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martedì 24 febbraio 2015

IL SERVIZIO DI HOLLYWOOD ALL'IMPERO

OscarsDi PAUL STREET
counteropunch.org

“Propaganda, stereotipi e disonestà spudorata”.
Ecco come ha definito gli Oscar in un articolo del 2010 (“Perchè gli oscar sono una truffa” ), il giornalsta australiano John Pilger. Dopo la  la premiazione avvenuta la scorsa notte, una disamina lucida e impietosa della più "grande macchina dei sogni" planetaria.

La funzione dei media mainstream di trasmettere ideologia e propaganda al servizio di coloro che sono in cima al governo e alle interconnesse strutture dell'impero e della diseguaglianza non è affatto limitata ai TG. 
Altrettanto importanti a tale scopo, se non di più, sono i media dedicati all'intrattenimento, tra cui - di particolare interesse alla vigilia del Premio Oscar 2015 - l'industria cinematografica statunitense. 

Lungi dal limitare la loro capacità d'influenzare i cuori e le menti verso deviazione, distrazione e infantilizzazione di massa in puro stile Aldous Huxley, i film USA (come peraltro le sit-com televisive, le fiction e i videogiochi) sono ricchi di contenuto politico e ideologico Orwelliano.
I cittadini americani non assistono semplicemente ad uno spettacolo quando si siedono davanti ai quasi 40.000 schermi cinematografici. Subiscono anche la propaganda di un'industria i cui proprietari e dirigenti sono profondamente orientati a compiacere le citate gerarchie.
Molti americani troverebbero strano pensare ai loro cinema rionali come siti di propaganda. Ma più di 65 anni fa, la concezione dei film americani come strumenti di questo tipo era difficilmente discutibile dalla destra Maccartiana determinata ad eliminare i "comunisti" da Hollywood. Come spiegò Bennett C. Clark al processo di appello per motivare la conferma della condanna di dieci sceneggiatori e registi di Hollywood che si erano rifiutati di "confessare l'adesione attuale o passata" al partito comunista nel 1949, la cinematografia gioca "un ruolo fondamentale" come "un potente mezzo di diffusione della propaganda" (citato da Ellen Schrecker, Many are the Crimes: McCarthyism in America , [Molti sono i Crimini: il Maccartismo in America], Boston 1998, pag 328).

sabato 27 dicembre 2014

Benigni, un patrimonio tra società, case, terreni e latte in polvere

Benigni, un patrimonio tra società, case, terreni e latte in polvere
Fa ascolti, incassi e soldi Roberto Benigni. Soldi che sa anche investire molto bene. Perché il comico/attore/regista ha un ottimo senso degli affari. Con la moglie Nicoletta Braschi, infatti, Roberto Benigni ha un piccolo impero: riporta il Giornale che il bilancio 2013 della Melampo Cinematografica, società più importante della famiglia, al 50% di Roberto e al 50 di Nicoletta, attraverso la quale passano anche i contratti con laRai ha chiuso con un utile di 2.741.828 euro (più del doppio del bilancio precedente). E alla voce "ricavi delle vendite e delle prestazioni" si trova l'importo di oltre sei milioni di euro che è molto probabilmente riconducibile al cachet pagato dalla tv di Stato al premio Oscar.
La Hollywood umbra - Tant'è. Un altro affare che hanno fatto i Benigni riguarda la vendita della Spitfire alla Cinecittà Studios. La Spitfire si chiamava Cinecittà Papigno dal nome del borgo umbro dove Benigni creò il lager de La vita è bella. Il progetto era di farne poi una piccola Hollywood ma, nonostante i finanziamenti degli enti locali, non è mai decollato e oggi gli studi sono abbandonati. Ma i coniugi sono riusciti a venderli lo stesso per 1 milione e 400mila euro.
Case e latte - Ma non solo. Oltre alla Melampo e ad altre società, fra cui laTentacoli Edizioni musicali che detiene i diritti delle colonne sonore dei film, i Benigni hanno anche una società immobiliare, ventuno case, ventiterreni, una villa esclusiva nell'arcipelago della Maddalena, e persino una società, la Sicura srl di Cesena che vende latte in polvere per neonati e che ha fatturato un milione e mezzo di euro. 


Fonte: liberoquotidiano.it


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