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venerdì 27 febbraio 2015

Napolitano, il Capo della Banda - Libro



 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è un uomo di cui, in Italia, non si può parlare.
Sono infatti innumerevoli le interruzioni e i casi di vera censura a cui abbiamo assistito ogni volta che qualche esponente dell'opposizione, alla Camera o al Senato, ha osato solo fare il suo nome.
Quindi, l'autore, avendo deciso di scrivere addirittura un libro sulla figura del peggior Presidente della Repubblica della storia del nostro Paese, dimostra un grande coraggio. Anche la scelta del titolo è più che azzeccata...
Dalla Prefazione di Salvo Mandarà
Da dove viene, quali sono le idee, quali sono le frequentazioni del nostro Presidente della Repubblica?
Perché è diventato il Grande Vecchio di un regime corrotto, controllato da poteri occulti e centrali estere, finanziarie e politiche? Perché ha potuto muoversi ben oltre la lettera e lo spirito della Costituzione, godendo di ogni appoggio e copertura da parte dei maggiori leader politici italiani e stranieri?
Perché Kissinger lo considera ‘il suo comunista preferito’? Perchè sostiene il Nuovo Ordine Mondiale, considera la scelta dell'euro irreversibile, ritiene l'alleanza tra destra e sinistra la naturale evoluzione dei sistemi politici parlamentari?

giovedì 26 febbraio 2015

Mattarella in tram: ecco quanto ci è costato! Altro che risparmio...



Il nuovo Presidente della Repubblica, che ha iniziato il mandato in Fiat Panda, molto sobriamente, durante la visita a Firenze ha utilizzato la Tramvia: ed i giornali lo hanno osannato, come fosse stato il gesto del secolo: in realtà si tratta di una trovata propagandistica con costi elevatissimi: GUARDA IL VIDEO!

PS: la Tramvia è un'opera voluta da Renzi e contestata da molti fiorentini. Quale migliore spot che farla utilizzare niente di meno che dal Presidente? Meditate italiani... non fatevi fregare!

La Tramvia? Se Mattarella viaggiava il Limousine ci sarebbe costato meno! FONTE




Il 24 Febbraio di 25 anni fa moriva Pertini, 2 minuti per ricordarlo



Il 24 Febbraio è stato il 25° anniversario della morte dell'ex Presidente Sandro Pertini, il Presidente degli italiani, il più amato sicuramente. Uomini politici come lui ce ne sono stati pochi, era capace di farsi rispettare persino dai nemici. Ascoltate questa raccolta di frasi celebri del Presidente Pertini... pelle d'oca, brividi, lacrime... ci manchi Presidente!!! FONTE



martedì 3 febbraio 2015

Perché in Italia un vero leader non viene mai eletto al Colle

Sei un vero leader, stimato dagli elettori? Non abiterai mai al Quirinale. Lo dice la storia della Repubblica italiana, che nei suoi settant’anni ha avuto una quindicina di figure eminenti, statisti e capi di partito che l’hanno fondata, guidata e dominata. Nessuno di loro, però, ha mai raggiunto il Colle, annota Marcello Veneziani. Alla guida del paese si sono infatti succeduti «statisti come De Gasperi, padri fondatori come Sturzo, padri costituenti come Calamandrei, uomini di governo e di partito come Fanfani e Moro, Andreotti, De Mita, capi socialisti come Nenni e Craxi, laici come Malagodi, La Malfa e Spadolini, comunisti come Togliatti e Amendola, oppositori di destra come Almirante e radicali come Pannella». Tutte figure di primo piano, «assai diverse tra loro, per ruolo, indole e giudizio, ma unite da un destino: nessuno di loro è diventato presidente della Repubblica». Osserva Veneziani: «Sorte curiosa per una Repubblica, ma i suoi presidenti sono stati piuttosto notabili, a volte anche di secondo piano».
Un analista “eretico” come Marco Della Luna sostiene che il profilo “defilato” della classe dirigente italiana, specie degli esponenti politici chiamati a rivestire le cariche istituzionali più eminenti, non è casuale: un leader forte, capace di incarnare Mario Draghiuna vertenza sovranista in nome del futuro della comunità nazionale, sarebbe percepito come un pericolo, sia in sede europea che sul versante atlantico. Le eccezioni – da Mattei a Moro – non sono arrivate all’età della pensione: qualcuno le ha tolte di mezzo. Prevale il grigio: in generale, la nomenklatura italiana si segnala per l’alto tasso di corruzione, clientelismo e degrado delle strutture partitiche. Più che ovvio, sostiene Della Luna: solo una partitocrazia corrotta, e quindi debole perché ricattabile, può “obbedire” senza fiatare alle direttive e ai diktat che provengono dai poteri forti che risiedono all’estero. Dopo il “golpe dello spread” architettato per l’insediamento di Monti e il varo definitivo dell’austerity, l’economista Nino Galloni ha svelato la vana ma serrata resistenza condotta da Giulio Andreotti per evitare che l’Italia finisse nella morsa dell’euro, che l’avrebbe condotta alla catastrofe economica. Galloni racconta che il governo subì fortissime pressioni dalla Germania, operate direttamente dal cancelliere Kohl.

