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martedì 12 luglio 2016

Padroni stranieri per l’Italia, un paese creato per obbedire



L’inefficienza e la corruzione del sistema-Italia derivano dalla collocazione subalterna e asservita dell’Italia nella gerarchia delle potenze, quindi non è possibile curarle dall’interno dell’Italia, con mezzi politici o giudiziari o di altro genere. Promesse di questo genere sono pertanto mendaci o sciocche.

 Il dibattito politico e culturale resta sterile e impotente proprio perché non tematizza questa condizione giuridica internazionale di sudditanza dell’Italia, compresi i trattati e i protocolli riservati che sanciscono questa sua condizione, nonché il rapporto tra tale sua condizione da un lato e la sua decadenza dall’altro. L’Italia, dall’alto medioevo in poi, non è mai stata indipendente (tolta Venezia e qualche altra città), ma è stata assoggettata a potenze e interessi esterni; questa sua posizione è stata consolidata dai secoli, è divenuta uno dei principi cardine del diritto internazionale; i suoi governanti sono sostanzialmente al servizio di questi interessi e potenze: ottengono e mantengono la poltrona in quanto obbediscono un padrone esterno, e in cambio possono fare i loro comodi all’interno a spese dei cittadini (del resto, lo Stato unitario italiano nasce per interesse e intervento di Londra e Parigi).

