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mercoledì 1 aprile 2015

Orban blocca i centri commerciali la Domenica in difesa dei negozianti


IL GOVERNO ORBAN BLOCCA I GRANDI CENTRI COMMERCIALI LA DOMENICA, IN DIFESA DEI PICCOLI NEGOZI LOCALI (COME IN ITALIA...)

LONDRA - Al contrario di quanto combinano i "regnanti" dell'Italia, il governo ungherese ha sempre avuto a cuore l'interesse dei suoi cittadini e per tale motivo il 15 marzo scorso e' entrata in vigore una legge che vieta l'apertura domenicale ai negozi con una superficie superiore ai 200 metri quadrati.

Lo scopo di tale provvedimento, che contiene molte eccezioni, e' quello di proteggere i piccoli commercianti dallo strapotere delle grandi catene di distribuzione e dei centri commerciali e adesso tale restrizione potrebbe essere estesa anche ai supermercati situati nei siti protetti dall'UNESCO che ricoprono una grossa parte di Budapest e che fino ad ora sono stati esenti.

Ma in cosa consiste esattamente questa legge?

Ebbene questa legge entrata in vigore quindici giorni fa stabilisce che a dover restare chiusi la Domenica sono i negozi di dimensioni superiori ai 200 metri quadrati, ad eccezione di quelli il cui personale attivo la domenica è un proprietario per almeno il 20% o un membro della famiglia dei proprietari.

Gli orari di apertura saranno comunque limitati dalle 6 del mattino alle 22 durante tutta la settimana.

venerdì 13 marzo 2015

Acqua, luce e gas: la fregatura è servita. Firmata Matteo Renzi


 Mentre il premier ungherese Victor Orban,  pochi mesi fa ha trasformato in aziende no-profit le "utilities", ovvero le società che erogano acqua, luce e gas, facendo diminuire sensibilmente le tariffe, in Italia ci apprestiamo a regalarle alle lobby!

Orban è l'unico premier di un paese dell'Eurozona che ha avuto il coraggio di opporsi veramente ai diktat di Bruxelles e di Francoforte, nonché delle potentissime lobbies, facendo così crescere l'Ungheria, ma guadagnandosi l'appellativo di "dittatore" da parte dei media "liberi e democratici" (e sopratutto sinceri) del resto d'Europa e dell'occidente. Gli USA hanno inserito l'Ungheria nella loro "black list", gli "esportatori di democrazia" sono assolutamente allergici ai paesi sovrani e ai premier che non si genuflettono al loro cospetto. Per maggiori info sull'Ungheria, leggi L’Ungheria sovrana disobbedisce all’Ue e fa crescere il Pil

Tornando a noi e al nostro martoriato paese, vi suggeriamo un'attenta lettura del seguente, ottimo articolo di Marcello Foa, uno dei pochi giornalisti 'main stream' che stimiamo senza riserve.


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Di Marcello Foa - blog.ilgiornale.it 

L’importante, spesso, non è spiegare, ma non far capire. Molte riforme fondamentali passano tra le pieghe di un provvedimento come se fossero marginali. I parlamentari approvano senza nemmeno sapere cosa votano, seguendo le indicazioni del capogruppo mentre i giornalisti ne scrivono senza capire o, ancora meglio, non ne scrivono affatto.
Prendiamo la recente riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi. I giornali si sono concentrati sugli aspetti più eclatanti come l’abolizione di fatto del Senato e l’aumento delle firme per referendum e iniziative popolari; pochi hanno parlato dell’articolo V della Costituzione, che solo a nominarlo… bah che noia!
Tutti, la settimana scorsa, hanno pubblicato un vademecum sulle riforme. Ecco cosa scrive ad esempio La Stampa:
TITOLO V – Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale».
Caro lettore, cosa hai capito? Nulla, scommetto. Però se riascolti un bel servizio televisivo de la Gabbia, mandato in onda il 26 settembre 2013 e ripreso in questi giorni su twitter da Alessandro Greco, la riforma dell’articolo V assume un altro significativo. Guardalo, ne vale la pena, dura appena 3 minuti.

YouTube Direkt

In questo servizio il dirigente generale Lorenzo Codogno, a capo della direzione I analisi economico-finanziaria del Dipartimento del Tesoro, del Ministero dell’economia e delle finanze, intervistato sulla vendita di partecipazioni Eni, Finmeccanica, Enel dichiarò: «Il problema è che non prendi tantissimo perché ho fatto il calcolo un po’ di tempo fa sono 12 miliardi, non è una gran cifra, meno di un punto di Pil. La vera risorsa sono le utilities a livello locale. Lì sono veramente tanti, tanti miliardi, il problema è che non sono nostri, dello Stato, sono dei Comuni, delle Regioni (…)E quindi bisogna cambiare il titolo V della Costituzione. Ed espropriare i Comuni e le Regioni»

