraine accadono con una certa frequenza. Va ricordato che nelle giornate del 28 e 29 dicembre la grande centrale nucleare di Zaporozhye e’ stata interessata da una significativa fuga di radiazioni (16 volte superiori alla norma).Tutto cio’ nonostante le dichiarazioni, il 3 dicembre (in seguito ad un’altro incidente, il 28 novembre, sul reattore numero tre della stessa centrale di Zaporozhye), del premier Yatsenyuk e soprattutto del ministro dell’Energia e dell’Industria Demchishin, il quale ha assicurato che tutto e’ nella norma e che non sussiste alcuna minaccia.

venerdì 26 dicembre 2014

Pripjat: 45 foto della città fantasma

Entrare a Pryp’jat’ (o Pripjat) è come entrare sul set di un film dell’orrore, sembra tutto così “strano”, lontano da tutto, silenzioso, immobile. eppure questa città era piena di vita una volta. Si prima che un reattore nucleare esplodesse e distrusse tutto.

Oggi la città di Pripjat è abbandonata, passeggiare per le sue strade, ancora accessibili anche se ogni tanto un albero ha osato spuntare tra le crepe del cemento, è come passeggiare in una bolla, i sensi si annullano, una desolazione devastante annebbia i sensi e la tristezza e la paura fanno capolino, si insinuano nelle ossa.
La città fantasma
Era l’una e 23 minuti del 26 Aprile 1986 quando il reattore numero 4 di Chernobyl fu portato al limite per un test di “sicurezza”. La sicurezza però non fu rispettata e l’aumento della potenza portò alla rottura delle barre di raffreddamento provocando un’esplosione paurosa che scoperchiò il reattore.
La città di Pripjat, costruita nel 1970 per ospitare i lavoratori della centrale nucleare, fu colpita da una densa nube radioattiva, il Luna Park ancora oggi è la zona con la più alta concentrazione di radioattività. La foresta investita per prima dalla nube morì nel giro di pochi giorni, gli alberi divennero rossi e gli abitanti raccontano che nel sottobosco nacquero degli strani funghi.
La città fu evacuata dopo 36 ore dal disastro che colpì tutto il mondo, la nube con le particelle radioattive arrivò anche in Italia, colpì tutta l’Europa e si spinse fino nel Nord America.
Sono 45.000 le persone che vennero portate via subito e 130.000 abbandonarono le proprie case fino ad un raggio di 30 Km dalla centrale.
La luce del reattore attirò molte persone per ammirarla, nessuno immaginava il potenziale di quell’esplosione, subito si contarono 65 morti, salirono a 4.000 negli anni, leucemie e tumori, un mostro che uccide lentamente. Le stime di assorbimento delle radiazioni è 48mila anni. Pripjat potrà tornare a vivere fra 600 anni se le condizioni rimangono le stesse, ma il nocciolo del reattore non è stabile, il suo sarcofago si sta deteriorando.

Pripjat: la città fantasma

Sono passati quasi 30 anni da quando la città fu abbandonata e quello che rimane è lo specchio dell’orrore, la natura si è impadronita delle mura e delle strade, si riappropria di quello che le è stato strappato e coperto da metri cubi di cemento, una natura selvaggia, velenosa, arrabbiata. Eppure era una città moderna, costruita in stile comunista, con molto cemento e strutture cubiche ma era anche funzionale, ospitava ben due ospedali, di cui uno pediatrico, un centro commerciale, due hotel, numerosi bar e ristoranti, cinema, teatro, un centro polifunzionale che dominava la piazza centrale oltre alla piscina coperta, quest’ultima lasciata incredibilmente attiva fino al 2000 al servizio del personale che continuava a lavorare presso la centrale. Era piena di aiuole fiorite, giardini e aree verdi.

mercoledì 24 dicembre 2014

USA E NATO PREPARANO LA GUERRA CON LA RUSSIA?

aereoDI MICHEL CHOSSUDOVSKY 
Global Research

Già con il Summit della NATO in Galles, lo scorso settembre si è preparato il campo. 

