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mercoledì 7 gennaio 2015

MES, un colpo di stato in 17 paesi

Rudo de Ruijter, Ricercatore indipendente, Paesi Bassi – Trad. a cura di N. Forcheri
Osservazione preliminare: non confondete il MES con i due fondi correnti di salvataggio che sono EFSM e EFSF.
Come accennato nel precedente articolo su questo argomento “MES, il nuovo dittatore europeo”, i ministri delle Finanze dei 17 paesi europei hanno firmato un trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), il cui obiettivo è quello di fare sborsare ai cittadini le centinaia di miliardi a vantaggio dei fondi di salvataggio dell’euro e di soffocare i parlamenti nazionali.
Bruxelles apparentemente non vuole che siate al corrente del contenuto di questo trattato. Fino al giorno della redazione di questo articolo, ho potuto trovare unicamente un esemplare in inglese sul net (mentre il 96,5% della popolazione dell’area dell’euro parla altre lingue!).
Fatto assai bizzarro, la firma di questo nuovo trattato europeo non è stata affatto notata dalla stampa internazionale, benché fosse presente alla conferenza di annuncio (Vedi foto sopra). Forse è perché Juncker l’annunciò brevemente in francese prima di proseguire la conferenza in inglese?
Del resto molti giornalisti confondono ancora questo nuovo trattato MES con i suoi predecessori (illeciti): il Meccanismo europeo di Stabilità finanziaria (MESF) e il Fondo europeo di Stabilità finanziaria (FESF), più noti in inglese come European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) e European Financial Stability Facility (EFSF). Il FESF ha una capacità di stanziare crediti per un importo di 440 miliardi, dal 27 ottobre fino a un tetto di 1000 miliardi di euro, cioé 3300 euro per eurocittadino! Il MES invece è illimitato.
Qualche deputato che ha sentito parlare del MES crede falsamente che conserverà il suo potere attraverso il ministro delle Finanze, tuttavia visto che quest’ultimo sarà promosso alla carica di Governatore del MES, non avrà più conti da rendere al parlamento nazionale (né a chiunque altro) per le decisioni che dovrà prendere in ambito MES. Se il Parlamento ratifica il trattato, questo trattato internazionale diventa prioritario rispetto alle legislazioni nazionali.

lunedì 3 marzo 2014

MES e Fiscal compact: altro che casta e sprechi!


Quello che TUTTI dovrebbero sapere su MES e Fiscal Compact...



Sentiamo parlare continuamente degli sprechi della casta, che certamente devono essere ridimensionati, ma nessuno parla mai dei trattati capestro imposti dall'Europa, come il MES ed il Fiscal Compact, che ci costano molto più degli sprechi della casta: ecco alcuni esempi...

Il MES ci costerà 125 MILIARDI di euro: pari al costo di 1.736.111 guardie forestali per 5 anni;
15,6 regioni Sicilia per 5 anni;
32,2 ponti sullo Stretto;
Più di 1 milione di Jet F35!
166.666 auto blu con 2 autisti ciascuna per 5 anni
Etc...

Così come nessuno parla mai degli INTERESSI che paghiamo sul debito pubblico, dovuto al fatto che anziché stampare moneta (sovranità monetaria) ce la facciamo prestare: SOLO DI INTERESSI abbiamo pagato negli ultimi 30 anni qualcosa come 3.100 miliardi di euro: molto più dell'ammontare attuale del debito pubblico che si attesta a 2.100 miliardi di euro...

Redazione Informati

venerdì 8 novembre 2013

La gestione del bilancio Italiano consegnata nelle mani di una oligarchia che risponde ad interessi occulti

