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martedì 24 febbraio 2015

ECCO SVELATO IL SENSAZIONALE PROGRAMMA DI SPIONAGGIO USA

1085DI REUTERS REPORTER e CHRIS SPARGO
dailymail.co.uk
Ricercatori russi rivelano l’arma segreta della NSA: l’oltraggio al programma di spiare ogni personal computer è stato scoperto
•    La NSA è riuscita ad escogitare un metodo per nascondere software di spionaggio e sabotaggio molto in profondità all’interno dei dischi rigidi, secondo ricercatori del web ed ex agenti NSA.
•    Il gruppo di ricerca dichiara di aver riscontrato computer in 30 diverse nazioni affetti da uno o più di questi programmi spia.
A seguito: “Che gioia sapere che Obama spia le mie email (e anche le tue…)”, (Marcello Foa, Il Cuore del Mondo);
•    I maggiori “casi infetti” sono stati riscontrati in Iran, seguito da Russia, Pakistan, Afghanistan, Cina, Mali, Siria, Yemen ed Algeria.
•    Le infezioni sono iniziate ad apparire nel 2001, ma sono impennate nel 2008, anno di elezione di Barack Obama.
•    Gli strumenti sono progettati per essere effettivi all’interno dei PC anche in assenza di connessione internet, e persino i produttori di alcuni dei dischi rigidi non sono consapevoli che tali programmi sono stati inclusi nei dischi.
•    Il lavoro delle spie rappresenta un serio avanzamento tecnologico, riuscendo a capire come installare software malevolo  in quel codice oscuro, noto come firmware, che si avvia ogni qual volta avviamo un PC.
La National Security Agency (agenzia di sicurezza USA, responsabile di controllo ed analisi delle informazioni a livello globale) è riuscita a escogitare un sistema per nascondere software spia nei livelli più profondi di dischi rigidi, fatto che gli permette potenzialmente di monitorare e sbirciare nella maggior parte dei computer al mondo; anche quando non connessi alla rete Internet.
Il produttore di software di sicurezza moscovita Kaspersky lab sostiene di aver scoperto personal computer affetti da uno o più di tali programmi spia in 30 nazioni diverse. Per il maggior numero in Iran, seguito da Russia, Pakistan, Afghanistan, Cina, Mali, Siria, Yemen ed Algeria.
I bersagli includono istituzioni governative e militari, compagnie di telecomunicazioni, banche, compagnie energetiche, ricercatori nucleari, media e attivisti islamici.

giovedì 19 febbraio 2015

Un gruppo di hacker ha sottratto milioni di dollari alle banche di tutto il mondo. Kaspersky

E un gruppo di hacker mediorientali sarebbe riuscito a rubare oltre 1 milione di file sensibili in 50 Paesi

Dopo aver denunciato una delle campagne di spionaggio americane più sofisticate di sempre, con software spia che permetterebbero naturalmente alla NSA di penetrare all'interno della maggioranza dei computer di tutto il mondo, la Kaspersky Lab torna alla carica con due nuove rivelazioni:

un imponente attacco di hacker ai danni di decine di banche in tutto il mondo e

l’esistenza di un gruppo di spionaggio informatico del Medio Oriente, denominato Desert Falcons, che avrebbe preso di mira molte organizzazioni e individui di alto profilo avviando operazioni di spionaggio informatico su vastissima scala, coinvolgendo oltre 50 Paesi in tutto il Mondo.

CARBANAK. Come riportato dalle maggiori testate nazionali ed internazionali, "gli esperti di sicurezza dell’azienda russa hanno individuato un malware attraverso il quale sono stati rubati in due anni tra i 300 milioni e il miliardo di dollari". 

Da La Stampa.
 
La prima fase dell’attacco è quella classica: l’infiltrazione nei sistemi informatici del bersaglio tramite una mail con allegato infetto, inviata a qualche impiegato particolarmente sprovveduto. Una volta dentro la fortezza avversaria, non resta che sondarla alla ricerca di punti deboli. In questo caso gli hacker hanno puntato dritti agli account di chi gestiva da remoto i terminali bancomat e le transazione finanziarie da un conto all’altro.  
 

sabato 7 febbraio 2015

Oscurati 124 siti web pirata in Italia: nuovo blitz contro la pirateria online

Ha avuto esiti positivi un nuovo blitz della Guardia di Finanza, con cui sono stati oscurati 124 siti pirata. Aggirare il blocco della GdF è però, come al solito, molto semplice

