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domenica 22 maggio 2016

Gli addomesticati (che non sono i 4 zampe...)

http://sapereeundovere.com/wp-content/uploads/2015/12/2461.jpgby Sam Bellamy

Nei dizionari della lingua italiana, alla voce “addomesticato” compaiono solitamente due definizioni: la prima, quella più usata e più nota, si riferisce al contesto animale: addomesticare inteso come domare, ammansire un animale ai voleri e all’ educazione dell’uomo.

L’altro significato, più ironico, viene utilizzato per definire atteggiamenti o situazioni falsate, manipolate.

Entrambe le definizioni, però, si prestano ad essere ad essere utilizzate per definire lo stato dell’uomo .

uomo manipolato 3La massa è addomesticata, ammansita, domata, manipolata.

In effetti, l’atto di addomesticare implica un cambiamento in chi lo subisce, che può essere superficiale o invasivo.  Si può passare dallo smussare delle piccole sbavature comportamentali al trasformare completamente l’indole di chi subisce il “trattamento”.

Prendiamo per esempio i cani.

sabato 7 maggio 2016

Trapianto di testa: sperimentazione su scimmie e topi, in attesa di farlo su esseri umani [VIDEO]

La testa trapiantata di una scimmia: l'intervento è stato eseguito in Cina sotto la supervisione di Sergio Canavero, il chirurgo italiano che mira ad effettuare un "trapianto di testa" su un essere umano entro due anni Surgery/Ren/HEAVEN-AHBR (elaborazione: IBTimes Italia)


(Disclaimer: in questo articolo è stata inserita un'immagine che, seppur dimostrativa di una procedura medica, potrebbe colpire la sensibilità di alcuni lettori)
Il trapianto di testa, una chimera che sembrava destinata a rimanere tale, potrebbe essere un passo (anzi, più di uno) vicino alla realizzazione: il chirurgo italiano Sergio Canavero, diventato il volto ufficiale di questo progetto, ha infatti spiegato di aver portato a termine con successo una serie di esperimenti su animali e cadaveri umani con la collaborazione di alcuni scienziati in Cina e Corea del Sud.
L'obiettivo di Canavero è quello di definire un protocollo chirurgico per il trapianto di testa entro due anni in modo da poter procedere all'esecuzione del primo intervento. "Direi che abbiamo molti dati per procedere", spiega il chirurgo. "È importante che la gente smetta di pensare che questo sia impossibile: è assolutamente possibile e stiamo lavorando in questa direzione".

sabato 28 marzo 2015

Maltrattamenti e uccisione animali non sono reati tenui ma crimini

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“La norma sulla ‘tenuita”, in vigore dal 2 aprile, è residuale, inapplicabile di fatto, ai reati contro gli animali. Maltrattamenti e uccisioni non solo continueranno ad essere perseguibili ma non archiviabili nella stragrande maggioranza dei casi anche alla luce del nuovo articolo 131-bis del Codice penale voluto dal Governo e avallato dalla grande maggioranza del Parlamento. I reati contro gli animali rimangono quindi perseguibili d’ufficio e ogni Forza di polizia e’ tenuta a intervenire pena la denuncia per omissione d’atti d’ufficio. Le guardie zoofile continueranno pertanto ad agire per reprimere i reati contro gli animali, dimostrando la gravita’ dei reati in ogni occasione”.
Lo dice l’Oipa, l’Organizzazione internazionale Protezione animali, a proposito del decreto di Depenalizzazione. Per l’Oipa si tratta “di un brutto articolo, proposto per ottenere, forse, una giustizia più veloce dando pieno mandato alle Procure di sfoltire i procedimenti per le previsioni fino a cinque anni di reclusione; ma non è una depenalizzazione e peraltro vede fra le pochissime eccezioni all’applicazione della ‘tenuità del fatto’ i motivi abietti o futili, la crudeltà, ‘anche in danno di animali’.” In più, “l’obbligo per la Procura di notificare sempre e comunque alla persona offesa, compresi gli Enti che, come le associazioni animaliste, perseguono ‘finalità di tutela degli interessi lesi dai reati contro gli animali’, l’eventuale richiesta di archiviazione permettendo così una strenua opposizione all’istituto anche nei casi più blandi, facendo valere il principio inderogabile di derivazione comunitaria che mai può essere un fatto tenue, ciò che comporta la compromissione della vita e della salute di un singolo animale”, spiega l’Organizzazione.

