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domenica 19 aprile 2015

Ecco come le lobby ci hanno stretto le catene a polsi e caviglie


A cura di A.R. per nocensura.com

Lettura e divulgazione altamente consigliata: Ecco come la lobby dei supermercati ci ha impoverito un articolo che ha strappato le lacrime a chi l'ha vissuta 'da commerciante'... vedendo gli incassi decrescere quotidianamente in favore della grande distribuzione, che ormai controlla il mercato. E fa le regole da padrone, anche grazie agli aiuti governativi...

Un articolo che sicuramente chi ha superato la soglia degli "anta" o ci si avvicina, potrà confermare. La grande distribuzione prima ha fatto chiudere centinaia di migliaia di commercianti, impadronendosi del mercato, e poi ha alzato i prezzi. Ha iniziato con i generi alimentari, e si è estesa a tutti i settori merceologici. E infine hanno messo in crisi anche l'industria, poiché loro vendono merci importate dal terzo mondo, dove i margini di profitto sono stellari. Le sedi legali nei paradisi fiscali fanno il resto.

Ci hanno consegnato alle lobbies, cari signori. E noi stupidamente ci siamo fatti gabbare con il modesto risparmio che i primi tempi la grande distribuzione garantiva.

Abbiamo tolto lavoro a centinaia di migliaia di famiglie, ex ceto medio, per ottenere in cambio posti di lavoro precari e sottopagati e aziende che NON investono sul territorio, se non per creare altro schiavismo autorizzato.

Aspirapolveri impazzite che risucchiano tutto quello che hanno intorno, spremono il territorio e le persone al limite consentito dalle leggi locali (chiedendo ai governi occidentali di "adeguarsi" agli standard del sud del mondo) e sottraggono miliardi di euro alla nostra economia, esportando capitali alle Cayman e company.

Leggete e fate leggere questo fantastico articolo dossier di La verità sul nuovo ordine mondiale​; dovrebbero leggerlo anche i giovani, coloro che sono nati con i supermercati sotto casa, per capire cosa è successo in questo paese a partire dalla metà degli anni '80... quando in Italia c'era BENESSERE, quando la famiglia media comprava casa senza difficoltà, e se c'erano 2 stipendi potevi farti anche la casa al mare. Ad Agosto un mese di vacanze, alcune famiglie prendevano la casa in affitto al mare o la piazzola in campeggio per tutta la stagione.
Altri tempi...

Se siete alcuni dei pochi commercianti "superstiti" sopravvissuti alla grande distribuzione, stampate questo articolo e fatelo leggere ai Vs clienti...

A.R. per nocensura.com

Vai all'articolo: Ecco come la lobby dei supermercati ci ha impoverito

Un articolo che sicuramente chi ha superato la soglia degli "anta" o ci si avvicina, potrà confermare. La grande...
Posted by Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com on Domenica 19 aprile 2015

Fonte: nocensura.com


venerdì 3 aprile 2015

ECCO COME LA LOBBY DEI SUPERMERCATI CI HA IMPOVERITO (e ci tiene in pugno)

Carissimi amici di veritanwo, prima di tutto vorrei ringraziarvi per le molte visite che stiamo ricevendo, davvero oltre le aspettative, anche grazie al provvidenziale aiuto di alcuni blog e pagine Facebook che riprendono o condividono i nostri articoli: grazie! In particolare agli amici dinocensura.com, la pagina Fb che più mi ha aiutato a capire il grande inganno del sistema in cui viviamo.

GRAZIE a tutti coloro che ci aiutano dandoci voce, in un modo o nell'altro, anche semplicemente mettendo gli articoli sui gruppi.

Vorrei fare alcune considerazioni aggiuntive in merito all'articolo Ecco le (poche) lobby potentissime che controllano il CIBO in tutto il mondo! di cui vi consiglio vivamente la lettura e la divulgazione.

flag

Chi oggi ha 20 anni o giù di lì, è nato nell'epoca dei supermercati, della grande distribuzione, ma chi come me è già negli 'anta', non potrà che confermare quanto voglio scrivere, in particolare per farlo sapere ai giovani che non hanno vissuto queste vicende. Ma anche molti che le hanno vissute, non 'razionalizzano' come sono andate le cose, una regia occulta perfetta.

Fino agli anni 80' non esistevano i supermercati, e tutte le famiglie italiane facevano la spesa nei negozi di generi alimentari, dal fruttivendolo, dal macellaio e nelle pescherie, dal panettiere, fino a qualche anno prima anche nelle latterie, che vendevano latte prodotto nel territorio... che nostalgia amici.

