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giovedì 2 giugno 2016

INCA ED EGIZIANI DUE ANTICHE CIVILTA' ACCOMUNATE DA UN SAPERE UNIVERSALE COMUNE



Gli antichi egizi (Africa) e la civiltà pre-Incas/Incas (Sud America) si sono evolute ai lati opposti del globo.



Secondo l’archeologia ufficiale, non sono mai state in contatto. Anche se questo può essere vero, devono comunque avere necessariamente avuto una origine comune. Entrambe le culture “misteriosamente” possedevano la stessa sorprendentemente, direi identica, arte antica, come l’architettura, il simbolismo, la mitologia religione compresa.

Studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, hanno concluso che entrambe le culture devono essere state figlie di una stessa civiltà comune, che poi si è divisa e sparsa su tutta la Terra, cioè dalla civiltà Atlantidea.

Oggi, i paralleli egizi/Inca, sono ostinatamente ignorati dagli studiosi occidentali, in alcun casi anche soppressi.

Sono molte le analogie sconcertanti irrisolte, che collegano gli antichi Egizi e gli antichi pre-Incas/Incas, anche se separate dall’oceano Atlantico.


Entrambe le culture hanno ereditato la stessa alta sapienza dalla stessa fonte, da una “civiltà madre” ormai perduta nella storia, anzi direi ignorata.

Gli studiosi vittoriani chiamarono questo comune genitore delle due civiltà “Atlantis”, o Atlantide, come fu definita da Platone. Oggi, “l’establishment” degli studiosi rifiuta, non a caso con particolare ostilità, l’idea che sia esistita la civiltà di Atlantide, mentre sono evidenti i paralleli di queste due civiltà, editarie della cultura Atlantidea, come quella Egizia /Incas e Pre-incas, ma l’ evidente collegamento viene ignorato.

Eppure questi stessi paralleli non furono ignorati dagli studiosi vittoriani, come mai?

Infatti, le più brillanti menti scientifiche del passato credevano che Atlantide fosse stata una civiltà reale, ed ecco il perché:

1.Piramidi


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, costruirono piramidi di pietra e piramidi allineate con i punti cardinali.

2. Mummie


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas … mummificavano i loro morti, a simboleggiare la vita dopo la morte. Le mummie furono sepolte dentro le piramidi, (esclusa quella di Cheope in Egitto, per altri motivi) spesso con offerte di cibo e oggetti personali. Entrambe le culture credevano nella vita oltre la morte.

3.Mummie con le braccia incrociate


In entrambe le culture, sia gli Egiziani che gli Incas/Pre-Incas, venivano deposti con le braccia incrociate, un costante rituale, per mostrare lo stato di “equilibrio” a simboleggiare lo spirito dell’ uomo che lascia il corpo fisico, dopo aver vissuto una vita terrena equilibrata. Le braccia incrociate quindi indicano gli opposti equilibri, sinistra-destra o dualismo.

4. Maschere Funebri d’Oro



Sia gli Egizi che gli Incas / PRE-Incas … collocavano maschere d’oro sul viso dei loro morti, a simboleggiare il loro entrare di nuovo nell’eternità, “l’altra parte” del velo, la casa più alta nei cieli, che è eterna e spirituale, a differenza di quella terrena, che è temporanea e fisica. Questo trasmette anche in senso alchemico l’idea che,mentre erano qui, queste anime eterne assunsero la guida in forma umana, trasformandola in oro.

5. Collane con animali antitetici


In entrambi i casi gli egizi e gli Incas/Pre-Incas, adornavano i loro morti con collane d’oro le cui estremità sono formate da teste di animali gemelli, rivolti verso l’esterno, a simboleggiare il nostro potere interiore, che può aiutarci al passaggio da uno spirito collettivo animale ad umano. Questa trasformazione è il simbolo del passaggio, della trasformazione interiore della coscienza, ciò che l’alchimia definisce con trasmutazione, il passaggio dal piombo all’oro, ma in senso evolutivo, non materiale.

6. Costruzioni in pietra Simile


Gli antichi Egizi e gli Incas/Pre-Incas, hanno costruito muri in pietra molto simili nel dettaglio, persino le escrescenze nelle pietre, I rigonfiamenti nell’intaglio sono simili, (vedi foto sopra).

Come si può spiegare questo, se non attraverso una origine comune?

7. Precisione e pietra


Gli antichi Egizi e gli Incas/Pre-Incas, creavano tagli di pietra molto precisi e molto simili nelle loro mura, tali che un pezzo di carta non può penetrare tra le pietre. Anche questo per le due civiltà simboleggia il tentativo di ottenere la perfezione, o la vicinanza alla perfezione, cercando di portare l’essere umano, più vicino alla nostra casa spirituale celeste e alla eterna fonte.

