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lunedì 6 giugno 2016
CHI CONTROLLA I MEDIA ?
DI MICHAEL SNYDER
theeconomiccollapseblog.com
Sei aziende enormi controllano i media. Ogni americano consuma circa 10 ore di programmazione al giorno
Se si consente a qualcuno di bombardare la propria mente con ore ed ore di “programmi” ogni giorno, è inevitabile che ciò andrà ad influire sulla propria visione del mondo. Oggi negli USA il cittadino medio consuma all’incirca 10 ore al giorno tra informazione, news ed intrattenimento, e ci sono 6 enormi aziende di media che controllano in modo schiacciante il mercato. Si stima infatti che all’incirca il 90% della programmazione che colpisce quotidianamente la nostra mente provenga da esse, che sono certamente controllate dall’elite mondiale. Può esserci dunque qualche speranza per il nostro paese fino a quando la stragrande maggioranza della popolazione resta connessa di continuo in questa enorme “matrix della propaganda”?
Pensiamo solamente al nostro comportamento. Anche mentre uno legge quest’articolo potrebbe tenere la televisione accesa in sottofondo oppure ascoltare della musica. Molti di noi sono letteralmente diventati dipendenti dai media. Infatti vi sono persone là fuori che provano disagio fisico se tengono tutto spento e si trovano in un silenzio perfetto.
Si dice che se assimili spazzatura, emetterai spazzatura. Sono le cose che facciamo regolarmente che definiscono chi siamo, e così se uno nutre la propria mente ogni giorno con ore ed ore di “programmazione” dalle grandi corporations dei media, questo avrà un effetto plateale su chi diventerà alla fine.
Queste corporation monolitiche influenzano realmente l’agenda delle cose su cui si concentra la nostra attenzione. Per esempio, quando uno parla con la propria famiglia, con i propri amici o colleghi, di cosa parla di preciso? Se uno è come la maggior parte delle persone, uno potrebbe parlare di ciò che accade e che sente nelle news, di un programma televisivo visto la sera prima, o di qualche evento sportivo in corso.
Tutte queste news e programmi sono in teoria controllate dall’elite in virtù dei proprietari di queste gigantesche aziende di media.
Voglio condividere con voi alcune cifre alle quali pare difficile credere. Sono tratte dal Total Audience Report della Nielsen e ci mostrano quante news e programmi vengono fruiti ogni giorno dall’ americano medio…
Guardare la televisione: 4h, 32m
Guardare eventi televisivi in differita : 30 m
Ascoltare la radio: 2h, 44m
Usare uno smartphone: 1h, 33m
Usare internet o un computer: 1h, 6m
Se uno mette insieme questi numeri, viene fuori un totale di più di 10 ore.
E bisogna tenere presente che andare al cinema, usare videogiochi e leggere libri sono comportamenti che non sono nella lista.
Cosa mai stiamo facendo a noi stessi?
La combinazione tra il guardare la televisione, e guardare programmi in differita, ammonta da sola a più di 5 ore.
Se uno espone la propria mente a cinque ore di programmi tv giorno dopo giorno, questi gli cambieranno la mente. Ciò è fuori discussione. Uno può anche pensare di essere abbastanza forte per resistere a questo bombardamento, ma la realtà è che ciò incide su tutti noi in modi impercettibili che non sempre possiamo comprendere.
Come ho accennato sopra, ci sono solo sei enormi aziende che contano per quasi tutta la programmazione che riceviamo attraverso la televisione. Sotto c’è un elenco di queste sei aziende con una campionatura dei diversi media che esse posseggono…
Comcast
NBC
Telemundo
Universal Pictures
Focus Features
USA Network
Bravo
CNBC
The Weather Channel
MSNBC
Syfy
NBCSN
Golf Channel
Esquire Network
E!
Cloo
Chiller
Universal HD
Comcast SportsNet
Universal Parks & Resorts
Universal Studio Home Video
The Walt Disney Company
ABC Television Network
ESPN
The Disney Channel
A&E
Lifetime
Marvel Entertainment
Lucasfilm
Walt Disney Pictures
Pixar Animation Studios
Disney Mobile
Disney Consumer Products
Interactive Media
Disney Theme Parks
Disney Records
Hollywood Records
Miramax Films
Touchstone Pictures
News Corporation
Fox Broadcasting Company
Fox News Channel
Fox Business Network
Fox Sports 1
Fox Sports 2
National Geographic
Nat Geo Wild
FX
FXX
FX Movie Channel
Fox Sports Networks
The Wall Street Journal
The New York Post
Barron’s
SmartMoney
HarperCollins
20th Century Fox
Fox Searchlight Pictures
Blue Sky Studios
Beliefnet
Zondervan
Time Warner
CNN
The CW
HBO
Cinemax
Cartoon Network
HLN
NBA TV
TBS
TNT
TruTV
Turner Classic Movies
Warner Bros.
Castle Rock
DC Comics
Warner Bros. Interactive Entertainment
New Line Cinema
Sports Illustrated
Fortune
Marie Claire
People Magazine
Viacom
MTV
Nickelodeon
VH1
BET
Comedy Central
Paramount Pictures
Paramount Home Entertainment
Country Music Television (CMT)
Spike TV
The Movie Channel
TV Land
CBS Corporation
CBS Television Network
The CW (along with Time Warner)
CBS Sports Network
Showtime
TVGN
CBS Radio, Inc.
CBS Television Studios
Simon & Schuster
Infinity Broadcasting
Westwood One Radio Network
Per fortuna questi enormi conglomerati non hanno la stessa presa su internet, ma si inizia ad intravedere un massiccio processo di consolidamento anche nel mondo del web. Controllate solo questi numeri …
Complessivamente, i 10 più grandi editori – che possiedono assieme circa 60 siti di news – comprendono circa il 47% del traffico di news nell’ultimo anno, ed altri 140 editori online compongono l’ultima metà, secondo SimilarWeb.
Il più grande editore di news online per il pubblico Usa era MSN, proprietario di MSN.com, con circa 27 miliardi di pagine visibili tra pc e mobile, seguito da Disney Media Networks, proprietario di ESPN ed ABC News, ocn 25.9 miliardi.
La battaglia per il futuro di questa nazione è una battaglia per i cuori e le menti degli individui.
Ed è difficile credere che le cose possano andare diversamente fino a quando molti di noi alimenteranno volontariamente i propri cuori e le proprie menti con ore ed ore di “programmi” controllati dall’elite ogni giorno.
La buona notizia è che vi sono segnali di risveglio. Più americani che mai stanno diventando critici verso i media mainstream, e questo si può vedere negli ultimi sondaggi. Qui un esempio…
La fiducia nelle notizie dei media viene erosa dalla percezione di inaccuratezza e faziosità, in parte alimentata dallo scetticismo degli americani riguardo a ciò che leggono sui social media.
Solo il 6% delle persone dice di avere molta fiducia nei media, ponendo la fabbrica delle notizie sullo stesso piano del Congresso e e ben al di sotto della fiducia accreditata ad altre istituzioni.
Mentre gli americani ( ed anche le persone in tutto il mondo) hanno perso la loro fiducia nei media mainstream, essi si sono messi alla ricerca di fonti alternative di informazione ed intrattenimento. Ciò ha spinto enormemente la crescita dei media alternativi, e le dozzine di siti su tutto il web nei quali verrà pubblicato questo articolo sono un esempio di questa esplosione.
Tu puoi rendere schiave le persone a lungo. Ma alla fine, esse vorranno rompere le catene che le tengono imprigionate e vorranno trovare la verità.
In questi giorni ed in quest’epoca è un imperativo assoluto che tutti imparino a pensare per se stessi. Se voi pensate di essere ancora dipendenti dalla “programmazione” che i giganti dei media vi propinano, vi inviterei a cominciare a disconnettervi più spesso da questa matrix .
Alla fine sarete contenti di averlo fatto.
Michael Snyder
Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com/
Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/6-giant-corporations-control-the-media-and-americans-consume-10-hours-of-programming-a-day
26.05.20216
Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di VALENTINO FANCELLO
lunedì 30 maggio 2016
DALL’EUROPEISMO AL TTIP: UN PIANO DEGLI USA PER IL DOMINIO
di Marco Della Luna
Nel Regno Unito, dove vige maggiore libertà di informazione che da noi, il corrente dibattito sul referendum del 23 giugno sull’uscita dall’Unione Europea ha reso noto all’opinione pubblica ( vedi ad es. : The European Union always was a CIA project, as Brexiteers discover ), il fatto, censurato sul continente europeo, che il progetto dell’unificazione europea è un progetto di Washington varato alla fine degli anni ‘40 per assicurare agli USA il controllo politico finanziario del continente europeo a scopi geostrategici ed economici[i] e la sua permanenza nell’impero del dollaro, cioè tra i paesi che continuano ad accettare il dollaro anche se super inflazionato e vacillante e a comperare bonds in dollari anche se spazzatura e a partecipare a guerre e sanzioni volute da Washington anche se contrarie agli interessi nazionali.
Notoriamente da decenni gli USA sono un paese che vive essenzialmente sulla spalle degli altri, comprando a debito beni, materie prime e servizi, e facendo continue guerre per imporre l’accettazione di questo sistema di pagamento. E fra qualche tempo emergerà anche come gli USA si stanno impegnando per soffocare lo sviluppo e la industrializzazione di fonti alternative e pulite di energia, che soppianterebbero il petrolio, il dollaro come moneta obbligatoria per comprarlo, e le guerre per il petrolio, che sostengono l’elefantiaca industria statunitense degli armamenti.