Ahi serva Italia! I rari tentativi di ribellione e di difesa di interessi nazionali sono stati repressi con ogni mezzo, compreso l’omicidio (vedi il caso di Enrico Mattei) e il downrating (vedi il caso Berlusconi). Questa condizione millenaria diasservimento allo straniero, in particolare il fatto che i governanti italiani rispondono a interessi stranieri piuttosto che a interessi nazionali (tolti quelli forti, cioè la Chiesa e le mafie), impedisce il nascere di una coscienza nazionale, di una visione politica di lungo termine e di una classe politica con adeguata competenza: avendo la funzione di trasferire risorse dagli italiani a potentati stranieri, la classe dirigente italiana necessariamente è composta di ladri professionali con mentalità di ladri e compari tra loro. Infatti è connotata, complessivamente, da incapacità, nepotismo, corruzione, abuso, servilismo. Il suo orizzonte operativo è di breve o brevissimo termine. Non si cura di programmare. Vive e ruba alla giornata. Ogni governo fantoccio è un governo di ladri.
La popolazione percepisce queste caratteristiche del potere, e si adegua, ricorrendo all’arrangiarsi, al clientelismo, all’evasione fiscale, etc. Da qui derivano il basso senso civico e la sfiducia verso le leggi e la loro abituale trasgressione, da parte delle istituzioni prima ancora che dei cittadini. Il pesce puzza dalla testa. La decadenza di un siffatto sistema-paese è geneticamente predeterminata. Gli esempi di scelte eseguite da governi e presidenti italiani su ordine straniero e contro gli interessi nazionali sono abbondanti e macroscopici. Ne citerò alcuni che mi paiono particolarmente significativi:
- L’adesione a tre successivi sistemi di blocco dei tassi di cambio, di cui l’ultimo si chiama “euro”, tutti molto dannosi per l’Italia e molto vantaggiosi per i paesi del Nord Europa; i primi due sono già saltati dopo aver cagionato disastri. Tutti ci hanno inflitto deindustrializzazione e indebitamento, apportando per contro sviluppo e attivo commerciale ai paesi forti. Tutti hanno aumentato il divario rispetto a questi paesi, sotto la promessa di ridurlo.
- L’accettazione di scelte europee in materie monetarie, bancarie e fiscali che consentono ai paesi forti di violare le regole a cui invece deve sottostare l’Italia – vedi il sistema bancario tedesco, cui è concesso di usare leve multiple di quelle italiane e di ricevere aiuti di Stato – congiuntamente al fatto che all’economia italiana viene negato l’uso di strumenti finanziari che invece sono disponibili ai paesi forti dell’Ue, i quali quindi possono fare shopping e concorrenza sleale nei confronti dell’Italia, lo si sente!
- La partecipazione alla guerra contro la Libia, imposta via Quirinale a Berlusconi poco dopo la conclusione di un trattato di pace vantaggioso per l’Italia, e voluta nell’interesse di Regno Unito e Francia, a danno dall’Italia, che, per effetto dellaguerra, ha perso quote di risorse petrolifere a favore di quei due paesi, e inoltre si ritrova l’Isis a soli 80 km e un flusso disastroso di migranti.
- L’imposizione, sempre via Quirinale, come premier di Monti, che ha irrimediabilmente spezzato le gambe all’economia nazionale soprattutto dove competitiva con quella tedesca, e ha trasferito decine di miliardi spremuti dagli italiani mediante tasse folli per assicurare a banchieri tedeschi e francesi i profitti delle loro speculazioni criminali in Spagna e Grecia.
- La demenziale adozione del principio di pareggio di bilancio in periodo di recessione, che automaticamente determina la rarefazione monetaria (perché per realizzare un avanzo primario il governo estrae dal paese più soldi di quanti ne reimmetta, svuotandolo di liquidità), quindi insolvenze, licenziamenti, morie aziendali e avvitamento recessivo.
- La irragionevole adozione del bail-in, cioè del principio che, se una banca va male (di solito perché i suoi gestori hanno mangiato), anziché farla salvare dalla banca centrale a costo zero e punire i colpevoli, le perdite si scaricheranno su azionisti, obbligazionisti e risparmiatori – principio che mina alla base la fiducia nelle banche stesse e le rende tutte più deboli, perché adesso chi vuole investire nel capitale azionario di una banca o nelle sue obbligazioni sa che rischia di più, e richiederà tassi più alti.
Queste cose non sono novità dell’Europa Unita, ma la prosecuzione del trattamento già riservato all’Italia a Versailles nel 1919. Alla conferenza di Versailles, che definiva i nuovi assetti alla fine della Prima Guerra Mondiale spartendo tra i vincitori territori e colonie dei vinti, il premier francese Georges Clemenceau, soffrendo di prostatite e vedendo il premier italiano, Vittorio Emanuele Orlando, piangere spesso e a dirotto, disse: «Ah, magari potessi urinare così copiosamente come Orlando piange!». Perché Orlando piangeva tanto? Perché il governo italiano, nel 1915, aveva deciso di partecipare alla guerra, che sarebbe costata un alto prezzo di morti, feriti e spese, allo scopo, sancito dal Trattato di Londra del medesimo anno, di far salire di grado l’Italia, di farla equiparare alle nazioni di prima classe; ma, al contrario, l’Italia fu trattata male daUsa, Gran Bretagna e Francia in termini di dazi per le sue esportazioni, e fu esclusa dalla spartizione delle colonie tedesche e dei territori tolti all’Impero Ottomano, cioè fu esclusa da importanti fonti di materie prime nonché sbocchi per la sua sovrappopolazione, e rimase una paese di seconda classe.
Anzi, divenne un paese di terza classe, perché gli Usa, usciti dalla Grande Guerra come grandi creditori dell’Europa, in quel dopoguerra assunsero l’egemonia mondiale, spingendo nella seconda classe le vecchie potenze europee, e in terza il Belapaese. La Seconda Guerra Mondiale, col successivo piano Marshall e con l’europeismo, ha radicalizzato questa scomoda posizione di sub-subalternità di questo paese, che deve piegarsi agli interessi di due livelli di paesi padroni, e restare militarmente occupato dagli Usa anche dopo la fine della minaccia “comunista”. All’interno dell’Italia, ancora più sottomessi e sfruttati sono Veneti e Lombardi, che devono cedere buona parte del loro reddito per sostenere il meridione e Roma. Emigrare è quindi la scelta razionale più adatta per chi può farlo.
Ps: l’Italia attuale non è una colonia: non ne ha le caratteristiche giuridiche e funzionali perché nessuna potenza straniera si assume la responsabilità di governarla direttamente né manda coloni. Essa è bensì oggetto di imperialismo, che impone governi fantocci e politiche di suo vantaggio, mantenendola inefficiente come sistema-paese. Per funzionare, un paese strutturalmente inefficiente come l’Italia (Meridione inguaribilmente arretrato, mentalità parassitaria, burocrazia e partitocrazia marce, livello scientifico e culturale basso, popolazione vecchia) avrebbe bisogno di quello che aveva prima dell’Euro e prima del 1981, ossia di molta liquidità e molti investimenti pubblici a basso costo: è come un motore vecchio che brucia molto olio: bisogna rabboccarlo continuamente, altrimenti grippa.
(Marco Della Luna, “Italia, subalternità e corruzione”, dal blog di Della Luna del 20 febbraio 2016).