lunedì 26 gennaio 2015

Golpe in vista, gli Usa si preparano a rovesciare l’Ungheria

Il clima è teso, a Budapest. Non è la prima volta che avvengono proteste contro il governo per le strade della capitale in cui tutti urlano in coro “Più democrazia!” e “Orban, vai via!”. L’ultima dimostrazione ha avuto luogo il 2 gennaio. La prossima è in programma per il 1° febbraio – il giorno della visita di Angela Merkel. Gli oppositori di Viktor Orban dicono di voler mostrare al cancelliere tedesco che gli ungheresi scelgono l’Europa e non l’Asia (intendendo la Russia). Al di là dei fallimenti economici, l’opposizione accusa il primo ministro di “abuso geopolitico” per il suo legame con l’Est, includendo i piani intesi a sviluppare una cooperazione con la Russia e la Cina. La Russia è un importante punto di commercio per l’Ungheria e un partner economico fuori dall’Ue. Entrambi i paesi hanno firmato un accordo sulla struttura generale delle due nuove unità da costruire dell’impianto di energia nucleare Paks situato a 100 chilometri da Budapest. L’impianto è responsabile del 42% dell’energia totale prodotta nel paese.
L’Ungheria ha firmato un accordo dal credito di 10 miliardi di euro con la Russia per un potenziamento di Paks. Per la restituzione del prestito è stato stabilito un periodo di 21 anni. Dall’inizio l’Ungheria prese una posizione molto cauta riguardo Viktor Orban potrebbe essere rovesciatoalle sanzioni contro la Russia imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Secondo Orban, l’Europa «si è tirata la zappa sui piedi da sola» con le misure punitive. Il primo ministro ungherese ha appoggiato il South Stream. Ha espresso il suo pentimento riguardo al fatto che il progetto di conduttura del gas sia diventato preda dei meccanismi geopolitici in atto. Ha criticato duramente l’Ue: ad esempio, ha affermato che «il progetto che chiamiamo Unione Europea è in fase di stallo». Da fedele cattolico e padre di cinque figli, rifiuta la libertà di rapporti sessuali non tradizionali diffusi in Europa e si dichiara a favore dei valori della famiglia tradizionale.

venerdì 23 gennaio 2015

E' POSSIBILE UN COLPO DI STATO IN UNGHERIA ?

orbanDI VLASISLAV GULEVICH
strategic-culture.org

Il clima è teso a Budapest. Non è la prima volta che avvengono proteste contro il governo per le strade della capitale in cui tutti urlano a coro “Più democrazia!” e “Orban, vai via!”. L’ultima dimostrazione ha avuto luogo il 2 Gennaio. La prossima è in programma per il 1 Febbraio- il giorno della visita di Angela Merkel. Gli oppositori di Victor Orban dicono di voler mostrare al cancelliere tedesco che gli ungheresi scelgono l’Europa e non l’Asia (intendendo la Russia).

Al di là dei fallimenti economici, l’opposizione accusa il Primo Ministro e il suo legame con l’Est di “abuso geopolitico” includendo i piani intesi a sviluppare una cooperazione con la Russia e la Cina. La Russia è un importante punto di commercio per l’Ungheria e un partner economico fuori dall’EU. Entrambi i paesi hanno firmato un accordo sulla struttura generale delle due nuove unità da costruire dell’impianto di energia nucleare Paks situato a 100 km da Budapest.  L’impianto è responsabile del 42% dell’energia totale prodotta nel paese. L’Ungheria ha firmato un accordo dal credito di 10 miliardi di euro con la Russia per un potenziamento di Paks. Per la restituzione del prestito è stato stabilito un periodo di 21 anni.


Dall’inizio l’Ungheria prese una posizione molto cauta riguardo alle sanzioni contro la Russia imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Secondo Orban, l’Europa “si è tirata la zappa sui piedi da sola” con le misure punitive.

Il primo ministro ungherese ha appoggiato il South Stream. Ha espresso il suo pentimento riguardo al fatto che il progetto di conduttura del gas sia diventato preda dei meccanismi geopolitici in atto. Ha criticato duramente l’UE, ad esempio ha affermato che “Il progetto che chiamiamo Unione Europea è in fase di stallo”. Da fedele cattolico e padre di cinque figli rifiuta la libertà di rapporti sessuali non tradizionali diffusi in Europa e si rivela a favore dei valori della famiglia tradizionale.

martedì 9 dicembre 2014

GOVERNO ORBAN: ''RIMANIAMO FUORI DALL'EURO''

GOVERNO ORBAN: ''RIMANIAMO FUORI DALL'EURO'' E DECRETA CHE LE ''LE BANCHE IN UNGHERIA DEVONO ESSERE DEGLI UNGHERESI''


GOVERNO ORBAN: ''RIMANIAMO FUORI DALL'EURO'' E DECRETA CHE LE ''LE BANCHE IN UNGHERIA DEVONO ESSERE DEGLI UNGHERESI''

Dopo la Polonia e la Repubblica Ceca anche l'Ungheria ha deciso di rimanere fuori dall'euro tant'e' che nonostante siano passati dieci anni dall'ingresso nell'Unione Europea il governo ungherese non ha ancora la ben che minima intenzione di adottare la moneta unica.

