Visualizzazione post con etichetta cancro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cancro. Mostra tutti i post

mercoledì 15 giugno 2016

Marcatori tumorali... e creazione di malati



Tratto dal libro di Marcello Pamio: "La Fabbrica dei malati", www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fabbrica-dei-malati-libro.php  


Nell’ultimo libro “La fabbrica dei malati” mi sono occupato della più importante strategia di marketing (“Disease mongering”) messa in atto dall’industria del farmaco. Una strategia diabolica in grado di trasformare milioni di persone sane in malati. Com’è possibile tutto ciò? Attraverso un sistema geniale che va dall’abbassamento dei cosiddetti valori di “normalità”, alla diagnosi precoce per giungere creazione vera e propria di nuove malattie. Per non parlare del grossissimo problema della sovradiagnosi e degli incidentalomi.
I markers tumorali, se usati non correttamente, rientrano in tutto ciò...
Cosa sono i markersLa presenza di un tumore può essere rivelata attraverso il dosaggio di particolari sostanze dette appunto marcatori presenti nel sangue. Per lo più si tratta di proteine, ma possono essere anche ormoni o enzimi.
Il dogma della medicina vuole che queste proteine vengano prodotte in quantità superiore alla norma dalle cellule tumorali per cui il loro dosaggio nel sangue serve proprio per cercare e individuare il tumore osservandone le evoluzioni.
Non tutti sanno però che tali markers vengono prodotti anche da cellule in condizioni totalmente diverse dai tumori e perfino in salute…
Vediamo quali sono i marcatori più utilizzati.
PSA, Antigene Prostatico Specifico: per il tumore alla prostata, livelli normali < 4 ng/dL.
Aumenta in caso di neoplasia prostatica, ma anche nella ipertrofia prostatica benigna, prostatite, esplorazione rettale, cistoscopia, agobiopsia prostatica e resezione prostatica trans-uretrale.
CA 125: per il tumore all’ovaio, livelli normali < 35 U/ml. Aumenta in caso di cancro ovarico, polmonare, linfomi non-Hodgkin (40% dei casi) e affezioni benigne quali endometriosi, cisti ovariche, mastopatia fibrocistica, cirrosi epatica, pancreatite acuta  e addirittura in gravidanza. Valori falsamente positivi si possono trovare anche in presenza di versamento pleurico.
CA 15-3: per il tumore alla mammella, livelli normali < 25 U/ml. Aumenta in caso di carcinoma mammario, cancro ovarico, colorettale, polmonare, patologie benigne del seno, malattie epatobiliari e malattie autoimmunitarie. Valori falsamente positivi possono essere causati da patologie reumatiche.
CA 19-9: per i tumori del colon-retto oppure del pancreas, livelli normali < 37 U/ml. Aumenta in caso di cancro pancreatico, gastrico, colorettale, melanoma e patologie benigne (malattie epatobiliari e polmonari). Circa l’1% dei soggetti normali ha un CA 19-9 costituzionalmente elevato, per motivi genetici.
CEA, Antigene Carcino Embrionale: per i tumori del tratto gastro-intestinale e polmonari, livelli normali < 5 ng/ml.
Aumenta in caso di cancro colorettale, mammella, polmone, stomaco, pancreas, fegato, malattie infiammatorie intestinali, epatobiliari e lesioni polmonari benigne. Anche il fumo di sigaretta può farlo aumentare!
TPA (Antigene Polipeptidico Tessutale), TPS e Cyfra 21.1: sono citocheratine utilizzate come marcatori tumorali, la loro concentrazione è proporzionale alla massa del tumore e alla sua aggressività.
PAP, Fosfatasi acida prostatica: per i tumori alla prostata, livelli normali < 3,7 μg/l.
E’ una glicoproteina secreta dalle ghiandole prostatiche, presente nel liquido seminale. Aumenta in caso di carcinoma prostatico in fase metastatica (85% dei casi) ma anche negli adenomi benigni della prostata, prostatite, ritenzione urinaria e raramente carcinoma vescicale invasivo con infiltrazione prostatica. Anche la manipolazione della prostata attraverso massaggi, biopsie o esami rettali può incrementarne i livelli.
AFP, Alfa-FetoProteina: per i tumori al fegato, del testicolo e dell’ovaio, livelli normali < 25 mcg/L. Aumenta in caso di carcinoma epatocellulare (80% dei casi), cancro testicolare di tipo non-seminoma (60% dei casi), tumori ovarici, dello stomaco e del colon. I suoi valori sono elevati anche in gravidanza, sofferenza fetale, difetti di chiusura del tubo neurale, cirrosi epatica, epatite virale e morbo di Crohn.
HCG, Gonadotropina Corionica: è un ormone correlato all’inizio della gravidanza e viene dosato per i tumori germinali del testicolo e dell’ovaio.
TG, Tireoglobulina: marcatore per il tumore alla tiroide, livelli normali < 10 ng/ml. Aumenta in caso di cancro tiroideo e patologie benigne della tiroide (tiroidite, gozzo, morbo di Basedow).
CT, Calcitonina: per il tumore midollare alla tiroide, livelli normali < 0.1 ng/ml. E’ un ormone polipeptidico prodotto dalle cellule C della tiroide. Aumenta in caso di carcinoma midollare della tiroide e raramente anche con altri tipi di tumore.
NSE: per il microcitoma polmonare e neuroblastoma, livelli normali < 12 mcg/l. Aumenta in caso di neoplasie di origine neuroendocrina, microcitoma polmonare e neuroblastoma.
A caccia del marker specificoLa ricerca medica da sempre è a caccia del marcatore tumorale specifico al 100%.
Il valore che garantisca la diagnosi tumorale certa rappresenta il sogno per molti ricercatori e medici. Sogno però diventato un incubo perché i marker non sono né sensibili, né specifici!
Nessuno dei marcatori tumorali che oggi la medicina conosce e utilizza è una prerogativa specifica del tumore in quanto sono tutte sostanze presenti anche in altre condizioni, perfino nell’assoluta normalità.
Quindi il marcatore tumorale qualitativo, cioè presente solo nel tumore NON esiste!
Storia dei markers tumoraliLa storia dei marcatori inizia nel 1965 quando due ricercatori americani scoprirono nelle cellule di alcuni tumori del colon una sostanza CEA che si dimostrava correlata con la malattia.
Questo antigene era presente nel tessuto tumorale e anche nel sangue dei malati con il tumore al colon. Sembrava la scoperta del secolo: una proteina poteva indicare la presenza o meno di un tumore. Successivamente si scoprì che questo antigene veniva prodotto in piccole quantità anche da tessuti sani e si riscontrava in presenza di altre e completamente diverse neoplasie (mammella, polmone, apparato urinario, pancreas e stomaco).
Crollato il mito della specificità del CEA, la batosta più grossa arrivò quando i ricercatori scoprirono che l’antigene è prodotto in alte dosi anche in malattie non tumorali come le infiammazioni acute e croniche del fegato.
Sensibilità e specificità dei markersPer valutare correttamente l’adeguatezza di un marcatore tumorale è necessario conoscerne la sensibilità e specificità.
Per sensibilità s’intende la capacità di rilevare la presenza di tumore. Per esempio se un marker ha una sensibilità del 70% significa che è capace di rilevare la presenza del tumore nel 70% dei pazienti affetti, ma questo significa che 30 pazienti su 100 avranno valori normali del marker in presenza di un tumore (“falsi negativi”).