Sondaggio: gli europei temono per il proprio posto di lavoro a causa dei migranti



I dati provengono dai risultati di un sondaggio condotto dalla famosa società demoscopica francese Ifop e dalla britannica Populus su commissione dell’agenzia di informazione e radio Sputnik.


Secondo le cifre di un sondaggio Sputnik.Opinioni, il 50% degli abitanti della Francia, il 47% di quelli della Gran Bretagna e il 36% della Germania a cui è stato posto il quesito ritengono che l'immigrazione conduca alla perdita di posti di lavoro per gli abitanti autoctoni dei rispettivi Paesi. 
Alla domanda "Siete d'accordo oppure no con l'affermazione: l'immigrazione porta alla perdita dei posti di lavoro per gli autoctoni a beneficio dei migranti", il 24%, cioé quasi un quarto degli abitanti del Regno Unito non ha saputo dare una risposta. In Francia e in Germania invece hanno dimostrato un'alta consapevolezza, infatti appena il 5% dei francesi e il 6% dei tedeschi hanno scelto l'opzione "Non saprei".
Il sondaggio in Gran Bretagna è stato condotto dalla società Populus dal 15 al 21 aprile 2016, mentre in Francia e in Germania l'indagine è stata effettuata dalla compagnia Ifop dal 14 al 18 aprile 2016. Al sondaggio hanno preso parte 3042 rispondenti in Germania (989 persone), in Francia (1008 persone) e nel Regno Unito (1045). Il campione selezionato rappresenta la popolazione del Paese per sesso, età e posizione geografica. Il massimo margine di errore sui dati non supera il 3,1%, con una probabilità del 95%.


venerdì 8 aprile 2016

Ue, la galassia delle lobby: quasi 10mila nel Registro europeo

+50 new entries a settimana, influenzerebbero 75% norme comunitarie

Ue, la galassia delle lobby: quasi 10mila nel Registro europeoSi chiama 'Registro per la Trasparenza'. Istituito dalla Commissione europea, ad oggi 5 aprile questo prezioso data base conta 9.555 lobbies dei paesi membri, Italia inclusa, regolarmente registrate presso le istituzioni di Bruxelles. Una cifra per nulla irrilevante se consideriamo che dalle direttive comunitarie oggi dipende circa l'80% delle leggi nazionali.
Un potere quello delle lobbies in senso stretto o in senso lato tornato alla ribalta della cronaca con l'inchiesta sul petrolio che ha portato alle dimissioni del ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi. Tralasciando il caso specifico italiano è interessante notare la crescita di lobbies e simili presso le istituzioni di Bruxelles, con una media di 50 nuove iscrizioni a settimana nel registro Ue. Solo nella giornata di oggi si segnalano 7 new entries.

Una folta galassia di organizzazioni o gruppi di pressione la cui attività è volta a "influenzare direttamente o indirettamente la formulazione e l'implementazione delle politiche e del processo decisionale delle istituzioni Ue", si legge sul sito, in nome della "trasparenza" e della "partecipazione dei cittadini". Troviamo uffici di consulenza, gruppi di categoria, di settore, dell'industria persino studi legali, liberi professionisti, associazioni professionali, charity, ong, organizzazioni religiose e accademiche e tutte quelle autorità pubbliche che hanno un ufficio a Bruxelles con la dichiarata missione di fare valere gli interessi di chi rappresentano.

sabato 21 marzo 2015

Vergognoso: Buttiamo il cibo per colpa dell’UE

Di Dioni - Riccardo Lautizi

Il contadino Italiano è costretto a gettare via i propri prodotti a causa di altri che ne entrano dall’ Europa SENZA ALCUN CONTROLLO!! Sarà un caso? Probabilmente no.
Questo rappresenta il fallimento dell’Italia, una disfatta vera e propria a vantaggio di chi si sta prendendo tutto di noi… Come può lo stato, stare in silenzio avanti a questi sprechi?
Poi magari ci tocca anche ascoltare tg i cui ci propinano servizi in cui bacchettano l’Italiano per gli innumerevoli sprechi di cibo che fa…
A permettete mi la domanda il ”premier italiano” 2014 dice: “l’Ue non è il nemico”,  ”l’Ue non è il problema”. Ciò che vedrete nel video è il frutto obsoleto di Assurde norme europee ci costringono letteralmente a buttare il nostro cibo per far entrare il loro. Uno spreco assurdo mai visto prima! La colpa è degli accordi sottoscritti dall’unione europea, con il conseguente ingresso di prodotti di altri paesi con diverse regole e con un altro costo del lavoro. VI PREGHIAMO DI VEDERE IL VIDEO. E’ tratto da una parte del servizio fatto su LA7 dalla trasmissione “La Gabbia”; resterete senza parole ma soprattutto indignati…

sabato 14 marzo 2015

Follia. L’Europarlamento chiede all’UE di armarsi e di essere pronta a far guerra alla Russia