È stata una denuncia di SKY Italia ad attivare la Guardia di Finanza che in un’operazione chiamata Match Off ha fermato – o quasi – ben 124 siti online, nel tentativo di rallentare il fenomeno dilagante della “pirateria audiovisiva” sul web. I siti sono stati oscurati, ovvero i server sono ancora attivi ma gli indirizzi non sono raggiungibili con i più popolari DNS nazionali.
I siti in questione trasmettevano contenuti sia in diretta streaming che on-demand, fra cui“numerosi eventi sportivi ed interi campionati” di discipline diverse. Trovavamo inoltre concerti musicali, film e opere televisive, il tutto naturalmente senza uno straccio di diritti e su server localizzati all’estero. I siti riportavano anche un palinsesto con gli appuntamenti in diretta più importanti da seguire.
I portali oscurati dalla GdF guadagnavano mediante l’uso dei tradizionali banner pubblicitariinseriti nel corso delle trasmissioni e nelle pagine e con un sistema atto a massimizzare i profitti “anche in danno del mercato pubblicitario”. In sostanza, le indagini hanno permesso di scoprire che una parte dei contatti pubblicitari veniva riconosciuta anche senza alcuna interazione da parte degli utenti.

venerdì 6 febbraio 2015

L'esercito UK arruola migliaia di 'Facebook Warriors' per disinformare

Dopo gli influencer arruolati dall'UE per contrastare gli euroscettici, anche l'esercito inglese sta preparando un "battaglione virtuale" di 1.500 uomini per influenzare le opinioni sui social network. 

Come mai se ne occupano i militari e non una normale agenzia di comunicazione e marketing? Viene da chiedersi. Ebbene con i militari possono imporre il "segreto" sulle attività svolte, forti di una legge che punisce duramente chi rivela questioni segretate. Utilizzando personale civile invece sarebbe difficile, o meglio impossibile evitare fughe di notizie: e questo deve fare riflettere sulla natura di questo gruppo...


Staff nocensura.com
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di Michael Krieger

Ecco il 77° Battaglione: l'esercito britannico sta mobilitando 1500 'Facebook Warriors' per diffondere la disinformazione Tornerà in vita una delle più discusse unità delle forze speciali inglesi della seconda guerra mondiale.
L'esercito britannico farà rivivere una delle più controverse unità delle forze speciali della seconda guerra mondiale, i Chindits, sotto forma di una nuova generazione di "guerrieri di Facebook" che scateneranno complesse e segrete campagne sovversive di (dis)informazione.

Preparatevi: i social media stanno per diventare molto più pericolosi di quanto sono già. Fate molta attenzione nel saltare a conclusioni, pensate sempre con la vostra testa e usate il vostro miglior buon senso. Le operazioni psicologiche (psy ops) del governo stanno per intensificarsi.

Il blog tecnologico Gizmodo ha riportato quanto segue:

sabato 31 gennaio 2015

WhatsApp Web: ora spiare le conversazioni è possibile


WhatsApp Web è stato da poco introdotto e già c’è chi si lamenta della sua sicurezza, infatti, grazie ad esso è possibile spiare tutti i messaggi che vengono scambiati su un qualsiasi smartphone. WhatsApp ha spianato la strada a chi vuole spiare i messaggi scambiati con il noto servizio di messaggistica istantanea, infatti, una volta scansionato il QRCode sull’interfaccia Web vengono aperte tutte le conversazioni permettendo a chi “vuole spiare” di leggere tutti i messaggi che vengono scambiati.

lunedì 12 gennaio 2015

Top 5 minacce su Facebook, LinkedIn e Twitter

Nuovi ransomware, frodi di tipo scam con false offerte di lavoro, video splatter contenenti trojan e altri tipi di minacce saranno sempre più diffusi attraverso i social network, soprattutto per sfruttare l'ingenuità e la disattenzione di chi vi accede tramite smartphone o tablet.
di Gaetano Di Blasio
I ricercatori di Bitdefender hanno analizzato a fondo le tendenze su Facebook, Linkedin e Twitter, arrivando a prevedere che, nel 2015, questi tre noti social network saranno sempre più sfruttati per veicolare attacchi informatici.
In particolare, l'obiettivo dei cybercriminali sono i dispositivi mobili utilizzati con eccessiva confidenza e "fiducia" per accedere quotidianamente ai social media e, grazie al fenomeno del Bring Your Own Device, per collegarsi alla rete aziendale.
Queste le prime 5 minacce sui social network:

1 - Mobile ransomware



I malware di tipo "cryptolocker" hanno subito un duro colpo con la chiusura del botnet Zeus, ma le strade del "profondo blu" sono infinite e nuovi ransomware stanno trovando altre vie. Conviene ignorare tutti i messaggi che vi accusano di crimini osceni contro animali o bambini. Anche se aveste la coscienza sporca non apriteli, ma cercate un buon analista e fatevi curare.crescono i mobile ransomware: non pagate il riscatto!
Inutile pagare il riscatto, tanto non vi sbloccano i dati o lo schermo o quant'altro
Secondo i ricercatori di Bitdefender questi ransomware potrebbero essere diffusi con messaggi fuorvianti su Facebook e Twitter.

2 – Trojan e video raccapriccianti

venerdì 2 gennaio 2015

Allarme privacy, ecco l'app che trova le foto anche se le avete cancellate


Un nuovo allarme privacy sul fronte social network. Picturebook, la nuova estensione di Google disponibile su Google Store permette di mostrare le foto nascoste di qualunque utente suFacebook anche se non si tratta di uno dei vostri contatti. Picturebook riesce a mostrare delle foto che avreste potuto vedere comunque, anche se un utente taggato nella foto stessa l'ha eliminata dalla propria timeline. Difatti, sebbene un utente possa cancellare dalla propria timeline una foto in cui è stato taggato ma che non non vuole far apparire sul proprio profilo, ciò non impedisce alla foto stessa (perché resa ormai pubblica) di continuare a circolare. Non è un mistero ch se la privacy relativa a quella foto è impostata su "visibile a tutti", chiunque potrà vederla sul profilo del'amico che ha inserito i tag o trovarla sul social network. A superare questo ostacolo ci pensa proprio Picturebook che permette la ricerca delle foto in cui gli utenti sono stati taggati, ma che hanno preferito oscurare sulla propria timeline. La soluzione? Rimuovere il tag. Vero è che la foto continuerà a circolare su Facebook, ma con questo accorgimento non finirà nei meccanismo di Picturebook.


Fonte: caffeinamagazine.it


sabato 27 dicembre 2014

Antitrust, maxi multa da 500.000€ a trip advisor!

L'ANTITRUST MULTA TRIPADVISOR PER 500.000 EURO PER ''PRATICHE SCORRETTE'' (IN FRANCIA MULTE PER EXPEDIA E HOTELS.COM)

L'ANTITRUST MULTA TRIPADVISOR PER 500.000 EURO PER ''PRATICHE SCORRETTE'' (IN FRANCIA MULTE PER EXPEDIA E HOTELS.COM)

Chi la definisce una decisione "storica" e chi "irragionevole"(ovviamente, la società condannata). Senza dubbio sara' una decisione che fara' molto discutere visto anche il fatto che in Italia TripAdvisor e' seguitissimo e proprio un'utente italiana e' stata la piu' attiva del mondo nel 2014.

L'Antitrust ha inflitto una multa di 500 mila euro a TripAdvisor Italy Srl e TripAdvisor Llc, la societa' statunitense che gestisce il sito di recensioni per "pratica commerciale scorretta" sulle recensioni online degli alberghi.

Nel pubblicizzare la propria attivita' - secondo l'Autorithy - TripAdvisor "enfatizza il carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo cosi' i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili, espressione di reali esperienze turistiche". L'indagine parte da una segnalazione dell'Unione Nazionale Consumatori, di Federalberghi e di alcuni consumatori: l'Autorita' guidata da Giovanni Pitruzzella ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale realizzata, a partire da settembre 2011 e tuttora in corso, da TripAdvisor LLC e da TripAdvisor Italy.

lunedì 22 dicembre 2014

Facebook Virus ALERT

clicca sull'immagine per ingrandirla

#VIRUS ALERT - NON CLICCATE SU POST SIMILI A QUELLO DELL'IMMAGINE, SPEDITO O POSTATO DAI VOSTRI AMICI SU FACEBOOK !!!

FATE GIRARE, IN MOLTI SONO RIMASTI FREGATI!






