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lunedì 6 giugno 2016
CHI CONTROLLA I MEDIA ?
DI MICHAEL SNYDER
theeconomiccollapseblog.com
Sei aziende enormi controllano i media. Ogni americano consuma circa 10 ore di programmazione al giorno
Se si consente a qualcuno di bombardare la propria mente con ore ed ore di “programmi” ogni giorno, è inevitabile che ciò andrà ad influire sulla propria visione del mondo. Oggi negli USA il cittadino medio consuma all’incirca 10 ore al giorno tra informazione, news ed intrattenimento, e ci sono 6 enormi aziende di media che controllano in modo schiacciante il mercato. Si stima infatti che all’incirca il 90% della programmazione che colpisce quotidianamente la nostra mente provenga da esse, che sono certamente controllate dall’elite mondiale. Può esserci dunque qualche speranza per il nostro paese fino a quando la stragrande maggioranza della popolazione resta connessa di continuo in questa enorme “matrix della propaganda”?
Pensiamo solamente al nostro comportamento. Anche mentre uno legge quest’articolo potrebbe tenere la televisione accesa in sottofondo oppure ascoltare della musica. Molti di noi sono letteralmente diventati dipendenti dai media. Infatti vi sono persone là fuori che provano disagio fisico se tengono tutto spento e si trovano in un silenzio perfetto.
Si dice che se assimili spazzatura, emetterai spazzatura. Sono le cose che facciamo regolarmente che definiscono chi siamo, e così se uno nutre la propria mente ogni giorno con ore ed ore di “programmazione” dalle grandi corporations dei media, questo avrà un effetto plateale su chi diventerà alla fine.
Queste corporation monolitiche influenzano realmente l’agenda delle cose su cui si concentra la nostra attenzione. Per esempio, quando uno parla con la propria famiglia, con i propri amici o colleghi, di cosa parla di preciso? Se uno è come la maggior parte delle persone, uno potrebbe parlare di ciò che accade e che sente nelle news, di un programma televisivo visto la sera prima, o di qualche evento sportivo in corso.
Tutte queste news e programmi sono in teoria controllate dall’elite in virtù dei proprietari di queste gigantesche aziende di media.
Voglio condividere con voi alcune cifre alle quali pare difficile credere. Sono tratte dal Total Audience Report della Nielsen e ci mostrano quante news e programmi vengono fruiti ogni giorno dall’ americano medio…
Guardare la televisione: 4h, 32m
Guardare eventi televisivi in differita : 30 m
Ascoltare la radio: 2h, 44m
Usare uno smartphone: 1h, 33m
Usare internet o un computer: 1h, 6m
Se uno mette insieme questi numeri, viene fuori un totale di più di 10 ore.
E bisogna tenere presente che andare al cinema, usare videogiochi e leggere libri sono comportamenti che non sono nella lista.
Cosa mai stiamo facendo a noi stessi?
La combinazione tra il guardare la televisione, e guardare programmi in differita, ammonta da sola a più di 5 ore.
Se uno espone la propria mente a cinque ore di programmi tv giorno dopo giorno, questi gli cambieranno la mente. Ciò è fuori discussione. Uno può anche pensare di essere abbastanza forte per resistere a questo bombardamento, ma la realtà è che ciò incide su tutti noi in modi impercettibili che non sempre possiamo comprendere.
Come ho accennato sopra, ci sono solo sei enormi aziende che contano per quasi tutta la programmazione che riceviamo attraverso la televisione. Sotto c’è un elenco di queste sei aziende con una campionatura dei diversi media che esse posseggono…
Comcast
NBC
Telemundo
Universal Pictures
Focus Features
USA Network
Bravo
CNBC
The Weather Channel
MSNBC
Syfy
NBCSN
Golf Channel
Esquire Network
E!
Cloo
Chiller
Universal HD
Comcast SportsNet
Universal Parks & Resorts
Universal Studio Home Video
The Walt Disney Company
ABC Television Network
ESPN
The Disney Channel
A&E
Lifetime
Marvel Entertainment
Lucasfilm
Walt Disney Pictures
Pixar Animation Studios
Disney Mobile
Disney Consumer Products
Interactive Media
Disney Theme Parks
Disney Records
Hollywood Records
Miramax Films
Touchstone Pictures
News Corporation
Fox Broadcasting Company
Fox News Channel
Fox Business Network
Fox Sports 1
Fox Sports 2
National Geographic
Nat Geo Wild
FX
FXX
FX Movie Channel
Fox Sports Networks
The Wall Street Journal
The New York Post
Barron’s
SmartMoney
HarperCollins
20th Century Fox
Fox Searchlight Pictures
Blue Sky Studios
Beliefnet
Zondervan
Time Warner
CNN
The CW
HBO
Cinemax
Cartoon Network
HLN
NBA TV
TBS
TNT
TruTV
Turner Classic Movies
Warner Bros.
Castle Rock
DC Comics
Warner Bros. Interactive Entertainment
New Line Cinema
Sports Illustrated
Fortune
Marie Claire
People Magazine
Viacom
MTV
Nickelodeon
VH1
BET
Comedy Central
Paramount Pictures
Paramount Home Entertainment
Country Music Television (CMT)
Spike TV
The Movie Channel
TV Land
CBS Corporation
CBS Television Network
The CW (along with Time Warner)
CBS Sports Network
Showtime
TVGN
CBS Radio, Inc.