Approvata una risoluzione in materia di politica estera che rappresenta una pericolosa inversione a “U” del cammino europeo L’UE deve armarsi ed essere pronta a fare la guerra. E’ la sintesi di una terrificante risoluzione (relatore Elmar Brok, Presidente della Commissione Affari Esteri, noto per suoi poco gentili 

comportamenti) approvata giovedì 12 marzo dal Parlamento Europeo durante la sessione plenaria a Strasburgo. Almeno altrettanto terrificante è il fatto che i media non ne parlino. Guerra contro chi? Contro la Russia, sotto l’ombrello della NATO e a braccetto con gli Stati Uniti: non viene detto esplicitamente, ma il senso è assolutamente quello. Potete verificare leggendo il testo completo del documento in fondo a questo post. La risoluzione è anche sul sito del Parlamento Europeo, all’interno dei testi approvati giovedì 12 marzo. Non ha valore legislativo, ma è un atto di indirizzo politico importante quanto folle. Noi abbiamo votato contro. Tra gli eurodeputati italiani hanno votato contro Lista Tsipras e Lega Nord. (vedi su votewatch.eu come hanno votato tutti i gruppi politici e singoli eurodeputati) L’Europa è nata pacifica: si è unita per superare gli orrori e le divisioni della Seconda guerra mondiale. La risoluzione segna un’inversione ad “U” rispetto alla sua storia. Chiede infatti di “passare da un approccio fino ad ora principalmente reattivo a una politica estera e di sicurezza dell’UE proattiva, coerente e strategica” che deve essere “sostenuta da adeguate capacità di difesa negli Stati membri e da una efficace politica di sicurezza e di difesa comune”.

martedì 10 marzo 2015

Ecco come è nata la (assurda) regola del 3% tra debito e PIL



Vi proponiamo uno stralcio di "Presa Diretta" che intervista l'economista francese che su richiesta di Mitterand ha "inventato" la regola del 3% tra debito e PIL: una regola inutile, dannosa, che non ha nessun fondamento economico.... MA IN NOME DELLA QUALE è STATA IMPOSTA L'AUSTERITY A INTERE NAZIONI... ed in particolare ai 'PIIGS' di cui ci "onoriamo" di fare parte...
(PIIGS è acronimo di Portogallo-Irlanda-Italia-Grecia-Spagna... i cosiddetti "paesi periferici", danneggiati gravemente dalle politiche economiche europee, anziché scusarsi chi ci ha danneggiato, ci definisce beffardamente 'piigs' con evidenti riferimento a 'pigs', maiali, i porci dell'Europa... ma i porci sono LORO!


domenica 8 marzo 2015

SCANDALO ROAMING, L’UE REGALA ALTRI TRE ANNI ALLE COMPAGNIE TELEFONICHE

Bruxelles - L’Europa non è unita nemmeno nelle telefonate: i 28 riuniti a Bruxelles non sono riusciti a trovare il modo per evitare ai consumatori di pagare la gabella del roaming, che poi non è altro che una semplicissima connessione tra operatori di paesi diversi. Le frontiere sono virtuali ma oltrepassarle sembra un’impreasa, per cui telefonare da un paese dell’Ue all’altro continuerà a costare molto caro almeno fino al 2018.

- Leggi su ilsecoloxix.it


sabato 7 marzo 2015

Sanzioni Russia: disastro economico per l’Italia, export -38%. Danni per miliardi di euro

obama-renzi-mogherini
Lo dice uno studio dell’International Research Network, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, che sottolinea: “I volumi nei primi undici mesi del 2014 sono scesi a 24 miliardi di euro circa, dai 28,2 miliardi di euro nello stesso periodo del 2013 (-15,1%)” si legge nel documento che ha avuto in esclusiva askanews. “Il calo ha riguardato sia le importazioni italiane dalla Russia (-17,0%) scese a 15,1 miliardi nei primi undici mesi del 2014 da 18,2 miliardi di euro nello stesso periodo del 2013, sia le esportazioni italiane verso la Russia (-11,7%) passate, nei due periodi, a 8,8 miliardi da 10,0 miliardi di euro”.
In ambito agroalimentare, i dati sul commercio estero italiano evidenziano “un crollo” del “38% nel periodo gennaio- novembre 2014 rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, particolarmente sostenuto se si tiene conto che le sanzioni sono state adottate solo a settembre”, si legge nello studio. “Si tratta nello specifico dei comparti lattiero caseari, della carne e dell’orto frutta, i quali, presenti nell’interscambio italo-russo con quote ancora contenute (circa l’1% del totale esportato in Russia nei primi undici mesi del 2014), mostravano prima dell’introduzione delle sanzioni spazi interessanti di crescita”.