Fonte: nocensura.com


giovedì 4 dicembre 2014

34 Studi Scientifici sui DANNI del Wi-Fi

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Non è difficile capire il fascino del Wi-Fi. Questa tecnologia rivoluzionaria, che è stata disponibile in commercio a partire dal 1999, elimina il cablaggio per i computer, riduce i costi di utilizzo cellulari e permette di connettersi a Internet da qualsiasi luogo con un segnale. Nonostante questi vantaggi, tuttavia, gli studi continuano a mostrare che la radiazione generata dal router wireless sta influenzando negativamente la nostra salute. In realtà, il sito attivista britannico Stop Smart Meters ha recentemente pubblicato un elenco di 34 studi scientifici che dimostrano gli effetti negativi biologici di esposizione al Wi-Fi, compresi mal di testa, riduzione dello sperma e lo stress ossidativo. Inoltre nei ratti sono stati evidenziati danni cerebrali, cancro, malformazioni, aborti spontanei, alterazioni della crescita ossea.
Ecco la raccolta di articoli scientifici che trovano effetti biologici avversi o danni alla salute da segnali Wi-Fi, dispositivi Wi-Fi-enabled o frequenze Wi-Fi (2,4 o 5 GHz). I documenti elencati sono solo quelli in cui le esposizioni erano 16V / m o al di sotto dato che un tablet PC Wi-Fi-enabled può essere esposto a campi elettromagnetici fino a 16V / m.
1. Atasoy H.I. et al., 2013. Immunohistopathologic demonstration of deleterious effects on growing rat testes of radiofrequency waves emitted from conventional Wi-Fi devices. Journal of Pediatric Urology 9(2): 223-229. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22465825
2. Avendaño C. et al., 2012. Use of laptop computers connected to internet through Wi-Fi decreases human sperm motility and increases sperm DNA fragmentation. Fertility and Sterility 97(1): 39-45.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22112647

giovedì 27 novembre 2014

La nuova follia: "Voglio prendere l'Aids" servizio choc delle Iene

Le Iene ieri sera hanno mostrato un interessante servizio su una folle moda che fortunatamente coinvolge poche decine di malati, che su internet inseriscono annunci per cercare persone sieropositive e farsi contagiare dall'HIV. Proprio così: vogliono ammalarsi di AIDS volontariamente!!! Sostengono di volersi togliere "questa preoccupazione" in modo da poter fare sesso non protetto tranquillamente. Follia pura, qualcosa di allucinante.


FATE ATTENZIONE agli annunci sul web, dove tra i tanti "cercatori di sesso" ci sono anche persone con seri problemi psichiatrici.

Un servizio da guardare e divulgare!!! 

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"Voglio prendere l'Aids": la "moda" folle degli incontri con persone sieropositive
Incontrare individui sieropositivi per essere contagiati. Ecco l'ultima follia di una società che fa i conti con i suoi mali. Un servizio de Le Iene andato in onda ieri sera cerca di spiegare perché la gente si rivolge al web per contrarre il virus Hiv. Viene utilizzata una chat (riservata ai gay) attraverso la quale alcuni uomini si mettono in contatto con altri uomini sieropositivi per avere rapporti intimi. Ma senza precauzioni di ogni tipo. Sembra, dunque, che il fine sia proprio quello di contrarre l'Aids. Nadia Toffa, Iena inviata per la realizzazione del servizio, si è servita di un complice che ha finto interesse. L'attore ha quindi incontrato due uomini. Il primo lo ha messo in guardia, mentre il secondo gli ha descritto le meraviglie del sesso senza preservativo, spiegando addirittura che, tornando indietro, sceglierebbe ancora il rischio di contrarre il virus. 