sabato 31 gennaio 2015

Mattarella e famiglia: pura casta al 100% ecco dove lavora suo figlio

Mattarella e Re Giorgio Napolitano
Non piace ai grillini che lo considerano «un democristiano di lungo corso, in piena continuità col passato». 
Il primogenito, Bernardo Giorgio, è infatti capo dell’ufficio legislativo del dipartimento della Funzione pubblica, cioè è un uomo di punta dello staff del ministro Maria Anna Madia. Lo rivela anche il compenso: 125mila euro annui lordi.
Un caso? Certamente no. Bernardo Giorgio Mattarella (scriviamo il nome per esteso per evitare confusioni con il cugino omonimo, manager di Invitalia) è un superesperto di diritto amministrativo. Maturità classica con 60 sessantesimi e menzione dopo il liceo dai Padri Gesuiti del Gonzaga di Palermo, 110 e lode in Giurisprudenza nell’ateneo del capoluogo siciliano, ha seguito le orme paterne nell’ambito universitario (non in quello politico). Mattarella junior è infatti ordinario amministrativista all’Università di Siena, è condirettore del Master in management della Pa della Luiss di Roma e, prima di entrare nello staff della Madia, insegnava anche alla Scuola superiore della pubblica amministrazione (vero «parcheggio» dei superburocrati di Stato).

UN MESSAGGIO PER MATTARELLA. SE SEI D'ACCORDO CONDIVIDI, VEDIAMO QUANTI SIAMO.


Ci sentiamo di dare la possibilità al neo-eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di dimostrare da che parte stà:

"Vorremmo attirare la Sua attenzione sulla importantissima recente sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, n. 8878/14 del 4 aprile 2014, nella quale, con l'efficacia del "giudicato erga omnes " è stato accertato e dichiarato che "...i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento...".

Perciò, egregio Presidente, se veramente è un uomo "quadrato" e rispettoso della legge come tutti i giornali la descrivono, sciolga le camere e faccia tornare al voto gli Italiani con la vecchia legge elettorale, proprio quella scritta da Lei in persona, il Mattarellum.

Continuando con l'importantissima sentenza della Cassazione:

"Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta "alla logica della rappresentanza consegnata dalla Costituzione". 

venerdì 30 gennaio 2015

Sappiamo chi è Certamente il nuovo Presidente della Repubblica

Ecco il suo ritratto:
è uno che garantisce al massimo il gruppo trasversale che ha preso il potere sia in Italia che in Vaticano: il gruppo gesuita-massonico
è uno che garantisce che il gruppo perdente, quello opusdeista-piduista di destra, non verrà per il momento massacrato ulteriormente; o almeno non verrà massacrato subito…
è uno che garantisce nelle scelte per il governo che il prescelto sia sempre mondialista, vicino alla finanza tipo Goldman Sachs, ai gesuiti e alla grande massoneria internazionale.
è uno che garantisce che correremo a formare il superstato europeo, come fase intermendia del superstato orwelliano centrale, cedendo libertà e sovranità
è uno che garantisce che farà da amplificatore alle pressioni della finanza internazionale
è uno che garantisce che faremo interventi militari anticostituzionali, se la NATO lo richiede
è uno che garantisce che i vecchi poteri, in parte camuffati da nuovi, continueranno a governarci.
Ecco chi è il nuovo Presidente, quale che sia il risultato che uscirà dal Parlamento