venerdì 6 marzo 2015

Taglio delle pensioni, Renzi prepara la mazzata voluta dalla Troika


DOPO NUMEROSI AVVERTIMENTI LANCIATI DALLA TROIKA SUL TAGLIO DELLE PENSIONI, IL GOVERNO RENZI SEMBRA AVER PIEGATO LA TESTA ANCHE QUESTA VOLTA E L’ANNUNCIO ARRIVA DIRETTAMENTE DAL PRESIDENTE DELL’INPS, TITO BOERI.

“Reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà” e “forme di flessibilità” sull’età di uscita anticipata dal lavoro, con pensioni proporzionalmente più leggere. Sono le due proposte lanciate dal neopresidente dell’ Inps, Tito Boeri, in un’intervista che apre oggi la prima pagina del Corriere della Sera. Due idee da accompagnare al taglio delle direzioni centrali, “che sono troppe, una cinquantina”, al cambio di governance dell’ Istituto, con un cda di tre membri e un Civ (consiglio di indirizzo e vigilanza) più “snello” e senza “funzioni di cogestione”, e a un’operazione trasparenza, con un ‘pin’ di accesso al proprio conto sul sito dell’Inps in modo che tutti possano conoscere la propria situazione: nel 2015 sarà una “possibilità” per tutti i dipendenti privati e nel 2016 per i parasubordinati. Il neopresidente assicura che non c’è da preoccuparsi per il deficit da 6,7 miliardi ‘ereditato’ dall’Inpdap: “Lo squilibrio verrà gradualmente riassorbito”.(ma come accadrà non lo spiega)

lunedì 23 febbraio 2015

Onu, UE e FAO Vogliono farci mangiare insetti! VIDEO


A cura di nocensura.com

Del fatto che organismi sovranazionali come Unione Europea, ONU e FAO stiano promuovendo l'alimentazione a base di insetti, ne abbiamo parlato a più riprese, sin dal 2012.
L'Unione Europea ha erogato persino dei contributi per le aziende che promuovono pietanze a base di insetti e vermi. Tanto che in giro per l'Europa sono spuntati alcuni ristoranti con questo tipo di cucina. Ma un ottimo veicolo pubblicitario sono le grandi fiere: al famoso Salone del gusto, per esempio, era possibile assaggiare cavallette e altre "prelibatezze", e sono moltissimi coloro che hanno avuto il coraggio di assaggiarli: più di quanti pensiamo. Con queste iniziative, cibarsi di insetti sta diventando una cosa chic, esclusiva. Ed i pochi ristoranti che li servono, lo fanno a peso d'oro. Pur con grande calma, con un lavoro 'certosino', stanno introducendo gli insetti nelle abitudini alimentari anche degli occidentali.

Anche l'EXPO sarà una imperdibile occasione per promuovere cibo a base di insetti: non solo, anche alghe e altre "prelibatezze". Di seguito il video. 



Tratto da nocensura

martedì 17 febbraio 2015

Nuove sanzioni Ue contro la Russia, che risponderà adeguatamente

Russia - UeDa oggi scattano le nuove sanzioni che l’UE ha introdotto contro 19 persone fisiche e 9 persone giuridiche, tra cui anche dei soggetti russi, che l’Occidente ritiene essere responsabili della destabilizzazione della situazione nell’Est dell’Ucraina. Le sanzioni prevedono il congelamento dei conti bancari e il divieto di ingresso nell’eurozona.
Inoltre è stato deciso di prolungare fino a settembre 2015 le sanzioni individuali varate dall’UE in precedenza. In totale la lista comprende 132 nomi tra personalità ufficiali della Russia e rappresentanti delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nonché 28 aziende, riferisce l’agenzia RIA Novosti.
La nuova versione della lista dei soggetti sanzionati, intitolata “Council impelenting regulation (EU) 2015/240”, era stata approvata dall’UE alla fine di gennaio dopo il bombardamento provocatorio di Mariupol che, a detta degli abitanti locali, è stato effettuato dai militari del Ministero della Difesa dell’Ucraina. Le autorità di Kiev sostengono però che la parte colpevole siano i miliziani filorussi. Non c’è stata nessuna inchiesta internazionale in merito, ma il 9 febbraio ai ministri degli Esteri dell’UE è stato proposto di approvare le nuove sanzioni che sono state puntualmente approvate e dovevano entrare in vigore il 16 febbraio.