Il progetto ha visto e vede in azione personaggi presentati come padri dell’Europa ma in realtà pagati e diretti da Washington, innanzi tutti Jean Monet e Robert Schuman. L’idea di unione europea viene inizialmente proposta come comunità del carbone, dell’acciaio e dell’atomo, allo scopo di ingranare tra di loro le economie di Francia e Germania così da prevenire fantomatici futuri conflitti tra esse. Poi quel primo organismo sviluppa una rovinosa politica agricola comune, diventa un’area di libero scambio; poi assume poteri legislativi e di controllo sempre più ampli sugli stati nazionali; poi si fa Schengen, la BCE, l’euro, il trattato di Lisbona che impegna a una crescente integrazione politico-istituzionale, poi il controllo centralizzato dei bilanci e delle banche, e via discorrendo, verso la creazione di un superstato europeo a direzione non democratica, non trasparente e irresponsabile (non accountable), con soppressione delle democrazie nazionali parlamentari in quanto “causa di guerre”.
Il tory Boris Johnson, ex sindaco di Londra, nel suo intervento pro brexit, visibile a youtube.com/watch, spiega che i due veri padri dell’Unione Europea, Monet e Schumann, intendevano creare un senso di identità-solidarietà europea con un metodo della psicologia comportamentale, applicando un principio che era già stato osservato come efficace in altri contesti, cioè – nella fattispecie europea – forzando permanentemente e crescentemente i diversi popoli europei a tenere comportamenti simili tra loro attraverso l’imposizione di regolamentazioni comuni, la moneta comune, l’inno comune, la bandiera comune, etc.: imporre un agire comune per far nascere un sentire comune. Decenni dopo, constatiamo che questo metodo ha chiaramente fallito, e ha anzi risvegliato contrapposti nazionalismi, poggianti su oggettive contrapposizioni di interessi soprattutto economici. Risorgono le frontiere, le economie divergono, crescono i movimenti anti-UE.
Ma persino davanti a tali fallimenti, l’oligarchia massonico-finanziaria, liberal-cosmopolita, insiste nel suoprogramma di unificazione forzata, imponendo crescenti cessioni di sovranità e crescenti sacrifici. Questa evoluzione sta comportando (senza che lo si dica e che si permetta ali popoli di decidere) radicali e surrettizie trasformazioni costituzionali nei vari paesi aderenti, che perdono la loro sovranità a quote crescenti e a vantaggio delle burocrazie centrali, non democratiche e non responsabili, dell’Unione Europea – burocrazie oscenamente strapagate, e tanto corrotte, parassitarie e inefficienti, che da vent’anni l’organismo europeo di revisione dei conti non firma i loro bilanci. L’unica volta che si è fatto un controllo, è scoppiato lo scandalo della Commissione Santer con la commissaria Edith Cresson. Poi hanno deciso che era meglio non controllare più!
Incidentalmente: il potere legislativo, come praticamente ogni potere dell’UE, risiede nella Commissione, non eletta e irresponsabile, che discute e decide in segreto, a porte chiuse, altroché fascismo!
Ogni cessione di sovranità a questa burocrazia viene richiesta come condizione per sviluppo e sicurezza, ma l’Unione Europea è sempre più in crisi e sempre più in fondo alla graduatoria dell’OCSE in fatto di crescita – stanno meglio solo i paesi che non hanno aderito all’euro. Questo il bilancio dell’unione e della sua moneta. Un bilancio che dovrebbe svegliare anche le menti più torbide e sognatrici.
Solo gli idioti non riconoscono, a questo punto, che il progetto dell’Unione Europea non è mai stato rivolto al progresso e al benessere delle nazioni europei, bensì ad altri fini, a fini di dominazione, di controllo sociale.
Informandoci, anche grazie ad articoli come quello sopra linkato, scopriamo che esso serviva e serve al dominio degli Stati Uniti sull’Europa attraverso un processo col quale il vassallo Germania è stato posto in una condizione di egemonia in Europa soprattutto mediante gli effetti dell’euro e delle politiche fiscali, che hanno prodotto e stanno producendo un forte e crescente indebitamento dei paesi periferici verso la Germania e hanno dato quindi a questa l’iniziativa politica, il controllo delle istituzioni comunitarie e il diritto di veto. La Germania impone, col pretesto di prevenire l’inflazione e di risanare i bilanci dei paesi PIGS, misure recessive, che generano un avvitamento fiscale con conseguenti calo del pil, aumento del debito, accrescimento della sottomissione a Berlino, che diventa sempre più dominante.
Invero l’’euro non è una moneta unica, con un unico debito pubblico sottostante, ma un sistema di cambi fissi tra le precedenti valute, con debiti pubblici divisi, nel quale il regolamento delle transazioni internazionali si fa sostanzialmente mediante il rilascio di promesse di pagamento, cioè mediante indebitamento, delle singole banche centrali nazionali dei paesi a deficit commerciale verso quelli con attivo commerciale. I cambi fissi, impedendo l’aggiustamento fisiologico, cioè di mercato, dei rapporti valutare tra paesi con deficit e paesi con un surplus di bilancia commerciale, determinano un crescente deficit e un crescente indebitamento dei paesi meno efficienti soprattutto verso la Germania, ma anche una fuga di imprese, di capitali, di lavoratori e tecnici qualificati, così che la Germania si ritrova con enormi crediti che usa per comprarsi i pezzi più interessanti dei patrimoni e delle economie dei paesi indebitati – cioè trasforma i propri interessi attivi in beni reali dei paesi sottomessi. E l’Italia si ritrova non solo sempre più indebitata, ma sempre più deindustrializzata e sempre più abbandonata da giovani qualificati. Il crollo dei brevetti italiani è solo l’ultima riconferma di questo processo ultraventennale e strutturale di declino.
Tale era il disegno europeista reale dietro l’europeismo di facciata concepito dai padri nobili per i figli scemi, dai padri che facevano leva su supposti sentimenti di fratellanza e solidarietà tra i popoli degli Stati europei, quando anche gli idioti sanno che, nella politica, soprattutto quella internazionale, le decisioni vengono prese per convenienza e calcolo, alla ricerca del vantaggio e della sopraffazione. Se teniamo presente questa realtà, non avremo alcuna difficoltà a capire per quale ragione tutte le innovazioni europeiste hanno avuto effetti contrari alle promesse. E per quale ragione ad ogni crisi causata da tali effetti, si è risposto che la cura era “più europa”, più cessione di sovranità all’Unione, cioè a Berlino. Chi obietta, è estremista e populista, forse pazzo, quindi i suoi argomenti sono invalidi a priori, senza esame del merito, anzi non è nemmeno legittimato a parlare. Stile Stalin.
La prossima innovazione, già in avanzato stadio di elaborazione, è il famoso TTIP, il trattato transatlantico di libero commercio, negoziato in segreto, senza che nemmeno i parlamentari possono fare copie delle bozze, e possono consultarle solo per due ore, sorvegliati dai Carabinieri, senza poterne trascrivere brani, come recentemente denunciato dal sen. Tremonti.
Perché questa segretezza ultra-dittatoriale? Per coprire gli interessi economici retrostanti e i loro progetti:col TTIP le multinazionali statunitensi potrebbero prendersi larghe fette dei mercati nazionali europei (soprattutto in Italia, ai danni dei milioni di piccole imprese che danno il grosso della ricchezza e dei posti di lavoro, e con vantaggio solo di quelle pochissime imprese, perlopiù grandi, di cui gli USA importano i prodotti. Ossia: il TTIP sarà tutto a vantaggio delle esportazioni americane verso l’Europa e soprattutto verso l’Italia, e a danno dei piccoli produttori europei dai quali dipende il nostro livello di redditi e di occupazione.
Le multinazionali americane potrebbero imporre la vendita in Europa senza etichette distintive di loro prodotti OGM e in generale a rischio, potrebbero richiedere risarcimenti agli Stati che ponessero limiti allora affarismo quand’anche detti limiti siano giustificati da esigenze di tutte era della salute pubblica. Col TTIP disporrebbero anche, ciliegina sulla torta, di un tribunale sovranazionale praticamente organizzato da esse stesse, davanti a cui citare gli Stati dalle cui politiche e legislazioni si ritenessero danneggiate, per farli condannare a risarcire i danni da mancato profitto, e far pagare il risarcimento ai contribuenti. Anche quanto resta di libera ricerca e informazione medico-scientifica sarebbe tolto, perché contrario agli interessi del profitto. Molti economisti e giornalisti e politici in carriera, ipocritamente, dichiarano che il TTIP va bene, a condizione che la politica regolamenti l’affarismo. Ma ciò è proprio quel che il TTIP proibisce. E anche se non lo proibisse, la potenza di questo affarismo già controlla la politica.
Se il TTIP passerà, e credo che passerà perché non vi sono in campo dinamiche capaci di contrastarlo, sarà la totale eliminazione, da parte del grande capitale finanziario, di ogni limite e di ogni valore che si opponga ai suoi calcoli e alle sue speculazioni, cioè la fine pratica dell’esistenza del principio politico e del principio legalitario, oltre che dei diritti dell’uomo. Rimarranno solo quelli degli investitori, come li chiama il TTIP, ossia del capitale finanziario. Sarà una riforma non semplicemente dell’economia, ma della società e dello stesso concetto di uomo, il quale sarà ridotto e considerato esclusivamente come componente dei processi finanziari.