domenica 22 marzo 2015

ANIMALI sempre piu’ malati con i VACCINI


I Vaccini anche per gli animali sono propinati e suggeriti per cercare di creare e mantenere, anche fra di essi, il mercato dei malati ! Personalmente, ho avuto molti cani ed ho attualmente due cani che non vaccino, e vedo che sono molto piu’ sani degli altri.
I vaccini coprono per tutta la vita, ma dalla salute…..impedendo anche agli animali una vita sana senza vaccini !
 
E’ tutta una grande truffa per fare soldi sulla pelle degli esseri viventi ! …e cio’ vale anche per i vaccini per gli animali da allevamento !
Gli animali allo stato brado NON sono vaccinati eppure quelle malattie non gli vengono, come mai ? ..evidentemente sono piu’ sani di quelli che vanno dal veterinario….
Persino il mangiare per cani e gatti e’ additivato in modo eccessivo per far si che dopo un po’ essi si ammalino…
Diventa sempre più evidente che c’è un retro-pensiero dietro le ondate successive di panico di massa creato negli ultimi anni dal CDC, l’OMS e gli organismi governativi. Siamo stati spaventati dal mangiare carne bovina quando nel Regno Unito e altrove il bestiame ha sviluppato una malattia mortale chiamata BSE o “morbo della mucca pazza”.

martedì 10 marzo 2015

L’antidolorifico del futuro è nel veleno dei serpenti


(m.g.) – Nella loro “crudeltà” i serpenti quando uccidono la vittima, rilasciano anche del veleno che fa da anestetico. In grande di bloccare la sensazione di dolore, il veleno è così efficace che potrebbe essere utilizzato anche in campo medico.

A svelare la particolarità è il British Journal of Pharmacology che ha identificato ben 7 diversi composti in grado di bloccare i canali Nav1.7, cioè molecole fondamentali per far giungere al cervello la sensazione di dolore.

L’analisi di queste molecole, ha permesso ai ricercatori di compiere lo stesso tipo di ricerca su 206 tipi di ragni scoprendo che, nel 40% dei casi, c’è almeno una sostanza in grado di bloccare il dolore.

mercoledì 4 marzo 2015

ALLARME OLIO DI PALMA: LO ASSUMIAMO TUTTI, ECCO LA LISTA SI TROVA IN MOLTISSIMI PRODOTTI



E’ allarme olio di palma: “Italia letteralmente invasa”. Rabbia Coldiretti: “L’importazione è aumentata del 19%. Nel 2014 acquistati 1,7 miliardi di chili”. L’accusa: “L’Unione europea decide di intervenire per far aumentare le importazioni di un prodotto di dubbia qualità”


“Aumentano del 19 per cento le importazioni di olio di palma in Italia per un quantitativo record che ha superato addirittura 1,7 miliardi di chili nel 2014, un primato negativo mai raggiunto prima”. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che lancia l’allarme “sull’invasione di un prodotto sotto accusa dal punto di vista nutrizionale e ambientale, proprio nella patria dell’olio extravergine di oliva e della dieta mediterranea”.
DOVE SI TROVA – Sottolinea la Coldiretti: “L’olio di palma per il basso costo e la scarsa informazione tende a sostituire grassi più pregiati praticamente ovunque ed anche in alimenti per bambini come biscotti, merendine, torte e addirittura nel latte per neonati, con quantitativi importati in Italia che sono aumentati di dieci volte negli ultimi 15 anni, ma che ora si possono riconoscere dall’etichetta”.
I RISCHI – “Alle preoccupazioni per l’impatto sulla salute a causa dell’elevato contenuto di acidi grassi saturi si aggiungono peraltro quelle dal punto di vista ambientale perché l’enorme sviluppo del mercato dell’olio di palma sta portando al disboscamento selvaggio di vaste foreste senza dimenticare l’inquinamento provocato dal trasporto a migliaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione”.
L’ACCUSA – La Coldiretti denuncia: “In altre parole l’Unione europea decide di intervenire per far aumentare le importazioni di un prodotto di dubbia qualità che peraltro fa concorrenza sleale al burro e all’olio extravergine di oliva europei sostituendoli nei dolci, nelle pizze, nella panetteria, industriale ed artigianale.

