Visualizzazione post con etichetta svendita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta svendita. Mostra tutti i post

lunedì 30 marzo 2015

Pirelli cinese, Pininfarina indiana? Italia per schiavi


Ma che bello! Gli investitori stranieri si comprano l'Italia a prezzi da saldo e gli opinionisti di servizio esultano. In base al concetto che non ha importanza il passaporto del padrone. Basta che il brand sia italiano. E allora magari chiamiamolo marchio e non brand. Così Pirelli e' diventata cinese, Pininfarina diventerà indiana, i treni son diventati prima francesi e, quelli rimasti, giapponesi. E le acciaierie divise tra Nord Africa e India, i cinesi nelle banche e nelle finanziarie pubbliche, i francesi nell'alimentare e nell'energia, proprio come gli spagnoli. E poi moda, telefonia, aerospazio. Che bello, che bello! Si entusiasmano, i servi. Perché è un esempio fantastico di globalizzazione. E cosa c'è di male se la Cina,in cambio, pretende che i suoi sempre più numerosi connazionali in Italia siano liberi di evadere le tasse, di sfruttare la manodopera, di non rispettare le regole di igiene nei locali, di vendere prodotti pericolosi? Loro comprano le aziende, fanno felici i servi del burattino, qualcosa in cambio dovranno pure avere. Come devono avere qualcosa in cambio gli americani che controllano tante aziende meccaniche, i tedeschi che hanno catene distributive.

martedì 24 marzo 2015

QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI PER IL NOSTRO PREMIER? HA UNA POLITICA INDUSTRIALE?

LA PIRELLI AI CINESI, LA FIAT VOLATA A DETROIT, I GRATTACIELI AGLI ARABI DEL QATAR

GLI STATI UNITI HANNO DECISO DA TEMPO QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI E LI PROTEGGONO. QUEL NOTO DIRIGISTA DI OBAMA HA BLOCCATO I CAPITALI CINESI QUANDO LO HANNO RICHIESTO LA SICUREZZA NAZIONALE O LA SALVAGUARDIA DELLA PROPRIA SUPERIORITÀ TECNOLOGICA. E NOI? QUALI SONO I SETTORI STRATEGICI PER IL NOSTRO PREMIER CAZZONE? HA UNA POLITICA INDUSTRIALE IL SUO GOVERNO? CHE COSA DEVE RESTARE ITALIANO?

FORSE GIUSTO GLI UFFIZI DI FIRENZE, MA NON C’È DA SCOMMETTERCI. NEL FRATTEMPO IL PREMIER TIENE LA PORTA, PREMUROSO, A CHI SE NE VA. NON È UNO SPETTACOLO DECOROSO



Dunque Pirelli finirà in mani cinesi, con ChemChina che alla fine della complessa operazione di vendita avrà in mano il 65% della società, mentre i russi di Rosneft e gli azionisti italiani si terranno il 35%. Il Corriere della Sera racconta oggi che “il premier Matteo Renzi era stato informato dell’operazione negli ultimi giorni. La politica non ha interferito. Le polemiche sull’italianità, sull’arrivo dei cinesi, sulle garanzie occupazionali, che hanno fatto da cornice al rush finale fanno parte del gioco” (p. 13).

domenica 15 marzo 2015

Roma, dopo Mafia Capitale Svendopoli, affitti a zero euro per gli amici


Un'altra tegola sul Pd, Sel e vari. Non bastava mafia capitale, inchiesta sul business della "solidarietà", dalla quale non appena emersero i nomi degli esponenti del partito dei giusti arrivarono subito i pompieri a minimizzare.

Ora arriva l'inchiesta Svendopoli. Proprio il Pd fece una battaglia contro Alemanno per un palazzo che secondo loro l'amministrazione Alemanno avrebbe regalato a Casa Pound. Qui la questione coinvolge altro che un palazzo, ma ovviamente non si possono fare paragoni (i dettagli nell'articolo sotto)....i moralmente superiori hanno come unico fine il bene supremo dell'umanità. 

Ad esempio, che dire Il Pd regala un monastero allo chef Carlo Cracco, costato ai contribuenti circa 13 milioni di euro  Avete sentito rivoltosi scandalizzati???

Articoli di giornale ed interrogazioni parlamentari? Niente, il solito silenzio omertoso.
Tanto per ricordare i due pesi e due misure applicate dalla "imparziale" magistratura, ricordo altri piccoli "incidenti":

Lo scandalo Lusi, si conclude con la sua condanna ad 8 anni, espulso dal Pd  e di tutti i nomi fatti prima che si riducesse al silenzio nessuna indagine, nessuno scandalo. A chiunque, secondo l'accusa rubi 25milioni è consentito andare in convento in ritiro no? Però è stato condannato il PD...per i fondi? No, per aver espulso Lusi. Meglio che fare la fine di David Rossi di Mps. A qualcuno interessava approfondire cosa intendesse Lusi quando dichiarò: 

domenica 21 settembre 2014

Rubarci acqua, luce e gas: ecco la riforma del Titolo V

Acqua, luce e gas: oggi la riscossione delle tariffe è italiana, domani potrebbe non esserlo più. Proprio i servizi vitali, che valgono «moltissimi miliardi» secondo il Tesoro, sono il vero bottino della grande privatizzazione, spacciata per “riforma”. Obiettivo per il quale sono stati all’opera, ininterrottamente, i tre governi messi in pista da Napolitano, senza elezioni: prima Monti, poi Letta, ora Renzi. Missione comune: svendere il paese, usando l’emergenza-spread e l’alibi del debito. Facilissimo: il boom del debito pubblico è la diretta conseguenza dell’austerity. Meno Pil, meno consumi, meno entrate fiscali. L’Italia, costretta a elemosinare gli euro attraverso i titoli di Stato filtrati dal sistema bancario che ha accesso alla Bce, va rapidamente in rosso. Col diktat del rigore, il debito pubblico esplode. Così il momento si fa propizio: il Giorno dello Sciacallo si avvicina. All’asta Poste Italiane e Telecom, poi si parla di Eni, Enel, Finmeccanica. Ma il boccone grosso è un altro: rete elettrica, acquedotti, gas. Reti e servizi da svendere. Prima, però, bisogna scipparli ai legittimi proprietari: Comuni e Regioni. Ed ecco in arrivo la “riforma” del Titolo V della Costituzione, cavalcata da Renzi.
Tutto già denunciato, a suo tempo, dalla trasmissione “La Gabbia” condotta su “La7” da Gianluigi Paragone, molto prima del “Patto del Nazareno” che ha Lorenzo Codognoreso evidente il piano oligarchico Renzi-Berlusconi per archiaviare il “rischio” della democrazia, amputando il Senato e soprattutto varando una legge elettorale “ad personam”. Il blog “Senza Soste” segnala l’ottimo servizio realizzato a settembre 2013 da Filippo Barone: “Italia, un paese in svendita”. In tre minuti, il trucco delle “riforme” è svelato: «Siccome la svendita delle quote statali di Eni, Enel e Finmeccanica farebbe racimolare solo 12 miliardi di euro, il governo e i tecnici dei ministeri hanno individuato nelle “utilities”, cioè le società di proprietà di Comuni e Regioni che gestiscono beni comuni e vitali – acqua, luce e gas – come la vera miniera d’oro da vendere ai privati per fare cassa». Con la “riforma del Titolo V” della Costituzione, in poche parole, «lo Stato scipperebbe i territori della gestione di questi beni, da poter poi vendere: tutto questo sarà fatto da un governo illegittimo formato da persone non elette,  grazie a Napolitano».
loading...
loading...