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venerdì 29 aprile 2016

Post Fukushima in Giappone: nascono bambini con piu' gambe e braccia

(NaturalNews) Cinque anni dopo l'incidente nucleare di  Fukushima , i residenti locali riportano un marcato aumento di gravi danni di nascita, ma a causa di un costante  occultamento da parte delle autorità giapponesi  ed una seria mancanza di studi scientifici al riguardo, il pubblico riceve scarsissima informazione su questo
Una trasmissione del febbraio 2016 su LaborNet TV ha mostrato interviste ad evacuati dall'area colpita vicino all'impianto nucleare di Daiichi, che hanno fornito storie di prima mano su bambini nati con arti aggiuntivi a causa della  polimelia, un difetto strutturale alla nascita.

Gli intervistati hanno anche riportato che un gran numero di bambini nati morti, cosi come i tanti aborti  eseguiti a causa di "gravidanze svantaggiose", in altre parole , gravidanze in cui sono stati riscontrati in via prenatale dei difetti congeniti che hanno spinto i medici a raccomandare procedure abortive.   

>>> tutto l'articolo su: 
naturalnews.com (in inglese)





Fonte: saluteolistica.blogspot.com

venerdì 27 marzo 2015

Un cartone animato giapponese illustra il bombardamento nucleare di Hiroshima

Un cartone animato a dir poco geniale, che spiega in modo impeccabile e comprensibile a tutti, anche a chi non ha le minime conoscenze economiche, la truffa monetaria, ovvero il fatto che l'emissione monetaria, in quasi tutte le nazioni del mondo ("casualmente" le poche nazioni che posseggono la propria sovranità monetaria, sono quelle incluse dell'elenco degli "stati canaglia" dagli USA) sia gestito da banchieri privati. Proprio così: la BCE, come l'americana FED, non sono istituzioni pubbliche, come erroneamente ritenuto dalla maggioranza delle persone, ma vere e proprie banche private! La BCE come potete leggere anche su wikipedia, è di proprietà delle banche centrali nazionali che compongono l'eurozona. La Banca d'Italia per esempio, possiede il 13% delle quote. Ma chi controlla la banca d'Italia? Le banche private! I soci sono indicati, anche in questo caso, persino su wikipedia, e come potete osservare l'unico ente pubblico che possiede una piccola percentuale della banca d'Italia è l'INPS, che controlla il 5% delle quote. I banchieri privati creano dal NULLA la moneta, e la prestano alle nazioni esigendo un tasso di interesse. In Italia paghiamo qualcosa come 100 miliardi all'anno solo di interessi sul debito pubblico. Una cifra astronomica che ogni anno viene sottratta agli italiani mediante le tasse e consegnata ai banchieri privati...

Fonte: caosvideo


Quando si parla di 2° guerra mondiale, che ha provocato decine di milioni di morti, si parla quasi solo dei crimini...
Posted by Informati on Venerdì 27 marzo 2015



domenica 15 marzo 2015

Test nucleari: la Polinesia chiede risarcimento milionario alla Francia!

La Polinesia Francese è intenzionata a rivendicare un risarcimento milionario da Parigi per la sequela di 193 test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago delle piccole isole nel Pacifico meridionale.

La Polinesia Francese è intenzionata a rivendicare un risarcimento milionario da Parigi per la sequela di 193 test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago delle piccole isole nel Pacifico meridionale, legate politicamente alla Francia. «Non vogliamo andare in tribunale, vogliamo raggiungere un accordo su questo difficile tema alla luce di due aspetti: l’impatto ambientale e le conseguenze per la salute della nostra popolazione», ha spiegato il portavoce dell’assemblea legislativa dei territori d’oltremare francesi, Yves Hauper, raggiunto via e-mail dall'agenzia di stampa Ansa. Gli atolli disabitati di Mururoa e Fangataufa nascondono 3.200 tonnellate di materiale radioattivo di diversi tipi, prodotto dalle esplosioni nucleari realizzate dall’esercito francese tra il 1966 e il 1996. Parte di quel serbatoio di residui inquinanti si trova sul fondo dell’Oceano Pacifico, fino a mille metri di profondità, secondo l’ultimo studio condotto nella regione, nel 1998.

martedì 17 febbraio 2015

Dentro Chernobyl 29 anni dopo - Test nuceari USA: gli effetti per l'ambiente



Sopra: L'emittente russa RT (Russia Today) ha fatto un breve ma interessantissimo servizio sulla centrale atomica di Chernobyl, entrando nel cuore della centrale. Immagini esclusive e inedite!