mercoledì 25 febbraio 2015

VUOI SALVARE IL PIANETA DAL COLLASSO ECOLOGICO ? DIVENTA VEGANO!


veganhedges

DI CHRIS HEDGES
truthdig.com

Il mio atteggiamento verso il diventare un vegano era simile all’atteggiamento di Agostino verso il diventare casto – “Dio mi conceda l’astinenza, ma non ancora.” Ma con la zootecnia come causa principale dell’estinzione delle specie, inquinamento delle acque, zone morte nell’oceano e distruzione dell’habitat, e con la morte in aumento dell’ecosistema sempre più affermata, diventare vegani è il cambiamento più importante e diretto che possiamo fare nell’immediato per salvare il pianeta e le sue specie. La prima è stata mia moglie– che era il motore dietro i cambiamenti della nostra famiglia – e io ho seguito.


La zootecnia è la maggiore responsabile delle emissioni di gas serra in confronto all’insieme dei trasporti in tutto il mondo – macchine, camion, treni, navi e aerei. Il bestiame e i loro rifiuti e le flatulenze rappresentano almeno 32 000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno, vale a dire il 51% delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Il bestiame causa il 65% di tutte le emissioni di ossido di azoto, un gas serra 296 volte più distruttivo dell’anidride carbonica. I raccolti coltivati per nutrire il bestiame consumano il 56% dell’acqua usata negli Stati Uniti. L’80% del raccolto di soia al mondo è cibo per animali, e la maggior parte di questa soia è coltivata su terreni ripuliti che una volta erano foreste pluviali.
Tutto questo sta avvenendo mentre una stima di 6 milioni di bambini nel pianeta muoiono ogni anno di fame e mentre la fame e la malnutrizione riguardano un ulteriore miliardo di persone. Negli Stati Uniti il 70% del grano che coltiviamo va ad alimentare il bestiame allevato per il consumo.
Le risorse naturali usate per produrre perfino la minima quantità di derivati animali stanno vacillando – 1000 galloni di acqua per produrre 1 gallone di latte. A questo si aggiunge l’enorme disboscamento e altre distruzioni di foreste, specialmente in Amazzonia – dove la distruzione delle foreste è salita al 91% - e ci ritroviamo a saccheggiare mortalmente i polmoni della terra principalmente a beneficio dell’industria della zootecnia. Le nostre foreste, specialmente le nostre foreste pluviali, assorbono l’anidride carbonica dall’atmosfera e la scambiano per l’ossigeno: Uccidere le foreste è una sentenza di morte per il pianeta. I terreni dedicati esclusivamente all’allevamento di bestiame ora rappresentano il 45% della quantità di terreni sulla terra.
E questo non include l’assalto agli oceani, dove tre quarti delle industrie ittiche di base del mondo sono state eccessivamente utilizzate e vaste parti dei mari rischiano di diventare zone morte.
Noi possiamo, diventando vegani, rifiutare di essere complici della tortura di miliardi di animali per il profitto aziendale e possiamo avere benefici ben documentati per la salute associati ad una dieta vegetale, specialmente nelle aree con malattie al cuore e cancro.

sabato 21 febbraio 2015

Stanno massacrando anche i fiumi e nessuno fa niente!!! ALLARME!


A.R. per nocensura.com

Vi segnaliamo la denuncia pubblicata oggi da ilsecoloxix.it circa la pesca selvaggia ed illecita nel fiume Po ad opera di bande dell'est Europa che contrabbandano pesce. Per pescare utilizzano tecniche devastanti per la flora e per la fauna. OCCORRE CHE LE AUTORITA' INTERVENGANO SERIAMENTE! Ma purtroppo, mentre in alcune regioni del sud i forestali sono in forte esubero (1) migliaia di uomini impiegati in pochi km di territorio, il Corpo Forestale dello Stato è sottodimensionato, e più volte il governo ne ha ventilato la chiusura e l'accorpamento nella Polizia.

(1) Una precisazione: i forestali in esubero in certe regioni sono quelli assunti dalla Regione, ovvero dall'amministrazione regionale, e non dallo Stato. Molti confondono i forestali regionali con il Corpo Forestale dello Stato: non è la stessa cosa, ne abbiamo parlato qui.