8.Porte Trapezoidali


Entrambe le civiltà Egizie e Incas/ Pre-Incas, costruirono portali a trapezio, a significare il progresso spirituale verso l’alto. Il trapezio è simile a un triangolo, che denota ascensione e trascendenza spirituale. Il portale trapezoidale viene utilizzato da molte culture antiche. Si riferisce ad una sorta di umanità futuristica, condizione umana già verificatasi in un lontano passato, quando la gente era calma e avevano raggiunto il nirvana, questo portale è il simbolo della saggezza che viene dall’alto, una tempo posseduta dai nostri antenati.


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, inserivano dei serpenti in modo simmetrico sopra l’ingresso trapezoidale delle porte dei loro templi. L’idea di bilanciare le energie opposte è ben rappresentata, tramite questi animali gemelli, in pose simmetriche equilibrate. Questa immagine degli “opposti bilanciati” sembra essere “l’idea” che viene insegnata all’interno dell’edificio, entrando attraverso queste porte.

9.Teschi Allungati


Entrambe le civiltà Eglizi Incas/Pre-Incas, allungavano i loro teschi e quelli dei loro figli, per affinare i loro sensi e migliorare la visione spirituale.

Questa pratica apparentemente bizzarra, non ha fatto sollevare le sopracciglia degli studiosi moderni, o non così tanto come si dovrebbe.

10.Gli Obelischi (con geroglifici)


Gli antichi Egizi e gli Incas/Pre-Incas, hanno costruito ed eretto obelischi sacri come dispositivi di profondo potere maschile, simboleggiando la fertilità, la nascita, la longevità, la forza. Avevano grande riverenza per gli obelischi: erano tra i luoghi più venerati.

11.I Templi a prova di terremoto.


Entrambe le Civiltà Egizia Incas/Pre-incas, hanno costruito edifici antisismici utilizzando lo stesso design inclinato verso l’interno, che ha resistito alla prova del tempo.

12.La Religione Solare


Egli e Incas/Pre-Incas, hanno usato il simbolismo solare come parte definitiva della loro religione, in modo quasi identico. In Egitto la divinità solare era Ra, in Perù la divinità solare era Inti. In entrambe le culture, la divinità solare, il Sole, è un simbolo dell’anima. Un eterno Sole divino. Significa che ognuno di noi in quanto è anche spirito, è parte di quel Sole Divino, e che volontariamente siamo incarnati nella materia, anche se ora abbiamo una sorta di amnesia del nostro vero Sé spirituale, perdendo temporaneamente la strada di casa.

13.Parallelismi del Simbolo Solare


Egizi e Incas/Pre-incas, usavano divinità animali in pose simmetriche, fiancheggiando un emblema solare centrale. Proprio come il sole stabilisce un perfetto equilibrio tra inverno ed estate, il freddo e le stagioni calde estreme, quindi è fondamentale per i nostri soli interni (il Sole simboleggia la nostra anima eterna , cioè il nostro Sé) per equilibrare le nostre energie positive e negative, esortando a tenere a bada, gli istinti, gli appetiti di varia natura ecc.. al fine di rimanere in equilibrio e in armonia con la natura.

14. Animali sulla fronte.


In entrambi i casi, Egizi e Incas/Pre-Incas, usavano motivi decorativi da inserire sulla fronte, per evocare il potere del Terzo Occhio.

Entrambe le culture avevano capito e sapevano, che possiamo creare uno stato di trance in cui possiamo “risvegliare” il nostro occhio interiore, o Terzo Occhio, un simbolo spirituale di illuminazione, esistente all’altezza della fronte, nell’intraciglio, come espressione della Ghiandola Pineale, esattamente dove l’animale attraversa i due mondi, immanente e trascendente.

15. Croce Simbolo (Chakana/ Ankh)


Eglizia e Incas/Pre-Incas, usavano motivi costruttivi a gradini, a simboleggiare la graduale ascesa dell’iniziato, il suo viaggio da uomo inferiore ad asceso. Come Roma non fu costruita in un giorno, allo stesso modo, non troverete il vostro “Cristo dentro” o il “Buddha dentro” in un giorno. L’ascensione richiede tempo e impegno.

16. “Il Trittico” Templi a tre porte (Indica la Stessa Religione)


Egizi e Incas/Pre-incas, costruirono gli stessi templi con un motivo Trittico. Il design Trittico è un fenomeno architettonico mondiale che abbellisce le facciate dei templi, e che simboleggia la stessa religione universale praticata in tutto il mondo antico. La religione si basa sullo stesso “equilibrio degli opposti”.

Le porte doppie esterne simboleggiano gli opposti (lato sinistro/destro, o temporanea poca consapevolezza dell’esistenza) mentre la porta centrale simboleggia il punto centrale dell’eternità, o Sé superiore centrato ed eterno).

Lo stile Trittico fu poi ereditato dai costruttori di cattedrali gotiche, i dalla massoneria.

17. Le chiusure metalliche


Le due Civiltà, Egizia e Incas/Pre-Incas, scolpivano pietre che venivano strettamente legate e montate con l’uso di fermagli metallici.

Quali sono le probabilità che questa tecnica si sia evoluta, in migliaia di anni di evoluzione umana, nello stesso esatto periodo di tempo dalle parti opposte del globo?