Sotto: Gli effetti dei 67 test atomici compiuti dagli USA nell'Atollo di Bikini




lunedì 16 febbraio 2015

Fukushima, quattro anni dopo ecco cosa sta succedendo ai bambini!


Nella zona di Fukushima è tragedia. A quattro anni di distanza gli effetti delle radiazioni iniziano a manifestarsi: l'incidenza di malattie gravi è aumentata incredibilmente, in particolare per i bambini.

Di questo ne avevamo già parlato anche un anno fa, ma oggi la notizia sta emergendo anche sui media main stream: 

Un articolo de "Il Messaggero" di Venerdì 13 Febbraio riporta:
TOKYO - Primi casi di tumore alla tiroide fra i bambini nell'area di Fukushima, colpita nel 2011 da un terremoto, uno tsunami e dalla fuoriuscita di materiale tossico dalla centrale nucleare. I dati che arrivano dal Giappone sono scioccanti. Secondo un rapporto della prefettura di Fukushima su 75.311 bambini esaminati, 1 ha sviluppato recentemente un tumore e su altri 7 si nutrono dubbi. Questi stessi bambini risultavano perfettamente sani al controllo precedente.La prima fase dei controlli si era svolta su 298.577 dei 367.687 minori della regione della centrale nucleare ed erano stati rilevati 86 casi conclamati di cancro alla tiroide e 23 altri casi sospetti.

martedì 3 febbraio 2015

Piemonte Radiattivo – Contiene oltre il 72% delle scorie radioattive italiane

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Treno carico di scorie radioattive in Piemonte
Di Dioni aka Riccardo Lautiz
Nessuno lo dice, ma in Piemonte si trova un’immensa discarica di scorie nucleari, una potenziale bomba per i residenti della zona e l’ambiente. La denuncia parte dall’associazione Pro Natura in base a quanto emerge dall’annuario Ispra. A Saluggia, in provincia di Vercelli, dove sono stoccati i rifiuti nucleari italiani delle vecchie centrali e, prestiamo attenzione, anche rifiuti provenienti da Olanda e Canada!
Il Piemonte è ormai una pattumiera radioattiva. A denunciarlo è Pro Natura, attraverso la sede di Torino: in base all’ultimo Annuario dei dati ambientali dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), gli ambientalisti mettono in guardia sui rischi corsi da una regione che, da sola, ospita oltre il 96% dei rifiuti radioattivi italiani. Una situazione allarmante, secondo l’associazione ecologista, e destinata a durare ancora a lungo: “Ci sono ben cinque nuovi depositi nucleari in progetto nella nostra regione”, scrive Rossana Vallino su Obiettivo Ambiente, il magazine di Pro Natura. Inoltre, sono ricominciati anche “gli inutili e pericolosi trasporti nucleari verso la Francia”. Un via vai di materiali di scarto radioattivi che, soprattutto in Val Susa, ha già sollevato molte proteste in passato, e che non si limita ai trasporti Oltralpe.

venerdì 30 gennaio 2015

Tre minuti alla mezzanotte della guerra nucleare


Di Manlio Dinucci
La lancetta dell’«Orologio dell’apocalisse», il segnatempo simbolico che sul «Bulletin of the Atomic Scientists» indica a quanti minuti siamo dalla mezzanotte della guerra nucleare, è stata spostata in avanti: da 5 a mezzanotte nel 2012 a 3 a mezzanotte nel 2015, lo stesso livello del 1984 in piena guerra fredda. Sui grandi media, la notizia è passata quasi del tutto sotto silenzio. Eppure a lanciare l’allarme sono noti scienziati dell’Università di Chicago che, consultandosi con altri (tra cui 17 Premi Nobel), valutano la possibilità di una catastrofe provocata dalle armi nucleari in concomitanza con il cambiamento climatico dovuto all’impatto umano sull’ambiente.
Il cauto ottimismo sulla possibilità di tenere sotto controllo la corsa agli armamenti nucleari è svanito di fronte a due tendenze: l’impetuoso sviluppo di programmi per la modernizzazione delle armi nucleari e il sostanziale blocco del meccanismo di disarmo. Al primo posto, tra le cause del rilancio della corsa agli armamenti nucleari, gli scienziati statunitensi mettono il programma di «modernizzazione» delle forze nucleari Usa, che comporta «un costo astronomico». Confermano così quanto già documentato sul manifesto (24 settembre 2014): il presidente Obama – insignito nel 2009 del Premio Nobel per la Pace per «la sua visione di un mondo libero dalle armi nucleari, che ha potentemente stimolato il disarmo» – ha presentato 57 progetti di upgrade di impianti nucleari militari, con un costo stimato di 355 miliardi di dollari in dieci anni.

