Visualizzazione post con etichetta Russia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Russia. Mostra tutti i post
venerdì 18 novembre 2016
Come fregare Mosca. La Polonia si prepara a un disastro ambientale nel Baltico
Per dimostrare ancora una volta la sua indipendenza da Mosca, Varsavia si prepara a riversare acqua di mare in una baia di acqua dolce che condivide con la Russia. Sarà una rivincita veramente piccola, visto che sia i pesci della costa russa, sia quelli della costa polacca moriranno.
Jaroslaw Kaczynski, leader in Polonia dallo scorso anno con il partito "Diritto e giustizia", era già abbastanza ambiguo da tutti i punti di vista, per le riforme che il suo partito stava mettendo in atto nella politica polacca. Ora vuole anche mettersi al posto della natura. Come riferiscono i media, Kaczynski ha annunciato che entro il 2020, al massimo entro il 2022, la Polonia scaverà un canale attraverso la striscia di terra baltica, che in Polonia chiamano Vislinskoj. Questa stretta striscia di terra separa dal mar Baltico per alcune decine di chilometri la baia di Kaliningrad. Kaczynski ha dichiarato che non presterà alcuna attenzione alle obiezioni russe. La baia, questa stretta striscia di terra, è divisa in parti quasi uguali tra la Russia e la Polonia. Ed è ovvio che la Russia farà le sue obiezioni. Il fatto è che Kaliningrad si trova in una baia naturale, dove l'acqua è dolce perché in essa sfociano le acque dei fiumi. Grazie ai fiumi, il livello dell'acqua nel golfo è più alto che in mare. Pertanto, essendo la baia situata più a nord rispetto al golfo del Baltico, l'acqua che vi si riversa è quella dolce mentre quella salata entra solo in piccole quantità. Vivono nel golfo decine di specie di pesci, piante e animali che per molti secoli si sono adattate a quel tipo di acqua. Non è difficile intuire cosa accadrà se un canale immetterà acqua salata: le alghe e i pesci moriranno. I pescatori e gli abitanti delle città polacche della costa meridionale della baia stanno già protestando, perché saranno loro, dopo l'attuazione del progetto, a dover raccogliere le carcasse dei pesci morti sulla sabbia, loro a dover sentire la puzza delle alghe in decomposizione. Per Varsavia invece questa è una questione di principio. Perché la Polonia sarà in grado di dimostrare la sua piena indipendenza dalla Russia in questo modo. Perché per ora il passaggio nello stretto è controllato dalla Russia. Alla domanda come scavalcare la Russia il partito Diritto e Giustizia ha trovato una soluzione ed ecco, il canale è pronto! Quello che forse Varsavia ha in mente è di creare nella parte polacca della baia un porto militare per correre al tribunale della NATO e chiedere: la baia è adatta per le grandi navi, quelle basse e larghe? Oppure si tratta solo "uccidere" la baia, esclusivamente per fare dispetto alla Russia. I problemi locali, della popolazione polacca e delle sue proteste, ai politici polacchi non interessano, le ignorano, e non prevedono di rendere pubblico il dibattito sulla questione della costruzione del canale. Secondo le prime stime, il bilancio deve essere di circa un quarto di miliardo di euro. E le conseguenze previste sono il disastro ambientale che russi e polacchi dovranno dividere a metà. Perché non solo i pesci dei polacchi, ma anche quelli dei loro vicini russi, moriranno. Che piccola consolazione.
Fonte: sputniknews.com
martedì 4 ottobre 2016
La Russia sta preparando enormi rifugi di fronte alla possibilità di una guerra termo nucleare con gli USA
In Russia si stanno realizzando enormi bunkers antinucleari a Mosca, capaci di ospitare fino a 12 milioni di persone, mentre Putin si prepara ad una possibile guerra nucleare con gli USA.
I giganteschi rifugi, la cui costruzione è stata rivelata il venerdì dai funzionari russi, sono una risposta alla recente escalation di tensioni ed accuse tra Mosca e Washington per causa del conflitto in Siria, come ha riferito oggi il giornale britannico Express.
I giganteschi rifugi, la cui costruzione è stata rivelata il venerdì dai funzionari russi, sono una risposta alla recente escalation di tensioni ed accuse tra Mosca e Washington per causa del conflitto in Siria, come ha riferito oggi il giornale britannico Express.
In concreto, entrambi i paesi si sono scambiati accuse sul fallimento della tregua che era stata proclamata per una settimana in Siria. Secondo Washington, Mosca non aveva preso le misure adeguate per far cessare l’offensiva dell’Esercito siriano contro i terroristi in Aleppo, mentre la Russia denuncia che gli statunitensi non sono stati capaci di separare i terroristi dall’opposizione.
“La cooperazione in Siria è stato l’ultimo e migliore colpo dell’Amministrazione Obama per prevenire la spirale discendente delle relazioni bilaterali con la Russia”, ha stimato un vecchio esperto della Casa Bianca, Andrew Wiess S..
Tuttavia il canale TV russo Zvezda ha avvisato i suoi cittadini che “gli schizofrenici dell’America stanno affilando le armi nucleari contro Mosca”, ha aggiunto il giornale britannico.
Tuttavia il canale TV russo Zvezda ha avvisato i suoi cittadini che “gli schizofrenici dell’America stanno affilando le armi nucleari contro Mosca”, ha aggiunto il giornale britannico.
Il giornale commenta che il presidente della Russia, Vladimir Putin, avrebbe ordinato lo scorso mese la costruzione di una installazione di 400.000 miglia quadrate in una regione appartata dei Monti Urali, considerati la frontiera naturale tra l’Europa e l’Asia, da dove potrebbe dirigere il conflitto nucleare.
Putin ha firmato il Lunedì un decreto con cui ha sospeso il trattato sulla riconversione del plutonio militare in combustibile nucleare di uso pacifico nel considerare che Washington minaccia la stabilità strategica tra le due potenze e non ha intenzione di adempiere agli accordi precedenti.