La specificità è invece la capacità del marker di essere elevato solo in caso di neoplasia e assente in altre malattie. Se un marker ha una specificità del 70% sarà positivo nel 70% dei casi per una specifica neoplasia, ma questo significa che 30 pazienti su 100 avranno livelli elevati del marker in presenza di un diverso tipo di tumore o di una patologia benigna (“falsi positivi”). 
La conseguenza è che i markers tumorali non hanno mai una sensibilità e una specificità del 100%. Questi sono alcuni dei motivi per cui i markers tumorali non vanno usati per la diagnostica oncologica ma per verificare l’andamento della terapia nel follow-up: l’abbassarsi o l’elevarsi dei livelli riflette l’andamento clinico della neoplasia.
Andamento clinico della neoplasiaLa medicina allopatica ha una visione estremamente riduttiva della Vita e della malattia perché considera quasi esclusivamente “la progressione del tumore”. Non importa minimamente tutta la storia della persona, la complessità del suo mondo psichico, energetico, relazionale, ambientale (compresa naturalmente l’alimentazione) e anche la sua realtà spirituale.
Quello che conta è un numero che sale e scende.
Questa visione limitante e deviante si chiama “riduzionismo scientifico”.
L’essere umano con tutta la sua complessità è stato ridotto ad un ammasso di cellule, ormoni: a un numero, il marcatore…
Falsi positivi e negativiOgni esame diagnostico in quanto tale ha sempre una percentuale di falsi positivi e falsi negativi.
La definizione della soglia di normalità del marcatore tumorale non esclude la possibilità di commettere gravissimi errori di classificazione e diagnosi.
Valore negativo di un marcatore tumorale (per la medicina assenza di malattia) non esclude infatti la presenza di un tumore, ma può essere dovuto per esempio a un tumore piccolo o a un tumore molto grosso poco vascolarizzato o alla prevalenza nel tumore di cellule che non rilasciano il marcatore. Questi sono i falsi negativi: il tumore c’è ma l’esame non lo vede.
Valori positivi di un marcatore tumorale (per la medicina presenza di malattia) può essere dovuto a cause diverse dai tumori come: patologie benigne acute o croniche di tipo infiammatorio, stili di vita errati come fumo o alcool, sport estremi, manovre diagnostiche, interventi chirurgici, ecc.
Questi sono i falsi positivi: il marcatore è alto ma il problema non è un tumore e spesso non c’è nessuna patologia!
I falsi positivi e negativi vanno tenuti in seria considerazione quando si eseguono esami diagnostici.
Esempio di marker contradditorioDue semplici esempi potranno spiegare come un marcatore oncologico se interpretato in maniera non corretta può trasformarsi in uno strumento molto pericoloso.
Nel sito www.cancerquest.org della Emory University è stato pubblicato un intero capitolo sul marcatore CA 125.
Come detto si tratta di una glicoproteina prodotta dall’utero, dalla cervice uterina, dalle tube di Falloppio e dalle cellule che rivestono gli organi delle vie respiratorie e dell’addome.
Quando uno di questi tessuti è danneggiato o semplicemente infiammato si possono trovare quantità di questa proteina nel sangue.
A livello internazionale quando i livelli del marker superano 35 U/mL si è in presenza di tumore.
Il problema sta proprio nell’interpretare correttamente il CA 125 perché un alto valore NON è sempre correlato al cancro. Livelli alti si possono avere in gravidanza, durante il ciclo mestruale, con una patologia epatica oppure una endometriosi.
Non a caso la maggior parte delle donne che presentano valori alti di CA 125 non sono assolutamente affette da patologie tumorali.
Infine va tenuto conto che meno della metà dei casi di cancro ovarico in stadio precoce inducono un diretto aumento del livello di CA 125 nel sangue. Questo significa che nel 50% delle donne con cancro ovarico il livello del marcatore non cresce e quindi non è riscontrabile (falso negativo).
L’utilità di un’analisi che confonde molto facilmente un tumore allo stato precoce con altri eventi naturali è assai discutibile e pericolosa.
La conclusione dei ricercatori della Emory University è che “attualmente il test del CA 125 non è un’analisi raccomandata per uno screening a larga scala per il cancro delle ovaie”.
Marker & paura…La paura è un meccanismo perfetto previsto dalla natura. Ogni animale selvatico e un po’ anche quelli addomesticati ne è provvisto. Questa emozione gioca un ruolo fondamentale: tenere l’essere umano sul “chi va là” per sopravvivere ai pericoli che lo circondano.
In natura tutto è straordinariamente semplice: se si sta attenti si sopravvive, altrimenti si muore (1).
Poiché la paura ci avverte di un pericolo, se il pericolo non c’è, la paura non si manifesta.
Queste conoscenze sono molto note al Potere che ci manipola, il quale proprio per mantenere il controllo sulla popolazione ha sviluppato numerose tecniche mediatiche per tenere sempre viva e accesa la fiamma che nutre la paura (terrorismo, attentati, guerre, pestilenze, malattie, surriscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai, ecc.). Basta accendere la tivù per capacitarsene.
Vi è anche un aspetto più sottile relativo alla paura che è tipico dell’essere umano.
La paura per esistere ha bisogno della controparte, cioè il pericolo.
Se abbiamo paura di qualcosa è possibile creare noi stessi il pericolo (la controparte) così da giustificare il timore.
Lo scopo del presente è di spiegare che i marker aumentano anche in totale assenza di tumore. Mentre a livello generale il mantra ufficiale che ci hanno inculcato per bene fin dentro l’inconscio è esattamente il contrario: i marker aumentano in presenza di tumore.
Se è vero che la paura per esistere ha bisogno della controparte pericolo, è logico dedurre che se si ha paura di vedere i marker aumentare, ciò potrebbe accadere realmente…
Tutte le filosofie del mondo sanno che il pensiero crea e interagisce con la materia stessa. La fisica quantistica, che oggi sta avendo sempre più riconoscimenti dalla comunità scientifica, lo dice dall’inizio del secolo scorso: l’osservatore è in grado di influenzare il comportamento della particella osservata!
ConclusioneLa conclusione è semplice e scontata: il dosaggio dei marcatori non deve essere fatto in ambito diagnostico. Anche se questa cosa puntualmente viene eseguita.
La totale mancanza di informazioni precise e consolidate circa il significato dell’incremento di un marcatore fa sì che in realtà essi vengano frequentemente utilizzati per decisioni cliniche in maniera soggettiva e spesse volte molto arbitraria.
I marcatori possono essere utili semmai per verificare l’efficacia delle terapie intraprese e seguire l’andamento della malattia e NON per diagnosticare una patologia!
D’altra parte vi è l’assoluto interesse economico e lobbistico da parte dell’industria chimico-farmaceutica affinché i marcatori vengano invece sempre più utilizzati nell’ambito degli screening, cioè per fare diagnosi, perché così facendo si creano sempre più malati.
La medicina non tenendo conto della complessa realtà della persona va riducendo tutto, vita compresa a un valore numerico (marcatore). Il resto lo fa la PAURA…