lunedì 26 gennaio 2015

UCRAINA: GRAVI INCIDENTI NUCLEARI TENUTI NASCOSTI



TENUTI NASCOSTI GRAVISSIMI INCIDENTI NELLE CENTRALI NUCLEARI DELL’UCRAINA! MINACCIA DI UNA NUOVA CHERNOBYL SULL’EUROPA

Sul territorio della centrale nucleare sud-ucraina della citta’ di Nikolaev c’e’ stato un incendio nella notte del 15 gennaio. La notizia e’ riportata solo oggi dal servizio stampa del Dipartimento di Stato ucraino per le Situazioni d’Emergenza della regione di Nikolaev. Dai dati riportati, l’incendio e’ stato individuato alle 22.03 ed e’ stato estinto alle 23.43 ed ha interessato un’area di 100 mq.

Le sue cause sono presumibilmente dovute a dei problemi elettrici sull’autotrasformatore 1AT. In seguito il personale di turno ha interrotto l’alimentazione elettrica dal trasformatore. Secondo i risultati delle prime verifiche, sul sito della centrale e nelle sue immediate vicinanze le radiazioni di fondo non supererebbero la norma. Come indicato nel rapporto, per spegnere le fiamme sono intervenuti 16 mezzi e 125 persone.

Presso il sito opera ora una commissione per stabilire con precisione le cause dell’incendio e le sue conseguenze. Si tratta dell’ennesimo incidente. Negli ultimi tempi tali situazioni d’emergenza nelle centrali nucleari ucraine accadono con una certa frequenza. Va ricordato che nelle giornate del 28 e 29 dicembre la grande centrale nucleare di Zaporozhye e’ stata interessata da una significativa fuga di radiazioni (16 volte superiori alla norma).Tutto cio’ nonostante le dichiarazioni, il 3 dicembre (in seguito ad un’altro incidente, il 28 novembre, sul reattore numero tre della stessa centrale di Zaporozhye), del premier Yatsenyuk e soprattutto del ministro dell’Energia e dell’Industria Demchishin, il quale ha assicurato che tutto e’ nella norma e che non sussiste alcuna minaccia.

domenica 25 gennaio 2015

Non in Iraq o in Siria, ma “armi di distruzione di massa” (Nato) in Lombardia e Friuli, trasportabili sugli F35


IL FISICO LUIGI MOSCA: “NEL 2012 IL PARLAMENTO ITALIANO AVEVA VOTATO PER L’ELIMINAZIONE DEGLI ORDIGNI ATOMICI, MA OGGI SONO PRESENTI 70 O 90 BOMBE NUCLEARI NELLE BASI AMERICANE DI GHEDI ED AVIANO”

Di Francesca Morandi

Non in Siria o Iraq, ma in Lombardia e Friuli sono stoccate armi di distruzione di massa. Da oltre un anno le nuove bombe nucleari americane B61 sono in fase di ammodernamento nelle basi militari USA di Ghedi (BS) e Aviano (PN), dove si lavora anche per renderle trasportabili sui cacciabombardieri F35 entro il 2020. L’aggiornamento delle testate nucleari B61 è parallelo alla decisione del governo italiano di proseguire, come confermato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, con l’acquisto di 90 aerei militari F35, prodotti dall’azienda statunitense Lockheed Martin, per un costo di 53 miliardi di euro. Una spesa enorme per le casse del nostro Paese, in profonda crisi economica, e criticata
da numerosi esperti militari per l’inutilità strategica degli F35 nel contrasto al terrorismo islamista, oggi la vera minaccia per l’Occidente.
“Quello che sta avvenendo in Italia nel settore nucleare militare si iscrive nella strategia globale della NATO, che è sopravvissuta alla fine della Guerra Fredda nonostante lo scioglimento del Patto di Varsavia”, afferma  Luigi Mosca, fisico italiano naturalizzato francese, già direttore del “Laboratoire Souterrain de Modane” (uno dei più qualificati laboratori per lo studio della fisica delle particelle, ndr), e oggi attivista per il disarmo nucleare attraverso l’associazione “Armes Nucléaires Stop”, convegni e contributi scientifici resi a libri come l’ultimo lavoro di Stephane Hessel, “Esigete! Un disarmo nucleare totale” (edizioni Ediesse – 2014).

