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venerdì 10 giugno 2016

La marijuana uccide le cellule tumorali, lo ammette US National Cancer Institute



Gli Stati Uniti possono essere a un passo verso la legalizzazione e l’uso ricreativo di marijuana, soprattutto ora che il National Cancer Institute (NCI)
ha aggiornato il suo sito nella sezione FAQ (domande e risposte) per includere gli studi comprovanti che la cannabis possa essere riconosciuta come un rimedio naturale per il cancro.



La marijuana uccide le cellule tumorali? 

Come riporta Infowars, NCI ha aggiornato la sua pagina per includere vari studi che rivelano come la cannabis “può inibire la crescita del tumore, e come la Marijuana uccide le cellule tumorali,provocando esattamente la morte delle cellule, bloccando la crescita delle cellule, e bloccando lo sviluppo dei vasi sanguigni necessari per i tumori per crescere”, e nel frattempo proteggendo cellule normali e sane.

l’NSC ha dichiarato:

“Uno studio di laboratorio di cannabidiolo (CBD) di recettori estrogeni positivi hanno dimostrato che le cellule del cancro al seno che sono negativi dei recettori degli estrogeni causano la morte delle cellule tumorali mentre ha scarso effetto sulle cellule normali del seno. Gli studi in modelli murini di cancro al seno metastatico hanno dimostrato che i cannabinoidi possono diminuire la crescita, il numero, e la diffusione dei tumori. ”

L’elenco completo fornito dal National Cancer Institute continua:

I cannabinoidi possono inibire la crescita del tumore, provocando la morte delle cellule, bloccando la crescita delle cellule, e bloccando lo sviluppo dei vasi sanguigni necessari per i tumori per crescere. Studi di laboratorio e su animali hanno dimostrato che la marijuana uccide le cellule tumorali, proteggendo le cellule normali.
I cannabinoidi possono proteggere contro l’infiammazione del colon e possono avere un potenziale nel ridurre il rischio di cancro al colon, ed eventualmente nel suo trattamento.

Uno studio di laboratorio di delta -9-THC in carcinoma epatocellulare (tumore del fegato), mostrò che le cellule tumorali sono state danneggiate o uccise . Lo stesso studio di delta-9-THC in modelli di cancro al fegato ha dimostrato di avere effetti anti-tumorali. Delta-9-THC ha dimostrato di provocare questi effetti agendo su molecole piccole che possono anche essere trovate a quelle più gravi di cancro ai polmoni e alle cellule del cancro al seno.

Uno studio di laboratorio di cannabidiolo (CBD) di recettori estrogeni positivi e le cellule del cancro al seno negativo dei recettori degli estrogeni ha dimostrato che ha causato la marijuana uccide le cellule tumorali mentre ha scarso effetto sulle cellule normali del seno. Studi del carcinoma mammario metastatico hanno dimostrato che i cannabinoidi possono diminuire la crescita, il numero, e la diffusione dei tumori.
Uno studio di laboratorio di cannabidiolo in cellule di glioma umano ha dimostrato che quando viene somministrato insieme con la chemioterapia, CBD può rendere la chemioterapia più efficace e aumentare la morte delle cellule tumorali senza danneggiare le cellule normali. Gli studi hanno mostrato che CBD insieme con delta-9-THC può rendere la chemioterapia più efficace.

Questi studi sono considerati dal NCI come preclinici. Erano tutti fatti usando animali. Secondo loro, nessuno studio clinico di consumo di cannabis per il trattamento del cancro negli esseri umani è stato mai pubblicato.
Delta-9-THC e altri cannabinoidi stimolano l’appetito e possono aumentare l’assunzione di cibo.
I Recettori dei cannabinoidi sono stati studiati nel cervello, nel midollo spinale, e nelle terminazioni nervose in tutto il corpo per capire il loro ruolo nella riduzione del dolore.
I cannabinoidi sono stati studiati per gli effetti anti-infiammatori che possono svolgere un ruolo nella riduzione del dolore.

Ma non è tutto, nel mese di aprile, il NIDA ha dichiarato:

“La prova da uno studio sugli animali suggerisce che gli estratti della pianta di marijuana possono ridurre una delle più gravi forme di tumori cerebrali. La ricerca nei topi ha dimostrato che questi estratti, se usati con le radiazioni, aumentato gli effetti cancro-uccisione della radiazione stessa. “

Come possono le agenzie governative concludere quanto sopra e la maggiorparte dei paesi al mondo ancora classificano la marijuana come una “droga senza scopi medicinali”? Forse questo video vi illuminerà sui veri motivi.

Nonostante i numerosi benefici dimostrati della marijuana, la maggiorparte dei Governi di tutto il mondo , inclusa l’Italia la mantengono illegale mentre dall’altro lato si approvano la prescrizione di farmaci costosi con più effetti collaterali e con molto meno ricerca.

