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domenica 22 gennaio 2017

La menzogna che viviamo, di Spencer Cathcart



In questo momento potresti essere ovunque, potresti fare qualsiasi cosa, invece sei seduto da solo di fronte a uno schermo.

Ma cos'è che ci ferma dal fare quel che vogliamo fare? Dall'essere ciò che vogliamo essere?

Ogni giorno ti svegli nella stessa stanza e segui gli stessi schemi, vivi la stessa giornata del giorno prima.

E' pur vero che un tempo ogni giorno era una nuova avventura.

Lungo la strada è cambiato qualcosa.

Prima i nostri giorni non avevano tempo, ora sono schematici.

E' questo che vuol dire crescere? Essere liberi?

Ma siamo veramente liberi?


Cibo, acqua, terra. Le uniche cose che ci servono per sopravvivere sono possedute dalle società.

Non c'è più cibo per noi sugli alberi, né acqua potabile nei fiumi, né terra dove si possa costruire una casa.

Se provi a prendere quello che ha da darti la Terra sarai isolato.

Quindi seguiamo le loro regole.

Abbiamo scoperto il mondo attraverso i libri di testo.

Per anni stiamo seduti e ripetiamo quello che ci viene detto.

Sottoposti a prove e classificati come soggetti da laboratorio.

Cresciuti per non essere mai niente di speciale in questo mondo, per non creare differenze.

Abbastanza intelligenti da fare il nostro lavoro ma non da chiederci il perché lo facciamo.

Quindi lavoriamo duro e non abbiamo mai tempo di vivere la vita per cui stiamo lavorando.

Finché arriva un giorno in cui siamo troppo vecchi per il nostro lavoro e siamo lasciati a morire.

Saranno i nostri figli a prendere il nostro posto.

Per noi il nostro cammino è importante, ma insieme non siamo altro che carburante.

Il carburante dell'élite. L'élite che c'è dietro le multinazionali.

E' il loro mondo e la risorsa più preziosa non è nella terra: siamo noi.

Noi costruiamo le loro città, noi mettiamo in moto le loro macchine, noi combattiamo le loro guerre.

Dopo tutto, ciò che li guida non sono i soldi: è il potere.

I soldi sono semplicemente l'arma che usano per dominarci.

Inutili pezzi di carta da cui dipendiamo per sfamarci, per spostarci, per divertirci.

Ci danno i soldi e in cambio noi gli diamo il mondo.

Dove c'erano alberi che pulivano la nostra aria ora ci sono fabbriche che la inquinano.

Dove c'era acqua da bere, ci sono rifiuti tossici che puzzano.

Dove gli animali correvano liberi, ci sono le imprese agricole che li fanno nascere e li scuoiano per il nostro appetito.

Oltre un miliardo di persone muore di fame anche se c'è abbastanza cibo per tutti. Dove va a finire?

Il 70% del grano che coltiviamo è cibo destinato a ingrassare gli animali che mangiamo per cena.

Perché dovremmo aiutare chi muore di fame quando non guadagneremmo nulla con ciò?

Siamo la piaga che affligge la Terra, devastiamo quello che ci permette di vivere.

Vediamo tutto come qualcosa che può essere venduto, come un oggetto da possedere.

Ma cosa accadrà quando avremo inquinato l'ultimo fiume? Quando avremo avvelenato anche l'ultimo respiro d'aria? Quando non avremo più il carburante per i camion che ci portano il cibo?

Quand'è che capiremo che i soldi non possono essere mangiati, che non hanno alcun valore?

Non stiamo distruggendo il pianeta. Stiamo distruggendo ogni forma di vita su di esso.

Ogni anno migliaia di specie si estinguono. E manca poco affinché noi saremo i prossimi.

Se vivi in America c'è il 41% di possibilità di contrarre un cancro.

Una patologia cardiaca uccide un americano ogni tre.

Prendiamo medicine per affrontare questi problemi, ma le cure mediche sono la terza causa di morte dopo il cancro e le malattie cardiache.

Ci viene detto che tutto può essere risolto dando soldi alla Scienza, così gli scienziati scopriranno un modo per eliminare il problema.

Ma le industrie farmaceutiche traggono vantaggio dalle nostre sofferenze.