martedì 11 novembre 2014

Web occulto: un algoritmo guida ogni nostro click

Libertà di espressione e discussione: sono le condizioni-base per un vero spazio aperto  secondo Jürgen Habermas, il padre del concetto di “sfera pubblica”. Siamo sicuri che il web sia corretto nel dare più spazio a certe informazioni rispetto ad altre? Niente affatto, rivela Francesca Musiani, perché a governare il digitale – e quindi noi, opinione pubblica – è soltanto un sistema di algoritmi. Secondo un giurista come Yochai Benkler, autore di studi sullo stato di salute democratica dei network, oggi viviamo in un “ordinamento globale” intrinseco alla Rete. Caratteristica centrale: la selezione decisiva delle informazioni più rilevanti non è più monopolio dei “gatekeepers” – giornalisti, bibliotecari, editori – ma è delegata agli utenti di Internet, editori essi stessi. Citandosi e raccomandandosi l’un l’altro in “nicchie conversazionali”, individui e gruppi selezionano l’informazione “di qualità” per gli algoritmi, i quali a loro volta la classificano e la ordinano per renderla disponibile attraverso i motori di ricerca. Così, l’ordinamento delle informazioni presenti sul web diventa una co-produzione degli utenti, inconsapevoli però della sintesi realizzata dagli algoritmi.
Proprio agli algoritmi, spiega Francesca Musiani in un saggio pubblicato sull’“Internet Policy Review” e sintetizzato da “Doppiozero”, deleghiamo algoritmi (fantasmagoria)l’integrazione delle nostre conversazioni on-line. Gli argomenti vengono percepiti dal pubblico come “consenso universale implicito”, ma «hanno la debolezza di un’informazione che non può essere fatta risalire a nessun individuo specificamente», e al tempo stesso «la forza di un dato che si basa su un vasto aggregato di opinioni». I motori di ricerca costruiscono una gerarchia di visibilità dell’informazione, proponendola tra i primi risultati dell’indagine o dissimulandola tra gli ultimi. Decidendo, di fatto, “cosa dev’essere visto”, gli algoritmi di Google «possono scoraggiare o incoraggiare la discussione e la controversia», e di fatto contribuiscono a costruire l’agenda pubblica delle priorità politiche e sociali, selezionando gli interlocutori “che contano”. In particolare, grazie al quasi-monopolio di Google nel settore della ricerca web, l’algoritmo PageRank che ne è alla base è stato ampiamente esaminato come il nuovo gatekeeper e “dittatore benevolo” della sfera pubblica digitale.

domenica 9 novembre 2014

Nuovo virus che arriva dagli amici Facebook: ECCO COME FUNZIONA

ATTENZIONE: IN QUESTI GIORNI PARE CHE SI STIA PROPAGANDO A MACCHIA D'OLIO L'ENNESIMO VIRUS VEICOLATO TRAMITE MESSAGGI FACEBOOK: NON APRITE I LINK INVIATI DA SCONOSCIUTI!

FATE GIRARE QUESTO AVVISO!

Grazie a Chiara Lyn della segnalazione
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NON APRITE MESSAGGI DA SCONOSCIUTI SU FACEBOOK! CONDIVIDETE!
Una banda di limer sta agendo in questi giorni su Facebook ed è importantissimo segnalare e poi bloccare i loro profili.
Effettuano diffusione di virus Trojan e Worm attraverso messaggi privati su fb, si impossessano dei nostri dati e ricattano per riavere il nostro materiale altrimenti minacciano di metterlo on line.
Nel migliore dei casi i virus distruggono i dispositivi. Computer, Smartphone, Pc portatili.
La banda è riconducibile alla zona del Maghreb e alla Costa d'Avorio in cui le rogatorie internazionali sono difficili da ottenere.
Secondo i suggerimenti della polizia postale è una buona strategia segnalare in massa i profili e farli chiudere.
Fate attenzione ai profili con nomi fittizi e
>>>>>>>>NON APRITE<<<<<<<
messaggi scritti da chi NON è nei vostri amici.
Le vittime segnalano di aver subito furti di materiale privato o di aver completamente perduto l'accesso al profilo, di essere vittima di ricatti con pagamenti di somme in denaro tramite canali on line, di aver subito ammanchi sui conti correnti, raccontano di dispositivi inservibili a causa di virus worm.
In genere il ''pubblico'' che scelgono sono minori o gente poco esperta. Chiedono l'amicizia ad una cerchia di persone collegate, le studiano e poi attaccano.
[FATE UN CONTROLLO NEI VOSTRI CONTATTI E BLOCCATE QUELLI CON NOMI STRANI CHE NON VI HANNO MAI SCRITTO]
I cognomi sono in genere DOURANGOU, PEREZ, VIVIENNE, ECC ma ci sono anche nomi italiani.
Questi alcuni degli account incriminati, aiutate a segnalarli:
La procedura è semplice e veloce
Segnala>profilo falso>segnala a Facebook per controllo >blocca.

Fonte: NOI - I Diritti del Cittadino - Per maggiori info e la lista dei profili "sospetti" leggi qui sulla pagina.
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Nuovo virus nella chat Facebook che arriva dagli amici: attenti a questo messaggio
facebook
Di Retenews24.it