Una guerra tra gli USA e la Russia potrebbe provocare una catastrofe, visto che la Russia mantiene nei suoi arsenali più armi nucleari che non gli USA, con 8.400 testate nucleari, di fronte alle 7.500 di cui dispongono gli USA.
Nota: Naturalmente una eventuale guerra USA- Russia coinvolgerebbe pesantemente l’Europa ed in particolare tutti i paesi dove vi sono numerose basi militari USA-NATO, in particolare i paesi dell’Est, la Romania, il Kosowo, la Bulgaria ed i paesi baltici, oltre alla Germania, all’Italia, alla Francia ed alla Gran Bretagna, tutti paesi inclusi nell’alleanza NATO di cui gli USA si servono come proprio braccio militare per attuare le proprie politiche e finalità geopolitiche estese in varie regioni del mondo, dal Medio Oriente all’Afghanistan.
Il problema dell’appartenenza alla NATO e dei rischi che questo comporta non viene minimamente dibattuto nei paesi europei, visto che tutti i governi europei sono totalmente asserviti alle politiche dettate dagli USA e neanche le forze di (apparente) opposizione sono sensibilizzate al problema di una alleanza che, da difensiva (ai tempi della guerra fredda ed dell’URSS) ogi è divenuta strumento di espansionismo di una politica aggressiva degli USA, come dimostrato dalle ultime guerre volute da Washington in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, ecc…
Tutte guerre combattute con il pretesto della lotta al terrorismo che hanno ottenuto il risultato opposto: massima espnsione dei gruppi terorristi e destabilizzazione e caos portato in tutti i paesi dove vi è stato un intervento occidentale.
Fonte: Sunday Express
Traduzione, sintesi e nota: Luciano Lago
lunedì 11 luglio 2016
Anche la Toscana dice “no” alle sanzioni antirusse, la lotta continua
La reazione a catena continua, una regione italiana dopo l’altra dice “no” alle sanzioni alla Russia, che danneggiano le imprese del Paese. Ora tocca alla Toscana, dove in Consiglio regionale la risoluzione contro le sanzioni è stata approvata all’unanimità.
La Toscana, seppur governata dal Partito Democratico, lancia un forte messaggio a Roma e si aggiunge al coro delle regioni che esercitano pressione sul governo Renzi per eliminare le misure restrittive contro Mosca.
Rispetto a Germania e Francia, l'Italia ha visto un fenomeno tutto particolare: le regioni, Veneto e Lombardia fra quelle più colpite dall'embargo, una dopo l'altra reagiscono e prendono in mano la situazione. Quale sarà la prossima regione? Quali effetti a livello nazionale si potranno raggiungere? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Manuel Vescovi, primo firmatario della risoluzione, presidente della Lega Nord nel consiglio regionale della Toscana.
— È stato approvato il testo della risoluzione sulle sanzioni alla Russia. Manuel Vescovi, che cosa chiedete al governo?
Manuel Vescovi, presidente della Lega Nord nel consiglio regionale della Toscana
— Io sono il primo firmatario della risoluzione, poi abbiamo concordato il testo con tutte le forze. È da notare che il testo è passato all'unanimità. La risoluzione impegna la Regione Toscana a fare pressione sul governo italiano affinché l'embargo contro la Russia si elimini. Queste sanzioni stanno provocando un danno alle nostre aziende ed è una follia. È come se io mi tagliassi le mani se mangio troppo. Siccome ho tanta fame, mi taglio le mani, è una pura follia.
Proprio per questo, secondo noi, quest'Europa va cambiata, deve essere un'Europa dei popoli e non dei burocrati. L'Italia aveva ottimi rapporti commerciali con la Russia, il governo italiano sta completamente sbagliando linea secondo me, come l'Unione europea. Renzi, che è una persona non eletta da nessuno come presidente del Consiglio ed è un nominato, si guardi un po'attorno e capisca che oggi l'economia italiana e quella russa devono poter commercializzare.
— Ormai sono quattro le regioni italiane che hanno approvato una risoluzione contro le sanzioni alla Russia. Solo in Italia c'è stata questa reazione a catena. Secondo voi riuscirete a coinvolgere altre regioni ancora?
— Secondo me sì. Il Veneto, la Lombardia e la Liguria hanno fatto una risoluzione più forte, noi abbiamo dovuto adeguarla perché qui governa il Pd di Rossi, che ha delle visioni diverse da Renzi. Il testo è stato adeguato quindi, ma è passato.
Tenere distante la Russia è una follia, perché la Russia non starà ferma, guarderà ad altri mercati. Perdere questi rapporti di buon vicinato, anche culturali oltre che commerciali è folle. Speriamo che le regioni continuino ad esercitare questa pressione sul governo di Roma affinché l'Europa faccia qualcosa.
— A livello nazionale quali sono i suoi auspici? Queste risoluzioni alla fine che risultato otterranno?
— Il mio auspicio è che Renzi vada a casa e che il nuovo governo instauri con la Russia un rapporto ancora più stretto. Bisogna costruire dei ponti con la Russia, come abbiamo scritto nella risoluzione, perché è una potenza mondiale vicina a noi. Il governo italiano sta facendo un grosso danno all'Italia.
— Quali danni ha subito la Toscana per le sanzioni antirusse?
— Le perdite sono state molto importanti. La Toscana aveva tutto l'abbigliamento, il settore del food, il manifatturiero legato alla Russia. Le nostre aziende ci hanno rimesso tantissimo. Ho sentito recentemente gli operatori turistici che lamentano sempre meno presenze russe anche sulle nostre coste.