CBS Television Studios
Simon & Schuster
Infinity Broadcasting
Westwood One Radio Network
Per fortuna questi enormi conglomerati non hanno la stessa presa su internet, ma si inizia ad intravedere un massiccio processo di consolidamento anche nel mondo del web. Controllate solo questi numeri …
Complessivamente, i 10 più grandi editori – che possiedono assieme circa 60 siti di news – comprendono circa il 47% del traffico di news nell’ultimo anno, ed altri 140 editori online compongono l’ultima metà, secondo SimilarWeb.
Il più grande editore di news online per il pubblico Usa era MSN, proprietario di MSN.com, con circa 27 miliardi di pagine visibili tra pc e mobile, seguito da Disney Media Networks, proprietario di ESPN ed ABC News, ocn 25.9 miliardi.
La battaglia per il futuro di questa nazione è una battaglia per i cuori e le menti degli individui.
Ed è difficile credere che le cose possano andare diversamente fino a quando molti di noi alimenteranno volontariamente i propri cuori e le proprie menti con ore ed ore di “programmi” controllati dall’elite ogni giorno.
La buona notizia è che vi sono segnali di risveglio. Più americani che mai stanno diventando critici verso i media mainstream, e questo si può vedere negli ultimi sondaggi. Qui un esempio…
La fiducia nelle notizie dei media viene erosa dalla percezione di inaccuratezza e faziosità, in parte alimentata dallo scetticismo degli americani riguardo a ciò che leggono sui social media.
Solo il 6% delle persone dice di avere molta fiducia nei media, ponendo la fabbrica delle notizie sullo stesso piano del Congresso e e ben al di sotto della fiducia accreditata ad altre istituzioni.
Mentre gli americani ( ed anche le persone in tutto il mondo) hanno perso la loro fiducia nei media mainstream, essi si sono messi alla ricerca di fonti alternative di informazione ed intrattenimento. Ciò ha spinto enormemente la crescita dei media alternativi, e le dozzine di siti su tutto il web nei quali verrà pubblicato questo articolo sono un esempio di questa esplosione.
Tu puoi rendere schiave le persone a lungo. Ma alla fine, esse vorranno rompere le catene che le tengono imprigionate e vorranno trovare la verità.
In questi giorni ed in quest’epoca è un imperativo assoluto che tutti imparino a pensare per se stessi. Se voi pensate di essere ancora dipendenti dalla “programmazione” che i giganti dei media vi propinano, vi inviterei a cominciare a disconnettervi più spesso da questa matrix .
Alla fine sarete contenti di averlo fatto.
Michael Snyder
Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com/
Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/6-giant-corporations-control-the-media-and-americans-consume-10-hours-of-programming-a-day
26.05.20216
Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di VALENTINO FANCELLO
venerdì 27 marzo 2015
11 Settembre: La maggioranza dei cittadini crede ancora alle favole del governo
A distanza di 14 anni dalla tragedia delle twin towers, è incredibile come nonostante siano emersi moltissimi elementi che dimostrano in modo netto ed inequivocabile che la ''versione ufficiale'' raccontata dal governo americano non regge, la maggioranza delle persone ancora dubitano che sia stato un false flag.
Certo, appare inconcepibile, da certi punti di vista. Difficile credere che la follia umana arrivi a tanto.
"Basterà mantenere i piccoli segreti. Per quelli grandi ci proteggerà l'incredulità della gente" (cit)
GUARDATEVI IL DOCUMENTARIO "11 SETTEMBRE LA NUOVA PEARL HARBOR... DI MASSIMO MAZZUCCO... nessuna "teoria complottista" solo una seria disamina della vicenda. FATTI E PROVE e non "teorie". Lo trovate qui
Sappiate che MIGLIAIA DI ARCHITETTI ED INGEGNERI si sono riunioni nell'associazione "architects and engineers for 911 truth" (architetti ed ingegneri per la verità sull'11settembre) vedi http://www.ae911truth.org/
Poi c'è l'associazione dei familiari delle vittime che chiede verità e giustizia: e molte famiglie non hanno aderito solo perché hanno ottenuto cospicui risarcimenti per la morte del familiare, si sono fatti convincere dalle onorificenze ricevute dal governo, etc. e non concepiscono che le cose siano potute andare diversamente
Staff nocensura.com
Fonte: nocensura.com
Certo, appare inconcepibile, da certi punti di vista. Difficile credere che la follia umana arrivi a tanto.
"Basterà mantenere i piccoli segreti. Per quelli grandi ci proteggerà l'incredulità della gente" (cit)
GUARDATEVI IL DOCUMENTARIO "11 SETTEMBRE LA NUOVA PEARL HARBOR... DI MASSIMO MAZZUCCO... nessuna "teoria complottista" solo una seria disamina della vicenda. FATTI E PROVE e non "teorie". Lo trovate qui
Sappiate che MIGLIAIA DI ARCHITETTI ED INGEGNERI si sono riunioni nell'associazione "architects and engineers for 911 truth" (architetti ed ingegneri per la verità sull'11settembre) vedi http://www.ae911truth.org/
Poi c'è l'associazione dei familiari delle vittime che chiede verità e giustizia: e molte famiglie non hanno aderito solo perché hanno ottenuto cospicui risarcimenti per la morte del familiare, si sono fatti convincere dalle onorificenze ricevute dal governo, etc. e non concepiscono che le cose siano potute andare diversamente
Staff nocensura.com
A distanza di 14 anni dalla tragedia delle twin towers, è incredibile come nonostante siano emersi moltissimi elementi...