Da giorni gira su facebook un virus che si diffonde attraverso la chat. Potrebbe capitare a molti di voi di ricevere un messaggio in chat mandato da un vostro amico che dice “hei, stavo guardando questo video e ho notato che ci sei tu…. non pensavo facessi queste cose!!! Sei finito nella home di questo sito: www.supervideo.t v”.
E’ fondamentale che non clicchiate sul link per aprirlo perché è proprio lì che si annida il virus della chat di facebook, basterà, quindi, chiudere la finestra della chat e il pericolo sarà scampato.
L’amico che vi ha inviato il link infetto è però inconsapevole di averlo fatto, è stato precedentemente infettato a sua volta aprendo un messaggio simile ed ora il virus invia automaticamente il messaggio a tutti i suoi contatti, quindi, una volta ricevuto il messaggio, dovreste avvertirlo del pericolo che corre, ma è importante che non copiate il link ricevuto perchè rischiereste di aprirlo inavvertitamente. Se invece, ignari del rischio, avete aperto il link siete stati spediti in una falsa pagina di facebook in cui si dice che la foto è stata spostata o rimossa e per visualizzarla vi inviterà a cliccare su un pulsante. Il video e i tasti da cliccare erano un tranello, non è mai esistita nessuna foto, era un trucco per farvi istallare nel vostro computer il file eseguibile contenente il virus.

domenica 12 ottobre 2014

Assange: Google è come la Cia, il suo business è spiarci

Julian Assange nel suo nuovo libro “When Google Met WikiLeaks” è durissimo: «Se volete una visione del futuro», scrive, «immaginate occhiali di Google promossi da Washington e legati a volti assenti – per sempre». L’accusa al colosso web è di mostrare addirittura «l’impenetrabile banalità del non fare il male». Se i rimandi sono a George Orwell e Hannah Arendt, l’accusa è diretta: Google è tutt’uno con la politica estera Usa, ed è anche un’entità che configura «una forma postmoderna di totalitarismo». Del resto, «il modello imprenditoriale di Google è spionistico», dichiara Assange alla “Bbc”. Il motore di ricerca? «Un colossale strumento di sorveglianza di massa, l’incarnazione dei più foschi incubi totalitaristici». Punto di partenza del libro, l’incontro tra il creatore di Wikileaks e l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, avvenuto nel 2011 in Inghilterra. Per il giornalista australiano, Google funziona esattamente come la Nsa, la struttura spionistica di massa smascherata da Edward Snowden.
Google, rivela Assange, «fa più dell’80% del fatturato raccogliendo informazioni sulle persone, aggregandole, archiviandole e classificandole». Il Julian Assangesuper-motore di ricerca web «costruisce profili della gente per poterne prevedere gli interessi e il comportamento, e vende questi profili principalmente alle agenzie di pubblicità», sostiene Assange in un’intervista ripresa da “Megachip”. «Google è parte costituente dell’industria americana della difesa, con un ruolo ufficiale dal 2009». E’ praticamente una struttura organica alla politica estera degli Stati Uniti. Peraltro, aggiunge lo stesso Assange in un colloquio con “Repubblica”, non è affatto inconsueta l’alleanza tra tecnologia e dittatura: «Il totalitarismo che si è sviluppato nella Germania nazista e nell’Unione Sovietica era hi-tech». I nazisti, dichiara Assange a Fabio Chiusi, «sono stati la guida mondiale nello sviluppo tecnologico sotto diversi aspetti, e avevano l’ambizione ideologica di spingersi in un mondo inedito di nuove meraviglie tecnologiche». Certo, ovviamente Google «non è ancora per nulla vicina» allo spirito del brutale sistema nazista, «ma il desiderio totalizzante c’è».

sabato 4 ottobre 2014

COME GOOGLE CONTROLLA LE NOSTRE VITE

La morte, i droni, le auto senza conducente. Google sembra espandere la propria area di influenza al di là d’Internet in ogni aspetto della nostra vita. Ma che cosa vuole fare esattamente Google e quali vantaggi dovrebbero avere le persone?


Negli USA ci sono due edifici su sponde opposte. È lì che Google sta preparando i suoi ambiziosi piani per il futuro prossimo .

Ma ad un chilometro dal più conosciuto campus della Google di Mountain View (California), c’è un laboratorio di ricerca gigantesco per progetti segreti chiamato Google X. 

“In realtà questo laboratorio non è tanto segreto” spiega Oliver Burkeman in un suo articolo pubblicato sul 'The Guardian'.

Grazie alla stampa specializzata in tecnologia sappiamo che quello è il regno del cofondatore di Google: Serguéi Brin.

Lì supervisiona lo sviluppo di auto senza conducente, piccoli drone in grado portare pacchetti senza dover atterrare, palloni gonfiati ad elio per portare Internet 3G nelle parti più remote del mondo, turbine volanti senza equipaggio per raccogliere l'energia eolica d'alta quota, Google Glass, con lenti sempre migliori per la visione di video e per connettersi ad internet in modo perfetto così da poter alienare la maggior parte degli utenti. 