I predatori del Po: le bande dell’est che massacrano il fiume

Cacciati dalla valle del Danubio, come antichi barbari hanno trovato un’altra terra da depredare. Anzi, un altro fiume. Il Po. Sono i circa 200 bracconieri di origine romena che stanno distruggendo l’ecosistema più grande fiume italiano in nome di un business illegale e feroce, condotto con metodi da Far West. E che lo Stato non riesce a fermare.
L’allarme dei “predatori del Po” viene rilanciato oggi a Gonzaga, provincia di Mantova, a “Carpitaly”, convegno nazionale dedicato alla pesca sportiva. E dove quest’emergenza è al centro di uno dei dibattiti più attesi. «Parliamo di bracconaggio 2.0 – spiega Roberto Ripamonti, mito della pesca sportiva italiana e divulgatore televisivo – perché qui non siamo ai vecchi, romantici fenomeni di pesca illegale che non lasciavano tracce sugli ecosistemi». LEGGI TUTTO sul sito del Secolo XIX
Come si evince dall'articolo, la situazione è grave: si tratta di un business colossale per i contrabbandieri, ai quali delle sorti del fiume, della flora e della fauna di certo non interessa niente. Devono essere fermati, e vista la gravità della situazione, sarebbe necessaria l'istituzione di una task force, composta da uomini delle forze dell'ordine e dell'esercito, da affiancare al Corpo Forestale.  Devono essere fermati!

Sono rimasto esterrefatto apprendendo questa notizia. Che mi fa arrabbiare non poco. Ormai l'Italia è sotto attacco concentrico: qui non si salva niente, NEMMENO I PESCI DEL PO!

Siamo allo sfascio... "state sereni" un cazzo!


A.R. per nocensura.com

Fonte: nocensura

PS: la foto in alto è di repertorio, non legata al caso citato. 

sabato 24 gennaio 2015

I parassiti intestinali, piu' diffusi di quanto si creda

SINTOMI E SOLUZIONI PER PARASSITI INTESTINALI 

Se si pensa che i parassiti intestinali siano poco diffusi, si sta commettendo un grave errore. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ci sono almeno 3 miliardi di persone che soffrono di questo problema e non tutte vivono in Paesi poveri.

Le principali specie parassitarie che si trovano nell’intestino comprendono i Nematodi (ascaridi, ossiuri, anchilostomi) e i Cestodi (tenie e botriocefali). I parassiti intestinali possono essere trasmessi ingerendone le uova, magari nutrendosi di carni crude o poco cotte oppure entrando in contatto con animali che ne sono già affetti. Ma esistono anche altre condizioni che possono aumentare il rischio di contrarre parassiti intestinali, come visitare zone con uno scarso servizio igienico-sanitario, avere un sistema immunitario debole.

I parassiti intestinali impediscono che il cibo che mangiamo venga assorbito correttamente dal corpo, oltre a impedire un corretto smaltimento delle tossine rilasciate nel flusso sanguigno. Infezioni gravi possono causare una occlusione intestinale che impedisce al cibo, liquidi e gas di fluire in modo normale. E mentre il nostro organismo cerca di proteggersi attivando il sistema immunitario, nel nostro corpo si presentano delle fastidiose infiammazioni.

Ecco alcuni sintomi da tenere sotto controllo che possono rivelare la presenza nell’organismo di parassiti intestinali.

  • Voglia eccessiva di cibo o, al contrario, perdita di appetito
  • Perdita di peso
  • Mal di stomaco
  • Stipsi, diarrea, o altri sintomi della sindrome dell’intestino irritabile
  • Fluttuazioni di zucchero nel sangue
  • Disturbi della pelle, come prurito acuto intorno al retto e ad altre parti del corpo, eruzioni cutanee
  • Ansia e depressione
  • Disturbi del sonno
  • Dolori muscolari o alle articolazioni
  • Fatica e stanchezza
  • Carenza di ferro o anemia
  • Disturbi del sistema immunitario con un numero eccessivo di infezioni batteriche, fungine o virali
  • Diminuzione del desiderio sessuale
  • Sangue nelle feci
  • Nausea o vomito
Come trattare i parassiti intestinali