Posted by Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com on Venerdì 27 marzo 2015
Fonte: nocensura.com
lunedì 2 marzo 2015
I 10 esperimenti sugli esseri umani più diabolici della storia
Di Matteo Rubboli - vanillamagazine.it
La sperimentazione e la ricerca sugli esseri umani è una pratica che si svolge da tempo immemore, e ha visto una proliferazione importante a causa della condizione di prigionia e di schiavitù di una ì parte della popolazione mondiale durante i secoli passati. Alcuni degli esperimenti più diabolici di cui siamo a conoscenza sono stati svolti durante il secolo scorso, da una serie di persone che non hanno avuto alcun rispetto per la dignità dell’essere umano trattando milioni di persone come carne da macello. Questa lista ci fa comprendere appieno quanto ancora sia necessario lavorare sulla coscienza comune per riuscire a definire l’uomo un essere “civile”.
10. L’esperimento della prigione di Stanford
L’esperimento della prigione di Stanford fu uno studio psicologico di risposta umana alle condizione di prigionia e dei suoi effetti sulle persone in cattività e sui carcerieri. L’esperimento si svolse nel 1971 e fu condotto da un team di ricercatori guidato dallo psicologo Philip Zimbardo della Stanford University. Alcuni studenti volontari svolsero i ruoli di guardie e prigionieri, in una finta prigione in un seminterrato vicino all’università. I prigionieri e i carcerieri si abituarono velocemente ai propri ruoli, e uno degli aspetti che era previsto era il crearsi di situazioni potenzialmente pericolose dal punto di vista psicologico per guardie e carcerati.
Dopo un brevissimo periodo, un terzo delle guardie fu ritenuta responsabile di “veri” comportamenti sadici, e molti prigionieri rimasero traumatizzati, e due di loro dovettero essere allontanati dopo pochissimo tempo dall’avvio dell’esperimento a causa di gravi ripercussioni immediatamente visibili. Infine, Zimbardo, allarmato per il comportamento sempre più crudele dei propri studenti, terminò l’esperimento poco tempo dopo che era cominciato.
9. The Monster Study
The Monster Study fu un esperimento concernente la balbuzie su 22 bambini orfani di Davenport, in Iowa, condotto nel 1939 da Wendell Johnson della University of Iowa. Johnson scelse uno dei suoi studenti, Mary Tudor, per condurre l’esperimento, supervisionandone la ricerca. Dopo che aveva diviso i bambini in due gruppi di studio, la Tudor lodò la metà dei bambini per la fluidità dei loro discorsi, e sminuì i bambini dell’altro gruppo per le loro imperfezioni lessicali asserendo che fossero balbuzienti. I bambini che ricevettero terapie negative riguardo la logopedia soffrirono di problemi psicologici e di linguaggio per tutta la vita, mentre gli altri si svilupparono in modo normale.
giovedì 26 febbraio 2015
Mattarella in tram: ecco quanto ci è costato! Altro che risparmio...
Il nuovo Presidente della Repubblica, che ha iniziato il mandato in Fiat Panda, molto sobriamente, durante la visita a Firenze ha utilizzato la Tramvia: ed i giornali lo hanno osannato, come fosse stato il gesto del secolo: in realtà si tratta di una trovata propagandistica con costi elevatissimi: GUARDA IL VIDEO!
PS: la Tramvia è un'opera voluta da Renzi e contestata da molti fiorentini. Quale migliore spot che farla utilizzare niente di meno che dal Presidente? Meditate italiani... non fatevi fregare!
La Tramvia? Se Mattarella viaggiava il Limousine ci sarebbe costato meno! FONTE
mercoledì 25 febbraio 2015
Chi manovra la manipolazione delle coscienze? A proposito di “guerra all’Islam”
di Enrico Galoppini
Per distogliere noi italiani dall’unico vero problema che – in quanto comunità – dovrebbe interessarci, ovvero l’assenza di qualsivoglia sovranità, chi ci comanda se ne inventa di tutti i colori per spaventarci, raggirarci e ridurci all’immobilismo.
A ondate periodiche – e per un periodo di tempo più o meno limitato – esiste sempre un qualche nuovo “grave problema” che deve occupare i nostri pensieri. Problemi fasulli, inventati di sana pianta, o ingigantiti, o sfruttati dopo aver contribuito a crearli. O un insieme di tutto questo.
L’ultimo di questi terribili pericoli sbattuti in tutte le case da quella macchina infernale d’imbonimento collettivo che sono le televisioni ed i giornali che escono in edicola è l’ISIS. Che ha preso il posto, nella mente dei tele-sudditi, della terrificante “al-Qa’ida”.
Il “pericolo-ISIS” è stato studiato bene, come ho già spiegato in un altro articolo.
E nel frattempo veniamo ‘intrattenuti’ con la “crisi”, lo spread, “la casta”, l’inchiesta “Roma capitale”, i tifosi del Feyenoord, il “Jobs Act”, i “femminicidi”, “l’emergenza sicurezza”, la Mafia, le “coppie di fatto”, “il crescente antisemitismo”, Tsipras, Pompei, Schettino, il trans con la barba eccetera. Una valanga inarrestabile di armi di dissuasione di massa, come le ha definite qualcuno, il cui unico e convergente scopo è quello di gettare una spessa cortina fumogena tra noi e quelli che ci comandano per davvero.