Di Luciano Lago
I governi  dei fiduciari delle banche: Monti prima e Letta poi, stanno producendo a passo spedito la liquidazione dell’Italia in favore dei capitali stranieri.  Non tutti sanno che, nell’anno appena trascorso, il governo Monti, con il sostegno trasversale del PD e del PDL, ha versato al Fondo Salva Stati (MES) e alle varie altre forme di salvataggio, la bellezza di 40 miliardi di euro.
I dati dei versamenti  sono forniti la Banca d’Italia  con il Supplemento al Bollettino Statistico pubblicato il 15 marzo scorso.
La stessa cifra che il governo Letta  sta programmando  di pagare entro la fine dell’anno in corso: 20 miliardi nel secondo semestre del 2013 , e altri 20 miliardi nel 2014 (forse).
Lo stesso governo che non ha trovato i denari per evitare l’aumento dell’IVA,  il medesimo che fatica a reperire 2 miliardi per evitare la seconda rata dell’IMU, quando si tratta di versare 20 miliardi ai banchieri di Bruxelles, non batte ciglio.
Nel versare i 40 miliardi nei vari salvataggi, il Governo lo ha fatto senza porsi alcuno scrupolo, senza alcuna esitazione: non si è neanche posto il problema di utilizzare queste risorse privilegiando prioritariamente i fornitori delle amministrazioni pubbliche, le aziende italiane in difficoltà,  posponendo eventualmente gli impegni nefasti presi con l’Europa.

martedì 25 giugno 2013

Ultime dal MES: Stati e risparmiatori devono pagare la ricapitalizzazione delle banche

E voi direte, ma cosa c’è di nuovo sotto il sole? E’ dall’inizio della crisi dell’eurozona che governi e contribuenti pagano per il salvataggio delle banche e attraverso la manipolazione mediatica la cosa ormai è diventata una prassi comunemente accettata. La novità però questa volta è che i tecnocrati di Bruxelles, in vista del prossimo Consiglio europeo di fine mese, hanno messo nero su bianco su un documento ufficiale regole, metodi, cifre, vincoli per descrivere come si deve svolgere l’intero processo, lasciando poco spazio all’improvvisazione e all’immaginazione. In pratica i criminali hanno finalmente confessato la loro colpa, sperando negli effetti terapeutici dell’outing e spiegando chiaramente agli europei quanto ancora devono pagare (e si tratta di cifre da capogiro) per tenere in piedi l’idiozia dell’euro. Qualcuno diceva che il miglior modo per nascondere la verità, è renderla palese e visibile a tutti. Ecco, confidando nella nostra incapacità di interpretare gli eventi e capire la realtà che ci gira intorno, pare che i tecnocrati e i politicanti europei abbiano decisamente intrapreso questa strada.

Ma vediamo come funzionerà l’ennesimo meccanismo infernale messo a punto da tecnocrati e banchieri per distruggere la democrazia, l’economia reale, la coesione sociale. Già sapevamo che gli accordi del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, prevedevano al loro interno, oltre al sostegno diretto agli stati (che serviva poi a finanziare le banche in difficoltà, vedi il caso Irlanda, Spagna e Cipro, o a pagare i creditori francesi e tedeschi, vedi il caso Grecia e Portogallo), anche la possibilità di ricapitalizzare le banche “zombie” dell’eurozona. Ora conosciamo i termini in cui avverranno queste operazioni di ricapitalizzazione, e vi anticipo già che saranno ancora dolori, lacrime e sangue per tutti i contribuenti, che già hanno dovuto una prima volta pagare e stanno ancora pagando per mettere in piedi la trappola del MES. Insomma nell’eurozona, fra mille indecisioni e tentennamenti, di una cosa possiamo sempre essere certi: la socializzazione delle perdite bancarie e la privatizzazione dei profitti non è più una raccapricciante anomalia dovuta all’emergenza ma laprassi, la normalità, la forma principale di “buon governo” dell’economia e della finanza. E siccome, come abbiamo anticipato, i capitali necessari per salvare l’intero settore bancario fallito raggiungono a spannenumeri ciclopici, non sappiamo quanto saranno ancora bravi gli europei a reggere l’urto e capaci di bere l’amaro calice. E’ davvero così difficile capire che ciò che sta accadendo in Europa corrisponde alla più grande espropriazione collettiva di ricchezza mai avvenuta nella storia dell’umanità?

mercoledì 22 maggio 2013

Carlo Sibilia annichilisce il Presidente del Consiglio Letta


Intervento del Deputato Carlo Sibilia che incalza il Presidente del Consiglio Letta su signoraggio bancario , Mes , debito pubblico e tutto cio che non ci piace di questa Europa .
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