domenica 11 gennaio 2015

Scorie nucleari, ecco la lista dei siti


Fonte: Il Manifesto | Autore: Stefania Divertito

Lon­tano dall’acqua, da infra­strut­ture stra­te­gi­che, da zone sismi­che, da col­ti­va­zioni bio­lo­gi­che e pro­tette, da impianti ener­ge­tici, da aree sog­gette a frane. È un’Italia con una pelle a mac­chia di leo­pardo quella che emerge dalla mappa che ieri la Sogin ha con­se­gnato a Ispra. Si chiama Cnapi ed è la Carta delle aree poten­zial­mente ido­nee a ospi­tare il depo­sito nazio­nale delle sco­rie nucleari e annesso parco tec­no­lo­gico. È una mappa che pro­cede per esclu­sione, e che a conti fatti, indica un cen­ti­naio di luo­ghi dove poter rica­vare il chi­lo­me­tro qua­drato di spa­zio libero dove costruire quest’opera che dovrà met­tere in sicu­rezza 90 mila metri cubi di mate­riali radioat­tivi. Una quan­tità desti­nata a crescere.
Dove sor­gerà il depo­sito? È pre­sto per dirlo ora, ma con­si­de­rando i cri­teri di esclu­sione indi­cati da Ispra il 4 giu­gno e che in que­sti mesi Sogin ha veri­fi­cato, si pos­sono indi­care delle aree più ido­nee delle altre. Dalla car­tina sono state tolte lagune, zone pro­tette, miniere, dighe, mili­tari, le aree sismi­che, sog­gette a frane, sopra i 700 metri di quota, sotto i 20 metri, a meno di 5 chi­lo­me­tri dal mare, a meno di un chi­lo­me­tro da fer­ro­vie o strade di grande impor­tanza, vicino alle aree urbane, accanto ai fiumi.
Non le zone costiere, quindi, nean­che quelle dove ci sono tri­vel­la­zioni o impianti indu­striali. Le aree non coin­ci­dono neces­sa­ria­mente con i con­fini delle pro­vince o dei comuni. Puglia, Lazio, Toscana, Veneto, Basi­li­cata, Mar­che, tra le più pro­ba­bili. Ma la mappa for­nita da Sogin a Ispra deve sot­to­stare a una nuova veri­fica. Non è detto quindi che nei pros­simi tre mesi non venga stravolta.

domenica 4 gennaio 2015

Un fisico: "Civiltà su Marte distrutta da attacchi nucleari"

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L’ANTICA CIVILTÀ MARZIANA È STATA SPAZZATA VIA DA UN ATTACCO NUCLEARE ALIENO: LA SORPRENDETE TEORIA DI UN FISICO DEL PLASMA
Quella che potrebbe sembrare l'idea di un romanzo fantascientifico, in realtà è la teoria del dottor John Brandenburg, un fisico del plasma: su Marte esisteva una civiltà fiorente, poi spazzata via da un attacco nucleare da parte di un invasore alieno. Lo scienziato afferma di aver trovato le prove di due esplosioni nucleari sulla superficie del pianeta. Poi mette in guardia i terrestri: anche la Terra potrebbe subire la stessa sorte di Marte.
[Daily Mail] Coloro che parteciperanno sabato prossimo al convegno annuale dell’American Physical Society potrebbero rimanere un po’ sorpresi, dato che in quella sede il dottor John Brandenburg, fisico del plasma, presenterà la sua sconcertante teoria.
Secondo Brandenburg, gli antichi abitanti di Marte, conosciuti come Cydoniani e Utopiani, furono spazzati via da una serie di esplosioni nucleari provocate da un’altra razza aliena, e le prove del genocidio sarebbero visibili ancora oggi.
I prodromi della teoria di Brandenburg risale al 2011, quando lo scienziato ipotizzò che il tipico colore rosso di Marte potesse essere dovuto a delle esplosioni termonucleari di origine naturale.
“L’alta concentrazione di Xenon-129 in atmosfera, la presenza di Krypron-80 e l’eccessiva abbondanza di uranio e torio riscontrata sulla superficie, rispetto ai meteoriti di Marte, ci dice che il pianeta è stato oggetto di massicci eventi radiologici, i quali hanno creato grandi quantità di isotopi e coperto la superficie con un sottile strato di detriti radioattivi. Queste anomalie possono essere la conseguenza di due grandi esplosioni nucleari anomale avvenute nel passato di Marte”, scrive Brandenburg su Journal of Cosmology and Astrophysics.