venerdì 23 gennaio 2015

Green Hill chiese all'Fbi di spiare gli animalisti

Da bresciaoggi.it

L'Fbi doveva «spiare» gli animalisti impegnati nella mobilitazione di protesta contro l'allevamento di beagle destinati alla vivisezione di Montichiari.
Agli investigatori federali degli Stati Uniti, Green Hill aveva richiesto attraverso la casa madre Marshall anche una sorta di schedatura dei dipendenti. La società temeva che fra gli addetti si potesse infiltrare una «talpa» incaricata di girare informazioni e immagini compromettenti dall'interno dell'allevamento alle associazioni e alle istituzioni che chiedevano a gran voce la chiusura della struttura.
Il clima da intrigo internazionale sospeso fra il surreale e l'inquietante, emerge dal fitto scambio di e-mail tra i funzionari di Green Hill, un carteggio sequestrato dalla procura nel corso dell'inchiesta al centro del processo che si chiuderà il 23 gennaio. Il contenuto dei messaggi di posta elettronica è stato rivelato nella sostanza l'altro ieri dalla requisitoria del pm Ambrogio Cassiani. Il coinvolgimento dell'Fbi spunta nelle e-mail a cavallo del blitz degli animalisti del 28 aprile 2012.

giovedì 22 gennaio 2015

Squalo preistorico con 300 denti pescato in Australia FOTO, VIDEO



Uno squalo preistorico con 300 denti è stato pescato nel lago di Entrance a circa 200 miglia da Melbourne da un peschereccio. La bestia viveva ad una profondità di circa 700 metri sotto il livello del mare. Lungo circa due metri e di colore marrone scuro, questo squalo ha una forma simile a una anguilla. La razza è soprannominata “fossile vivente” e risale a 80 milioni di anni fa. Si tratta del primo avvistamento di sempre di un esemplare ancora in vita. Con i suoi 300 denti ha una presa mortale che gli permette di non farsi scappare le prede. I pescatori, alla sua vista sono rimasti letteralmente scioccati.


Squalo preistorico con 300 denti pescato in Australia 03

venerdì 16 gennaio 2015

PERCHÈ STANNO MORENDO COSÌ TANTI ANIMALI? UN FENOMENO DI SCALA GLOBALE!!!

Secondo i ricercatori, le morti di massa sono oggi più frequenti che mai rispetto alla storia del pianeta. Anche se non sono letali come un'estinzione, le morie di massa possono uccidere fino al 90% degli individui di una specie. Ma perché accadono? Tra le cause le modificazioni climatiche e territoriali dovute all'uomo; nei casi più gravi possono essere implicate molteplici cause.


Negli ultimi settant’anni, le morti di massa animali sono aumentante in frequenza esponenzialmente.
A rilevarlo è uno studio condotto in collaborazione da tre istituti statunitensi (l’Università di San Diego, l’Università di Yale e l’Università della California, Berkley) e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.
La ricerca ha sottolienato come tali eventi siano decisamente in aumento tra gli uccelli, i pesci e gli invertebrati marini, con il rischio di uccidere fino al 90% degli individui di una specie.
I ricercatori hanno esaminato i casi di morie animali di massa documentati nella letteratura scientifica. Anche se esistono sporadici studi che risalgono al 1800, l’analisi degli studiosi si è concentrata sul periodo a partire dal 1940 ad oggi.
Ma cos’è una “moria di massa”? Il termine indica l’evento che si verifica in una specie quando muore una grande percentuale dei suoi individui in un breve lasso di tempo. Sebbene si trattava, fino a poco tempo fa, di eventi rari, essi sono in grado di decimare una specie fino all’estinzione.
Lo studio, infatti, indica che l’enigmatico fenomeno è drammaticamente aumentato in frequenza negli ultimi decenni. Le ragioni che possono innescare una moria sono diverse e concatenate fra loro, come la devastazione ambientale dovuta all’uomo, la quale però rappresenta solo una parte del problema.
Nel complesso, si è notato che la malattia sembra essere il principale colpevole, rappresentando il 26 per cento delle cause di morie di massa. Gli effetti diretti legati all’attività umana, come la contaminazione ambientale, è causa, invece, del 19 per cento delle morie.
La biotossicità innescata da eventi come la proliferazione di alghe rappresenta una quota significativa di morie, così come i processi legati direttamente ai cambiamenti climatici, come condizioni meteorologiche estreme, stress termico, carenza di ossigeno e fame, fattori che aggregati raggiungono il 25 per cento delle cause.
“Lo studio rappresenta il primo tentativo di quantificare i modelli nella frequenza, nell’ampiezza e le cause di tali eventi di morie di massa”, spiega la dottoressa Stephanie Carlson, docente associata presso il Dipartimento di Scienze Ambientali della UC Barkeley e autrice dello studio. “La natura catastrofica delle improvvise morie animali di massa è in grado di catturare l’attenzione umana”.
Lo studio ha rivelato che il numero di eventi di morte di massa è aumentato di circa un evento all’anno negli ultimi 70 anni.
“Anche se potrebbe sembrare poco, l’aggiunta di un evento di mortalità di massa all’anno per oltre 70 anni si traduce in un notevole aumento del numero di eventi”, spiega il dottor Adam Siepielski, assistente alla cattedra di biologia dell’Università di San Diego e coautore dello studio.
Al di là delle statistiche, lo studio suggerisce che il nostro pianeta sta subendo cambiamenti drammatici nella sua ecologia, in parte determinati dall’avidità dell’uomo rispetto alle risorse naturali, in parte determinata da eventi che non sono ancora stati compresi fino in fondo.