Il dominio USA sull’Europa attraverso il processo di unificazione europea sotto il vassallo germanico serve ultimamente a questo.
Fonte: Marco Della Luna via Controinformazione.info
martedì 3 maggio 2016
Il pollo al cloro è l’ennesima minaccia ai consumatori grazie al TTIP
Se sarà approvato l’accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti (TTIP) i polli allevati con antibiotici arriveranno sulle nostre tavole. Questo scenario non viene riportato dagli addetti ai lavori ma è l’inevitabile conclusione di un ragionamento supportato da troppe evidenze. Di diverso avviso sembra invece la riposta del commissario Vytenis Andriukaitis all’interrogazione dell’eurodeputata Mara Bizzotto, che chiedeva spiegazioni su come affrontare il problema degli antibiotici promotori della crescita regolarmente utilizzati negli allevamenti di polli americani, ma vietati in Europa. Nella risposta arrivata il 23 marzo scorso, Andriukaitis ha dichiarato che “il divieto dell’uso di antibiotici come promotori della crescita nell’alimentazione degli animali in tutta l’UE è entrato in vigore il primo gennaio 2006. Sebbene l’utilizzo di tali prodotti continui in alcuni paesi terzi, gli alimenti così prodotti possono essere importati nell’UE soltanto se è possibile dimostrare che non vi sono conseguenze sulla sicurezza alimentare. Gli animali e i prodotti importati nell’UE devono rispettare le prescrizioni dell’Unione sull’assenza di residui di antibiotici e di altre sostanze”. Il Commissario ha concluso dicendo che “gli Stati membri dell’UE sono tenuti a eseguire controlli ufficiali sugli alimenti di origine animale che entrano nell’Unione. Qualora le partite risultino contenere residui superiori ai limiti massimi o residui di sostanze proibite nell’UE, esse saranno respinte”. Basta però decodificare le parole per rendersi conto che se viene approvato il trattato TTIP i polli agli antibiotici saranno una realtà quotidiana dei prodotti venduti al supermercato.
Chiunque segua il settore sa che importare cosce o petti congelati dagli Stati Uniti non trattati con antibiotici o promotori della crescita è impensabile, anche se quanto dichiarato dal commissario lascia intendere il contrario. La filosofia europea e quella americana sono contrapposte. Da noi esiste come riferimento il “principio di precauzione”. Negli Usa le regole sono meno restrittive e prevedono l’impiego regolare e su vasta scala di antibiotici come nitrofurani e biochina oltre a promotori della crescita come virginiamicina e zincobacitracina, tutte sostanze vietate in Europa dal 2006 (si stima che il 70% di tutti gli antibiotici distribuiti negli Stati Uniti sia usato negli allevamenti per la profilassi o la promozione della crescita; solo il 10% è usato per curare animali malati, mentre il restante 20% è impiegato nell’uomo; leggi articolo).
venerdì 8 aprile 2016
Ue, la galassia delle lobby: quasi 10mila nel Registro europeo
+50 new entries a settimana, influenzerebbero 75% norme comunitarie
Un potere quello delle lobbies in senso stretto o in senso lato tornato alla ribalta della cronaca con l'inchiesta sul petrolio che ha portato alle dimissioni del ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi. Tralasciando il caso specifico italiano è interessante notare la crescita di lobbies e simili presso le istituzioni di Bruxelles, con una media di 50 nuove iscrizioni a settimana nel registro Ue. Solo nella giornata di oggi si segnalano 7 new entries.
Una folta galassia di organizzazioni o gruppi di pressione la cui attività è volta a "influenzare direttamente o indirettamente la formulazione e l'implementazione delle politiche e del processo decisionale delle istituzioni Ue", si legge sul sito, in nome della "trasparenza" e della "partecipazione dei cittadini". Troviamo uffici di consulenza, gruppi di categoria, di settore, dell'industria persino studi legali, liberi professionisti, associazioni professionali, charity, ong, organizzazioni religiose e accademiche e tutte quelle autorità pubbliche che hanno un ufficio a Bruxelles con la dichiarata missione di fare valere gli interessi di chi rappresentano.
giovedì 7 aprile 2016
CRITICA ALLA CRITICA DI "VAXXER". E AL CONTROLLO DELLE MENTI
DI JON RAPPOPORT
activistpost.com
Dopo essere stato censurato al Tribeca Film Festival, questo fine settimana Vaxxed è stato proiettato all' Angelika Film Center di New York.
La mia analisi su come si comporta un critico cinematografico conformista, parte dai basilari, che ovviamente coinvolgono il controllo mentale. Da dove viene la parola "ufficiale" ?
I media mainstream dicono tutto quello che può far colpo sull' "audience". E l'audience - il pubblico - vuole la stabilità.
Stringendo, questo significa che vuole solo qualcosa di ufficiale. Quindi : Stabile = ufficiale.
Il vero succo della notizia si asciuga come la pioggia appena esce il sole. E' uscita e ormai non importa più niente. Basta solo che il pubblico senta che è stata detta la Parola Ufficiale.
Ufficiale = uno schiavo che dà segnali di ammirazione per ingraziarsi il padrone. E' la sindrome di Stoccolma scritta a grandi lettere.
Risaliamo alle origini, alle due radici latine della parola "ufficiale": Opus (lavoro) e facere (fare). "Per fare il lavoro." Sembra un termine piuttosto innocuo.Ma da qualche parte col tempo il significato si è gonfiato — per esempio ha preso il significato di "essere in carica"— "Avere un ufficio nel governo."
E, come spesso accade, quando il latino evolve nel periodo medievale, quando la Chiesa prende piede, il concetto diventa gassoso. In questo caso, "per fare il lavoro" è diventato "per fare un servizio divino".
Sì. Come nel diritto divino che hanno i re di governare, di fare le leggi, di fare appelli, di emettere ordini.
domenica 19 aprile 2015
Ecco come le lobby ci hanno stretto le catene a polsi e caviglie
A cura di A.R. per nocensura.com
Lettura e divulgazione altamente consigliata: Ecco come la lobby dei supermercati ci ha impoverito un articolo che ha strappato le lacrime a chi l'ha vissuta 'da commerciante'... vedendo gli incassi decrescere quotidianamente in favore della grande distribuzione, che ormai controlla il mercato. E fa le regole da padrone, anche grazie agli aiuti governativi...
Un articolo che sicuramente chi ha superato la soglia degli "anta" o ci si avvicina, potrà confermare. La grande distribuzione prima ha fatto chiudere centinaia di migliaia di commercianti, impadronendosi del mercato, e poi ha alzato i prezzi. Ha iniziato con i generi alimentari, e si è estesa a tutti i settori merceologici. E infine hanno messo in crisi anche l'industria, poiché loro vendono merci importate dal terzo mondo, dove i margini di profitto sono stellari. Le sedi legali nei paradisi fiscali fanno il resto.
Ci hanno consegnato alle lobbies, cari signori. E noi stupidamente ci siamo fatti gabbare con il modesto risparmio che i primi tempi la grande distribuzione garantiva.
Abbiamo tolto lavoro a centinaia di migliaia di famiglie, ex ceto medio, per ottenere in cambio posti di lavoro precari e sottopagati e aziende che NON investono sul territorio, se non per creare altro schiavismo autorizzato.
Aspirapolveri impazzite che risucchiano tutto quello che hanno intorno, spremono il territorio e le persone al limite consentito dalle leggi locali (chiedendo ai governi occidentali di "adeguarsi" agli standard del sud del mondo) e sottraggono miliardi di euro alla nostra economia, esportando capitali alle Cayman e company.
Leggete e fate leggere questo fantastico articolo dossier di La verità sul nuovo ordine mondiale; dovrebbero leggerlo anche i giovani, coloro che sono nati con i supermercati sotto casa, per capire cosa è successo in questo paese a partire dalla metà degli anni '80... quando in Italia c'era BENESSERE, quando la famiglia media comprava casa senza difficoltà, e se c'erano 2 stipendi potevi farti anche la casa al mare. Ad Agosto un mese di vacanze, alcune famiglie prendevano la casa in affitto al mare o la piazzola in campeggio per tutta la stagione.
Altri tempi...
Se siete alcuni dei pochi commercianti "superstiti" sopravvissuti alla grande distribuzione, stampate questo articolo e fatelo leggere ai Vs clienti...
A.R. per nocensura.com
Vai all'articolo: Ecco come la lobby dei supermercati ci ha impoverito
Un articolo che sicuramente chi ha superato la soglia degli "anta" o ci si avvicina, potrà confermare. La grande...
Posted by Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com on Domenica 19 aprile 2015
Fonte: nocensura.com
sabato 4 aprile 2015
Soros prepara la regina delle speculazioni: quella sul cibo!
Di Francesco Pezzuto - Il Primato Nazionale
"Sono certo che la terra da coltivare sia il miglior investimento della nostra epoca. I prezzi dei prodotti alimentari aumenteranno, grazie alle richieste sempre maggiori dei mercati, e il fabbisogno sarà soddisfatto attraverso la coltivazione di nuove terre, o della tecnologia o, forse, di entrambe”. George Soros aveva le idee chiare già nel 2009 e l’anno successivo ha iniziato la sua scalata all’approvvigionamento di terre, aziende agricole e società impegnate nell’agrochimica e nella biotecnologia. Secondo alcuni analisti l’obiettivo del miliardario e speculatore americano sarebbe quello di creare una bolla economica sui principali prodotti alimentari di largo consumo: una speculazione dalla portata enorme, capace di mettere in ginocchio vaste aree del globo.