Renzi non ha mai fatto impresa nella sua vita, non capisce le sofferenze delle imprese. Non avendo mai fatto attività di impresa non capisce questi problemi, ma le aziende falliscono. Diverse aziende stanno aprendo in Russia, l'economia italiana però ci perde. La Russia dal canto suo si guarda attorno e vede altri mercati. Chiudendo questi canali è anche difficile poi riaprirli.
La Russia è un partner fondamentale per la Toscana: nel turismo, nell'interscambio di merci, ma anche nella cultura. Un partner che non dobbiamo perdere.
Fonte: http://it.sputniknews.com
martedì 7 giugno 2016
Eva Golinger denuncia in Russia le manovre golpiste degli USA
(Prensa Latina) L’investigatrice e giornalista Eva Golinger ha denunciato oggi, nel corso del Forum internazionale sul giornalismo, organizzato da Rossiya Segodnya, le manovre portate a compimento dagli Stati Uniti per sovvertire l’ordine istituzionale ed abbattere i governi progressisti in America Latina, con l’esempio del Brasile, Ecuador e Venezuela.
In qualità di conferenziera durante la sessione inaugurale del Forum, la Golinger ha esposto nei dettagli la tecnologia usata da Washington con l’appoggio della grande stampa statunitense e mezzi locali per abbattere in primo luogo lo scomparso presidente venezuelano, Hugo Chavez nel 2002.
La Golinger ha Indicato senza indugio i milioni di dollari stanziati dal governo nordamericano, attraverso l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (Usaid), al fine di finanziare le nuove tecnologie dell’informazione per le reti sociali (social media) ed esercitare la sua influenza direttamente sui gruppi giovanili, in questione.
Nel caso del Venezuela, secondo Golinger, gli USA hanno sborsato più di tre milioni di dollari per fomentare movimenti antigovernativi attraverso le reti sociali con fini di sobillazione, di destabilizzare la situazione sociale e di provocare un golpe .
L’esperta ha ricordato che questa stessa tecnologia era stata usata contro Chavez nel 2002, era stata messa alla prova contro il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, con un tentativo di golpe di Stato attraverso Twitter in tempo reale, ma non aveva funzionato grazie all’unità di tutti gli alleati nel continente che avevano vigilato per evitare questo complotto.
La Golinger ha detto con sicurezza che il giudizio politico intavolato contro la presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff, è stato incoraggiato dall’estero con appoggio dei grandi media privati (come Rete Globo) che rappresentano gli interessi dell’oligarchia locale.
Gli Stati Uniti dedicano circa 50 milioni di dollari del budget per la guerra propagandistica, compreso l’aggressione contro la Russia, oltre ai programmi di sovversione interna che continuano vigenti come quelli diretti contro Cuba, ha affermato.
Ha sottolineato la Golinger il ruolo del canale multinazionale latinoamericano Telesur che si distingue in questi scenari di lotta per la verità e per un giornalismo obiettivo e di impegno in America Latina e nei Caraibi, così come 57 anni fa è stata concepita l’Agenzia Latinoamericana Prensa Latina, come mezzo alternativo di fronte al monopolio nordamericano utilizzato per le campagne di disinformazione.
L’esperta conviene , infine, nella necessità di difendere un giornalismo di qualità, tollerante e responsabile col riflesso della realtà.
Al rispetto è stato unanime tra i conferenzieri durante la prima giornata del Forum la necessità di un equilibrio tra la professionalità e la responsabilità etica dei giornalisti e comunicatori, soprattutto quando sono in gioco la vita ed il destino di popoli e di milioni di persone.
*Eva Golinger è un avvocato, giornalista di investigazione, statunitense ma nazionalizzata in Venezuela, risiede a New York. Si è dedicata all’nvestigazione sull’ingerenza degli USA in America Latina ed in particolare in America Latina, in Venezuela ed in Ecuador. Autrice d ” El código Chávez” (2005) e ” Bush vs. Chávez: la guerra de Washington contra Venezuela”, i suoi libri sono stati tradotti in inglese, francése, tedesco e italiano.
Fonte: controinformazione.info
giovedì 5 maggio 2016
COME RUSSIA E CINA STANNO PENSANDO DI REAGIRE ALLA GUERRA ECONOMICA USA
DI ALISTAIR CROOK
russia-insider.com
Non c’è miglior esempio di “guerra ibrida” della guerra economico-finanziaria di Washington contro Mosca.
Questa domenica la guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha dichiarato ad una vasta folla riunita nella città santa di Mashad che “Gli americani non hanno agito come promesso nell’accordo sul nucleare (JCPOA); essi non hanno fatto ciò che avrebbero dovuto. Secondo il ministro degli esteri (Javad Zarif), essi hanno messo nero su bianco ma alla fine hanno impedito il concretizzarsi degli obiettivi della Repubblica Islamica per mezzo di svariati diversivi.”
Questa dichiarazione rilasciata durante il Nowruz (discorso di fine anno) va colta in maniera cristallina: non c’era nessun intento retorico. E non era una semplice stoccata agli Stati uniti (come qualcuno potrebbe pensare). Era forse più un garbato avviso al governo iraniano di preoccuparsi delle possibili conseguenze politiche.
Quello che sta accadendo è significativo: qualunque sia il motivo, il tesoro Usa è occupato a svuotare di ogni contenuto la revoca delle sanzioni del JCPOA (e i motivi di ciò meritano grande attenzione). Il Leader Supremo ha sottolineato inoltre che l’Iran incontra difficoltà nel far rientrare i suoi capitali esteri, precedentemente bloccati.
Fin dal momento dell’ “implementazione”, i funzionari del Tesoro Usa, durante gli incontri, hanno avvertito le banche europee che le sanzioni Usa all’Iran sarebbero rimaste in vigore, e che esse non avrebbero dovuto pensare, neanche per un secondo, di attingere al mercato dei bond in dollari o in euro al fine di finanziare il commercio con l’Iran, o di partecipare ai progetti di finanziamento di infrastrutture in Iran.
russia-insider.com
Non c’è miglior esempio di “guerra ibrida” della guerra economico-finanziaria di Washington contro Mosca.