Fonte: ilnavigatorecurioso.it 



mercoledì 14 gennaio 2015

Chi ha detto che le galline sono stupide?

galline
Chi ha detto che le galline sono stupide?
Invasi dai luoghi comuni basati su false credenze e modi di dire, abbiamo fatto una selezione totalmente arbitraria secondo la quale solo alcuni animali devono essere curati e protetti perché particolarmente intelligenti; altri invece, un po’ stupidi, sporchi e meno belli, diventeranno cibo, quindi non vale la pena occuparsene in alcun modo.
E invece basterebbe una veloce ricerca per scoprire proprio sulle galline cose meravigliose che soltanto chi ha la fortuna di condurre una vita di campagna in loro compagnia può osservare con i propri occhi; ma ormai questi animali hanno raramente la possibilità di esprimere le loro caratteristiche, anche le più semplici, perché costrette ad una vita infernale.
Se solo provassimo ad assecondare il corso naturale degli eventi scopriremmo la dolcezza di una mamma che canta ai pulcini ancora all’interno delle uova e, come il bimbo che, ancora all’interno della pancia, col piedino fa sentire di esserci, i pulcini rispondono cantando anche loro dall’interno del guscio cominciando così, immediatamente, a comunicare con la loro madre impaziente di vederli.
gallina_con_pulcini
La comunicazione è fondamentale all’interno delle grandi società che le galline creano perché ognuna di esse ricopre un ruolo ben preciso scelto per la gallina in base alle caratteristiche della sua personalità.
Così si sviluppa una gerarchia al vertice della quale stanno le galline più sveglie e carismatiche, seguite subito da coloro che si occupano dell’organizzazione del gruppo e della divisione dei ruoli al suo interno, poi ancora le galline un po’ più timide, sono le più giovani e non sanno ancora cavarsela bene, ma a proteggerle ci saranno le galline più forti che renderanno il gruppo sicuro e invincibile.
All’interno di una tale organizzazione i pulcini crescono tranquilli, costantemente accuditi dalle mamme che insegnano loro le regole per sopravvivere, rispettando sempre la loro unicità, perché ognuno di loro, col tempo, quando avrà ben delineato il proprio essere, sarà collocato a svolgere un’importante attività per il costante sviluppo della popolazione.

sabato 10 gennaio 2015

2500 aghi nella schiena come forma di protesta contro la corrida FOTO e VIDEO

2500 aghi nella schiena come forma di protesta contro la corrida FOTO e VIDEO

CARTAGENA (COLOMBIA) – 2500 aghi nella schiena come forma di protesta contro la corrida: questa la scelta dell’attivista Fanny Pachón, che dal 2013 lotta per la difesa dei tori. Secondo quanto riportato da El Universal, la donna si è sottoposta alla tortura volontaria in una delle piazze della città. (PER VEDERE IL VIDEO CLICCA QUI).
“Cartagena è la città numero uno della Colombia per quel che riguarda il maltrattamento degli animali. Ci stiamo combattendo da un po’. Ci siamo battuti per i cavalli, i cani e ora i tori”, spiega l’attivista.

giovedì 8 gennaio 2015

Sparito il 99% della plastica nei mari: è stata mangiata dai pesci?