sabato 7 febbraio 2015

Iniziano i RICATTI dell’UE alla Grecia di Tsipras: un gioco sporco per impaurire la democrazia! LEGGI

Grecia
Certo è, che quando il gioco si fa duro…INIZIANO I RICATTI!
E’ quello che la BCE assieme all’ Europa impaurita stanno facendo nei confronti della Grecia.
Si mostrano pieni di se e duri nelle loro finte “buone intenzioni”, in realtà hanno solo il timore che questa scelta Greca possa essere il passo d’ inizio ad una fase Anti-Europeista. Dunque, poveri di ogni argomentazione possibile, la loro unica via di fuga, altro non è che IL RICATTO!
E se più di un paese rifiutasse la sua dittatura? Come si comporterebbero se restasse a lottare sola contro tutti?
Il problema è che molti dormono un sonno profondo che non permette loro di svegliarsi da questo incubo il quale sta affossando intere famiglie, distruggendo migliaia di imprese!!

Ma tornando alla Grecia, be, qui L’Europa non sa davvero che pesci prendere e allora cosa fa? RICATTA…

domenica 25 gennaio 2015

I burocrati dell'UE vogliono annientare i pescatori italiani


LA UE CON I SUOI BUROCRATI SCOLLEGATI DALLA REALTA' VUOLE ANNIENTARE I PESCATORI ITALIANI E LA TURCHIA FA AFFARI D'ORO

VENEZIA - "La misura e' colma, andremo in presidio presso la sede della Commissione Ue a Milano con centinaia di produttori agricoli e di pescatori italiani". Commenta cosi' Matteo Salvini, Segretario federale della Lega Nord, la protesta odierna a Venezia di centinaia di pescatori italiani contro le norme sul pescato che impongono misure troppo restrittive ai fini del ripopolamento ittico ed ingenti sanzioni per gli operatori.

"Il concetto di tutela del lavoro -continua Salvini- per l'Ue, sta tutto qui: mentre lasciano entrare centinaia di migliaia di tonnellate di riso a basso prezzo da Cambogia e Vietnam, condannando a morte certa centinaia di imprese risicole, a Bruxelles, in questo mondo "parallelo" scollegato con la realta', continuano a basare le loro scelte su discutibili norme "tecniche" suggerite dai soliti burocrati, scollegati dalla realta'; le vongole e, piu' in generale, il pescato italiano che le loro norme mettono fuori legge viene cosi' sostituito sulle tavole dei consumatori italiani ed europei da quello di Paesi terzi, primo fra tutti la Turchia.

giovedì 22 gennaio 2015

Ogm, il parlamento europeo modifica la legge: gli Stati potranno decidere se coltivarli ma...

Approvata dal Parlamento Europeo la modifica alla direttiva sugli OGM che consentirà ai Paesi membri di vietare la coltivazione degli organismi geneticamente modificati sul proprio territorio.

Da ilcambiamento.it

Ma è una buona notizia solo a metà, come sottolinea bene Greenpeace. «La norma infatti contiene lacune importanti e ci vorranno mesi per il suo recepimento in Italia, mentre dobbiamo difenderci subito dalmais transgenico della Monsanto - il MON810 - unicoOGM attualmente autorizzato per la coltivazione in Europa!».
In Italia ne è vietata la coltivazione, ma si tratta di un bando temporaneo, e visto le tempistiche di entrata in vigore di questa nuova norma europea, il bando attualmente in essere deve essere rinnovato.
Cosa dice la nuova legge sugli OGM?
Fra i punti critici il fatto che concede alle aziende biotech la possibilità di negoziare direttamente con i governi e non permette ai Paesi di usare motivazioni di carattere ambientale per giustificare ibandi nazionali. Le motivazioni con cui il governo può giustificare il bando "non devono, in nessun caso, confliggere con la valutazione di impatto ambientale" condotta dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). In altre parole i governi non possono basare i bandi su specifici impatti ambientali o evidenze di possibili danni da parte delle coltivazioni OGM a livello nazionale, anche nel caso in cui questi rischi non siano stati presi in considerazione da parte della valutazione dell'EFSA.

mercoledì 7 gennaio 2015

“I funzionari UE? Facilmente corruttibili dalle lobbies”: le accuse di Transparency International

corruzione unione europea mini

Secondo Transparency International, scrive Andrea Tarquini su Repubblica, i funzionari dell’Unione Europea sarebbero facilmente corruttibili dalle lobbies che stritolano Bruxelles: ecco perché e che cosa sta succedendo. 