Pensiamo di correre ai ripari, ma il nostro corpo è il prodotto di ciò che mangiamo, e il cibo che mangiamo è studiato per ottenere profitto.

Ci riempiamo di sostanze tossiche.

Il corpo degli animali è infestato da medicine e malattie.

Ma non vediamo tutto ciò.

Le associazioni che detengono il potere mediatico non vogliono che noi sappiamo, quindi ci inondano di fantasie che spacciano per realtà.

E' divertente pensare che gli umani pensavano che la Terra fosse il centro dell'universo.

Ma, ancora una volta, continuiamo a vederci al centro del pianeta.

Indichiamo la nostra tecnologia dicendo che siamo i più intelligenti.

Ma veramente computer, macchine e industrie affermano quanto siamo intelligenti?

Forse mostrano quanto siamo diventati pigri.

Ci mascheriamo dietro la parola "civilizzazione", ma quando la togliamo, di noi, cosa resta?

Siamo inclini a dimenticare che solo negli ultimi cento anni abbiamo concesso il diritto di voto alle donne, il diritto di equità ai neri.

Ci atteggiamo come se fossimo tutti istruiti su tutto, ma sono molte le cose che non riusciamo a vedere.

Camminiamo per strada e ignoriamo tutte le cose più piccole.

Gli occhi che ci guardano, le storie che vorrebbero condividere.

Vediamo tutto come uno sfondo di "me".

D'altra parte abbiamo paura di non essere soli, di essere parte di qualcosa di più grande.

Ma abbiamo fallito nel creare una connessione.

Ci va bene ammazzare maiali, mucche galline, uomini di un'altra terra.

Ma non i nostri vicini, non i nostri cani, i gatti, quelli che abbiamo compreso ed amato.

Definiamo le altre creature come stupide e puntiamo il dito contro loro per giustificare le nostre azioni.

Ma vi sembra giusto uccidere solo perché possiamo e abbiamo sempre potuto farlo? O proprio questo ci mostra quanto poco abbiamo imparato?

Continuiamo a agire attraverso l'aggressività degli uomini primitivi più che attraverso il pensiero e la compassione.

Un giorno la sensazione che chiamiamo "vita" ci lascerà.

I nostri corpi marciranno, i nostri averi più preziosi passeranno ad altri.

Le azioni compiute in vita saranno le uniche cose a restare di noi.

La morte ci circonda sempre, eppure sembra essere lontana dalla realtà di tutti i giorni.

Viviamo in un mondo sull'orlo del collasso.

Le guerre di domani non avranno vincitori.

La violenza non sarà mai la risposta ma ucciderà ogni possibile soluzione.

Se tutti scavassimo tra i nostri desideri più profondi scopriremmo che i nostri sogni non sono così diversi.

Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: essere felici.

Facciamo il mondo a pezzi senza cercare altro che gioia, senza mai guardare dentro di noi.

La maggior parte delle persone più felici sono quelle che hanno di meno.

Siamo veramente così felici con i nostri iPhones? Le nostre grosse case, le nostre macchine alla moda?

Siamo disconnessi. Idolatriamo persone che non incontreremo mai.

Assistiamo a avvenimenti straordinari sugli schermi e all'ordinario da ogni altra parte.

Aspettiamo che qualcuno ci porti un cambiamento senza mai pensare a iniziare a cambiare noi stessi.

Le elezioni presidenziali possono essere assimilate al lancio di una moneta: sono due facce della stessa medaglia.

Scegliamo quale faccia vogliamo e abbiamo l'illusione della scelta, del cambiamento.

Ma il mondo è sempre lo stesso.

Non riusciamo a capire che i politici non servono noi; ma servono chi ha dato loro il potere.

Ma in un mondo di pecore ci siamo scordati di seguire la strada che ci eravamo prefigurati.

Basta aspettare un cambiamento.

Tu sei il cambiamento che vuoi vedere.

Non siamo arrivati fin qui stando seduti comodi.

La razza umana è sopravvissuta non perché fosse la più veloce, o la più forte, ma perché ha cooperato.

Abbiamo eccelso nell'arte di uccidere.

Adesso perfezioniamo l'arte di goderci la vita.

Tutto ciò, non per salvare il pianeta.

Il pianeta sarà qui indipendentemente dalla nostra sopravvivenza.