A gelare gli entusiasmi di coloro che si ostinano a sostenere che l'euro e' stato un enorme successo e'stato Zoltan Kovacs il quale in un'intervista rilasciata pochi giorni ha dichiarato che l'adesione alla moneta unita non e' piu' una priorita' per il governo ungherese non fosse altro che al momento l'Ungheria sta traendo grosso vantaggio dal fatto di avere una propria moneta.

Il portavoce del governo ungherese ha poi precisato che il debito pubblico ungherese, che al momento e' dell'83% del pil, renderebbe impossibile l'ingresso nella moneta unica visto che e' di gran lunga superiore al 60% previsto dai trattati di adesione e anche se il governo ungherese sta lavorando per abbattere il livello del debito pubblico le previsioni piu' ottimistiche fatte dall'OCSE stimano che nei prossimi due anni il rapporto debito pil raggiungerebbe il 75% e quindi anche volendo l'Ungheria non avrebbe i parametri richiesti per aderire alla moneta unica. Ma è del tutto evidente che si tratti di una vera e propria "scusa formale".

venerdì 21 novembre 2014

L’Ungheria sovrana disobbedisce all’Ue e fa crescere il Pil

«Noi non crediamo nell’Unione Europea, crediamo nell’Ungheria, e consideriamo l’Ue dal punto di vista secondo cui, se facciamo bene il nostro lavoro, allora quel qualcosa in cui crediamo, che si chiama Ungheria, avrà il suo tornaconto». Nelle parole del premier ungherese Viktor Orbán si può cogliere l’essenza di una diversa visione dell’Europa, immaginata come un insieme di Stati autonomi e indipendenti che traggono beneficio dalla loro reciproca collaborazione. Dopo aver sperimentato tra il 2002 e il 2010, durante il governo di socialisti e liberali, gli effetti delle fallimentari politiche europeiste di austerità e privatizzazione, come il dilagare della disoccupazione, emigrazione di massa, enorme perdita di potere d’acquisto, tagli a pensioni e tredicesima, tracollo del Pil e impennata del debito pubblico dal 55% all’82%, nel 2010 il popolo magiaro vota in maggioranza assoluta il partito conservatore “Fidesz” guidato da un Viktor Orbán completamente nuovo rispetto al precedente mandato 1998-2002, il quale, abbandonate le posizioni filo-occidentali e liberiste, strizza l’occhio a Putin e si riscopre un fervente sostenitore dell’intervento statale nell’economia.
Il nuovo governo cerca in ogni modo di spezzare le catene, imposte dall’Europa della finanza internazionale e accettate dai precedenti governi, tentando di riportare sotto il controllo dello Stato tutti i settori strategici dell’economia. La nomina del Viktor Orbànkeynesiano ministro dell’economia Gyorgy Matolcsy a governatore della banca nazionale ungherese provoca al governo innumerevoli critiche da parte della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea, la quale lo definisce «un rischio per i mercati», critica alla quale Orbán risponde: «Se è un rischio per i mercati allora per noi è il rischio minore». Oltretutto fa sì che la maggioranza del consiglio monetario della banca centrale sia nominata dal governo, in modo da poter effettuare politiche monetarie espansive, di sostegno alla spesa pubblica, mirate a convertire in fiorini ungheresi i prestiti contratti in valuta straniera e a finanziare a tasso zero istituti di credito impegnati a erogare finanziamenti a piccole e medie imprese ad un interesse inferiore al 2%.

venerdì 14 novembre 2014

Ungheria, Orban sotto attacco: i dossier falsi di Obama

OBAMA AGGREDISCE L'UNGHERIA DI ORBAN CON FALSI DOSSIER DI ''CORRUZIONE'' VENDETTA CONTRO LEGGI ANTI-SPECULAZIONE BANCARIA

OBAMA AGGREDISCE L'UNGHERIA DI ORBAN CON FALSI DOSSIER DI ''CORRUZIONE'' VENDETTA CONTRO LEGGI ANTI-SPECULAZIONE BANCARIA


E' solo "carta straccia", un documento che avrebbe potuto essere scritto dall'opposizione. Viktor Orban, il primo ministro ungherese, ha liquidato così il documento col quale gli Stati uniti hanno tolto il visto ad alcuni funzionari magiari, tra i quali il capo dell'Ufficio tasse e dogane, nell'ambito di un'inchiesta per corruzione. Il provvedimento di Washington sta avvelenando i rapporti magiaro-americani.

"Abbiamo ricevuto un documento che è un accrocco di accuse che abbiamo sentito pronunciare dai partiti d'opposizione negli ultimi quattro anni. Non è altro che carta straccia. Se non fosse in inglese, avrei pensato che l'ha scritto un partito d'opposizione", ha detto Orban rispondendo all'intervista che ogni due settimane concede alla radio pubblica MR1.

