Visualizzazione post con etichetta povertà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta povertà. Mostra tutti i post

domenica 22 gennaio 2017

La menzogna che viviamo, di Spencer Cathcart



In questo momento potresti essere ovunque, potresti fare qualsiasi cosa, invece sei seduto da solo di fronte a uno schermo.

Ma cos'è che ci ferma dal fare quel che vogliamo fare? Dall'essere ciò che vogliamo essere?

Ogni giorno ti svegli nella stessa stanza e segui gli stessi schemi, vivi la stessa giornata del giorno prima.

E' pur vero che un tempo ogni giorno era una nuova avventura.

Lungo la strada è cambiato qualcosa.

Prima i nostri giorni non avevano tempo, ora sono schematici.

E' questo che vuol dire crescere? Essere liberi?

Ma siamo veramente liberi?


Cibo, acqua, terra. Le uniche cose che ci servono per sopravvivere sono possedute dalle società.

Non c'è più cibo per noi sugli alberi, né acqua potabile nei fiumi, né terra dove si possa costruire una casa.

Se provi a prendere quello che ha da darti la Terra sarai isolato.

Quindi seguiamo le loro regole.

Abbiamo scoperto il mondo attraverso i libri di testo.

Per anni stiamo seduti e ripetiamo quello che ci viene detto.

Sottoposti a prove e classificati come soggetti da laboratorio.

Cresciuti per non essere mai niente di speciale in questo mondo, per non creare differenze.

Abbastanza intelligenti da fare il nostro lavoro ma non da chiederci il perché lo facciamo.

Quindi lavoriamo duro e non abbiamo mai tempo di vivere la vita per cui stiamo lavorando.

Finché arriva un giorno in cui siamo troppo vecchi per il nostro lavoro e siamo lasciati a morire.

Saranno i nostri figli a prendere il nostro posto.

Per noi il nostro cammino è importante, ma insieme non siamo altro che carburante.

Il carburante dell'élite. L'élite che c'è dietro le multinazionali.

E' il loro mondo e la risorsa più preziosa non è nella terra: siamo noi.

Noi costruiamo le loro città, noi mettiamo in moto le loro macchine, noi combattiamo le loro guerre.

Dopo tutto, ciò che li guida non sono i soldi: è il potere.

I soldi sono semplicemente l'arma che usano per dominarci.

Inutili pezzi di carta da cui dipendiamo per sfamarci, per spostarci, per divertirci.

Ci danno i soldi e in cambio noi gli diamo il mondo.

Dove c'erano alberi che pulivano la nostra aria ora ci sono fabbriche che la inquinano.

Dove c'era acqua da bere, ci sono rifiuti tossici che puzzano.

Dove gli animali correvano liberi, ci sono le imprese agricole che li fanno nascere e li scuoiano per il nostro appetito.

Oltre un miliardo di persone muore di fame anche se c'è abbastanza cibo per tutti. Dove va a finire?

Il 70% del grano che coltiviamo è cibo destinato a ingrassare gli animali che mangiamo per cena.

Perché dovremmo aiutare chi muore di fame quando non guadagneremmo nulla con ciò?

Siamo la piaga che affligge la Terra, devastiamo quello che ci permette di vivere.

Vediamo tutto come qualcosa che può essere venduto, come un oggetto da possedere.

Ma cosa accadrà quando avremo inquinato l'ultimo fiume? Quando avremo avvelenato anche l'ultimo respiro d'aria? Quando non avremo più il carburante per i camion che ci portano il cibo?

Quand'è che capiremo che i soldi non possono essere mangiati, che non hanno alcun valore?

Non stiamo distruggendo il pianeta. Stiamo distruggendo ogni forma di vita su di esso.

Ogni anno migliaia di specie si estinguono. E manca poco affinché noi saremo i prossimi.

Se vivi in America c'è il 41% di possibilità di contrarre un cancro.

Una patologia cardiaca uccide un americano ogni tre.

Prendiamo medicine per affrontare questi problemi, ma le cure mediche sono la terza causa di morte dopo il cancro e le malattie cardiache.

Ci viene detto che tutto può essere risolto dando soldi alla Scienza, così gli scienziati scopriranno un modo per eliminare il problema.

Ma le industrie farmaceutiche traggono vantaggio dalle nostre sofferenze.