Tratto da terrarealtime


mercoledì 1 aprile 2015

Cannabis Terapeutica per la Prevenzione dell’Epilessia

Roberto Di Maio è un brillante ricercatore italiano, selezionato per il programma Fellowship Ri.MED attivo presso l’University of Pittsburgh: la Fondazione sta infatti formando capitale umano d’eccellenza per il Centro per le Biotecnologie e la Ricerca  

Biomedica di prossima realizzazione in provincia di Palermo. Grazie alla borsa di studio Ri.MED, dal 2008 il dr. Di Maio sta conducendo a Pittsburgh innovative ricerche nel settore delle neuroscienze. L’ultimo lavoro, pubblicato su “Neurobiology of Disease”, definisce il potenziale terapeutico dei cannabinoidi nella prevenzione dell’epilessia del lobo temporale.

L’epilessia del lobo temporale è la forma di disturbo epilettico più frequente, i cui sintomi si manifestano svariati anni dopo un episodio epilettico acuto, quale ad esempio convulsioni febbrili nell’infanzia. A questo stadio della malattia compaiono danni cerebrali irreversibili, spesso refrattari ai trattamenti antiepilettici convenzionali. Sono quindi di fondamentale importanza gli sforzi di medici e ricercatori rivolti a prevenire l’evento epilettico cronico.
L’idea – spiega il dr. Di Maio – nasce dal fatto che i cannabinoidi possono modulare e bilanciare i meccanismi di eccitabilità neuronale ed agire specificamente sulla funzione dei mitocondri (entrambi fenomeni biologici strettamente correlati al danno neuronale da stress ossidativo ed alla malattia epilettica).

domenica 22 marzo 2015

Coltivare cannabis per un malato? No, è tempo di legalizzarla per tutti

Di Fabrizio Ferrante - Epressonline.net 
Alcuni giorni fa ci siamo "permessi" di osservare un certo sbilanciamento della politica radicale, in fatto di droghe leggere e antiproibizionismo, sul fronte della cannabis terapeutica (clicca qui) chiedendo al movimento che più di ogni altro ha fatto su questo tema, una sorta di ritorno alle origini. Un ritorno alle origini più che mai attuale, alla luce dell'intergruppo voluto da Benedetto Della Vedova (toh, un radicale) che in Parlamento proporrà un testo che mira a legalizzare quanto meno il possesso di droghe leggere anche a scopo ricreativo. Dar forza a questo integruppo con un'azione politica decisa, sarebbe opportuno.
La questione da questo spazio sollevata, poteva anche archiviarsi come lo sfogo di un modestissimo radicale "ignoto" ancorché membro del comitato nazionale, eletto con pochi voti ma spontanei e non di cordata. Eppure, alla luce di una proposta emersa due sere fa nel corso di una riunione – non propriamente pubblica, quindi non ci dilungheremo troppo sui contenuti – a Torre Argentina e rilanciata da alcuni dirigenti radicali sui social network e quindi resa pubblica, riteniamo opportuno tornare sull'argomento radicali e antiproibizionismo sulle droghe per aggiornare il ragionamento.
Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani al quindicesimo giorno di sciopero della fame per amnistia, indulto e questione antiproibizionista alla luce di quanto dichiarato dalla Direzione Nazionale Antimafia, ha proposto a tutte le associazioni locali di coltivare una sola piantina di cannabis, recante il nome di un malato impossibilitato a curarsi, a cui consegnarla al momento opportuno. Una disobbedienza civile sullla cannabis terapeutica che,  a partire dall'iniziativa della segretaria che sarà rilanciata a breve, vuole essere dislocata in tutta Italia. 

domenica 8 marzo 2015

Droghe leggere, lo Stato si arrende: "Legalizzate gli spinelli"

Finalmente una inversione di rotta??? Noi purtroppo non ci crediamo. Gli interessi in ballo sono altissimi, un giro di affari miliardario gestito dai clan mafiosi, che da sempre hanno saldi legami con la politica... speriamo di sbagliarci...


Staff nocensura.com

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Droghe leggere,  lo Stato si arrende: "Legalizzate gli spinelli"
Da liberoquotidiano.it

Lo Stato si arrende alle droghe leggere. La Direzione Nazionale Antimafia lo scrive nero su bianco: è giunto il tempo di legalizzare gli spinelli. In un rapporto di sei cartelle, reso pubblico dal Garantista, la Dna sostiene che nonostante siano state impiegate nel 2014 "enormi risorse umane e materiali" per contrastare il fenomeno in Italia l’anno scorso sono stati immessi sul mercato 3 milioni di kg di cannabis, tra hashish marijuana e piantine. Tradotto in dosi, fanno 200 per ciascuno italiano. Duecento spinelli a testa, vecchi e bambini compresi. Parliamo dunque di qualcosa come 10 miliardi di dosi, o canne, commercializzate ogni anno nel nostro Paese. "Con le risorse attuali", si legge nel rapporto, "non è né pensabile né auspicabile, non solo impegnare ulteriori mezzi ed uomini sul front anti-droga inteso in senso globale, comprensivo di tutte le droghe", ma neppure "tantomeno, è pensabile spostare risorse all’interno del medesimo fronte, vale a dire dal contrasto al traffico delle (letali) droghe pesanti al contrasto al traffico di droghe leggere. In tutta evidenza sarebbe un grottesco controsenso".