Questa domenica la guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha dichiarato ad una vasta folla riunita nella città santa di Mashad che “Gli americani non hanno agito come promesso nell’accordo sul nucleare (JCPOA); essi non hanno fatto ciò che avrebbero dovuto. Secondo il ministro degli esteri (Javad Zarif), essi hanno messo nero su bianco ma alla fine hanno impedito il concretizzarsi degli obiettivi della Repubblica Islamica per mezzo di svariati diversivi.”
Questa dichiarazione rilasciata durante il Nowruz (discorso di fine anno) va colta in maniera cristallina: non c’era nessun intento retorico. E non era una semplice stoccata agli Stati uniti (come qualcuno potrebbe pensare). Era forse più un garbato avviso al governo iraniano di preoccuparsi delle possibili conseguenze politiche.
Quello che sta accadendo è significativo: qualunque sia il motivo, il tesoro Usa è occupato a svuotare di ogni contenuto la revoca delle sanzioni del JCPOA (e i motivi di ciò meritano grande attenzione). Il Leader Supremo ha sottolineato inoltre che l’Iran incontra difficoltà nel far rientrare i suoi capitali esteri, precedentemente bloccati.
Fin dal momento dell’ “implementazione”, i funzionari del Tesoro Usa, durante gli incontri, hanno avvertito le banche europee che le sanzioni Usa all’Iran sarebbero rimaste in vigore, e che esse non avrebbero dovuto pensare, neanche per un secondo, di attingere al mercato dei bond in dollari o in euro al fine di finanziare il commercio con l’Iran, o di partecipare ai progetti di finanziamento di infrastrutture in Iran.
martedì 12 aprile 2016
La NATO gioca alla guerra fredda, truppe ai confini russi
Gli Stati Uniti continuano a mostrare i muscoli a Mosca, infatti per febbraio 2017 è previsto uno schieramento di uomini e mezzi sui confini est della NATO che non si era mai visto dalla fine della guerra fredda.
Il piano del Pentagono, come è emerso recentemente dalle pagine del Wall Street Journal, prevede lo stanziamento in modo permanente di 4200 uomini e mezzi corazzati in Lituania, Estonia, Lettonia, Bulgaria, Romania e Polonia. Questo bel piano dovrebbe, secondo i generali americani, tranquillizzare i Paesi dell'Est europeo spaventati dalle possibili aggressioni di Mosca. Si sa, per gli Stati Uniti il vero problema è la Russia, non i tagliagole del Daesh.
Sembra che l'Europa non abbia niente di più serio a cui pensare che difendersi dalla Russia. Mentre la NATO continua la sua guerra fredda, il Daesh uccide e semina terrore, le sanzioni antirusse provocano danni enormi all'economia europea e italiana. Quanto può durare ancora questo teatrino? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito il sociologo Francesco Alberoni, autore del libro "Tradimento. Come l'America ha tradito l'Europa e altri saggi" (Leima edizioni).
— Perché secondo lei la NATO vuole creare questa tensione ai confini con la Russia?
sabato 2 aprile 2016
Finanziato con centinaia di milioni di dollari, l’Esercito Libero siriano è svanito nel nulla
Gli ultimi eventi in Siria sono coincisi con la scomparsa della milizia che rispondeva agli ordini dell’Opposizione “moderata”. Sponsorizzato e armato con centinaia di milioni di dollari dai governi occidentali e dalle monarchie arabe, l’Els non è mai stato protagonista. A combattere contro l’esercito governativo erano e sono solo le tante organizzazioni jihadiste –
– Nella rapida catena di eventi che riguardano la Siria, tra gli slogan, le ostentazioni e l’esibizionismo di varia natura, i media e gli intellettuali che parlano a nome dell’opposizione siriana non sono riusciti a spiegare all’opinione pubblica la conseguenza più significativa e importante della tregua entrata in vigore qualche settimana fa: ovvero, il totale ritiro dell’Els (Esercito libero siriano) dalla guerra contro il regime.
La tregua prevede che, d’ora in poi, le fazioni dell’Els potranno concentrarsi nella lotta contro l’ISIS e il Fronte al Nusra, ma perderanno il diritto di sparare anche un solo colpo contro l’esercito siriano o di avanzare verso le zone tuttora sotto il controllo statale.
È questo il vero significato della tregua, un cessate il fuoco incondizionato e a tempo indeterminato. L’Els,dunque, ha consapevolmente e deliberatamente acconsentito a rinunciare al confronto militare contro il regime in cambio di una sua rappresentanza nel futuro governo. Ma nessuno, tra le fila dell’opposizione, ha presentato i fatti con questa chiarezza all’opinione pubblica.
giovedì 31 marzo 2016
Ucraina e CIA hanno tentato di infiltrare una spia nell’Intelligence russa
Il servizio di Intelligence interno della Federazione Russa (FSB) ha reso noto l’arresto del tenente colonnello Yurij Ivanchenko del dipartimento di controspionaggio ucraino.
L'uomo era arrivato in Russia con il pretesto di una visita ai parenti, nonostante il fatto che i servizi segreti ucraini avessero proibito la partenza ai propri dipendenti.
Secondo le informazioni del dicastero russo, fino l'arrivo dell'ucraino in Russia, il FSB aveva già ottenuto l'informazione che CIA e Intelligence ucraina avevano istruito l'uomo per il reclutamento negli organi di sicurezza nazionale offrendo i suoi servizi di sua spontanea iniziativa.
"Il dipendente dei servizi segreti ucraini avrebbe dovuto destare l'interesse del FSB con le sue potenzialità di ottenere informazioni segrete e avrebbe dovuto convincere il FSB della necessità di mantenere il rapporto con lui all'oscuro di Kiev. L'Intelligence ucraina e quella USA avevano pianificato di impossessarsi delle informazioni del FSB raccolte da Ivanchenko", si legge nel comunicato.