Gioele Magaldi: "E' stato Draghi a indicare Mattarella Presidente"



Gioele Magaldi è Gran Maestro dell'Oriente Democratico una delle logge della massoneria italiana. Al telefono con Fanpage, gli abbiamo chiesto una valutazione sulla possibile elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. "E' una operazione suggerita a Matteo Renzi da Mario Draghi - ha detto ai nostri microfoni - il venerabilissimo Mario Draghi è uno dei personaggi più influenti d'Europa". L'elezione di Mattarella secondo l'esponente della massoneria italiana sarebbe parte di un operazione più grande, "Matteo Renzi in difficoltà sul piano del consenso interno - ha spiegato Magaldi - con questa operazione si accredita presso il salotto buono delle massonerie aristocratiche europee ed atlantiche".
La fine del patto del Nazareno sarebbe - secondo il Gran Maestro - la chiusura del rapporto tra Renzi ed una parte della massoneria italiana di livello medio basso per permettere al presidente del consiglio un salto di qualità verso una prestigiosissima loggia europea".
I grandi sconfitti sarebbero Berlusconi ed i suoi uomini più vicini come Gianni Letta e Denis Verdini. "Berlusconi ne esce sconfitto in maniera più simbolica che sostanziale - dice Magaldi - Denis Verdini invece era il garante del patto del Nazareno con una parte della massoneria di livello medio basso, ed è uno degli sconfitti di questa virata di Renzi".
Infine su Gianni Letta, "è stato un ponte tra l'Opus Dei e la massoneria, ma ora ha esaurito il suo corso".


Fonte: Fanpage

VEDI ANCHE:





domenica 25 gennaio 2015

Clamoroso Dagospia svela: "Napolitano continuerà a costarci 700mila euro l’anno”


Secondo quanto riportato da Dagospia, il suo staff (almeno 8 dipendenti) ci costerà qualcosa come 700mila euro l’anno. Oltre ai benefit, l’arzillo vecchietto riceverà anche 15mila euro mensili di stipendio. Ma non doveva andare definitivamente a casa?  
Giorgio Napolitano è vivo. E lotta insieme a noi (ma anche contro). L’altroieri a Villa Arzilla l’hanno avvistato alla mensa aziendale, ossia all’ex ristorante, col tempo trasformato in un mesto self service; e non gli è piaciuto manco granchè.
Intervistato all’uscita sul menù («un po’ leggero»), ai giornalisti ha graziosamente annunciato che aderirà al gruppo delle Autonomie, insieme ai socialisti e a qualche grillino un po’ disperso.
Poi si è blindato a palazzo Giustiniani, ultimo piano, nei cento metri quadri (abbondanti) dell’ufficio – dotato pure di un pregevole terrazzo – che fu dell’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro. E lì, tutti al lavoro!

giovedì 22 gennaio 2015

Il coordinamento "9 Dicembre" dal 24 Gennaio ad oltranza a Montecitorio


Leggi il Comunicato: Il "9 Dicembre" prepara la mobilitazione per l'elezione del Presidente








Fonte: nocensura.com

il "rischio" di ritrovarci Amato al Colle è più che concreto...


Il rischio di ritrovarci #GiulianoAmato al Colle è concreto.
Ex socialista, tesoriere del PSI ai tempi di Craxi, è un "vecchio arnese della politica", uno che "garantisce" tutti, da Berlusconi al PD passando per Banche, Europa, potentati vari...

Sarà ricordato per sempre per il PRELIEVO FORZOSO dai conti correnti degli italiani che nel 1992 effettuò a seguito di speculazioni di Soros...