L’allarme riguardante la “food security” fece la sua comparsa nel dibattito politico internazionale nel biennio 2007-08, quando la volatilità delle quotazioni dei prezzi degli alimenti mise in allarme Fao, Fmi, e Banca mondiale. Una serie di rapporti e studi commissionati dalle organizzazioni citate evidenziò alcuni fattori che indussero a preoccupanti riflessioni: nel 2050 la popolazione mondiale dovrebbe superare i 9 miliardi di unità, la superficie di terra coltivabile pro capite diminuirà di oltre il 50% e, di conseguenza, la produzione agricola dovrà essere incrementata del 70%. L’allora primo ministro giapponese, Taro Aso, sfruttò l’occasione data dal G8 tenutosi a L’Aquila nel luglio del 2009 per proporre un documento contenente una dichiarazione di intenti per regolamentare il fenomeno delle acquisizioni di terra, il cosiddetto Land Grabbing. I capi di stato e di governo dell’Unione Africana ne seguirono l’esempio nel corso della 13° Sessione Ordinaria tenuta a Sirte, in Libia, sempre nel luglio del 2009, in cui adottarono un documento con linee guida specifiche denominato “Framework and Guidelines on Land Policy in Africa”.
venerdì 3 aprile 2015
ECCO COME LA LOBBY DEI SUPERMERCATI CI HA IMPOVERITO (e ci tiene in pugno)
Carissimi amici di veritanwo, prima di tutto vorrei ringraziarvi per le molte visite che stiamo ricevendo, davvero oltre le aspettative, anche grazie al provvidenziale aiuto di alcuni blog e pagine Facebook che riprendono o condividono i nostri articoli: grazie! In particolare agli amici dinocensura.com, la pagina Fb che più mi ha aiutato a capire il grande inganno del sistema in cui viviamo.
GRAZIE a tutti coloro che ci aiutano dandoci voce, in un modo o nell'altro, anche semplicemente mettendo gli articoli sui gruppi.
Vorrei fare alcune considerazioni aggiuntive in merito all'articolo Ecco le (poche) lobby potentissime che controllano il CIBO in tutto il mondo! di cui vi consiglio vivamente la lettura e la divulgazione.
Chi oggi ha 20 anni o giù di lì, è nato nell'epoca dei supermercati, della grande distribuzione, ma chi come me è già negli 'anta', non potrà che confermare quanto voglio scrivere, in particolare per farlo sapere ai giovani che non hanno vissuto queste vicende. Ma anche molti che le hanno vissute, non 'razionalizzano' come sono andate le cose, una regia occulta perfetta.
Fino agli anni 80' non esistevano i supermercati, e tutte le famiglie italiane facevano la spesa nei negozi di generi alimentari, dal fruttivendolo, dal macellaio e nelle pescherie, dal panettiere, fino a qualche anno prima anche nelle latterie, che vendevano latte prodotto nel territorio... che nostalgia amici.
Una mia parente stretta ha avuto un alimentari, pertanto so abbastanza bene come funzionavano le cose.
Lei si approvvigionava dei prodotti che vendeva prevalentemente in 3 modi:
C'erano i fruttivendoli, ed i grossisti che li rifornivano. A parte i prodotti non producibili in Italia, come le banane e pochi altri, le merci provenivano dal territorio, o comunque più vicino possibile, anche per limitare costi di consegna, etc. Le insalate, i pomodori, e molti altri prodotti erano di zona, "nostrali" come dicevano gli anziani commercianti. Le mele del trentino, i kiwi dell'agropontino e altre produzioni caratteristiche di alcune zone venivano spedite nelle altre regioni ai grossisti.
I nostri agricoltori stavano bene, facevano affari, e la differenza tra prezzo all'origine e quello al banco, era ben proporzionato. L'agricoltore vendeva al grossista, che ricaricava qualcosa, e forniva il commerciante, che a sua volta ricaricava il guadagno. ANDAVA BENE A TUTTI E TRE, e il prezzo era inferiore a quello di oggi, se paragonato e proporzionato.
Oggi invece, cari amici, le grandi lobby hanno fatto chiudere le nostre aziende agricole, oppure sopravvivono e guadagno pochissimo, in quanto la grande distribuzione impone prezzi bassissimi, o acquista dall'estero!!! Le nostre aziende hanno chiuso, ne sono rimaste poche, e oltretutto portano sulle nostre tavole prodotti avvelenati, come hanno mostrato recentemente "Le Iene" (leggete questo articolo dell'amico Alessandro Raffa di nocensura in merito) poichè in nord Africa come altrove fuori dall'Europa, è ancora consentito l'uso di pesticidi velenosissimi e cancerogeni, messi al bando dall'UE. Sono tossici i pesticidi consentiti, figuriamoci questi, che hanno una resa eccezionale, ma rovinano la salute. L'UE dovreebbe bloccare le importazioni da chi usa questi veleni, ma non avviene e c'è pochisssssimi controlli, e il 50% dei campioni analizzati dalle Iene erano avvelenati, sia da sostanze lecite ma in dosi 5 volte più alte del consentito, sia da veleni cancerogeni illegali.
Torniamo alla grande distribuzione.
Negli anni 80' aprirono i primi supermercati, e da subito fecero crollare gli affari del "commerciante sotto casa", poiché i supermercati, acquistando elevati quantitativi dei prodotti, direttamente dai produttori (senza far ricorso a grossisti) riuscivano a fare dei prezzi sensibilmente più bassi.
Ma sopratutto, in quel periodo miravano a conquistare il mercato, e avevano margini di guadagno molto minori a quelli di oggi! Hanno messo fuori mercato gli alimentari, li hanno fatti chiudere e una volta che hanno assunto il controllo totale della distribuzione di cibo, hanno fatto "cartello" tra loro per non farsi concorrenza al ribasso, e hanno aumentato i prezzi!
I negozi di generi alimentari, dai quali tutti si approvvigionavano di cibo, hanno visto crollare il loro volume d'affari, perché ben presto solo gli anziani (che non guidano, si muovono male, hanno difficoltà a spostare buste pesanti, etc) rimasero fedeli al loro commerciante sotto casa. (Ovviamente alcuni anziani iniziarono a recarsi ai supermercati, magari aiutati dai figli, etc. ma molti rimasero fedeli all'alimentari)
La maggioranza delle famiglie modificò le proprie abitudini: anziché acquistare il cibo pressoché quotidianamente da alimentari, macellerie, pescherie, fruttivendolo etc, iniziarono a fare una grossa spesa settimanale di generi alimentari dal supermercato, acquistando dall'alimentari sotto casa solo il pane fresco e quello di cui ti veniva voglia, senza recarti a fare la fila al supermercato. Una sera un etto di prosciutto, poi una mozzarella, etc.
IL CROLLO FU TALE CHE IL 90% DEGLI ALIMENTARI HANNO CHIUSO I BATTENTI ENTRO 10 ANNI DALLA NASCITA DEI SUPERMERCATI!
Che inizialmente, proponevano solo prodotti confezionati, ma ben presto hanno allestito MACELLERIE, REPARTI PESCHERIA, REPARTO ORTOFRUTTA, etc. facendo CHIUDERE I BATTENTI ANCHE AL 90% DELLE ATTIVITA' MENZIONATE!
MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE HANNO PERDUTO LA PROPRIA ATTIVITA': e generalmente, erano attività redditizie, nelle quali lavorava una famiglia. Un buon alimentari poteva guadagnare (guadagno netto) dai 3 ai 5 milioni di lire "puliti" al mese, talvolta anche di più. Al posto di questi posti di lavoro, ne sono stati creati altri, da dipendenti, con contratti oggi precari e sottopagati.
Il guadagno che entrava nelle tasche di MIGLIAIA E MIGLIAIA di famiglie italiane, a livello globale si parla di centinaia di migliaia tra alimentari, fruttivendoli, macellerie, pescherie, etc CON L'AVVENTO DEI CENTRI COMMERCIALI, ENTRA NELLE TASCHE DI POCHI LOBBISTI
E questo ha IMPOVERITO notevolmente la società. Perché le famiglie dei commercianti, se guadagnavano bene, investivano sul territorio, facevano girare l'economia... i lobbisti invece no. Hanno le sedi legali nei paradisi fiscali, e DEPREDANO IL TERRITORIO in cambio di posti di lavoro sottopagati! Soldi che finiscono alle Cayman...
DOPO ESSERSI IMPADRONITI DEL MERCATO DEL CIBO A 360° i nostri amici lobbisti hanno pensato bene di volgere il loro sguardo agli altri settori: facendo chiudere negozi di arredamento, e di molte altre categorie... quello che vendono lo sapete.
E anche qua valgono le stesse riflessioni proposte sopra, ovviamente.