Dato che lo straniero è stato smascherato prima che riuscisse a danneggiare la sicurezza della Russia, egli è stato espulso in Ucraina e gli è stato proibito l'ingresso nella Federazione Russa.
Fonte: sputniknews.com
Le ultime parole del soldato russo Prokhorenko, eroe anti ISIS
Stanno commuovendo il mondo, con attestati di stima provenienti da tutte le forze armate del pianeta, le ultime parole di Alexander Prokhorenko, 25 anni, lo specnaz che ha diretto su di sé gli aerei russi per evitare di farsi catturare dalle forze nemiche dello Stato islamico che lo avevano ormai circondato.
Ecco la trascrizione degli ultimi istanti di vita di Alexander Prokhorenko diramate dal Ministero della Difesa russo.
Prokhorenko: “Non posso lasciare la mia posizione. Mi hanno circondato e si avvicinano. Vi prego sbrigatevi”.
Comandante: “Procedi verso la linea di estrazione, ripeto linea verde, linea verde. Vai nella zona sicura”.
Prokhorenko: “Negativo, non posso. Sono ovunque, è la fine. E’ la fine. E’ la fine…richiedo attacco aereo sulla mia posizione. Dite alla mia famiglia che li amo e che sono morto combattendo per la mia patria. Eseguite l’attacco, vi prego”.
Comandante: “Negativo, ripiega sulla linea verde, questo è un ordine”.
Prokhorenko: “Non posso. Comandante, sono circondato. Sono ovunque, non voglio che mi prendano, faranno di me ogni cosa. Vi prego fatemi morire con dignità e che possa portarmi dietro tutti questi bastardi. Vi prego è la mia ultima volontà, io sono già morto. Vi prego, non posso resistere a lungo”.
Comandante: ”… Alexander …conferma la tua richiesta”.
Ufficiale: “Mi hanno ormai raggiunto, non ho più munizioni. Grazie comandante, dite alla mia famiglia che li amo, che ho lottato fino alla fine. Vi prego, prendetevi cura della mia famiglia, vendicate la mia morte, vendicatemi. Addio comandante, dite alla mia famiglia che li ho sempre amati.”
Comandante: “….”
Le forze speciali russe non sono autorizzate a farsi catturare vive dal nemico. Il presidente Vladimir Putin presenzierà personalmente sia ai funerali di Stato, consegnando all’eroe la più alta onorificenza del Paese che alla solenne cerimonia privata riservata esclusivamente agli specnaz in un luogo segreto. (il Giornale)
Tratto da: http://www.imolaoggi.it/2016/03/30/le-ultime-parole-del-soldato-russo-prokhorenko-eroe-anti-isis/
mercoledì 30 marzo 2016
Accuse choc: Lo 007 confessa: la Turchia dietro la strage di Bruxelles
I servizi segreti turchi dietro alla strage di Bruxelles? A lanciare direttamente la pista di Ankara, coinvolgendo nientemeno che il presidente Erdogan, sono i “nemici” storici della Turchia, i curdi, in questo caso affiancati da un paese come la Russia, anch’essa entrata in rotta di collisione coi turchi dopo l’abbattimento di un bombardiere Sukhoi impegnato nell’unica efficace campagna militare finora condotta in Siria contro l’Isis. Un impegno, quello russo, che ha preso in contropiede l’Occidente e ha oltretutto permesso di giungere alla denuncia, documentata, del supporto turco allo Stato Islamico attraverso basi logistiche alla frontiera e soprattutto il contrabbando di petrolio. La Turchia sul banco degli imputati ora anche per le bombe esplose a Bruxelles? La notizia la fornisce il 24 marzo Nahed Al Husaini, corrispondente da Damasco del sito statunitense di contro-informazione “Veterans Today”: intercettazioni russe avrebbero portato alla cattura, da parte dei miliziani curdi, di un responsabile dell’intelligence di Ankara. L’uomo avrebbe confessato che gli attentati di Bruxelles sarebbero stati progettati a Raqqah su ordine di Erdogan.
«Le forze popolari curde che combattono in Siria hanno oggi [24 marzo] catturato un alto funzionario dei servizi segreti turchi che, “sottoposto ad interrogatorio”, ha coinvolto il presidente Erdogan», scrive “Veterans Today” in un post tradotto da “Come
Don Chisciotte”. «A Veterans Today – aggiunge Nahed Al Husaini – è stato dato accesso alle confessioni registrate che hanno rivelato il ruolo del Mit (Milli Istihbarat Teskilati, l’intelligence turca) nelle esplosioni di Bruxelles ed i piani per effettuare ulteriori attacchi in Europa. Il “funzionario sospetto” ha confessato il suo ruolo nella pianificazione – a Raqqah – dell’attacco di Bruxelles, in collaborazione con l’Isis». L’informazione che ha portato alla cattura del funzionario, scrive “Veterans Today”, deriva da un’intercettazione effettuata dai russi: le forze di Mosca non sarebbero state direttamente coinvolte nell’operazione, ma si presume che unità di “Spetsnaz”, i corpi speciali russi, potrebbero essere state messe a disposizione dei curdi, come supporto.
sabato 23 maggio 2015
ANCORA UNA ENORME VITTORIA DIPLOMATICA PER LA RUSSIA
A meno che non leggiate il russo o vi informiate attraverso Internet, potreste non averlo notato, ma in Russia è appena successo qualcosa di grosso: Kerry, Nuland e una cospicua delegazione del Dipartimento di Stato sono andati fino a Sochi, dove si sono incontrati con il Ministro degli Esteri Lavrov e poi con il Presidente Putin. Con quest’ultimo si sono intrattenuti quattro ore. Non solo, ma poi Kerry ha fatto alcune interessanti affermazioni, dicendo che l’Accordo Minsk-2 (M2A) è il solo modo per andare avanti e che avrebbe caldamente sconsigliato a Poroshenko una ripresa delle azioni militari.