Pensiamo di correre ai ripari, ma il nostro corpo è il prodotto di ciò che mangiamo, e il cibo che mangiamo è studiato per ottenere profitto.

Ci riempiamo di sostanze tossiche.

Il corpo degli animali è infestato da medicine e malattie.

Ma non vediamo tutto ciò.

Le associazioni che detengono il potere mediatico non vogliono che noi sappiamo, quindi ci inondano di fantasie che spacciano per realtà.

E' divertente pensare che gli umani pensavano che la Terra fosse il centro dell'universo.

Ma, ancora una volta, continuiamo a vederci al centro del pianeta.

Indichiamo la nostra tecnologia dicendo che siamo i più intelligenti.

Ma veramente computer, macchine e industrie affermano quanto siamo intelligenti?

Forse mostrano quanto siamo diventati pigri.

Ci mascheriamo dietro la parola "civilizzazione", ma quando la togliamo, di noi, cosa resta?

Siamo inclini a dimenticare che solo negli ultimi cento anni abbiamo concesso il diritto di voto alle donne, il diritto di equità ai neri.

Ci atteggiamo come se fossimo tutti istruiti su tutto, ma sono molte le cose che non riusciamo a vedere.

Camminiamo per strada e ignoriamo tutte le cose più piccole.

Gli occhi che ci guardano, le storie che vorrebbero condividere.

Vediamo tutto come uno sfondo di "me".

D'altra parte abbiamo paura di non essere soli, di essere parte di qualcosa di più grande.

Ma abbiamo fallito nel creare una connessione.

Ci va bene ammazzare maiali, mucche galline, uomini di un'altra terra.

Ma non i nostri vicini, non i nostri cani, i gatti, quelli che abbiamo compreso ed amato.

Definiamo le altre creature come stupide e puntiamo il dito contro loro per giustificare le nostre azioni.

Ma vi sembra giusto uccidere solo perché possiamo e abbiamo sempre potuto farlo? O proprio questo ci mostra quanto poco abbiamo imparato?

Continuiamo a agire attraverso l'aggressività degli uomini primitivi più che attraverso il pensiero e la compassione.

Un giorno la sensazione che chiamiamo "vita" ci lascerà.

I nostri corpi marciranno, i nostri averi più preziosi passeranno ad altri.

Le azioni compiute in vita saranno le uniche cose a restare di noi.

La morte ci circonda sempre, eppure sembra essere lontana dalla realtà di tutti i giorni.

Viviamo in un mondo sull'orlo del collasso.

Le guerre di domani non avranno vincitori.

La violenza non sarà mai la risposta ma ucciderà ogni possibile soluzione.

Se tutti scavassimo tra i nostri desideri più profondi scopriremmo che i nostri sogni non sono così diversi.

Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: essere felici.

Facciamo il mondo a pezzi senza cercare altro che gioia, senza mai guardare dentro di noi.

La maggior parte delle persone più felici sono quelle che hanno di meno.

Siamo veramente così felici con i nostri iPhones? Le nostre grosse case, le nostre macchine alla moda?

Siamo disconnessi. Idolatriamo persone che non incontreremo mai.

Assistiamo a avvenimenti straordinari sugli schermi e all'ordinario da ogni altra parte.

Aspettiamo che qualcuno ci porti un cambiamento senza mai pensare a iniziare a cambiare noi stessi.

Le elezioni presidenziali possono essere assimilate al lancio di una moneta: sono due facce della stessa medaglia.

Scegliamo quale faccia vogliamo e abbiamo l'illusione della scelta, del cambiamento.

Ma il mondo è sempre lo stesso.

Non riusciamo a capire che i politici non servono noi; ma servono chi ha dato loro il potere.

Ma in un mondo di pecore ci siamo scordati di seguire la strada che ci eravamo prefigurati.

Basta aspettare un cambiamento.

Tu sei il cambiamento che vuoi vedere.

Non siamo arrivati fin qui stando seduti comodi.

La razza umana è sopravvissuta non perché fosse la più veloce, o la più forte, ma perché ha cooperato.

Abbiamo eccelso nell'arte di uccidere.

Adesso perfezioniamo l'arte di goderci la vita.

Tutto ciò, non per salvare il pianeta.

