Visualizzazione post con etichetta acqua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta acqua. Mostra tutti i post

venerdì 3 giugno 2016

Acqua privatizzata? I cittadini battono la Nestlè in Oregon







In un paesino dell'Oregon la Nestlé voleva imbottigliare e commercializzare l'acqua di un fiume locale e prometteva di portare molti posti di lavoro e ricchezza. I cittadini di Cascade Locks però non se la sono bevuta e sono divenuti protagonisti di una vittoria storica contro la privatizzazione e vendita dell'acqua.

Davide contro Golia. A scanso di equivoci: il “gigante” sono i cittadini quando prendono coscienza del loro potere e si uniscono, non di certo le multinazionali e gli interessi di pochi, anzi pochissimi! Italia Che Cambia ne è più che cosciente ed ecco perché questa volta abbiamo deciso di fare uno strappo alla regola raccontandovi quanto succede fuori dal nostro “Bel paese”, poiché quanto è stato realizzato in Oregon pochi giorni fa, costituisce davvero un bel precedente per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche.

Succede il 17 maggio scorso a Cascade Locks in un paesino di un migliaio di persone a 70 km da Portland, capitale dell’Oregon, dove la nota multinazionale svizzera Nestlé, aveva in progetto di accaparrarsi 500 milioni di litri d’acqua all’anno dal fiume locale. La più grande multinazionale al mondo di cibi e bevande (proprietaria di ben 24 marche diverse di acque minerali, tra cui Acqua Panna, Vera, S. Pellegrino e Levissima, che ha già attirato numerose volte in passato l’attenzione delle Ong ed è stata oggetto di boicottaggio, tra le altre cose, per l’impiego di schiavitù e manodopera minorile e per aver venduto latte inquinato in Italia) prometteva di rifocillare le casse comunali della piccola cittadina e di offrire 50 nuovi posti di lavoro.



A Cascade Locks la Nestlé aveva in progetto di accaparrarsi 500 milioni di litri d’acqua all’anno dal fiume locale

Ma gli abitanti di Cascade Locks non se la sono bevuta e si sono uniti in comitati locali, hanno organizzato eventi per la sensibilizzazione dei concittadini, hanno creato un blog e tappezzato il paese di cartelli informativi, ma soprattutto hanno proposto il “provvedimento 14-55” contro la privatizzazione e vendita dell’acqua, che è stato approvato dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ovvero dal 69% degli aventi diritto.

Come scrive Maria Rita D’Orsogna “è considerata una vittoria monumentale: numeri così alti raramente si vedono negli Usa, e soprattutto è un messaggio chiaro e forte: l’acqua è della gente e non della Nestlé. Cascade Locks è la prima cittadina, e Hood River County la prima contea americana, a vietare l’imbottigliamento di acqua locale a livello industriale. Daranno l’esempio e coraggio a molte altre città.”

In tutto il mondo è chiaro: i cittadini pretendono di vedere riconosciuto il diritto all’acqua pubblica, mentre dei governi sempre più sordi ai bisogni della popolazione, ma molto sensibili a quelli delle multinazionali, vorrebbero privatizzarla a tutti i costi. In molti casi si arriva addirittura al paradosso, come in quello dell’Italia, in cui 27 milioni di Italiani nel noto Referendum del 2011 si espressero contro la privatizzazione dell’acqua.




In quel caso gli Italiani parlarono forte e chiaro. Ciononostante il Governo ha recentementedeciso arbitrariamente che la gestione pubblica dell’acqua non è obbligatoria. Come a ricordarci che il gigante non si deve mai assopire.

Lo sanno bene i cittadini di Arezzo che in migliaia stanno portando avanti una campagna giustamente definita di “obbedienza civile” in cui si impegnano a detrarre dalla bolletta dell’acqua le cosiddette spese di “profitto” per rispettare il volere popolare di almeno uno dei famosi quesiti del referendum.

Sembra proprio che Golia debba stare sempre allerta: la lotta deve andare avanti, almeno finché l’acqua non verrà davvero riconosciuta a tutti gli effetti come bene pubblico.


Per saperne di più:

Leggete il risultato del nostro tavolo di lavoro “visione 2040 agricoltura e acqua 

Per un’approfondimento esaustivo sulla questione dei beni comuni si legga invece il saggio a cura di Paolo Cacciari, “La società dei beni comuni – una rassegna” 


Per approfondire la posizione della Nestlé riguardo l’acqua invece, leggete l’articolo di Andrea Degl’ Innocentisu una storica ed eloquente intervista rilasciata dal presidente della Nestlé, in cui dice chiaramente di essere convinto del fatto che l’acqua non sia un diritto, bensì una merce.