"Io - ha aggiunto - guardo a questo documento come se qualcuno volesse trascinarci in un contesto di elezioni politiche". E comunque l'inchiesta americana è "solo tempo perso".

Nelle ultime settimane Washington è partita all'offensiva del governo Orban sul tema della corruzione. Gli Usa, come diverse cancellerie europee, hanno espresso preoccupazione per il "piglio autoritario" del governo di destra magiaro, specialmente perchè ha costretto le banche straniere a convertire i mutui-casa in fiorini in modo da impedire speculazioni sulla pelle dei cittadini ungheresi derivate dal gioco dei cambi e dei tassi d'interesse in euro, dollari e franchi svizzeri. Non è proprio piaciuto, agli americani che hanno forti interessi nelle banche oggetto della disposizione del governo Orban.

Ma l'America è anche irritata per il fatto che Budapest in Europa è capofila della "linea morbida" nei confronti della Russia, soggetta a sanzioni per la vicenda ucraina, e ha dimostrato questa poca adesione con atti concreti.

giovedì 6 novembre 2014

Vogliono difendere le oche... o "spennare" il premier ungherese Orban?!?


Un'eccellente inchiesta di 'Report' sulla filiera produttiva dei piumini scatena profonda indignazione sul web e fa crollare in borsa il colosso dei piumini di lusso, con la complicità della grandissima risonanza mediatica: ma la polemica va ben oltre l'Italia, e anche altrove ci sono associazioni che denunciano le barbarie e ultimamente ottengono maggiore risonanza. L'obiettivo è quello di difendere anatre e oche, oppure quello di "spennare" il premier ungherese Orban? L'Ungheria infatti è il paese leader della produzione di piuma, che rappresenta un pilastro dell'economia ungherese. E se il mercato crolla, per l'Ungheria sono dolori....

ESCLUSIVO - A cura di nocensura.com

Nei giorni scorsi, che abbiate guardato o meno l'eccezionale servizio di Report sulla filiera produttiva dei piumini (che vi suggeriamo di guardare, se non lo avete fatto - link alla puntata) avrete sicuramente sentito parlare della questione, che è divampata anche su altri media main stream e sui social network a livello "virale", provocando addirittura ingenti perdite alle azioni della Monclar, azienda leader nei piumini costosi finita al centro dell'inchiesta di Report.

A giudicare dai commenti e dall'indignazione suscitata dal servizio, con tanto di post offensivi sulle pagine Facebook delle aziende interessate, sembra che gli italiani abbiano appreso quella sera che i piumini - così come i cuscini, i plaid e tutti i prodotti realizzati con piume di anatre e oche - sono prodotti infliggendo torture agli animali, che molto spesso, quasi sempre, vivono in condizioni orribili e che vengono trattati alla stregua di oggetti.

Eppure Report a livello di "denuncia animalista", ovvero tralasciando l'inchiesta, interessantissima, sulla filiera produttiva dei piumini, non ha mostrato niente di nuovo rispetto alle immagini che da anni girano in rete, grazie all'impegno di associazioni come Animal Amnsty, ALF - animal liberation front - e blog come laverabestia.org, dove sono presenti decine, centinaia di video che documentano in modo duro e crudo le torture inflitte a TUTTI gli animali da allevamento, siano essi  destinati alla filiera alimentare (produzione carni, pesce, derivati) ma anche pellicce e pelletteria, comprese le oche e le anatre.

La questione sollevata da report ha avuto addirittura risalto internazionale, riportata da Le Monde e da numerose testate europee. E campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla questione, sono divampate anche altrove, SEMPRE FORAGGIATE ALL'UNISONO DAI MEDIA.

Come mai di punto in bianco i media main stream, coralmente, danno tutta questa visibilità alla questione delle oche?

Come mai tutti sembrano essersi accorti solo ora di certe pratiche produttive che vanno avanti nell'indifferenza generale da decenni e decenni? Eppure i misfatti degli allevamenti intensivi per la produzione di carne sono molto più gravi, diffusi, e riguardano un numero molto superiore di animali: tra l'altro alcune pratiche scorrette - come quella di somministrare antibiotici in via preventiva

E come mai sono sensibili rispetto alle torture subite dalle oche, ma non sembrano esserlo altrettanto nei confronti degli altri animali? Eppure sul web, circolano da anni, documenti fotografici e video che illustrano violenze e barbarie tali da far rabbrividire il più spietato tagliagole dell'ISIS.

Tornando alla questione della polemica sulla produzione di piumini, in Italia e all'estero sono finite e stanno finendo sotto accusa diverse aziende - ora c'è chi va ad informarsi azienda per azienda sulla provenienza della piuma - e c'è chi è pronto a portare in Europa una legge che prevede la tracciabilità della piuma, che probabilmente sarà dichiarata nell'etichetta, costringendo in questo modo i produttori a evitare le zone dove le oche sono trattate particolarmente male.