MA QUESTI NON HANNO DISTRUTTO SOLO IL TESSUTO COMMERCIALE: MA ANCHE QUELLO INDUSTRIALE!!! PERCHE' SE IL COMMERCIANTE SI RIFORNIVA DAI PRODUTTORI DI ZONA, I PIU' VICINI, O COMUNQUE "NAZIONALI", LA GRANDE DISTRIBUZIONE SI RIFORNISCE ALL'ESTERO, LADDOVE LE MULTINAZIONALI SFRUTTANO MANODOPERA A BASSISSIMO COSTO, MODERNI SCHIAVI LEGALIZZATI CHE ANZICHE' AVERE LE CATENE ALLE GAMBE SONO COSTRETTI A LAVORARE 15 ORE AL GIORNO PER POCHI DOLLARI, PER SOPRAVVIVERE
Ed i nostri produttori hanno chiuso, mandando a casa milioni di persone.
Se i politici avessero voluto fare gli interessi della popolazione, avrebbero impedito tutto questo. Sarebbe stato sufficiente imporre dazi doganali: anziché produrre in Italia una scarpa al costo di 10 euro, vai a produrre nel sud-est asiatico per 1 euro? E io ti chiedo 9 euro di dazi doganali! Rendendo impossibile importare prodotti. Invece i dazi doganali sono stati inadeguati, incidevano poco e rendevano comunque conveniente la delocalizzazione o l'importazione dall'estero. Anziché chiedere i 9 euro sopracitati, chiedevano 50 centesimi, rendendo conveniente queste pratiche che hanno distrutto il mercato italiano, il nostro commercio, le piccole-medie imprese, che erano la ricchezza dell'italia, la spina dorsale dell'economia, categorie che stavano bene economicamente e facevano stare bene perché facevano girare l'economia! Con 800 euro al mese e l'affitto o il mutuo da pagare a girare sono solo le "scatole", ed il crollo dei consumi ha fatto chiudere altre aziende, una spirale di devastazione economica. Con l'UE poi abbiamo aggiunto alla concorrenza estera anche quella interna, dell'est europeo
DIETRO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE OVVIAMENTE CI SONO LE POTENTI LOBBY, GRUPPI MULTINAZIONALI ALLA BASE DEI QUALI CI SONO LE BANCHE, LE POTENTISSIME BANCHE, GOLDMAN SACHS, JP MORGAN, MORGAN STANLEY E MOLTE ALTRE.
In molti casi la grande distribuzione ha iniziato anche a produrre (sempre nel sud del mondo) parte della merce in vendita.
E' CONVENUTO AGLI ITALIANI METTERSI IN MANO A QUESTE GRANDI MULTINAZIONALI? FAR CHIUDERE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI NEGOZIANTI, ETC?
Inizialmente facendo la spesa al supermercato risparmiavi, è innegabile, in questo modo hanno conquistato il mercato, sbaragliato la concorrenza del piccolo commerciante che non poteva competere. E quando hanno conquistato il mercato, i prezzi sono iniziati a lievitare...E OGGI SPENDIAMO, IN PROPORZIONE, MOLTO DI PIU' DI QUANTO SI SPENDEVA 30 ANNI FA PER FARE LA SPESA, PER SFAMARE UNA FAMIGLIA!!!
I produttori di arance vengono presi per il collo: "ti compriamo tutto il raccolto, ma a 5 centesimi al kg, ok? Altrimenti compro le arance tunisine che mi costano 3 centesimi al kg, prendere o lasciare?" E SE NON VOGLIONO FAR MARCIRE I PRODOTTI LASCIANDOLI SUGLI ALBERI (raccoglierli senza venderli sarebbe solo un costo aggiuntivo) DEVONO ACCETTARE QUESTE CONDIZIONI... capite?
Poi ci meravigliamo se nei campi, a Rosarno, impiegano, per 10 euro al giorno, dei poveri disperati stranieri? Il produttore per riuscire a guadagnare qualcosa, e ben poco, con quei prezzi bassi, è COSTRETTO ad utilizzare manodopera sfruttatissima e utilizzare pesticidi per massimizzare il raccolto e aumentare il profitto.
Arance che poi arrivano sugli scaffali del supermercato a 2€ al chilogrammo!!! Se al produttore anziché arrivare 5 cent al chilo ne arrivassero 30, potrebbe certamente dare lavoro dignitoso ai lavoratori. Poi in alcuni territori c'è il problema della criminalità organizzata, ma la questione è quella.
CAPITE COSA è SUCCESSO?
Il popolo, ignaro, si è consegnato a queste lobby... e oggi se vogliamo mangiare, dobbiamo rivolgerci a loro. Almeno nel 90% del territorio italiano la situazione è questa! Immaginatevi cosa accadrebbe, nei grandi centri urbani - Roma, Milano, Torino, Napoli, etc etc - se di punto in bianco, chiudessero tutti i supermercati. Milioni di persone non saprebbero dove approvvigionarsi di cibo. Il potere che hanno queste lobby, se ci pensate, è IMMENSO!
UNA CLASSE POLITICA SERIA, CHE HA A CUORE LE SORTI DI QUESTO PAESE, AVREBBE IMPEDITO TUTTO QUESTO.
MA UNA CLASSE POLITICA DI DISONESTI INVECE PREFERIREBBE LUCRARE SU TUTTO QUESTO, INVESTENDO SOLDI PER PARTECIPARE AL BUSINESS, OPPURE INCASSANDO MAZZETTE MILIONARIE DA LOBBY CHE AVRANNO INTROITI MILIARDARI, PER SVENDERE IL PAESE.
GIUDICATE VOI QUAL è IL NOSTRO CASO...
Poi parlano di crisi, di superare la crisi, di posti di laovro...e la gente gli crede!
Ragazzi la situazione è grave, molto grave... e non potrà che peggiorare, è palese. Purtroppo però molti non lo capiscono.
Questo perché politici e mass media NON NE PARLANO, E ANZI OCCULTANO la questione, distraendo e deviando la colpa verso altre vicende, magari il barista sotto casa che non fa uno scontrino...
I grandi media si dividono in 2 categorie: quelli controllati direttamente dall'elite, e quelli controllati attraverso contratti pubblicitari: le grandi multinazionali investono ogni anno decine, se non centinaia, di milioni di euro in pubblicità, e sono gestite per lo più da poche, ma influenti agenzie. Se un giornale attacca un'azienda gestita dall'agenzia, rischia che questa non gli passi più la pubblicità... necessaria per sopravvivere. Se invece un media difende a spada tratta i loro interessi, anche a costo di mentire spudoratamente, magari ottiene maggiori investimenti... ecco spiegato il servilismo e l'intoccabilità di certi grandi marchi e/o gruppi.
Mi fermo qua, per ora, per evitare di dilungarmi ulteriormente, ma torneremo sulla questione. Collegatevi alla nostra pagina Facebook per restare aggiornati!
LA QUESTIONE DESCRITTA SOPRA è STATA UNA BELLA MAZZATA PER L'ITALIA E PER GLI ITALIANI, CHE SI SONO IMPOVERITI: il "ceto medio" che ci contraddistingueva è ormai venuto meno, ormai la divisione è sempre più tra ricchi e poveri, come nel terzo mondo. E' ciò che stiamo diventando.
Nel corso della storia, molte nazioni e popoli ricchi e potenti, hanno avuto un declino inarrestabile fino a raggiungere la povertà. Aree che un tempo erano prospere e ricche, oggi sono lande desolate dalla miseria, così come alcune zone dove oggi c'è benessere un tempo erano poverissime. E l'Italia, sta per avere il suo declino, deciso a tavolino da qualcuno.
Per arrivare al livello di declino raggiunto ovviamente non bastava quanto descritto sopra, pur essendo una grande mazzata. Le cause della crisi sono da ricercare nel sistema monetario, bancario e finanziario, ovvero nella mancanza di sovranità monetaria e l'assoggettamento a un debito pubblico inestinguibile, che ci costa 100 miliardi all'anno solo di interessi!! Soldi che dall'economia reale vengono sottratti e condotti nei caveau delle banche! In questo articolo di nocensura ci trovate descritte tutte le cause del declino.
Veritanwo
PS: La riproduzione dell'articolo è libera, però citate veritanwo come autore e fonte, con link attivo, come facciamo sempre noi, del resto, e tutti i blogger corretti nei confronti di chi dedica ore del proprio tempo alla scrittura di articoli per il bene comune...
Spero di aver espresso i concetti nel modo più chiaro e comprensibile possibile... perdonate eventuali refusi dovuti all'interruzione costante da parte del nipotino! ;-)
Fonte: veritanwo.altervista.org
GRAZIE a tutti coloro che ci aiutano dandoci voce, in un modo o nell'altro, anche semplicemente mettendo gli articoli sui gruppi.
Vorrei fare alcune considerazioni aggiuntive in merito all'articolo Ecco le (poche) lobby potentissime che controllano il CIBO in tutto il mondo! di cui vi consiglio vivamente la lettura e la divulgazione.
Chi oggi ha 20 anni o giù di lì, è nato nell'epoca dei supermercati, della grande distribuzione, ma chi come me è già negli 'anta', non potrà che confermare quanto voglio scrivere, in particolare per farlo sapere ai giovani che non hanno vissuto queste vicende. Ma anche molti che le hanno vissute, non 'razionalizzano' come sono andate le cose, una regia occulta perfetta.
Fino agli anni 80' non esistevano i supermercati, e tutte le famiglie italiane facevano la spesa nei negozi di generi alimentari, dal fruttivendolo, dal macellaio e nelle pescherie, dal panettiere, fino a qualche anno prima anche nelle latterie, che vendevano latte prodotto nel territorio... che nostalgia amici.
