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sabato 2 maggio 2015

Chi c’è dietro i Black Bloc ?

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Di Salvatore Santoru
Che sia il G8, il G20, l’Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre i cosiddetti “black bloc”, e ogni volta è la stessa storia:automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via.
Oltre a questi eventi, i black bloc si sono visti nelle primavere arabe, e solitamente compaiono nei “riots”,  ad esempio in quelli delle banlieu francesi o nei quartieri inglesi, e tattiche praticamente identiche si sono viste nelle proteste di Ferguson e  Baltimora delle comunità afroamericane.
Black bloc egiziano (notare la curiosa scritta della felpa),  http://www.news24.com
Altri black bloc egiziani (da notare la bandiera diOtpor rivisitata nello stile del gruppo “mascherato”), http://rt.com
Riot di Ferguson 1

mercoledì 4 marzo 2015

Terra dei fuochi, dichiarazione shock di un finanziere: ”Colleghi pagati per insabbiare le inchieste”

Giuseppe Carione, maresciallo in pensione, racconta gli sversamenti di rifiuti nei campi in provincia di Caserta. “Ora lì crescono le fragole, nessuno ha mai scavato: se i pm me lo chiedono, li accompagno sul posto”. Colpa della camorra,
certo. E anche di certa imprenditoria senza scrupoli. Ma se per anni è stato possibile sversare nei campi della Terra dei Fuochi qualsiasi genere di veleno, questo è avvenuto anche grazie al silenzio di pezzi dello Stato, che dovevano controllare i luoghi e perseguire i criminali. Ma qualcuno non ha fatto il suo dovere. Lo afferma un maresciallo in pensione della Guardia di Finanza, che ha raccontato ai magistrati di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) una storia che fa venire i brividi. Si chiama Giuseppe Carione e per quindici anni, dal 1989 al 2004, è stato in servizio presso la compagnia di Aversa con il grado di maresciallo capo e la qualifica di verificatore fiscale. Carione dice di aver visto sotterrare schifezze di ogni tipo nei campi tra Aversa, Lusciano e Parete, nella provincia casertana. Dice che alcuni colleghi finanzieri, tra i quali colonnelli e generali, sapevano tutto, ma hanno chiuso un occhio e non hanno indagato. Dice che su quei terreni ora ci fanno crescere le fragole. “Se i magistrati me lo chiedono, li porterò nei luoghi precisi dove scavare.

domenica 1 marzo 2015

Roma, #noiconsalvini #maiconsalvini: il nostro punto di vista

La scritta "Ladrona" è sparita... ora si chiede il voto anche ai romani... :-D


A cura di nocensura.com

Gli unici discorsi che abbiamo apprezzato della carnevalata di Salvini, sono quelli sopra... :-) il resto solo populismo e propaganda spicciola. Il solito teatrino di piazza, per capirci.

Ieri a Roma si è svolta la manifestazione organizzata dalla Lega Nord e le contro-manifestazioni di centri sociali ed estrema destra scollegata dall'orbita berlusconiana. Per fortuna non ci sono stati scontri, anche perché sono stati dispiegati ben 4.000 agenti delle forze dell'ordine.

Abbiamo dato un'occhiata ad alcuni video che circolano sul web: che dire della manifestazione di Salvini? Populismo puro. Slogan, frasi fatte, promesse irrealizzabili come la flat tax al 15% (che si, sarebbe realizzabile... ma solo riappropriandoci della sovranità monetaria, cosa che non significa solo "uscire dall'euro", la banca che emette e gestisce la moneta deve essere di Stato, non privata come la BCE e come Banca d'Italia. La moneta deve essere accreditata e non addebitata.) ed i soliti improperi contro gli stranieri. Salvini propone di chiudere i campi Rom, senza però specificare dove dovrebbero andare i Rom, la maggioranza dei quali sono italiani. Forse pensa di chiudere i campi e sbatterli in mezzo alla strada? Qualcuno crede che gli organismi internazionali lo permetterebbero? Visto che ci hanno richiamato più volte già oggi, per come vengono trattati i Rom? Ovviamente no. Infatti la Lega quando ha governato, non ha risolto un bel niente. Ma la gente dimentica, dimentica Belsito, dimentica i diamanti, il Trota e gli altri scandali. Chiudere i campi Rom è giusto, perché vivono in condizioni indecenti e costano 3 volte più che se vivessero in una casa normale. Ma i campi Rom sono un business, e quindi vengono mantenuti.