L'etichettatura è sacrosanta: ma come mai arriva solo ora? 
Inoltre, riguarderà solo la piuma d'oca, oppure anche altri settori con caratteristiche simili? 

Queste domande, che riteniamo legittime e sensate, avranno probabilmente una risposta nelle prossime settimane o mesi. Nel frattempo, la polemica sulle piume d'oca potrebbe sortire i propri effetti: e rischiare di "spennare" non tanto i "grandi marchi", che con sapienti campagne di marketing saprebbero uscire dall'imbarazzo, come è già avvenuto in altre vicende, magari cambiando fornitori e creando qualche "marchio di qualità", anche fosse solo una manovra "di facciata". A rimetterci potrebbero essere i produttori ungheresi e romeni; e se in Romania questa attività rappresenta un'attività minore, per l'Ungheria si tratta invece di una "colonna portante" dell'economia nazionale, dalla quale dipende il lavoro di decine e decine di migliaia di persone, nella filiera produttiva e nell'indotto.

Decine e decine di aziende che operano nel settore della piuma e che acquistano piumino per confezionare i propri prodotti - piccole aziende a conduzione familiare, piccole aziende con 10-20 dipendenti e anche grandi gruppi - potrebbero disdire le forniture di piumino ungherese, cambiando fonti di approvvigionamento verso fornitori che probabilmente operano in condizioni non molto migliori, ma che non sono nella "black list" e nel mirino.

L'Ungheria è il maggior produttore di piuma d'Europa, e il piumino (inteso come materia prima, non compre prodotto finito) ungherese è noto per l'alta qualità (per gli standard del settore, essendo molto soffice e delicato) ed il prezzo comunque molto contenuto della materia prima. Come ha dimostrato Report, anche utilizzando la piuma di prima qualità, il costo incide solo per poche decine di euro.

La produzione della piuma in Ungheria NON è gestita da una lobby o da una multinazionale, bensì da migliaia e migliaia di piccole-medie imprese a conduzione familiare o poco più. Agricoltori-allevatori che tra le proprie produzioni annoverano piuma d'oca e spesso il foie gras, prodotto facendo ammalare di fegato anatre e oche artificialmente sovralimentate.


Il premier ungherese Viktor Orban. A fine articolo
link ad altri articoli sul suo operato degli ultimi
due anni di governo.
L'allevamento di oche e anatre finalizzato alla produzione di piumino è un settore importantissimo dell'economia ungherese, e ora rischia la crisi. E chissà che questa campagna non c'entri qualcosa con i contrasti del premier ungherese Orban nei confronti di Usa, UE, BCE, FMI e altri enti, al quale il premier ungherese si è contrapposto, tutelando gli interessi e la sovranità del popolo ungherese.

Orban che è "nel mirino" degli Usa e dei poteri forti internazionali: gli eurocrati ma anche i banchieri. Ne parla per esempio questo articolo di Informatitalia del 23 Ottobre 2014, che spiega come l'Ungheria sia nel mirino degli USA, e questo articolo del 30 ottobre, su come il governo ungherese ha minacciato di uscire dall'UE se continuano le pressioni sull'Ungheria.

Articoli risalenti a qualche giorno prima che esplodesse la vicenda, in Italia ed in Europa, polemica che un po' tutti i media hanno rilanciato. Che l'Ungheria è nel mirino comunque, sono ormai almeno due anni.

Non vogliamo difendere i produttori di piumino, intendiamoci. Noi siamo contro tutte le forme di sfruttamento animale, e dalle colonne del nostro blog e della nostra pagina Facebook abbiamo più volte rivolto appelli affinché siano inasprite le pene per chi maltratta e uccide animali, in modo particolare senza motivo, gratuitamente. Altresì più volte abbiamo denunciato lo squallore degli allevamenti intensivi, che dovrebbero essere disciplinati in modo più rigoroso e rispettoso degli animali. 

Ma i media main stream che hanno parlato delle piume d'oca, parleranno anche - con la stessa enfasi - degli allevamenti bovini, suini, ovini e persino di pesce? Trasmetteranno in prima serata, un servizio capace di suscitare indignazione in merito alla produzione di carne?


Ilvero Prezzo dellaCarne_Cop_Internazionale
L'Internazionale alcuni mesi fa ha realizzato
un'ottima inchiesta sugli allevamenti suini
in Germania: pessime condizioni non solo
per gli animali, ma anche per i lavoratori,
solitamente stranieri e sottopagati...
Noi crediamo di NO; perché se lo facessero, insorgerebbero decine di migliaia di aziende, italiane e non, che vedrebbero colpire i loro affari; insorgerebbero le associazioni di categoria, e probabilmente ci sarebbe anche una levata di scudi bipartisan in loro favore. Questo, perché si intaccherebbero gli affari dell'economia italiana ed Europea: la Germania è diventato il primo esportatore al mondo di carne suina, un affare d'oro che sta mettendo in difficoltà persino l'ambiente, poiché smaltire le ingentissime quantità di deiezioni dei maiali è problematico; spargerle nei campi oltre una certa quantità significa inquinare le falde acquifere, ed è ciò che sta accadendo. Ne ha parlato un'ottima inchiesta de l'Internazionale, che però ha avuto ben poco risalto mediatico e non sembra aver scatenato indignazione.


