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giovedì 5 marzo 2015

Dopo FB anche Google si attiva "contro le bufale". Censura in vista?

Solo poche settimane fa abbiamo parlato della nuova funzione che FB sta implementando, che conferirà minore visibilità ai post che saranno contrassegnati come bufala.

Ora si scopre che anche il più importante motore di ricerca, Google, sta facendo la stessa cosa. Un attacco concentrico delle più grandi holding del web difficilmente può essere una coincidenza.

Il sistema sta correndo ai ripari per frenare la diffusione dei blog liberi, di contro-informazione? Vogliono fermare le TEORIE ALTERNATIVE, oppure l'intento è veramente quello di fermare le 'bufale', ovvero le notizie PALESEMENTE e VOLUTAMENTE false?


Staff nocensura.com

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Google, ecco l'algoritmo che elimina le bufale


Per quanto l'avvento di un sistema di comunicazione di massa sia riuscito ad amplificarne incidenza e portata, le cosiddette “bufale”, in fondo, esistono da quando esiste l'umanità e non vi è traccia di un solo paese dove l'immaginario collettivo non abbia dipinto improbabili racconti popolati da vecchie megere dedite alla magia nera, adolescenti che hanno partorito in gran segreto all'estero o eroi del volante in grado di seminare la polizia guidando un fuoristrada su due ruote.
Se sradicare le leggende metropolitane dal loro habitat naturale può apparire alla stregua di una missione impossibile, per quanto riguarda il versante legato al Web, Google sta mettendo a punto un particolare algoritmo che promette di riconoscere le notizie palesemente prive di fondamento e di dare minor visibilità alle bufale all'interno dei risultati di ricerca.

venerdì 6 febbraio 2015

L'esercito UK arruola migliaia di 'Facebook Warriors' per disinformare

Dopo gli influencer arruolati dall'UE per contrastare gli euroscettici, anche l'esercito inglese sta preparando un "battaglione virtuale" di 1.500 uomini per influenzare le opinioni sui social network. 

Come mai se ne occupano i militari e non una normale agenzia di comunicazione e marketing? Viene da chiedersi. Ebbene con i militari possono imporre il "segreto" sulle attività svolte, forti di una legge che punisce duramente chi rivela questioni segretate. Utilizzando personale civile invece sarebbe difficile, o meglio impossibile evitare fughe di notizie: e questo deve fare riflettere sulla natura di questo gruppo...


Staff nocensura.com
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di Michael Krieger

Ecco il 77° Battaglione: l'esercito britannico sta mobilitando 1500 'Facebook Warriors' per diffondere la disinformazione Tornerà in vita una delle più discusse unità delle forze speciali inglesi della seconda guerra mondiale.
L'esercito britannico farà rivivere una delle più controverse unità delle forze speciali della seconda guerra mondiale, i Chindits, sotto forma di una nuova generazione di "guerrieri di Facebook" che scateneranno complesse e segrete campagne sovversive di (dis)informazione.

Preparatevi: i social media stanno per diventare molto più pericolosi di quanto sono già. Fate molta attenzione nel saltare a conclusioni, pensate sempre con la vostra testa e usate il vostro miglior buon senso. Le operazioni psicologiche (psy ops) del governo stanno per intensificarsi.

Il blog tecnologico Gizmodo ha riportato quanto segue:

sabato 31 gennaio 2015

WhatsApp Web: ora spiare le conversazioni è possibile


WhatsApp Web è stato da poco introdotto e già c’è chi si lamenta della sua sicurezza, infatti, grazie ad esso è possibile spiare tutti i messaggi che vengono scambiati su un qualsiasi smartphone. WhatsApp ha spianato la strada a chi vuole spiare i messaggi scambiati con il noto servizio di messaggistica istantanea, infatti, una volta scansionato il QRCode sull’interfaccia Web vengono aperte tutte le conversazioni permettendo a chi “vuole spiare” di leggere tutti i messaggi che vengono scambiati.

sabato 24 gennaio 2015

Facebook, arriva la CENSURA della controinformazione spacciata per lotta alle bufale?