sabato 21 febbraio 2015

I tifosi del Feyenoord accusano la polizia italiana


Di Ignazio Stagno - Il Giornale

La stampa olandese e i tifosi accusano le forze dell'ordine: "Metodi pesanti". Ma l'ambasciata li scarica: "Siete sconsiderati, hanno fatto bene"

Prima devastano il centro storico di Roma e poi accusano la polizia italiana. I tifosi del Feneyoord che hanno vandalizzato la Capitale dopo la risposta della polizia hanno accusato le forze dell'ordine di aver usato "metodi troppo forti" durante gli scontri.

Così su facebook è partita la propaganda del vittimismo degli ultras olandesi con foto di volti insanguinati e poliziotti con i manganelli. A postare le foto sono stati gli stessi tifosi che nel pomeriggio hanno messo a ferro e fuoco il centro di Roma.

Anche la stampa olandese punta il dito contro l'Italia. Il de Volkskrant e il de Telegraaf si concentrano sulla multa di 45mila euro data a un gruppo di tifosi olandesi. Mentre l'Ad.nl accusa la polizia di essere intervenuta in modo "molto pesante" e sceglie una foto molto eloquente sull'azione delle forze dell'ordine. Solo il Dutchnews apre con l'immagine di una piazza di Spagna ridotta ad un campo di battaglia. Ma il titolo è sempre sulla multa.

venerdì 20 febbraio 2015

Turista italiano contromano in bici: arrestato e picchiato dalla polizia olandese



Mentre le autorità italiane permettono ad un manipolo di tifosi facinorosi di spadroneggiare nelle zone turistiche più prestigiose della Capitale, devastando e danneggiando gravemente la Fontana della Barcaccia del Bernini in Piazza di Spagna, in Olanda le cose funzionano diversamente: non avrebbero mai permesso la gazzarra di ieri, GUARDATE COME ARRESTANO E MALMENANO UN TURISTA ITALIANO COLPEVOLE DI ANDARE CONTROMANO IN BICI... LORO SI FANNO RISPETTARE, ANCHE TROPPO!!!

Fonte: guardalo.org

Da pensare anche la vicenda dei due universitari italiani arrestati in Olanda per futilissimi motivi: la loro carta d’identità elettronica era (erroneamente) stata ritenuta falsa dai poliziotti! Eppure si trattava di italiani, di giovani turisti, non certo di clandestini: era evidente. Arrestati e trattati da criminali per un errore degli agenti.



Tratto da: nocensura.com


Quanto ci è costata tra danni e spese la partita Roma - Feyenoord?


OLTRE ai danni perpetrati a Campo de Fiori, in Piazza di Spagna e in altre zone (danni permanenti alla Fontana della Barcaccia del Bernini)
OLTRE al costo della sicurezza (centinaia di agenti mobilitati sin dal giorno prima della partita, durante la quale hanno prestato servizio, pare, circa 1.300 agenti)
OLTRE ai danni di immagine per Roma e per l'Italia intera, con la Capitale in balia di ubriachi che hanno orinato in mondovisione sui più importanti monumenti storici

Ci sono anche i danni sofferti dai commercianti, alcuni dei quali sono stati persino malmenati da tifosi entrati nei negozi prendendo merce senza pagare, altri sono stati costretti a chiudersi dentro per ore.

La nota della Confcommercio: "TRE MILIONI DI DANNI"

"A partire dalla sera del 18 febbraio e per tutta la giornata di ieri, a causa delle chiusure forzate, i negozi del centro hanno avuto una riduzione degli incassi ed un danno commerciale di circa 3 milioni di euro". E' la stima del presidente di Confcommercio Roma, Rosario Cerra, dei danni ai negozianti del centro della Capitale.

QUANTO è COSTATA ALLA COLLETTIVITA' QUESTA PARTITA?!?!?


Staff nocensura.com



Roma - Feyenoord: le immagini più shoccanti degli scontri

Scontri tra ultras del Feyenoord Rotterdam e la polizia italiana: ecco un video con le scene più significative riprese sul campo di battaglia di Piazza di Spagna. Gli ultras hanno bersagliato la Polizia con centinaia di bottiglie di vetro: una pioggia incredibile, come si intuisce anche dal rumore di sottofondo dei cocci di vetro che si rompono.