sabato 7 marzo 2015

Sai il VERO motivo per cui la canapa è illegale? Nuoce agli interessi di potenti lobbie! Ecco quali

1162Ci fanno credere che la canapa è illegale perchè è una droga, ma la verità è che la legalizzazione potrebbe nuocere alle tasche di potenti lobbie, QUELLE DEL PETROLIO. Ecco perchè...
Si sente spesso parlare rigaurdo la salvaguardia ambientale , ma una volta che vi è la possibilità di sostituire il petrolio con una materia prima naturale ed ecosostenibile, nessuno dice niente o per lo meno nessuno VUOLE dire niente!Va contro gli interessi…
Immaginiamo un mondo senza petrolio. Un mondo senza plastica, asfalto, gasolio, benzina e tutti gli altri prodotti ottenuti mediante la raffinazione del petrolio. Un mondo basato sulle soluzioni, ecologiche, basato su menti ed intelletti nuovi, basato sulla libertà di pensiero.Vivremmo tutti in un ambiente più sano, pulito, privo di inquinamento e libero da tonnellate di rifiuti, molti dei quali tossici. Vivremmo in un Paese non costretto a deforestare per produrre carta.
E se vi dicessi che una soluzione chiara e concreta esiste già? E se vi dicessi che la soluzione si chiama: CANAPA ??!!
Forse non tutti sanno che la Canapa è una grande ed economica risorsa che potrebbe:
  • produrre numerosi tipi di tessuti
  • fabbricare combustibili da biomassa, vernici ecocompatibili e materie plastiche. Sostituendo in questo modo il dannoso petrolio
  • Contribuire a salvare ogni anno milioni di alberi e produrre carta ecocompatibile
  • Sfamare i paesi in via di sviluppo, con l’ausilio dei suoi semi
  • Salvare l’ambiente
  • Produrre materiali per l’edilizia, come tavole
  • Produrre olio naturale biologico
  • Salvare la nostra economia, generando nuovi posti di lavoro e permettendo allo Stato di avere delle nuove entrate e non dipendere più dal riformimento di combustibili dall’estero.
  • Tanto altro ancora

domenica 15 febbraio 2015

CANAPA TERAPEUTICA – FABBRICA MILITARE OPERATIVA A FINE MESE

CANAPA TERAPEUTICA - Fabbrica militare operativa a fine mese
ALLA FINE DI FEBBRAIO I MILITARI INIZIERANNO A COLTIVARE CANAPA TERAPEITICA NELLA FABBRICA MILITARE DI FIRENZE. Lo scopo dell’azienda farmaceutica è coltivare almeno 100 kg di cannabis terapeutica ogni anno. Ruggiero Corcella ha dichiarato, nel corso di una recente intervista: “In base all’accordo di collaborazione siglato il 18 settembre scorso, i ministeri della Salute e della Difesa hanno affidato allo stabilimento il delicato compito di produrre i 100 chilogrammi di cannabis terapeutica l’anno stimati come fabbisogno nazionale (56 i chilogrammi importati nel 2014)”. Il colonnello Antonio Medica ha asserito che entro la fine di febbraio la fabbrica pilota per la cannabis terapeutica sarà operativa: “Dobbiamo partire con una produzione di tipo sperimentale.

giovedì 5 febbraio 2015

In Italia i Cannabis Social Club sono ancora un'utopia


Foto via.
Di Alberto Mucci - VICE
In Italia il dibattito sulla legalizzazione della cannabis è parecchio indietro rispetto a tanti altri paesi. La questione, infatti, è sempre rimasta relegata a una zona d'ombra che ha portato nel migliore dei casi alla cancellazione della Fini-Giovanardi, e nel peggiore alle metriche rap di quest'ultimo.
Da qualche tempo però, forse anche grazie all'osmosi delle iniziative intraprese altrove, sembra che qualcuno abbia iniziato a muovere i primi, timidi passi. Sto parlando di una battaglia legale portata avanti dal basso, con una visione a lungo termine, e legata a una disputa che in Spagna ha avuto successo.
Ho letto qualcosa su questi "primi passi" nel novembre scorso, quando Il Tirreno titolava"A Pisa nasce il Cannabis Social Club." Un riferimento al modello spagnolo, appunto, paese dove l'utilizzo personale nel privato è de facto consentito. Curioso di capire se a breve qualcosa come i Cannabis Social Club (CSC da qui in avanti) spagnoli avrebbe davvero aperto in Italia mi sono messo in contatto con Franco D'Agata, uno dei principali animatori del movimento anti-proibizionista del nostro paese.
Ho scoperto che con i Cannabis Social Club spagnoli (a parte il nome) quelli italiani—o meglio: quelli che partiranno a metà febbraio se non ci sono imprevisti—hanno davvero poco a che fare: le legislazioni dei due paesi sono ancora molto lontane, e sperare in un cambiamento italiano nel breve termine è al limite dell'inverosimile. Prima di tutto perché l'area grigia legale sfruttata dai CSC iberici in Italia non esiste, e il primo passo è dunque crearla. 