Il pianeta sarà qui indipendentemente dalla nostra sopravvivenza.

La terra ha girato per miliardi di anni, e ognuno di noi sarà fortunato a viverne ottanta.

Siamo una goccia nell'oceano, ma il nostro impatto dura per sempre.

Spesso mi sarei augurato di vivere in un'era dove non c'erano i computer.

Ma ho capito che non c'è nessuna ragione per volere ciò, perché questo è l'unico periodo della storia in cui ho sempre voluto vivere.

Perché oggi abbiamo un'opportunità mai avuta prima.

Internet ci ha dato il potere di condividere un messaggio e di unire milioni di persone in tutto il mondo.

Finché possiamo è nostro dovere usare la tecnologia per unire, più che per combatterci.

Nel bene o nel male, la nostra generazione determinerà il futuro della vita su questo pianeta.

Possiamo anche continuare a servire questo sistema di distruzione finché non rimanga di noi alcuna
traccia di esistenza;

oppure possiamo uscire da questo sonno ipnotico, capire che non stiamo evolvendo ma regredendo.

Questo esatto momento è l'attimo portato da ogni passo, ogni respiro, ogni morte, fino ad adesso.

Puoi decidere di scegliere la tua strada, o seguire la via che hai già preso migliaia di altre volte.

La vita non è un film, le battute non sono già state scritte, siamo noi gli scrittori.

Questa è la tua storia, la loro storia, la nostra storia.

Spencer Cathcart

Fonte: link al video originale

Tratto da:http://utopiarazionale.blogspot.com.es/2015/07/la-menzogna-che-viviamo-di-spencer.html


martedì 3 gennaio 2017

Grecia: i pazienti muoiono, ma lo Stato non ha soldi. Grazie austerity!



La Grecia è ormai al collasso e la permanenza nell’Euro sta portando la nazione sull’orlo del baratro. Mancano i soldi anche per le analisi del sangue e i pazienti muoiono per interventi di routine.

L’austerity ha ormai messo in ginocchio la Grecia, che da anni arranca e cerca di non cadere nel baratro di disperazione da cui non riesce ad uscire. La crisi non accenna a rallentare e le finanze pubbliche sono ormai ridotte all’osso.
Dopo sette anni di politiche di austerity anche gli ospedali arrivano al collasso e le strutture sanitarie non hanno più soldi.
L’inchiesta svolta del The Guardian mostra chiaramente come la Grecia sia ormai alla disperazione, causata da politiche economiche errate. Le strategie di austerità non hanno infatti funzionato, portando invece il paese a dover sopportare una crisi profonda.
Crisi che adesso intacca anche il sistema sanitario e potrebbe portare a tremende ripercussioni per il Paese: l’aumento della mortalità.
La situazione sembra infatti ad un punto di non ritorno e le strutture sanitarie non sembrano avere i mezzi, né finanziari né di altro genere, dal momento che nelle strutture si cominciano ad avere carenze di personale, macchinari e attrezzatura.
Una situazione che sta portando la Grecia a diventare più vicina ad un paese del terzo mondo, invece che ad un Paese europeo. Nel caso in cui non si riuscisse a trovare una soluzione le ripercussioni potrebbero essere pesanti e a farne le spese sarebbero solo i cittadini.
Ecco cosa emerge dalle ricerche svolte dal The Guardian, che ci mostra uno spaccato inquietante.