Una mia parente stretta ha avuto un alimentari, pertanto so abbastanza bene come funzionavano le cose.
Lei si approvvigionava dei prodotti che vendeva prevalentemente in 3 modi:
- Passavano i "viaggiatori", ovvero il camioncino dell'azienda casearia, oppure del salumificio, etc. che forniva i negozianti della zona. L'ordine della merce veniva concordato, anche al telefono, via fax ma certo non email, oppure consegnato di volta in volta al rappresentante, ma alcuni prodotti potevi decidere anche sul momento di acquistarli, in base alla disponibilità presente sul camioncino. Alcuni fornitori passavano quasi quotidianamente, altri ogni due, tre settimane in base ai prodotti. Quello dei latticini passava spesso, quello che portava i prosciutti ogni due settimane era sufficiente. Dovevi stare attento a comprare prodotti che non rimanessero li a muffire, ma nemmeno troppo poco, o restavi sprovvisto alcuni giorni e perdevi vendite. Ma bene o male i clienti erano sempre gli stessi, salvo qualcuno di passaggio, e quindi conoscevi le abitudini delle persone, sapevi cosa comprare e cosa non comprare, anche il pane molti se lo facevano "mettere da parte", lo prenotavano e il commerciante annotava il nome sul sacchetto. Quante volte sono andato a prendere il pane della mamma, da bambino!
- C'erano i distributori della zona: le aziende più grandi e organizzate hanno dei distributori di zona, con giacenze in magazzino di merce. Potevi andare a caricarla con il Fiorino (Fiorino il mezzo commerciale fiat) oppure concordavi la consegna. La mia parente si approvvigionava così di prodotti quali pasta, crackers, fette biscottate, cibi in scatola etc.
- Andavi dal produttore direttamente! In alcune zone d'Italia, molti commercianti, e persino alcuni cittadini, andavano dai produttori della zona, acquistavi direttamente. In alcune regioni questa tradizione, seppure molto meno, resiste ancora oggi, nei centri urbani grandi era più difficoltoso.
C'erano i fruttivendoli, ed i grossisti che li rifornivano. A parte i prodotti non producibili in Italia, come le banane e pochi altri, le merci provenivano dal territorio, o comunque più vicino possibile, anche per limitare costi di consegna, etc. Le insalate, i pomodori, e molti altri prodotti erano di zona, "nostrali" come dicevano gli anziani commercianti. Le mele del trentino, i kiwi dell'agropontino e altre produzioni caratteristiche di alcune zone venivano spedite nelle altre regioni ai grossisti.
I nostri agricoltori stavano bene, facevano affari, e la differenza tra prezzo all'origine e quello al banco, era ben proporzionato. L'agricoltore vendeva al grossista, che ricaricava qualcosa, e forniva il commerciante, che a sua volta ricaricava il guadagno. ANDAVA BENE A TUTTI E TRE, e il prezzo era inferiore a quello di oggi, se paragonato e proporzionato.
Oggi invece, cari amici, le grandi lobby hanno fatto chiudere le nostre aziende agricole, oppure sopravvivono e guadagno pochissimo, in quanto la grande distribuzione impone prezzi bassissimi, o acquista dall'estero!!! Le nostre aziende hanno chiuso, ne sono rimaste poche, e oltretutto portano sulle nostre tavole prodotti avvelenati, come hanno mostrato recentemente "Le Iene" (leggete questo articolo dell'amico Alessandro Raffa di nocensura in merito) poichè in nord Africa come altrove fuori dall'Europa, è ancora consentito l'uso di pesticidi velenosissimi e cancerogeni, messi al bando dall'UE. Sono tossici i pesticidi consentiti, figuriamoci questi, che hanno una resa eccezionale, ma rovinano la salute. L'UE dovreebbe bloccare le importazioni da chi usa questi veleni, ma non avviene e c'è pochisssssimi controlli, e il 50% dei campioni analizzati dalle Iene erano avvelenati, sia da sostanze lecite ma in dosi 5 volte più alte del consentito, sia da veleni cancerogeni illegali.
Torniamo alla grande distribuzione.
Negli anni 80' aprirono i primi supermercati, e da subito fecero crollare gli affari del "commerciante sotto casa", poiché i supermercati, acquistando elevati quantitativi dei prodotti, direttamente dai produttori (senza far ricorso a grossisti) riuscivano a fare dei prezzi sensibilmente più bassi.
Ma sopratutto, in quel periodo miravano a conquistare il mercato, e avevano margini di guadagno molto minori a quelli di oggi! Hanno messo fuori mercato gli alimentari, li hanno fatti chiudere e una volta che hanno assunto il controllo totale della distribuzione di cibo, hanno fatto "cartello" tra loro per non farsi concorrenza al ribasso, e hanno aumentato i prezzi!
I negozi di generi alimentari, dai quali tutti si approvvigionavano di cibo, hanno visto crollare il loro volume d'affari, perché ben presto solo gli anziani (che non guidano, si muovono male, hanno difficoltà a spostare buste pesanti, etc) rimasero fedeli al loro commerciante sotto casa. (Ovviamente alcuni anziani iniziarono a recarsi ai supermercati, magari aiutati dai figli, etc. ma molti rimasero fedeli all'alimentari)
La maggioranza delle famiglie modificò le proprie abitudini: anziché acquistare il cibo pressoché quotidianamente da alimentari, macellerie, pescherie, fruttivendolo etc, iniziarono a fare una grossa spesa settimanale di generi alimentari dal supermercato, acquistando dall'alimentari sotto casa solo il pane fresco e quello di cui ti veniva voglia, senza recarti a fare la fila al supermercato. Una sera un etto di prosciutto, poi una mozzarella, etc.
IL CROLLO FU TALE CHE IL 90% DEGLI ALIMENTARI HANNO CHIUSO I BATTENTI ENTRO 10 ANNI DALLA NASCITA DEI SUPERMERCATI!
Che inizialmente, proponevano solo prodotti confezionati, ma ben presto hanno allestito MACELLERIE, REPARTI PESCHERIA, REPARTO ORTOFRUTTA, etc. facendo CHIUDERE I BATTENTI ANCHE AL 90% DELLE ATTIVITA' MENZIONATE!
MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE HANNO PERDUTO LA PROPRIA ATTIVITA': e generalmente, erano attività redditizie, nelle quali lavorava una famiglia. Un buon alimentari poteva guadagnare (guadagno netto) dai 3 ai 5 milioni di lire "puliti" al mese, talvolta anche di più. Al posto di questi posti di lavoro, ne sono stati creati altri, da dipendenti, con contratti oggi precari e sottopagati.
Il guadagno che entrava nelle tasche di MIGLIAIA E MIGLIAIA di famiglie italiane, a livello globale si parla di centinaia di migliaia tra alimentari, fruttivendoli, macellerie, pescherie, etc CON L'AVVENTO DEI CENTRI COMMERCIALI, ENTRA NELLE TASCHE DI POCHI LOBBISTI
E questo ha IMPOVERITO notevolmente la società. Perché le famiglie dei commercianti, se guadagnavano bene, investivano sul territorio, facevano girare l'economia... i lobbisti invece no. Hanno le sedi legali nei paradisi fiscali, e DEPREDANO IL TERRITORIO in cambio di posti di lavoro sottopagati! Soldi che finiscono alle Cayman...
DOPO ESSERSI IMPADRONITI DEL MERCATO DEL CIBO A 360° i nostri amici lobbisti hanno pensato bene di volgere il loro sguardo agli altri settori: facendo chiudere negozi di arredamento, e di molte altre categorie... quello che vendono lo sapete.
E anche qua valgono le stesse riflessioni proposte sopra, ovviamente.
MA QUESTI NON HANNO DISTRUTTO SOLO IL TESSUTO COMMERCIALE: MA ANCHE QUELLO INDUSTRIALE!!! PERCHE' SE IL COMMERCIANTE SI RIFORNIVA DAI PRODUTTORI DI ZONA, I PIU' VICINI, O COMUNQUE "NAZIONALI", LA GRANDE DISTRIBUZIONE SI RIFORNISCE ALL'ESTERO, LADDOVE LE MULTINAZIONALI SFRUTTANO MANODOPERA A BASSISSIMO COSTO, MODERNI SCHIAVI LEGALIZZATI CHE ANZICHE' AVERE LE CATENE ALLE GAMBE SONO COSTRETTI A LAVORARE 15 ORE AL GIORNO PER POCHI DOLLARI, PER SOPRAVVIVERE
Ed i nostri produttori hanno chiuso, mandando a casa milioni di persone.
Se i politici avessero voluto fare gli interessi della popolazione, avrebbero impedito tutto questo. Sarebbe stato sufficiente imporre dazi doganali: anziché produrre in Italia una scarpa al costo di 10 euro, vai a produrre nel sud-est asiatico per 1 euro? E io ti chiedo 9 euro di dazi doganali! Rendendo impossibile importare prodotti. Invece i dazi doganali sono stati inadeguati, incidevano poco e rendevano comunque conveniente la delocalizzazione o l'importazione dall'estero. Anziché chiedere i 9 euro sopracitati, chiedevano 50 centesimi, rendendo conveniente queste pratiche che hanno distrutto il mercato italiano, il nostro commercio, le piccole-medie imprese, che erano la ricchezza dell'italia, la spina dorsale dell'economia, categorie che stavano bene economicamente e facevano stare bene perché facevano girare l'economia! Con 800 euro al mese e l'affitto o il mutuo da pagare a girare sono solo le "scatole", ed il crollo dei consumi ha fatto chiudere altre aziende, una spirale di devastazione economica. Con l'UE poi abbiamo aggiunto alla concorrenza estera anche quella interna, dell'est europeo
DIETRO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE OVVIAMENTE CI SONO LE POTENTI LOBBY, GRUPPI MULTINAZIONALI ALLA BASE DEI QUALI CI SONO LE BANCHE, LE POTENTISSIME BANCHE, GOLDMAN SACHS, JP MORGAN, MORGAN STANLEY E MOLTE ALTRE.