giovedì 29 gennaio 2015

Howard “Mr Nice” Marks: il leggendario spacciatore gallese ha un cancro incurabile


mr nice

“Ho un cancro incurabile e tra poco morirò, ma non mi pento di niente perché ho avuto una vita fantastica”, sono le parole di Howard Marks detto “Mr Nice”, il leggendario spacciatore gallese ed attivista antiproibizionista, autore di una biografia da un milione di copie scritta nel 1996, dopo essere uscito dal carcere. Mr Nice ha confessato il male che lo affligge, un cancro in stato molto avanzato che lo ha colpito al fegato e ai polmoni, durante un’intervista al quotidiano britannico The Guardian.

UNA VITA LEGGENDARIA. Howard Marks, nato nel 1945 in Galles, è stato uno dei più grandi spacciatori di marijuana degli anni ’80, quando per la sua attività poteva contare 43 false identità, 89 linee telefoniche e 25 aziende in tutto il mondo che utilizzava per il riciclaggio del denaro. Viene arrestato negli Stati Uniti nel 1988 e condannato a 25 anni di carcere, ma nel 1995 è rilasciato per buona condotta. L’anno seguente esce la sua autobiografia, intitolata “Mr Nice”, un bestseller mondiale nel quale Marks racconta la sua vita senza lasciar spazio a pentimenti: “Fare il contrabbandiere di cannabis è stato un modo meraviglioso di vivere, mi ha donato una quantità assurda di denaro, mi ha fatto conoscere persone incredibili e viaggiare il mondo”.

venerdì 26 dicembre 2014

Marijuana, “La cannabis distrugge le cellule del tumore”: studio tedesco

Marijuana, "La cannabis distrugge le cellule del tumore": studio tedesco
Burkhard Hinz dell'Università di Rostock (Epa-Ansa)

La ricerca è stata pubblicata sul numero che uscirà a gennaio 2015 della rivista "Biochemical Pharmacology". La pubblicazione è firmata da Robert Ramer e Burkhard Hinz, con il titolo "New Insights into Antimetastatic and Antiangiogenic Effects of Cannabinoids".
ROSTOCK, GERMANIA – Marijuana news: nella cannabis ci sono componenti che possono distruggere le cellule tumorali. È la conclusione di uno studio dell’Istituto di Tossicologia e Farmacologia dell’Università di Rostock, guidato dal professorBurkhard Hinz. Il suo gruppo di ricerca sta sperimentando gli effetti dei cannabinoidi sulle cellule tumorali.
In particolare il tetraidrocannabinolo (noto come THC o Delta-9-Tetraidrocannabinolo) e il cannabidiolo, rispettivamente un principio attivo e un metabolita della cannabis, contribuiscono alla distruzione delle cellule tumorali stimolando la formazione di una proteina specifica, la ICAM-1, che agendo sulla superficie delle cellule aggredite dal tumore fa “legare” fra di loro le cellule killer del sistema immunitario, facendole scoppiare. I cannabinoidi così impediscono alle cellule killer di formare dei vasi sanguigni, quelli che fanno crescere il tumore.

martedì 16 dicembre 2014

LE PROPRIETA’ DELL’OLIO DI SEMI DI CANAPA

blogimage

Di toscanapa.com 

LE PROPRIETA’ DELL’OLIO DI SEMI DI CANAPA: dai rari omega 3 ed omega 6, alle vitamine E, B1 e B2, fino al suo uso terapeutico

L’olio di semi di canapa, è un prodotto ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi delle piante del genere Cannabis Sativa. Insieme alle noci, ai semi di lino e ai relativi oli, l’olio di semi di canapa è una delle poche fonti alimentari ricche del prezioso acido alfa-linolenico.
L’acido linolenico è uno degli acidi grassi essenziali e appartiene al gruppo degli Omega 6. E’ uno dei due acidi grassi essenziali che gli esseri umani e altri animali devono assumere con gli alimenti per mantenere uno stato di buona salute; ciò perché gli organismi lo richiedono per i vari processi biologici, ed anche perché non può essere sintetizzato, in modo endogeno, dagli stessi organismi ma occorre assumerlo con gli alimenti.