Concludendo, l'impressione è che l'obiettivo di questa campagna, che sta divampando in tutta Europa e persino oltreoceano, non sia quello di tutelare le anatre e le oche, delle quali fino ad oggi non si è mai preoccupato nessuno: anzi, le leggi hanno persino consentito la sistematica tortura di anatre e oche per farle ammalare e produrre "foie fras", fegato grasso, una malattia che ingrossa il fegato degli animali sottoposti al trattamento di dieci volte.

L'obiettivo sembra quello di voler colpire lo scomodo premier ungherese: VIKTOR ORBAN, il premier che non piega la testa e non si genuflette ai diktat dei poteri forti, che hanno assunto ormai il controllo di Usa e UE.

CIRCA L'UNGHERIA, LEGGI ANCHE:

Staff nocensura.com


Fonte: nocensura.com


giovedì 30 ottobre 2014

Ungheria, Orban alza il tiro: "pronti ad uscire dall'UE"

L'Ungheria ed il premier ungherese Orban, colpevole di non sottostare ai diktat dei poteri forti sono finiti (inevitabilmente) nel mirino di USA e UE: ne avevamo parlato alcuni giorni fa con l'articolo: Dopo la Russia, nel mirino degli Usa c'è l'Ungheria dello "scomodo" Orban! - ma il premier ungherese non ci sta, e si dichiara pronto ad uscire dall'Unione Europea!


L'UNGHERIA ANNUNCIA CHE E' ''PRONTA AD USCIRE DALL'UNIONE EUROPEA''

L'Ungheria minaccia di uscire dall'Unione Europea!

László Kövér, speaker del parlamento ungherese, ha fatto capire che se Bruxelles indicherà all’Ungheria come va governato il paese, l’Ungheria può abbandonare l’Ue. È già il secondo paese che minaccia di uscire dall’Ue. È possibile parlare ormai di una tendenza?
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_10_30/L-Ungheria-minaccia-di-uscire-dall-Unione-Europea-0235/
Nell’Ue è difficile trovare altri Stati tanto dissimili fra loro. La Gran Bretagna è un veterano, l’Ungheria è un “coscritto”. La Gran Bretagna è un donatore, e lo scandalo scoppiato tra Londra e Bruxelles è dovuto appunto al fatto che Bruxelles ha chiesto alla Gran Bretagna contributi supplementari. L’Ungheria non ambisce affatto al ruolo di donatore. La Gran Bretagna si esprime per l’irrigidimento delle sanzioni antirusse, mentre l’Ungheria ne soffre forse più della Russia stessa.
In altre parole, l’Ungheria e la Gran Bretagna sono due casi limite. Se quello che le unisce ancora nell’Ue è l’intenzione di uscire dall’Unione Europea e i dubbi in merito alla solidarietà europea, allora si può dire che questi paesi sono arrivati al limite. Anche se è vero che la stessa Ungheria, malgrado tutti i suoi buoni sentimenti nei riguardi della Russia, non revoca la propria firma sotto il cosiddetto terzo pacchetto di sanzioni e non si rifiuta di rafforzare la NATO con un centinaio di militari ungheresi inviati in Lituania, arrivati ieri nell’ambito della nuova dottrina militare della alleanza per la garanzia della sicurezza dei Paesi baltici.
L’Ungheria non è convinta che l’Ue sia capace di difenderla. Bruxelles non ha fatto niente per proteggere l’Ungheria davanti agli USA e, quindi, ha fatto il gioco degli americani nel tentativo di punire l’Ungheria. Tutti si rendono, infatti, conto che le accuse di corruzione contro una serie di altolocati funzionari unheresi servono solo da copertura. Ciò in primo luogo perché la corruzione in Ungheria non supera il medio livello europeo. In secondo luogo, questi fatti di corruzione non sono stati nemmeno provati.

giovedì 23 ottobre 2014

Dopo la Russia, nel mirino degli Usa c'è l'Ungheria dello "scomodo" Orban!

DOPO LA RUSSIA ORA NEL MIRINO DEGLI USA C'E' L'UNGHERIA DI ORBAN! ERA INEVITABILE CHE ACCADESSE, VISTO CHE IL PREMIER UNGHERESE HA RIFIUTATO I DIKTAT DELL'UE, DEL FMI E DEI POTERI FORTI IN GENERALE: HA NAZIONALIZZATO LE AZIENDE DEI SERVIZI ESSENZIALI (acqua, luce, gas) RENDENDOLE "NO PROFIT" FAVORENDO I CITTADINI, NON LE MULTINAZIONALI COME AVVIENE IN ITALIA (DOVE CON LA "RIFORMA DEL TITOLO V" CEDEREMO ALLE LOBBY ANCHE LE UTILITIES!) E ALTROVE NELL'EUROPA DELLE BANCHE!