Fonte: italiachecambia.org



domenica 22 marzo 2015

Bolletta dell'acqua, Istat rileva aumenti da capogiro (alla faccia del Referendum!)

Aumenta la bolletta dell’acqua degli italiani, fino a costare più di quella minerale. Ad aumentare notevolmente (+74%), rileva l’Istat, è stata la spesa media mensile effettiva delle famiglie per “l’acqua nell’abitazione principale”, da 12,16 euro del 2008 a 21,18 euro del 2013. La spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di acqua minerale, invece, si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Si tratta quindi di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l’abitazione.
L’istituto statistico ha diffuso i dati in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’Onu e celebrata ogni 22 marzo. Nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell’82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati. Nel 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l’84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre.

venerdì 13 marzo 2015

Acqua, luce e gas: la fregatura è servita. Firmata Matteo Renzi


 Mentre il premier ungherese Victor Orban,  pochi mesi fa ha trasformato in aziende no-profit le "utilities", ovvero le società che erogano acqua, luce e gas, facendo diminuire sensibilmente le tariffe, in Italia ci apprestiamo a regalarle alle lobby!

Orban è l'unico premier di un paese dell'Eurozona che ha avuto il coraggio di opporsi veramente ai diktat di Bruxelles e di Francoforte, nonché delle potentissime lobbies, facendo così crescere l'Ungheria, ma guadagnandosi l'appellativo di "dittatore" da parte dei media "liberi e democratici" (e sopratutto sinceri) del resto d'Europa e dell'occidente. Gli USA hanno inserito l'Ungheria nella loro "black list", gli "esportatori di democrazia" sono assolutamente allergici ai paesi sovrani e ai premier che non si genuflettono al loro cospetto. Per maggiori info sull'Ungheria, leggi L’Ungheria sovrana disobbedisce all’Ue e fa crescere il Pil

Tornando a noi e al nostro martoriato paese, vi suggeriamo un'attenta lettura del seguente, ottimo articolo di Marcello Foa, uno dei pochi giornalisti 'main stream' che stimiamo senza riserve.


- - - -


Di Marcello Foa - blog.ilgiornale.it 

L’importante, spesso, non è spiegare, ma non far capire. Molte riforme fondamentali passano tra le pieghe di un provvedimento come se fossero marginali. I parlamentari approvano senza nemmeno sapere cosa votano, seguendo le indicazioni del capogruppo mentre i giornalisti ne scrivono senza capire o, ancora meglio, non ne scrivono affatto.
Prendiamo la recente riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi. I giornali si sono concentrati sugli aspetti più eclatanti come l’abolizione di fatto del Senato e l’aumento delle firme per referendum e iniziative popolari; pochi hanno parlato dell’articolo V della Costituzione, che solo a nominarlo… bah che noia!
Tutti, la settimana scorsa, hanno pubblicato un vademecum sulle riforme. Ecco cosa scrive ad esempio La Stampa:
TITOLO V – Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale».
Caro lettore, cosa hai capito? Nulla, scommetto. Però se riascolti un bel servizio televisivo de la Gabbia, mandato in onda il 26 settembre 2013 e ripreso in questi giorni su twitter da Alessandro Greco, la riforma dell’articolo V assume un altro significativo. Guardalo, ne vale la pena, dura appena 3 minuti.

YouTube Direkt

In questo servizio il dirigente generale Lorenzo Codogno, a capo della direzione I analisi economico-finanziaria del Dipartimento del Tesoro, del Ministero dell’economia e delle finanze, intervistato sulla vendita di partecipazioni Eni, Finmeccanica, Enel dichiarò: «Il problema è che non prendi tantissimo perché ho fatto il calcolo un po’ di tempo fa sono 12 miliardi, non è una gran cifra, meno di un punto di Pil. La vera risorsa sono le utilities a livello locale. Lì sono veramente tanti, tanti miliardi, il problema è che non sono nostri, dello Stato, sono dei Comuni, delle Regioni (…)E quindi bisogna cambiare il titolo V della Costituzione. Ed espropriare i Comuni e le Regioni»

venerdì 20 febbraio 2015

Omologata la prima auto ad acqua! Sarà la volta buona?!?