venerdì 26 dicembre 2014

Pripjat: 45 foto della città fantasma

Entrare a Pryp’jat’ (o Pripjat) è come entrare sul set di un film dell’orrore, sembra tutto così “strano”, lontano da tutto, silenzioso, immobile. eppure questa città era piena di vita una volta. Si prima che un reattore nucleare esplodesse e distrusse tutto.

Oggi la città di Pripjat è abbandonata, passeggiare per le sue strade, ancora accessibili anche se ogni tanto un albero ha osato spuntare tra le crepe del cemento, è come passeggiare in una bolla, i sensi si annullano, una desolazione devastante annebbia i sensi e la tristezza e la paura fanno capolino, si insinuano nelle ossa.
La città fantasma
Era l’una e 23 minuti del 26 Aprile 1986 quando il reattore numero 4 di Chernobyl fu portato al limite per un test di “sicurezza”. La sicurezza però non fu rispettata e l’aumento della potenza portò alla rottura delle barre di raffreddamento provocando un’esplosione paurosa che scoperchiò il reattore.
La città di Pripjat, costruita nel 1970 per ospitare i lavoratori della centrale nucleare, fu colpita da una densa nube radioattiva, il Luna Park ancora oggi è la zona con la più alta concentrazione di radioattività. La foresta investita per prima dalla nube morì nel giro di pochi giorni, gli alberi divennero rossi e gli abitanti raccontano che nel sottobosco nacquero degli strani funghi.
La città fu evacuata dopo 36 ore dal disastro che colpì tutto il mondo, la nube con le particelle radioattive arrivò anche in Italia, colpì tutta l’Europa e si spinse fino nel Nord America.
Sono 45.000 le persone che vennero portate via subito e 130.000 abbandonarono le proprie case fino ad un raggio di 30 Km dalla centrale.
La luce del reattore attirò molte persone per ammirarla, nessuno immaginava il potenziale di quell’esplosione, subito si contarono 65 morti, salirono a 4.000 negli anni, leucemie e tumori, un mostro che uccide lentamente. Le stime di assorbimento delle radiazioni è 48mila anni. Pripjat potrà tornare a vivere fra 600 anni se le condizioni rimangono le stesse, ma il nocciolo del reattore non è stabile, il suo sarcofago si sta deteriorando.

Pripjat: la città fantasma

Sono passati quasi 30 anni da quando la città fu abbandonata e quello che rimane è lo specchio dell’orrore, la natura si è impadronita delle mura e delle strade, si riappropria di quello che le è stato strappato e coperto da metri cubi di cemento, una natura selvaggia, velenosa, arrabbiata. Eppure era una città moderna, costruita in stile comunista, con molto cemento e strutture cubiche ma era anche funzionale, ospitava ben due ospedali, di cui uno pediatrico, un centro commerciale, due hotel, numerosi bar e ristoranti, cinema, teatro, un centro polifunzionale che dominava la piazza centrale oltre alla piscina coperta, quest’ultima lasciata incredibilmente attiva fino al 2000 al servizio del personale che continuava a lavorare presso la centrale. Era piena di aiuole fiorite, giardini e aree verdi.

mercoledì 24 dicembre 2014

PIOGGIA RADIOATTIVA DI ROTTAMI SPAZIALI SULLA TERRA

di Gianni Lannes - Come se non bastassero le scie chimiche di aerei fantasma, l'aria è inquinata anche dalla ricaduta sul pianeta Terra di scarti nucleari (scorie e rifiuti) messi in orbita dalle super potenze. Lo Spazio orbitale - una fascia compresa fra i 250 e i 36.850 chilometri di altezza - è ormai una discarica nucleare che ricade sul globo terrestre.

Da quando nel 1957 l’Unione Sovietica mise in orbita lo Sputnik, conquistando il primo biglietto verso lo spazio, la presenza nel cosmo di rottami d’ogni genere è cresciuta a livello esponenziale. Tanto che oggi si possono contare intorno al nostro pianeta circa 4 mila satelliti di cui solo il 6 per cento è attivo. Mentre nelle regioni più remote del sistema solare continuano a vagare oltre 200 sonde interplanetarie. Addirittura una sessantina di satelliti russi alimentati ad energia nucleare ormai disattivati e alla deriva perdono liquido refrigerante. 