Una mia parente stretta ha avuto un alimentari, pertanto so abbastanza bene come funzionavano le cose.

Lei si approvvigionava dei prodotti che vendeva prevalentemente in 3 modi:
  1. Passavano i "viaggiatori", ovvero il camioncino dell'azienda casearia, oppure del salumificio,  etc. che forniva i negozianti della zona. L'ordine della merce veniva concordato, anche al telefono, via fax ma certo non email, oppure consegnato di volta in volta al rappresentante, ma alcuni prodotti potevi decidere anche sul momento di acquistarli, in base alla disponibilità presente sul camioncino. Alcuni fornitori passavano quasi quotidianamente, altri ogni due, tre settimane in base ai prodotti. Quello dei latticini passava spesso, quello che portava i prosciutti ogni due settimane era sufficiente. Dovevi stare attento a comprare prodotti che non rimanessero li a muffire, ma nemmeno troppo poco, o restavi sprovvisto alcuni giorni e perdevi vendite. Ma bene o male i clienti erano sempre gli stessi, salvo qualcuno di passaggio, e quindi conoscevi le abitudini delle persone, sapevi cosa comprare e cosa non comprare, anche il pane molti se lo facevano "mettere da parte", lo prenotavano e il commerciante annotava il nome sul sacchetto. Quante volte sono andato a prendere il pane della mamma, da bambino!
  2. C'erano i distributori della zona: le aziende più grandi e organizzate hanno dei distributori di zona, con giacenze in magazzino di merce. Potevi andare a caricarla con il Fiorino (Fiorino il mezzo commerciale fiat) oppure concordavi la consegna. La mia parente si approvvigionava così di prodotti quali pasta, crackers, fette biscottate, cibi in scatola etc.
  3. Andavi dal produttore direttamente! In alcune zone d'Italia, molti commercianti, e persino alcuni cittadini, andavano dai produttori della zona, acquistavi direttamente. In alcune regioni questa tradizione, seppure molto meno, resiste ancora oggi, nei centri urbani grandi era più difficoltoso.
LA FRUTTA:
C'erano i fruttivendoli, ed i grossisti che li rifornivano. A parte i prodotti non producibili in Italia, come le banane e pochi altri, le merci provenivano dal territorio, o comunque più vicino possibile, anche per limitare costi di consegna, etc. Le insalate, i pomodori, e molti altri prodotti erano di zona, "nostrali" come dicevano gli anziani commercianti. Le mele del trentino, i kiwi dell'agropontino e altre produzioni caratteristiche di alcune zone venivano spedite nelle altre regioni ai grossisti.

I nostri agricoltori stavano bene, facevano affari, e la differenza tra prezzo all'origine e quello al banco, era ben proporzionato. L'agricoltore vendeva al grossista, che ricaricava qualcosa, e forniva il commerciante, che a sua volta ricaricava il guadagno. ANDAVA BENE A TUTTI E TRE, e il prezzo era inferiore a quello di oggi, se paragonato e proporzionato.

Oggi invece, cari amici, le grandi lobby hanno fatto chiudere le nostre aziende agricole, oppure sopravvivono e guadagno pochissimo, in quanto la grande distribuzione impone prezzi bassissimi, o acquista dall'estero!!! Le nostre aziende hanno chiuso, ne sono rimaste poche, e oltretutto portano sulle nostre tavole prodotti avvelenati, come hanno mostrato recentemente "Le Iene" (leggete questo articolo dell'amico Alessandro Raffa di nocensura in merito) poichè in nord Africa come altrove fuori dall'Europa, è ancora consentito l'uso di pesticidi velenosissimi e cancerogeni, messi al bando dall'UE. Sono tossici i pesticidi consentiti, figuriamoci questi, che hanno una resa eccezionale, ma rovinano la salute. L'UE dovreebbe bloccare le importazioni da chi usa questi veleni, ma non avviene e c'è pochisssssimi controlli, e il 50% dei campioni analizzati dalle Iene erano avvelenati, sia da sostanze lecite ma in dosi 5 volte più alte del consentito, sia da veleni cancerogeni illegali.

Torniamo alla grande distribuzione.

Negli anni 80' aprirono i primi supermercati, e da subito fecero crollare gli affari del "commerciante sotto casa", poiché i supermercati, acquistando elevati quantitativi dei prodotti, direttamente dai produttori (senza far ricorso a grossisti) riuscivano a fare dei prezzi sensibilmente più bassi.