auto
Motore auto (pixabay)
Chi di voi non sogna di avere una macchina che va ad acqua? Bene, presto potrà diventare realtà. Città pulite, aria limpida e malattie respiratorie potranno essere cancellate definitivamente. A presentare questa futuristica possibilità è il signor Lorenzo Errico che in cinque anni di lavoro sulla sua auto, ha messo a punto un nuovo sistema di alimentazione per abbattere le emissioni e insieme risparmiare sui consumi. E’ vero, se ne parla da tempo e diversi scienziati tra cui due fisici teorici, Del Giudice e Preparata, avevano gia elaborato una serie di teorie sull’acqua, teorie che poi sono state applicate da Lorenzo. Il risultato è davvero entusiasmante: circa il 30% di consumi in meno e emissioni ridotte dal 40 al 90% in meno rispetto ad una comune auto a benzina.
Ma andiamo a capire come funziona questo prototipo, il vero segreto sta nel serbatoio d’acqua, che tramite una pompa porta il prezioso liquido direttamente nel cuore del dispositivo. A questo punto ecco che entrano in gioco le celle elettrolitiche, che appena ricevono l’elettricità, dividono l’acqua in idrogeno e ossigeno, un processo molto conosciuto che si chiama: elettrolisi. Ma l’idrogeno compresso è pericoloso e va dunque trovato un modo per rendere tutto sicuro, infatti l’idrogeno viene prodotto e immediatamente combusto, riducendo al minimo i rischi. Smog? Un ricordo. Quello che esce dal tubo di scarico è acqua.

martedì 20 gennaio 2015

NESTLE’, DANONE E COCA COLA – SI STANNO RUBANDO TUTTA L’ACQUA

L’ACQUA E’ UNA RISORSA IMPORTANTE E LA NESTLE’ LO SA BENE, continuando nelle sue acquisizioni, in questo caso nella riserva degli indiani Morongo in California. Gli abitanti di Riverside, vivendo in una terra arida con penuria di acqua al confine di questa regione, si lamentano del fatto che la multinazionale svizzera riesca ad estrarla dal sottosuolo e imbottigliarla con il marchio Pure Life rivendendola in tutto il Nordamerica. Tutto regolare dal punto di vista giuridico, visto che l’accordo della Nestlé con gli indiani, stipulato nel 2002 con termine 2027, non può essere modificato perché lo Stato della California non ha nessuna giurisdizione in questo territorio, aggiungendo il fatto che sono ignoti i termini del contratto e la quantità di acqua che viene estratta, ma risulta certo il profitto da parte del colosso elvetico stimato in circa 8 miliardi di euro l’anno. Questa storia è stata raccontata dal regista svizzero Urs Schnell nel documentario “Bottled Life” premiato lo scorso anno al Festival di Berlino, denunciando il fatto che coloro che vivono ai margini della riserva indiana si lamentano della cattiva qualità dell’acqua, e del fatto che durante la giornata, viene interrotta più volte l’erogazione.
 NESTLE', DANONE E COCA COLA - Si stanno rubando tutta l'acquaQUESTA E’ UNA VERA E PROPRIA GUERRA PER ACCAPARRARSI LE RISORSE, in questo caso dell’acqua, ambito nel quale la Nestlé ha ormai assunto una posizione di monopolio, assieme a Danone e Coca Cola, e quando questo “risiko” sarà completato potranno chiudere i rubinetti e ricattare il mondo come già stanno facendo. L’acqua viene presa in ostaggio, con le buone o con le cattive, divenendo profitto per pochi, mentre noi ignari consumatori ci sentiamo ormai “sicuri” solo se l’acquistiamo in bottiglia, frutto di politiche mirate e di un battage pubblicitario finalizzato a considerare l’acqua sicura solamente se imbottigliata. Lo sappiamo bene in Italia, visto che in Europa siamo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia, mentre nel mondo siamo al secondo posto, come riferito dal Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali.

sabato 3 gennaio 2015

In 10 anni il costo dei servizi essenziali aumentato fino al 79% !!!


DIECI ANNI DI EURO: COSTO ACQUA +79,5% COSTO RIFIUTI +70,8% COSTO ELETTRICITA' +48,2% COSTO TRENI +46,3% (EURO FOLLIA)

Tra il 2010 e il 2014 solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate piu' che in Italia. Se a Madrid l'aumento medio e' stato del 23,7 per cento, in Italia l'incremento e' stato del 19,1 per cento. Tra i grandi Paesi d'Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9 per cento, mentre la Germania ha segnato un ritocco all'insu' dei prezzi solo del 4,2 per cento.