18. Il Dio Icon


Entrambe Egizi e Incas/Pre-Incas veneravano il Dio Icon, che è niente di meno che il crocifisso perduto dell’antica religione universale, non ancora documentato dagli studiosi. il simbolo del Dio Icon si trova ovunque in tutto il mondo antico, simboleggia l’essere umano perfetto.

19. Il Perfezionamento, degli edifici obliqui (a prova di terremoto)


Entrambi, sia Egizi che Incas/Pre-Incas, costruirono edifici simili, tombe inclinate e templi verso l’interno.

20.Bare e antropoide


Egizi e Incas/Pre-Incas, facevano bare antropomorfe ai loro defunti, progettate per il dio locale o l’eroe, che aveva sfidato la morte e che aveva vissuto per raccontarlo, come esempio da seguire, poiché noi tutti dobbiamo sfidare la morte (alla fine) per cercare e trovare la vera eternità.

21.Terzo Occhio o Cerchio Solare sulla fronte


Egizi e antichi Incas/Pre-Incas, raffiguravano il cerchio sulla fronte dell’uomo, indica dove è il Terzo Occhio. In seguito, secondo la mitologia greca e romana, fu accostato ad una razza primordiale di giganti, ognuno con un solo occhio in mezzo alla fronte.

22. Immagine Solare associata al cerchio a simboleggiare il Terzo Occhio


Egizi e Incas/Pre-Incas, decoravano il Terzo Occhio o con il cerchio, simboleggia l’immaginario del sole. Il Sole o Logos Solare, è come un occhio nei cieli, molte antiche civiltà raffiguravano il sole come un occhio, non solo gli egizi o gli Incas.

23.Simboli occhio unico



Egizi e Incas/ Pre-Incas, usavano associare, e raffigurare il Sole, ad un cerchio, o ad un occhio e viceversa. Entrambe le culture sapevano che il singolo Occhio o Terzo Occhio della Mente, vede il Sole interiore (Spirito interno).

24.Architettura megalitica

Egizi e Incas/Pre-Incas, costruirono i loro templi più importanti con pietre massicce ognuno del peso di centinaia di tonnellate.

25. Barche Reed


25.Entrambi Egizi e Incas/Pre-Incas, hanno costruito imbarcazioni di canne parallele.

26. Divinità Galleggianti


Egizi ed Incas/Pre-Incas, raffigurando divinità galleggianti.

27.Simboli fallici


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, raffiguravano con simboli fallici, associati la fertilità.

28.Spirali


Egizi e Incas/Pre-Incas, raffiguravano spirali per simboleggiare il nostro ingresso e l’uscita da mondi spirituali, a quelli materiali, mondi che comprendono entrambi i lati del nostro eterno essere.

29.Elaborati templi


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, progettavano costruzioni e templi dall’aspetto molto simile.

30.Serpenti simmetrici e bilanciamento


Egizi e Incas/Pre-Incas, usavano la simmetria in gran parte della loro arte, il bilanciamento sinistra-destra. Il serpente spesso era usato in pose simmetriche.

31. Artigianato da Maestro


Egizi e Incas/Pre-Incas usavano stili molto simili, per lavorare la pietra.

32. Arte e Simmetria


Entrambi le culture, Egizia e Incas/Pre-Inca, si sono concentrate in modo molto simile sulla simmetria e sul simbolismo definito esoterico.

33. Geroglifici e Arte


Egizi e Incas/Pre-Incas raffiguravano la divinità solare come un cerchio con un punto nel mezzo, che era anche un simbolo del Sé in entrambe le culture.

Le prove dell’esistenza di una antica civiltà che in un tempo remoto univa tutte le culture del pianeta, cioè il perduto continente di Atlantide è una realtà.

Le civiltà degli Incas ed Egizia ne sono la prova, poiché davvero e profondamente simili. Dopo aver scoperto molti di questi parallelismi, gli studiosi vittoriani credevano che le due culture fossero figlie della stessa cultura ancestrale, cioè quella cultura Madre che Platone chiamavaAtlantide.

Platone e alcuni storici classici, credevano all’esistenza di Atlantide, che questa antica civiltà sprofondò nell’oceano Atlantico, a seguito di una catastrofe, lasciando alle sue spalle avamposti su entrambi i lati dell’oceano Atlantico, conservando la cultura d’origine. Ne gli Egizia né gli Inca era in contatto l’uno con l’altro, ma tuttavia entrambi condivisero un patrimonio comune. Gli studiosi occidentali e le istituzioni accademiche hanno gravemente ignorato tutto questo, ma nel prossimo futuro non potranno più farlo, perché tutto sarà più chiaro e si paleserà apertamente.

Peggio ancora, stanno sopprimendo le prove che circondano tutto questo, (forse perché i poteri forti conoscono bene tutti questi paralleli, che porterebbero alla vera origine di tutte le civiltà, dell’umanità). Dobbiamo ricordare che questi paralleli egizi/Inca erano semplici da comprendere, come lo fu in passato per gli studiosi vittoriani.

