La
polvere di vetro speciale (porous-walled glass microsphere) dovrebbe
assorbire parte del CO2, e soprattutto riflettere i raggi solari,
impedendo loro di giungere sulla Terra in eccesso.
Il punto è che gli esperimenti
(«limitati») sono condotti da qualche anno in segreto dal Savannah River
National Laboratory di Alken (South Carolina), un centro che appartiene
al Dipartimento dell’Energia (DOE): un ministero che si occupa anche di
realizzazioni militari, specie di quelle troppo «delicate» per apparire
sotto la sovrintendenza del Pentagono. Tipicamente, certi esperimenti
con materiale fissile e radiattivo cadono sotto la competenza del DOE.
Sembra che il progetto derivi da una
proposta di Paul Crutzen, chimico olandese e Nobel 1995 per studi «sulla
chimica dell’atmosfera, in particolare riguardo alla formazione e
decomposizione dell’ozono», grazie ai quali è stato bandito in tutto il
mondo il CFC, gas di raffreddamento dei frigoriferi, colpevole del
leggendario «buco nell’ozono».
E’ dunque uno scienziato molto vicino
all’industria (quando si «scoprì» il buco dell’ozono, stava scadendo il
brevetto del CFC appartenente al colosso chimico canadese DuPont, della
famiglia Bronfman, che stava per perderne l’esclusiva). Inoltre, Crutzen
lavora tra il Max Plank Institut tedesco e Stanford, San Francisco.