Ma esiste un altro edificio che mantiene un “profilo basso” e si trova in Massachusetts Avenue 25, a Washington DC.
In questo edificio da Luglio ha sede la “sezione politico-lobbistica” di Google che conta 110 impiegati agli ordini di Susan Molinari, un’ex deputata Repubblicana di New York.

10 anni fa, quando Google entrò in borsa spese solo 180 mila dollari in attività di lobbying, mentre fino ad agosto di quest'anno, secondo il Wall Street Journal, ha già speso 9,3 milioni di dollari, diventando la seconda più grande società privata piazzandosi davanti a società appaltatrici della difesa come  Lockheed Martin  e superata solo dalla Dow Chemical.

martedì 2 settembre 2014

L’esperimento di Facebook. Ecco cosa accade se metti Mi Piace a tutto

likes
Immaginate di collegarvi a Facebook e di apprezzare, senza sosta e senza alcuna logica, qualunque post, foto, video e articolo che vi si para dinnanzi agli occhi nel News Feed. Nella redazione di Wired è stato provato, e i risultati sono stati interessanti.
Tutto è stato meritevole di un Mi Piace, tranne un singolo status in cui un amico di Mat Hanon aveva accennato alla morte di un caro e, per rispetto, l’esperimento ha subito un’eccezione. Avete presente il disagio che si prova in quei casi, giusto? Un utente pubblica uno status triste, le persone mettono Mi Piace e l’utente non capisce se il like sia rivolto al godimento nel vedere l’utente triste o a una sorta di empatia digitale verso quanto scritto nello status. Per ovviare a queste incomprensioni, il redattore di Wired ha preferito fare una piccola deviazione. Per il resto, ogni contenuto, anche quello più odiato, insensato, sdolcinato è stato meritevole di un apprezzamento digitale. E per completezza dell’informazione, ogni qual volta veniva messo un Mi Piace ad un articolo, e Facebook suggeriva ad Hanon 4 articoli correlati, anche questi primi 4 articoli correlati ricevevano un like.
L’idea di fondo di Hanon era vedere come avrebbe reagito l’EdgeRank, l’algoritmo di Facebook che regola la rilevanza e il peso dei singoli contenuti e che decide, su base informatica, quali post mostrare all’utente e quali gettare nell’oblio digitale.
FACEBOOK PUNTA DI PIÙ SUL TRAFFICO DA MOBILE - A 24 ore di distanza, Mat ha subito preso atto di un cambiamento enorme: nel connettersi a Facebook da dispositivo mobile, i contenuti umani erano completamente scomparsi dal suo News Feed. Erano rimasti solo brand e post promozionali. Nel connettersi da dispositivo fisso, invece, stante la preminenza dei contenuti aziendali rispetto a quelli umani, erano sopravvissuti alcuni status degli amici.
Questo ha confermato al redattore di Wired quella che, tra gli addetti ai lavori, era una piccola grande verità già appurata: Facebook reputa la navigazione da mobile economicamente più fruttuosa e, per questo, rispetto a quella da laptop, manipola il proprio algoritmo a tutto favore dell’advertising. Il News Feed di Hanon, sovrastimolato con un dose massiccia di Mi Piace, ha avuto l’innesco finale per gettare nell’oblio totale foto di vacanze e profondi status degli amici. Semplicemente perché, a conti fatti, questi non fanno guadagnare.
Per quanto strano possa sembrare ai meno esperti, no, il News Feed che compare sul vostro cellulare non è lo stesso che compare sul portatile.

giovedì 17 luglio 2014

Blackout Wind: solo chi ha presentato reclamo sarà rimborsato!

Il 13 Giugno i clienti della Wind sono rimasti senza linea telefonica,  sia sulle linee fisse che quelle di telefonia mobile.

Ieri AGCOM - l'autority garante delle comunicazioni - ha incontrato Wind e le associazioni di consumatori per discutere di un indennizzo per i clienti.

In particolare chi utilizza il telefono per lavorare, ha avuto delle perdite; per esempio un mio conoscente titolare di una pizzeria, che riceve telefonicamente la maggioranza delle ordinazioni per le pizze da asporto, quel giorno ha perso ordini per almeno 40-50 pizze. Per prevenire l'eventualità di guasti alla linea telefonica la pizzeria in questione ha reso noto anche un numero di cellulare, ma quel giorno erano entrambi fuori uso.