Presto il più importante social network renderà disponibile una funzione per "segnalare le bufale": ovvero i post contrassegnati come tali da un non meglio definito numero di utenti, otterranno meno visibilità, e saranno accompagnati da un avviso per mettere in guardia i lettori.

Che i social network da un anno e poco più a questa parte siano INVASI di siti che propagano BUFALE è una realtà: siti che divulgano notizie false, talvolta in modo da renderle "verosimili", con lo scopo di CONFONDERE LE IDEE agli utenti, che a un certo punto dubiteranno anche della vericidità degli articoli "veri", e parallelamente sono spuntati come funghi pseudo siti anti-bufala, che insieme alle VERE bufale, relegano come tali tutti gli articoli SCOMODI, che propongono teorie o versioni dei fatti in contrasto con le versioni "ufficiali".

Un eminente scienziato come il dr Stefano Montanari, a seguito di uno studio scientifico e di ricerche sostiene che i vaccini sono pericolosi? La questione è CONFERMATA da decine e decine di studi effettuati in tutto il pianeta, ma ovviamente i media non ne parlano, e per contrastare i siti di "contro-informazione" ci sono loro: gli pseudo siti antibufala pronti a rassicurare: "i vaccini non fanno male, è una bufala"...

Secondo questi siti è vero solo ciò che viene scritto sui mass media main stream, che sono controllati ed eterodiretti dagli stessi poteri forti che hanno interessi nell'occultare certe questioni... (vedi il DOSSIER: chi controlla la stampa nel mondo)

Su facebook le pagine di "libera informazione" sono numerose e hanno un seguito di milioni di persone: ed ecco che arriva il "tutore virtuale", che potrà essere orientato facilmente da un ristretto gruppo di "segnalatori", magari provvisto di un nutrito parco di profili falsi.

CI AUGURIAMO CHE FACEBOOK CI RIPENSI, MA SIAMO PRONTI, NEL CASO CHE QUESTO AVVERRA', A CREARE UN GRUPPO PER SEGNALARE IN MASSA COME "BUFALE" LE MENZOGNE DELLE TESTATE GIORNALISTICHE...

CERTAMENTE NON RESTEREMO IMMOBILI DINNANZI QUESTA MANOVRA CENSORIA (perché i post segnalati avranno poca visibilità) E DENIGRATORIA.

Se questa funzione invece dovesse valere SOLO PER LE VERE BUFALE - falsi decessi di VIP, oppure vip trovati con la cocaina e altre FANDONIE, saremmo favorevoli. Ma siamo pronti a scommettere che nel tritacarne ci finiranno le teorie alternative... chissà perché abbiamo questo sospetto, condiviso anche da Massimo Mazzucco di luogocomune.net di cui di seguito pubblichiamo l'articolo, insieme a quello di Maxomagazine:

Staff nocensura.com

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Facebook dichiara guerra alle bufale

Facebook dichiara guerra alle notizie falseFacebook potrebbe cambiare in modo radicale nelle prossime settimane. La società di Menlo Park ha annunciato un’importante novità nella gestione delle news. Tra le opzioni offerte agli utenti per “segnalare” un contenuto sgradito, sarà aggiunta anche quella riservata alle notizie false.
Obiettivo di Mark Zuckerberg e soci è limitare il proliferare di notizie fasulle, perché più volte una notizia sarà segnalata come “non vera” e meno rilevanza avrà sull’homepage. I post, inoltre, saranno marcati per mettere in guardia a loro volta altri utenti e nella parte alta della notizia sarà aggiunta la frase “Secondo molte persone su Facebook questa storia contiene informazioni false”. A fine agosto Facebook aveva deciso di penalizzare in termini di visibilità i “click bait”, cioè quei post con titoli esca che puntavano ad articoli che non davano informazioni.