Nell’atmosfera terrestre, infatti, sono state scoperte da un gruppo di ricercatori della Nasa circa 80 mila sferette di sodio radioattivo grandi un centimetro, ed oltre 3 milioni di goccioline superiori al millimetro che ci stanno lentamente piovendo addosso. Non è tutto: ci sono anche i Cosmos: i satelliti dell’ex Urss, alimentati con generatori termoelettrici a radioisotopi di plutonio (Rtg), che hanno provocato - almeno ufficialmente - due situazioni di emergenza. Nel 1978 ne cadde uno (Cosmos 954) nel Nordovest del Canada impegnando anche gli USA in un vasto programma di recupero. Nel 1983 invece scattò l’allerta, in Italia, poiché uno di questi modelli scese in picchiata sull’Atlantico dieci minuti dopo aver sorvolato la Lombardia. 

sabato 15 novembre 2014

411 banche e compagnie di assicurazione hanno finanziato i produttori di armi nucleari

411 banche e compagnie di assicurazione hanno finanziato i produttori di armi nucleari per 400 miliardi di dollari !!!

L'organizzazione olandese Pax ha analizzato il finanziamento di cui godono le industrie della difesa coinvolte nella produzione, lo stoccaggio e la manutenzione delle armi nucleari, scrive Rachel Knaebel sulla rivista francese Basta!.
La maggior parte delle grandi banche francesi, e tra queste le banche mutualistiche, è tra gli investitori. Alcune, come la BNP Paribas, si sono anche dotate di regolamenti che vietano loro di finanziare armi che definiscono "controverse", e tra queste le armi nucleari. Altrove in Europa, i fondi di investimento hanno vietato tali pratiche.


Credit Agricole, il gruppo Banque Populaire Caisses d'Epargne (BPCE) e il Crédit Mutuel finanziano direttamente o indirettamente l'industria delle armi nucleari per circa 5,6 miliardi di miliardi di euro. Questo è quello che mostra l'ultimo rapporto della ONG olandese Pax rilasciato il 7 novembre con il titolo Don’t Bank the Bomb (Non finanziare la bomba).

Le ONG hanno esaminato il finanziamento di 28 aziende che lavorano, tra le altre, nella produzione, manutenzione o lo stoccaggio di missili e testate nucleari. E questo in Francia, negli Stati Uniti, in India, nel Regno Unito e in Israele. Risultato: Nel corso degli ultimi tre anni, 411 banche e compagnie di assicurazione di tutto il mondo hanno messo a disposizione per i produttori di armi nucleari più di 400 miliardi di dollari.

La Banca francese BNP Paribas figura tra i dieci maggiori finanziatori per la produzione di armi nucleari. La banca ha investito 7 miliardi di dollari negli ultimi tre anni in quindici aziende americane ed europee, tra cui, naturalmente, i giganti francesi Airbus e Safran Group (ex EADS). La BNP si è anche imposta una politica di investimento responsabile in materia di difesa

giovedì 13 novembre 2014

OBAMA: VIA LIBERA ALLA GUERRA NUCLEARE

di Gianni Lannes - E’ l’apocalisse atomica appena finanziata da Barack Obama, Premio Nobel per la Pace. Il “New York Times” rivela che gli Usa hanno deciso di investire una massa ingente di denaro pubblico, per realizzare ordigni nucleari più moderni: 12 nuovi sottomarini nucleari,

100 bombardieri atomici e 400 silos di lancio di Icbm. Nessuno, come è noto, minaccia gli Stati Uniti. Il nuovo arsenale sarebbe quindi un immenso dispositivo intimidatorio contro il resto del mondo. Nella campagna per il suo primo mandato, Obama aveva dichiarato che il suo obiettivo era un pianeta libero dall’incubo delle armi nucleari. Dal 1950 al 2003, negli Usa ci sono state 121 “frecce spezzate”, ossia gravi incidenti in depositi atomici. Da allora ad oggi non è più trapelata nessuna notizia da Washington.

Quanto all'Italia, già imbottita da nord a sud di armamenti nucleari targati United States of America, in palese violazione del trattato di non proliferazione nucleare (TNP), dovrà acquistare per forza i cacciabombardieri nucleari F 35 imposti da Obama, che tanto piacciono al ministro Roberta Pinotti. Perché Napolitano e Renzi non fiatano sull'argomento?

