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mercoledì 15 ottobre 2014

Istigazione al suicidio, sporte più di 15.000 querele in tutta Italia

Istigazione al suicidio, reato previsto dall'articolo 580 del codice penale.Gli italiani rispondono con 15.132 querele depositate contro le ultime due legislature, contro il Governo. E' questa la notizia che nessun organo di informazione ha diffuso. Nessuno, ad eccezione di una piccola rete televisiva. 
La magistratura ha già ricevuto in passato denunce singole come quella dell'avvocato Musu, ma mai è stata inondata da migliaia di denunce, come in questo caso. Adesso i magistrati dovranno professionalmente passare in rassegna le denunce e, se ci saranno i requisiti, dovranno aprire le indagini. 

La notizia, ovviamente, è passata inosservata, eccezion fatta per questa rete televisiva locale che lo scorso Febbraio ha confezionato questo breve, ma chiaro servizio.



Fonte: pressnewsweb.it



mercoledì 5 marzo 2014

Vedrete, Renzicchio riuscirà a farci rimpiangere Letta

Bando alle ciance sul premier più giovane e sul governo più rosa della storia italiana. Chissenefrega della propaganda: il governo Letta vantava il record dell’età media più bassa, infatti è durato meno di una gravidanza. Fino a oggi avevamo concesso a Matteo Renzi – come sempre facciamo, senza preconcetti – il sacrosanto diritto di fare le sue scelte prima di essere giudicato. Ora che le ha fatte possiamo tranquillamente dire che il suo governicchio è un Letta-bis, cioè un Napolitano-ter che potrebbe addirittura riuscire nell’ardua impresa di far rimpiangere quelli che l’hanno preceduto. Già la lista con cui è entrato al Quirinale presentava poche novità vere, anzi una sola: quella del magistrato antimafia Nicola Gratteri alla Giustizia. Quella che ne è uscita dopo due ore e mezza di cancellature a opera di Napolitano è un brodino di pollo lesso che delude anche le più tiepide aspettative di svolta.
E il fatto che la scure di Sua Maestà si sia abbattuta proprio su Gratteri la dice lunga sul livello di non detto dei patti inconfessabili che Renzi ha voluto o Alfano e Lupidovuto stringere col partito trasversale del Gattopardo. Se il premier fosse quello che dice di essere, avrebbe dovuto tener duro su Gratteri o mandare tutto a monte. Invece s’è democristianamente genuflesso a baciare la pantofola e ha nominato il ragionier Orlando, ultimamente parcheggiato all’Ambiente («Orlando chi?», avrebbe detto Renzi qualche giorno fa), rinunciando a dare una sterzata alla Giustizia. Complimenti vivissimi a lui e a Giorgio Napolitano, che si conferma il peggior presidente della storia repubblicana: se Scalfaro nel ‘94 usò il potere di nominare i ministri per sbarrare la strada a Previti, lui l’ha usato per fermare un pm competente, efficiente, onesto ed estraneo alle correnti. E non per un’allergia congenita ai Guardasigilli togati: nel 2011 firmò l’incredibile nomina del magistrato forzista Nitto Palma, amico di B. e di Cosentino.

mercoledì 12 febbraio 2014

La Dittatura avanza, Napolitano dopo Monti e Letta prepara Renzi. Ma il voto è un lusso o un diritto?

IL VOTO È UN LUSSO O UN DIRITTO?



Dopo Monti e Letta, Napolitano si prepara a varare un altro governo nato da un suo capriccio. Un altro governo senza mandato popolare.
Che lo faccia Re Giorgio lo capisco: è la sua sola idea politica da quando ha portato le vecchie tesi miglioriste al Quirinale. È una idea che ha potuto realizzare per effetto di una classe politica di mediocri. E di perdenti.
Napolitano dunque fa il suo. Storcendo la Costituzione a proprio piacimento e consegnando il Paese alle logiche euro-finanziarie. Gli effetti di questa politica sono sotto gli occhi di tutti.
Che però a questa operazione si presti Matteo Renzi mi sembra una colossale fesseria politica. Se Renzi vuole davvero salire a Palazzo Chigi deve farlo attraverso elezioni: le vince e governa. Ogni altra operazione è vecchia politica. È il solito inganno. Tra l'altro Renzi che si vantava di essere il "Rottamatore"...

sabato 8 febbraio 2014

Disastro Letta: su 429 provvedimenti ne ha attuati solo 45

CARO LETTA, VAI A CASA
Il disastro del premier:
tutti i suoi fallimenti
Le leggi stanno a zero (attuati solo 45 provvedimenti su 429). Dati imbarazzanti per i ministeri, Kyenge su tutti. E poi sul lavoro...
 