Sparito il 99% della plastica e dei rifiuti nei mari: è stata mangiata dai pesci?

Il 99% dei rifiuti di plastica nei mari è sparito, che fine ha fatto?

La plastica e i rifiuti che ogni anno finiscono nei mari, negli oceani, è a dir poco impressionante: si stima che siano intorno alle 300.000 tonnellate l’anno, vale a dire lo 0,1% circa dei rifiuti totali di plastica che produciamo ogni anno nel mondo, che sono ben 300 milioni di tonnellate. E questo a partire dal 1970.
La plastica più diffusa nei mari? Il polietilene e polipropilene, cioè quella che usiamo tutti i giorni come contenitore per bevande e cibo, e quella dei giocattoli.
Questo perchè i rifiuti vengono trasportati dai fiumi o dalle alluvioni che spazzano le coste, o perchè gettati in acqua dal personale delle navi.
polietilene e polipropileneMa quello che lascia veramente esterefatti è che, stando ai campionamenti effettuati in varie parti del globo, si stima che nei mari di tutto il mondo galleggino circa40.000 tonnellate di plastica.
E il dato non torna. No, perchè, a conti fatti, sulla base di quanto detto prima, nei mari di tutto il mondo oggi dovrebbero esserci almeno un milione di tonnellate di plastica, e non circa 40.000 come stimato.

sabato 3 gennaio 2015

10 buoni motivi per non mangiare salmone

http://youtu.be/ghEclsqiiPQ

10 buoni motivi per non mangiare salmone

(Video: Natalino Balasso)
Ormai è sempre più difficile pescare salmone selvatico, dato che lo stock dell’Atlantico è in estinzione e quello del Pacifico è in declino. Il salmone che finisce sulle nostre tavole è, quasi sempre, salmone d’allevamento intensivo, che, spiega Slow Food, “non costituisce una buona alternativa, né per noi, né per ambiente ed ecosistemi“. Lo scienziato americano David O. Carpenter in un articolo del 2004 affermava che “bisogna evitare il salmone come la peste” e una dottoressa norvegese, Anne-Lise Bjørke Monsen, ha rischiato la carriera per averne sconsigliato il consumo a bambini e mamme. Secondo l’associazione, la cui missione è “ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi” ci sono almeno 10 motivi per cui non dovremmo mangiare salmone d’allevamento. Eccoli di seguito:
1) Negli allevamenti intensivi i reflui non vengono mai lavati via e si lasciano semplicemente cadere attraverso le reti. Pensateci, è come se non cambiaste mai la sabbietta al vostro gattino… Il risultato sono migliaia di tonnellate di escrementi e rifiuti che si depositano nel fondale intorno agli allevamenti che non vengono mai rimossi.

lunedì 29 dicembre 2014

Il terrore viene dal mare

Due esemplari catturati al largo di Amantea
Di Roberto De Santo

Alcuni pescatori hanno catturato a Campora San Giovanni 14 tonnetti malformati. Una vicenda che richiama quanto accaduto lo scorso anno al largo di Fiumefreddo

Due esemplari catturati al largo di Amantea

AMANTEA Se non è ancora allarme, poco ci manca. Ma l’ipotesi che qualcosa nei fondali del Tirreno cosentino stia accadendo sembra sempre più prendere consistenza e forma. Nelle scorse settimane e per due pescate di seguito, al largo di Campora San Giovanni, alcuni pescatori locali hanno catturato quattordici esemplari di tonnetti “alletterati” (una delle specie di tonno più diffuse nel Mediterraneo, la peculiarità sta nella colorazione azzurro-bluastra sul dorso), tutti con una malformazione alla colonna vertebrale. A destare preoccupazione, soprattutto, la circostanza della ripetitività delle catture nella stessa zona. I pescatori amatoriali, infatti, allarmati dalla strana conformazione dei primi 12 tonnetti catturati, sono ritornati nei pressi dello specchio d’acqua – nei pressi del porto della popolosa frazione di Amantea – dove avevano abboccato i pesci e lì ne hanno raccolto altri due trovandoli anch’essi con la stessa anomalia.
Una vicenda che si tinge decisamente di nero alla luce di un’altra storia simile segnalata dal Corriere della Calabria lo scorso anno, quando a settembre del 2013 altri pescatori amatoriali catturarono – non lontano dalla costa di Fiumefreddo Bruzio e dunque a pochi chilometri di distanza da Campora – altri esemplari sempre della stessa specie e con l’identica malformazione scheletrica: la spina dorsale bifida.