Riferimenti: 

http://www.nytimes.com/2014/09/22/us/us-ramping-up-major-renewal-in-nuclear-arms.html?_r=0

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=b+61

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=f35


Tratto da: terrarealtime.blogspot.it



domenica 9 novembre 2014

Incidente nucleare in Repubblica Ceca, scatta l’allarme in Europa Centrale

Spenti i reattori 3 e 4 dell'impianto di Dukovany, per la perdita di liquido refrigerante destinato al nocciolo. In funzione le unità 1 e 2 dell'impianto costruito nel 1987 - Allarme nucleare nel cuore dell’Europa.

Nelle scorse ore due dei quattro reattori della centrale di Dukovany, in Moravia meridionale (Repubblica Ceca), sono stati fermati a causa della perdita di liquido refrigerante destinato alle unità 3 e 4 della centrale ceca. Le autorità locali hanno subito rassicurato la popolazione affermando che nessun rischio per la popolazione è stato corso e che la chiusura dei due reattori è necessaria per le operazioni messa in sicurezza dell’impianto. Al momento non è chiaro per quanto tempo le due unità rimarranno chiuse, nel frattempo i reattori 1 e 2 continueranno a produrre energia elettrica per la regione. “I reattori 3 e 4 della centrale di Dukovany sono stati chiusi inaspettatamente al fine di riparare una delle tubature che trasporta il liquido refrigerante necessario a tenere sotto controllo la temperatura dei reattori – ha affermato all’agenzia di stampa ceca Czech News Agency Petr Spilka, portavoce dell’impianto –. è impossibile al momento prevedere quando i lavori di riparazione finiranno e quindi quando le due unità riprenderanno la normale attività di produzione
energetica”.

venerdì 7 novembre 2014

Invenzione Italiana rende qualunque tipo di acqua purissima, compresa quella radioattiva!

WOW
L’impianto Wow a Saluggia
Si sta completando la prima sperimentazione su vasta scala nel sito nucleare di Saluggia, nel Vercellese. Può essere usata per bonificare Fukushima
Parte da Este un progetto di portata epocale che ha tutte le carte in regola per rivoluzionare le pratiche di potabilizzazione e “pulitura” dell’acqua radioattiva. E dalla bassa padovana all’immane disastro di Fukushima il passo è davvero molto breve.
Ma andiamo con ordine.
Qualche anno fa Adriano Marin, ingegnere elettronico all’università di Padova, ha iniziato a costruire in un garage un prototipo di potabilizzatore portatile assieme ad alcuni colleghi. «Avevamo dato inizio alle sperimentazioni e ai progetti per motivi umanitari – spiega l’ingegnere – dato che il sistema è nato principalmente per aiutare gli abitanti di quei luoghi sulla Terra che non possono avere accesso all’acqua potabile».
Monta, smonta, prova e riprova, modifica e riaccendi, spegni e purifica, salta fuori che il potabilizzatore è in grado di separare le molecole che formano l’acqua da qualsiasi elemento senza l’utilizzo di filtri e sostanze chimiche. E non si parla solo di fanghi, sporcizia, metalli, contaminanti volatili e altre sostanze inquinanti. L’apparecchio, che qualcuno ha definito poco generosamente «una specie di lavatrice», si è dimostrato in grado di scindere l’acqua anche dagli atomi radioattivi.

giovedì 30 ottobre 2014

Lannes choc: "Italia, la catastrofe nucleare insabbiata dallo stato"

CENTRALE NUCLEARE DEL GARIGLIANO

Di Gianni Lannes

Quasi nessuno immagina che nel Golfo di Gaeta siano stati scaricati dalla centrale nucleare del Garigliano addirittura radionuclidi artificiali come il Plutonio 239, il Plutonio 240, il Cesio 137 e il Cobalto 60. Le prove dell’ecatombe sono racchiuse in alcuni studi scientifici, come la ricerca di A. Brondi, O. Ferretti, e C. Papucci dal titolo “Influenza dei Fattori Geomorfologici sulla distribuzione dei Radionuclidi. Un esempio: dal M. Circeo al Volturno” (Atti del Convegno italo-francese di radioprotezione. Firenze, 30 Maggio - 1 Giugno 1983), e quella di R. Delfanti e C. Papucci “Distribuzione del 239 Pu, 240Pu e del 137Cs nei sedimenti del Golfo di Gaeta: osservazioni sui meccanismi di accumulo e sulle velocità di sedimentazione”(ENEA – Pas). Sull’aumento della radioattività nei sedimenti marini del golfo di Gaeta ha scritto il 4 agosto 1984 anche l’Istituto Superiore di Sanità, ma senza adottare alcun provvedimento per tutelare l’ignara popolazione: 

«Per una serie di ragioni descritte in notevole dettaglio nella letteratura tecnica, si sono prodotti fenomeni di accumulo del Cobalto e del Cesio, scaricati nel fiume Garigliano, all’interno del golfo di Gaeta. Ciò è indubbiamente legato all’insediamento della centrale».