Dire che questo è uno sviluppo sbalorditivo sarebbe dire poco.
Per prima cosa, questo significa che il cosiddetto “isolamento della Russia” è ufficialmente terminato, anche per quanto riguarda “l’Impero Indispensabile”.
In secondo luogo, per quel che ne so io, questo è il primo riconoscimento ufficiale da parte degli USA dell’M2A. Ciò è abbastanza umiliante per gli Stati Uniti, considerato che l’M2A è stato negoziato senza la presenza americana.
Terzo, per la prima volta in assoluto, gli Stati Uniti hanno di fatto ammonito gli Ukronazi della giunta a non intraprendere attacchi militari. Tutto questo, (in un momento in cui gli Ukronazi sono in uno stato di frenesia bellicosa, con Poroshenko che ha appena promesso di riconquistare non solo l’aereoporto di Donetsk, ma tutto il Donbass e persino la Crimea), mostra come per la prima volta in assoluto gli USA e Kiev non si trovino sulla stessa lunghezza d’onda.
Quarto, gli USA hanno dichiarato per la prima volta che, se l’M2A fosse rispettato, le sanzioni europee ed americane verrebbero rimosse. La cosa interessante è che i russi non erano neanche minimamente interessati a discutere delle sanzioni.
Allora, cosa significa tutto questo?
A questo punto non molto.
A questo punto non molto.
Gli americani sono dei pessimi negoziatori e, in ogni singola trattativa russo-americana riguardante il conflitto in Ucraina, i russi hanno sempre e completamente spiazzato i loro “partners geostrategici” americani (il modo ironico semi-ufficiale con cui i russi descrivono l’Occidente). Di solito succede che, sul momento Kerry fa concessioni, poi ritorna a Washington e cambia rotta di 180°; i russi questo lo sanno e i media russi lo ribadiscono nelle loro analisi.
Tuttavia, anche se gli USA possono andare a zig zag tutte le volte che vogliono, la realtà non fa zag. Se questo può servire, la recente presenza di truppe cinesi ed indiane sulla Piazza Rossa ha mostrato che il concetto di “isolamento della Russia” è un completo nonsenso, che Kerry & C. lo accettino o no.
Di abbastanza interessante c’è poi il comportamento della Nuland, che era nella delegazione di Kerry, che si è rifiutata di parlare con la stampa e quando se n’è andata non sembrava affatto felice.
Infine, una veloce occhiata sui Portavoce Imperiali ci mostra come il Dipartimento Imperiale per la Propaganda non sappia veramente cosa farsene di tutto ciò.
Che cosa sta succedendo in realtà?
In tutta onestà, è troppo presto per dirlo, e, come ho detto, le probabilità di un altro “zag” americano sono molto alte.
Tuttavia, quello che *potrebbe* star per accadere è che gli americani si sono finalmente (!) resi conto di alcuni fatti fondamentali:
Tuttavia, quello che *potrebbe* star per accadere è che gli americani si sono finalmente (!) resi conto di alcuni fatti fondamentali:
1. la Russia non indietreggerà
2. la Russia è pronta alla guerra
3. l’Ucraina nazista sta collassando
4. la maggior parte del mondo sostiene la Russia
5. l’intera politica USA verso la Russia ha fallito
2. la Russia è pronta alla guerra
3. l’Ucraina nazista sta collassando
4. la maggior parte del mondo sostiene la Russia
5. l’intera politica USA verso la Russia ha fallito
Tutto questo è abbastanza chiaro per qualsiasi osservatore, per quanto incompetente, ma per un’Amministrazione completamente intossicata da tracotanza imperiale, ignoranza crassa e rifiuto della realtà, questi sono fatti molto, moltodolorosi da accettare. In ogni caso, negare tutto ciò potrebbe, alla fine della storia, condurre gli Stati Uniti a beccarsi qualche atomica. Come dice il proverbio, se hai la testa nella sabbia, vuol dire che il tuo culo è in aria.
Pertanto è possibile che quanto appena accaduto sia il primo segno di un ravvedimento americano, e che Kerry sia andato a cercare con Lavrov e Putin una strategia d’uscita, salvando la faccia. Se le cose stanno così, questo è il colpo di grazia per Poroshenko, perchè significa che gli Stati Uniti hanno di fatto gettato la spugna, completamente disgustati dai pagliacci al potere in Kiev.
Inoltre, questo potrebbe essere il segno che gli analisti militari americani vedono in modo assai negativo la possibilità che gli Ukronazi possano riconquistare il Donbass. Andando in Russia ed appoggiando ufficialmente l’M2A, Kerry starebbe mandando un messaggio a Poroshenko: mettici una pietra sopra, non succederà!
Comunque, al di là di prematuri ottimismi, io raccomando cautela. Considero quasi certo uno “zag” americano. La mia speranza è che lo “zag” sia di entità limitata e che, quando succederà, sia fatto sopratutto per salvare la faccia di Obama e non per negare la realtà.
Quello che è però certo, è che la Russia ha vinto un’altra battaglia in questa lunga guerra e che tutti i segni indicano l’inevitabile sconfitta dell’Impero.