Ma sopratutto, in quel periodo miravano a conquistare il mercato, e avevano margini di guadagno molto minori a quelli di oggi! Hanno messo fuori mercato gli alimentari, li hanno fatti chiudere e una volta che hanno assunto il controllo totale della distribuzione di cibo, hanno fatto "cartello" tra loro per non farsi concorrenza al ribasso, e hanno aumentato i prezzi!

I negozi di generi alimentari, dai quali tutti si approvvigionavano di cibo, hanno visto crollare il loro volume d'affari, perché ben presto solo gli anziani (che non guidano, si muovono male, hanno difficoltà a spostare buste pesanti, etc) rimasero fedeli al loro commerciante sotto casa. (Ovviamente alcuni anziani iniziarono a recarsi ai supermercati, magari aiutati dai figli, etc. ma molti rimasero fedeli all'alimentari)

La maggioranza delle famiglie modificò le proprie abitudini: anziché acquistare il cibo pressoché quotidianamente da alimentari, macellerie, pescherie, fruttivendolo etc, iniziarono a fare una grossa spesa settimanale di generi alimentari dal supermercato, acquistando dall'alimentari sotto casa solo il pane fresco e quello di cui ti veniva voglia, senza recarti a fare la fila al supermercato. Una sera un etto di prosciutto, poi una mozzarella, etc.

IL CROLLO FU TALE CHE IL 90% DEGLI ALIMENTARI HANNO CHIUSO I BATTENTI ENTRO 10 ANNI DALLA NASCITA DEI SUPERMERCATI!

Che inizialmente, proponevano solo prodotti confezionati, ma ben presto hanno allestito MACELLERIE, REPARTI PESCHERIA, REPARTO ORTOFRUTTA, etc. facendo CHIUDERE I BATTENTI ANCHE AL 90% DELLE ATTIVITA' MENZIONATE!
MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE HANNO PERDUTO LA PROPRIA ATTIVITA': e generalmente, erano attività redditizie, nelle quali lavorava una famiglia.  Un buon alimentari poteva guadagnare (guadagno netto) dai 3 ai 5 milioni di lire "puliti" al mese, talvolta anche di più. Al posto di questi posti di lavoro, ne sono stati creati altri, da dipendenti, con contratti oggi precari e sottopagati.

Il guadagno che entrava nelle tasche di MIGLIAIA E MIGLIAIA di famiglie italiane, a livello globale si parla di centinaia di migliaia tra alimentari, fruttivendoli, macellerie, pescherie, etc CON L'AVVENTO DEI CENTRI COMMERCIALI, ENTRA NELLE TASCHE DI POCHI LOBBISTI

E questo ha IMPOVERITO notevolmente la società. Perché le famiglie dei commercianti, se guadagnavano bene, investivano sul territorio, facevano girare l'economia... i lobbisti invece no. Hanno le sedi legali nei paradisi fiscali, e DEPREDANO IL TERRITORIO in cambio di posti di lavoro sottopagati! Soldi che finiscono alle Cayman...

DOPO ESSERSI IMPADRONITI DEL MERCATO DEL CIBO A 360° i nostri amici lobbisti hanno pensato bene di volgere il loro sguardo agli altri settori: facendo chiudere negozi di arredamento, e di molte altre categorie... quello che vendono lo sapete.

E anche qua valgono le stesse riflessioni proposte sopra, ovviamente.

MA QUESTI NON HANNO DISTRUTTO SOLO IL TESSUTO COMMERCIALE: MA ANCHE QUELLO INDUSTRIALE!!! PERCHE' SE IL COMMERCIANTE SI RIFORNIVA DAI PRODUTTORI DI ZONA, I PIU' VICINI, O COMUNQUE "NAZIONALI", LA GRANDE DISTRIBUZIONE SI RIFORNISCE ALL'ESTERO, LADDOVE LE MULTINAZIONALI SFRUTTANO MANODOPERA A BASSISSIMO COSTO, MODERNI SCHIAVI LEGALIZZATI CHE ANZICHE' AVERE LE CATENE ALLE GAMBE SONO COSTRETTI A LAVORARE 15 ORE AL GIORNO PER POCHI DOLLARI, PER SOPRAVVIVERE