L'area dell'euro ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell'11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali in meno che da noi. I calcoli sono stati effettuati dall'Ufficio studi della CGIA che oltre a eseguire una comparazione tra l'andamento delle tariffe amministrate nei principali paesi d'Europa ha analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi 11 mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese.

Negli ultimi 10 anni, a fronte di un incremento dell'inflazione che in Italia e' stato del 20,5 per cento, l'acqua e' aumentata del 79,5 per cento, i rifiuti del 70,8 per cento, l'energia elettrica del 48,2 per cento, i pedaggi autostradali del 46,5 per cento, i trasporti ferroviari del 46,3 per cento, il gas del 42,9 per cento, i trasporti urbani del 41,6 per cento, il servizio taxi del 31,6 per cento e i servizi postali del 27,9 per cento. Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8 per cento, ma si tratta di compagnie private, non si servizi pubblici

lunedì 24 novembre 2014

Canada shock: l'acqua dei laghi sta diventando gelatina!

B201o06CIAA6Xo8 294x294 Lacqua diventa gelatina, colpa dellinquinamento    IMMAGINI SHOCK
L’acqua diventa gelatina, colpa dell’inquinamento- In questi anni l’uomo sta distruggendo l’ambiente con una politica industriale che tiene poco conto del territorio in cui vive e ciò ha portato, come è stato verificato dalla Università di Cambridge, anche al mutamento dei laghi canadesi che hanno visto la consistenza dell’acqua diventare man mano simile a quella della gelatina.
Ciò è una conseguenza dell’aumento, quasi il doppio, della popolazione degli holopedium, ovvero alcuni organismi che si proteggono dai predatori grazie al loro manto gelanitoso; ciò ha comportato una diminuizione di calcio all’interno dell’ecosistema, togliendo ai Daphnia, i crostacei conosciuti col nome di “crostacei d’acqua”, gli elementi utili per lo sviluppo dell’esoscheletro utile a proteggerli dagli attacchi dei predatori.
Ma non finiscono qui le cattive notizie: la sostanza gelatinosa fermerà il flusso delle sostanze nutritive nella catena alimentare, bloccando i sistemi di filtrazione dell’acqua potabile e privando i laghi dell’ossigeno. Tra gli studiosi che si sono interessati a questo fenomeno vi è il dottor Andrew Tanentzap che ha precisato come l’inquinamento abbia portato notevoli quantità di acido che hanno trasferito altrove il calcio di queste acque.

Fonte: newnotizie.it

Tratto da: terrarealtime.blogspot.it

Sicilia, le multinazionali pretendono l'acqua regalata. Lo scandalo delle tariffe

Autore: Fabrizio Salvatori

Acqua regalata per le multinazionali che imbottigliavano in Sicilia. Oltre 35mila metri cubi che prima della legge del 2013 finivano nelle mani degli imprenditori ad appena 13 centesimi a metro cubo. E ora, che la tariffa è aumentata Confindustria insiste per gli "sconti". La denuncia arriva dal Movimento 5 stelle dell'Assemblea regionale siciliana. Spulciando tra le carte arrivate ai deputati dopo una richiesta di accesso agli atti è stata scoperta un “listino prezzi” davvero paradossale: più si estraeva e meno si pagava. 

Canone fisso di 516,46 euro per l'acqua estratta (e munta) fino a 5000 metri cubi, da 5000 mc a 35000 mc il costo passava a 1,03 euro, mentre oltre i 35000 mc il canone scendeva vertiginosamente a 13 centesimi al metro cubo. ''I pochi dati incompleti e parziali che abbiamo ricevuto - afferma la deputata Claudia La Rocca - bastano a far capire che i beneficiari di questo canone irrisorio erano le grandi multinazionali dell'acqua. Una di queste, infatti, estrae 238.545mc di acqua, a fronte dei 15.052mc di un'altra piccola impresa del settore”.

Nel 2013 il prezzo a metro cubo è passato a circa 2 euro al metro cubo. “Un rospo difficile da ingoiare per Confindustria, dicono i pentastellati, che l'altro giorno ha portato alla commissione Attività produttive dell'Ars una proposta per riportare i canoni molto vicini a quelli 'da saldo': 30 centesimi al metro cubo". ''Per sostenere la sua proposta – afferma La Rocca - Confindustria si fa scudo della crisi delle piccole imprese, ma è chiaro che il suo obiettivo è tutelare gli interessi delle multinazionali. Il M5S chiede un canone equo, che non avvantaggi le grandi multinazionali a dispetto delle piccole e medie imprese, una norma che si coniughi pure con il rispetto delle risorse del territorio siciliano''.

mercoledì 12 novembre 2014

Incredibile invenzione di un chimico: l'acqua in polvere!