L’austerità in Grecia non conosce tregua

Nel 3.200 a.C. in Grecia sorge il primo insediamento civilizzato nella storia europea, si cominciano a sviluppare le prime tipologie di arte e codificazione della cultura. Nel 3.200 a.C. insieme alla Grecia nasceva la cultura e l’umanità si cominciava ad innalzare dal suo stato bestiale, divenendo così uomo.
Nel 2017 la Grecia è invece un Paese sottosviluppato, dove le persone muoiono perché i soldi per la spesa sanitaria sono stati tagliati. L’Euro e le politiche di austerità sono riuscite in ciò che nessun altro popolo barbaro è riuscito ad attuare: distruggere la culla della cultura antica e moderna.
I dati che emergono sulla sanità in Grecia sono infatti agghiaccianti e ci mostrano un paese distrutto dalla crisi. La spesa sanitaria negli ultimi anni è stata diminuita a tal punto che ora è 1/3 per abitante, rispetto all’inizio della crisi.
In Grecia si muore per l’austerity e non è un modo di dire, ma una dichiarazione che arriva da Michalis Giannakos, direttore della Panhellenic Federation of Public Hospital Employees.
Giannakos afferma che ormai negli ospedali della Grecia si muore (dice testualmente al The Guardian, “Our hospitals have become danger zones”.), perché non ci sono i mezzi per curare chi si ammala.
I pazienti potrebbero essere curati, ma mancando il personale, le attrezzature e i medicinali non si può fare nulla.
Le condizioni igenico sanitarie cominciano così a risentire della situazione e i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control mostrano uno sfacelo senza precedenti:
  • 10% dei pazienti negli ospedali greci rischia di contratte infezioni;
  • le morti per infezioni di questo tipo si stima abbiano ucciso 3.000 pazienti nell’ultimo periodo.
Un disastro che viene confermato anche da Giannakos,che riporta una situazione al limite dell’assurdo. Ogni 40 pazienti c’è un infermiere, i reparti di terapia intensiva continuano a perdere letti, arrivando a tagli 150 posti rispetto al 2011.
In Grecia si comincia così a morire per gli interventi di routine.
Giannakos, alle colonne del The Guardian, spiega come la settimana precedente una donna sia morta dopo un semplice intervento ad una gamba. L’infezione contratta in ospedale è stata infatti la causa del decesso.

Sulla sanità greca pesa la crisi e l’austerity

Le infezioni sono ormai all’ordine del giorno, mostrando una situazione che non si riscontra neanche negli ospedali da campo. Nelle strutture manca spesso il sapone antisettico, quindi i medici non possono lavarsi prima dell’intervento, ma anche se ci fosse il carico di lavoro non lo permetterebbe.
I pochi medici hanno infatti così tanti impegni che non hanno il tempo per lavarsi e spesso iniziano le operazioni senza averlo fatto.
Lo stesso avviene per la preparazione delle camere, dove più pazienti passano per lo stesso letto, senza che vengano cambiate le lenzuola. Una situazione che porta a contrarre infezioni e all’aumento del tasso di mortalità.
Nessun paese in Europa ha subito una pressione fiscale e una stretta alle finanze pubbliche come quella che è avvenuta in Grecia. Per i 300 miliardi che sono arrivati dal fondo salva stati le ripercussioni sono state tremende:
  • taglio della produzione del 25%;
  • corrosivi tagli alla spesa pubblica;
  • 25.000 licenziamenti solo nella sanità pubblica;
  • spesa sanitaria che passa dal 9.9% del Pil all’attuale 4.7%.
Oltre 2.5 milioni di Greci si trova così senza assistenza sanitaria e a doversi rivolgere alle strutture private per le più semplici analisi. Molti ospedali non effettuano più le analisi del sangue, dal momento che i testi di laboratorio sono troppo costosi. 
La maggior parte delle macchine per le radiografiche e le tac non hanno i pezzi di ricambio e non possono esser quindi utilizzate.
La sanità pubblica, dice Yiannis Papadatos, dottore intervistato dal The Guardian, si regge in piedi grazie alle donazioni. La maggior parte delle macchine sono infatti state donate, il personale lavora spesso senza essere pagato per le sue ore di straordinario e la sanità pubblica procede, sebbene con molti problemi, grazie ai soldi di benefattori e privati.

Sistema sanitario greco: il peggio deve ancora venire

La crisi peggiore sembra però ancora da affrontare, dal momento che a breve mancheranno gli specialisti. Il paese non ha opportunità per i giovani medici, che si trovano costretti ad emigrare, andando in Gran Bretagna o in Germania.
I giovani laureati non hanno prospettive di crescita né nel settore pubblico né nel privato e così emigrano. Ciò negli anni porta ad un impoverimento senza precedenti, ad una mancanza estrema di risorse e nuovi studenti.
Il sistema sanitario della Grecia potrebbe quindi ben presto arrivare al collasso totale, non solo per la carenza di mezzi.
Fonte: forexinfo.it

lunedì 4 luglio 2016

Le Associazioni son tutte d'accordo: l'Italia va a picco. Ma per Renzi "siamo un grande Paese"