Da queste prove, possiamo vedere come i paralleli, non solo sono stati ignorati dalle istituzioni accademiche occidentali, ma in molti casi addirittura soppressi.

Esiste un preciso Cover-Up accademico. Molti Archeologi e Storici fondamentalmente sono persone oneste e laboriose, svolgono un compito estremamente faticoso, come scovare reperti del nostro antico passato.

Il vero problema è che sono bloccati, in un particolare paradigma che vede la nostra società come l’apice e il culmine della storia umana, e non c’è niente di più sbagliato!

Essi considerano la storia come un processo evolutivo lineare, da uomo delle caverne alla civiltà altamente tecnologica di oggi, che nelle loro menti è quella “suprema”.

Sono al 100% bloccati in questa idea “evolutiva” di come, secondo loro, funziona la storia, e quindi è molto difficile per loro accettare che nel profondo passato remoto esisteva una civiltà o una Età D’oro dove erano molto più avanzati di noi, sia spiritualmente, psicologicamente e tecnologicamente, e che erano in grado di fare cose che noi non possiamo fare neanche con i mezzi più moderni. L’evoluzione culturale è la lente attraverso cui vediamo la nostra realtà, che ci fa respingere qualsiasi prova anomala, cercando di trovare spiegazioni plausibili per qualsiasi prova che non vive o non coincide con questo tipo di realtà.

C’è anche da dire che la professione dell’accademico e dello studioso è un lavoro, che fa parte di una più ampia struttura. Se si vuole ottenere un lavoro come “studioso” o “accademico”, chi vuole vedere pubblicati i propri lavori, o vincere borse di ricerca, o avanzare di carriera nella professione, è assolutamente necessario acquisire una “certa mentalità”, il che significa acquistare un certo paradigma.

Se non si acquisisce quel tipo di “mentalità”, (anche se è palesemente contro ogni buon senso) non sarà possibile essere assunti, e non si potrà fare oltre. Questo è il semplice motivo per cui la ricerca non va avanti, al contrario viene sempre più controllata e manipolata.

Ma controllata da chi? E perché?. Il Governo invisibile, controlla le principali istituzioni accademiche, i mass media, come gruppo elitario notevolmente ricco costituito da potenti famiglie, riesce a nascondersi con successo, insieme alle verità storiche e spirituali del nostro antico passato. L’obiettivo di questo gruppo è quello di mantenere un sistema globale segreto di tirannia economica e politica che i loro antenati stabilirono più di un secolo fa, una volta era chiamato il “governo invisibile” di influenti leader americani, ora è molto meno invisibile, anzi, non lo è più.

Più specificamente, questa élite nasconde il fatto che una volta esisteva una civiltà altamente sofisticata, “Golden Age” o età D’oro sulla terra, nella preistoria remota. Questa civiltà terminò bruscamente, abbracciando purtroppo valori involutivi auto-distruttivi che la portò alla catastrofe, come stiamo facendo nella nostra epoca, ma lasciando comunque dietro di se una dottrina spirituale potentemente avanzata, che fu poi ereditata dalle civiltà che conosciamo come Egizi, Maya, Atzechi ecc… 

Le prime culture antiche del mondo, praticavano questa dottrina spirituale, o religione universale tramite un processo, che dagli accademici vittoriani era chiamato Iper-diffusionismo.Termine che ha assunto un significato peggiorativo nel 20 ° secolo, da parte dei media dell’establishment e dal mondo accademico moderno.




Iper-diffusionismo: è la teoria secondo cui tutte le culture hanno origine da una cultura Dell’età dell’Oro. Gli Iper-rdiffusionisti non negavano l’evoluzione parallela come originaria da una più antica e grande civiltà nel corso della storia, e che tutte le culture originavano da una sola cultura, mentre oggi si vuole, ad ogni costo, far credere il contrario.

https://laconsapevolezza.wordpress.com/2014/01/28/i-collegamenti-stupefacenti-tra-gli-inca-e-la-cultura-egizia/
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Sapete perché le statue greche hanno il pene piccolo?





Ecco perché le statue greche hanno il pene piccolo. La ragione è più seria di quanto possa sembrare



Gli scultori dell'antica Grecia preferivano adornare le statue maschili con un pene piuttosto piccolo non certo per pudore o per paura di imbarazzare chi avrebbe ammirato l'opera d'arte. La ragione delle scarse dimensioni è molto più seria e si riferisce all'immagine simbolica dei giovani guerrieri: un pene grande poteva significare uno scarso controllo degli impulsi e l'incapacità di agire con moderazione.
"I greci associavano il pene piccolo e non eretto alla moderazione, una delle virtù principali del loro ideale di mascolinità", spiega al sito Quartz il professore di antichità classiche Andrew Lear, docente ad Harvard, Columbia e New York University e ora specializzato in storia dell'omosessualità.
"C'è un contrasto tra i genitali minuscoli senza erezione degli uomini ideali (eroi, dèi, atleti e così via) e il pene eretto e grosso dei Satiri (esseri mitici mezzi uomini e mezzi capra, ubriaconi e dediti alla lussuria selvaggia) e altri tipi di uomini non ideali. Le statue degli uomini molto anziani e decrepiti presentano spesso peni grandi".
Quartz cita un'altra esperta dell'antica Grecia che corrobora la teoria: "L'uomo ideale in Grecia era razionale, autorevole e intellettuale", ha scritto la storica Ellen Oredsson. "Poteva certamente fare molto sesso, ma questo non era colegato alla grandezza del suo pene. Le sue piccole dimensioni, invece, gli consentivano di rimanere freddo e razionale".


