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sabato 14 marzo 2015

OVIDIO MARRAS – IL PASTORE CHE HA SCONFITTO LA LOBBY DEL CEMENTO


OVIDIO MARRAS IL PASTORE CHE SI E’ OPPOSTO ALLA COSTRUZIONE DELL’IMPIANTO TURISTICO IN MANO AI MAGGIORI NOMI DEL CEMENTO ITALIANO. A raccontarla così sembra una favola o la trama di un film. La solita parabola di Davide che batte Golia, roba che funziona solo nella finzione. E invece non c’è niente d’inventato nella storia di un pastore sardo di nome Ovidio Marras che, a capo di un gruppo di resistenti, è riuscito a sconfiggere i grandi nomi dell’industria edile italiana (Benetton, Marcegaglia, Toti) e a fermare la costruzione di un enorme impianto turistico a Capo Malfatano, uno degli angoli più incontaminati dell’isola. Il fatto è che Marras, da quando all’incirca sapeva camminare, percorreva ogni giorno lo stradellino sterrato davanti a casa sua, del quale da sempre vanta un diritto di compossesso. E, guarda caso, il nuovo complesso, un giocattolino da 190mila metri cubi, doveva sorgere proprio lì. I lavori, già iniziati, sono stati assegnati alla Sitas, società che vede fra i propri azionisti nomi conosciuti del cemento nostrano: Silvano Toti, il gruppo Benetton, Sansedoni del gruppo Montepaschi. Alla fine la gestione dell’impianto sarebbe andata alla Mita Resort di Emma Malcegaglia. Al posto dello stradellino, una strada asfaltata avrebbe dovuto condurre il pastore ai suoi pascoli. Una strada che percorreva il perimetro del resort, costringendo Marras ad una lunga deviazione. Ma lui no, lui voleva la sua strada, quella che aveva percorso fin dall’infanzia. Così ha deciso di rivolgersi al Tribunale di Cagliari con un ricorso d’urgenza, sostenendo che non si poteva costruire niente sulla strada senza il suo consenso.
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