Tasse più alte d'Europa, lavoratori sfiduciati, crisi, disoccupazione, saldi in forse. Mai così male, ma da Bruxelles il Premier continua a lanciare slogan sconclusionati



Gli ultimi dati Istat sul calo di fiducia di imprese e consumatori sono impietosi: peggiorano soprattutto le aspettative dei consumatori sulla disoccupazione e quelle delle imprese sul miglioramento dei livelli occupazionali. Si tratta di un "dato allarmante, che conferma le preoccupazioni circa l'andamento ancora incerto ed instabile della nostra economia", secondo Federconsumatori e Adusbef. E anche il Codacons vi legge "un brutto segnale, che rischia di avere ripercussioni sulle vendite durante i prossimi saldi e sulle spese delle famiglie per le vacanze estive".

"La terza diminuzione consecutiva dell'indice sulla fiducia delle famiglie conferma purtroppo le previsioni del Codacons sulla debole propensione alla spesa da parte dei consumatori", ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi. "La fiducia in calo, infatti, si ripercuote in modo diretto sui consumi nel breve termine. Non a caso le stime del Codacons sui saldi estivi non prevedono corse all'acquisto né incrementi delle vendite". "Non c'è da sorprendersi se la fiducia sulle prospettive economiche non migliora. Dalla disoccupazione all'andamento del potere di acquisto, i cittadini non intravedono spiragli di miglioramento," dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, che hanno chiesto al Governo un piano straordinario per il lavoro.
E secondo Confartigianato è anche peggio: i cittadini italiani pagano 28 miliardi di tasse in più rispetto alla media europea, circa 461 euro di maggiori tasse pro capite. Le nostre imprese perdono 269 ore l'anno per adempimenti burocratici, circa 92 ore in più rispetto alla media europea, e sono gravate da una pressione fiscale complessiva del 64,8% contro una media europea del 40%. La pubblica amministrazione statale ha debiti con le imprese che forniscono beni e servizi per oltre 65 miliardi e mezzo.

Ma Renzi da quest'orecchio non ci sente e, da Bruxelles, dove è a discutere di Brexit, tra un selfie e l'altro spara la "renzata" del giorno: "Penso che questo sia un momento di grandi cambiamenti. Le differenze non sono quelle tradizionali tra destra e sinistra, ma tra la paura ed il coraggio, tra un mondo basato sui muri e uno basato sull'apertura, sulla piazza, sul dialogo. Il mio Paese è grande perché crede nel futuro basato sulla piazza e non sul muro". Ed in piazza gli italiani è facile che il Premier se li trovi subito. Ma a protestare.

Fonte: www.ilpopulista.it/news

domenica 19 aprile 2015

La mappa del reddito in Italia


Il Dipartimento delle politiche fiscali del ministero dell’Economia ha pubblicato i dati dei redditi dichiarati di ogni Comune italiano relativi alle imposte dichiarate nel 2014 (con riferimento ai dati 2013). 
Dalla mappatura complessiva si evince che i 122 contribuenti di Carvagna, in provincia di Como, sono i più poveri d’Italia con un reddito medio annuo di 6.530,59 euro pro capite, mentre i genovesi di Portofino, con 51.403,21 euro, sono i veri nababbi d’Italia.
Purtroppo nel complesso si nota con chiarezza la differenza economica fra nord e sud della penisola. I comuni da Roma in giù vantano redditi dimezzati o comunque eccessivamente inferiori agli altri. Una realtà che pesa sempre di più su una grandissima fetta di popolazione costretta a destreggiarsi senza nessun aiuto e interesse di uno Stato di parte.

domenica 5 aprile 2015

Sicurezza Stradale: L'Italia ormai è terzo mondo... guardate e giudicate!


E' stata sviluppata una tecnologia per sostituire i classici "new jersey" con delimitatori di corsia rimovibili, il cui assetto è facilmente variabile: quando, per esempio, nei giorni degli esodo festivi c'è traffico intenso in direzione sud, mentre nella direzione opposta il traffico è scarso, allargano di una corsia la strada, restringendo quella meno battuta. Se ci sono 3 corsie per ciascuna direzione, quando c'è bisogno la direzione più transitata diventa a 4 corsie, mentre l'altra si restringe a due. Uno spettacolo!