Ebbene il rimborso ci sarà: ma solo per chi ha presentato formale reclamo, quindi sicuramente una esigua minoranza degli utenti. Vediamo cosa è stato deciso...

Staff nocensura.com
 
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Di seguito l'articolo di hwupgrade.it:

Blackout Wind del 13 giugno: il rimborso ci sarà, ma non per tutti
Lo scorso 13 giugno Wind e Infostrada riportavano un grosso disservizio diffuso a macchina di Leopardo in tutta Italia. Sull'argomento hanno contrattato le società coinvolte insieme alle organizzazioni dei consumatori, pattuendo un rimborso per gli utenti colpiti. Il rimborso, tuttavia, sarà solo per chi ha effettuato un reclamo formale


Ci sarà un rimborso per gli utenti Wind coinvolti nel grosso blackout dello scorso 13 giugno, ma sarà destinato solo a chi ha inviato un reclamo formale sia per le vie ufficiali, che attraverso i moduli offerti dalle organizzazioni per i consumatori. A riportare la novità è uno di questi, Altroconsumo, che specifica le norme del piano di rimborso approvato dall'operatore telefonico.
Durante il blackout, una grossa maggioranza degli utenti Wind e Infostrada non riuscivano in alcun modo ad accedere alle reti. Anche Hardware Upgrade aveva sofferto del disservizio, così come molti altri siti, servizi web e un gran numero di utenti italiani. La società è apparsa sin da subito tempestiva nel tentativo di cercare di spiegare quanto stesse accadendo, senza tuttavia addentrarsi in spiegazioni tecniche riguardo alle cause.

venerdì 11 luglio 2014

Calcio, bimbi e video virali: la propaganda bellica 2.0 israeliana


Alcuni bimbi, un pallone infangato, una partita serale. Rigore: il portiere con la maglia di Messi è pronto a parare. La camera inquadra con costanza il logo dell’Unicef stampato nella maglia blaugrana. I cuori battono, tutto è pronto. Ma non sapremo mai se la palla supererà le spalline gracili del portiere: sta suonando l’allarme, stanno per arrivare i razzi palestinesi.

Ecco cosa succede agli israeliani, spiega il Ministero degli Esteri con un video virale in cui ci sono tutti gli elementi del webmarketing di successo: personaggi che suscitano forte empatia (bambini), un evento esterno da cavalcare nella comunicazione del brand (i mondiali di calcio), il coinvolgimento “inconsapevole” di brand popolari (Barcellona f.c., Unicef, etc.), un video breve ben girato e assai funzionale ai social network.

“Dal 12 giugno almeno 386 razzi sono stati lanciati da Gaza verso il Sud d’Israele puntando deliberatamente target civili”, si legge nel sito del Ministero degli Esteri israeliano a corredo del video. Il lancio dei razzi, deplorevole, ha ucciso finora zero israeliani, tra civili e militari. L’operazione “Margine protettivo”, lanciata lunedì, ha finora (10.30 del 10 luglio, dati Ha’aretz) ucciso 70 gazawi, di cui almeno 13 bambini (proprio come quelli del video). La propaganda 2.0 necessita di 61 secondi filmati per essere sprigionata.


Fonte: frontierenews.it

PS: il numero dei morti provocati dai raid in Palestina è salito ad oltre sessanta, con oltre 500 feriti

domenica 18 maggio 2014

Controllo di massa: software spia nei router più diffusi!

Router Linksys, Netgear, Cisco e Belkin: pericolo backdoor 

Come molte delle scoperte, anche questa (poco felice) è avvenuta quasi per caso e per motivi tutt'altro che lodevoli. Eloi Vanderbeken, infatti, ha iniziato a studiare in maniera approfondita il proprio router perché non ricordava più la password di amministrazione che aveva personalizzato.
Esaminando il dispositivo, ha rilevato una porta TCP aperta (della quale non era a conoscenza) e ha quindi deciso di provare a scaricare un firmware del router, svolgendo poi un po' di "reverse engineering".
Dopo un po' di lavoro Eloi ha scoperto che quella porta non era altro che una backdoor segreta all'interfaccia di amministrazione, che gli permetteva di inviare comandi al dispositivo - tramite una shell command-line - senza essere autenticato come amministratore.
Un po' alla cieca ha testato vari comandi ed è riuscito a resettare il router ai suoi settaggi di default, reimpostando l'utenza di primo avvio per l'accesso al pannello di admin. Per chi volesse maggiori informazioni, ecco spiegato come fare direttamente da Eloi in una serie di slide.
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