(...)
Tratto dal libro di Marcello Pamio: “La fabbrica dei malati”, rEvoluzione edizioni



sabato 30 aprile 2016

British Medical Journal: screening anticancro non salvano vite, anzi aumentano il rischio di morte

British Medical Journal: screening anticancro non salvano vite, anzi aumentano il rischio di morte

"la più parte ha sofferto di un danno irreparabile, ma non dal cancro, piuttosto dagli effetti fisici e psicologici, per aver ricevuto una diagnosi e un trattamento sbagliati".
Traduzione e sintesi Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
In milioni hanno marciato per la causa del cancro. Ancor più milioni hanno ricevuto una diagnosi precoce e quindi credono che lo screening abbia salvato le loro vite. Tuttavia un nuovo studio conferma qualcosa che abbiamo riportato su questa testata [greenmedinfo.com] da quando è nata: in molti casi, lo screening non solo non ha salvato vite, ma in realtà ha aumentato il rischio di morte.
Un nuovo studio estremamente importante pubblicato nel British Medical Journal, titolava:
“Ecco perchè lo screening non ha mai mostrato di salvare vite e cosa possiamo fare per questo”
Lo screening per il cancro non è stato all'altezza della promessa che ha sostenuto  a lungo, ossia quella di “salvare vite”, perché le riduzioni nella mortalità di una malattia specifica non equivale alle riduzioni nella mortalità generale. Ancora peggio, in alcuni casi la mortalità generale in realtà è aumentata a causa dello screening.
Il nuovo studio di Vinay Prasad e colleghi, sostiene che il vero standard di successo in qualsiasi programma di screening contro il cancro, è se i cancri che vengono diagnosticati e trattati in fase iniziale, finiscono poi con l’essere veramente una riduzione della mortalità generale

giovedì 21 aprile 2016

Il ricercatore italiano Ercole Cavalieri scopre le sostanze anti-cancro


Si chiamano resveratrolo e N-acetilcisteina le due sostanze che possono prevenire l’insorgenza di diverse forme di cancro. Lo ha scoperto il professor Ercole Cavalieri , ricercatore di fama internazionale, originario di Campagnola - dove ha famigliari e amici – ma negli Usa dal 1968. Cavalieri ha condotto le sue ricerche all’University of Nebraska Medical Center, dove lavora dal 1971.
 Il ricercatore italiano Ercole Cavalieri scopre le sostanze anti cancroProfessor Cavalieri, le sue ricerche hanno portato alla conclusione che i tumori più diffusi (al seno, alla prostata, il linfoma non-Hodgkin, etc. ) sono innescati da un’alterazione del metabolismo degli estrogeni. Può spiegarci oggi come funziona questo meccanismo perverso?
Il corpo umano ha tantissime molecole e macromolecole, come il Dna (la catena genetica contenuta in ogni cellula), Rna e le proteine. Dal punto di vista chimico moltissime molecole sono alifatiche e eteroaromatiche . Invece sono soltanto due le molecole  aromatiche , che al loro interno contengono un anello benzenico: gli ormoni estrogeni e la dopammina , un neurotrasmettitore molto importante per il funzionamento del nostro cervello.
Io e la dottoressa Eleanor Rogan, che collabora con me da 35 anni, abbiamo scoperto che gli estrogeni, molto utili all’organismo, possono diventare cangerogeni se perdono il bilanciamento nel loro metabolismo. In questo caso il metabolismo va verso un’ossidazione più spinta ( stress ossidativo ) e  produce dei metaboliti chiamati catecoli-chinoni degli estrogeni in quantità abbondante. Quando se ne formano troppi, questi catecoli-chinoni reagiscono con il nostro Dna e c’è la possibilità che inneschino il meccanismo del cancro. I tumori più diffusi nascono così: dopo decenni di ricerche condotte da me e dalla Eleanor Rogan, oggi ne abbiamo la certezza scientifica.
Solo alcuni tumori?
Molti tumori. Il cancro al seno, alla prostata, il linfoma non-Hodgkin e altri ancora. Non è ancora dimostrato invece, che questo meccanismo sia alla base di tutti i tipi di tumori. Gli studi sono ancora in corso.