domenica 22 maggio 2016

Pazienti in punto di morte: "Vorrei non aver lavorato così tanto"


Un’infermiera rivela le 5 cose di cui tutti i pazienti si pentono poco prima di morire


L’articolo originale è stato scritto da Bronnie Ware, un’infermiera che per molti anni è stata responsabile delle persone che hanno scelto di morire in casa:


Per molti anni ho lavorato in cure palliative. I miei pazienti erano quelli che andavano a casa a morire. Abbiamo condiviso alcuni momenti speciali. Stavo con loro per le ultime 3-12 settimane di vita. La gente matura molto quando si scontra con la propria mortalità. 

Ho imparato a non sottovalutare la capacità di una persona di crescere. Alcuni cambiamenti sono stati fenomenali. Con ognuno di loro ho sperimentato una varietà di emozioni straordinaria. La speranza, il rifiuto, la paura, la rabbia, il rimorso, la negazione e, infine, l’accettazione. Tuttavia, ogni paziente ha trovato la pace prima di lasciarci.

Alla domanda su quali rimpianti avessero avuto o su qualsiasi altra cosa che avrebbero fatto in modo diverso, sono emersi alcuni argomenti costanti. 

martedì 3 maggio 2016

Shakespeare, un semi-analfabeta. Chi era il vero autore?

Nel corso della storia, moltissime persone sono morte senza che i loro meriti gli venissero riconosciuti dalle generazioni che le hanno seguite. Ma c’è anche una persona che rischia di aver fatto l’esatto contrario: ovvero, di avere ricevuto grandiosi onori nel corso della storia, senza esserseli minimamente meritati. Questa persona è William Shakespeare. Secondo molti storici, non fu affatto William Shakespeare a scrivere le monumentali opere che gli vengono attribuite, ma fu qualcun altro che utilizzò il suo nome, perché non voleva apparire pubblicamente come il reale autore di quelle opere. La questione shakespeariana esplose sul finire dell’ottocento, e tenne occupati diversi studiosi a livello mondiale per i primi due decenni del secolo scorso. Le motivazioni che portano a dubitare che sia stato Shakespeare a scrivere le opere che portano il suo nome sono diverse, ma si basano tutte su un assunto fondamentale: essendo nato, cresciuto e vissuto nel piccolo paesino di Stratford-upon-Avon – una cittadina dedita al commercio e alla pastorizia, ad un centinaio di chilometri da Londra – Shakespeare non poteva possedere la cultura letteraria e la conoscenza necessarie per scrivere le opere immortali che portano il suo nome.
Anzi, detto in termini più brutali, Shakespeare era un vero e proprio ignorante: non possedeva un solo libro, e sapeva a malapena scribacchiare la propria firma. Non esiste un solo documento storico che lo descriva come uno “scrittore”, mentre esistono Shakespearedocumenti da cui risulta che egli fosse un uomo d’affari, dedito alla compravendita di terreni e all’usura (difficile pensare che un usuraio possa avere lo stesso animo nobile di chi ha scritto “Romeo e Giulietta”). I testi shakespeariani inoltre rivelano una approfondita conoscenza della vita di corte, della nobiltà e dell’aristocrazia – tutte cose fuori dalla portata di un “commoner” come Shakespeare – mentre utilizzano spesso dei termini altezzosi e derisori proprio nel descrivere la classe sociale a cui Shakespeare apparteneva. Ma è dalla lettura stessa delle sue opere che si rivela la probabile falsità del suo presunto autore: il vocabolario dei testi shakespeariani utilizza oltre 20.000 parole, mentre nel linguaggio parlato dai commoners in quell’epoca il vocabolario era limitato ad un decimo circa di quella cifra.

giovedì 14 aprile 2016

La scuola trasforma i bambini in “servi utili” ?