Solid rainSI CHIAMA SOLID RAIN, ARRIVA DAL MESSICO ED È ACQUA IN POLVERE anche se a prima vista assomiglia allo zucchero.
L’idea dell’ingegnere chimico Sergio Rico è un rimedio contro la siccità che potrebbe rivoluzionare la vita dei contadini di tutto il mondo.
Ci sono aree del mondo in cui il cibo scarseggia, la popolazione soffre per fame e l’economia agricola è spesso bloccata. Colpa delle rare piogge, dei periodi di clima troppo secco, dei terreni aridi. Ma alla carestia può esserci un rimedio, è questa l’idea dell’ingegnere chimico Sergio Rico, inventore del rivoluzionario prodotto Solid Rain per migliorare la siccità delle campagne messicane.
È una polvere che assomiglia allo zucchero. Non è dannosa per l’ambiente, minimizza i tempi di lavoro, incrementa la resa, fa risparmiare tempo e…acqua. Si acquista per 25 dollari a libbra e permette la crescita delle piante anche in assenza di pioggia, trasformando la vita degli agricoltori, ma non solo. Ispiratosi ai pannolini per neonati, che assorbono grandi quantità di liquido in uno spazio limitato, la mente ingegneristica di Sergio Rico ha sviluppato un polimero assorbente a base di potassio che assorbe acqua fino a 500 volte la sua quantità originale. Soltanto 10 grammi di prodotto assorbono un litro di acqua e si trasformano in un gel denso e trasparente da utilizzare nella coltivazione.

lunedì 10 novembre 2014

Gli staccano l’acqua davanti ai suoi occhi: anziano muore d’infarto dal dispiacere!

anziano-disperato

Morto d’infarto davanti agli operai che gli stavano staccando l’acqua. E’ accaduto a Lucca Sicula, paese dell’agrigentino. La vittima è Salvatore T. pensionato di 68 anni, che ieri al culmine di una discussione con i due dipendenti che si erano presentati nella sua abitazione, in via Mazzini, per il distacco del contatore, ha accusato un malore accasciandosi a terra.

L’uomo, che era un utente moroso, aveva chiesto una rateizzazione della bolletta alla società. A causa, però, delle difficoltà economiche non sarebbe riuscito a pagare l’ultima rata di ottobre di circa 150 euro. Così quando i due dipendenti si sono presentati a casa sua ha chiesto loro di non staccare la fornitura d’acqua assicurando che avrebbe saldato il proprio debito a novembre. Ne sarebbe nato un diverbio con gli addetti della società idrica e il pensionato, che soffriva di cuore, è stato colto da infarto.


Fonte: http://www.notiziedalweb.org/muore-dal-dispiacere-anziano-infarto/

Tratto da: http://indignadositalia.blogspot.com/2014/11/gli-staccano-lacqua-davanti-ai-suoi.html


venerdì 7 novembre 2014

Invenzione Italiana rende qualunque tipo di acqua purissima, compresa quella radioattiva!

WOW
L’impianto Wow a Saluggia
Si sta completando la prima sperimentazione su vasta scala nel sito nucleare di Saluggia, nel Vercellese. Può essere usata per bonificare Fukushima
Parte da Este un progetto di portata epocale che ha tutte le carte in regola per rivoluzionare le pratiche di potabilizzazione e “pulitura” dell’acqua radioattiva. E dalla bassa padovana all’immane disastro di Fukushima il passo è davvero molto breve.
Ma andiamo con ordine.
Qualche anno fa Adriano Marin, ingegnere elettronico all’università di Padova, ha iniziato a costruire in un garage un prototipo di potabilizzatore portatile assieme ad alcuni colleghi. «Avevamo dato inizio alle sperimentazioni e ai progetti per motivi umanitari – spiega l’ingegnere – dato che il sistema è nato principalmente per aiutare gli abitanti di quei luoghi sulla Terra che non possono avere accesso all’acqua potabile».
Monta, smonta, prova e riprova, modifica e riaccendi, spegni e purifica, salta fuori che il potabilizzatore è in grado di separare le molecole che formano l’acqua da qualsiasi elemento senza l’utilizzo di filtri e sostanze chimiche. E non si parla solo di fanghi, sporcizia, metalli, contaminanti volatili e altre sostanze inquinanti. L’apparecchio, che qualcuno ha definito poco generosamente «una specie di lavatrice», si è dimostrato in grado di scindere l’acqua anche dagli atomi radioattivi.