In molti casi la grande distribuzione ha iniziato anche a produrre (sempre nel sud del mondo) parte della merce in vendita.
E' CONVENUTO AGLI ITALIANI METTERSI IN MANO A QUESTE GRANDI MULTINAZIONALI? FAR CHIUDERE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI NEGOZIANTI, ETC?
Inizialmente facendo la spesa al supermercato risparmiavi, è innegabile, in questo modo hanno conquistato il mercato, sbaragliato la concorrenza del piccolo commerciante che non poteva competere. E quando hanno conquistato il mercato, i prezzi sono iniziati a lievitare...E OGGI SPENDIAMO, IN PROPORZIONE, MOLTO DI PIU' DI QUANTO SI SPENDEVA 30 ANNI FA PER FARE LA SPESA, PER SFAMARE UNA FAMIGLIA!!!
I produttori di arance vengono presi per il collo: "ti compriamo tutto il raccolto, ma a 5 centesimi al kg, ok? Altrimenti compro le arance tunisine che mi costano 3 centesimi al kg, prendere o lasciare?" E SE NON VOGLIONO FAR MARCIRE I PRODOTTI LASCIANDOLI SUGLI ALBERI (raccoglierli senza venderli sarebbe solo un costo aggiuntivo) DEVONO ACCETTARE QUESTE CONDIZIONI... capite?
Poi ci meravigliamo se nei campi, a Rosarno, impiegano, per 10 euro al giorno, dei poveri disperati stranieri? Il produttore per riuscire a guadagnare qualcosa, e ben poco, con quei prezzi bassi, è COSTRETTO ad utilizzare manodopera sfruttatissima e utilizzare pesticidi per massimizzare il raccolto e aumentare il profitto.
Arance che poi arrivano sugli scaffali del supermercato a 2€ al chilogrammo!!! Se al produttore anziché arrivare 5 cent al chilo ne arrivassero 30, potrebbe certamente dare lavoro dignitoso ai lavoratori. Poi in alcuni territori c'è il problema della criminalità organizzata, ma la questione è quella.
CAPITE COSA è SUCCESSO?
Il popolo, ignaro, si è consegnato a queste lobby... e oggi se vogliamo mangiare, dobbiamo rivolgerci a loro. Almeno nel 90% del territorio italiano la situazione è questa! Immaginatevi cosa accadrebbe, nei grandi centri urbani - Roma, Milano, Torino, Napoli, etc etc - se di punto in bianco, chiudessero tutti i supermercati. Milioni di persone non saprebbero dove approvvigionarsi di cibo. Il potere che hanno queste lobby, se ci pensate, è IMMENSO!
UNA CLASSE POLITICA SERIA, CHE HA A CUORE LE SORTI DI QUESTO PAESE, AVREBBE IMPEDITO TUTTO QUESTO.
MA UNA CLASSE POLITICA DI DISONESTI INVECE PREFERIREBBE LUCRARE SU TUTTO QUESTO, INVESTENDO SOLDI PER PARTECIPARE AL BUSINESS, OPPURE INCASSANDO MAZZETTE MILIONARIE DA LOBBY CHE AVRANNO INTROITI MILIARDARI, PER SVENDERE IL PAESE.
GIUDICATE VOI QUAL è IL NOSTRO CASO...
Poi parlano di crisi, di superare la crisi, di posti di laovro...e la gente gli crede!
Ragazzi la situazione è grave, molto grave... e non potrà che peggiorare, è palese. Purtroppo però molti non lo capiscono.
Questo perché politici e mass media NON NE PARLANO, E ANZI OCCULTANO la questione, distraendo e deviando la colpa verso altre vicende, magari il barista sotto casa che non fa uno scontrino...
I grandi media si dividono in 2 categorie: quelli controllati direttamente dall'elite, e quelli controllati attraverso contratti pubblicitari: le grandi multinazionali investono ogni anno decine, se non centinaia, di milioni di euro in pubblicità, e sono gestite per lo più da poche, ma influenti agenzie. Se un giornale attacca un'azienda gestita dall'agenzia, rischia che questa non gli passi più la pubblicità... necessaria per sopravvivere. Se invece un media difende a spada tratta i loro interessi, anche a costo di mentire spudoratamente, magari ottiene maggiori investimenti... ecco spiegato il servilismo e l'intoccabilità di certi grandi marchi e/o gruppi.
Mi fermo qua, per ora, per evitare di dilungarmi ulteriormente, ma torneremo sulla questione. Collegatevi alla nostra pagina Facebook per restare aggiornati!
LA QUESTIONE DESCRITTA SOPRA è STATA UNA BELLA MAZZATA PER L'ITALIA E PER GLI ITALIANI, CHE SI SONO IMPOVERITI: il "ceto medio" che ci contraddistingueva è ormai venuto meno, ormai la divisione è sempre più tra ricchi e poveri, come nel terzo mondo. E' ciò che stiamo diventando.
Nel corso della storia, molte nazioni e popoli ricchi e potenti, hanno avuto un declino inarrestabile fino a raggiungere la povertà. Aree che un tempo erano prospere e ricche, oggi sono lande desolate dalla miseria, così come alcune zone dove oggi c'è benessere un tempo erano poverissime. E l'Italia, sta per avere il suo declino, deciso a tavolino da qualcuno.
Per arrivare al livello di declino raggiunto ovviamente non bastava quanto descritto sopra, pur essendo una grande mazzata. Le cause della crisi sono da ricercare nel sistema monetario, bancario e finanziario, ovvero nella mancanza di sovranità monetaria e l'assoggettamento a un debito pubblico inestinguibile, che ci costa 100 miliardi all'anno solo di interessi!! Soldi che dall'economia reale vengono sottratti e condotti nei caveau delle banche! In questo articolo di nocensura ci trovate descritte tutte le cause del declino.
Veritanwo
PS: La riproduzione dell'articolo è libera, però citate veritanwo come autore e fonte, con link attivo, come facciamo sempre noi, del resto, e tutti i blogger corretti nei confronti di chi dedica ore del proprio tempo alla scrittura di articoli per il bene comune...
Spero di aver espresso i concetti nel modo più chiaro e comprensibile possibile... perdonate eventuali refusi dovuti all'interruzione costante da parte del nipotino! ;-)
Fonte: veritanwo.altervista.org
sabato 28 marzo 2015
Quando Grillo demoliva le menzogne delle lobby big pharma
Durante i suoi famosi tour "Apocalisse Morbida" l'ex comico genovese affrontava questioni spinose e censurate dai mass media. Ha parlato di signoraggio bancario e della truffa legalizzata rappresentata dal sistema monetario; ha dato risalto ai "medici eretici", tra cui un premio Nobel, che ritengono che su AIDS la "scienza ufficiale" stia prendendo un granchio. Tra i tanti argomenti che affrontava, ci sono i VACCINI obbligatori, ed il sistema di interessi che ruotano intorno ad essi. Nel video Grillo racconta aneddoti e questioni poco conosciute, di cui i media tradizionali si guardano bene dal parlare.
tratto da nocensura.com
Beppe Grillo sulla MAFIA delle big pharma sulla pelle dei cittadini: la salute è un business immenso, tra malattie inventate e cure costosissime ed inefficaci.... VIDEO
Posted by Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com on Venerdì 27 marzo 2015
BEPPE GRILLO SUI VACCINI: Ne parlava già 10 anni fa, raccontando vicende e scandali censurati... sui vaccini ci sono interessi planetari, secondi solo alla lobby del cancro!!! (...)
Posted by Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com on Venerdì 27 marzo 2015
tratto da nocensura.com
martedì 24 marzo 2015
QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI PER IL NOSTRO PREMIER? HA UNA POLITICA INDUSTRIALE?
LA PIRELLI AI CINESI, LA FIAT VOLATA A DETROIT, I GRATTACIELI AGLI ARABI DEL QATAR
GLI STATI UNITI HANNO DECISO DA TEMPO QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI E LI PROTEGGONO. QUEL NOTO DIRIGISTA DI OBAMA HA BLOCCATO I CAPITALI CINESI QUANDO LO HANNO RICHIESTO LA SICUREZZA NAZIONALE O LA SALVAGUARDIA DELLA PROPRIA SUPERIORITÀ TECNOLOGICA. E NOI? QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI PER IL NOSTRO PREMIER CAZZONE? HA UNA POLITICA INDUSTRIALE IL SUO GOVERNO? CHE COSA DEVE RESTARE ITALIANO?
