Visualizzazione post con etichetta romano prodi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta romano prodi. Mostra tutti i post

domenica 4 gennaio 2015

La crisi economica voluta e pilotata,sentite Romano Prodi...

Questa dichiarazione non la leggerete mai su nessun un giornale italiano. Fu rilasciata da Romano Prodi nel 2001 al Financial Times. Oggi è stata pubblicata sul Wall Street Journal a sostegno della tesi di Richard Jeffrey, capo della Cazenove Capital Management. Secondo Jeffrey, i politici che hanno voluto l'Euro sapevano che per raggiungere l'obiettivo della moneta unica sarebbe stata necessaria una crisi economica.

Jeffrey, per dimostrare questa sua teoria, riporta le parole di Romano Prodi. Leggete con attenzione:

"I am sure the euro will oblige us to introduce a new set of economic policy instruments. It is politically impossible to propose that now. But some day there will be a crisis and new instruments will be created."

Traduzione: "Sono sicuro che l'euro ci obbligherà a introdurre un nuovo set di strumenti di politica economica. È politicamente impossibile per ora proporli. Ma un giorno ci sarà una crisi e questi nuovi strumenti saranno creati."

giovedì 13 febbraio 2014

Friedman affonda Napolitano, dopo di lui Prodi o Draghi

I super-poteri stranieri che ordinarono a Napolitano di silurare Berlusconi nel 2011 – alibi: lo spread e l’intimazione della Bce – sono gli stessi che oggi vogliono cacciare l’uomo del Colle. Sono i retroscena che ormai circolano liberamente, sui media, dopo lo scoop di Alan Friedman, a cui Romano Prodi, Carlo De Benedetti e lo stesso Monti hanno confermato ufficialmente – questa la notizia – quello che già si sapeva: e cioè che Berlusconi a fine 2011 “doveva” cadere, perché così volevano i poteri forti, da Washington a Bruxelles. Mentre non manca chi indica in Draghi l’imminente successore di Napolitano, c’è chi evoca interessi Usa per una staffetta Napolitano-Prodi. Il professore di Bologna, scrive “Dagospia”, è infatti ritenuto il personaggio perfetto per controllare e frenare l’inarrestabile Renzi. A tifare per Prodi sarebbero «i poteri marci della nazione, quelli devoti più al codice iban che alla Costituzione».
Colpisce, scrive Paolo Bracalini sul “Giornale”, che Napolitano e Monti siano messi in imbarazzo dal “Corriere della Sera”, che ha pubblicato lo scoop di NapolitanoFriedman in anteprima mondiale, in tandem col “Financial Times”. Il quotidiano milanese è «lo stesso giornale che ai primi di luglio 2011, nei giorni dei colloqui “segreti” con De Benedetti e Prodi, pubblica due articoli di Monti che sembrano un manifesto della sua prossima premiership. Titoli: “Troppo timidi per crescere” e “Quello che serve davvero al Paese” (sottinteso: un governo Monti)». Ancora più pesante, Friedman, sul giornale finanziario londinese: il giornalista,già collaborare di Jimmy Carter e considerato non ostile all’establishment nonostante la denuncia dello scandalo Iraq-Contras (la vendita sottobanco di armi a Saddam Hussein da parte della Cia) ora parla di «seri dubbi costituzionali» rispetto alle manovre del Colle ed evocando «l’impeachment».
Secondo Francesco Verderami, del “Corriere”, Berlusconi resta convinto che la manovra per scalzarlo tre anni fa da Palazzo Chigi fu ordita in alcune «precise cancellerie dell’Occidente». Non fa i nomi di Obama, Merkel e Sarkozy, ma c’è un motivo se ripete che gli hanno «voluto far pagare tutto», a partire dalla sua «amicizia con la Russia» e i legami con lo stesso Gheddafi. Sempre secondo Verderami, Berlusconi eviterà comunque di affiancare Grillo nell’offensiva per l’impeachment, nel timore che al Quirinale possa salire Prodi. Aggiunge il “Corriere”: «Che il re fosse “nudo”, che l’ex commissario europeo fosse il designato in pectore, era noto agli esponenti del governo di centrodestra». Tanto che l’allora ministro Altero Matteoli disse ben prima dell’evento: «Ci siamo accorti tardi di quanto sta accadendo attorno a noi. Il piano per portare Monti a Palazzo Chigi è in fase avanzata più di quello che potessimo credere». Infatti, «già in settembre, a Cernobbio, dopo l’interventoProdidel capo dello Stato, in molti davano una pacca sulla spalla a Monti che stava lì in platea».
loading...
loading...