Tante parole e pochi fatti. Il governo Letta ormai è su un binario morto. Da quel 28 aprile 2013 il Paese è rimasto impantanato nella nullità dell'azione di governo e ora è appeso ad un balletto estenunate tra l'ipotesi di un Letta-bis, di un Renzi a palazzo Chigi o di un voto anticipato. La capacità decisionale non è certo il punto forte di questo governo che dopo circa 10 mesi di vita su 429 provvedimenti approvati ha dato attuazione solo a 45 norme. 

Numeri imbarazzanti -
 Uno score impressionante che segna di fatto il fallimento del governino di Letta-Alfano. I flop clamorosi arrivano dal ministero degli affari esteri, dai beni culturali e dalla giustizia: non hanno licenziato nessun decreto attuativo. Ma le responsabilità maggiori il governo ce le ha sul fronte economico. Quante volte con conferenze stampa in pompa magna è stata proclamata l'emergenza per le piccole e medie imprese? Ma dallo Sviluppo Economico e dal Tesoro non sono riusciti nemmeno a trovare il fondo di garanzia. 

domenica 28 luglio 2013

L’incredibile Pd, il non-partito che sta suicidando l’Italia

Quando si pensa che il Pd abbia toccato il fondo, ci si sbaglia sempre: dopo la “carica dei 101” che hanno impallinato Prodi nella corsa al Quirinale ecco il governo-inciucio con Berlusconi, l’ex giaguaro da smacchiare, nonché la sospensione dei lavori alle Camere, la votazione pro-F35, il no all’ineleggibilità del Caimano e il salvataggio del ministro Alfano sul caso kazako. Quante volte si è suicidato, il Pd? Eppure è ancora lì, con un suo uomo – Enrico Letta – a capo del governo imposto da Napolitano per rassicurare la Germania e gli altri poteri forti, europei e atlantici. Ormai, dice Giacomo Russo Spena, tira aria di balcanizzazione e guerra tra le correnti. Mentre gli “Occupy Pd” lanciano su Twitter l’hashtag #Mobbasta, molti elettori si sentono giustamente traditi: avevano sostenuto il Pd turandosi il naso, in nome del “voto utile” contro il Cavaliere, e ora l’odiato “nemico” se lo ritrovano al governo. Pd e Pdl «a braccetto, come due novelli sposini».
Bersani e LettaPer Pippo Civati o l’ex ministro Fabrizio Barca, il Pd è riformabile e può acquisire accenti socialdemocratici, è in grado di promuovere una politica di welfare e diritti – con un nuovo New Deal, per dirla con Luciano Gallino – e nello stesso momento riformare il paese senza cadere nella trappola dell’austerity. E’ ancora un’alternativa almeno teorica al Cavaliere? Se lo domandano due libri: “Chi ha suicidato il Pd”, del giornalista de “L’Espresso” Alessandro Gilioli, e “Democrat”, di Massimiliano Amato. In vista del congresso, scrive Russo Spena su “Micromega”, sono due letture che «ricostruiscono l’agonia di questo partito tafazziano che, dalla nascita nel 2007 ad oggi, è riuscito a inanellare molte sconfitte e pochissime vittorie». Tra gli “imputati” del fallimento, Gilioli mette Bersani, Veltroni, D’Alema, Finocchiaro, Lusi e Fioroni, domandandosi se “un altro Pd è possibile” o se, al contrario, «la spirale autodistruttiva è destinata a non finire mai».

martedì 18 giugno 2013

Il primo ministro Letta proclama lo Stato di eccezione. Cosa ci attende?