The Saker
*****
Articolo di The Saker apparso su Thesaker.is il 13/05/2015
Articolo di The Saker apparso su Thesaker.is il 13/05/2015
Traduzione a cura di Mario per Sakeritalia.it
Tratto da: sadefensa
sabato 18 aprile 2015
JE SUIS KALASHINKOV. I DELITTI POLITICI IN UNA KIEV SEMPE PIU' NAZISTA
DI PINO CABRAS
megachip.globalist.it
Europa, abbiamo un problema. Tre dissidenti uccisi in casa negli ultimi giorni, in aggiunta a una lista sempre più lunga. Ucraina, cuore nero dell'Europa
In Ucraina i nazisti danno una caccia spietata e assassina agli oppositori più eminenti, con un una cadenza sempre più intensa. Appena nelle ultime 72 ore sono tre le personalità uccise in agguati ben organizzati, vere esecuzioni, con un messaggio inequivocabile: vi ammazziamo casa per casa.
Nomi pesanti: Oles Buzina, un giornalista molto noto, assai efficace in televisione, ucciso davanti a casa dopo mesi di minacce; Oleg Kalashnikov, un ex deputato, freddato sull'uscio; Sergej Sukhobok, un altro operatore dell'informazione che gestiva un sito e un giornale indipendenti. Tutti personaggi troppo fastidiosi per il regime di Kiev nel suo momento più delicato.
Il giornalismo occidentale non si è ancora accorto che siamo di fronte a una svolta politica drammatica. Il blocco di potere ucraino vuole risolvere le sue enormi difficoltà eliminando fisicamente le voci contrarie perché troppo pericolose in questa fase. Il regime non vuole permettersi nessun contropotere che gli possa far pagare il prezzo dei suoi gravi insuccessi militari e finanziari, né vuole che maturino vie alternative alla crisi permanente delle istituzioni ucraine. Ha in mano uno Stato indebolito, predato da appetiti locali, atlantici e polacchi, incapace di chiudere il cerchio della divisione etnica che esso stesso ha fomentato, privo di risorse che assicurino un futuro credibile a una qualsiasi azione di governo, già nei prossimi mesi.
In questo quadro esplode del tutto apertamente il nazismo, cioè quel che le istituzioni europee, i governi, il giornalismo occidentale, la maggior parte dei politici e degli intellettuali, tappandosi occhi e orecchie e forse anche il naso, non avevano voluto percepire come elemento costitutivo dell'indigesto pasticcio ucraino. Oggi non ci sono più scuse, nel momento che i dirigenti ucraini fanno a gara per esprimere dichiarazioni di giubilo e commenti del tipo "se lo è meritato" (come riferisce oggi la Repubblica a pag. 19).
venerdì 10 aprile 2015
PUTIN SFANCULA MC DONALDS! CHIUSURE A TAPPETO IN RUSSIA
IL NAZIONALISMO SENZA LIMITISMO DI PUTIN – MOSCA LANCIA IL FAST FOOD ANTI-MCDONALD’S E CHIUDE ALCUNI RISTORANTI
DELLA CATENA AMERICANA “PER VIOLAZIONI SANITARIE” – LA BATTAGLIA CONTRO “L’ECCESSO” DI ORE DI INGLESE A SCUOLA
DELLA CATENA AMERICANA “PER VIOLAZIONI SANITARIE” – LA BATTAGLIA CONTRO “L’ECCESSO” DI ORE DI INGLESE A SCUOLA
Non solo il panino autarchico che ha avuto il placet di Putin, la Duma vuole proibire i film girati nei Paesi che applicano sanzioni contro Mosca – Il nazionalismo paga: la deputata che ha denunciato «l’eccesso» di ore di inglese nelle scuole potrebbe essere il nuovo ministro dell’Istruzione -Ma in Crimea il sindaco di Yalta ha proposto alla McDonald’s di riaprire il ristorante…
Anna Zafesova per “la Stampa”
«Mangiamo a casa»: potrebbe essere lo slogan di tutta la politica di Vladimir Putin nell’ultimo anno, ma per ora è il marchio di una catena di fast-food autarchica, che dovrà sostituire nel cuore e nello stomaco dei russi il McDonald’s. Il mega-progetto – 41 punti ristoro e 91 negozi di cibo pronto e semilavorato – ha già avuto, secondo il «Kommersant», la benedizione del presidente russo. Anche perché è stato lanciato da due Vip, i registi e fratelli Nikita Mikhalkov e Andrey Konchalovsky. Che, con la scusa del «carattere socio-politico del progetto» e dell’intenzione di estenderlo anche a una serie di orfanotrofi, chiedono al governo un miliardo di rubli, circa 17 milioni di euro.
mercoledì 8 aprile 2015
LA NUOVA SUPER-ARMA DI PUTIN: IL CARRO ARMATO PIÙ EFFICACE DEL MONDO?
Perché i carristi occidentali dovrebbero preoccuparsi dei nuovi carri armati di Mosca
Franz-Stefan Gady The Diplomat 2 aprile 2015
Franz-Stefan Gady The Diplomat 2 aprile 2015
La Russia illustrerà il suo nuovo carro armato nella parata della Vittoria sulla Piazza Rossa di Mosca, il 9 maggio. 20 unità del primo carro armato di terza generazione prodotto in serie, designato T-14 e basato sul nuovo scafo universale “Armata“, sono stati recentemente consegnati alle Forze armate russe per l’addestramento. Entro il 2020, Uralvagonzavod (UVZ), il maggiore produttore di carri armati nel mondo, prevede di produrre 2300 T-14 Armata. Secondo i media, le consegne del carro armato (circa 500 all’anno) inizieranno nel 2017. In totale, le Forze terrestri russe hanno in programma di ricevere 32 carri armatiArmata per quest’anno. L’esercito russo si propone di sostituire il 70 per cento dei suoi corazzati con il nuovo cingolato, sostituendo i più vecchi carri armati T-72 e T-90, anch’essi prodotti da UVZ. L’esercito russo prevede uno scafo universale come piattaforma di ben 13 cingolati diversi, tra cui un semovente di artiglieria, un veicolo corazzato del genio e un trasporto truppe corazzato.
mercoledì 1 aprile 2015
IL RIFIUTO DEL COMANDANTE E IL WAR GAME NUCLEARE
DI GIOVANNA CAPRARA
Un ufficiale chiave delle forze nucleari USA rimosso, i dieci giorni in cui Putin non c'era, esercitazioni e test sul filo della guerra nucleare. Indizi di uno scenario
Una nota ufficiale della Marina Militare statunitense, informa della destituzione del comandante dello “Strategic Communications Wing 1”(SCW1) e “Task Force 124”(TF124), in servizio presso la base aerea di Tinker, Oklahoma. L’accaduto risale al 17 marzo 2015 e nel comunicato è precisata anche la motivazione: in sintesi si tratta di una mancanza di fiducia nelle capacità di condotta dell’ufficiale.