Ed i nostri produttori hanno chiuso, mandando a casa milioni di persone.
Se i politici avessero voluto fare gli interessi della popolazione, avrebbero impedito tutto questo. Sarebbe stato sufficiente imporre dazi doganali: anziché produrre in Italia una scarpa al costo di 10 euro, vai a produrre nel sud-est asiatico per 1 euro? E io ti chiedo 9 euro di dazi doganali! Rendendo impossibile importare prodotti. Invece i dazi doganali sono stati inadeguati, incidevano poco e rendevano comunque conveniente la delocalizzazione o l'importazione dall'estero. Anziché chiedere i 9 euro sopracitati, chiedevano 50 centesimi, rendendo conveniente queste pratiche che hanno distrutto il mercato italiano, il nostro commercio, le piccole-medie imprese, che erano la ricchezza dell'italia, la spina dorsale dell'economia, categorie che stavano bene economicamente e facevano stare bene perché facevano girare l'economia! Con 800 euro al mese e l'affitto o il mutuo da pagare a girare sono solo le "scatole", ed il crollo dei consumi ha fatto chiudere altre aziende, una spirale di devastazione economica. Con l'UE poi abbiamo aggiunto alla concorrenza estera anche quella interna, dell'est europeo

DIETRO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE OVVIAMENTE CI SONO LE POTENTI LOBBY, GRUPPI MULTINAZIONALI ALLA BASE DEI QUALI CI SONO LE BANCHE, LE POTENTISSIME BANCHE, GOLDMAN SACHS, JP MORGAN, MORGAN STANLEY E MOLTE ALTRE.

In molti casi la grande distribuzione ha iniziato anche a produrre (sempre nel sud del mondo) parte della merce in vendita.

E' CONVENUTO AGLI ITALIANI METTERSI IN MANO A QUESTE GRANDI MULTINAZIONALI? FAR CHIUDERE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI NEGOZIANTI, ETC?

Inizialmente facendo la spesa al supermercato risparmiavi, è innegabile, in questo modo hanno conquistato il mercato, sbaragliato la concorrenza del piccolo commerciante che non poteva competere. E quando hanno conquistato il mercato, i prezzi sono iniziati a lievitare...E OGGI SPENDIAMO, IN PROPORZIONE, MOLTO DI PIU' DI QUANTO SI SPENDEVA 30 ANNI FA PER FARE LA SPESA, PER SFAMARE UNA FAMIGLIA!!!

I produttori di arance vengono presi per il collo: "ti compriamo tutto il raccolto, ma a 5 centesimi al kg, ok? Altrimenti compro le arance tunisine che mi costano 3 centesimi al kg, prendere o lasciare?"  E SE NON VOGLIONO FAR MARCIRE I PRODOTTI LASCIANDOLI SUGLI ALBERI (raccoglierli senza venderli sarebbe solo un costo aggiuntivo) DEVONO ACCETTARE QUESTE CONDIZIONI... capite?

Poi ci meravigliamo se nei campi, a Rosarno, impiegano, per 10 euro al giorno, dei poveri disperati stranieri? Il produttore per riuscire a guadagnare qualcosa, e ben poco, con quei prezzi bassi, è COSTRETTO ad utilizzare manodopera sfruttatissima e utilizzare pesticidi per massimizzare il raccolto e aumentare il profitto.

Arance che poi arrivano sugli scaffali del supermercato a 2€ al chilogrammo!!! Se al produttore anziché arrivare 5 cent al chilo ne arrivassero 30, potrebbe certamente dare lavoro dignitoso ai lavoratori. Poi in alcuni territori c'è il problema della criminalità organizzata, ma la questione è quella.

CAPITE COSA è SUCCESSO?

Il popolo, ignaro, si è consegnato a queste lobby... e oggi se vogliamo mangiare, dobbiamo rivolgerci a loro. Almeno nel 90% del territorio italiano la situazione è questa! Immaginatevi cosa accadrebbe, nei grandi centri urbani - Roma, Milano, Torino, Napoli, etc etc - se di punto in bianco, chiudessero tutti i supermercati. Milioni di persone non saprebbero dove approvvigionarsi di cibo. Il potere che hanno queste lobby, se ci pensate, è IMMENSO!

UNA CLASSE POLITICA SERIA, CHE HA A CUORE LE SORTI DI QUESTO PAESE, AVREBBE IMPEDITO TUTTO QUESTO.

MA UNA CLASSE POLITICA DI DISONESTI INVECE PREFERIREBBE LUCRARE SU TUTTO QUESTO, INVESTENDO SOLDI PER PARTECIPARE AL BUSINESS, OPPURE INCASSANDO MAZZETTE MILIONARIE DA LOBBY CHE AVRANNO INTROITI MILIARDARI, PER SVENDERE IL PAESE.