Negli ultimi mesi sono state lanciate parecchie iniziative militari contro la Federazione russa, inclusa una esercitazione di war games in Europa Orientale, un addestramento militare per le forze speciali schierate in  Ucraina.  

Queste iniziative militari sono condotte in coordinamento con una campagna di propaganda mediatica e un programma di "terrorismo economico” che consiste in sanzioni economiche dirompenti, nel congelamento delle transazioni monetarie e dei commerci, nella manipolazione fraudolenta dei mercati del petrolio, delle monete, etc.  La campagna mediatica è basata sulla presentazione della guerra, come se si trattasse di una impresa umanitaria. 

Il punto dove vorrebbe portare il gioco della guerra consite nell'indebolimento della Federazione Russa, nel minare le sue istituzioni e nell'impoverire la sua popolazione.
Nel frattempo, il Congresso USA ha fatto passare una legge che accende -  de facto - un semaforo verde che permette al Presidente Obama didichiarare guerra alla Russia.
I rapporti hanno inoltre confermato che Washington sta contemplando un "cambio di regime" nella Federazione russa, per installare al Cremlino un governo più compiacente . Secondo il Presidente Vladimir Putin:
“Stiamo vedendo le tragiche conseguenze delle cosiddette rivoluzioni colorate e le tribolazioni delle popolazioni di Stati che sono stati sottoposti a questi esperimenti irresponsabili, inconsapevolmente talvolta ma anche ... palesemente, altre volte, di interferenza nella loro vita ...Questa è una lezione e un monito per noi che faremo tutto il possibile per evitare che questo  avvenga anche in Russia. "(Citazione daSputnik, 20 nov. 2014)
Una minaccia militare combinata con una "guerra economica" serve per creare instabilità sociale ed economica nella Federazione russa. Anche la guerra informatica è uno strumento di intervento diretto contro i sistemi di comunicazione del nemico.

Le esercitazioni militari USA-NATO condotte negli ultimi mesi in Europa orientale e nei paesi baltici sono state esplicitamente dirette contro la Russia.Secondo Mosca, consistevano in "attività per far alzare il livello delle funzioni di risposta" oltre che per spostare le "infrastrutture militari della NATO sui confini russi".

A metà dicembre, il Gen. James Stavridis, ex comandante della Nato in Europa, ha invitato l'Alleanza atlantica ad "inviare armi e consiglieri militari in Ucraina per aiutarlo a combattere i separatisti supportati da Mosca."

mercoledì 10 dicembre 2014

Nel silenzio dei media, in Ucraina si continua a morire VIDEO

Nelle ultime settimane l’aviazione ucraina ha bombardato pesantemente la zona di Kirovsk, vicino al confine con la Russia. Sganciate anche bombe a frammentazione. (video)

di Franco Fracassi
I media non ne parlano più, ma in Ucraina c’è ancora la guerra e si continua a morire. È il caso della città di Kirovsk: trentacinquemila abitanti, a cinquanta chilometri a ovest di Lugansk, non lontano dal confine con la Russia. Secondo quanto riferiscono le stesse agenzie ucraine, l’aviazione di Kiev da settimane bombarda pesantemente la zona, sotto il controllo dei miliziani del Donbass, senza prestare alcuna attenzione ai civili. Dai video e dalle foto si riconoscono perfino esplosioni dovute a bombe a frammentazione, vietate dalla Convezione di Ginevra.
«Stavo lavorando, quando è venuto giù tutto in seguito a un’esplosione». L’uomo ha appena perso la moglie e la nipote. «Che cavolo di mondo è questo!». Urla, si dispera, insulta il presidente ucraino Petro Poroshenko, accusandolo del bombardamento della sua casa. «Ira. Abbiamo passato trentatré anni insieme! Hanno portato via la mia piccola Sveta!».

lunedì 8 dicembre 2014

Il Congresso USA ha dichiarato guerra alla Russia!