L’ex uomo Cia: giornalisti, vi bevete proprio tutte le bufale
Giornalisti, ma perché ve le bevete proprio tutte, le bufale che vi propina il potere? La notizia è che a domandarlo non è un reporter d’inchiesta, ma un ex dirigente della Cia, Raymond McGovern, per anni a capo del “National Intelligence Estimates”, uno dei massimi organismi dell’agenzia di Langley. Marcello Foa lo ha incontrato in un recente dibattito pubblico a Firenze. Oggi, McGovern «è uno dei più arcigni difensori delle libertà civili e implacabile critico delle politiche della Casa Bianca, sia di George W. Bush sia di Barack Obama». Foa condivide al 100% la sua analisi: «Oggi la stampa non svolge il proprio ruolo di cane da guardia della democrazia, semmai è vero il contrario: troppo compiacente, troppo schierata, troppo pavida nei momenti in cui bisognerebbe essere coraggiosi. Si beve tutte le bufale degli spin doctor». Ovvio che l’opinione pubblica sia sempre più indifesa: non viene solo disinformata, viene anche puntualmente depistata non appena il Palazzo teme che qualche verità scomoda possa venire a galla.
Viviamo immersi in un mare di notizie false, di mezze notizie manipolate, di notizie taciute. Nel suo blog sul “Giornale”, Foa ricorda come la Troika abbia appena «piegato la Grecia anche grazie alle sottili pressioni di Sarkozy». L’ex presidente
francese, avendo avuto accesso alla lista dei clienti “Hsbc” trafugata a Ginevra da Hervé Falciani, sapeva che la madre dell’allora premier Papandreu, socialista, possedeva un conto non dichiarato da 500 milioni di euro. «Diciamola tutta: fu un complotto, di cui naturalmente nessuno era a conoscenza». L’ex ministro del Tesoro americano, Tim Geithner, ha ammesso che nel 2011 Berlusconi fu disarcionato in seguito a una cospirazione. In Ucraina, continua Foa, un anno fa la verità sulla cosiddetta rivolta di Piazza Maidan «è stata ampiamente aggiustata a fini mediatici, oltre che ovviamente politici, presentando quello che di fatto era un golpe sotto le sembianze molto più confortevoli della commovente e pacifica rivoluzione di piazza e tacendo sul pesante, decisivo coinvolgimento di forze paramilitari neonaziste».
martedì 24 febbraio 2015
IL SERVIZIO DI HOLLYWOOD ALL'IMPERO
counteropunch.org
“Propaganda, stereotipi e disonestà spudorata”.
Ecco come ha definito gli Oscar in un articolo del 2010 (“Perchè gli oscar sono una truffa” ), il giornalsta australiano John Pilger. Dopo la la premiazione avvenuta la scorsa notte, una disamina lucida e impietosa della più "grande macchina dei sogni" planetaria.
La funzione dei media mainstream di trasmettere ideologia e propaganda al servizio di coloro che sono in cima al governo e alle interconnesse strutture dell'impero e della diseguaglianza non è affatto limitata ai TG.
Altrettanto importanti a tale scopo, se non di più, sono i media dedicati all'intrattenimento, tra cui - di particolare interesse alla vigilia del Premio Oscar 2015 - l'industria cinematografica statunitense.
Lungi dal limitare la loro capacità d'influenzare i cuori e le menti verso deviazione, distrazione e infantilizzazione di massa in puro stile Aldous Huxley, i film USA (come peraltro le sit-com televisive, le fiction e i videogiochi) sono ricchi di contenuto politico e ideologico Orwelliano.
I cittadini americani non assistono semplicemente ad uno spettacolo quando si siedono davanti ai quasi 40.000 schermi cinematografici. Subiscono anche la propaganda di un'industria i cui proprietari e dirigenti sono profondamente orientati a compiacere le citate gerarchie.
Molti americani troverebbero strano pensare ai loro cinema rionali come siti di propaganda. Ma più di 65 anni fa, la concezione dei film americani come strumenti di questo tipo era difficilmente discutibile dalla destra Maccartiana determinata ad eliminare i "comunisti" da Hollywood. Come spiegò Bennett C. Clark al processo di appello per motivare la conferma della condanna di dieci sceneggiatori e registi di Hollywood che si erano rifiutati di "confessare l'adesione attuale o passata" al partito comunista nel 1949, la cinematografia gioca "un ruolo fondamentale" come "un potente mezzo di diffusione della propaganda" (citato da Ellen Schrecker, Many are the Crimes: McCarthyism in America , [Molti sono i Crimini: il Maccartismo in America], Boston 1998, pag 328).
domenica 8 febbraio 2015
ISIS: lo avevamo detto subito che Obama non li avrebbe colpiti (seriamente)
#ISIS: quando iniziò il teatrino - ovvero quando i media iniziarono a parlarne, a causa delle barbarie commesse contro cristiani, yazidi e musulmani sciiti - poche settimane dopo la pantomima della proclamazione a Califfo di Al Baghdadi (interrompendo un silenzio generale durato 2 anni che ha permesso agli jihadisti di assumere il controllo di metà Iraq e Siria) Obama prometteva di "colpire il califfato", e questo indusse molte persone e anche blogger di contro-informazione a credere che gli USA intendessero sfruttare la situazione per dichiarare una nuova guerra; ma l'intento non poteva essere quello, visto che gli USA avevano abbandonato l'Iraq da pochi mesi, lasciando il paese nelle mani di un traballante governo fantoccio, che non è riuscito a fronteggiare le aggressioni di poche migliaia di islamisti, ritirandosi e lasciando nelle loro mani armi e soldi.