GIUDICATE VOI QUAL è IL NOSTRO CASO...

Poi parlano di crisi, di superare la crisi, di posti di laovro...e la gente gli crede!
Ragazzi la situazione è grave, molto grave... e non potrà che peggiorare, è palese. Purtroppo però molti non lo capiscono.

Questo perché politici e mass media NON NE PARLANO, E ANZI OCCULTANO la questione, distraendo e deviando la colpa verso altre vicende, magari il barista sotto casa che non fa uno scontrino...

I grandi media si dividono in 2 categorie: quelli controllati direttamente dall'elite, e quelli controllati attraverso contratti pubblicitari: le grandi multinazionali investono ogni anno decine, se non centinaia, di milioni di euro in pubblicità, e sono gestite per lo più da poche, ma influenti agenzie. Se un giornale attacca un'azienda gestita dall'agenzia, rischia che questa non gli passi più la pubblicità... necessaria per sopravvivere. Se invece un media difende a spada tratta i loro interessi, anche a costo di mentire spudoratamente, magari ottiene maggiori investimenti... ecco spiegato il servilismo e l'intoccabilità di certi grandi marchi e/o gruppi.

Mi fermo qua, per ora, per evitare di dilungarmi ulteriormente, ma torneremo sulla questione. Collegatevi alla nostra pagina Facebook per restare aggiornati!

LA QUESTIONE DESCRITTA SOPRA è STATA UNA BELLA MAZZATA PER L'ITALIA E PER GLI ITALIANI, CHE SI SONO IMPOVERITI: il "ceto medio" che ci contraddistingueva è ormai venuto meno, ormai la divisione è sempre più tra ricchi e poveri, come nel terzo mondo. E' ciò che stiamo diventando.

Nel corso della storia, molte nazioni e popoli ricchi e potenti, hanno avuto un declino inarrestabile fino a raggiungere la povertà. Aree che un tempo erano prospere e ricche, oggi sono lande desolate dalla miseria, così come alcune zone dove oggi c'è benessere un tempo erano poverissime. E l'Italia, sta per avere il suo declino, deciso a tavolino da qualcuno.

Per arrivare al livello di declino raggiunto ovviamente non bastava quanto descritto sopra, pur essendo una grande mazzata. Le cause della crisi sono da ricercare nel sistema monetario, bancario e finanziario, ovvero nella mancanza di sovranità monetaria e l'assoggettamento a un debito pubblico inestinguibile, che ci costa 100 miliardi all'anno solo di interessi!! Soldi che dall'economia reale vengono sottratti e condotti nei caveau delle banche! In questo articolo di nocensura ci trovate descritte tutte le cause del declino.

Veritanwo


PS: La riproduzione dell'articolo è libera, però citate veritanwo come autore e fonte, con link attivo, come facciamo sempre noi, del resto, e tutti i blogger corretti nei confronti di chi dedica ore del proprio tempo alla scrittura di articoli per il bene comune...

Spero di aver espresso i concetti nel modo più chiaro e comprensibile possibile... perdonate eventuali refusi dovuti all'interruzione costante da parte del nipotino! ;-)


Fonte: veritanwo.altervista.org



sabato 14 marzo 2015

Perchè l'olio di sansa di oliva costa più dell'extra vergine a scaffale?

Si è sorpassato ogni limite di decenza. Come può la Grande Distribuzione presentarsi al consumatore con temi come sostenibilità, etica, territorio, tradizioni, parlare di alimentazione sana e poi comportarsi così con gli oli d'oliva?


Di Francesco Travaglini - teatronaturale.it
Riportiamo le segnalazioni più significative arrivate nel mese di febbraio all'osservatorio dei prezzi dell’extra vergine nell’Annus Mirabilis.
L’osservatorio, come spiegato nel report di gennaio, non ha alcuna pretesa di offrire elementi di rilevanza statistica ma ha l’obiettivo di testimoniare il paradosso che interessa il mercato degli oli extra vergini italiani nella GDO in questo anno così particolare per l’olivicoltura italiana.
Che l’olio d’oliva sia considerato un prodotto civetta è una consuetudine che da tempo fa parte delle strategie di marketing della Grande Distribuzione Organizzata.
Il 66% dell’olio commercializzato in Italia è venduto attraverso questo tipo di offerte speciali.
L’andamento del mercato dell’extra vergine in quest’annata epocale ha messo in evidenza come questo tipo di promozione sembra non tener conto, ad oggi, dell’andamento delle quotazioni all’ingrosso dell’extra vergine e quindi della limitata produzione italiana dell’annata 2014.
Le rilevazioni del mese di febbraio confermano spread negativi (differenza tra prezzo dettaglio in bottiglia e prezzo ingrosso sfuso) spesso superiori ai 2 € al litro.
Al paradosso dei prezzi, poi, se ne affianca un altro forse più interessante: la politica del prezzo civetta ormai stride grossolanamente con le politiche di gestione del brand della GDO.
La semplice gestione dell’immagine di un marchio ha fatto il suo tempo e ora lo sforzo di quasi tutte le catene della Grande Distribuzione è quello di cercare di governare relazioni sociali avviando conversazioni con i propri clienti.

