Sono tornati in piazza quasi nel silenzio generale dei mass-media, poi ieri – allo scadere di quello che hanno definito “un ultimatum” – hanno deciso di rilasciare un comunicato quasi belligerante, per lanciare una manifestazione sabato prossimo da tenersi sotto Montecitorio. Stiamo parlando dei Forconi, il movimento che appena un anno fa era sulla bocca di tutti e del quale oggi non parla più nessuno, nonostante sparuti – almeno finora – gruppi di manifestanti abbiamo deciso di riprendere la protesta.
I Forconi hanno deciso di ritrovarsi sabato in piazza Montecitorio, perché “la nostra Patria, la nostra Repubblica e la nostra Costituzione sono in ostaggio della classe politica al potere che deve essere messa da parte per non recare ulteriori danni, umiliazioni e suicidi”. L’appello – come detto – ha toni tutt’altro che concilianti: “È ora di passare alle ‘maniere forti’. Sabato 13 dicembre, tutti i cittadini fedeli alla Repubblica Italiana, alla sua Costituzione e alle leggi dello Stato, sono chiamati a sostenere attivamente e concretamente questa lotta giusta e irrevocabile, attraverso una mobilitazione nazionale a difesa delle istituzioni, al momento illegittimamente occupate”.
In prima linea nella protesta, c’è sempre lui, il contestatissimo “leader in Jaguar” Danilo Calvani, piccolo imprenditore agricolo dell’Agro Pontino che nel 2011 arrivò a candidarsi alla poltrona di primo cittadino di Latina con i suoi “Comitati Agricoli Riuniti”, riuscendo a ottenere qualche centinaio di voti, e che oggi lancia un video-appello: “Italiani, l’ultimatum del 9 dicembre è scaduto. Abbiamo dato tempo a questi banditi istituzionali che stanno usurpando le nostre istituzioni di andarsene, di abbandonare e di restituire al popolo italiano ciò che è nostro, ma questi non ci hanno ascoltato, quindi noi il 13 andremo tutti quanti insieme a protestare davanti al nostro Parlamento, a Montecitorio. E saremo fermi e decisi”.