L'Europa è un grande disegno, un grande sogno per il futuro. Ma l'Europa reale di oggi, intesa come insieme di istituzioni, ha un problema: i suoi funzionari possono essere facilmente corruttibili o influenzabili da lobbies. Lo afferma un rapporto della ong internazionale Transparency International secondo cui in molti casi c'è troppo poca trasparenza nel processo legislativo europeo e nei rapporti tra istituzioni e lobbies. E mancano sufficienti norme contro il rischio della corruzione o del conflitto d'interessi.
Il rapporto di Transparency International ha esaminato dieci istituzioni della Ue, tra cui la Commissione, il Consiglio, il Parlamento europeo. Il dossier loda il fatto che le istituzioni europee hanno fatto molti progressi nel campo della lotta alla corruzione e dei controlli, specie il Parlamento europeo. Però resta un problema strutturale: molte trattative e decisioni vengono condotte a porte chiuse, e i responsabili delle istituzioni europee non sono obbligati a rivelare i loro contatti con i lobbisti.

sabato 3 gennaio 2015

Italia in guerra: Caccia italiani nel Baltico per operazioni Nato anti-Russia


Il 27 dicembre quattro caccia multiruolo Eurofighter “Typhoon” dell’Aeronautica militare italiana sono giunti nella base lituana di Siauliai per partecipare alla Baltic Air Patrol (BAP),
l’operazione Nato di “pattugliamento” e “vigilanza” dei cieli del Baltico e di “difesa” aerea di Estonia, Lettonia e Lituania, partner orientali dell’Alleanza atlantica. I caccia, gli equipaggi e il personale impegnati nella missione che durerà sino all’aprile 2015 provengono dal 4° Stormo dell’Aeronautica di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari) e dal 37° Stormo di Trapani-Birgi.
L’Italia assumerà il comando della BAP con i “Typhoon” a partire dal 1° gennaio 2015. Alla missione Nato parteciperanno anche quattro caccia Mig-29 delle forme armate polacche schierati anch’essi a Siauliai, quattro “Typhoon” spagnoli di base nell’aeroporto militare di Amari (Estonia), quattro cacciabombardieri belgi F-16 a Malbork (Polonia) e altri quattro velivoli d’attacco britannici attesi nel Baltico a gennaio. I caccia sostituiranno i 16 velivoli che erano stati assegnati sino ad oggi dal Comando Nato alla Baltic Air Patrol (caccia “Eurofighter” tedeschi, F-18  canadesi, F-16 olandesi e portoghesi).

giovedì 1 gennaio 2015

GLI OLIGARCHI DI BRUXELLES ODIANO L'ITALIA E L'ITALIANITA': ECCO LE LEGGI E LE NORME CONTRO DI NOI

GLI OLIGARCHI DI BRUXELLES ODIANO L'ITALIA E L'ITALIANITA': ECCO LE LEGGI E LE NORME CONTRO DI NOI (MERITANO SCHIAFFI)
L'ultima sorpresa - scrive Il Giornale in edicola oggi - e' che, a partire da questo mese, l'Unione europea ha chiesto all'Italia di aumentare il suo contributo ai conti con 340 milioni di euro ogni anno da aggiungere al conto da 17 miliardi. La penultima e' che con il regolamento 1169 in vigore da dicembre, ha eliminato l'obbligo di indicare sui prodotti alimentari lo stabilimento di lavorazione. Bel colpo! (si fa per dire)

Finte delocalizzazioni, prodotti alimentari senza certificato di provenienza, merci scadenti e tossiche importate dal Terzo mondo a prezzi stracciati: l'elenco delle leggi anti-italiane approvate da Bruxelles e' infinito. Provvedimenti che si fanno beffe delle nostre eccellenze produttive e che mettono in ginocchio la nostra economia.

Proprio mentre contestualmente la Ue butta dalla finestra soldi per corsi di educazione sessuale in Burundi e green economy in Egitto.