venerdì 13 febbraio 2015

Arance choc: pagano 0,07€ al produttore e le vendono a 3.20€ !!!


Di Max Parisi - Il Nord

COLDIRETTI, DATI CHOC: UN CHILO DI ARANCE PAGATO 0,07 EURO AI PRODUTTORI CALABRESI, MADE IN ITALY COSI' MUORE.

"Per un chilo di arance prodotto nella piana di Rosarno vengono pagati meno di 7 centesimi al chilo del tutto insufficienti a coprire i costi di produzione e di raccolta". Lo denuncia il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel suo intervento all'iniziativa 'Legalita', diritti, dignita'. Da Rosarno si puo'' sottolineando che questa situazione alimenta una intollerabile catena dello sfruttamento che colpisce lavoratori, agricoltori ed i trasformatori attenti al rispetto delle regole.

"E' intollerabile - stigmatizza Moncalvo - che per l'aranciata venduta sugli scaffali dei supermercati a 1,3 euro a bottiglia agli agricoltori arrivano solo 3 centesimi per le arance contenute".

Va poi "combattuto senza tregua il becero sfruttamento che - continua il presidente Coldiretti - colpisce la componente piu' debole dei lavoratori agricoli, ma anche le imprese agricole che subiscono la pressione e la concorrenza sleale di un contesto gravemente degradato".

E non solo. Coldiretti lancia anche l'allarme sui prodotti dell'agricoltura italiana: nel 2015 sugli scaffali dei supermercati ci sarà il 35 per cento in meno di olio di oliva italiano, ma anche un calo del 25 per cento per gli agrumi, del 15 per cento per il vino fino al 50 per cento per il miele, mentre il raccolto di castagne è stato da minimo storico.Sono gli effetti del crollo dei raccolti Made in Italy che ha concorso a determinare un calo del Pil agricolo in termini congiunturali per il terzo trimestre consecutivo, sulla base dei dati Istat.

domenica 4 gennaio 2015

Ecco chi controlla e produce il cibo dei supermercati

controllo cibo
IL GRAFICO OXFAM: LA MAPPA DELLE MULTINAZIONALI DEL SETTORE ALIMENTARE. CLICCA PER INGRANDIRE

Sono dieci i signori che controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Queste multinazionali gestiscono 500 marchi che entrano nelle nostre case quotidianamente. Così pasta, biscotti e caffè diventano globali, anche in Italia. E le grandi questioni, come l’uso di oli e grassi nei prodotti, vengono decise a tavolino
di PAOLO GRISERI
STANNO seduti intorno alla tavola del mondo e controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Sono i 10 signori dell’industria alimentare: 450 miliardi di dollari di fatturato annuo e 7.000 miliardi di capitalizzazione, l’equivalente della somma del pil dei paesi più poveri della Terra. Non sempre sono nomi noti in Italia. Da un secolo la Coca Cola è il sinonimo della multinazionale ma solo gli addetti ai lavori conoscono la Mondelez. Un po’ più numerosi sono gli italiani che ricordano la Kraft, vecchio nome proprio della Mondelez. Quasi tutti invece hanno incontrato al supermercato marchi come Toblerone, Milka e Philadelphia. “I 500 marchi riconducibili ai dieci signori della tavola — spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia — sono spesso vissuti dai consumatori come aziende a sé stanti. In realtà fanno parte di multinazionali in grado di condizionare non solo le politiche alimentari dell’Occidente ma anche le politiche sociali dei paesi più poveri”.

