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giovedì 31 marzo 2016

Francia: proteste in 200 città, scontri con la polizia

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Scontri stamani in Francia tra polizia e manifestanti, scesi in piazza in oltre 200 città contro la riforma del lavoro voluta del governo del presidente Francois hollande e del premier Manuel Valls. Violenza si sono registrate città di Nantes e Rennes, nell’ovest del Paese, mentre dieci persone sono state arrestate a Parigi, all’indomani dell’imbarazzante retromarcia di Hollande sulle modifiche costituzionali in chiave antiterrorismo.
Lo sciopero nazionale ha causato la chiusura della Tour Eiffel, ha sconvolto i trasporti pubblici e ha provocato la chiusura o l’occupazione da parte degli studenti di decine e decine di scuole. La polizia antisommossa ha invaso le strade e si è scontrata con i manifestanti a Nantes e Rennes. Secondo fonti di polizia dieci persone sono state fermate nella capitale dove la gente è scesa per strada sotto gli striscioni “vogliamo di più” e “un colossale salto in avanti nel 19esimo secolo”.
A coronare la settimana nera di Hollande lo sciopero dei controllori di volo, per motivi diversi, che ha esposto migliaia di viaggiatori al rischio caos e ha causato code di 400 chilometri sulle autostrade attorno a Parigi.Il governo socialista ha avviato un tentativo disperato di far approvare la sua riforma del mercato del lavoro, con l’obiettivo di ridare fiato a un’economia asfittica prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Ma la scorsa settimana le proteste di lavoratori e studenti sono diventate violente e i manifestanti hanno promesso una prova di forza ancora più imponente per oggi.
La rabbia dei dimostranti si indirizza sulle norme che facilitano i licenziamenti economici, che pure sono già state diluite per placare la rivolta dei lavoratori.L’esecutivo di Hollande è sotto schiaffo dopo il naufragio ieri del progetto di riforma costituzionale che mirava a privare della nazionalità francese chi ha doppio passaporto e si macchia di reati di terrorismo. Una misura definita inefficace e divisiva anche dalla stessa sinistra del partito socialista che oggi si oppone alla riforma del lavoro.
francia-proteste
Hollande, che è già il presidente meno amato nella storia moderna di Francia, continua ad assistere alla caduta del consenso: un sondaggio di ieri mostra che non ce la farebbe ad arrivare la ballottaggio per le presidenziali. Hollande, 61 anni, ha detto che non si ripresenterà se non riuscirà a ridurre la disoccupazione, ferma da tempo attorno al 10%, e spera che la riforma del lavoro aiuto le imprese ad assumere.Ma le pressioni della piazza e della politica hanno già convinto il governo ad annacquare il progetto di legge e le misure ora si applicano solo alle grandi imprese.
Alcuni sindacati moderati hanno dato il loro sostegno alla nuova formulazione, ma la scorsa settimana le manifestazioni di Parigi sono degenerate in violenza, con auto bruciate, una trentina di arresti e scontri con la polizia, che ha risposto con i lacrimogeni. Un video di un agente di polizia che picchia un quindicenne fuori da una manifestazione è diventato virale e ha alimentato la rabbia dei manifestanti. L’agente è stato arrestato e interrogato oggi, hanno detto fonti giudiziarie.Secondo un recente sondaggio il 58% dei francesi è ancora contrario alla riforma.
Il ministro del Lavoro Myriam El Khomri ha detto di comprendere che “un testo così profondamente riformista abbia sollevato questioni e richieda un dibattito” aggiungendo “non è un assegno in bianco per le imprese”. Le aziende non hanno gradito la rimozione del tetto per i risarcimenti per i licenziamenti senza giusta causa e la rinuncia alle misure che consentivano alle piccole e medie imprese di introdurre unilateralmente un orario flessibile. Il voto del Parlamento è atteso a fine aprile-inizio maggio.Le autorità dell’aviazione civile hanno chiesto alle compagnie di cancellare il 20% dei voli dall’aeroporto di Parigi Orly e un terzo dei voli da Marsiglia per lo sciopero dei controllori di volo. L’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi non dovrebbe invece essere toccato dalla protesta di 36 ore contro i tagli all’occupazione e l’assenza di investimenti.(fonte Afp)


sabato 2 maggio 2015

Chi c’è dietro i Black Bloc ?