lunedì 12 gennaio 2015

Top 5 minacce su Facebook, LinkedIn e Twitter

Nuovi ransomware, frodi di tipo scam con false offerte di lavoro, video splatter contenenti trojan e altri tipi di minacce saranno sempre più diffusi attraverso i social network, soprattutto per sfruttare l'ingenuità e la disattenzione di chi vi accede tramite smartphone o tablet.
di Gaetano Di Blasio
I ricercatori di Bitdefender hanno analizzato a fondo le tendenze su Facebook, Linkedin e Twitter, arrivando a prevedere che, nel 2015, questi tre noti social network saranno sempre più sfruttati per veicolare attacchi informatici.
In particolare, l'obiettivo dei cybercriminali sono i dispositivi mobili utilizzati con eccessiva confidenza e "fiducia" per accedere quotidianamente ai social media e, grazie al fenomeno del Bring Your Own Device, per collegarsi alla rete aziendale.
Queste le prime 5 minacce sui social network:

1 - Mobile ransomware



I malware di tipo "cryptolocker" hanno subito un duro colpo con la chiusura del botnet Zeus, ma le strade del "profondo blu" sono infinite e nuovi ransomware stanno trovando altre vie. Conviene ignorare tutti i messaggi che vi accusano di crimini osceni contro animali o bambini. Anche se aveste la coscienza sporca non apriteli, ma cercate un buon analista e fatevi curare.crescono i mobile ransomware: non pagate il riscatto!
Inutile pagare il riscatto, tanto non vi sbloccano i dati o lo schermo o quant'altro
Secondo i ricercatori di Bitdefender questi ransomware potrebbero essere diffusi con messaggi fuorvianti su Facebook e Twitter.

2 – Trojan e video raccapriccianti

venerdì 2 gennaio 2015

Allarme privacy, ecco l'app che trova le foto anche se le avete cancellate


Un nuovo allarme privacy sul fronte social network. Picturebook, la nuova estensione di Google disponibile su Google Store permette di mostrare le foto nascoste di qualunque utente suFacebook anche se non si tratta di uno dei vostri contatti. Picturebook riesce a mostrare delle foto che avreste potuto vedere comunque, anche se un utente taggato nella foto stessa l'ha eliminata dalla propria timeline. Difatti, sebbene un utente possa cancellare dalla propria timeline una foto in cui è stato taggato ma che non non vuole far apparire sul proprio profilo, ciò non impedisce alla foto stessa (perché resa ormai pubblica) di continuare a circolare. Non è un mistero ch se la privacy relativa a quella foto è impostata su "visibile a tutti", chiunque potrà vederla sul profilo del'amico che ha inserito i tag o trovarla sul social network. A superare questo ostacolo ci pensa proprio Picturebook che permette la ricerca delle foto in cui gli utenti sono stati taggati, ma che hanno preferito oscurare sulla propria timeline. La soluzione? Rimuovere il tag. Vero è che la foto continuerà a circolare su Facebook, ma con questo accorgimento non finirà nei meccanismo di Picturebook.


Fonte: caffeinamagazine.it


lunedì 22 dicembre 2014

Facebook Virus ALERT

clicca sull'immagine per ingrandirla

#VIRUS ALERT - NON CLICCATE SU POST SIMILI A QUELLO DELL'IMMAGINE, SPEDITO O POSTATO DAI VOSTRI AMICI SU FACEBOOK !!!

FATE GIRARE, IN MOLTI SONO RIMASTI FREGATI!






Fonte: nocensura.com


domenica 9 novembre 2014

Nuovo virus che arriva dagli amici Facebook: ECCO COME FUNZIONA

ATTENZIONE: IN QUESTI GIORNI PARE CHE SI STIA PROPAGANDO A MACCHIA D'OLIO L'ENNESIMO VIRUS VEICOLATO TRAMITE MESSAGGI FACEBOOK: NON APRITE I LINK INVIATI DA SCONOSCIUTI!

FATE GIRARE QUESTO AVVISO!

