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domenica 22 marzo 2015

Ecoreati. Il Senato approva norma che rende inapplicabile il reato di disastro ambientale


Al Senato si è fatto un colpaccio contro l’ambiente. Utilizzando una cosa nobile come l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale, e’ stata introdotta una norma subdola che, se il disegno di legge sugli ecoreati sarà trasformato in legge senza essere modificato alla Camera, rende inapplicabile il reato di disastro ambientale.
Il Senato, infatti, ha inventato il disastro ambientale ‘abusivo’ ossia un disastro che puo’ essere punito solo se commesso ‘abusivamente’. Altrimenti, il fatto non sussiste e l’imputato viene assolto.
Si e’ cosi passati dal criticabile all’inaccettabile (come denuncia in un articolo Gianfranco Amendola un autorevole e storico magistrato specializzato nel contrasto ai reati ambientali). Si vuole evitare che la nuova incriminazione possa comprendere anche chi ha svolto la sua attivita’ avendo avuto un pezzo di carta che si chiama ‘autorizzazione’; ma in un paese “normale” cio’ non dovrebbe essere possibile perchè la P.A. non potrebbe mai autorizzare una condotta suscettibile di portare ad un disastro ambientale: invece di modificare le nostre pessime leggi ambientali per evitare di concedere autorizzazioni che possono portare a disastri, si sceglie di rendere lecito un disastro.

giovedì 25 dicembre 2014

Il giudice Imposimato: "Grasso ha violato principi elementari di democrazia"



Di Ferdinando Imposimatomagistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.


Col voto di fiducia al Senato sulla legge di stabilità, il Presidente Piero Grasso ha violato principi elementari di democrazia, che significa trasparenza e rispetto della opposizione. Egli ha costretto il Senato a votare, senza discutere e senza conoscerne il contenuto , la legge preparata dal Governo. 
Di fronte alla drammatica crisi, che colpisce i più bisognosi, Matteo Renzi, ha dimostrato una inerzia inquietante nel ridurre la diseguaglianza sociale, intervenendo nel settore dei privilegi di Camera, Senato e Quirinale, e in quello delle società private che fruiscono del denaro pubblico. Esse sono in Italia la prima causa della corruzione per 70 miliardi di euro che gravano sui lavoratori , sui disoccupati e sui giovani . Appare assurdo considerare private società in cui il socio pubblico, lo Stato, detiene la totalità o maggioranza del capitale sociale. Si tratta di un fiume di euro che potrebbe salvare il Paese dalla drammatica crisi che vive da anni. 
Il Governo Renzi doveva procedere, con la manovra , alla soppressione o riduzione delle 30.000 società partecipate di Regioni, Province e Comuni . Il cui scopo è l'arricchimento di pochi percettori e distributori di tangenti e la creazione di migliaia di posti di lavoro per parenti, amici, amanti e clienti. Esse impediscono ai più meritevoli di accedere alla Pubblica Amministrazione a causa della sistematica soppressione dei concorsi pubblici. 
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