La terra ha girato per miliardi di anni, e ognuno di noi sarà fortunato a viverne ottanta.

Siamo una goccia nell'oceano, ma il nostro impatto dura per sempre.

Spesso mi sarei augurato di vivere in un'era dove non c'erano i computer.

Ma ho capito che non c'è nessuna ragione per volere ciò, perché questo è l'unico periodo della storia in cui ho sempre voluto vivere.

Perché oggi abbiamo un'opportunità mai avuta prima.

Internet ci ha dato il potere di condividere un messaggio e di unire milioni di persone in tutto il mondo.

Finché possiamo è nostro dovere usare la tecnologia per unire, più che per combatterci.

Nel bene o nel male, la nostra generazione determinerà il futuro della vita su questo pianeta.

Possiamo anche continuare a servire questo sistema di distruzione finché non rimanga di noi alcuna
traccia di esistenza;

oppure possiamo uscire da questo sonno ipnotico, capire che non stiamo evolvendo ma regredendo.

Questo esatto momento è l'attimo portato da ogni passo, ogni respiro, ogni morte, fino ad adesso.

Puoi decidere di scegliere la tua strada, o seguire la via che hai già preso migliaia di altre volte.

La vita non è un film, le battute non sono già state scritte, siamo noi gli scrittori.

Questa è la tua storia, la loro storia, la nostra storia.

Spencer Cathcart

Fonte: link al video originale

Tratto da:http://utopiarazionale.blogspot.com.es/2015/07/la-menzogna-che-viviamo-di-spencer.html


venerdì 3 giugno 2016

L’Italia è il secondo paese Ue per numero di schiavi moderni






L’Italia è il secondo paese Ue per numero di schiavi moderni

FEDERICA VILLA
Secondo il report dell’Indice globale della schiavitù 2016, nel mondo ci sono 45,8 milioni di persone sfruttate. Oltre un milione si trovano in Europa e l’Italia ne conta 129.600, seconda solo alla Polonia. Il Paese con il numero più alto a livello mondiale è l’India

Bruxelles – La parola “schiavo” ricorda un mondo lontano, distante centinaia di anni dal 2016. Ma non è così. Lavoro forzato, sfruttamento sessuale e tratta di esseri umani sono ancora oggi parte della società. E rispondono al nome di “schiavitù moderna”. Secondol’Indice Globale della Schiavitù 2016, pubblicato il 31 maggio dalla Walk Free Foundation, nel mondo ci sono 45,8 milioni di persone schiavizzate, con un aumento del 28% rispetto al dato dell’ultimo report. Il risultato arriva dall’analisi di oltre 42mila interviste, in 53 lingue, condotte in 25 diversi Paesi. 
In Europa, il numero di schiavi si ferma a 1.234.400. Il vecchio continente si conferma così la regione con il minore sfruttamento di esseri umani. All’Italia spetta un ruolo di primo piano, ma in negativo: il nostro è il secondo Paese europeo, dopo  la Polonia, per numero effettivo di schiavi moderni (129.600 persone). La cifra è più di dieci volte superiore a quella della Francia, Paese che conta un numero di abitanti molto simile a quello italiano. Appena oltre i confini Ue, a superare Polonia e Italia c’è la Turchia, con 480.300 persone sfruttate.
Se si guarda invece alla percentuale di persone in condizione di schiavitù rispetto al numero di abitantila classifica cambia. Al primo posto c’è la Polonia, con lo 0,467% dei suoi abitanti sfruttati. Seguono Romania, Grecia, Repubblica Ceca e Bulgaria, tutte alle 0,404%. Dall’altra parte della classifica, le percentuali più basse vanno a Lussemburgo, Irlanda, Danimarca, Austria, Belgio, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania (tutti con lo 0,018%). L’Italia, in questo caso, è a metà classifica con lo 0,211%. Peggio dei Paesi dell’Ue, appena al di là dei confini europei, la Macedonia (0,639%) e la Turchia (0,626%).
Per quanto riguarda le risposte dei governi al problema, la migliore è arrivata dai Paesi Bassi. Sono stati i primi (insieme al Regno Unito) a introdurre delle tecniche di misurazione nazionale per stimare il numero di schiavi sul territorio. E sono stati gli unici ad aggiudicarsi un rating A dal report. Male l’Italia con rating B che fa meglio solo di Estonia, Grecia e Lussembrugo (con rating C).
A livello mondiale, il Paese con il numero più alto di schiavi è l’India (18,35 milioni), seguita da Cina e Pakistan. Ma è in Corea del Nord che si registra la più alta percentuale di abitanti sfruttati rispetto alla popolazione: 4,37%. Al secondo e terzo posto, rispettivamente, Uzbekistan  Cambogia.L’Italia nella classifica globale risulta 44esima.
I Nuovi Schiavi del Lavoro
I nuovi schiavi