Grazie a Chiara Lyn della segnalazione
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NON APRITE MESSAGGI DA SCONOSCIUTI SU FACEBOOK! CONDIVIDETE!
Una banda di limer sta agendo in questi giorni su Facebook ed è importantissimo segnalare e poi bloccare i loro profili.
Effettuano diffusione di virus Trojan e Worm attraverso messaggi privati su fb, si impossessano dei nostri dati e ricattano per riavere il nostro materiale altrimenti minacciano di metterlo on line.
Nel migliore dei casi i virus distruggono i dispositivi. Computer, Smartphone, Pc portatili.
La banda è riconducibile alla zona del Maghreb e alla Costa d'Avorio in cui le rogatorie internazionali sono difficili da ottenere.
Secondo i suggerimenti della polizia postale è una buona strategia segnalare in massa i profili e farli chiudere.
Fate attenzione ai profili con nomi fittizi e
>>>>>>>>NON APRITE<<<<<<<
messaggi scritti da chi NON è nei vostri amici.
Le vittime segnalano di aver subito furti di materiale privato o di aver completamente perduto l'accesso al profilo, di essere vittima di ricatti con pagamenti di somme in denaro tramite canali on line, di aver subito ammanchi sui conti correnti, raccontano di dispositivi inservibili a causa di virus worm.
In genere il ''pubblico'' che scelgono sono minori o gente poco esperta. Chiedono l'amicizia ad una cerchia di persone collegate, le studiano e poi attaccano.
[FATE UN CONTROLLO NEI VOSTRI CONTATTI E BLOCCATE QUELLI CON NOMI STRANI CHE NON VI HANNO MAI SCRITTO]
I cognomi sono in genere DOURANGOU, PEREZ, VIVIENNE, ECC ma ci sono anche nomi italiani.
Questi alcuni degli account incriminati, aiutate a segnalarli:
La procedura è semplice e veloce
Segnala>profilo falso>segnala a Facebook per controllo >blocca.

Fonte: NOI - I Diritti del Cittadino - Per maggiori info e la lista dei profili "sospetti" leggi qui sulla pagina.
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Nuovo virus nella chat Facebook che arriva dagli amici: attenti a questo messaggio
facebook
Di Retenews24.it

Da giorni gira su facebook un virus che si diffonde attraverso la chat. Potrebbe capitare a molti di voi di ricevere un messaggio in chat mandato da un vostro amico che dice “hei, stavo guardando questo video e ho notato che ci sei tu…. non pensavo facessi queste cose!!! Sei finito nella home di questo sito: www.supervideo.t v”.
E’ fondamentale che non clicchiate sul link per aprirlo perché è proprio lì che si annida il virus della chat di facebook, basterà, quindi, chiudere la finestra della chat e il pericolo sarà scampato.
L’amico che vi ha inviato il link infetto è però inconsapevole di averlo fatto, è stato precedentemente infettato a sua volta aprendo un messaggio simile ed ora il virus invia automaticamente il messaggio a tutti i suoi contatti, quindi, una volta ricevuto il messaggio, dovreste avvertirlo del pericolo che corre, ma è importante che non copiate il link ricevuto perchè rischiereste di aprirlo inavvertitamente. Se invece, ignari del rischio, avete aperto il link siete stati spediti in una falsa pagina di facebook in cui si dice che la foto è stata spostata o rimossa e per visualizzarla vi inviterà a cliccare su un pulsante. Il video e i tasti da cliccare erano un tranello, non è mai esistita nessuna foto, era un trucco per farvi istallare nel vostro computer il file eseguibile contenente il virus.

lunedì 20 ottobre 2014

La storia segreta dei rapporti fra Wall Street e la Germania nazista

naziDi Yuri Rubtsov - strategic-culture.org

Molti media paragonano l’odierna situazione europea a quella dei giorni immediatamente precedenti la 2a Guerra Mondiale. Vorrei apportare, però, un’importante correzione.
In questo momento l’Occidente sta sì favorendo un altro regime nazista (rappresentato dalla giunta di Kiev), ma tutto questo fa ricordare la seconda metà del 1930 (e non, quindi, i giorni precedenti la 2a Guerra Mondiale, ndt), quando l’Occidente fece esattamente la stessa cosa, collaborando con una Germania che si sarebbe presto trasformata in uno stato fascista.

