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sabato 22 novembre 2014

Le "selfie" con il morto: le foto choc di una infermiera

Morti sospette all’ospedale di Lugo Le foto choc dell’infermiera coi cadaveri
infermiera-lugo
Eccole le foto choc che sono costate il licenziamento alla 42enne Daniela P., l’infermiera di Lugo che dal 10 ottobre scorso è in carcere con l’accusa di aver procurato la morte di almeno una paziente con un’iniezione letale di potassio, ma ci sono forti indizi di colpevolezza anche su altri decessi.
La loro diffusione è finalizzata a dimostrare che la donna distesa sul lettino, mentre la Poggiali ride con i pollici alzati e ne imita il volto contratto, era effettivamente morta. Durante l’udienza davanti al Tribunale del lavoro di Ravenna, dove l’infermiera ha presentato opposizione al licenziamento, il legale della Poggiali aveva messo in dubbio questa certezza, ipotizzando che “stesse dormendo”, tanto da indurre il giudice a disporre ulteriori accertamenti.

giovedì 20 novembre 2014

Pazienti usati come cavie in ospedale

Pazienti usati come cavie in ospedale  Il gip: ora si indaghi anche sui medici

Per ottenere il predominio nella distribuzione è stato alterato il rapporto tra medico e casa farmaceutica

NAPOLI - La premessa, mai come in questo caso, è obbligatoria. Quella che state per leggere è una versione di parte, cioè quella sostenuta dalla Procura di Napoli e per ora (in gran parte) condivisa dal giudice per le indagini preliminari in un provvedimento giudiziario emesso due giorni fa. Manca, dunque, la ricostruzione della difesa, che sarà verosimilmente di segno diametralmente opposto. Se l’interpretazione di pm e gip dovesse però reggere al vaglio dei successivi gradi di giudizio, quella che segue sarebbe una storia agghiacciante. Il racconto della guerra combattuta per acquisire il predominio nel settore della distribuzione dei medicinali, la testimonianza di come sia stata «alterata» la «gestione dei rapporti tra medico e casa farmaceutica», la descrizione di uno «scenario torbido» nel quale si muovono interessi diversi ma finalizzati a un unico obiettivo: «Agevolare la diffusione di medicine da somministrare ai pazienti degli ospedali» per «incrementare gli utili delle società che li distribuiscono». Il tutto, a volte, sulla pelle dei pazienti.

228 PAGINE - È un «sistema», scrive il gip Antonio Cairo nelle 228 pagine dell’ordinanza con la quale due giorni fa ha mandato agli arresti domiciliari il manager del Policlinico della Sun Pasquale Corcione, l’imprenditore farmaceutico Massimo Petrone e altri cinque indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e delegata al pm Francesco De Falco. Come si debba condurre quella battaglia per acquisire il predominio nel settore, lo spiega il responsabile marketing della società Biotest Italia srl, Enrico D’Aiuto.
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