A FINE ARTICOLO APPROFONDIMENTI SULL'UNGHERIA E SULLE RIFORME DI ORBAN

Redazione Informatitalia
Dopo la Russia, gli Usa hanno iniziato a sanzionare anche l'Ungheria
Dopo la Russia, gli Usa hanno iniziato a sanzionare anche l'Ungheria
Nella guerra di Stati Uniti e Unione Europea contro la Russia, Jackson Diehl, editorialista del Washington Post, scrive come tre paesi europei membri della Nato come Ungheria, Slovachia e Repubblica ceca hanno apertamente assunto un atteggiamento ostile. Con il premier ungherese Orban che ha addirittura definito il primo ministro Putin un modello politico da emulare. Considerando anche i sentimenti filorussi molto forti in Serbia, prossima all'ingresso nell'Ue, Jackson Diehl conclude come paesi membri Nato stanno tacitamente passando dalla parte di Mosca. 
La decisione americana di sanzionare alcuni politici, dirigenti fiscali e uomini d'affari ungheresi è l'emblema di questa situazione e ha suscitato una grande reazione di sdegno a Budapest. Anche la Commissione europea non ha osato seguire questo esempio, nonostante accusi costantemente il premier Orban di violare sistematicamente il diritto europeo. In gioco, scrive su Strategic Culture Pyotr Iskenderov, c'è la posta in gioco più importante dalla seconda guerra mondiale. L'obiettivo è di utilizzare le sanzioni e altri mezzi per soggiocare la Russia e renderla servile agli interessi vitali dell'occidente. L'Unheria è “l'anello debole” nei ranghi europei e si è posta alla guida di un gruppo di paesi che sfida apertamente la politica di Bruxelles e Washington. 

domenica 21 settembre 2014

Renzi il "bravo" VS Orban il "dittatore"... giudicate voi!


Di Lorenzo - informatitalia

Renzi vuole SVENDERE alle multinazionali la gestione di acqua, luce e gas, mascherando l'operazione come fosse "riforma del titolo V"
http://informatitalia.blogspot.com/2014/09/rubarci-acqua-luce-e-gas-ecco-la.html

Ungheria: aziende luce, gas e trasporti diventano "no profit" e calano le bollette!
http://informatitalia.blogspot.com/2014/08/ungheria-aziende-luce-gas-e-trasporti.html (l'articolo contiene link ad altre importanti riforme effettuate dal premier inglese Orban)


Nel periodo che va dal 20 Luglio al 20 Agosto 2014 sono stati registrati ALMENO 7 CASI di persone che si sono date fuoco a causa della crisi; abbiamo documentato i singoli casi in questo articolo: http://informatitalia.blogspot.com/2014/08/crisi-7-persone-si-sono-date-fuoco-in.html ma è possibile che qualche caso ci sia sfuggito. Non si parla di 7 suicidi, il cui numero in quel periodo è stato sicuramente molto più elevato: almeno 40-50 casi, si evidenziano solo i casi di persone che si sono date fuoco! E un nuovo caso è stato registrato anche Venerdì 19 Settembre (vedi articolo)


Lorenzo - Informatitalia

FATE GIRARE QUESTE NOTIZIE... I MEDIA NON NE PARLANO, FACCIAMOLO SAPERE NOI MEDIANTE IN PASSAPAROLA SUI SOCIAL... ho scritto i link per esteso in modo da favorire il copia-incolla... oppure condividete l'immagine che su facebook la trovate qui: http://on.fb.me/XU0uuo


venerdì 29 agosto 2014

Ungheria: aziende luce, gas e trasporti diventano "no profit" e calano le bollette!

L'UNGHERIA FA CONFLUIRE LE UTILITIES (LUCE GAS TRASPORTI RISCALDAMENTO) IN HOLDING NO PROFIT (E NUOVO TAGLIO BOLLETTE!)

L'UNGHERIA FA CONFLUIRE LE UTILITIES (LUCE GAS TRASPORTI RISCALDAMENTO) IN HOLDING NO PROFIT (E NUOVO TAGLIO BOLLETTE!)

BUDAPEST - Il presidente dell'Ungheria - lui sì, eletto - Viktor Orbán ha creato una holding statale per gestione unificata di tutte le utilities: luce, gas, trasporti pubblici, riscaldamento abitativo, e altri servizi minori. Quindi, mentre è previsto anche un nuovo taglio alle bollette - notizia dentro la notizia della nascita della Holding pubblica per i servizi fondamentali ai cittadini -  il governo ungherese si prepara a far confluire tutte le utilities in un’unica holding non profit.

Avete letto bene: NO PROFIT!