Ora capite quanto siamo rimasti indietro? E che siamo rimasti ai livelli raggiunti nel frattempo da paesi come l'Albania? (che però mentre noi decliniamo, continua a crescere?!?)

La tecnologia al servizio del cittadino e della sicurezza... da noi queste tecnologie arriveranno mai?

ECCEZIONALE... DA VEDERE!!!!!!!Mentre noi siamo alle prese con le buche e infrastrutture scadenti, in Europa arrivano...
Posted by Informati on Domenica 5 aprile 2015


Veritanwo per caosvideo

sabato 4 aprile 2015

Ecco la gente che vive nelle fogne di Las Vegas

Della povertà dilagante negli USA ci siamo occupati più volte su Informati; negli States le politiche contro gli homeless sono repressive, ci sono leggi che vietano persino di dargli da mangiare, e spesso finiscono in cella. Nella città dei Casino', Las Vegas, ci sono persone costrette a vivere nelle fogne. Vi proponiamo un reportage della Redazione di Darlin Magazine
- - - 

Ecco la parte oscura della città, quella che non si vede, ciò che rimane nascosto e che spesso ci affascina. Negli Stati Uniti qualcosa si nasconde dietro il bello e il luccicante: in più città emblematiche del paese, esistono sotterranei popolati da migliaia di persone. Nascosti in gallerie decine di metri sotto terra, emarginati, e senzatetto vivono nell’ombra senza che nessuno lo sappia.
A New York ci sono 30.000 persone che vivono in questo modo, non ne hanno parlato molto in Sex & The City o Gossip Girl, siamo più vicini a Futurama. Questi uomini talpa, diventati invisibili e ignorati da tutti, si nascondono dagli altri, dalla luce, dalla società, dai debiti. Simboleggiano le contraddizioni di un paese in cui i grattacieli s’innalzano sopra le fogne.
Matthew O’Brien si è tuffato in questo universo sotterraneo e ha percorso 8000 chilometri di gallerie. Ecco il suo documentario.

VIDEO:


Nelle fogne di Las Vegas di darlinmagazine

article-1326187-0BE352EC000005DC-532_634x419

domenica 29 marzo 2015

Boom di donne italiane che si prostituiscono in Ticino. Lo rivela la TV svizzera!

A cura di nocensura.com

Poche settimane fa, un'emittente televisiva svizzera ha dedicato un servizio ad un fenomeno nuovo a cui stanno assistendo i ticinesi: un vero e proprio boom di prostitute italiane, che varcano la frontiera per poter esercitare questa professione in modo regolare e sicuro, al riparo di sguardi indiscreti (anche se il numero dei clienti italiani è elevato...)

Proprio così. 

Se fino a qualche anno fa in Italia giungevano prostitute da tutti gli angoli del pianeta (in alcuni casi "volontarie", in altre costrette dal racket) ci stiamo trasformando, lentamente ma inesorabilmente, in un paese che esporta prostitute. Anche nel mercato italiano sono aumentate notevolmente le prostitute autoctone, che lavorano illegalmente in abitazioni.

ADDIO COMPRO ORO, CHIUDONO IN 13MILA, "GLI ITALIANI HANNO FINITO L'ORO DA VENDERE"

Le famiglie italiane hanno esaurito il tesoretto. Il settore del “compro oro”, dopo il boom degli anni 2010 e 2011, ha conosciuto infatti una forte contrazione, con una crisi che ha portato alla chiusura di tredicimila aziende nel triennio. È quanto emerge dai dati diffusi da Oroitaly (l’organizzazione che riunisce le pmi dell’oreficeria). “La versione realistica – afferma Gianni Lepre, segretario di Oroitaly è che gli italiani hanno dato via il loro tesoretto e si sono impoveriti ulteriormente.
Ma ecco in particolare i dati del settore orafo, Le aziende sul territorio italiano – sono passate da circa 35 mila a 22 mila, con un fatturato medio praticamente dimezzato. Se prima, infatti, le aziende del settore fatturavano circa 550-600 mila euro l’anno, oggi i ricavi annuali non superano le trecentomila euro. “Tutto questo – aggiungeGeneroso De Sieno, orafo e Presidente di Oroitaly – ha portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro e alla curva discendente nella traiettoria di forte espansione dei negozi compro oro ad inizio decennio”.
loading...
loading...