FORSE GIUSTO GLI UFFIZI DI FIRENZE, MA NON C’È DA SCOMMETTERCI. NEL FRATTEMPO IL PREMIER TIENE LA PORTA, PREMUROSO, A CHI SE NE VA. NON È UNO SPETTACOLO DECOROSO
Dunque Pirelli finirà in mani cinesi, con ChemChina che alla fine della complessa operazione di vendita avrà in mano il 65% della società, mentre i russi di Rosneft e gli azionisti italiani si terranno il 35%. Il Corriere della Sera racconta oggi che “il premier Matteo Renzi era stato informato dell’operazione negli ultimi giorni. La politica non ha interferito. Le polemiche sull’italianità, sull’arrivo dei cinesi, sulle garanzie occupazionali, che hanno fatto da cornice al rush finale fanno parte del gioco” (p. 13).
GLI STATI UNITI HANNO DECISO DA TEMPO QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI E LI PROTEGGONO. QUEL NOTO DIRIGISTA DI OBAMA HA BLOCCATO I CAPITALI CINESI QUANDO LO HANNO RICHIESTO LA SICUREZZA NAZIONALE O LA SALVAGUARDIA DELLA PROPRIA SUPERIORITÀ TECNOLOGICA. E NOI? QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI PER IL NOSTRO PREMIER CAZZONE? HA UNA POLITICA INDUSTRIALE IL SUO GOVERNO? CHE COSA DEVE RESTARE ITALIANO?
FORSE GIUSTO GLI UFFIZI DI FIRENZE, MA NON C’È DA SCOMMETTERCI. NEL FRATTEMPO IL PREMIER TIENE LA PORTA, PREMUROSO, A CHI SE NE VA. NON È UNO SPETTACOLO DECOROSO
domenica 22 marzo 2015
La Xylella secca gli ulivi del Salento, c’entra la Monsanto?
| Che immagine tranquillizzante su una pagina Facebook della Monsanto! |
Non appena venni a conoscenza di questa terribile malattia, la Xylella fastidiosa, che sta decimando i bellissimi uliveti del Salento, confesso che la mia mente sospettosa pensò subito che non si trattava di un evento casuale, ma che dietro ci fosse la longa manu di qualcuna delle solite avide multinazionali senza scrupoli.
Come diceva Andreotti, che sicuramente se ne intendeva, a pensar male si fa peccato, ma ci si prende, almeno così sembrerebbe, stando agli ultimi sviluppi delle indagini della procura di Lecce, che sta indagando su come la Xylella fastidiosa, possa essere arrivata nel Salento.
Fra le poche ipotesi formulate, è presente quella rilanciata nel novembre 2013 dal Forum Ambiente e Salute, che a sua volta riprende un articolo di Riccardo Primiceri, pubblicato su OzaNews, secondo la quale, la Monsanto sarebbe coinvolta nella diffusione nel Salento della Xylella fastidiosa.
Ovviamente non pretendiamo di avere la palla di vetro al riguardo, ma solo porre alcuni interrogativi. Intanto, parrebbe che le autorità competenti fossero a conoscenza della diffusione di questo batterio killer, almeno dal 2010, perché la notizia è stata diffusa solo recentemente, quando ormai i focolai di epidemia nel Salento erano ampiamente diffusi?
venerdì 20 marzo 2015
Vi siete mai chiesti quanto guadagnano le big pharma su ogni tumore?
Le case farmaceutiche traggono i maggiori profitti commercializzando chemioterapia e radiologia (ecco perchè le impongono e boicottano tutte le altre cure), ma avete idea del loro fatturato?
Vi siete mai chiesti quanto guadagna una casa farmaceutica?
Bene, di seguito troverete una lista con i nomi e i fatturati delle più potenti case farmaceutiche del mondo (Fonte della classifica: Wikipedia, L’enciclopedia Libera. Link—>http://it.wikipedia.org/wiki/Case_farmaceutiche ) che con i loro”pochi” introiti dopo tutti questi anni non sono ancora in grado di debellare il tanto Potentissimo Male della Terra : Il Cancro.
Con immenso sdegno ho scoperto che le case farmaceutiche traggono dei profitti enormi nel commercializzare la chemioterapia o la radiologia. Forse non tutti sanno che per eseguire una chemio, che viene pagata dai noi contribuenti, servono la bellezza di :
- Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
- Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
Vaccini e infiammazione cerebrale
by dr Francesco Perugini Billi
Secondo le ultime indicazioni degli esperti, quest’anno [2015] dovremmo vaccinarci contro la “normale” influenza e contro l’influenza dovuta al virus pandemico H1N1, che però stando agli ultimi dati è più nomale del virus “normale” che ogni anno giunge sulle nostre lande. Chissà, magari è l’inizio di una escalation che ci porterà a tre, quattro, sei vaccini che ogni autunno ci consiglieranno di fare. Vedremo.
Il vaccino per l’influenza “normale” funziona molto poco, per essere ottimisti. Per quanto riguarda quello per l’influenza H1N1, non si sa nulla, anche perché il tempo per provarlo non c’è stato. Comunque, sulla sua reale efficacia ci sono dei dubbi. Ma, come si dice, “l’importante non è vincere, ma partecipare”.
Gli esperti del Governo americano, recentemente hanno ridimensionato l’allarme pandemia e rispetto alle catastrofiche previsioni di milioni di morti fatte solo qualche mese fa e parlano di 90.000 casi al massimo. Affermano che l’influenza suina è facile da beccare, ma è di gran lunga meno aggressiva di quella normale stagionale, che miete decisamente molte più vittime. Inoltre, affermano che negli ultimi cinque mesi il virus non è mutato e che pertanto l’andamento delle infezioni continuerà ad essere benigno. In Europa gli esperti prevedevano per l’inizio di autunno almeno un contagiato su tre, cioè il 30% della popolazione circa. Ma questo non è avvenuto (1).
domenica 15 marzo 2015
Ludopatia: l'emergenza nascosta per gli interessi delle lobby del videopoker
Staff nocensura.com
Del premier ungherese Victor Orban ci siamo occupati più volte: sia perché ha intrapreso una serie di misure davvero utili per la crescita dell'Ungheria, sia perché è stato fino ad oggi l'unico leader di un paese dell'eurozona che ha "osato" contrapporsi e respingere i diktat di Troika, UE, BCE e FMI, a cui tutti gli altri leader europei si dimostrano genuflessi e obbedienti. Ad iniziare dai premier che si sono susseguiti nel nostro paese, Berlusconi compreso.
Di Orban ne avevamo parlato anche pochi giorni fa, in relazione all'imminente fregatura che il nostro governo ci sta preparando, circa la gestione e l'erogazione dei servizi essenziali come acqua, luce e gas: le cosiddette "utilities". Renzi sta preparando una "sorpresa" agli italiani, ovviamente una sorpresa non positiva... mentre Orban ha reso no profit le aziende dei servizi, riducendo sensibilmente le tariffe ai cittadini. Per maggiori info sull'Ungheria, leggi L’Ungheria sovrana disobbedisce all’Ue e fa crescere il Pil.
Sempre circa l'operato di Orban, riteniamo utile evidenziare come dal 2012 egli abbia assunto la coraggiosa decisione di vietare le slot machine sul territorio ungherese, poiché una percentuale non trascurabile dei "videopokeristi" sviluppa una vera e propria dipendenza (riconosciuta anche a livello sanitario) dilapidando tutti i beni posseduti dalla famiglia. Persone che introducono migliaia di euro in macchinette che al massimo consentono di vincerne poche centinaia: un comportamento irrazionale, frutto della ludopatia che manda in tilt il cervello di soggetti predisposti.
Mentre in tutto il resto d'Europa, ed in primis in Italia, le lobby delle slot machine hanno ricevuto fior di regali, benefit fiscali e sopratutto, è stato concesso loro di installare i videopoker praticamente ovunque, nonostante sia notorio che in una parte della popolazione provochino i problemi di cui sopra.
Un problema NON trascurabile, che sta emergendo nella sua interezza anche nel nostro paese:
Pensate che negli ultimi due anni, i malati di gioco sono triplicati! (Leggi su ilrestodelcarlino.it) e in alcune zone la questione ha assunto i connotati dell'emergenza: nella sola Ovada ci sono addirittura 3.000 persone dipendenti dal gioco! (Leggi su ilsecoloxix.it). La situazione è tale che alcune ASL, come quella di Rieti, hanno attivato servizi di aiuto, pur con poche risorse a disposizione.
Noi di questa PIAGA ne parlavamo già nel 2012, quando il fenomeno, seppuir preoccupante ed in crescita esponenziale, riguardava molte meno persone, e un governo SERIO sarebbe potuto e dovuto intervenire per limitare i danni.
La situazione è grave, se consideriamo che i malati di gioco sono almeno 700.000 e secondo fonti citate dal Corriere, in Italia le persone a rischio sono addirittura 3 milioni, pari a 1 italiano su 20! Molto interessante anche la relazione del Codacons sulla ludopatia in Italia, è datata 2013, pertanto il quadro descritto nel frattempo si è aggravato, nell'indifferenza di politica e media.
LE SLOT MACHINE SONO UN BUSINESS COLOSSALE, UN MERCATO CHE IN ITALIA VALE POCO MENO DI 50 MILIARDI ALL'ANNO, IL FATTO CHE ALCUNE PERSONE CI SI ROVININO NON SEMBRA INTERESSARE A NESSUNO.
E' BENE CHE LA GENTE SAPPIA TUTTO QUESTO...
Staff nocensura.com
http://www.nocensura.com/2015/03/ludopatia-lemergenza-nascosta-per-gli.html
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