Proprietà

Nell’olio di semi di canapa troviamo i rari acidi grassi essenziali di tipo omega 3 e omega 6; il rapporto tra omega 6 e omega 3 è di 3 a 1. Oltre all’omega 3 e all’omega 6, contiene anche la vitamina E, vitamina B1, vitamina B2 e altre. Il livello di THC è molto basso, meno di una parte per milione.
Fino ad oggi non si è verificato nessun tipo di effetti collaterali derivanti dall’assunzione di olio di semi di canapa, però si sono verificati gli effetti benefici sulla salute, sia per i bambini che per gli adulti, nella prevenzione e nel trattamento delle malattie la cui base è infiammatoria.

domenica 23 novembre 2014

I mille usi della canapa: dalla carrozzeria per auto ai panini alla canapa

Il primo fu Henry Ford aprogettare la carrozzeria in fibra di canapa. Poi la moderna tecnologia ci sta regalando dalla biocalce ai mattoni di canapa. Fino ad arrivare al dentifricio e ai saponi

I mille usi della canapa: dalla carrozzeria per auto ai panini alla canapa

Di Stilenaturale.com


Ormai è dato per assodato che la parola cannabis richiama alla mente qualcosa di trasgressivo e punito dalla legge. In realtà la pianta che porta questo nome è stata usata da secoli in maniera proficua ed utile alla società e lo è ancora oggi. L’urgenza di avviare un sviluppo sostenibile e il crescente bisogno di stili di vita alternativi hanno permesso di riscoprire l’utilizzo di questa pianta in cucina, nel campo dell’industria tessile o nell’edilizia  ma anche in ambiti del tutto inediti. Ad esempio la canapa oggi può essere usata nella cosmesi naturale, in campo farmaceutico oppure come biocarburante. Si utilizza così dalla fibra, all’olio di canapa, ai semi di canapa per i prodotti più disparati. Guardiamo quali

LA PRIMA MACCHINA FATTA DI  CANAPA

Nella prima metà del novecento il primo a realizzare un carburante a base di cannabis fu proprio Henry Ford. Il padre delle moderne automobili aveva pensato a un distillato alla canapa per alimentare la sua Hemp Body car, un’auto con la carrozzeria in fibra di canapa totalmente a impatto zero. Il prototipo realizzato nel 1941 quando ancora l’inquinamento non era un problema non entrò mai in produzione: l’idea di Ford era bella ma non in linea con il suo tempo; infatti i potentissimi trust del petrolio e dell’acciaio che fecero naufragare l’idea di utilizzare la canapa come risorsa nell’industria automobilistica.
In epoca recente la canapa si sta rilanciando come sinonimo di benessere e stile di vita naturale. Essa è stata definita come la risorsa ecologica perfetta perché la sua coltivazione non richiede pesticidi e altri fertilizzanti ma è essa stessa a lasciare il terreno più fertile di come l’ha trovato. Inoltre la canapa è ricca di proprietà che la rendono utile ad esempio nella bioedilizia e un ingrediente particolarmente nutriente e sano in cucina.

lunedì 17 novembre 2014

80 anni, 2 tumori e 2 settimane di vita: “Sono guarito grazie alla cannabis”

Stan e Barb RutnerQuella di Stan Rutner è una storia che sta facendo il giro del mondo. Naturalmente non se parla in Italia, dove, anche se i più importanti giornali nazionali cominciano a parlare di cannabis come medicina, certe notizie non trovano spazio nei canali ufficiali d’informazione.
Stan e sua moglie Barb avevano già avuto a che fare con i cancro in passato. Lei era riuscita a sconfiggere un cancro al seno mentre lui era riuscito a guarire da un linfoma non Hodgkin. Ma quando la malattia è tornata a bussare alle porte della loro esistenza, Stan era più vecchio e aveva creduto che fosse la fine. A quasi 80 anni gli è infatti stato diagnosticato un cancro al polmone che ha formato metastasi anche nel cervello.
I trattamenti radioterapici e chemioterapici che l’avevano salvato quando era più giovane sono troppo pesanti per il suo fisico. Riusciva a malapena a scrivere, aveva perso completamente la memoria a breve termine, perdeva peso, soffriva di atrofia muscolare, insonnia e mancanza di energia. Dopo un’altra sessione di cure senza successo, peggiora per una polmonite causata dall’infiammazione dovuta alle radiazioni e viene ricoverato in ospedale con un respiratore 24 ore su 24.
I medici consigliano a Stan il ricovero in un ospizio anticipandogli una prognosi nefasta: secondo loro aveva due settimane di vita.
Pillole estratto cannabisLa risposta di chi non si arrende arriva dalla figlia di Stan e da suo marito, che da qualche tempo si sta informando sulle possibilità terapeutiche della cannabis. La fortuna della famiglia Rutners è quella di vivere in California, il primo Stato americano in cui è stata legalizzata la cannabis per scopi medici. E così la medicina di Stan diventa l’estratto di cannabis, simile a quello che Rick Simpson sponsorizza da anni sostenendo che cura il cancro, sotto forma di pastiglie ed estratto liquido.

martedì 28 ottobre 2014

Gli scienziati abbattono uno dei principali miti sulla marijuana

fUMARE MARIJUANA NON FA MALE ALLA SALUTEUno studio scientifico dell’University College di Londra ha dimostrato che non vi sono prove per collegare l’uso di marijuana ad un abbassamento del quoziente di intelligenza (QI). Allo studio, riportato dal The Washington Post, hanno partecipato 2.612 bambini, nati in Inghilterra tra il 1991 e il 1992. I ricercatori hanno studiato il QI dei bambini di età compresa tra 8 e 15 anni e non hanno trovato “nessun rapporto tra l’uso di cannabis e il quoziente intellettivo inferiore all’età di 15 anni”.
Nonostante questa scoperta, lo studio ha trovato delle competenze educative leggermente più basse tra coloro che fanno un consumo elevato di marijuana. Tra gli studenti di 16 anni di età il rendimento agli esami scolastici è diminuito in media del 3%.
Nel comunicato stampa che accompagna lo studio, l’autore principale dello stesso, Claire Mokrysz, ha osservato che si tratta “di un messaggio potenzialmente importante per la salute pubblicaperché pensare che la cannabis sia particolarmente dannosa può distrarre l’attenzione dagli effetti negativi di altri tipi di comportamenti”.