Nel primo documento ritroviamo la citazione relativa all’inquinamento da Cesio 137, «le attività del Cesio137, nei primi due centimetri dei fondali antistanti il golfo di Gaeta, nelle aree di maggiore concentrazione, corrispondono a 7millicurie/kmq (259MBq/kmq)». 

domenica 12 ottobre 2014

Fukushima, gli effetti del disastro: farfalle malate per radiazioni!


Fukushima, farfalle malate per radiazioni. Gli scienziati: "Decontaminare fonti alimentari"

A distanza di tre anni dal disastro alla centrale nucleare giapponese gli studiosi hanno analizzato le malattie causate dalle attuali radiazioni su un gruppo di farfalle

Il disastro di Fukushima continua a nuocere alla salute, anche ora che il livello di radiazioni è molto basso. E' quanto hanno verificato, studiando le farfalle, gli scienziati della Ryukyu University di Okinawa, in Giappone, che ne parlano sulla rivista 'Bmc Evolutionary Biology': queste creature, nutrite con vegetali raccolti nelle zone colpite dall'incidente del 2011, hanno mostrato tassi più elevati di mortalità e di malattia. L'analisi è avvenuta su un gruppo di farfalle Zizeeria maha blu, molto comuni in Giappone, a cui sono state somministrate foglie provenienti da sei diverse aree a varia distanza dal luogo del disastro.

lunedì 1 settembre 2014

Il segreto di Mayak, peggio di Chernobyl e Fukushima

Chernobyl e Fukushima non sono state le uniche catastrofi nucleari planetarie. Dietro gli Urali, nella regione di Chelyabinsk, una delle più inquinate di tutta la Russia, si sono infatti verificati tre gravissimi incidenti. La centrale di Mayak (che in russo significa “faro”) nacque nel 1949 per produrre plutonio per armi nucleari, e dal 1949 al 1952 riversò circa 76 milioni di metri cubi di rifiuti liquidi altamente radioattivi – principalmente cesio e stronzio – nel Techa, fiume lungo il quale vivevano circa 124.000 persone, divise in villaggi dediti all’agricoltura e all’allevamento. Nel 1957, nell’impianto di Mayak esplose un serbatoio di rifiuti radioattivi e, oltre al cesio e allo stronzio, si aggiunse il ben più pericoloso plutonio; l’esplosione formò una nube radioattiva che coprì un’area di circa 23.000 chilometri quadrati, creando l’area della “East Ural Radioactive Trace” e sprigionando almeno il doppio dei radionuclidi dell’incidente di Chernobyl.
Il terzo incidente ebbe luogo nel 1967, quando il Lago Karachay, usato per lo smaltimento dei rifiuti nucleari più pericolosi, si asciugò a causa di un’estate L'area radioattiva attorno alla centrale di Mayak, in Russiatorrida, e i venti spazzarono le sue polveri radioattive per un’area di circa 2.000 chilometri quadrati. Questi incidenti, la cui gravità si evince anche solo dai numeri, furono tenuti completamente segreti fino all’esplosione di Chernobyl. Dopo questo incidente, che più di quello di Three Mile Island (Usa) focalizzò l’attenzione dell’intero pianeta sulla pericolosità della produzione di energia da fonte nucleare, il governo sovietico non fu più in grado di nascondere i disastri precedenti. Oggi, a cercare di fare luce su queste remote stragi ambientali e sociali sono tre italiani: il documentarista Alessandro Tesei, già autore del pluripremiato film Fukushame, in cui si mostrano le falle del sistema giapponese nell’affrontare la strage di Fukushima, il fotoreporter Pierpaolo Mittica e il ricercatore e antropologo Michele Marcolin. Obiettivo dei tre? Raccontare in un documentario cosa è successo in quei luoghi dimenticati dalla storia.
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