Washington: 410 sì, 10 no. Grande consenso bipartisan prima che il disegno di legge vada al Senato. Carta bianca per la Casa Bianca contro Mosca 



di Pepe Escobar - Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

Non riuscirò a sottolineare abbastanza quanto terrificante - e stupido - sia tutto questo.
E adesso è ufficiale.
La risoluzione n. 758 della Camera dei Rappresentanti è stata approvata ieri segnando un risultato travolgente e bipartisan (411 voti contro appena 10 contrari) presso il Congresso USA.
I particolari della ripartizione della votazione si possono leggere qui.


Questa risoluzione, giunta in tutta fretta fino al voto appena due settimane dopo essere stata presentata, descrive la Russia come una "Nazione Aggreditrice" che ha invaso l'Ucraina e che stava dietro l'abbattimento del MH17.

La risoluzione fa praticamente appello a far guerra alla Russia.

Date un'occhiata davvero attenta al linguaggio adoperato.
Il Presidente degli Stati Uniti, in consultazione con il Congresso USA, deve: 
«Condurre una revisione del posizionamento, della prontezza e delle responsabilità delle forze armate degli Stati Uniti nonché delle forze degli altri membri della NATO per determinare se i contributi e le azioni di ciascuno siano sufficienti a soddisfare gli obblighi della difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico e specificare le misure necessarie per porre rimedio a eventuali carenze».
Traduzione: 

mercoledì 3 dicembre 2014

Ecco chi è il capo della polizia di Kiev. Leggete e fate girare!


Questo distinto e rassicurante signore si chiama Vadim Troyan, ha una lunga storia di militanza in varie organizzazioni neonaziste ed è noto alle cronache giudiziarie del suo paese per essere stato più volte in carcere imputato di omicidio, aggressione finalizzata all'odio razziale, furto e stupro.

Liberato durante i tumulti scoppiati in seguito alla cosiddetta "rivolta di EuroMajdan" è subito entrato a far parte del famigerato NaziBattaglione Azov, responsabile di ogni genere di atrocità e ferocia sulla popolazione civile.

Grazie a questo meraviglioso curriculum il governo golpista e nazifascista ucraino, sostenuto dagli USA, dall'Unione Europea dal PD e da SEL, lo ha recentemente nominato CAPO DELLA POLIZIA della Regione di Kiev.


Fonte: Facebook La Scintilla

Il nostro commento:
A cura di nocensura.com

Che l'Ucraina sia stata consegnata ai neonazisti non c'è dubbio.
Era evidente sin dalle manifestazioni di Maidan che UE e USA appoggiassero (finanziandoli) i movimenti neonazi, che grazie ai dollari merigani e all'euro hanno aumentato considerevolmente la loro "base", avendo la possibilità di pagare i militanti/miliziani, promettendo ai capi posti più o meno importanti nelle istituzioni per loro ed i loro parenti, ed ingaggiandone di nuovi.
OVVIAMENTE Usa - UE & poteri forti non sono neonazisti, ne hanno simpatie in tal senso... loro avevano/hanno uno SCOPO, un OBIETTIVO da perseguire, e sembra proprio che i loro piani abbiano funzionato.
A CHI APPOGGIARSI PER OTTENERE, MA SOPRATUTTO PER MANTENERE IL CONTROLLO DELL'UCRAINA??? Sapendo che Russi & filorussi non sarebbero rimasti a guardare?!?
In altre zone UE-USA-Poteri forti si sono appoggiati a movimenti di altra natura, hanno CREATO movimenti di protesta con ideali e obiettivi variabili in base al contesto sociale, ma il contesto particolare dell'Ucraina - ad iniziare dall'ingerenze russe - richiedevano un gruppo capace di reprimere ogni forma di dissenso, creare un clima di intimidazione in modo da inibire le velleità ribelli della popolazione...
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