domenica 26 ottobre 2014

Un aereo interamente di Canapa! È canadese, pronto a volare nel 2015

Derek Kesek sta realizzando il suo sogno. La gente rideva quando lui, ex proprietario di un ristorante biologico, annunciava che avrebbe volato con la canapa. Ora non si ride più, si impara.
Di Giovanni Fez 
Una società canadese chiamata Hempearth, con sede a Waterloo (Ontario), ha firmato un contratto con un produttore di aerei della Florida per costruire un aeroplano fatto pressochè interamente di canapa, almeno per il 75%. Sarà il primo al mondo, annuncia il quotidiano The Star e sarà pronto per il suo primo volo già nel 2015. La canapa fungerà anche da carburante. La canapa appartiene alla famiglia della cannabinacee ed è una pianta dagli steli molto robusti. Viene usata per fare T-shirt, saponi, corde, olio e per uso alimentare; se ne sta riscoprendo l’utilizzo nella bioedilizia e ora servirà anche per gli aeroplani. Kesek è entusiasta ed è convinto che il suo aeroplano rappresenterà una rivoluzione, «come Steve Jobs con i cellulari» ha detto. «La canapa è una coltura sostenibile, non necessita di pesticidi o erbicidi per crescere, quindi l’apparecchio avrà un’impronta ambientale estremamente più contenuta rispetto ad un aereo standard» aggiunge Kesek. «Tutti mi dicevano che era impossibile, che non ce l’avrei mai fatta e io rispondevo: state a vedere. Ora tutti quelli che mi scoraggiavano vengono a vedere cosa sto facendo».

venerdì 24 ottobre 2014

Dr Lester Grinspoon: “Nessun farmaco può competere con la cannabis naturale”

grinspoon


Lester Grinspoon
«Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità. Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca mi convinsi che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcool, le droghe legali di uso più comune».
Queste sono le parole con cui Lester Grinspoon apre il suo libro, “Marijuana, la medicina proibita”, scritto in collaborazione con James B. Balakar e pubblicato anche in Italia (Editori Riuniti, 2002).Ma chi è Lester Grinspoon, e com’è arrivato a queste conclusioni? Noto psichiatra statunitense, Grinspoon è professore emerito dell’Università di Harvard (Cambridge, Massachussets), ed oltre ad essere il primo medico negli USA a comprendere l’efficacia del carbonato di litio per la cura della psicosi maniaco-depressiva (disturbo bipolare), ed avere all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche, è stato uno dei protagonisti della rivalutazione delle proprietà terapeutiche della cannabis negli anni ’70. Il suo libro “Marihuana Reconsidered” del 1971 è stato recentemente ripubblicato dalla casa editrice dell’Università di Harvard come un classico.
Marijuana reconsideredIl più grande merito di Lester Grinspoon, è probabilmente stato quellodi non limitarsi a raccontare la propria verità, ma di analizzarla su basi empiriche perché possa essere compresa da tutti. Un proposito nato dalla voglia di comunicare a più persone possibili le prove chiare e nitide di anni di studi seri e non politicamente pilotati in materia, per fare in modo che chiunque potesse farsi un’opinione quanto più chiara e precisa su cosa sia la cannabis e cosa rappresenti e possa rappresentare per la medicina odierna. Dopo un fitto scambio di mail siamo riusciti a realizzare un’intervista a distanza, nella quale il dottore spiega la sua visione sul presente e futuro della cannabis terapeutica

venerdì 17 ottobre 2014

La marijuana del mercato nero contiene sostanze TOSSICHE!



Validi motivi per legalizzare la canapa ce ne sono molti: 

Strappare questo colossale mercato alla mafia, facendo emergere miliardi di euro attualmente sommersi; regolamentando produzione, vendita e consumo sarebbe possibile creare posti di lavoro e generare introiti per le casse dello stato pari a due volte l'IMU, secondo stime al ribasso.

Alleggerire il lavoro delle forze dell'ordine, che potrebbero concentrare gli sforzi sulle sostanze pesanti, dannosissima per la salute, mentre la canapa secondo numerosi studi condotti in tutto il mondo è meno nociva di alcool e tabacco. Snellire la macchina della giustizia (processi e connessi) ed evitare il carcere a persone non socialmente pericolose arrestate per reati connessi alla cannabis; la repressione ha un costo elevatissimo. 