Obama ciarlava di "creare una coalizione" e di "colpire duramente i terroristi" e noi, in controtendenza anche rispetto agli altri blogger, affermammo che GLI USA NON AVREBBERO COLPITO, o meglio si sarebbero limitati a operazioni di facciata.
"Gli attacchi USA ai terroristi ISIS? Operazione di facciata!"
http://www.nocensura.com/2014/08/gli-attacchi-usa-ai-terroristi-isis.html - del 9 Agosto 2014
Sin dai primi di Giugno 2014 Obama affermava di "valutare azioni militari contro ISIS" http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/iraq-gli-aerei-usa-potrebbero-colpire-in-meno-di-24-ore-PN_20140613_00089.shtml - sembravano pronti a colpire da un momento all'altro, invece hanno consentito agli jihadisti di conquistare a suon di barbarie importanti città irachene come Mosul, nella quale hanno svaligiato anche la Banca Centrale, impossessandosi di MILIARDI di dollari in oro, preziosi, valuta di varie nazioni.
Gli USA colpiranno il califfato degli orrori ISIS?
http://www.nocensura.com/2014/08/gli-usa-colpiranno-il-califfato-degli.html
Altro che l'ISIS... gli Usa avrebbero voluto colpire Assad, e se lo avessero fatto oggi la situazione sarebbe molto più grave!
http://www.nocensura.com/2014/08/isis-se-gli-usa-avessero-attaccato.html - Gli hanno attribuito anche l'impiego di armi chimiche, per avere la scusa per colpire la Siria; per fortuna la Russia è intervenuta dimostrando che ad usare gli aggressivi chimici furono i "ribelli moderati" armati e finanziati dall'occidente... (che probabilmente gli ha fornito anche le armi chimiche per mettere in scena la 'false flag'...)
Staff nocensura.com
LEGGI ANCHE:
"La falsa guerra all'ISIS (che dilaga) e quella vera in Palestina"
http://www.nocensura.com/2015/02/la-falsa-guerra-allisis-che-dilaga-e.html (vedi approfondimenti allegati all'articolo)
Fonte: nocensura
venerdì 6 febbraio 2015
L'esercito UK arruola migliaia di 'Facebook Warriors' per disinformare
Dopo gli influencer arruolati dall'UE per contrastare gli euroscettici, anche l'esercito inglese sta preparando un "battaglione virtuale" di 1.500 uomini per influenzare le opinioni sui social network.
Come mai se ne occupano i militari e non una normale agenzia di comunicazione e marketing? Viene da chiedersi. Ebbene con i militari possono imporre il "segreto" sulle attività svolte, forti di una legge che punisce duramente chi rivela questioni segretate. Utilizzando personale civile invece sarebbe difficile, o meglio impossibile evitare fughe di notizie: e questo deve fare riflettere sulla natura di questo gruppo...
Staff nocensura.com
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Ecco il 77° Battaglione: l'esercito britannico sta mobilitando 1500 'Facebook Warriors' per diffondere la disinformazione Tornerà in vita una delle più discusse unità delle forze speciali inglesi della seconda guerra mondiale.
Come mai se ne occupano i militari e non una normale agenzia di comunicazione e marketing? Viene da chiedersi. Ebbene con i militari possono imporre il "segreto" sulle attività svolte, forti di una legge che punisce duramente chi rivela questioni segretate. Utilizzando personale civile invece sarebbe difficile, o meglio impossibile evitare fughe di notizie: e questo deve fare riflettere sulla natura di questo gruppo...
Staff nocensura.com
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di Michael Krieger
Ecco il 77° Battaglione: l'esercito britannico sta mobilitando 1500 'Facebook Warriors' per diffondere la disinformazione Tornerà in vita una delle più discusse unità delle forze speciali inglesi della seconda guerra mondiale.
L'esercito britannico farà rivivere una delle più controverse unità delle forze speciali della seconda guerra mondiale, i Chindits, sotto forma di una nuova generazione di "guerrieri di Facebook" che scateneranno complesse e segrete campagne sovversive di (dis)informazione.
- Dal recente articolo di FT: "L'esercito riporta in vita i Chindits come guerrieri di Facebook per un attacco ingegnoso".
Preparatevi: i social media stanno per diventare molto più pericolosi di quanto sono già. Fate molta attenzione nel saltare a conclusioni, pensate sempre con la vostra testa e usate il vostro miglior buon senso. Le operazioni psicologiche (psy ops) del governo stanno per intensificarsi.
Il blog tecnologico Gizmodo ha riportato quanto segue:
mercoledì 4 febbraio 2015
Video ISIS: le ombre dimostrano che il video è stato girato in studio
Le ombre dei prigionieri non sono naturali: non sono prodotte dalla luce solare, ma da due distinte fonti luminose, poste ai lati. Lo sfondo probabilmente è stato aggiunto in post produzione. Che il video sia stato prodotto da ISIS o meno, certamente è stato girato in uno studio televisivo.
E' talmente evidente la discrepanza delle ombre, che persino ANSA ha ipotizzato che sia stato girato in uno studio.