Lo SCW1, integrato dalla TF124, svolge funzioni di comando e controllo nell’ambito del sistema TACAMO, Take Charge and Move Out, ed è competente, per la Marina Militare statunitense, del mantenimento delle comunicazioni nonché della diramazione degli ordini in caso di attacco nucleare mediante posti comando aerotrasportati sempre in volo. Questa vicenda legata al sollevamento dall’incarico del comandante di un servizio dedicato alle trasmissioni, potrebbe essere correlata con un accaduto risalente a pochi giorni prima e riferito ad una insolita attività sul traffico web in uscita dal Texas e diretto verso il Regno Unito.
I messaggi erano stati instradati attraverso i sistemi di telecomunicazione ucraini e russi con una deviazione inconsueta, benchè Il traffico di rete richieda spesso un percorso tortuoso a causa della congestione del web o di difficoltà per l’interconnessione. Però nessuna delle due sarebbe sufficiente a giustificare un percorso così insolito. Inizialmente l’ipotesi dell’errore era la più accreditata, e questo poteva essere generato dall’azienda di telecomunicazioni ucraina Vega, che avrebbe reindirizzato involontariamente il traffico web fra Stati Uniti e Regno Unito. Tale fenomeno è noto come “dirottamento del percorso,” ed è un problema di sicurezza comune ai tecnici di rete, ma in questo caso ha coinvolto siti particolarmente sensibili e protetti: l’Atomic Weapons Establishment , che gestisce le testate nucleari del Regno Unito; la Royal Mail ed il Contractor della difesa americana Lockheed Martin. Le tabelle di routing, dette “traceroute”, sono facilmente consultabili, in quanto pubbliche, perciò è stato semplice verificare esattamente quando e come è avvenuto il dirottamento del percorso. il Ministero della Difesa russo ha aperto una indagine sull’accaduto. L’incarico è stato affidato all’FSB in collaborazione con il laboratorio Kaspersky, Лаборатория Касперского, un’azienda con sede a Mosca specializzata in prodotti per la sicurezza informatica.
martedì 31 marzo 2015
Assad: le crisi in Siria e Ucraina sono state causate per indebolire la Russia
“Le crisi in Siria e in Ucraina sono stati causate per indebolire la Russia e creare Stati fantoccio”. Lo ha dichiarato il presidente siriano Bashar al Assad che non esclude la creazione di una base militare russa nel porto di Tartus, dove attualmente si trova un supporto tecnico della Marina russa.
Secondo il presidente della Siria, le cui dichiarazioni sono state raccolte durante un incontro con otto agenzie di stampa e mass-media russe a Damasco, la crisi siriana e quella ucraina si somigliano:“In primo luogo, perché entrambi i paesi sono importanti per la Russia. In secondo luogo, perché in entrambi i casi l’obiettivo è quello di indebolire la Russia e creare stati fantoccio”.
Damasco, poi, “non sarebbe contraria” alla decisione di Mosca di convertire il suo punto di appoggio materiale e tecnico della Marina russa nella città siriana di Tartus. “La decisione – ha evidenziato – dipende solo dai piani militari e politici della Russia”.
giovedì 26 marzo 2015
Sanzioni alla Russia: persi altri 236 milioni di euro!
A FEBBRAIO, ALTRA CATASTROFE DEL MANCATO EXPORT IN RUSSIA: DANNI PER 236 MILIONI DI EURO (PIU' 1,25 MLD DA AGOSTO 2014)
Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia sono crollate del 29 per cento nel mese di febbraio, per una perdita di circa 236 milioni di euro. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio extra Ue.
Dai dati è evidente - precisa la Coldiretti - che le tensioni politiche hanno avuto riflessi anche sugli scambi non colpiti direttamente dall'embargo, ma particolarmente significativi per l'Italia.
Resta pesante - sottolinea la Coldiretti - il bilancio per i prodotti interessati direttamente dal blocco scattato dal 7 agosto che ha sancito il divieto all'ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce.
Ai danni diretti - evidenzia la Coldiretti - vanno aggiunti quelli indiretti determinati dalla diffusione sul mercato russo di imitazioni low cost dei prodotti italiani che rischiano di scalfire l'immagine dei prodotti originali nel tempo, dal parmesan al provolone, dalla mozzarella al salame.
Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia sono crollate del 29 per cento nel mese di febbraio, per una perdita di circa 236 milioni di euro. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio extra Ue.
Dai dati è evidente - precisa la Coldiretti - che le tensioni politiche hanno avuto riflessi anche sugli scambi non colpiti direttamente dall'embargo, ma particolarmente significativi per l'Italia.
Resta pesante - sottolinea la Coldiretti - il bilancio per i prodotti interessati direttamente dal blocco scattato dal 7 agosto che ha sancito il divieto all'ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce.
Ai danni diretti - evidenzia la Coldiretti - vanno aggiunti quelli indiretti determinati dalla diffusione sul mercato russo di imitazioni low cost dei prodotti italiani che rischiano di scalfire l'immagine dei prodotti originali nel tempo, dal parmesan al provolone, dalla mozzarella al salame.
Iscriviti a:
Post (Atom)
loading...
loading...