L'Italia insieme alla Spagna è il paese europeo dove il consumo di cannabis è maggiore, ed è in costante aumento: la recente "relazione sulle droghe al parlamento" datata 15 Settembre segnala che OLTRE IL 20% DEGLI STUDENTI FUMA MARIJUANA, MENTRE IN COLORADO, DOVE è STATA LEGALIZZATA, IL CONSUMO TRA I GIOVANI è IN CALO; questo a causa del "fascino della trasgressione", perché il "proibito" da sempre affascina i giovani. Laddove la marijuana è stata liberalizzata, è emerso che il consumo non aumenta: anche perché chi vuole consumare, lo può fare benissimo anche nell'illegalità. Gli adulti che consumano cannabis continuano a consumarne con la legalizzazione, mentre tra i giovani il consumo cala per i motivi menzionati sopra.

Altri buoni motivi per regolamentare la cannabis potete leggerli in questi articoli: [1] - [2] - [3] e nello "speciale canapa"

Ma c'è di più: è stato accertato che la cannabis prodotta e venduta al mercato nero, è spesso adulterata con sostanze nocive: ne abbiamo parlato recentemente in questo articolo.

La marijuana proveniente dal mercato albanese spesso è trattata con l'ammoniaca, sia per accelerare l'essiccazione della pianta, sia per amplificarne gli effetti psicoattivi: ma l'ammoniaca fa malissimo, sia per i polmoni che per il sistema nervoso e non solo, e consumare abitualmente marijuana additivata con ammoniaca porta a seri problemi.

Alcuni anni fa in Germania fu messa nel mercato una partita di marijuana tagliata con il PIOMBO; alcune centinaia di consumatori si sentirono male, finirono in ospedale.

Negli ultimi anni inoltre, i trafficanti hanno iniziato a tagliare la marijuana con l'eroina, anche per poter indurre dipendenza negli inconsapevoli consumatori, che quando ci prendono l'abitudine, proveranno una pulsione irrefrenabile a consumarne di nuovo, effetto dipendentigeno che la cannabis normalmente non produce. La marijuana può generare "dipendenza psicologica", ovvero i consumatori che ne apprezzano gli effetti provano il desiderio di fumare, ma niente a che vedere con la dipendenza del tabacco, dell'alcool o delle altre droghe.

Quello delle sostanze stupefacenti tagliate con sostanze tossiche, talvolta veleni, è un problema che fino a qualche anno fa - ad eccezione della marijuana ammoniacata, problema annoso - riguardava solo le altre droghe: e per questo molti paesi europei consentono legalmente ai giovani di fare analizzare le droghe che intendono consumare, mediante appositi "infopoint" posti generalmente nei luoghi della movida. Si chiama "politiche di riduzione del danno" e in Italia non sappiamo nemmeno cosa siano...

Lasciare nell'illegalità la canapa e non assumere iniziative di riduzione del danno, trincerandosi dietro l'illegalità - come se questa potesse impedire il consumo - è un approccio ipocrita e dannoso. E A FARNE LE SPESE SONO I GIOVANI...

Staff nocensura.com

Fonte: http://www.nocensura.com/2014/10/la-marijuana-del-mercato-nero-contiene.html

Le tre sostanze tossiche con cui le mafie tagliano la cannabis
Un recente servizio de "Le Iene" ha mostrato le ampie piantagioni di canapa presenti nella zona di Lazarat, in Albania, dove viene prodotta la marijuana che sarà venduta in prevalenza in Italia. Il servizio, suddiviso in due puntate, ha mostrato anche una vasta operazione della polizia albanese che ha distrutto le piantagioni, una situazione che andava avanti da anni indisturbata, tuttavia alcune fonti sostengono che il blitz sarebbe un "programma-spettacolo" messo in scena per soddisfare le pressioni dell'UE, nella quale l'Albania è stata recentemente accettata. Tutto tornerà alla "normalità" in breve, anche perché la produzione di canapa per la mafia è un business colossale, e come ha evidenziato lo stesso Pelazza (autore del servizio) i trafficanti non devono avere grandi problemi a farla entrare in Italia, a giudicare dai prezzi contenuti che si permettono di praticare... cosa che lascia molto su cui pensare.

lunedì 13 ottobre 2014

Incredibile: la cannabis potrebbe proteggere persino da ebola!

Ebola Virus cause, sintomi, trattamento e prevenzione

CBD potrebbe proteggere dal Virus Ebola

Articolo di David Allen MD
Vi è una buona evidenza scientifica che i cannabinoidi, ed in particolare il cannabidiolo (CBD), possono offrire il controllo del sistema immunitario e a sua volta fornire protezione da infezioni virali (4). La cannabis è già stata riconosciuta inibire funghi e batteri e può essere considerata una nuova classe di antibiotici grazie al diverso meccanismo d’azione di altri antimicrobici. (1)
Ebola è un organismo virale RNA complesso che induce la cellula a fagocitare dal pinocitosi, e quindi il virus dirotta la cellula nel replicarsi. Questa replica può coinvolgere molte mutazioni nel codice RNA che rendono difficile, se non impossibile, creare un vaccino efficace. Ci sono brevetti USA che mostrano prove che i cannabinoidi hanno una attività anti-virale significativa. (3) (4)
Normalmente tutte le cellule infettate da virus producono proteine ​​di superficie che sono identificate come straniere. Il sistema immunitario attacca le cellule quando la proteina di superficie è identificata come straniero. L’infezione da virus Ebola provoca la cellula a produrre proteine ​​che nascondono il virus dal sistema immunitario. Le proteine ​​virali sono stericamente schermate, cioè “nascoste” alla vista, ostacolando così la distruzione cellulare (e quindi virale) da parte del sistema immunitario. Questo meccanismo permette al virus RNA di nascondere la cellula infettata proteggendolo dalla vista dal sistema immunitario.