Sicuramente vi ricordate il momento della consegna delle pagelle. Vi ricordate i voti?
Vi ricordate i giorni senza dormire per gli esami?
Tutto questo è il metodo che abbiamo seguito per istruirci, per molte generazioni.
Ci sono molte persone, molte voci che negli ultimi anni affermano che questo è ormai obsoleto che nella vita di oggi, con la capacità di conoscere che abbiamo sul palmo di una mano serve davvero trascorrere tanti anni a studiare e, soprattutto, a memorizzare?
Enrique De Vicente
Enrique De Vicente
Enrique De Vicente, direttore della rivista “Anno Zero” ci dice questo:
“Prima era un’educazione molto utilitarista, nata alla vigilia della rivoluzione industriale e destinata a trasformare i bambini in servi utili, cioè in carne da macello da inviare in guerra, nelle fabbriche.
Sappiamo che l’essere umano possiede una serie di capacità immense, immense!
Sappiamo che possiede una tremenda intelligenza innata, una tremenda creatività e cioò nonostante, siamo ridotti, la stragrande maggioranza di noi, a persone mediocri, con intelligenza limitata, con fiducia in noi stessi limitata. perchè?”.
Julius Ferreras
Julius Ferreras
Julius Ferreras, educatore e docente, aggiunge: “Voglio ricordare a tal proposito una frase famosa del grande Nelson Mandela, politico, che affermava: ‘L’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo’ .
E’ una realtà, vuol dire che chi controlla l’educazione controlla i cittadini.
Le forze che ci dominano vogliono creare cittadini che consumino, che continuino il cammino che avvantaggia pochi, per questo l’educazione è immensamente una rivoluzione.
La vera educazione è sempre una rivoluzione!
Il sistema educativo con cui tutti siamo stati educati è un sistema creato coscientemente per le risposte, è praticamente proibita la domanda.

sabato 2 aprile 2016

Bibliomotocarro, maestro in pensione crea una biblioteca itinerante per ragazzi


Bibliomotocarro, maestro in pensione crea una biblioteca itinerante per ragazzi
“Pronuncia sempre con riverenza questo nome – MAESTRO – che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo”. Così scriveva de Amicis nel suo più famoso romanzo Cuore, riferendosi alla figura del maestro Perboni.
Bibliomotocarro, maestro in pensione crea una biblioteca itinerante per ragazziNon c’è frase più adatta per raccontare la storia di Antonio La Cava, maestro elementare in pensione, che è riuscito a coronare il suo sogno: creare una biblioteca mobile per avvicinare i più giovani alla lettura, specialmente quelli che vivono in paesi dove queste strutture scarseggiano.
Ogni mese Antonio attraversa in lungo e in largo la sua amataBasilicata percorrendo più di 500 chilometri a bordo delBibliomotocarro, una vecchia Ape ristrutturata da lui che sembra uscita da un racconto fantastico: ai lati del veicolo ci sono due vetrine, attrezzate come degli scaffali di una biblioteca dove è possibile reperire circa 700 libri.
Ad annunciare il carretto dei libri, come nelle migliori tradizioni, il suono di un organetto. Nelle piazze lo aspettano i bambini. “Prendono in prestito i libri – ha raccontato Antonio a Buonenotizie.it – e si siedono su un gradino a sfogliarli. Si crea un’atmosfera magica”.
I libri di Antonio però hanno un’ulteriore particolarità! Il maestro infatti non mette a disposizione solo libri “scritti”, ma anche libri da scrivere, dove i bambini possono lasciare le proprie impressioni, raccontare le proprie storie, completare quelle degli altri, insomma diventare parte dell’esperienza della lettura.
Bibliomotocarro, maestro in pensione crea una biblioteca itinerante per ragazzi
“L’idea nacque a San Mauro Forte, un paesino della collina materana; con una quindicina di ragazzi della scuola secondaria di 1° grado eravamo intenti a scegliere ognuno il libro desiderato quando una fanciulla chiese: “Maestro, e se i libri li scrivessimo noi? Lì per lì rimasi sorpreso, ma nei giorni successivi ci pensai  molto e arrivai alla conclusione che c’era un bisogno diffuso non solo di raccontare, quanto di raccontarsi”, spiega La Cava.
E così acquistò 200 “libri bianchi” e li mise a disposizione dei suoi piccoli utenti. “Sono richiestissimi, i bambini scrivono quello che vogliono e, quando me lo restituiscono, il libro finisce nelle mani di altri bambini che continuano la loro storia o ne scrivono altre. E sono sempre meravigliose”.

venerdì 27 marzo 2015

I capelli sono un'estensione del sistema nervoso: ecco perchè gli indiani nativi li tenevano lunghi.

Del genocidio degli americani nativi i nostri libri di storia, scritti da chi ha compiuto i massacri, parlano marginalmente. Ci parlano della 'scoperta dell'America' come se fino a quel momento quelle terre non esistessero, in realtà l'America era li, e le popolazioni che la abitavano vivevano benissimo, senza le nostre ingerenze. Siamo andati a massacrarli, conquistarli, gli abbiamo strappato i terreni, e ci siamo impadroniti di quel bellissimo territorio, trasformandolo in una nazione guerrafondaia come gli States sono oggi. Ottimo lavoro...

Gli 'indiani nativi', le popolazioni americane, vengono descritte come selvagge, arretrate culturalmente, vogliono farci credere che abbiamo portato benessere e progresso in America, in realtà gli indigeni vivevano a contatto con la natura, con gli animali, e nel pieno rispetto di essi. Vivevano in simbiosi con Madre Natura e con la Terra. Non conoscevano depressione, stress, la vita era molto felice nelle tribù indiane. Avevano una spiritualità, e una consapevolezza che anche oggi noi occidentali nemmeno ci sogniamo!!! 