COME è POSSIBILE CHE SIANO STATI VENDUTI LORO ALCOOLICI, PER DI PIU' IN BOTTIGLIE DI VETRO?!?

Pare ci fossero anche ambulanti abusivi a venderne... perché non è stato impedito?

Sono alcune delle tante domande che meriterebbero risposta...

Fonte: guardalo


Tratto da nocensura


giovedì 12 febbraio 2015

In silenzio Renzi vuole rottamare la Guardia di Finanza!

1. FERMI TUTTI! MATTEO RENZI STA COVANDO LA ROTTAMAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA - 2. SMILITARIZZATE, LE FIAMME GIALLE DIRANNO ADDIO AL MINISTERO DELL’ECONOMIA DI VIA XX SETTEMBRE, DAL QUALE OGGI DIPENDONO, E FINIRANNO AL VIMINALE NELLA POLIZIA DI STATO

Da Dagospia

Addio Fiamme Gialle. Il governo di Matteuccio il rottamatore si appresta a riformare le forze di polizia e l’anello debole sembra proprio essere la Guardia di Finanza. La polizia specializzata nella criminalità economica e nei reati fiscali verrà smilitarizzata e confluirà nella Polizia di Stato. Questa almeno è la prima ipotesi di intervento nell’agenda del governo.

Della riforma delle polizie si sta occupando in gran segreto il ministro Maria Elena Boschi e girano già vari documenti con ipotesi differenti. Molti sono ballon d’essai, provocazioni o piccoli depistaggi. Per dire, gira anche l’ipotesi di una Finanza che resta corpo militare ma finisce sotto l’Arma dei carabinieri. Ma chi ha parlato con la giovane ministra delle Riforme ne ha ricavato che lo schema al momento prescelto sia quello della smilitarizzazione dei finanzieri, con passaggio al Dipartimento della Pubblica Sicurezza (oggi dipendono dal ministero dell’Economia) e quindi al Viminale.

lunedì 9 febbraio 2015

C'è un video: il benzinaio si è difeso!

Le telecamere confermano: Stacchio ha risposto al fuoco dei banditi. Ma ora si temono ritorsioni

Di Marino Smiderle - Il Giornale

VicenzaLa fortuna del benzinaio più twittato dagli italiani sta nelle telecamere. Non quelle delle decine di tv che in questi giorni lo hanno lanciato sulla ribalta nazionale proponendolo come eroe o, per i familiari del nomade ucciso dopo la tentata rapina a Nanto (Vicenza), come giustiziere, bensì quelle installate da Robertino Zancan titolare della gioielleria presa di mira dai banditi.

È grazie a questi filmati che emerge un dettaglio, fondamentale: Graziano Stacchio ha sparato per legittima difesa.

Secondo quanto trapela da ambienti investigativi, dai primi fotogrammi e dall'audio del video ricavato dalle telecamere di sorveglianza viene confermata la versione data dal benzinaio sessantacinquenne. Si sente il rumore del primo colpo sparato in aria dallo stesso Stacchio, si vedono i banditi sorpresi da questa imprevista e imprevedibile reazione da parte di un cittadino che sceglie di non girarsi dall'altra parte. E poi si vedono malviventi fare fuoco ad altezza uomo in direzione della pompa di benzina. A quel punto Stacchio risponde col suo fucile e, presumibilmente, colpisce Cassol. La legittima difesa c'è tutta: se uno mi spara addosso ho tutto il diritto di rispondere. È da qui che partiranno gli avvocati del benzinaio di Nanto per convincere il giudice a respingere l'accusa di eccesso di legittima difesa, reato per cui adesso è indagato («È un atto dovuto», ci tiene a precisare la Procura) quello che Jenny, la commessa che era sola in negozio durante l'assalto della banda, ricorderà sempre come l'uomo che le ha salvato la vita.

domenica 8 febbraio 2015

Ritiro pantente: ecco il cavillo che annulla il test con l'etilometro!