venerdì 15 aprile 2016

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori

dieta-vegan-cancro

Dr.Ornish – La dieta vegana potrebbe inibire la crescita del cancro 8 volte meglio Ornish e il suo team di ricercatori ha trovato 93 uomini con cancro alla prostata in fase precoce che si sono offerti di rinunciare a radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Poi i pazienti sono stati assegnati ad un gruppo che ha modificato il proprio stile di vita, includendo una dieta vegana a bassa percentuale di grassi (10% sul totale calorico) insieme ad altri comportamenti sani (come camminare 30 minuti sei giorni alla settimana ed esercizi di meditazione) e un gruppo di controllo, che si è limitato a guardare e aspettare.

Dato che il cancro alla prostata è il cancro più diffuso tra gli uomini, anche il Dipartimento della Difesa ha fornito il finanziamento per lo studio. Un anno dopo, i risultati sono stati conteggiati e pubblicati nel numero di settembre 2005 del Journal of Urology, la rivista ufficiale dell’Associazione Urologica americana.

Entro la fine dello studio, 6 dei pazienti del gruppo di controllo avevano abbandonato perché i loro tumori erano in crescita e non potevano più aspettare.
Non un solo paziente del gruppo che seguiva la dieta vegana ha subito la stessa sorte. Infatti, mentre l’attività media del cancro è aumentata nel gruppo di controllo, misurata con test PSA, i marcatori tumorali erano DIMINUITI nel gruppo vegano.
 

sabato 2 aprile 2016

Farmaco anti-diabete provoca il cancro: Francia e Germania lo vietano, l’Italia no

Perché il governo italiano e il ministro Lorenzin non vietano un farmaco per diabetici già illegale in Francia e Germania? Perché le aziende che lo producono sono state multate per nove miliardi di dollari negli Stati Uniti e in Italia è ancora possibile trovare questo principio attivo nelle nostre farmacie?

farmaco
Stiamo parlando del pioglitazone, elemento utilizzato nella cura dei pazienti affetti da diabete e commercializzato nel mondo dalla giapponese Takeda Pharmaceutical e dalla statunitense Eli Lilly, all’interno di Actos, un farmaco che da anni provoca effetti collaterali gravissimi, ma di cui in Italia nessuno sembra accorgersi.
A lanciare l’allarme, per ultimo, è il medico Domenico De Felice, che sul Fatto Quotidiano accusa il ministro della Salute del governo Renzi di non aver preso le misure necessarie per prevenire la diffusione di questo farmaco così pericoloso. Eppure le gravi controindicazioni sono note da tempo.
Già nel 2007, l’Agenzia del Farmaco italiana metteva in guardia “sui rischi associati all’assunzione di rosiglitazone e pioglitazone”, farmaci che aumentano la sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina:
“Negli anni successivi alla loro commercializzazione”, si legge sul Bif, Bollettino di informazione sui farmaci, “sono state segnalate nuove reazioni avverse associate all’assunzione di questi farmaci, quali edema maculare con diminuzione della vista, fratture distali e infarto del miocardio per quanto concerne il rosiglitazone, e cancro alla vescica per il pioglitazone. Queste segnalazioni hanno stimolato l’attenzione della comunità scientifica e hanno portato le agenzie regolatorie a rivalutare il rapporto rischio-beneficio di questi farmaci”.
Ed è proprio per il timore dell’aumento di un rischio di tumore alla vescica, che Francia e Germania, già nel 2011, hanno sospeso l’utilizzo e la commercializzazione di Actos nei propri Paesi. La decisione è stata presa in seguito a uno studio ufficiale dell’istituzione sanitaria francese, condotto tra il 2006 e il 2009, in cui è emerso un rischio leggermente più alto di contrarre il cancro alla vescica, per coloro che assumevano il farmaco. Una conclusione che richiedeva interventi immediati.

L’allarme non è scattato nemmeno nell’aprile del 2014, quando una corte statunitensecondannava proprio Takeda ed Eli Lilly a pagare 9 miliardi di dollari per aver nascosto ai pazienti il rischio di cancro correlato ad Actos: come scriveva il Wall Street Journal, il rischio di sviluppo di cancro alla vescica aumenta addirittura del 40% nei pazienti che assumono il farmaco per più di due anni.
Come se non bastasse, nel luglio di quest’anno, JAMA – il giornale dell’associazione americana medici – ha pubblicato uno studio che mostra una correlazione tra l’uso di pioglitazione e il rischio di cancro alla prostata e al pancreas.
Alla luce di tutte queste ricerche, il medico De Felice già nell’aprile dell’anno scorso ha lanciato un’accusa forte al ministro Lorenzin – ma che potrebbe essere estesa a tutti i suoi predecessori:“Signora Lorenzin vuole ascoltare, informarsi oggi e ritirare dalle farmacie italiane immediatamente un farmaco rischioso che tranquillamente può essere sostituito da altri? Signora Lorenzin lei è a capo di un ministero per curare o per far ammalare i cittadini italiani?”.
Tra l’altro, ricorda lo stesso De Felice, “la Società Italiana di Diabetologia (Sid), sponsorizzata con soldi pubblici dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sin dal lontano 2008 ha praticato in Italia una costosa, inutile e a tutti gli effetti pericolosa sperimentazione clinica multicentrica denominata Tosca, a base soprattutto di Pioglitazone-Actos”. Una sperimentazione che fino ad oggi, secondo i calcoli del medico, sarebbe costata ben 200 milioni di euro.
Cosa aspetta il ministro Lorenzin a prendere provvedimenti? In attesa che si adoperi per trovare alternative sicure, ricordiamo che il diabete si combatte soprattutto attraverso l’alimentazione, con alimenti e frutti che aiutano a prevenirlo.
(Foto: Ano Lobb)


venerdì 20 marzo 2015

Vi siete mai chiesti quanto guadagnano le big pharma su ogni tumore?