Redazione Informatitalia
domenica 25 gennaio 2015
Spegnete la tv, non comprate i giornali di regime e informatevi sui siti alternativi
Dovrebbe essere chiaro a tutte le persone di buon senso e dotate di spirito critico come la "narrazione" della realtà che ci viene imposta dal Sistema sia completamente manipolata in funzione degli interessi di potere dominanti. Il decalogo che ha scritto Noam Chomsky per individuare le menzogne che ci dicono dovremmo tenerlo sempre a portata di mano. Eppure la maggioranza di noi continua a seguire tg e talk show politici (e qui probabilmente predomina l'irrefrenabile bisogno di molti di immedesimarsi in questo o quel personaggio facendo il tifo perché il "nostro" campione prevalga dialetticamente sull'avversario) ed a comprare giornali subalterni alle lobby di potere. Il problema non sono tanto le notizie nude e crude (per quello alla fine basta il televideo) quanto la scelta truffaldina di quelle da mettere in evidenza, l'interpretazione che se ne dà, la logica con cui vengono contestualizzate, la rappresentazione che si dà - mettendo insieme i pezzi del mosaico - della realtà e del mondo in cui viviamo.
Così, tanto per citare qualche esempio, non esiste alternativa al capitalismo liberista fondato sul primato del profitto e del mercato, lo Stato è per sua natura inefficiente mentre il privato crea ricchezza per tutti, il venti per cento di italiani che ha votato Renzi alle elezioni Europee diventa il Paese che ha dato al segretario piddino un mandato maggioritario per governare e fare le "riforme", Napolitano è stato un Presidente che ha fatto gli interessi degli italiani, il jobs act aumenterà l'occupazione stabile, il conflitto in Ucraina è nato dall'espansionismo russo, Israele bombarda i palestinesi per difendersi dagli attacchi terroristici.
L'unico antidoto possibile per sfuggire a questa manipolazione della realtà e per tentare di capire qualcosa di ciò che ci succede intorno è quello di boicottare la "narrazione" (non necessariamente i singoli programmi e i singoli articoli) propinata dalle televisioni e dai tradizionali quotidiani (Repubblica e Corriere in primis) ed allargare lo sguardo andandosi a cercare altre fonti, attraverso le quali diventa poi possibile anche dare la giusta dimensioni alle interpretazioni mainstream.
lunedì 19 gennaio 2015
NOHAM CHOMSKY – ECCO A VOI 10 MODI PER CAPIRE COME CI PRENDONO IN GIRO
NOHAM CHOMSKY PADRE DELLA CREATIVITA’ DEL LINGUAGGIO, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.
1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.
3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
martedì 13 gennaio 2015
Giornalisti, propaganda e guerra mediatica. E' ora che la gente sappia la verità
by John Pilger, giornalsta free lance, " serve un giornalismo che monitori, smonti e controbatta la propaganda e che insegni ai giovani ad essere agenti per la gente, non per il potere".
Traduco nel seguito un illuminante pezzo "riassuntivo", di questo giornalista australiano (che negli anni '60 ha tentato anche una avventura free lance in Italia) su dove siamo e siamo andati nella informazione in Occidente, ovvero sul suo ruolo preminente come "propaganda del potere" e quindi... sulla falsità e faziosità del giornalismo mainstream, votato non alla verità e all'informazione ma a servire le agende del potere. Questo anche in relazioni alle grandi guerre...come quella che stanno preparando.
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Perché così tanto giornalismo si è arreso alla propaganda? Perché censura e distorsione sono diventate una pratica standard? Perché la BBC è cosi spesso portavoce di un potere rapace? Perché il New York Times e il Washington Post ingannano i loro lettori? Perché ai giovani giornalisti non viene insegnato a comprendere le finalità dei media e a sfidare le affermazioni eclatanti e le basse intenzioni di una oggettività fasulla?
E perché a loro non si insegna che l’essenza di gran parte di ciò che definiamo media mainstream non è informazione, ma potere?
Queste sono domande urgenti. Il mondo si trova di fronte all'eventualità di una grande guerra, forse addirittura nucleare - con gli Stati Uniti chiaramente determinati ad isolare e provocare la Russia e poi la Cina. Questa verità viene capovolta e messa sottosopra dai giornalisti, inclusi quelli che promossero le menzogne che portarono al bagno di sangue in Iraq nel 2003.
I tempi in cui viviamo sono così pericolosi e distorti nella pubblica percezione, che la propaganda non è più, come Edward Bernays la definì, un "governo invisibile", ma è il governo stesso, che governa direttamente senza timore di essere contraddetto; il suo scopo principale è conquistare noi, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di separare la verità dalle menzogne.
L'era dell'informazione è in realtà un'era mediatica. Abbiamo guerre mediatiche; censura mediatica; demonizzazione mediatica; punizione mediatica; deviazioni mediatiche: una surreale linea di assemblaggio di obbedienti luoghi comuni e false supposizioni.