LaStella    

I CAPELLI? UN'ESTENSIONE DEL SISTEMA NERVOSO: ECCO PERCHE' GLI INDIANI LI TENGONO LUNGHI - Tradotto da Cristina Bassi - The living Spirit

Questa informazione è stata tenuta nascosta dal tempo della guerra in Vietnam. La nostra cultura porta le persone a pensare che i capelli siano una questione di preferenza personale, che la pettinatura sia una questione di moda e/o convenienza e che il modo in cui le persone tengono i loro capelli sia semplicemente una questione di cosmetica.   Tornando alla guerra del Vietnam, tuttavia, emerge un quadro completamente diverso, un quadro accuratamente celato e tenuto nascosto al grande pubblico.  All’inizio degli anni 90 Sally (nome di fantasia per proteggere la privacy) era sposata con uno psicologo che lavorava al VA Medical Hospital e che lavorava con veterani di combattimento che soffrivano di un disturbo da post stress traumatico: la piu’ parte di loro aveva servito in Vietnam.

indiano-e-capelli-lunghi2-772x1024 Sally: “Mi ricordo benissimo di una sera in cui mio marito tornò a casa portando con sé un raccoglitore ufficiale molto consistente. Dentro c’erano centinaia di pagine di certi studi commissionati dal governo. Era shockato dal suo contenuto. Quel che lesse in quei documenti cambio’ radicalmente la sua vita. Da quel momento in poi mio marito, conservatore di mezza età, lascio’ crescere i suoi capelli e barba senza piu’ tagliarseli. Ma on è tutto: il VA Medical Center glielo lascio’ fare ed altri uomini molto conservatori del suo staff seguirono il suo esempio. Quando lessi i documenti capii perché”. Sembra che durante la Guerra del Vietnam delle forze speciale nel dipartimento della Guerra avessero spedito degli esperti agenti segreti per setacciare le riserve degli Indiani d’America, alla ricerca di talent scouts, giovani forti addestrati a muoversi furtivamente in un aspro terreno . Cercavano soprattutto uomini con abilità di inseguimento eccellenti, quasi sovranaturali. Prima di essere avvicinati, di questi uomini selezionarti con cura, si aveva documentazione attestante che erano esperti in sopravvivenza ed inseguimento. Con le solite lusinghe, le frasi ammalianti d’uso per arruolare nuove reclute, si stilava una lista di alcuni di questi indiani abili nell’inseguimento,  dopodiché accadeva una cosa incredibile. Qualsiasi fosse il talento o l’abilità che essi possedevano nella riserva…improvvisamente queste sembravano scomparire misteriosamente, poiché recluta dopo recluta fallivano nel compito sul campo. Fallimenti nelle prestazioni  e seri accidenti portarono il governo a stipulare un contratto per un costoso test di queste reclute e questo fu cio’ che ne emerse:

mercoledì 25 febbraio 2015

Chi manovra la manipolazione delle coscienze? A proposito di “guerra all’Islam”


di Enrico Galoppini
Per distogliere noi italiani dall’unico vero problema che – in quanto comunità – dovrebbe interessarci, ovvero l’assenza di qualsivoglia sovranità, chi ci comanda se ne inventa di tutti i colori per spaventarci, raggirarci e ridurci all’immobilismo.
A ondate periodiche – e per un periodo di tempo più o meno limitato – esiste sempre un qualche nuovo “grave problema” che deve occupare i nostri pensieri. Problemi fasulli, inventati di sana pianta, o ingigantiti, o sfruttati dopo aver contribuito a crearli. O un insieme di tutto questo.
L’ultimo di questi terribili pericoli sbattuti in tutte le case da quella macchina infernale d’imbonimento collettivo che sono le televisioni ed i giornali che escono in edicola è l’ISIS. Che ha preso il posto, nella mente dei tele-sudditi, della terrificante “al-Qa’ida”.
Il “pericolo-ISIS” è stato studiato bene, come ho già spiegato in un altro articolo.
isis_colosseoDovevamo infatti arrivare alla fase del “pericolo interno”, delle “quinte colonne” che vivono tra noi; e a quella dell’invasione, che è esattamente l’argomento dei video che ritraggono il “jihadista” di turno di stanza in Libia mentre punta dritto al Vaticano o al Colosseo.
E nel frattempo veniamo ‘intrattenuti’ con la “crisi”, lo spread, “la casta”, l’inchiesta “Roma capitale”, i tifosi del Feyenoord, il “Jobs Act”, i “femminicidi”, “l’emergenza sicurezza”, la Mafia, le “coppie di fatto”, “il crescente antisemitismo”, Tsipras, Pompei, Schettino, il trans con la barba eccetera. Una valanga inarrestabile di armi di dissuasione di massa, come le ha definite qualcuno, il cui unico e convergente scopo è quello di gettare una spessa cortina fumogena tra noi e quelli che ci comandano per davvero.

lunedì 23 febbraio 2015

6 Grandi Illusioni che Imprigionano in Matrix

schiavitù, illusionedi Sigmund Fraud
Traduzione di Anticorpi.info

"In prigionia, le illusioni possono dare conforto."
Nelson Mandela

Affinché un gioco di prestigio riesca a ingannare un pubblico, è necessario che il trucco sia invisibile, e a tal fine il prestigiatore suscita nello spettatore uno stato di sospensione dell'incredulità.