Le case farmaceutiche traggono i maggiori profitti commercializzando chemioterapia e radiologia (ecco perchè le impongono e boicottano tutte le altre cure), ma avete idea del loro fatturato?

Vi siete mai chiesti quanto guadagna una casa farmaceutica?
Bene, di seguito troverete una lista con i nomi e i fatturati  delle più potenti case farmaceutiche del mondo (Fonte della classifica: Wikipedia, L’enciclopedia Libera. Link—>http://it.wikipedia.org/wiki/Case_farmaceutiche ) che con i loro”pochi” introiti dopo tutti questi anni non sono ancora in grado di debellare il tanto Potentissimo Male della Terra : Il Cancro.
Con immenso sdegno ho scoperto che le case farmaceutiche traggono dei profitti enormi nel commercializzare la chemioterapia o la radiologia. Forse non tutti sanno che  per eseguire una chemio, che viene pagata dai noi contribuenti, servono la bellezza di :
    1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
    2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro

lunedì 16 marzo 2015

Quando la frutta è VELENO: prezioso servizio delle Iene - DA VEDERE E CONDIVIDERE!


Alessandro Raffa per nocensura.com

Nonostante certi argomenti siano tabù anche per loro (signoraggio, bilderberg, MES, trattati europei, sistema monetario, etc.) possiamo certamente affermare che Le Iene siano uno dei pochi programmi televisivi che di tanto in tanto propone servizi davvero interessanti e utili.  

Dopo aver dato spazio alla dottoressa De Petris e al dottor Franco Berrino, nell'ambito di interessanti servizi su "cancro e alimentazione", questa volta Le Iene sono andate ad analizzare la frutta e la verdura in vendita in un mercato, scoprendo qualcosa di SCONVOLGENTE:

In metà dei prodotti analizzati, sono stati trovati PESTICIDI CANCEROGENI, il cui utilizzo è bandito nell'Unione europea, ma consentito in Africa ed in altri paesi da cui importiamo prodotti. Sono stati ritrovati inoltre pesticidi consentiti, ma in concentrazioni molto superiori ai limiti massimi stabiliti dalla legge (che già sono discutibili) inoltre, il medico interpellato evidenzia come in alcuni frutti siano presenti addirittura 5 tipi di pesticidi: e anche se la quantità rientra nei parametri fissati dal legislatore, non sappiamo se la combinazione di più principi attivi può provocare effetti nocivi (e sicuramente è così...)

L'ottima Nadia Toffa evidenzia inoltre che ad essere più a rischio, oltre ai prodotti d'importazione, sono quelli coltivati in serra: poiché rispetto a quelli di stagione, coltivati nei campi, i prodotti delle serre abitualmente sono maggiormente sottoposti all'uso di pesticidi.

Ma i pericoli non vengono solo dai pesticidi: ci sono anche gli erbici, che sono tossici, e gli ormoni, usati per favorire la crescita dei prodotti, che una volta introdotti nell'organismo possono provocare squilibri ormonali.

E' assolutamente consigliabile pertanto, acquistare prodotti coltivati nell'UE, dove l'utilizzo di certi pesticidi, particolarmente cancerogeni, è proibito: inoltre evitiamo i prodotti di serra. 

L'inviata delle Iene evidenzia come quasi nessun cittadino sia informato circa la frutta di stagione, e quindi inconsapevolmente acquistano prodotti d'importazione e/o fuori stagione, coltivati in serra.

Quanto scoperto dalle Iene è ASSOLUTAMENTE GRAVISSIMO E PREOCCUPANTE: cibarsi quotidianamente con frutti come quelli analizzati nel servizio, acquistati in un comunissimo mercato, contenenti pesticidi cancerogeni proibiti, e quelli consentiti in quantità 5-10 volte superiori ai limiti di legge (che ripetiamo: sono discutibili) significa avvelenarsi, per di più mangiando cibo che per definizione dovrebbe essere salutare e pieno di vitamine (e non di veleni)

VI RENDETE CONTO DELLA GRAVITA' ??? E POI CI SORPRENDIAMO SE 1 PERSONA SU 3 NEL CORSO DELLA PROPRIA VITA SI AMMALA DI CANCRO??? 

Da una parte hanno mandato in rovina i nostri agricoltori, che non possono competere con i produttori nordafricani: la differenza del costo del lavoro e della pressione fiscale è esorbitante, e la grande distribuzione, che ormai gestisce il 90% del mercato ortofrutticolo, per realizzare profitti ingentissimi importa tutti i prodotti, anche quelli che potrebbero essere coltivati in Italia, e che invece rimangono sugli alberi a marcire. 

Importiamo prodotti da paesi che impiegano pesticidi proibiti, la cui estrema cancerogenicità è ormai dimostrata scientificamente, tanto che da noi sono proibiti! (anche quelli consentiti non sono certamente un toccasana per la salute...) 

E' necessario che la legge imponga a chi importa prodotti ortofrutticoli di rifornirsi da chi non utilizza pesticidi vietati, o meglio ancora inserire in una black list i paesi che ne consentono l'utilizzo. Ovviamente fare una legge non basta, se non vengono effettuati controlli rigorosi, e sopratutto la pena prevista deve essere severa: altrimenti contravvenire alla legge diventa "una sanzione affrontabile", senza un reale effetto deterrente.