"Quella notte del ’92 in cui Giuliano Amato prelevò dai conti correnti degli italiani. Senza avvisare"

http://www.nocensura.com/2013/04/quella-notte-del-92-in-cui-giuliano.html


Staff nocensura.com

http://www.nocensura.com/2015/01/il-rischio-di-ritrovarci-amato-al-colle.html


martedì 20 gennaio 2015

Presidente della Repubblica: tutti i candidati dell’inciucio


Dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano, impazza il toto-nomi per il prossimo Presidente della Repubblica. L’ex comunista riassumerà la carica di Senatore a vita con annessa pensione dorata, mentre Matteo Renzi e Silvio Berlusconi lavorano sotto traccia per convergere su un nome comunemente gradito.
Ieri un parlamentare di Forza Italia ha denunciato alla Camera il Patto del Nazarenochiedendo una commissione d’inchiesta: ha ottenuto solo insulti da parte dei suoi amici di partito. Il patto Renzi-Berlusconi è un patto di ferro e lo si vedrà anche nell’elezione del presidente della Repubblica.
Il presidente del Senato, Pietro Grasso, sarà reggente in attesa della nomina del nuovo Presidente. Il primo voto dei grandi elettori, 1007 poiché i presidenti di Camera e Senato non votano, dovrebbe avvenire il prossimo 28 gennaio. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei 2/3 dell’Assemblea congiunta, ovvero 672 voti, mentre dal 4° turno si scende alla maggioranza assoluta di 505 voti.

lunedì 19 gennaio 2015

Il "9 Dicembre" prepara la mobilitazione per l'elezione del Presidente


Riceviamo e pubblichiamo:

"COMUNICATO STAMPA"

La Rivoluzione Bianca arriva a Roma contro l’illegittimità delle elezioni del Presidente della Repubblica.
Pullman da tutt’Italia arriveranno a Roma il 30 gennaio per dire “no all’elezione di un presidente illegittimo”.
ROMA 19 GENNAIO  - Dopo il primo giorno di inizio delle manifestazioni a oltranza di sabato 24 gennaio, il 30 gennaio 2015 il Coordinamento 9 Dicembre sarà nuovamente in piazza organizzando pullman da tutte le regioni italiane per lasciare un messaggio chiaro e diretto al Parlamento che sarà riunito per eleggere l’ennesimo Presidente non rappresentativo degli italiani. Ciascun manifestante indosserà una fascia bianca al braccio in segno di pace e di una coscienza civile ormai sveglia e stanca di tutti questi giochini politici, al servizio degli oligarchi, delle banche e delle multinazionali.
L’Italia è un paese fatto da milioni di cittadini onesti che hanno tutto il diritto non solo di votare, ma anche di esprimersi sulle scelte del governo. E se il Governo, come in questo caso, è illegittimo perché formatosi sulla base di una legge elettorale incostituzionale e che, costretto a cambiarla, sta per votare un’altra legge elettorale che presenta le stesse caratteristiche di incostituzionalità della precedente, allora noi disconosceremo anche le elezioni del Presidente della Repubblica che reputiamo a tutti gli effetti illegittime. la “Rivoluzione Bianca” servirà a questo, a riportare un popolo intero alla coscienza che è giusto, costituzionale, doveroso, lecito protestare contro chi non ha a cuore il benessere del popolo, anche se si tratta di un Presidente della Repubblica che deve ancora essere eletto. Un Presidente partorito da un Parlamento illegittimo è a tutti gli effetti un Presidente illegittimo. Questo è un paese antidemocratico e violento perché la violenza coincide sempre con la disonestà intellettuale che è alla base delle subdole modifiche di legge o manovre finanziarie che costringono il popolo alla fame, gli si toglie il lavoro, la forza di vivere, di amare, di avere fiducia nel futuro. Il Popolo, più di ogni altro dovrebbe esprimersi sull’elezione di chi lo rappresenta. Pullman da tutt’Italia sono stati organizzati dagli attivisti del 9 dicembre. Chiunque può prenotare il biglietto o richiedere informazioni alla mail.
ufficiostampa9dicemre@gmail.com.  Il 30 gennaio tutti in piazza per protestare contro l’elezione di un presidente illegittimo.

Ufficio stampa Coordinamento 9 dicembre
Maria Melania Barone
3935715696

ufficiostampa9dicembre@gmail.com
www.coordinamento9dicembre.it

SI PREGA PER GENTILE PUBBLICAZIONE

Approfondimenti:






Tratto da: http://www.nocensura.com/2015/01/il-9-dicembre-prepara-la-mobilitazione.html


mercoledì 7 gennaio 2015

AMATO CONFESSA: Ecco come vi abbiamo portati nell’euro. Siamo alla follia.