L'Ucraina di oggi, per quanto ne sappiamo, non può essere paragonata alla Germania di Hitler. Ma, come recita il proverbio, “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Non dimentichiamo che la folle corsa del nazismo ebbe inizio da uno sconosciuto caporale che predicava xenofobia e vendetta.
E' un “segreto di pulcinella” il fatto che Adolf Hitler sia stato sostenuto dagli Stati Uniti. La penetrazione commerciale e finanziaria statunitense, ed in particolare la cooperazione con l'industria bellica tedesca, è stata fin dall’inizio molto significativa. Nel 1933 gli Stati Uniti controllavano alcuni settori-chiave dell'economia tedesca, ma anche diverse grandi banche, come ad esempio la Deutsche Bank, la Dresdner Bank, etc.
Le grandi imprese cominciarono a fidarsi di Hitler. Quelli erano giorni di benessere per il “Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi”, e molti fondi esteri cominciarono ad affluire in quel paese.
Grazie alle donazioni del gruppo di Fritz Thyssen (che comprendeva la “Vereinigte Stahlwerke AG”, la “Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG”, etc.), e del magnate dell'industria mineraria Emil Kirdorf, il “Partito Nazista” fu votato da 6,4 milioni di persone, diventando il secondo Partito del Reichstag (Parlamento).
Hjalmar Schacht (1877 – 1970), economista, banchiere e politico liberale, co-fondatore nel 1918 del “Partito Democratico Tedesco”, diventò il collegamento fra l'industria tedesca e gli investitori stranieri.
Anche il mondo commerciale e bancario britannico cominciò a canalizzare importanti donazioni verso il “Partito Nazista”.
Il 4 Gennaio del 1932 Montague Norman (Governatore della Banca d'Inghilterra dal 1920 al 1944), incontrò Hitler ed il Cancelliere tedesco Franz von Papen, per stringere un accordo segreto volto al finanziamento di quel Partito.

sabato 4 ottobre 2014

COME GOOGLE CONTROLLA LE NOSTRE VITE

La morte, i droni, le auto senza conducente. Google sembra espandere la propria area di influenza al di là d’Internet in ogni aspetto della nostra vita. Ma che cosa vuole fare esattamente Google e quali vantaggi dovrebbero avere le persone?


Negli USA ci sono due edifici su sponde opposte. È lì che Google sta preparando i suoi ambiziosi piani per il futuro prossimo .

Ma ad un chilometro dal più conosciuto campus della Google di Mountain View (California), c’è un laboratorio di ricerca gigantesco per progetti segreti chiamato Google X. 

“In realtà questo laboratorio non è tanto segreto” spiega Oliver Burkeman in un suo articolo pubblicato sul 'The Guardian'.

Grazie alla stampa specializzata in tecnologia sappiamo che quello è il regno del cofondatore di Google: Serguéi Brin.

Lì supervisiona lo sviluppo di auto senza conducente, piccoli drone in grado portare pacchetti senza dover atterrare, palloni gonfiati ad elio per portare Internet 3G nelle parti più remote del mondo, turbine volanti senza equipaggio per raccogliere l'energia eolica d'alta quota, Google Glass, con lenti sempre migliori per la visione di video e per connettersi ad internet in modo perfetto così da poter alienare la maggior parte degli utenti. 


Ma esiste un altro edificio che mantiene un “profilo basso” e si trova in Massachusetts Avenue 25, a Washington DC.
In questo edificio da Luglio ha sede la “sezione politico-lobbistica” di Google che conta 110 impiegati agli ordini di Susan Molinari, un’ex deputata Repubblicana di New York.

10 anni fa, quando Google entrò in borsa spese solo 180 mila dollari in attività di lobbying, mentre fino ad agosto di quest'anno, secondo il Wall Street Journal, ha già speso 9,3 milioni di dollari, diventando la seconda più grande società privata piazzandosi davanti a società appaltatrici della difesa come  Lockheed Martin  e superata solo dalla Dow Chemical.