E' incredibile: questa novità (vedi articolo di seguito de ilgiornale.it) renderà molto difficile togliere la patente a chi è ubriaco. L'automobilista ha diritto ad essere assistito da un avvocato, e se non gli viene concesso la prova dell'etilometro è NULLA; nel frattempo che l'avvocato raggiunge il luogo (sicuramente passerà almeno 1 ora) oltre a impedire alle forze dell'ordine di fare altro, danneggiando il servizio, nel frattempo il livello dell'alcool può calare, e l'automobilista passarla liscia, oppure avere una sanzione minore (la sanzione è progressiva: più alta in base alla concentrazione di alcool) UNA NOVITA' IMPORTANTE pertanto, che potrebbe fare discutere di se...

Senza Peli sulla Lingua


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L'automobilista fermato può farsi assistere dal legale. Se la polizia non lo concede, il test è nullo!

C'è un cavillo che rende nullo il test dell'alcol con l'etilometro. Un cavillo che la maggior parte degli automobilisti non conoscono, ma che le Sezioni uniti ha definito fondamentale per la validità del controllo.
L'automobilista che è stato fermato per essere sottoposto alla prova dell'etilometro deve infatti essere informato che può essere assistito da un avvocato. Se le forze dell'ordine non lo avvertono, vuoi per negligenza vuoi per dimenticanza, il risultato può essere invalidato. La nullità del test può, però, essere eccepita soltanto fino alla sentenza di primo grado.

sabato 7 febbraio 2015

Oscurati 124 siti web pirata in Italia: nuovo blitz contro la pirateria online

Ha avuto esiti positivi un nuovo blitz della Guardia di Finanza, con cui sono stati oscurati 124 siti pirata. Aggirare il blocco della GdF è però, come al solito, molto semplice

È stata una denuncia di SKY Italia ad attivare la Guardia di Finanza che in un’operazione chiamata Match Off ha fermato – o quasi – ben 124 siti online, nel tentativo di rallentare il fenomeno dilagante della “pirateria audiovisiva” sul web. I siti sono stati oscurati, ovvero i server sono ancora attivi ma gli indirizzi non sono raggiungibili con i più popolari DNS nazionali.
I siti in questione trasmettevano contenuti sia in diretta streaming che on-demand, fra cui“numerosi eventi sportivi ed interi campionati” di discipline diverse. Trovavamo inoltre concerti musicali, film e opere televisive, il tutto naturalmente senza uno straccio di diritti e su server localizzati all’estero. I siti riportavano anche un palinsesto con gli appuntamenti in diretta più importanti da seguire.
I portali oscurati dalla GdF guadagnavano mediante l’uso dei tradizionali banner pubblicitariinseriti nel corso delle trasmissioni e nelle pagine e con un sistema atto a massimizzare i profitti “anche in danno del mercato pubblicitario”. In sostanza, le indagini hanno permesso di scoprire che una parte dei contatti pubblicitari veniva riconosciuta anche senza alcuna interazione da parte degli utenti.

mercoledì 4 febbraio 2015

Poliziotti italiani seguono auto, bloccati da svizzeri: disarmati, alcol test

Poliziotti italiani seguono auto, bloccati da svizzeri: disarmati, alcol test

COMO – Due poliziotti italiani fermati, disarmati, sottoposti a test con l’etilometro e interrogati per ore dai colleghi della Polizia Cantonale Ticinese.
Rischia di provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera quanto accaduto alcuni giorni fa lungo l’autostrada A9, dove un automobilista italiano, poi rivelatosi ubriaco, è fuggito in Svizzera dopo avere speronato una pattuglia della Polstrada di Busto Arsizio. Il fatto risale alla notte tra il 25 e il 26 gennaio scorso, ma si è appreso soltanto dopo.
Il fuggitivo è stato inseguito in territorio italiano da una pattuglia della Squadra Volante di Como che, quando ha capito che l’uomo intendeva scappare in Svizzera, ha chiesto e ottenuto dal Centro di cooperazione doganale di Chiasso l’autorizzazione ad entrare nella Confederazione elvetica sulla base delle disposizioni degli accordi di Schengen.