domenica 28 dicembre 2014

Caramelle gommose, la gelatina ottenuta con le ossa degli animali


Si chiama 'colla di pesce' e non tutti sono a conoscenza di questo ingrediente

Oltre ad essere ricche di glucosio, zucchero e destrosio e aromi le caramelle gommose spesso contengono anche un ingredienti di cui non tutti sono a conoscenza, la gelatina E441, erroneamente chiamata anche “colla di pesce”, in quanto si tratta di un prodotto ottenuto da parti animali come ossa, legamenti e pelle. Leggiamo sul sito Retesi24:

“Hanno forme e colori allegre e rassicuranti e mettono di buon umore solo a vederle. Le caramelle gommose sono la passione di tante bambine e tanti bambini, e non solo. Tuttavia, anche se non tutti lo sanno, questi particolari tipi di dolci non sono fatti di solo zucchero ma, incredibilmente, molto spesso anche di ingredienti di origine animale.

In alcune delle caramelle in commercio infatti si legge, tra gli elementi contenuti, la sigla E441 che sta ad indicare una gelatina animale chiamata “colla di pesce” che, a dispetto del nome è ricavata normalmente dalle ossa di maiali ed altri animali d’allevamento. Inoltre,un’inchiesta di Altroconsumo di qualche anno fa dimostrò la presenza, in alcuni dei 35 tipi di caramelle gommose prese in oggetto, la presenza di coloranti. In alcuni casi fino a cinque tipi di coloranti diversi nello stesso prodotto, sebbene in quantità mai superiori ai limiti di legge.

sabato 27 dicembre 2014

Come aiutare i cani che hanno paura dei botti di Capodanno

Come aiutare i cani che hanno paura dei botti di Capodanno.

in foto: Una tana sicura aiuta il nostro cane a calmarsi
[Foto di Randy Robertson]
Ogni anno è la stessa storia, centinaia di cani terrorizzati non vogliono uscire di casa o rischiano di essere investiti perché scappano quando sentono il rumore dei petardi. Cosa possiamo fare per aiutare il nostro migliore amico a 4 zampe?

Metodi per aggirare l'ostacolo

Ognuno ha il proprio metodo, chi trascorre la notte di Capodanno in auto, lontano dai fuochi d'artificio, chi più fortunato riesce a trascorrere qualche giorno in montagna o campagna isolato dai rumori e chi ancora alza al massimo il volume della televisione nella speranza di coprire i botti. Di certo queste soluzioni possono aiutarvi sul momento, se siete fortunati, ma non sempre sono attuabili, e i rumori non possono essere sempre previsti, dobbiamo dunque prevenire oltre che curare.

Prevenzione al trauma

lunedì 22 dicembre 2014

Granchi del cocco: crostacei mostruosi che si arrampicano sugli alberi

Quando si parla di creature marine strane e terrificanti, i granchi giganti sono al primo posto. Tuttavia vi è un altro tipo di granchio gigante che vive sulla terraferma che tecnicamente non dovrebbe essere inserito nella lista.
Si tratta del granchio del cocco. A pensarci bene, il fatto che viva sulla terraferma lo rende probabilmente molto più terrificante dei suoi cugini di mare. Ti farà gelare il sangue!

Il granchio del cocco è una specie di granchio eremita, ma molto più grande. Può crescere fino a quasi 1 metro di lunghezza, arrivando a pesare anche 6 kg.

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Godono di ottima salute e possono vivere anche fino a 60 anni.

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Il suo nome è dovuto alla passione che questa creatura ha per le noci di cocco.

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