martedì 2 settembre 2014

L’esperimento di Facebook. Ecco cosa accade se metti Mi Piace a tutto

likes
Immaginate di collegarvi a Facebook e di apprezzare, senza sosta e senza alcuna logica, qualunque post, foto, video e articolo che vi si para dinnanzi agli occhi nel News Feed. Nella redazione di Wired è stato provato, e i risultati sono stati interessanti.
Tutto è stato meritevole di un Mi Piace, tranne un singolo status in cui un amico di Mat Hanon aveva accennato alla morte di un caro e, per rispetto, l’esperimento ha subito un’eccezione. Avete presente il disagio che si prova in quei casi, giusto? Un utente pubblica uno status triste, le persone mettono Mi Piace e l’utente non capisce se il like sia rivolto al godimento nel vedere l’utente triste o a una sorta di empatia digitale verso quanto scritto nello status. Per ovviare a queste incomprensioni, il redattore di Wired ha preferito fare una piccola deviazione. Per il resto, ogni contenuto, anche quello più odiato, insensato, sdolcinato è stato meritevole di un apprezzamento digitale. E per completezza dell’informazione, ogni qual volta veniva messo un Mi Piace ad un articolo, e Facebook suggeriva ad Hanon 4 articoli correlati, anche questi primi 4 articoli correlati ricevevano un like.
L’idea di fondo di Hanon era vedere come avrebbe reagito l’EdgeRank, l’algoritmo di Facebook che regola la rilevanza e il peso dei singoli contenuti e che decide, su base informatica, quali post mostrare all’utente e quali gettare nell’oblio digitale.
FACEBOOK PUNTA DI PIÙ SUL TRAFFICO DA MOBILE - A 24 ore di distanza, Mat ha subito preso atto di un cambiamento enorme: nel connettersi a Facebook da dispositivo mobile, i contenuti umani erano completamente scomparsi dal suo News Feed. Erano rimasti solo brand e post promozionali. Nel connettersi da dispositivo fisso, invece, stante la preminenza dei contenuti aziendali rispetto a quelli umani, erano sopravvissuti alcuni status degli amici.
Questo ha confermato al redattore di Wired quella che, tra gli addetti ai lavori, era una piccola grande verità già appurata: Facebook reputa la navigazione da mobile economicamente più fruttuosa e, per questo, rispetto a quella da laptop, manipola il proprio algoritmo a tutto favore dell’advertising. Il News Feed di Hanon, sovrastimolato con un dose massiccia di Mi Piace, ha avuto l’innesco finale per gettare nell’oblio totale foto di vacanze e profondi status degli amici. Semplicemente perché, a conti fatti, questi non fanno guadagnare.
Per quanto strano possa sembrare ai meno esperti, no, il News Feed che compare sul vostro cellulare non è lo stesso che compare sul portatile.

martedì 22 aprile 2014

Scrive ‘macello’ sulla pagina Facebook della Boldrini, la polizia gli piomba in casa

Lascia un commento-sfogo sul profilo del presidente della Camera e il giorno dopo gli agenti citofonano a casa sua per una verifica. Felice Ferrucci, termolese, è caduto dalle nuvole e racconta tra sconcerto e divertimento la disavventura che gli è capitata. La polizia termolese è stata allertata da Roma dopo che il sistema di sicurezza che regola la comunicazione della terza carica dello Stato ha intercettato una frase giudicata a rischio. Inevitabile la riflessione del protagonista: “Ma in questo modo si spendono i soldi pubblici?”. Ce lo racconta primonumero
Celebrazione della Giornata del Rifugiato
22 apr – Termoli. Tutto si sarebbe potuto aspettare quando la polizia ha citofonato a casa, tranne quello. Che la ragione della ‘visita’, cioè, dipendesse dal commento a un post di Laura Boldrini sulla pagina Facebook del presidente della Camera.
Felice Ferrucci, 43 anni, termolese, è cascato dalle nuvole. Incredulo, ha ascoltato i poliziotti che gli spiegavano di essere lì dopo la segnalazione arrivata direttamente da Roma. «Da Roma?». Da Roma, per l’appunto. Per via di quella parola usata nel suo commento, «scritto come sfogo, come risposta a una riflessione sul taglio delle indennità dei politici». La parola ‘incriminata’ è macello. Una parola che evidentemente è stata intercettata dal sistema di sicurezza che regola la comunicazione della terza carica dello Stato ed è diventata motivo di verifica e accertamenti.