MORTO MASARU EMOTO, L’UOMO DEI CRISTALLI D’ACQUA

masaru emoto
Venerdì 17 ottobre è morto in Giappone Masaru Emoto, studioso e ricercatore giapponese che aveva dedicato la sua vita a studiare le correlazioni esistenti fra il suono e l’acqua. Celebri le sue fotografie dei cristalli d’acqua congelati che si modificano a seconda del suono a cui vengono sottoposti. 
Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a punto una tecnica con la quale è possibile fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta alle vibrazioni non solo di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d’animo. L’acqua è infatti in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile definita nella cultura giapponese hado. I risultati degli esperimenti condotti da Masaru Emoto dimostrano che i cristalli dell’acqua modificano la propria struttura in relazione ai messaggi che ricevono. L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi, l’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia.
Prima di leggere alcune parole scritte da Masaru Emoto nel suo libro “Il vero potere dell’acqua” Edizioni Mediterranee vediamo alcune immagini di cristalli d’acqua da lui fotografate durante i suoi esperimenti:

giovedì 12 giugno 2014

Nestlé: Acqua per tutti? Ma stiamo scherzando? (Video)



L’amministratore delegato della multinazionale spiega il suo punto di vista su ogm, acqua e lavoro. «Solo un estremista può pensare che l’acqua debba essere accessibile a tutti». 
Di Franco Fracassi
Pensate, ci sono al mondo dei pericolosi estremisti che pensano che l’acqua sia un bene a cui tutti devono avere libero accesso. C’è anche chi pensa che i cosiddetti cibi Bio siano buoni e facciano bene. Ma sono, per l’appunto, estremisti. Non dovrete preoccuparvi, la Nestlé è qui per proteggervi da loro, vendendo cibi ogm e dando un valore commerciale all’acqua. Così ragiona Peter Brabeck. Ne è talmente convinto che non ha avuto problemi a dirlo apertamente in un’intervista video. Ah, dimenticavo, il signor Brabeck è un uomo d’affari austriaco, nonché amministratore delegato della multinazionale svizzera Nestlé.
Ecco il Brabeck pensiero: «Oramai si pensa che tutto ciò che è naturale è buono. È un grosso cambiamento. Perché poco tempo fa ci insegnavano che la natura è senza pietà. L’uomo oramai è capace di gestire gli equilibri naturali. Ma a dispetto di tutto questo, una dottrina si espande e installa l’idea che tutto quello che viene dalla natura è buono. I prodotti Bio, per esempio. Non ci sarebbe niente di meglio. I prodotti Bio non sono i migliori. Dopo quindici anni di consumo di alimenti geneticamente modificati nessuna malattia è apparsa fino ad ora. Ma in Europa ci preoccupiamo di quello che potrebbe accadere. Nuotiamo in piena ipocrisia».

L’amministratore delegato della Nestlé Peter Brabeck.

mercoledì 7 maggio 2014

E' UFFICIALE: IN ARRIVO NUOVA TASSA SULL'ACQUA!

https://www.facebook.com/Informatitalia?hc_location=timeline

IN BARBA al referendum, i privati continuano a lucrare sull'acqua e anziché investire i proventi per la manutenzione della rete idrica, con questa scusa sarà istituita una NUOVA TASSA!

Di seguito l'articolo di quifinanza.it
- - - - -
Acqua, spunta la tassa per rifare le reti idriche. Bollette più care
Nuovo balzello all'orizzonte per rifare la rete idrica e migliorare la depurazione. La notizia nella bozza del decreto

La rete idrica italiana fa acqua da molte parti e comunque necessita di un ammodernamento delle infrastrutture. Che rischia di essere finanziato dai cittadini, con un nuova tassa introdotta nella bolletta dell'acqua.
E' quanto riporta il quotidiano ItaliaOggi, che ha analizzato la bozza del decreto legge omnibus in procinto di essere presentato dal ministro dell'AmbienteGian Luca Galetti in Consiglio dei Ministri. 
La modernizzazione della rete idrica e di quella fognaria non può essere oggetto di ulteriori rinvii: occorre rilanciare i programmi di investimento per l'adeguamento agli standard europei e per lo sviluppo delle infrastrutture del servizio idrico integrato con particolare riferimento agli impianti di fognaturae depurazione delle acque reflue urbane. Fin qui, siamo tutti d'accordo.
In Italia, secondo Legambiente-Ecosistema Urbano 2013, in media il 38% dell’acqua immessa nelle tubature(per tutti gli usi) va persa (un problema particolarmente accentuato al Sud al Centro).
Ma la brutta sorpresa emerge quando si scopre che il progetto non sarà finanziato dalle casse dello Stato ma da un fondo di Garanzia istituito presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico.

lunedì 14 aprile 2014

Estrarre l'acqua dall'aria!