venerdì 30 gennaio 2015

Forze dell'ordine allo sfascio: la lettera del SAP


Dalla pagina FB di Magdi Cristiano Allam

Il sindacato di Polizia condanna il ministro dell'Interno: "Caro Alfano, aspetti i morti per dare sicurezza all'Italia?" e boccia il suo operato per la "inaccettabile inerzia"
In un articolo pubblicato sul sito del giornale.it a firma di Andrea Riva, si annuncia che Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia), ha scritto una lettera ad Alfano in cui denuncia che "l'Italia vive da tempo una gravissima emergenza sicurezza che si è aggravata nelle ultime settimane dopo gli attentati e gli attacchi in Francia e in Belgio".
Tonelli dice di essere no costretto a "registrare una inaccettabile inerzia del Ministero dell'Interno e del Dipartimento della pubblica sicurezza che si sono limitati ad inviare circolari di prassi a prefetture e questure per rafforzare - sulla carta - controlli e servizi di vigilanza. Peccato però che la sola Polizia di Stato abbia 18.000 operatori in meno come organico: come facciamo a proteggere redazioni di giornali, sinagoghe e altri obiettivi sensibili?".
A ciò si aggiunge anche il fatto che "molti presidi di Polizia delle frontiere siano destinati alla chiusura per via della spending review, così da rendere quasi impossibili i controlli all'immigrazione clandestina, fenomeno attraverso il quale - sono parole del Ministro Gentiloni - potrebbero arrivare in Italia soggetti non ben intenzionati".
Praticamente, in Italia accade l'opposto di ciò che sta avvenendo Oltralpe: "In Francia assumono agenti e stanziano risorse importanti per la sicurezza, da noi si taglia ancora grazie alla legge di stabilità e si tengono al palo 1.000 / 1.500 ragazze e ragazze che hanno vinto un concorso per entrare in Polizia, ma che non sono ancora stati chiamati. Senza contare che ci mancano 23.000 quadri intermedi tra Ispettori e Sovrintendenti, fondamentali per le attività di polizia giudiziaria e di intelligence".
L'unità speciale antiterrorismo in Italia è ridotta all'osso: "In Italia - è bene saperlo - abbiamo soltanto 120 NOCS, le cosiddette "teste di cuoio" della Polizia di Stato. Sono operatori altamente preparati e straordinariamente formati per le emergenze terroristiche, ma agiscono in contesti ben specifici e non svolgono azioni di prevenzione e di controllo del territorio".

giovedì 22 gennaio 2015

Usa. Alza le mani, il poliziotto lo uccide lo stesso. Con sei colpi. VIDEO

Usa. Alza le mani, il poliziotto lo uccide lo stesso. Con sei colpi. VIDEO

NEW YORK – Non gli è bastato fare quello che il poliziotto gli aveva chiesto per salvarsi. E’ sceso dall’auto, mani in alto, e per tutta risposta è stato ucciso con almeno sei colpi di pistola dall’agente. Un nuovo video punta il dito contro la polizia americana, accusata ancora una volta, se non di razzismo (visto che questa volta sono di colore sia l’agente sia la vittima), di avere il grilletto troppo facile.
Il video risale al 30 dicembre in New Jersey e mostra come l’agente Braheme Days abbia sparato, ferendolo a morte, a Jerame Reid, un afroamericano di 36 anni, sceso dall’auto con le mani alzate.
Days, un agente di colore, urla ”fammi vedere le mani”, prima di rivolgersi al suo partner per comunicargli di aver visto una pistola nell’auto di Reid, fermata per aver saltato uno stop. Al volante della vettura c’è Leroy Tutt che mostra le mani alzate. Reid e’ seduto sul lato passeggero: dal video non si capisce cosa stia facendo, ma Days continuava a ripetergli di non muoversi.
”Ti sparo. Se tocchi qualcosa sei morto” grida Days. ”Non c’e’ motivo di toccare nulla, scendo dall’auto e mi metto a terra” afferma Reid. Reid scende poi dall’auto e Days spara almeno sei colpi. Reid ha trascorso 13 anni in carcere per aver sparato a un poliziotto quando era un teenager e lo scorso anno e’ stato arrestato per possesso di droga. Days e’ uno degli agenti che lo ha arrestato.