sabato 29 marzo 2014

Cosa sono e a cosa servono i droni di Facebook

"L'avvenire dell'economia mondiale risiede nella conoscenza, ed internet ne è la colonna vertebrale"  questo è lo slogan del progetto internet.org, salito recentemente alle luci della ribalta perché tra le molti componenti che ne fanno parte, insieme ad una serie di imprese e di associazioni no profit, c'è ancheFacebook. L'obiettivo è molto semplice: attualmente solo il 33% della popolazione mondiale puòconnettersi alla rete. Questa percentuale deve aumentare fino a dare questa opportunità di connessione a tutti gli uomini del pianeta, ovunque essi siano.
Ericsson, Nokia, Opera, Samsung... sono molti i nomi delle grandi aziende che si sono unite al progetto alla cui testa si è posto Mark Zuckerberg. Già ad inizio mese il fondatore del social network si era impegnato nell'acquisto di una società del New Mexico, la Titan Aereospace, specializzata nella produzione di droni alimentati ad energia solare. I 60 milioni di dollari investiti (una bazzeccola rispetto alla cifra pagata per assicurarsi WhatsApp) permetteranno di poter mettere in moto veicoli con un'autonomia di volo di oltre cinque anni.

lunedì 3 marzo 2014

Sapevi che Facebook memorizza le tue ricerche? Ecco come eliminarle

Facebook memorizza le ricerche e viola
la privacy, ecco come eliminarle e tutelarsi

Perche Facebook suggerisce pagine e interessi? Perchè spia le ricerche degli utenti. Ancora il social network tenta di violare la privacy dei suoi iscritti ma per risolvere il "problema" basta effettuare delle semplici operazioni. Basta accedere al "Registro attività" dove sono registrare tutte le operazioni effettuate dagli utenti nel social network. Cliccando sulla sinistra nella sezione "Altro" è possibile ad accedere a diverse informazioni personali, tra le quali proprio quella relativa alle ricerche effettuate sul social network, accessibile cliccando la voce "Cerca".
Compare così un elenco completo (suddiviso in mesi e giorni) di tutte le ricerche effettuate nel social network, incluse le ricerche relative a profili, pagine e gruppi, effettuate sia tramite la versione web del social network, che tramite le applicazioni per dispositivi mobili.
Per eliminare ogni traccia è sufficiente cliccare su "cancella ricerche" o eliminarle singolarmente con la voce "rimuovi".



Fonte: leggo.it

venerdì 28 febbraio 2014

Ragazza lapidata in Siria perchè aveva facebook


A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Le persone che USA, Israele e UE sostengono senza vergogna in Siria per cercare di destituire il governo di Assad hanno commesso una  nuova incredibile crudeltà.
Una giovane ragazza è stata condannata a morte da un "tribunale islamico", per il reato  di possesso di un account facebook.


La " corte sezione "di Al-Reqqa ha considerato  immorale il comportamento della ragazza, che i media locali hanno indicato come Fatoum Al-Jassem, senza indicare l'età e hanno deciso di applicare le stesse pene previste per l'adulterio, ovvero la condannata a morte. 


Gli "insorti democratici" nelle aree del paese che hanno sotto controllo stanno imponendo la Sharia (che è incostituzionale nella Siria di Assad)


Fonte originale: http://molwlave.blogspot.gr/2014/02/facebook_19.html



PS: Deve far riflettere il fatto che gli USA - che ormai dal 2001 sostengono di combattere il cosiddetto "terrorismo islamico" - in nord Africa come in medio oriente hanno sostenuto, armato e finanziato ribelli integralisti islamici, che hanno preso il potere in Tunisia, Egitto, Libia.

La Libia di Gheddafi e ancor di più l'Egitto di Moubarak offrivano senza dubbio condizioni di vita migliori ai cittadini di quelle che hanno oggi; con Moubarak l'Egitto era diventata una meta turistica rinomata in tutto il mondo, l'economia si stava sviluppando, ora la maggioranza dei centri turistici versano in stato di abbandono.