domenica 21 settembre 2014

120mila anni fa usavano cannabis, le prove scoperte in una tomba paleolitica in Pakistan

La canapa, in tutti i suoi usi, è stata una benedizione per la storia dell’uomo e non ha mai fatto danni per 120.000 anni, finché non hanno inventato il proibizionismo come forma di persecuzione sociale.
Probabilmente è stata anche una delle prime piante ad essere coltivate dall’uomo, se non proprio la prima, per la sua facilità di coltivazione e per l’alto valore nutritivo dei suoi semi, l’alimento più completo per la specie umana, per la fibra e per l’effetto psicoattivo.
Pierpaolo Grilli – ASCIA
Durante uno scavo archelogico in un sito paleolitico nella zona montuosa dell’Hindu Kush, in Pakistan, gli archeologi hanno scoperto  quella che sarebbe la più antica prova di utilizzo intenzionale di sostanze a scopo psicotropo da parte dell’uomo. Durante la ricerca, in un sito paleolitico, gli scienziati hanno scoperto semi, resina e cenere, associata alla sottospecie indica della pianta di cannabis sativa.
BRUCIAVANO CANNABIS NELLA GROTTA PER RESPIRARNE IL FUMO. 
Le analisi chimiche eseguite su un piccolo vaso di ceramica trovato nella tomba di quello che doveva essere un capo locale o uno sciamano, hanno rivelato che conteneva resina di cannabis, cioè hashish. Secondo il professor Muzaffar Kambarzahi del National Institute of Historical & Cultural Research (NIHCR) dell’Università Quaid-i-Azam, responsabile del team di scienziati che hanno lavorato allo scavo “la posizione e il contesto in cui è stata ritrovata la cannabis, ci portano a credere che sia stata utilizzata per scopi rituali. Sembra che gli occupanti del sito gettassero grandi quantità di foglie, gemme e resina nel camino situato sul fondo della grotta, allo scopo di riempire l’intero sito con il fumo che respiravano per godere delle sue proprietà psicotrope”.

mercoledì 20 agosto 2014

Cannabis per curare il cancro: sentite cosa dicono questi dottori!




Uno dei primi a far conoscere la validità della Cannabis contro il Cancro è stato Rick Simpson un agricoltore che vive sulla costa orientale del canada.
Da molti anni Rick Simpson produce e fornisce ai malati della sua zona un olio curativo estratto dalla Canapa.
Simpson produce l'olio sul suo terreno con un complesso procedimento che ha messo a punto nel corso degli anni.
Negli ultimi 10 anni diversi dottori in Europa e negli Stati Uniti hanno raccolto dati molto incoraggianti sulle caratteristiche antitumorali dei Cannabinoidi,al SELTH laboratory della California hanno dimostrato che in certi casi le cellule tumorali vengono soppresse dalla Cannabis,mentre le cellule sane circostanti non vengono toccate.
La capacità dei Cannabinoidi di uccidere le cellule malate,mentre proteggono quelle sane è particolarmente importante nel caso del tumore al cervello a causa della cosidetta barriera ematoencefalica,questa barriera protegge il cervello da qualunque agete estraneo che possa farsi trasportare dal flusso sanguigno, a causare danni al suo interno.
I Cannabinoidi riescono ad attraversare con molta facilità questa barriera grazie alla loro natura oleosa i cannabinoidi arrivano cosi direttamente alle cellule cancerose del cervello riuscendo in molti casi a penetrare al loro interno e a sopprimerle. A loro volta esistono ormai diverse ricerche di laboratorio che dimostrano come il nostro sistema ENDOCANNABINOIDE se stimolato dai Cannabinoidi abbia un effetto antitumorale e possa istruire le cellule malate a commettere suicidio.
Il Dott.Emanuel Guzman professore di biochimica e biologia molecolare all'universita di Madrid,ed è conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sulla Cannabis Medica.
Da allora diverse ricerche scientifiche hanno confermato l'efficacia della Cannabis contro il cancro ed in particolare ai tumori al cervello,alla prostata,ai polmoni,al colon nei linfoma e nelle leucemie.
I composti della Cannabis aiutano a sopprimere le cellule che si rifiutano di morire e riducono l'afflusso sanguigno necessario ai tumori per crescere,mentre lasciano intatte le cellule sane.

Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=WHfdyn9xnoA

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