Il video

martedì 20 gennaio 2015

Radar per vedere dentro casa: la Polizia ne è già dotata

Almeno 50 delle forze dell'ordine negli Stati Uniti, hanno segretamente dotato i loro ufficiali di dispositivi radar che permettono loro di vedere in modo efficace attraverso i muri delle case per vedere se qualcuno è dentro, una pratica  che sta sollevando nuove preoccupazioni circa quello che può sorvegliare il governo e la privacy violata dei cittadini.

Queste agenzie, tra cui l'FBI e gli U.S. Marshals Service, hanno iniziato a implementare i sistemi radar più di due anni fa con poco preavviso ai tribunali e di divulgazione pubblica di quando e come sarebbero stati utilizzati. La tecnologia solleva questioni legali e di privacy perché la Corte Suprema degli Stati Uniti ha detto che gli ufficiali in genere non possono utilizzare i sensori ad alta tecnologia per controllare l'interno della casa di una persona senza prima 


Come funziona il radar per vedere dentro casa
I radar funzionano come sensori di movimento finemente sintonizzato, tramite onde radio a zero sui movimenti lievi , come la respirazione umana da una distanza di oltre 50 metri. Essi possono rilevare se qualcuno si trova all'interno di una casa, dove sono e se sono in movimento.
Funzionari federali, dicono queste informazioni sono fondamentali per mantenere gli ufficiali in sicurezza, se hanno bisogno di prendere d'assalto edifici o il salvataggio di ostaggi.
Ma i sostenitori della privacy e giudici hanno comunque espresso preoccupazione per le circostanze in cui le forze dell'ordine potrebbero utilizzare il radar - e il fatto che finora hanno fatto senza controllo pubblico.

Parcheggiatore abusivo picchia cliente, nessuno interviene [VIDEO]

Ormai la situazione in molte realtà italiane è fuori controllo. I parcheggi, anche quelli di Ospedali e altri servizi essenziali, sono in mano al racket dei parcheggiatori. E per andare al mare, ma anche a farsi una visita all'ASL o andare a trovare un caro ricoverato all'ospedale i cittadini devono pagare il PIZZO ai parcheggiatori abusivi, per evitare di vedersi danneggiare la vettura e in alcuni casi vedersi mettere le mani addosso. 

Da notare come l'atteggiamento di molti di questi figuri sia prepotente o intimidatorio nei confronti di anziani e donne sole.

Tutto questo NON AVVIENE IN NESSUN ALTRO PAESE EUROPEO. SOLO IN ITALIA! Ed è bene ricordare come questo RACKET sia gestito dalle organizzazioni criminali che a loro volta pretendono il pizzo dai parcheggiatori per concedere loro di lavorare in una determinata zona. 

Venditori ambulanti abusivi e "bancarellari", parcheggiatori, tutti questi "lavori" sono gestiti dalle mafie, persino il "cocco bello" in spiaggia, come hanno dimostrato "Le Iene" e diverse inchieste della magistratura, con bande violente e organizzate che gestiscono ampi territori e realizzano profitti milionari.

Staff nocensura.com
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Il parcheggiatore abusivo picchia un cliente, che cade a terra svenuto senza che nessuno dei passanti intervenga. È successo a Napoli, davanti alle telecamere di sorveglianza di alcuni esercizi in zona via Marina-Loreto Mare.
Dalle immagini, si vede chiaramente i due avere un brevissimo colloquio, poi il parcheggiatore abusivo parte con un gancio e stende l’autista che aveva appena parcheggiato la sua vettura. Si dice che l’uomo non volesse pagare “il pizzo” all’aggressore, che dopo qualche minuto, tra lo stupore dei passanti, ha aiutato la vittima ad alzarsi.
La polizia sta visionando le immagini di diverse angolazioni e presto potrebbero scattare provvedimenti nei confronti del parcheggiatore abusivo.

Fonte: controcopertina.com


Tratto da: nocensura.com


venerdì 9 gennaio 2015

Francia: si suicida poliziotto che indaga su 'Charlie Hebdo'

Francia:  si suicida poliziotto che indaga su 'Charlie Hebdo'

Un ufficiale di polizia francese coinvolto nelle indagini dell'attentato alla sede della rivista Charlie Hebdo a Parigi si è ucciso all’alba di ieri, secondo i media locali.

Il vice direttore dell'Ufficio federale di Limoges, di 44 anni, si è tolto la vita nel suo ufficio con la sua arma di servizio.
Secondo il quotidiano 'Le Populaire du Centre', stava lavorando nella missione della Polizia Giudiziaria sul caso 'Charlie Hebdo'.
 