Se in Siria il governo di Bashar Assad non è ancora caduto, è perché moltissimi cittadini difendono la propria nazione insieme all'esercito, con grande patriottismo, contro quelli che sono a tutti gli effetti terroristi islamici, finanziati dall'occidente.

Come mai anche Israele vuole sovvertire il governo di Assad per sostituirlo con un governo fondamentalista islamico? Ma i fondamentalisti islamici non sono i loro principali nemici?
Non è che qualcuno vuole che salgano al potere gli estremisti islamici proprio per "crearsi" lo nemico??? 

giovedì 27 febbraio 2014

Un troll pentito spiega come la Casta paga i provocatori online


Troll pentitoAbbiamo un software che ci consente di monitorare le discussioni a cui partecipiamo e quando c’è una notifica abbiamo poco tempo per rispondere. Se lasciamo “andare” o ritardiamo, ci viene scalato dal compenso.Quanto guadagni per fare questa attività?Beh, dipende. Se sono efficiente anche 4-5mila euro al mese.Sono un sacco di soldi.Sì, ma è una vita tremenda. Devi leggere decine di blog, forum, account facebook, tweet. Giorno e notte. Alcuni di noi non reggono, dopo un po’ i loro nick “spariscono”, non c’è modo di sapere che fine abbiano fatto. Chi vi paga? Un grosso gruppo economico legato trasversalmente a tutti i partiti. Ma non posso dire altro.Ce ne sono molti come te? Siamo un centinaio in tutta Italia, ma siamo divisi per competenze.Nel senso che tu, per esempio, provochi e insulti solo specifici bersagli? No, nel senso che ci sono provocatori e contro-provocatori. Ti faccio un esempio. Metti che tu sia il portavoce di un partito X. Scrivi un post e io arrivo a ridicolizzarti. Ovviamente ne nasce una discussione nella quale chi è contro di te in maniera “naturale”, prende coraggio e viene allo scoperto. Aspetta.Lo smartphone ha una luce blu che lampeggia, vuol dire che c’è una notifica. Prende, legge velocemente e con uguale velocità posta una qualche risposta, chissà in quale post o in quale discussione.Una sorta di “effetto domino”.Esatto. Ovviamente ci sono quelli che sono a favore del Partito X e che ti difendono. Poi, non so se l’hai mai notato, salta fuori qualcuno che difende il Partito X, ma lo fa in modo idiota e scomposto, con una marea di punti di sospensione, maiuscole, punti esclamativi e via dicendo…Sì, che tu pensi: “Ma allora sono tutti idioti”.Perfetto. Quelli sono sempre nostri colleghi. Semplicemente agiscono con una psicologia inversa. Il loro scopo è proprio quello di far sembrare i tuoi sostenitori degli imbecilli.

mercoledì 19 febbraio 2014

Le immagini cancellate su Facebook rimangono sul server: per quanto?


A cura di Michele - per Informati
 
Quando cancelliamo un'immagine caricata su Facebook, questa in realtà resta nei server, anche se non risulta più visibile sul profilo e sul social network;

Due settimane fa, ho cancellato una immagine, che risulta tutt'oggi presente sul server, e non so fino a quando lo sarà.

Potete fare anche voi una prova:

Caricate una immagine su Facebook; dopodiché, cliccate con il tasto destro del mouse sopra l'immagine in questione e selezionate "copia indirizzo immagine" (utilizzando Mozilla Firefox) oppure "copia URL immagine" (se utilizzate Google Chrome);

La URL dell'immagine - che è diversa dalla URL del post Facebook - ha un indirizzo simile a questo:  https://scontent-b-ams.xx.fbcdn.net/hphotos-frc3/t1/1926679_576192009138369_131034414_n.jpg - e tra l'altro, rende visibile l'immagine a chiunque conosca la URL anche se avete inserito nelle impostazioni della privacy che la foto sia visibile "solo agli amici" (ma questo non è un problema, in quanto chi conosce la URL dell'immagine può vederla, ed eventualmente - se intende divulgarla - può "salvarla" o fare uno screenshot)

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