sabato 24 gennaio 2015

Un artista illustra la follia, pardon i "valori" di questa società

modern culture 3

Immagini grafiche di un artista coraggioso, lo spagnolo Luis Quiles, sulle follie di questo presente, questa "civiltà moderna". 

modern culture 2

come i farmaci stanno trasformando la popolazione in zombie e uccidendoci ad un passo... non poi cosi lento.
Il Times [USA] indicava tra le statistiche di morte del 2009:

  • per la prima volta anche in USA,  sono state uccise piu' persone da farmaci che da incidenti stradali
  • 37,485 persone sono morte per farmaci, un tasso ingigantito da overdose di prescrizioni per antidolorifici e antiansia, rispetto ai 36,284 per incidente stradale
  • morti per farmaci piu' che raddoppiati  tra gli adolescenti  e giovani tra il 2000 e il 2008, e piu' che triplicati tra i 50 e 69 anni
Ogni anno in USA avvengono circa 450,000 effetti avversi prevenibili e causati da farmaci. I costi di questo per la società sono piu' di 136 miliardi di dollari all'anno : maggiore del costo totale di cure cardiovascolari o diabetiche. Nelle documentazioni dal 1976 al 2006, i 
ricercatori hanno trovato 62 milioni di certificati di morte correlati a farmaci da prescrizione,circa 1/4 di milione di queste morti  erano state codificate come avvenute in circostanze ospedaliere  a causa di errori farmacologici. Come si puo' considerare normale tutto questo?

modern culture 1

Vittime innocenti di una guerra inutile
I bambini che crescono intorno alla devastazione di una guerra sono spesso soggetti agli effetti collaterali come le radiazioni, amputazioni indotte da armi da fuoco etc... Si puo' discutere sulla "guerra al terrore", ma non si puo' discutere sull'assurdità di uccidere bambini innocenti in nome della difesa del proprio Paese...

venerdì 24 ottobre 2014

Il piano dell'élite per spopolare il pianeta: documenti e citazioni

Di Salvatore Delmondo

E' mia intenzione dare stralci da documenti, molti dei quali provengono dalle Nazioni Unite che provano che vi è un piano per spopolare questo pianeta. Fornirò anche citazioni da diverse persone e organizzazioni che dimostrano ulteriormente che questo piano è operativo. Prego che la guida del Signore Dio Onnipotente sia con me in questa ricerca per avvertire gli altri di questo oscuro complotto contro l'umanità.

Tutte le cose scritte nel presente documento sono facilmente verificabili. Ciò può richiedere molto tempo e fatica, ma è stato richiesto un grande sforzo per rendere questo documento quanto più preciso mi fosse possibile.

Il piano per lo spopolamento si basa sul culto della natura, o culto di Gaia. Nella Genesi, Dio ha detto chiaramente ad Adamo ed Eva, e poi a Noè e la sua famiglia di andare avanti e moltiplicarsi per popolare la Terra. In nessun punto della Bibbia Dio revoca questo comandamento chiaramente enunciato. Quindi l'uomo sta tentando di sostituire il comando del Signore Dio in cielo: Il Creatore! Vi chiedo, chi ne sa di più sullo stato della Terra, il creato, o il Creatore?

La base per il piano di spopolamento è uno standard in possesso di tutti gli elitisti. Questo standard si chiama:
La dialettica hegeliana:
Problema - Reazione - Soluzione
Creare un Problema Causare una Reazione Offrire una Soluzione
Vi renderete esattamente conto di come hanno creato il problema, quanto sia impressionante come siano stati vincenti a creare una reazione così diffusa, ed in che modo abbiano offerto una soluzione: Una soluzione mortale.

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