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martedì 27 gennaio 2015

La teoria: "Sul lato nascosto della Luna ci sono insediamenti alieni"


Base aliena sulla LunaRicercatori ufologi hanno sempre sostenuto che sul lato oscuro della Luna, ci potrebbero essere alcune basi extraterrestri. La teoria suggerisce che se questi alieni provenienti da un pianeta lontano, in un altro sistema solare, potrebbero avere una base o alcuni avamposti sulla Luna, da cui possano fare le loro visite regolari sulla Terra.
Quale posto migliore del lato oscuro della luna, che è perennemente nascosta ai nostri occhi?
A sostegno di questa affermazione, Milton William Cooper, scrittore americano, broadcaster ed ex ufficiale dei servizi segreti dell’US AIR FORCE, ha dichiarato sotto giuramento nel 1989, che il governo degli Stati Uniti è a conoscenza di basi aliene sulla Luna, (per l’esattezza “avamposti”) dove vengono ospitate astronavi che spesso vistano la Terra.
“Al di là della Luna ci sono basi alieni” – dichiara MiltonCooper in un comunicato. “Sono stati visti dagli astronauti delle missioni Apollo. Durante il viaggio sulla Luna sono state fotografate queste basi aliene, che erano dotate di grandi macchine utilizzate per lavori sulla superficie del satellite (forse chissà per estrazione mineraria) e di grandi astronavi “
Cooper ha scritto anche su altre teorie del complotto, legate al governo degli Stati Uniti. Ma la sorpresa è arrivata nel 2001, quando Cooper è stato assassinato da agenti dell’Ufficio dello Sceriffo ( Contea Apache). Ci fu un raid delle forze di Polizia nella sua casa in Arizona, per via di una denuncia per evasione fiscale. La versione ufficiale dice che Cooper ha aperto il fuoco per primo. C’è forse una prova migliore? Si sa come vanno queste cose. Se sai troppo…vieni ucciso. La verità fa male…

giovedì 22 gennaio 2015

MAI VISTA LA LUNA COSÌ VICINA ALLA TERRA: COSA ACCADREBBE SE SI TROVASSE A SOLI 400 KM?

Il nostro pianeta sarebbe spacciato se non ci fosse la Luna. Lo stesso, o forse peggio, accadrebbe se si avvicinasse pericolosamente. In un video che già spopola su YouTube si vede il nostro satellite alla stessa distanza della Stazione Spaziale Internazionale. Effetti drammatici ci sarebbero sulle maree, sui terremoti e sulla vita di tutti gli esseri viventi.




[media.inaf.it] E se la Luna si trovasse a 420 chilometri di distanza dalla Terra? Come sembrerebbe? E cosa succederebbe al nostro pianeta?
E’ una circostanza quasi impossibile, anche perché il nostro satellite naturale tende ad allontanarsi e non ad avvicinarsi, ma c’è chi, sul web, ha provato a immaginare come sarebbe la Luna alla stessa distanza, più o meno, della Stazione Spaziale Internazionale.
Ad oggi la distanza fra la Terra e il suo satellite è di 384.400 chilometri, cifra che potrebbe aumentare nel corso di migliaia di anni, come dice Luis Barbier, astrofisico del Goddard Space Flight Center della NASA, ma solo fino a quando l’orbita della Luna raggiungerà un’ampiezza maggiore del 50 per cento di quella attuale.
Qualche tempo fa, l’INAF ha anche provato a immaginare cosa ne sarebbe di noi se vivessimo senza Luna, quali sarebbero gli effetti sulle maree, sull’asse e sulla rotazione terrestre. Ne è venuta fuori un’analisi quasi catastrofica.

sabato 15 marzo 2014

Un enorme oceano al centro della terra?

C’è un enorme oceano al centro della Terra: la scoperta dal diamante in Brasile
Un enorme oceano grande 10 volte l’oceano Pacifico si nasconde nel centro della Terrae non solo ferro fuso e nichel come finora ipotizzato. La nuova teoria sul “cuore” liquido del nostro pianeta arriva dalla scoperta di un minerale, la ringwoodite, in un diamante in Brasile. Un diamante che arriva da oltre 400 chilometri di profondità, proprio dal cuore del pianeta, e che mostra presenza di acqua.
L’analisi del minerale nel diamante è stata realizzata da un gruppo di ricercatori internazionale coordinato dall’Università dell’Alberta, a cui ha partecipato anche l’Università di Padova, e pubblicata sulla rivista Nature. Lo studio conferma quindi l’esistenza di una zona detta di transizione, ricca di acqua, e molte delle ipotesi, quasi impossibili da verificare, relative alla composizione interna del nostro pianeta.
Silvia Bencivelli su Repubblica racconta la storia della ringwoodite:
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