giovedì 4 dicembre 2014

ARRIVA IL MILKA COLA – PRESTO SUGLI SCAFFALI IL LATTE DELLA COCA COLA

ARRIVA IL MILKA COLA - Presto sugli scaffali il latte della coca cola
IL MERCATO DEL LATTE SI ARRICCHIRA’ A BREVE DI UN NUOVO PRODUTTORE, infatti, a dicembre, la Coca Cola invaderà gli scaffali dei supermercati americani con un prodotto che si chiamerà “Fairlife”. Il colosso di Atlanta cerca nuovi canali per fare profitto, puntando alla diversificazione dei suoi prodotti, anche per far fronte al calo delle vendite delle bevande zuccherate, che negli Usa sono finite nel mirino di molti nell’ambito della lotta all’obesità. La Coca Cola deve aver fatto bene i suoi conti nel voler commercializzare il “Fairlife”, considerando il fatto che, come riportato dalla rivista specializzata Dairy Today, negli ultimi 10 anni le vendite del latte negli Stati Uniti sono in calo dell’8%, inoltre la metà degli americani non beve latte. Infatti, l’azienda statunitense si aspetta da questo “brand” una pioggia di denaro, come spiegato da Sandy Douglas, global chief customer officer di Coca Cola.

martedì 25 novembre 2014

Ecco chi produce i prodotti in vendita alla LIDL

Qualche giorno fa vi abbiamo segnalato di chi sono i prodotti venduti dalla catena di discount Europin, oggi continuiamo segnalandovi invece di chi sono i prodotti venduti dalla catena Lidl, oramai una delle più celebri anche in Italia e diffusissima anche in tutta la Sardegna. Vediamo dunque di chi sono i prodotti dei discount Lidl. 

Biscotti

  • I biscotti Realforno Lidl sono prodotti da Balocco
  • I Savoiardi Lidl sono prodotti da Vicenzi
  • Gli amaretti Realforno lidl sono prodotti da Vicenzi
  • I Cantuccini del marchio di qualità Italiamo (quando presenti in promozione) sono prodotti da Sapori
  • I Frollini economici BoJoy sono prodotti da Unibread (Reggio Emilia) nello stabilimento di Pierantonio (PG) …ex IDU/IDP PISELLI
  • I frollini dorati di Dolfi e Colombini sono prodotti dalla Colussi nello stabilimento di Petrignano d’Assisi(PG)
  • I biscotti Petit Realforno Lidl sono prodotti dalla Colussi nello stabilimento di Petrignano d’Assisi (PG).

Merendine

  • I croissant alla crema Nastrecce Lidl sono prodotti da FBF Gruppo Bauli
  • I Plumcake allo yogurt Nastrecce sono prodotti da MisterDay (Gruppo Vicenzi),nello stabilimento di Nusco (AV).
  • Le Ciambelle di pasta margherita Nastrecce sono prodotte da MisterDay (Gruppo Vicenzi),nello stabilimento di Nusco (AV).
  • I panini al latte Nastrecce sono prodotti nello stabilimento dei panini al latte Morato.
  • I croissant al cacao nastrecce sono prodotte da FBF gruppo Motta -Bauli nello stabilimento di s. Martino Buonalbergo (VR).

venerdì 17 ottobre 2014

8 COSE CHE IL SUPERMERCATO NON VUOLE CHE TU SAPPIA

I RICERCATORI DEL MARKETING
Hanno lavorato anni per essere sicuri che l’ acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano.Fare la spesa nel supermercato sembra una attività innocua. Tutti facciamo la spesa almeno una volta a settimana senza però prestare troppa attenzione a ciò che accade dietro le quinte del supermercati. Il nostro modo di comprare è diventato una scienza fra le più studiate e con il maggior numero di ricercatori nel mondo. “I ricercatori del marketing hanno lavorato per anni per essere sicuri che l’ acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano”, questo è ciò che ha detto Marion Nestle, autrice di What to Eat: An Aisle-by-Aisle Guide to Savvy Food Choices and Good Eating. Quindi se vuoi essere un acquirente intelligente leggi questi trucchetti e segreti nascosti nel supermercato.
1. I carrelli della spesa sono sporchi.
In accordo con gli studi fatti sui carrelli, più del 60% di questi danno rifugio a batteri coliformi (la specie di batteri che si ritrova sulle toilette pubbliche!). Il Dr. Chuck Gerba, microbiologo dell’ Università di Arizona dice :”Questi batteri potrebbero venire dalle verdure non ancora lavate, dai salumi non ancora spellati, dalle mani sporche dei clienti o dai bambini che si siedono nei carrelli. Basta pensare che dove avete messo i broccoli pochi minuti prima si trovava il sedere di un bambino”. Secondo gli studi fatti da Gerba e sui collaboratori, i carrelli della spesa hanno più batteri di tutte le superfici da loro studiate, incluse le tavolette del wc e i poggiatesta dei treni. Per evitare di sporcarsi con questi fastidiosi batteri Gerba suggerisce di pulire il manico del carrello con dei fazzoletti igienizzati e di lavarsi le mani dopo aver fatto la spesa.