Warka In alcune parti d'Etiopia , trovare acqua potabile è un viaggio di sei ore.
La gente della regione spende 40 miliardi ore all'anno cercando di trovare e raccogliere l'acqua, secondo il gruppo Water Project . E anche quando la trovano , l'acqua spesso non è sicura, raccolta da stagni o laghi brulicanti di batteri infettivi , contaminati da rifiuti di origine animale o da altre sostanze nocive.
La questione, la scarsità d'acqua che colpisce quasi 1 miliardo di persone nella sola Africa , ha attirato l'attenzione di filantropi e grandi nomi come l'attore e co-fondatore di Water.org  Matt Damon ed il fondatore di Microsoft Bill Gates , i quali , tramite le rispettive organizzazioni no-profit , hanno versato milioni di dollari in ricerca di soluzioni , creando cose tipo un sistema che converte l'acqua del WC in acqua potabile.
I critici , tuttavia , hanno i loro dubbi circa l'integrazione di tali tecnologie complesse in villaggi remoti che non hanno nemmeno accesso a un tecnico locale. Costi e manutenzione potrebbero rendere molte di queste idee impraticabili.
"Se i tanti progetti di sviluppo falliti degli ultimi 60 anni ci hanno insegnato qualcosa", ha scritto critico il fondatore di "Toilets for Peole" Jason Kasshe , in un editoriale del New York Times , "è che le soluzioni complicate non funzionano."
Altre invenzioni a bassa tecnologia , come la Life-Straw (Cannuccia per la Vita) , non sono così complicate , ma hanno comunque bisogno che gli utenti vadano a cecare l'acqua.
E ' stato questo dilemma, fornire acqua potabile a basso costo e sul posto, a servire da stimolo per un nuovo prodotto chiamato Warka Water. Una struttura poco costosa, facilmente assemblabile che estrae litri di acqua fresca dall'aria.

venerdì 28 marzo 2014

Ungheria: aziende di Acqua, Luce e Gas sono diventate no-profit

UNGHERIA / IL GOVERNO ORBAN NAZIONALIZZA SOCIETA' DI GAS, LUCE E ACQUA TRASFORMANDOLE IN ''NO PROFIT'' (TAGLIO BOLLETTE!)
I nostri lettori sicuramente ricorderanno come in diverse occasioni abbiamo riportato la notizia che il governo ungherese, non contento di aver tagliato per ben tre volte le bollette di luce e gas, adesso sta lavorando a un piano per trasformare queste utilities in societa' no-profit in modo da ridurre al minimo i costi per le famiglie ungheresi.
A tale proposito proprio in questi giorni la gazzetta ufficiale governativa Magyar Kozlony ha annunciato che la compagnia statale Hungarian Electricity Works acquistera' una quota del 50% piu uno della societa di fornitura del gas Fogaz, al momento posseduta dal comune di Budapest.
Tale operazione segue un accordo firmato in Dicembre con la societa' tedesca RWE Gas International per acquistare da essa il 49.83% detenuto in Fogaz per un valore di 131 milioni di euro cosi' che quando questa transazione sara' conclusa Fogaz ritornera' ad essere una societa' completamente controllata dallo stato.

mercoledì 26 marzo 2014

Rapporto shock! Acqua contaminata per 700.000 persone, in ospedali e scuole.

(ANSA) PESCARA - "L'acqua contaminata è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila persone senza controllo e persino a ospedali e scuole". E' il duro passaggio della relazione dell'Istituto Superiore di sanità che ha analizzato per l'Avvocatura dello Stato le acque contaminate dalla mega discarica di veleni tossici nel pescarese.