L'era dell'informazione è in realtà un'era mediatica. Abbiamo guerre mediatiche; censura mediatica; demonizzazione mediatica; punizione mediatica; deviazioni mediatiche: una surreale linea di assemblaggio di obbedienti luoghi comuni e false supposizioni.
lunedì 5 gennaio 2015
Le bufale propagandistiche di Salvini in 5 punti
Estratto dall'articolo Immigrazione, se Matteo Salvini fosse davvero al governo de Il Fatto Quotidiano, a cura di di Massimiliano Sfregola
(...) Siamo tra il piazzismo e l’abuso della credulità popolare. Ecco 5 esempi abbastanza clamorosi:
1) Le normative sull’immigrazione sono incatenate da Trattati e Convenzioni Internazionali come poche altre discipline. L’Italia ha sottoscritto le più importanti Convenzioni e Trattatti a tutela dei diritti umani, è parte della IV Convenzione di Ginevra, del Consiglio d’Europa e della Corte Europea per i diritti umani ed è tra i soci fondatori della Corte Penale dell’Aja. Soprattutto la Carta dei Diritti fondamentali Ue riconosce a tutti, invasori o meno, diritti base. Di recente, un parere del Consiglio d’Europa, sostenuto da una mobilitazione dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, a proposito di un caso sollevato in Olanda, ha stabilito che gli Stati hanno l’obbligo di garantire a chi non ha documenti un pasto ed un alloggio. Misure umanitarie, ovvero quello standard minimo che dovrebbe distinguere gli uomini dalle bestie. Magari Salvini potrebbe inserire nel suo programma il piano per l’abbandono di Ue ed Onu e perché no anche la colonizzazione di Marte e di Saturno, garantendo però che gli alieni restino a casa loro.
2) Il reato di immigrazione clandestina era già morto, prima ancora di essere abrogato: tramortito in più fasi dalla Corte Costituzionale ha ricevuto lo scorso anno il colpo di grazia con la cancellazione dell‘ingresso illegale sul territorio nazionale.
mercoledì 24 dicembre 2014
L’ingegneria del consenso
L’arma principale di cui dispone la propaganda è, senza ombra di dubbio, la persuasione, la più ingenua e la più scoperta fra le tecniche impiegate per distruggere le opinioni.
La massima espressione della persuasione è costituita dalla pubblicità, la forma di persuasione “tecnologicamente” più avanzata ed al cui modello stanno conformandosi tutte le forme di comunicazione [1].
In ”In Trust Us We’re Experts”, Stauber e Ramptonhanno raccolto alcuni dati convincenti che descrivono la scienza della creazione dell’opinione pubblica in America, facendo risalire la moderna influenza del pubblico all’inizio del secolo scorso e mettendo in rilievo il lavoro di tipi come Edward L. Bernays, da molti considerato il “padre della persuasione” e che ha influenzato anche Josef Goebbels, Ministro per la propaganda di Adolf Hitler.
L’ingegneria del consenso
All’inizio del XX secolo come teorizzato da Sigmund Freud, comincia ad emergere che la mente consta in larga misura di un inconscio il quale, molto probabilmente, alimenta il conscio con ciò che diverrà pensiero.
Si tratta della teoria del subconscio che Edward L. Bernays decide di sfruttare.
Egli definisce il suo approccio ”ingegneria del consenso”, basandosi sul lavoro dello stesso Freud (tra l’altro suo zio) e quindi attribuendo alle sue tecniche il termine scientifiche.
martedì 9 dicembre 2014
Censis: maggioranza assoluta degli italiani contro l'UE
IL CENSIS DIVULGA DATI ESPLOSIVI: LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI DISPREZZA LA UE, LA BCE E LA COMMISSIONE!
Gli italiani si fidano pochissimo - meglio sarebbe dire "per niente" - dei poteri europei. E' quanto emerge dal 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese relativa al 2014, che viene presentato oggi a Roma. Il 33% ha fiducia nel Parlamento europeo (37% media Ue), il 28% nella Commissione europea (32% media Ue), il 22% nella Banca centrale europea (31% media Ue). Il 64% degli italiani percepisce l'Unione come burocratica, il 57% la considera lontana, solo il 33% pensa sia efficiente e il 29% (contro il 45% medio europeo) vede nell'Unione un fattore di protezione rispetto a condizioni di crisi e disagio.
E mentre il 42% degli europei pensa che la propria voce conti in Europa, la percentuale scende al 19% tra gli italiani.
lunedì 24 novembre 2014
Come ti condiziono la stampa: la denuncia che scuote l'America
Come ti condiziono la stampa: la denuncia che scuote l’America
C’era una volta la stampa americana. E in parte esiste ancora, ma soprattutto nei film di Hollywood che continuano ad esaltare il coraggio delle grandi testate o di singoli giornalisti con toni romantici e a volte epici. Che fanno cassetta, ma non rispecchiano la realtà. Dai tempi del Watergate i media americani hanno visto erodere buona parte della propria credibilità, sotto i colpi di una serie di inefficienze e talvolta di scandali. Dai giornalisti pluripremiati che inventavano storie di sana pianta, all’incapacità cronica e talvolta compiacente di contrastare le tecniche degli spin doctor per orientare i media, l’elenco è lungo e tutt’altro che lusinghiero.
Ora la Attkisson, grande della star Cbs, lancia un j’accuse pesante nel suo ultimo libro “Stonewall“. In parte non sorprendente: che la maggior parte dei giornalisti americani siano liberal ovvero di sinistra e che riservino a Obama un atteggiamento privilegiato, fazioso quasi fino al servilismo, era già stato denunciato da alcuni studiosi.
Dove invece la Attkisson squarcia davvero un velo è sulla parte invisibile della gestione dei grandi media americani, sulle connessioni invisibili con l’establishment. Secondo la Attkisson, la decisioni su cosa pubblicare e cosa no, vengono prese da una ristretta cerchia di dirigenti di New York, legati all’establishment che ragiona e decide secondo criteri imperscrutabili e prevaricatori. « Ci chiedono di creare una realtà che coincida con quello che fa comodo credere a loro », denuncia la star della Cbs. E chi non si adegua, chi si ostina a fare il proprio lavoro di inchiesta liberamente, intepretando il ruolo di cane da guardia, viene emarginato, intimidito, escluso.