CONSIGLIAMO A TUTTI DI VISIONARE IL SERVIZIO, INOLTRE CONDIVIDETE L'ARTICOLO SU FACEBOOOK, FATELO LEGGERE AI VOSTRI AMICI!

Clicca QUI per guardare il servizio sul sito delle Iene


Alessandro Raffa per nocensura.com


Fonte: nocensura.com



Il Ministero della Salute lancia l’allarme per prodotti pericolosi e cancerogeni che potreste avere in casa. Ecco quali...


Il Ministero della Salute Italiana ha istituito un sito che permette di controllare e quindi avvisare i cittadini sulla pericolosità di prodotti in vendita in Italia potenzialmente dannosi per la salute o addirittura cancerogeni. Potete tenervi aggiornarvi a questo link 

Tra gli ultimi prodotti inseriti:


Prodotto: termos
Marca: Nuova idea Casa h.X.srl
Rischio: cancerogeno in caso di rottura presenza di fibre di amianto nell’intercapedine

Prodotto: Kit cosmetico giocattolo
Marca: Easy Toys
Rischio: microbiologico

Prodotto: AQUA COLOR
Marca: TOY’S FIELD
Rischio: Soffocamento il giocattolo si espande con l’acqua

Prodotto: Scarpa da uomo , mocassino
Marca: Pazolini
Rischio: chimico allergogeno, da dimetilfumarato

Il sito da l’allerta soprattutto per i prodotti provenienti dall’estero ed in particolare:

Articoli di abbigliamento

Gli articoli di abbigliamento (vestiti e scarpe) sono prodotti a libero consumo ben rappresentati tra le notifiche Rapex. Il rischio, principalmente correlato all’abbigliamento per bambini, sta nella presenza di lacci liberi, possibile causa di strangolamento e ferite. Questi articoli non sono conformi alla norma tecnica armonizzata EN 14682.
Altre notifiche sono associate alla presenza di coloranti azoici (in grado di rilasciare ammine aromatiche cancerogene) vietati dal punto 43 dell’allegato XVII del Regolamento Reach, alla presenza di Cromo VI, cancerogeno e fortemente allergizzante, alla presenza di ftalati, utilizzati per ammorbidire impermeabili, scarpe per bambini o per applicazioni poste a volte su bavaglini o tutine, al nichel (vietato quando la sua cessione supera il limite consentito dal punto 27 dello stesso allegato XVII). Va segnalato, infine, quanto accaduto nell’anno 2009.

giovedì 5 marzo 2015

Alimentazione: chi non è "consapevole" morirà di cancro, infarto o ictus


Di A.R. per nocensura.com

Il titolo è volutamente forte, forse provocatorio, ma è assolutamente aderente alla realtà. Il celebre oncologo Umberto Veronesi (nei cui confronti non nutriamo alcuna stima, in quanto sostenitore del nucleare, degli OGM e degli inceneritori, che secondo lui non fanno male, così come si è più volte eretto a difensore dell'uranio impoverito, ma di cui riconosciamo l'autorevolezza di cui gode sui media) ha detto qualcosa di sacrosanto quando ha affermato quanto segue:
"50 anni fa si ammalava di tumore un italiano su 30, oggi si ammala un italiano su tre. E in futuro se ne ammalerà uno su due". E' la spaventosa previsione di una fonte più che autorevole, l'oncologo Umberto Veronesi. "Nel 70% dei casi i pazienti possono salvarsi, ma solo se..." leggi tutto
L'incidenza dei tumori è notevolmente aumentata,  ed è tutt'ora in costante incremento. Presto arriveremo al livello che una persona su due si ammalerà di cancro nel corso della sua vita. 

Le cause sono da ricercare certamente nell'inquinamento, compreso quello elettromagnetico, in abitudini nocive come il fumo, ma la causa principale è certamente da ricercare nell'alimentazione. Che ha un ruolo fondamentale sia nell'insorgenza che nella PREVENZIONE del cancro.

Ormai è scientificamente dimostrato che le cellule del cancro si sviluppano e proliferano in un ambiente acido. Un'alimentazione alcalinizzante, priva di proteine di origine animale, mantengono il ph dell'organismo alcalino, e in questo le cellule del cancro non si sviluppano, (o almeno, è molto, molto, molto più difficile), non crescono, ed in alcuni casi regrediscono.

Alcuni di questi casi sono stati illustrati in alcuni ottimi servizi de Le Iene, che hanno intervistato il dr. Franco Berrino e la dr.ssa De Petris. 

I dati sono sotto gli occhi di tutti. Lo è la realtà dei fatti. Ma poche persone elaborano questi dati e li trasformano in comportamenti e scelte diverse.

giovedì 26 febbraio 2015

Tumori della pelle: i sintomi da non trascurare

In genere i sintomi sono legati alla comparsa o al cambiamento di aspetto di qualche lesione o macchia sulla pelle

Quando si parla di tumori della pelle si pensa soprattutto ai melanomi, mentre ci sono altre forme di cancro che sono molto più frequenti e, come spiega l’AIRC, si originano dalle cellule basali (carcinomi basocellulari o basaliomi) o dello strato spinoso (carcinomi detti spinocellulari o squamocellulari) dell’epidermide. Questi tipi di tumore, però, ottengono meno attenzione in quanto di solito sono meno gravi e si curano più facilmente. Secondo i dati dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) tumori cutanei non melanomatosi sono al primo posto tra gli uomini (15,2% di tutti i tumori) e al secondo tra le donne dopo il tumore della mammella (14,8% di tutti i tumori). In altre parole ogni anno si verificano circa 120 casi di tumore cutaneo non melanomatoso ogni 100.000 uomini e circa 90 casi ogni 100.000 donne.

Tumori della pelle: chi è a rischio?