“Ciò che stiamo facendo è dovuto ad uno stato d’eccezione, mi lego a questo e al programma su cui il Parlamento ci ha dato la fiducia”, Enrico Letta, 5 giugno 2013.
“Sovrano è chi decide sullo Stato di eccezione”, Carl Schmitth.
Nel caos dell’inutilità di un confronto politico sconfortante e opportunamente offuscato dal chiasso ipocrita di coloro che stanno dalla stessa parte, chi decide procede con passi da gigante verso l’utilizzo di quello stesso strumento politico che facilitò l’ascesa di Hitler al potere. Si chiama Stato di eccezione (permanente), lo si ritrova, come si vedrà meglio in seguito, nelle affermazioni del primo ministro italiano Enrico Letta.
Non si ha certo la pretesa di assimilare gli obiettivi dello Stato di eccezione invocato dall’attuale governo a quelli del Führer. D’altra parte non si può nemmeno venire meno al dovere di allertare una vigilanza democratica sugli altissimi rischi di sospensione della Democrazia che si corrono quando si invoca un mezzo politico tanto potente quanto incerto.
Un po’ di storia e di dibattito giuridico sono essenziali per comprendere la portata del fenomeno, si procederà poi con un tentativo di ricostruzione dell’attuale scenario politico, che evidentemente mira ad un imponente abbattimento dei diritti: da quelli che compongono l’assetto costituzionale, come le prerogative del Parlamento, a quelli dei lavoratori, ormai privati della libertà di potere programmare un futuro dignitoso.

mercoledì 5 giugno 2013

L’ultima di Letta: nomina “35 super esperti” per fare le riforme…

Venerdì sarà dunque il gran giorno: il presidente del Consiglio Enrico Letta nominerà 
venticinque teorici e pratici del diritto che assisteranno “con compiti consultivi” il Parlamento sulle riforme. I nuovi saggi chiamati a comporre quella “commissione di esperti” che discuterà di modelli, leggi elettorali, forme di governo per chissà quanto tempo. Ci saranno dentro tutti: politici che raggiungono l’orgasmo discettando amabilmente di maggioritario e proporzionale, costituzionalisti giovani e rampanti, promotori sempiterni di referendum, vecchi presidenti emeriti della Consulta, illuminati cari al Quirinale.
Letta assicura che saranno rappresentate “tutte le dottrine”. Come scrive infatti il Corriere della Sera, “ci saranno gli innovatori, coloro che ritengono necessario adeguare la Carta alle esigenze dei tempi che impongono risposte rapide. Ma ci sarà anche chi appartiene al campo dei cosiddetti conservatori, restii a intervenire in profondità per timore di mettere a rischio la democrazia”. Dentro, membri della maggioranza e dell’opposizione, sia chi vuole il presidenzialismo sia chi vuole il parlamentarsmo. Non solo: ma di questa ultima versione sarà dato spazio sia ai filo-tedeschi che ai filo-inglesi

mercoledì 22 maggio 2013

Carlo Sibilia annichilisce il Presidente del Consiglio Letta


Intervento del Deputato Carlo Sibilia che incalza il Presidente del Consiglio Letta su signoraggio bancario , Mes , debito pubblico e tutto cio che non ci piace di questa Europa .

Letta: ''L'Ue così non basta più, servono gli Stati Uniti d'Europa''


Dopo le esternazioni di Emma Bonino questa volta è Enrico Letta a sponsorizzare la cosiddetta "integrazione europea", ovvero il percorso verso il decentramento di sempre maggiori poteri e competenze dalle nazioni (ex) sovrane all'UE. 

Da un membro del Bilderberg, della Trilaterale e dell'Aspen Institute, autore di un libro intitolato "morire per Maastricht" non potevamo certo aspettarci niente di diverso...
 
di seguito il comunicato di Adnkronos:

Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premier nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo: ''L'Europa o accelera o implode. Non sia una gabbia di vincoli''. E sottolinea: ''L'abrogazione per l'Italia della procedura di deficit eccessivo sarebbe un segnale importantissimo''.


Redazione Informati
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