Finora, non si è potuto stabilire un legame tra l’indagine sul massacro e la causa del suicidio.

martedì 16 dicembre 2014

Roma: vigili si addormentano in auto, gli rubano autovelox

Guarda la versione ingrandita di Roma: vigili si addormentano in auto, gli rubano autovelox. Dovranno ricomprarlo
Roma: vigili si addormentano in auto, gli rubano autovelox. Dovranno ricomprarlo
Di Blitz quotidiano
ROMA – Sarà che erano le due di notte, sarà stata anche colpa dell’aria calda nella macchina, fatto sta chedue vigili di Roma si sono addormentati proprio mentre erano in servizio in zona Casilina. E, durante il pisolino, qualcuno ha rubato l’autovelox, compresa la costosa macchina fotografica sopra il cavalletto. E ora i due vigili, accertato che non sono stati narcotizzati ma si sono semplicemente addormentati, dovranno anche risarcire l’Amministrazione. La vicenda la spiega Emilio Orlando su Repubblica:
I due agenti, forse stanchi e infreddoliti, si erano addormentati storditi dall’aria calda che avevano acceso all’interno dell’abitacolo per riscaldarsi: è bastato un momento di distrazione e i malviventi sono entrati in azione. Ma chi rischierebbe di rubare un autovelox a pochi metri di distanza da due vigili? A questa domanda la sezione di polizia giudiziaria della municipale sta cercando di dare una risposta. La denuncia presentata dalla municipale alla procura della Repubblica, per il momento, è contro ignoti.
Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un sabotaggio di matrice estremistica: qualcuno potrebbe essersi infatti avvicinato passando per la cunetta, e aver sottratto la fotocellula insieme alla valigetta e alla macchina fotografica applicata sul cavalletto. Un’altra pista è quella di un dispetto di un automobilista, “pizzicato” dal macchinario mentre sfrecciava sulla via Casilina a folle velocità. Ma non si esclude nemmeno che il ladro, forse aiutato da alcuni complici, mirasse a impossessarsi della costosa macchina fotografica e dell’obbiettivo compresi nel kit di misurazione della velocità. In uno primo momento, l’ipotesi avanzata è che i due vigili fossero stati narcotizzati, magari ricorrendo all’uso di un sonnifero gassoso introdotto nell’abitacolo dalle prese dell’aria condizionata.

domenica 7 dicembre 2014

In Grecia la polizia antisommossa carica anche persone sulla sedia a rotelle

athens disabilities
Se non vi indignano più neanche queste immagini vuol dire che l'informazione di regime ha quasi completato la sua opera

Nella giornata internazionale per le persone con disabilità, alcuni greci su sedia a rotelle si sono recati davanti al Ministro delle Finanze nel centro di Atene per protestare contro le misure d'austerità e i tagli ai sussidi medici di cui godevano. In un paese sotto commissariamento della Troika e in pieno collasso del Welfare State, può anche accadere che la polizia antisommossa pensi che queste persone possano occupare l'edificio e quindi proceda a questa reazione. “Passo oltre”, ha detto un ragazzo sulla sedia a rotella, “cosa vuoi farmi? Picchiarmi?”. Un uomo anziano ha oltrepassato il cordone di polizia gridando “lasciatemi passare”.

Se non vi indignano più neanche queste immagini e se non capite che (come il Jobs Act di Renzi che si allinea a tutto quello che la Troika ha imposto in Grecia negli ultimi mesi) questa disumanizzazione può presto impossessarsi del nostro paese, vuol dire che l'informazione di regime ha quasi completato la sua opera. 


