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venerdì 17 giugno 2016

Bilderberg 2016: i membri del club temono il brexit



“Una storia d’amore col silenzio”, così il Guardian chiama la tradizionale segretezza intorno alla conferenza Bilderberg, un meeting annuale del quale un tempo si parlava assai poco sui media mainstream, ma che sta sentendo crescere, anno dopo anno, la pressione intorno a sé.
La ragione è semplice, vi partecipano alcuni fra i più potenti capi di Stato, vertici delle multinazionali, alcuni giornalisti, e ciascuno rigorosamente vincolato a tacere i contenuti dell’incontro. Questo garantirebbe la libertà di espressione dei partecipanti. Ma al pubblico, anche non solo a quello appassionato di complotti, tanta riservatezza sembra ingiustificata, se non sospetta.
Quest’anno, potrebbe essere tenuta una conferenza stampa dell’evento, fatto che in precedenza mai accaduto? Questa la domanda che l’inviato del Guardian ha posto a qualcuno degli invitati alla conferenza, una domanda legittima, “visto il numero di politici che vi prendono parte”. Fra gli interrogati c’è anche una vecchia conoscenza del Bilderberg e dell’alta finanza italiana, Franco Bernabé.
La sua risposta, dopo una risata: “Ci sono un po’ di vostri colleghi nella conferenza, membri della stampa. Giornalisti”. Vero, ma vincolati dall’omertà del Bilderberg; che farsene, del resto, di giornalisti che non possono esercitare il loro obbligo d’informare? “Pensavo fosse accettabile che almeno Nbc, Bloomberg e il Financial Times, che hanno giornalisti all’interno del Bilderberg, fossero a Dresda per coprire il summit”, scrive sconsolato il reporter del Guardian, “ma non ci sono”.
Le misure di sicurezza sono, come sempre, impressionanti, si parla di mille poliziotti impiegati per contenere 15 dimostranti, di telefoni che non funzionano per giorni, con pochi media tradizionali interessati a fare breccia in un evento apertamente ostile a ogni forma di trasparenza. Tuttavia, nota il Guardian, le cose stanno pian piano cambiando: “per cominciare le agenzie d’informazione hanno iniziato a venire. Getty Images e Reuters sono qui”.
La loquacità dei partecipanti resta pochissima, ma quest’anno almeno uno di loro, Peter Thiel, cofondatore di PayPal e fra i più giovani invitati alla conferenza, ha voluto offrire una spiegazione sulla folle ossessione per la privacy che avvolge il Bilderberg:

“Il libertarianismo non è sinonimo di trasparenza radicale. […] Penso che spessi si abbiano le migliori conversazioni in gruppi piccoli, dove non tutto è monitorato; questo è il modo di fare conversazioni molto oneste e di pensare al futuro nel modo migliore”.

Brexit: Bilderberg non lo permetterà mai
Le élite globali hanno paura che uno scenario di Brexit possa mandare in fumo 70 anni di alleanza atlantica. Come previsto da Stratfor tempo addietro, i nazionalismi si sarebbero inevitabilmente opposti alla creazione di un blocco statale monolitico e il progetto degli Stati Uniti d’Europa voluto dalla Germania è destinato a fallire, o per lo meno rimanere in fase di stallo.
L’agenzia di intelligence americana osserva come tutto sia iniziato quando nel 2004 Bilderberg ha votato per l’allargamento dell’Ue, che ha scatenato una prima grande ondata migratoria dalla Polonia al Regno Unito.
Nonostante le politiche di confini aperti dell’Europa, la crisi dei migranti e gliattentati terroristici di Parigi e Bruxelles, hanno costretto i leader politici dei singoli Stati membri dell’Ue a tentare di accontentare i cittadini, per ragioni ovvie di popolarità. Il risultato è un progressivo rafforzamento dei confini e innalzamento delle barriere anti migranti, con l’obiettivo di ridurre sia il numero di rifugiati in fuga da guerre come quella in Siria, sia la manodopera a basso costo in entrata.
Per quanto abbiano tentato di eliminare qualsiasi sovranità nazionale, le autorità politiche delle forze europee sono nazionali prima di tutto e mettono i propri interessi davanti a qualsiasi altra cosa. Se non altro per tentare di essere rielette.