"La qualità dell'acqua è stata indiscutibilmente significativamente e persistentemente compromessa", prosegue la Relazione dell'ISS depositata agli atti del processo di Chieti dove sono sotto processo i vertici di Montedison e Solvay con oltre 20 indagati dopo l'inchiesta del Corpo Forestale. Il guasto "per effetto dello svolgersi di attività industriali di straordinario impatto ambientale in aree ad alto rischio per la falda acquifera e per le azioni incontrollate di sversamento", spiega il documento.
"La mancanza di qualsiasi informazione relativa alla contaminazione delle acque con una molteplicità di sostanze pericolose e tossiche, solo una parte delle quali potrà essere tardivamente e discontinuamente oggetto di rilevazione nelle acque, ha pregiudicato la possibilità di effettuare nel tempo trattamenti adeguati alla rimozione delle stesse sostanze dalle acque".

venerdì 14 marzo 2014

Arsenico nell'acqua, resa "pulita" da 87 decreti ministeriali in 13 anni

Sono 13 le regioni che hanno, negli ultimi anni, ottenuto deroghe alla potabilità dell'acqua (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) oltre le province autonome di Bolzano e Trento su un totale di 13 parametri : arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio. Quasi sono e quali saranno le conseguenze per la salute della cittadinanza ?

La storia dell'inquinamento delle falde acquifere in Italia ha dell'incredibile, con un sottilissimo diaframma tra il tragico e il comico o meglio il ridicolo. Del tipo ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere considerando che parliamo della nostra salute e quella dei nostri figli.
Chi si affanna a chiedere l'uscita dell'Italia dalla Unione Europea dovrebbe riflettere su quanto la normativa comunitaria ha apportato in termini di benefici ai consumatori pur con una resistenza al limite del eroico da parte dei politici (tutti) italiani che quasi si sentono minacciati da queste norme poste a tutela dei cittadini.

La storia inizia nel 2001, con il decreto 31/2001 veniva recepita dall'Italia la direttiva europea che fissava un diverso valore massimo di sostanze inquinanti su indicazione della Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare) che l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) con la Fao. Una norma che precipitava dall'alto nel sistema italiano dove ancora oggi la tutela della salute è vista con un aspetto minaccioso e antieconomico (la salute ha un prezzo ?).

Dopo l'entrata in vigore del decreto, le norme immediatamente incontrarono una resistenza dall'immenso e elefantiaco sistema burocratico e politico italiano, con i suoi 8.057 comuni che danno “lavoro” a 138,619 politici spendendo 1,7 miliardi di euro annui di costi di funzionamento (anno 2013) o le regioni con il suo misero miliardo annuo di costi di funzionamento (anno 2013).
“Mancano i soldi da investire per eliminare le sostanze nocive nelle acque potabili !” Questo il coro unanime.

giovedì 13 marzo 2014

Arsenico in acqua a Roma. Assessore: "c'è da tre anni"

Assessore capitolino ai lavori pubblici Paolo Masini:
"sono tre anni che c'è l'arsenico nell'acqua" di Roma Nord.
E dal 2011 il Comune non è mai intervenuto.

"Sono tre anni che c'è l'arsenico in quell'acqua. È questa la cosa più grave. L'11 aprile del 2011 l'Arsial già chiedeva al Comune di emettere l'ordinanza per vietarla. Noi stiamo cercando di capire perchè ci sono voluti 7 giorni di passaggi tra gli uffici per comunicare il divieto, ma i romani dovranno sapere cosa si è fatto nei 777 giorni che vanno dal 2011 a quando Alemanno ha finito di governare". Lo dice in un'intervista a La Repubblica l'assessore capitolino ai lavori pubblici Paolo Masini sull'emergenza arsenico nell'acqua in due municipi di Roma Nord.

Sui ritardi nell'emissione dell'ordinanza, spiega Masini, "stiamo facendo un'indagine interna. Il problema è l'efficienza della macchina amministrativa. Sembra siano state seguite le prassi che normalmente si usano e che vanno cambiate. Non è possibile che all'epoca di Twitter ci sia ancora il messo che accompagna le delibere".

E sulla richiesta di intervento del governo presentata dalla portavoce di Forza Italia alla Camera Mara Carfagna, Masini conclude: "Farebbe bene a rivolgersi a Renata Polverini, che in quel periodo era commissario straordinario per il caso arsenico.

E domandare perchè il Comune di Roma, al contrario degli altri, dal 2011 non è mai intervenuto". (TMNEWS)



Fonte: wallstreetitalia.com 

Vedi anche: Roma, arsenico nell'acqua. Vietato bere dai rubinetti per 10 mesi. Vietato pure utilizzare l'acqua per lavarsi!

loading...
loading...