Spiega l’Airc sul proprio sito: “I carcinomi basocellulari e spinocellulari si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole: viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso. Uno dei principali fattori di rischio è l’esposizione a raggi ultravioletti (UVA e UVB) che derivano principalmente dal sole, ma anche da lettini e lampade solari che devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione. Sono stati identificati come fattori di rischio anche il contatto con l’arsenico e l’esposizione a radiazioni ionizzanti, alcune anomalie genetiche e un’insufficienza del sistema immunitario dovuta a precedenti terapie, a trapianti oppure all’AIDS. Inoltre, il fumo e alcuni trattamenti per la psoriasi possono aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma spinocellulare (soprattutto a livello delle labbra nei fumatori).

lunedì 23 febbraio 2015

Veronesi convalida il Metodo Di Bella: Il tumore regredisce


Ci sono voluti parecchi anni, ma alla fine il metodo Di Bella, la cura anti-tumori a base di farmaci biologici, creata dal medico fisiologo scomparso nel 2003, è stata riconoscita valida da Umberto Veronesi.
Uno studio scientifico dell’Università di Firenze e approvatodall’Istituto europeo perl’Oncologia, ha confermato, infatti, la validità del metodo.
E viene da sorridere, perchè lo stesso, identico metodo fu bocciato dalministero della Salute nel lontano 1998. Lo studio dell’Università di Firenze è stato pubblicato sulla celebre rivista European Journal of Pharmacology ed ha avuto il benestare scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia, capitanata dal professor Umberto Veronesi.
A quindici anni dalla fine della sperimentazione il Metodo Di Bella sta tornando a far parlare. Migliaia di pazienti si stanno rivolgendo a Giuseppe Di Bella, che sta portando avanti la terapia inventata dal padre Luigi, per essere curati. Ci sono, inoltre, migliaia di casi di guarigione e i tribunali di diverse città hanno imposto alle ASL locali di rimborsare le cure ad alcuni malati. La sperimentazione di questa terapia alternativa era stata bocciata a fine anni ’90, ma da un’indagine del PM Raffaele Guariniello era emerso che c’erano stati gravi errori nella sperimentazione. È significativo un articolo di Marco Travaglio pubblicato su Repubblica nel settembre del 2000, in cui il giornalista raccontava i lati oscuri della vicenda. Dosi sballate e farmaci scaduti, così la sperimentazione della cura Di Bella è stata corrotta da gravi irregolarità che volevano farla bocciare! Troppi interessi economici delle case farmaceutiche che non potevano guadagnare con questo metodo come invece continuano a fare con le chemioterapie e farmaci dannosissimi.

mercoledì 18 febbraio 2015

La pillola anticoncezionale aumenta il rischio di tumore al cervello?


Chi prende un contraccettivo ormonale per almeno 5 anni potrebbe rischiare di sviluppare un raro tumore cerebrale


È nota per le sue proprietà di prevenzione di alcunu tipi di cancro, ma pillola anticoncezionale potrebbe aumentare il rischio di tumore al cervello. È quanto emerso da uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori danesi della University of Southern Denmark, secondo cui l’uso di contraccettivi ormonali accresce le probabilità di contrarre un glioma. Si tratta, comunque, di un’ipotesi che deve essere confermata, infatti “il bilancio è ancora a favore del loro uso”, fa notare David Gaist, autore della ricerca.Leggiamo sul Corriere.it:
“I contraccettivi ormonali contengono, appunto, ormoni sessuali femminili ed è già stata documentata scientificamente una loro attività protettiva nei confronti di diversi tipi di cancro, il cui sviluppo è legato proprio ai fattori ormonali. Per ora sono state raccolte prove sul fatto che l’assunzione dei contraccettivi ormonali per un determinato numero di anni riduce le probabilità di ammalarsi di neoplasie del seno, dell’ovaio e dell’endometrio. «D’altro canto – dice David Gaist, autore dello studio e ricercatore della University of Southern Denmark – si sa molto poco sulle cause dei gliomi e di altri tumori cerebrali. E poiché è noto che gli ormoni sessuali possono far crescere il rischio di determinati tumori abbiamo voluto indagare se ci fosse un legame fra questi e le neoplasie che si sviluppano nel cervello». I risultati dell’indagine danese riportano che, nella fascia di tempo considerata, sono stati diagnosticati nel Paese 317 casi di glioma in giovani donne e «sebbene emerga che l’uso di contraccettivi ormonali faccia lievemente aumentare le probabilità di glioma, servono conferme su numeri più ampi di persone e studi più approfonditi – concludono gli studiosi nordeuropei -. Per ora, calcolando i rischi e i benefici degli anticoncezionali ormonali, il bilancio è ancora a favore del loro uso. Ma è necessario conoscere meglio gli effetti collaterali sul lungo periodo per le donne che li utilizzano».”

domenica 15 febbraio 2015

GIUSEPPE DI BELLA – IL COMPLOTTO CHE AFFOSÒ IL SUO METODO +VIDEO

DI BELLA RACCONTA COME FU FATTA LA SPERIMENTAZIONE CHE AFFOSSO’ IL SUO METODO. In un mondo dove si parla tanto, troppo di terapie anticancro, dall’uso del bicarbonato al bombardamento di atomi, è buona cosa ricordarsi del metodo Di Bella, controversa terapia che diviso il Paese, scatenando duri scontri nel campo scientifico, mediatico e politico.Nonostante il boicottaggio, questa terapia è tornata d’attualità puntando i riflettori sul metodo inventato dal fisiologo modenese Luigi Di Bella. A far notizia sono i pazienti, come il trentanovenne Andrea A., colpito da tumore alla gola e in cura, per sua scelta, con il cocktail alla somatostatina. Dopo alcuni mesi sembra che le sue condizioni migliorarono. E a certificarlo sono stati gli esami effettuati presso l’Istituto Europeo di Oncologia, il centro d’eccellenza fondato a Milano dal professor Umberto Veronesi…
VIDEO
http://youtu.be/6_LCw7DLmek