http://youtu.be/uIEAflRcSvo


Allucinante confessione di Giuliano Amato, deposta come se si trattasse di una marachella qualunque e non della vita di milioni di persone: sapevano, li avevano avvisati, avevano previsto tutto ma andarono avanti lo stesso! Portarono questo paese nell’euro pur consapevoli che difficilmente avrebbe funzionato. Ma non è una lezione di storia, non è il racconto della decadenza del Sacro Romano Impero. E’ qualcosa che sta succedendo adesso, qui. Andrebbe raccontato con ben altro sentimento di contrizione, non con questa nonchalance. Hanno giocato. Hanno perso, ma il debito di morte dobbiamo pagarlo noi. Siamo alla follia! Ecco le sue allucinanti parole.
“Noi abbiamo fatto una moneta senza stato. Noi abbiamo avuto la faustiana pretesa di riuscire a gestire una moneta senza metterla sotto l’ombrello di un potere caratterizzato da quei mezzi e da quei modi che sono propri dello Stato e che avevano sempre fatto ritenere che fossero le ragioni della forza, e poi della credibilità che ciascuna moneta ha.

mercoledì 17 dicembre 2014

I principali candidati al Colle? I responsabili della SVENDITA dell'Italia: ecco le prove!

LEGGI ANCHE: Prodi al Colle non lo vogliamo: alcuni articoli importanti da far girare - vedi ulteriori link di approfondimento a fine articolo
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Per il dopo Napolitano, Renzi (o chi per lui) pensa a chi nel 1992 pianificò la distruzione dello Stato italiano
Per il dopo Napolitano, Renzi (o chi per lui) pensa a chi nel 1992 pianificò la distruzione dello Stato italiano
Draghi, Prodi, Amato, i favoriti alla corsa al Quirinale, tutti uomini chiave dopo la prima Tangentopoli

di Cesare Sacchetti
 
La ridda di ipotesi su chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale abbondano negli ultimi giorni del mandato di Giorgio Napolitano. Un dato certo dal quale partire nell’analisi e nelle previsioni sull’ipotetico presidente della Repubblica, non può non partire dal lascito di Re Giorgio. Napolitano lascerà nelle mani del prossimo Capo dello Stato, un sistema profondamente mutato, una forma di governo non più democratica né più costituzionale, poiché già da tempo le prerogative del Presidente si sono ampliate a dismisura, fino a fondere le due figure di Capo del Governo e Capo di Stato, resosi l’interprete più pedissequo e acceso dell’agenda tecnocratica eurista. Chi lo succederà nell’incarico, dovrà avere quelle caratteristiche fondamentali, essenziali per il governo sovranazionale europeo, di fedele adesione al controllo sempre più invadente e totalitario delle elite transnazionali.

martedì 17 settembre 2013

Josè Mujica il presidente dell' Uruguay che vive con meno di 1.000€ al mese


Mentre i leader di altri paesi poveri vivono in lussuosi palazzi e i parlamentari risiedono in suite di hotel a 5 stelle, il presidente dell' Uruguay, Josè Mujica, primo presidente al mondo ad aver donato il 90% del suo stipendio ai poveri, vive in un antico casale situato a pochi chilometri di distanza dalla capitale . 77 anni, vegetariano, vive con sua moglie e il suo cane a tre zampe in una casa colonica semi fatiscente e il il bene più prezioso in possesso di questo contadino part-time è il suo vecchio “maggio lino”. Il carismatico presidente uruguaiano José Mujica si è rifiutato di adattare il suo stile di vita alle “trappole della ricchezza “ che deri vano dall'essere la figura più potente del paese. Non vi è alcuna possibilità che si verifichino a suo carico scandali per spese non giustificate o per evasione fiscale poiché trattiene per sé a malapena il 10% dello stipendio (circa 7.500, cioè molto meno di un insignificante consigliere regionale o di uno oscuro deputato italiano) mentre il 90% lo devolve ai bisognosi! Senza scorta e cortei di auto blindate, l'unico segno del suo importante ruolo è rappresentato dalla coppia di agenti di polizia che fanno guardia fissa alla fine del suo viottolo di casa.. Josè Mijuca, ex della sinistra rivoluzionaria, in un’intervista alla BBC ha candidamente dichiarato: “Mi chiamano il presidente più povero del mondo, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c'è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”.


Fonte

Questa è l' "auto blu" che il Presidente Mujica utilizza per muoversi...

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