L’ufficio del primo ministro fa sapere che Viktor Orbán ha già incaricato un gruppo di lavoro - cui partecipano anche dai ministri di giustizia, sviluppo e degli interni - alla preparazione dell’unione delle compagnie statali di elettricità, gas e riscaldamento centralizzato.

I diritti di proprietà e i poteri regolatori sull’holding saranno esercitato dal responsabile dell’ufficio del primo ministro.

Entro il 15 settembre prossimo, sarà pronta la proposta completa dei necessari cambiamenti legali da effettuare per costituire la holding.

venerdì 28 marzo 2014

Ungheria: aziende di Acqua, Luce e Gas sono diventate no-profit

UNGHERIA / IL GOVERNO ORBAN NAZIONALIZZA SOCIETA' DI GAS, LUCE E ACQUA TRASFORMANDOLE IN ''NO PROFIT'' (TAGLIO BOLLETTE!)
I nostri lettori sicuramente ricorderanno come in diverse occasioni abbiamo riportato la notizia che il governo ungherese, non contento di aver tagliato per ben tre volte le bollette di luce e gas, adesso sta lavorando a un piano per trasformare queste utilities in societa' no-profit in modo da ridurre al minimo i costi per le famiglie ungheresi.
A tale proposito proprio in questi giorni la gazzetta ufficiale governativa Magyar Kozlony ha annunciato che la compagnia statale Hungarian Electricity Works acquistera' una quota del 50% piu uno della societa di fornitura del gas Fogaz, al momento posseduta dal comune di Budapest.
Tale operazione segue un accordo firmato in Dicembre con la societa' tedesca RWE Gas International per acquistare da essa il 49.83% detenuto in Fogaz per un valore di 131 milioni di euro cosi' che quando questa transazione sara' conclusa Fogaz ritornera' ad essere una societa' completamente controllata dallo stato.

martedì 25 febbraio 2014

Orban: "trasformare aziende di luce e gas in no profit"

 Di Giuseppe De Santis
 


IN UNGHERIA, IL PRESIDENTE ORBAN TRASFORMERA' LE AZIENDE DI LUCE E GAS IN COMPAGNIE ''NO PROFIT'' (BOLLETTE GIU' DEL 40%)

budapest - Dopo aver cacciato via il Fondo Monetario, tagliato l'iva sui generi alimentari, aumentato le pensioni, ridotto i biglietti per i trasporti pubblici a Budapest e abbassato per la terza volta le bollette di luce e gas uno stenterebbe a credere che il governo ungherese potesse intraprendere altre misure per aiutare le fasce deboli e invece cio' che per molti sarebbe solo un bel sogno sta diventanto una fantastica realta'.

Infatti, proprio in questi giorni lo stato ungherese sta vagliando la possibilità di trasformare le compagnie di servizi di pubblica utilità  in enti non profit. Lo scopo, sostiene il governo, sarebbe quello di favorire ulteriormente i consumatori.

Secondo quanto dichiarato dal capo del cabinettodel governo guidato dal presidente Viktor Orban, János Lázár, le bollette delle utenze non sarebbero ancora trasparenti e i fornitori starebbero “provando tuttora a manipolare e imbrogliare” i loro clienti.  La questione sarà all'ordine del giorno nella sessione parlamentare di mercoledì 26 febbraio.

“Sarà una dura giornata per i fornitori di gas ed elettricità”, ha chiosato il politico e il tema dei costi delle utenze è tra i cavalli di battaglia del governo Fidesz, in vista delle elezioni del prossimo 6 aprile.

Com questa mossa il governo spera di minimizzare i costi per le famiglie ungheresi visto che i consumatori non dovrebbero pagare il margine che le compagnie applicano per fare utili e di conseguenza si avrebbe una redistribuzione del reddito dalle compagnie ai consumatori. Il risparmio finale per gli utenti potrebbe arrivare al 40%.

Come e' possibile vedere ancora una volta il governo ungherese dimostra di essere un esempio per tutti noi cone le sue politiche volte ad aiutare le fasce piu' deboli della popolazione e non e' un caso che la stampa di regime abbia censurato queste notizie perche' se gli italiani sapessero quello che sta succedendo nel paese magiaro pretenderebbero, giustamente, che politiche simili venissero adottare in Italia e questo darebbe fastidio non solo alla casta che sta distruggendo il paese ma anche a personaggi come Carlo De Benedetti che controllano il mercato elettrico italiano.

Gli ungheresi sono fortunati perche' sono governati da politici che hanno a cuore gli interessi del popolo ma lo stesso potrebbe accadere in Italia se gli italiani decidessero di reagire e cacciare via questa classe dirigente.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra

Fonte: ilnord.it

giovedì 5 settembre 2013

Dopo aver cacciato il FMI l’Ungheria emette moneta senza debito

di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri
L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri
• Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito. L’Ungheria sta facendo la storia.
Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.
Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.
Secondo una relazione sui siti germanofoni  del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.
Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista.
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