giovedì 12 febbraio 2015

Cancro: Il più grande business della storia ha occultato le vere cure

Di Dioni aka Riccardo Lautizi - dionidream

Un’ affare da milioni e milioni di dollari che ovviamente porta a riempire sempre più, le casse della medicina-farmaceutica. Loro hanno bisogno di tanto business per continuare a guadagnare, tanto quanto il malato ha “bisogno di loro per continuare a sperare. Un vero e proprio baratto che però invece di scambiare la merce con la merce scambia le vite umane col denaro.
Pensate che ogni anno vi sono 50 milioni di pazienti in più affetti da ca cro…e questo, in soldi, sta a significare do milioni di dollari spesi ogni anno per le terapie e SOLO negli Stati Uniti!
Il tradimento della medicina in nome del profitto, il business assassino delle case farmaceutiche. E a noi non è data nessuna possibilità di scelta. Al contempo non è permesso, oppure viene fortemente ostacolato, ogni tipo di ricerca e sperimentazione sulle terapie alternative. La chemioterapia continua a mietere vittime, al pari dei grandi genocidi del ventesimo secolo. 

sabato 7 febbraio 2015

Il cancro si curerà con PLX472O.Una scoperta tutta italiana! E’ la fine della chemioterapia?

cancro tumore chemioterapia PLX472O

E’ la fine della chemioterapia. Scienziati italiani dell’istituto di Candiolo (TO) hanno scoperto il PLX472O,farmaco che attacca SOLO le cellule tumorali e non quelle sane come di solito fa la chemio,atta a colpire tutte le cellule dell’organismo senza fare una distinzione tra cellule malate e sane.

La ricerca sul cancro non si ferma mai. L’ultima scoperta è tutta made in Italy. Un team di scienziati italiani dell’Istituto di Candiolo, in provincia di Torino, ha scoperto un nuovo farmaco, il PLX472O, che potrebbe rivoluzionare le cure utilizzate contro il tumore.Coordinati da Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Genetica Molecolare, e Federico Bussolino, 
Direttore Scientifico della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, gli scienziati hanno sperimentato un farmaco in grado di attaccare direttamente le sole cellule tumorali, e di frenare la riproduzione di altre cellule malate. Una vera e propria innovazione nella cura del cancro, visto che attualmente i metodi chemioterapici utilizzati colpiscono tutte le cellule dell’organismo, anche sane, non solo quelle tumorali.

Fonte:  jedasupport.altervista.org


sabato 31 gennaio 2015

Lo zucchero provoca dipendenza: cosa succede se smettete di mangiarlo?

COSA SUCCEDE SE SMETTETE DI MANGIARE ZUCCHERO?
Lo studio dell'Università di Princeton

Il consumo eccessivo di zucchero è una delle cause di malattie croniche come diabete e obesità e ipertensione e secondo uno studio dell’Università di Princeton del 2008 questo alimento è in grado di provocare dipendenza. Leggiamo su Repubblica:
“Sembra una curiosità ma questa dei ricercatori di Princeton è una scoperta, importante per il mondo scientifico perché conferma ciò che molte persone a dieta sospettavano da tempo: lo zucchero è una specie di droga.
Secondo il neuroscienziato Bart Hoebel, abbuffarsi di zucchero può infatti avere effetti sul cervello molto simili a quelli provocati da un abuso di sostanze stupefacenti. Il ricercatore ha presentato i risultati della sua analisi al meeting del College americano di Neuropsicofarmacologia a Scottsdale, in Arizona: lo studio è stato svolto utilizzando delle cavie e somministrando loro dosi elevate di acqua zuccherata ogni giorno, dopo che avevano passato la notte a digiuno. Nel giro di tre settimane, gli animali hanno cominciato a dare segni di impazienza e frenesia, mostrando insomma un comportamento simile a quello dei tossicodipendenti in crisi di astinenza. “Rimanevano a lungo desiderosi di ricevere una nuova “dose”, erano incontrollabili”, ha spiegato Hoebel“.

mercoledì 28 gennaio 2015

Il dr Rife guarì il cancro con le frequenze. Ma quasi nessuno lo sa nè se ne parla

dr rifeSecondo il dr Royal R. Rife, ogni malattia ha una frequenza: certe frequenze possono prevenire lo sviluppo di una malattia, mentre altre invece la distruggono.
Secondo il dr Royal R. Rife, ogni malattia ha una frequenza. Egli trovò che certe frequenze possono prevenire lo sviluppo di una malattia, mentre altre invece la distruggono. Sostanze di piu’ alta frequenza,  distruggono le malattie di una bassa frequenza. 
L’inventore Nikola Tesla (1856 – 1943), un pioniere per la tecnologia elettrica, disse che se si potessero eliminare certe frequenze esterne che interferiscono con i nostri corpi, avremmo maggiore resistenza verso la malattia.
Ogni olio essenziale, per esempio, ha una frequenza, cosi come ogni organo e parte del nostro corpo.  La frequenza di un olio essenziale, attrarrà una frequenza simile nel corpo. Frequenze basse diventano una spugna  per l’energia negativa. La frequenza è cio’ che resta nel corpo, per mantenere gli effetti dell’olio , a lungo tempo.
Le basse frequenze operano dei cambiamenti fisici nel corpo. Le frequenze medie operano cambiamenti emozionali. Alte frequenze, nel corpo operano cambiamenti spirituali.
Le frequenze spirituali, spaziano da 92 a 360 Hz. (per esempio la frequenza delle ossa è 38-43). Il Dr. Robert O. Becker, nel suo libro
The Body Electric, spiega che la salute dell’individuo  puo’ essere determinata dalla frequenza nel corpo della persona. 
Un altro medico e scienziato, la cui ricerca  è stata sepolta per un certo tempo ma che per fortuna è riuscita a ritornare in superficie grazie al lavoro di operosi sostenitori, è il dr Royal Raymond Rife, che sviluppo’ un generatore di frequenze a fine anni ’20 .
loading...
loading...