lunedì 14 aprile 2014

8 cose che il supermercato non vuole che tu sappia!

walmartFare la spesa nel supermercato sembra una attività innocua. Tutti facciamo la spesa almeno una volta a settimana senza però prestare troppa attenzione a ciò che accade dietro le quinte del supermercati. Il nostro modo di comprare è diventato una scienza fra le più studiate e con il maggior numero di ricercatori nel mondo. “I ricercatori del marketing hanno lavorato per anni per essere sicuri che l’ acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano”, questo è ciò che ha detto Marion Nestle, autrice di What to Eat: An Aisle-by-Aisle Guide to Savvy Food Choices and Good Eating. Quindi se vuoi essere un acquirente intelligente leggi questi trucchetti e segreti nascosti nel supermercato.

1. I carrelli della spesa sono sporchi.

In accordo con gli studi fatti sui carrelli, più del 60% di questi danno rifugio a batteri coliformi (la specie di batteri che si ritrova sulle toilette pubbliche!). Il Dr. Chuck Gerba, microbiologo dell’ Università di Arizona dice :”Questi batteri potrebbero venire dalle verdure non ancora lavate, dai salumi non ancora spellati, dalle mani sporche dei clienti o dai bambini che si siedono nei carrelli. Basta pensare che dove avete messo i broccoli pochi minuti prima si trovava il sedere di un bambino”. Secondo gli studi fatti da Gerba e sui collaboratori, i carrelli della spesa hanno più batteri di tutte le superfici da loro studiate, incluse le tavolette del wc e i poggiatesta dei treni. Per evitare di sporcarsi con questi fastidiosi batteri Gerba suggerisce di pulire il manico del carrello con dei fazzoletti igienizzati e di lavarsi le mani dopo aver fatto la spesa.

2. I cibi “amici dei bambini” sono disposti alla loro altezza.

Chiunque faccia la spesa con dei bambini sa che deve porre attenzione alle cose che questi prendono e buttano nel carrello. Marion Nestle dice :”Dico sempre ai genitori di non fare mai la spesa con i figli. Le scatole con su disegnati dei cartoni animati sono sempre posizionati negli scaffali più bassi dove anche i bambini ai primi passi possono arrivare”. Un viaggetto nel corridoio dei cereali ve lo confermerà, Tara Gidus della American Dietetic Association dice: “I cereali zuccherati sono al livello degli occhi dei bambini, mentre quelli salutari e ricchi di fibre sono negli scaffali più alti “. E’ la stessa situazione che si ritrova ai registratori di cassa dove le caramelle e le gomme sono strategicamente posti per incoraggiare acquisti impulsivi di adulti e bambini che posso facilmente afferrare questi piccoli prodotti.

venerdì 30 agosto 2013

Spesa, Aosta la città più cara, Pistoia la più conveniente

 E' Pistoia la citta' in media dove e' piu' conveniente fare la spesa in Italia: in un anno una famiglia pistoiese puo' spendere anche solo 5.876 euro. Una situazione analoga si puo' riscontrare in molte citta' toscane come Firenze o Pisa dove la concorrenza impone un abbassamento dei prezzi dei punti vendita. Buone possibilita' di risparmio anche nei super e negli ipermercati di Cuneo e Verona dove la spesa costa circa 6.000 euro. Tra le citta' piu' care, invece, troviamo Ragusa, Messina, Sassari, Siracusa, Reggio Calabria e Aosta. 

E' quanto emerge dalla mappa della convenienza per la spesa che Altroconsumo. L'indice di convenienza calcolato dall'associazione dei consumatori, che ha visitato 907 punti vendita, e' stato calcolato sui prezzi di un paniere di 500 prodotti di marca, costruito su 105 tipologie merceologiche e ponderando l'acquisto e l'utilizzo piu' frequente (latte e pasta, per esempio) nella spesa tipo degli italiani. 

Per Altroconsumo, infatti, e' possibile realizzare risparmi concreti fino a 1.400 euro in un anno se si sceglie il punto vendita meno caro nella propria citta'. Un risparmio, questo, particolarmente interessante se si pensa che una famiglia italiana usa un quarto dell'intero budget a disposizione per la spesa alimentare e prodotti per l'igiene personale e per la casa. 

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