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mercoledì 24 dicembre 2014

PIOGGIA RADIOATTIVA DI ROTTAMI SPAZIALI SULLA TERRA

di Gianni Lannes - Come se non bastassero le scie chimiche di aerei fantasma, l'aria è inquinata anche dalla ricaduta sul pianeta Terra di scarti nucleari (scorie e rifiuti) messi in orbita dalle super potenze. Lo Spazio orbitale - una fascia compresa fra i 250 e i 36.850 chilometri di altezza - è ormai una discarica nucleare che ricade sul globo terrestre.

Da quando nel 1957 l’Unione Sovietica mise in orbita lo Sputnik, conquistando il primo biglietto verso lo spazio, la presenza nel cosmo di rottami d’ogni genere è cresciuta a livello esponenziale. Tanto che oggi si possono contare intorno al nostro pianeta circa 4 mila satelliti di cui solo il 6 per cento è attivo. Mentre nelle regioni più remote del sistema solare continuano a vagare oltre 200 sonde interplanetarie. Addirittura una sessantina di satelliti russi alimentati ad energia nucleare ormai disattivati e alla deriva perdono liquido refrigerante. 

Nell’atmosfera terrestre, infatti, sono state scoperte da un gruppo di ricercatori della Nasa circa 80 mila sferette di sodio radioattivo grandi un centimetro, ed oltre 3 milioni di goccioline superiori al millimetro che ci stanno lentamente piovendo addosso. Non è tutto: ci sono anche i Cosmos: i satelliti dell’ex Urss, alimentati con generatori termoelettrici a radioisotopi di plutonio (Rtg), che hanno provocato - almeno ufficialmente - due situazioni di emergenza. Nel 1978 ne cadde uno (Cosmos 954) nel Nordovest del Canada impegnando anche gli USA in un vasto programma di recupero. Nel 1983 invece scattò l’allerta, in Italia, poiché uno di questi modelli scese in picchiata sull’Atlantico dieci minuti dopo aver sorvolato la Lombardia. 

mercoledì 3 dicembre 2014

25 immagini che vi faranno rivalutare la vostra intera esistenza

“E’ stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere.
Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.” - Carl Sagan

1. Questa è la Terra! Qui è dove vivete

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2. E questi sono i vostri vicini, i pianeti del Sistema Solare

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3. Questa è la distanza, in scala, tra la Terra e la Luna. Non sembra così lontana, vi pare?

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4. Pensate solo a questo. Nella distanza tra la Terra e la Luna si possono inserire comodamente tutti i pianeti del nostro Sistema Solare

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5. Ma parliamo dei pianeti. Quella piccola macchiolina verde è il Nord America se posizionato su Giove

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domenica 2 novembre 2014

I 10 pianeti dell'universo conosciuto più simili alla terra


La NASA ha divulgato un piccolo catalogo contenente la lista dei pianeti extrasolari potenzialmente adatti ad ospitare la vita: questi “esopianeti” o pianeti extrastellari sono così denominati perché situati al di fuori del nostro sistema solare ed orbitanti intorno ad una stella diversa dal nostro Sole.
Ad oggi, il numero degli “esopianeti” conosciuti e confermati ha raggiunto quota 1821 mentre 1135 sono i sistemi solari individuati, molti dei quali multipli.
Tra questi pianeti potenzialmente adatti ve ne sono una “decina” che hanno, rispetto a tutti gli altri, maggiori potenzialità e quindi probabilità di ospitare la vita.
Vediamo, nel dettaglio, quali sono:

KEPLER-186F


E’ l’esopianeta più simile alla Terra trovato nella cosiddetta “fascia abitabile” della sua stella ospite. Situato a circa 490 anni luce da noi è poco più grande del nostro pianeta e probabilmente formato da rocce.

GLIESE-581G

Il colosso giapponese: "Nel 2050 andremo nello spazio in ascensore"


Non è fantascienza (anche se sembra all’altezza delle migliori fiction) ma una probabile realtà del prossimo futuro.

Il colosso industriale giapponese Obayashi ha annunciato alcuni giorni fa di poter costruire, entro il 2050, un vero e proprio ascensore spaziale che ci porterà fuori dell’atmosfera. Lungo 96 mila chilometri sarà alimentato da motori magnetici che faranno muovere apposite navette robot, piene di merci e persone, verso una stazione spaziale di nuova generazione che sarà raggiungibile in circa una settimana.

Secondo questo gigante delle costruzioni, non si tratta di fantasie ma di una realtà che sarà resa possibile grazie ad innovative nanotecnologie basate sul carbonio. Attraverso queste nuove tecnologie sarà possibile infatti creare cavi di trazione lunghissimi e soprattutto più resistenti dell’acciaio: “Stiamo studiando la questione per capire quali meccanismi siano necessari per ascendere, ad altitudini diverse, nello spazio e quali sia il miglior sistema frenante”

mercoledì 29 gennaio 2014

Il mistero della (presunta) base aliena sulla luna (Foto, Video)


Da Huffingtonpost.it

Il canale YouTube "Wowforreeel", dedicato principalmente alla pubblicazione di video che testimoniano presunti avvistamenti di UFO, analizza l'ennesimo mistero extraterrestre: sulla Luna ci sarebbe una base aliena. L'ipotesi è stata formulata dopo aver scovato, grazie a Google Moon, lo strumento dell'azienda di Mountain View che consente di esplorare vaste aree del pianeta, uno scintillante triangolo che non sembrerebbe avere niente a che fare con la superficie lunare circostante.
“È soltanto uno strano cratere - ci si chiede nelle ultime ore sul web - O potrebbe essere qualcos'altro? Magari una nave spaziale oppure l'ingresso di una base aliena". Dall'analisi delle immagini l'oggetto "non identificato" in questione dovrebbe avere una base di 125 metri e un'altezza di circa 90 metri. Curiosi i sette puntini che si intravedono sotto il triangolo, che tra l’altro presenta un curioso (poiché preciso) angolo di 90°. Tutti indizi che lascerebbero pensare a una "costruzione" e non a una particolare conformazione del terreno. Sul web, inoltre, fanno notare come la strana “apertura” individuata sulla Luna sia molto simile, per forma e dimensione, a una cavità “sospetta” trovata dai navigatori in Antartide grazie a Google Earth.


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