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Di Salvatore Santoru
Che sia il G8, il G20, l’Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre i cosiddetti “black bloc”, e ogni volta è la stessa storia:automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via.
Oltre a questi eventi, i black bloc si sono visti nelle primavere arabe, e solitamente compaiono nei “riots”,  ad esempio in quelli delle banlieu francesi o nei quartieri inglesi, e tattiche praticamente identiche si sono viste nelle proteste di Ferguson e  Baltimora delle comunità afroamericane.
Black bloc egiziano (notare la curiosa scritta della felpa),  http://www.news24.com
Altri black bloc egiziani (da notare la bandiera diOtpor rivisitata nello stile del gruppo “mascherato”), http://rt.com
Riot di Ferguson 1

sabato 6 dicembre 2014

L'incredibile "protesta" di Ferrieri: "spedirò feci al premier, fatelo tutti"


Gaetano Ferrieri, attivista anti-casta divenuto celebre sul web un paio di anni fa, quando organizzò un "presidio ad oltranza" davanti a Montecitorio, alcuni giorni fa ha diffuso un video, che ha ottenuto più di 600 condivisioni, dove tra il serio e il faceto confeziona un particolarissimo "pacco regalo" che dichiara di voler spedire al premier il prossimo 9 Dicembre, invitando i cybernauti a fare altrettanto.

"Spediamo pacchetti di feci ai vertici delle istituzioni" - chiosa Ferrieri - "questo è quello che ci danno loro, restituiamolo."



Staff nocensura.com


Da nocensura.com

martedì 18 marzo 2014

Napolitano a Cassino, disoccupati lo assediano: "Vergogna"



Protesta dei dipendenti delle aziende in difficoltà nel Frusinate all'arrivo del presidente della Repubblica per ricordare il 70 anniversario del bombardamento della città“
CASSINO (FROSINONE) - Lontano dai flash dei fotografi e dalle telecamere dei tg nazionali, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato accolto a Cassino da una selva di fischi.
A protestare i disoccupati delle aziende del frusinate: in tutto oltre un centinaio di persone, ex lavoratori dell'Ilva e dell'azienda Videocon che hanno "salutato" così l'arrivo del capo dello Stato arrivato nella cittadina ciociara per ricordare il 70esimo anniversario del bombardamento. 
In piazza, decine di bandiere e striscioni dei sindacati di base che hanno salutato con un forte "vergogna, vergogna" l'arrivo del corteo presidenziale.

Fonte: today.it

giovedì 29 agosto 2013

Il governo schiererà l'esercito per le proteste di autunno: ecco la direttiva ministeriale

Se la polizia non basta, c'è sempre l'esercito. In fondo, a che cavolo serve un'armata di professionisti se non a controllare la propria popolazione? Chi aveva stolidamente plaudito all'eliminazione della leva obbligatoria - e quindi alla concezione di un "esercito popolare", in qualche misura controllabile dal basso, ovvero dalle stesse truppe - ora è servito: i professionisti obbediscono agli ordini e non si fanno domande. "It's my job", ripetono come automi senza neuroni i militari Usa che tornano dai teatri di guerra (o meglio: occupazioni militari all'estero).


Il fatto che ora si pensi di impegarli direttamente in piazza, per le prevedibili proteste di massa di questo autunno, secondo un irrefrenabile "bisogno" di seguire l'esempio egiziano (e non solo), dà la misura di quanto questo governo di "larghe intese" sia costitutivamente fascista nella concezione del potere. Del resto, non è che un gruppo di obbedienti esecutori agli ordini della Troika (viene ricordato anche oggi su diversi media: "se  salta questo goerno, arriva direttamente la Troika", senza più la finzione di un governo nazionale). E il ministro della difesa Mauro, ora "montiano" (ovvero Troika doc!) viene direttamente da Alleanza Nazionale. Come un Gasparri qualsiasi, insomma, ma con un po' di aplomb nelle parole ufficiali ma pronto a sparare altrettanto piombo sui (propri?) cittadini. Conto terzi, naturalmente.
Inviteremmo i compagni a non prendere sottogamba questa analisi che prendiamo in prestito dal blog /www.forzearmate.org/; anzi, sarebbe meglio addentrarsi in proprio nella "direttiva" emanata dal ministero della difesa.

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PREPARATIVI PER L’AUTUNNO

Euro-rigore ad ogni costo: ora si prepara anche l’esercito. Un ipotetico scenario alla luce delle difficolta’ economiche, sociali e lavorative in Italia e in Europa.
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