Sul fronte alimentare e' arrivata "l'ennesima batosta ai nostri produttori che saranno ammazzati dalle multinazionali e dagli importatori che potranno comodamente spacciare latte, carni e oli provenienti da chissadove e fatti chissacome. Per non dire del made in Italy, un marchio che vale 1,3 triliardi di dollari e che l'Ue si ostina a non voler riconoscere. Rendendo, invece, sempre piu' costoso per le aziende continuare a investire in Europa. Questa Ue è diventata un'immensa prigione con aguzzini a Bruxelles che odiano l'Italia.

Intanto, "in attesa di imbarcarla nel gran carrozzone, alla Turchia solo nel 2013 di euro ne sono stati assegnati 935 milioni. Tanti e ben camuffati nel burocratese di cui l'Ue e' maestra: questa volta alla voce Ipa, lo strumento di Assistenza preadesione con cui si finanziano generosamente i Paesi in predicato di entrare nell'Unione.

lunedì 29 dicembre 2014

Ida Magli: “L’Unione europea non esiste, è il trionfo della massoneria”

Nel 2015 compirà 90 anni, gli ultimi 20 passati ad attaccare l’idea e la realizzazione dell’Europa unita. Lei è Ida Magli, la celebre antropologa che 17 anni fa, con il saggio Contro L’Europa, suscitò parecchio scalpore. Ora torna a ribadire le sue accuse in una lunga intervista concessa ad Italia Oggi.
C’è chi considera la Magli una Cassandra, chi invece – per mutuare un termine renziano – una sorta di gufo. Di sicuro, lei, le idee le ha chiare, scrive libero. Tempo fa la Magli chiedeva a gran voce lo stop all’unificazione, ma “oggi – spiega – è difficile. A causa dell’ignoranza tecnica dei politici che, mi creda, è brutale”. Secondo l’antropologa, infatti, “c’è un’indifferenza a qualsiasi fatto che possa far ripensare a quello che hanno progettato. Sento citare di nuovo Romano Prodi”, ossia “il responsabile del nostro ingresso nella moneta unica“. E oggi, continua, “con l’euro siamo tutti più poveri”.
Progetti sbagliati – La Magli, prima ancora che contro la moneta unica, puntava il dito contro il concetto di Europa unita “perché era un progetto sbagliato. L’Europa è giunta a essere quella che è per la storia delle varie nazioni che la compongono”. E ancora: “Il punto è che non esiste un’idea di Europa. Guardi, ho fatto tante ricerche ma non ho mai trovato il delinearsi di un popolo europeo“. L’unificazione, insomma, è stata un errore poiché “non era possibile farla se non perdendo tutte le ricchezze europee”. La Magli prosegue: “Si pensa di poter fare l’unità così. Così come si è pensato di fare lo stesso con la moneta unica, dimenticando che la moneta è lo strumento di un popolo e non la si può imporre fuori dall’economia dei singoli Stati“.

Putin firma nuova dottrina militare: nomina NATO e USA come minacce principali

Il sottomarino a propulsione nucleare Yury Dolgoruky (RIA Novosti / Pavel Kononov).
La Russia ha adottato una versione aggiornata della sua dottrina militare, che riflette l’emergere di nuove minacce contro la sua sicurezza nazionale. Sono elencati tra di esse il riarmo militare della NATO e la strategia dell’American Prompt Global Strike (trad.: “Attacco Fulmineo Globale Americano”, lo sviluppo di un sistema inteso ad assicurare un attacco di precisione con armi convenzionali ovunque nel mondo entro un’ora, NdT).
La nuova dottrina è stata approvata venerdì 26 dicembre dal presidente Vladimir Putin. Il suo nucleo rimane invariato rispetto alla versione precedente. Le forze armate russe rimangono uno strumento di difesa che il paese si impegna a utilizzare solo come estrema risorsa.
Rimangono invariati anche i principi sull’uso delle armi nucleari ai quali aderisce la Russia. Il loro obiettivo primario è quello di scoraggiare i potenziali nemici dall’attaccare la Russia, ma sarebbero utilizzate per proteggersi da un attacco militare – sia nucleare che convenzionale – qualora questo minacciasse la sua esistenza.
Le nuove sezioni della dottrina delineano la minaccia vista dalla Russia nell’espansione militare e riarmo della NATO e nel fatto che l’alleanza sta assumendo «funzioni globali realizzate in violazione del diritto internazionale.»
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