E’ quel che è successo alla Attkisson non appena ha toccato temi sgraditi alla Casa Bianca. Messa subito all’indice, con corollari inaccettabili in democrazia , come il sistematico e impunito hackeraggio del suo computer da parte dei servizi segreti. Roba da Unione Sovietica, non da libera America.
domenica 23 novembre 2014
La mediocrazia
Il regime politico dominante, piuttosto che democrazia, dovrebbe essere chiamato più precisamente "mediocrazia".
Difatti, se per "democrazia" si intende un sistema fondato sulla volontà e la sovranità popolare, oggi siamo ben lontani dall'esserci.
Il popolo politicamente non conta proprio un bel niente, e la gestione della "democrazia" è affidata a determinate oligarchie e gruppi di potere, alla faccia della sovranità popolare !
Però a livello sociale invece si assiste a una sempre più forte "massificazione" totale e livellamento.
Oggi i "valori" dominanti e elevati a "norma" nella società sono quelli tipici dell'uomo medio,medio-cre, come l'attaccamento morboso al denaro e alla futilità, l'egotismo, e l'allergia verso qualunque interesse che non sia meramente utilitaristico.
Anche le cosiddette "élite" spesso non sono da meno in ciò, e questo determinato sistema di "valori", viene diffuso in modo ossessivo tramite i mass media, l'industria dell'intrattenimento e l'intero circuito della cosiddetta "cultura di massa".
Così come nell'arte contemporanea e nel mondo della musica tutto ciò che tende in qualche modo ad "elevarsi" oltre i soliti canoni oggi viene ignorato o screditato, così nel mondo della politica e dell'intera società si assiste al predominio della corruzione, del degrado e della più bieca degenerazione, e di ciò i "cari " politici italiani ne costituiscono un'esempio significativo.
lunedì 17 novembre 2014
Sottrarsi alla manipolazione mediatica con la Consapevolezza
Di Staff Nocensura.com
Riallacciandoci a un post di alcuni giorni fa, circa gli additivi alimentari, dobbiamo fare in modo che "guardare l'etichetta" (e pretendere etichette chiare) e informarsi sulla provenienza di ciò che MANGIAMO - di ciò che introduciamo nel nostro organismo, che determina la nostra salute e del nostro benessere - sia una PRASSI per ciascuno di noi.
Il sistema non ci ha insegnato a farlo, anzi ci hanno insegnato a fregarcene, tra il "che vuoi che sia" di chi se ne frega totalmente, e chi invece pensa "se è in vendita, se è consentito, vuole dire che non fa male" come se le istituzioni e le aziende si preoccupassero della nostra salute.
Additivi come il "glutammato monosodico" - per citarne uno molto usato - sono nocivi per la salute: ovviamente non sono "veleni", non basta mangiarlo poche volte per produrre dei danni, il problema di molti additivi, coloranti, e altri additivi sono l'esposizione quotidiana per anni e anni.
E' una questione di CONSAPEVOLEZZA, di rispetto per noi stessi e per le persone di cui siamo responsabili (nel caso dei bambini)
venerdì 7 novembre 2014
DOGMI E CENSURE CREANO CONSENSO
Notoriamente, se un’affermazione, per quanto falsa, viene ripetuta decine di migliaia di volte soprattutto dalla tv, alla fine la gente la sentirà come vera. Sfruttando tale principio, i regimi inculcano così dogmi, insiemi di dogmi, costituenti un senso comune artificiale, utile alla gestione del corpo sociale, a far accettare alla gente come giustificate le operazioni che si compiono sulla sua testa, sulle sue tasche, sulla sua vita, sui suoi diritti. Ma anche sulla società come tale. Un senso comune che produce quindi consenso (legittimazione democratica) e ottemperanza popolare (compliance): democrazia, insomma.
I dogmi riguardano soprattutto l’economia, la legittimazione del potere, l’interpretazione e la valutazione della storia. Chi osa uscire criticamente dal recinto dei dogmi e della dialettica consentita tra i paletti, viene etichettato come antagonista, estremista, antisociale, populista, eccetera, e viene delegittimato culturalmente, emarginato – finché i fatti e le realtà censurate non rompono l’incantesimo del sistema dogmatico.
Facciamo l’inventario, o l’inizio dell’inventario, di questi dogmi nel nostro sistema, sempre più scossi e incrinati dalla pressione della realtà rimossa, limitandoci a quelli economici:
1)Dogma dei mercati efficienti: i mercati sono tendenzialmente liberi e trasparenti (moneta, credito, materie prime, energia non sono oggetto di monopoli e di cartelli), prevengono o correggono efficientemente le crisi e realizzano l’ottimale distribuzione delle risorse e dei redditi, abbassano i prezzi e le tariffe; puniscono gli Stati inefficienti e spendaccioni mentre premiano quelli efficienti e virtuosi, perciò la regolazione della politica va ultimamente affidata ad essi, non ai parlamenti.
2)Dogma della spesa pubblica: la spesa pubblica è la causa dell’indebitamento pubblico, il quale a sua volta è la causa delle tasse, della recessione e, dell’inefficienza del sistema; l’obiettivo è dunque tagliare la spesa pubblica come tale e affidare i servizi pubblici alla gestione del mercato, cioè alla logica del profitto.
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