http://youtu.be/VwFs10TdTPM


lunedì 1 dicembre 2014

Caso Cucchi: gli agenti querelano Celentano

Celentano, header del blog
Di Francesco Stati - oltremedianews.it
Gli agenti di polizia penitenziaria, tramite i loro rispettivi avvocati, hanno depositato questa mattina presso il Tribunale penale di Roma una denuncia-querela nei confronti di Adriano Celentano per i contenuti di un post a sua firma presente sul suo blog. Il cantautore milanese ha infatti scritto parole pesanti nei confronti sia dei magistrati (definendoli “[…] ignavi, […] anime senza lode e senza infamia, i più pericolosi, e giustamente il poeta li condanna”) sia degli agenti di polizia penitenziaria (nell’articolo si legge: ” Ma adesso dove sei tu è tutto diverso, lì si respira l’amore del Padre che perdona e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire” e ancora “Sei finalmente libero […] di amare e scorrazzare […] senza più il timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti”). Tali frasi hanno suscitato l’indignazione degli agenti di polizia penitenziaria, che nella querela hanno sottolineato come “le affermazioni di Celentano non corrispondono al vero – come tra l’altro statuito in ben due sentenze di merito – e sono gravemente lesive del nostro onore, reputazione e decoro”.
Le polemiche sul caso Cucchi non accennano a placarsi, e la morte di Stefano si sta trasformando sempre più in una battaglia giuridica ancor prima che etica: avremo mai il diritto di sapere la verità su questa tragica morte?

Fonte: oltremedianews.it



domenica 30 novembre 2014

Da Ferguson all’Eternit, la nostra rabbia non li preoccupa

Ferguson come l’Eternit, come Stefano Cucchi e le elezioni in Emilia Romagna. Non è una forzatura. Sono molti i fili che legano quattro episodi lontani tra loro geograficamente, socialmente, per poteri statuali interessati. Il primo, il più evidente, è la logica sostanziale della giustizia, che riguarda i primi tre. Non è una novità che gli industriali vengano assolti per i reati commessi all’interno della propria “attività imprenditoriale”, così come non lo è la salvezza garantita ai poliziotti che ammazzano senza alcun motivo. La novità sta nella dimensione della strage. La sentenza Eternit arriva a cancellare responsabilità per oltre 2.000 morti accertati finora e per le migliaia che si verificheranno nei prossimi anni. E non dovrebbe esistere differenza, in sede giudiziaria, tra un omicidio commesso con un’arma da fuoco o da taglio e uno (un numero indefinibile, in questo caso) realizzato esponendo consapevolmente un’intera popolazione all’azione cancerogena dell’amianto. Un veleno è un veleno; non c’è differenza tra il metterlo nella minestra o sulla catena di montaggio. Cambia solo la dimensione.
Ferguson e Cucchi sono molto più simili. Non c’è differenza tra un bianco e un nero, tra Italia e Usa. Lì come qui, i poliziotti che uccidono ritengono di “aver semplimente fatto il nostro lavoro”, o perlomeno si giustificano con questa frasetta usata da Proteste negli Usa per l'omicidio di Fergusontutti i nazisti di seconda schiera (e che non venne accolta nel processo di Norimberga, giustamente). E pretendono l’impunità, minacciando. La novità sta nel ritorno prepotente al passato remoto, all’impunità dichiarata per il potere economico e i suoi guardiani armati. La novità sta dunque nella cancellazione totale delle culture sorte dalla grande sommossa globale degli anni ‘60 e ‘70, che avevano – tra l’altro – spinto decisamente per inverare il principio giuridico astratto “la legge è uguale per tutti”. Processando i criminali economici e militari nelle piazze e spesso anche nei tribunali, portando il barlume della coscienza critica anche tra alcuni magistrati, e persino tra alcuni poliziotti.
Sarebbe facile concluderne che si tratta solo della solita “giustizia di classe”, quindi di una riscoperta dell’acqua calda. La definizione è giusta, naturalmente, ma se ripetuta in modo atemporale, per eventi distanti migliaia di chilomentri o alcune decine di anni, diventa uno slogan già sentito, che spiega poco. Che disarma, invece di mobilitare. Intanto: di quale classe? E con quali metodi? Parlare di “borghesia” quando si analizzano le imprese multinazionali o i consigli di amministrazione delle banche d’affari globali restringe la possibilità di capire. Stiamo parlando di un’evoluzione della specie che fa apparire i “padroni” del Novecento come una scimmia a confronto con l’uomo. Non a caso i nostrani “padroncini” italiani si comportano esattamente come residui di un modo di “fare impresa” che era arretrato anche cinquant’anni fa: evasione fiscale, bilanci truccati, appalti pubblici, mazzette, bassi salari e zero diritti, dipendenza dal sistema bancario, familismo amorale.
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