Lo stato di sospensione dell'incredulità nell'illusione è spesso più confortante dello scoprire i segreti del prestigiatore.

Ebbene, noi viviamo in un mondo di illusioni. Molte delle preoccupazioni che ci occupano la mente e delle attività che riempiono le nostre giornate scaturiscono da impulsi che ci richiedono di diventare qualcuno o qualcosa di diverso da ciò che siamo. Non è un caso. Data la programmazione mentale funzionale alla cultura aziendale-consumista che oggi domina la razza umana, siamo indotti ad accettare alcuni aspetti della società come verità intoccabili, e a credere che alcuni modi di essere e agire siano più giusti rispetto a molti altri. 

Gli psicopatici al potere depotenziano gli individui in questo modo. Ci impediscono di vedere il quadro d'insieme erigendo barriere fatte di suggestioni e modelli assoluti che mirano a frantumare l'autostima e la fiducia nel futuro. 

Il venerato e sfuggente artista di strada Bansky, una volta ha commentato:
"Questa gente sta lì per prendervi per il culo. Disprezzano la vostra vita, vi assestano un colpo basso e poi spariscono. Svettano sulle cime dei palazzi per farvi sentire minuscoli. Fanno commenti irriverenti dalle fiancate degli autobus, commenti che implicano che non siete abbastanza sexy e che il vero divertimento sia altrove, lontano da voi sfigati. Usano la televisione per fare sentire inadeguate le vostre donne. Usano le tecnologie più avanzate per prendervi per il culo. Sono i pubblicitari, e ridono di voi."
Banksy

IL CONTRATTO - video + testo integrale ita


Video di Chiara Lyn e Mason James 


Il Contratto che firmiamo ogni mattina tacitamente...
A prescindere dalle nostre convinzioni o idee politiche, il sistema messo in moto nel nostro mondo "libero", si basa sul tacito accordo di un contratto con ciascuno di noi che a grandi linee espongo:
1) IO ACCETTO la competizione come base del nostro sistema, anche se mi rendo conto che questa operazione genera frustrazione e rabbia alla maggior parte dei perdenti.
2) IO ACCETTO di essere umiliato o sfruttato a condizione che mi permettano di umiliare o di sfruttare un altro che occupi un posto inferiore nella piramide sociale.
3) IO ACCETTO l'esclusione sociale degli emarginati, dei disadattati e dei deboli perché considero che il peso che la società può accollarsi ha i suoi limiti.
4) IO ACCETTO di pagare le banche affinché loro investano il mio stipendio secondo la loro convenienza e che non mi diano nessun dividendo dei loro giganteschi guadagni (guadagni che serviranno per aggredire i paesi poveri, fatto che accetto implicitamente). Accetto anche che mi si applichi un alto tasso d'interessi per prestarmi denaro, denaro che proviene esclusivamente da altri clienti.
5) IO ACCETTO di congelare o di buttare tonnellate di cibo così le borse non crollano, invece di offrirlo ai bisognosi e di permettere ad alcune centinaia di migliaia di persone di non morire ogni anno.
6) IO ACCETTO che sia illegale mettere fine alla tua vita velocemente, invece tollero che si faccia lentamente inalando o ingerendo sostanze tossiche autorizzate dai governi.
7) IO ACCETTO che si faccia la guerra per far regnare la pace. Accetto che in nome della pace, la prima spesa degli Stati sia per la difesa. Accetto che i conflitti siano creati artificialmente perché si disfino degli stock di armi e così permettere all'economia mondiale di continuare a crescere.
8) IO ACCETTO l'egemonia del petrolio nella nostra economia anche se è un'energia molto costosa e inquinante e sono d'accordo d'impedire qualsiasi intento di sostituzione se si svelasse che abbiamo scoperto un mezzo gratuito e illimitato di produrre energia. Accetto che sia la nostra perdizione.
9) IO ACCETTO che si condanni l'assassinio di un altro umano, almeno che i governi decidano che è un nemico e mi spingano ad ucciderlo.
10) IO ACCETTO che si divida l'opinione pubblica creando partiti di destra e di sinistra che avranno come passatempo la lotta tra di loro facendomi credere che il sistema sta andando avanti. Inoltre accetto ogni tipo di divisione possibile purché quelle divisioni mi permettano di focalizzare la mia rabbia sui nemici stabiliti, quando si sbandierano le loro foto davanti ai miei occhi.
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