Per grande dispiacere dei potenti del mondo delle conferenze Bilderberg – imprenditori, banchieri, politici, commentatori – dopo 70 anni di tentativi, il progetto per sopprimere le sovranità nazionali per creare un unico blocco europeo è per il momento è in serio pericolo. Una vittoria del fronte dei ‘Leave’ darebbe il definitivo colpo di grazia a tale progetto. E il gruppo dei Bilderberg non lo permetterà.
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mercoledì 15 giugno 2016

NESSUNA CONFERENZA STAMPA AL BILDERBERG? TUTTO SEGRETO




DI CHARLIE SKELTON

E' possibile che, essendo parte del comitato direttivo del Bilderberg, abbia dimenticato cosa significhi la parola conferenza stampa  e che la mia frase le sia suonata come un miscuglio di sillabe aliene sconnesse e che, per questo motivo, la Kravis, in preda al panico, abbia parlato di arte.
Allor mi sono girato verso il marito, l'investitore miliardario Henry Kravis, che stava scappando insieme a lei : "Come vanno gli affari a KKR?" ho chiesto. Henry Kravis stringendo la mascella - come fanno i veri uomini di Wall Street - in una specie di terrificante sorriso abortito, da lontano ha ululato qualcosa. Anche lui, come Marie-Josée Kravis è un appassionato d'arte, tanto che somiglia a un personaggio dei dipinti di Francisco Goya.
Marie-Josée and Henry Kravis walk past the Hotel Taschenbergpalais in Dresden, Germany
Foto: Chad Buchanan/Getty Images
Così nel più cupo silenzio di Henry, i due si sono infilati tra i cordoni della sicurezza. Per fortuna, qualche altro delegato era uscito fuori per fare un giro durante la pausa nel programma, e sono riuscito bloccare un finanziere italiano, uno che frequenta il Bilderberg da sempre, Franco Bernabè mentre passeggiava tra la folla di una piazza di Dresda. Ho chiesto di nuovo sulla conferenza stampa. Una domanda ragionevole, ho pensato, considerando il gran numero di politici di alto livello che partecipano alla conferenza - quattro ministri delle Finanze, due primi ministri, tre parlamentari del governo tedesco, un vice-presidente della Commissione Europea, il capo del parlamento svizzero ... ma la lista è lunga.
Bernabè si è messo a ridere e ha fatto un cenno verso la sede della conferenza. «La dentro ci sono un bel po' di colleghi tuoi. Fanno parte della stampa. Giornalisti.» Sembrava sinceramente soddisfatto da questa sua ironia e se n'è andato ridacchiando per tornare dentro.
Ero contento di aver illuminato la giornata a Bernabè, ma ho trovato la sua osservazione profondamente deprimente. Un importante vertice politico, uno dei più grandi nel calendario geopolitico, e praticamente gli unici giornalisti all'interno della conferenza sono quelli inviati dai main-stream, quelli legati con la loro omertà al Bilderberg.
Chiedere che i politici rendano conto è una cosa. Tenere la porta aperta per il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan, mentre se ne va a fare la seconda - prima colazione, prima di cominciare una dura mattina a discutere dell'economia europea a porte chiuse con il presidente della HSBC, è un altro.
Credo che sarebbe abbastanza accettabile se la NBC, Bloomberg o il Financial Times - testate che hanno giornalisti all'interno del Bilderberg - fossero a Dresda per raccontare cosa si sta dicendo durante il vertice. Ma non sono li per questo. Ho parlato con quelli del TG della BBC, una settimana prima dell'inizio della conferenza, per chiedere se stavano mandando qualcuno. Il giornalista con cui ho parlato ha sospirato e poi mi ha spiegato che  "Il fatto  è che stiamo mandando così tante persone agli Europei ... .
Se fossi uno di quella élite tecnocratica che esercita la propria influenza sulla politica pubblica per tenere le cose segrete, a sentire certe cose, penserei che il gioco è fatto. Tanti decenni spesi per rendere difficile alla stampa poter scrivere un qualsiasi servizio su questi summit, hanno prodotto una profonda riluttanza da parte dei media a perder tempo ( per non concludere niente).
Marcello Brecciaroli, un giornalista del canale televisivo italiano La7, ha detto di essere rimasto scioccato per aver visto quanto sono severi i servizi di sicurezza. "Stanno mandando 1.000 poliziotti per una dimostrazione fatta da 15 persone. Schierano un cerchio di 15 agenti di polizia per prendere un uomo. E' pazzesco". A Dresda ho visto dei reporter a cui hanno svuotato la borsa sui marciapiedi e che sono stati malmenati dagli agenti di polizia. Almeno due, che io sappia sono stati minacciati fisicamente.
Per i giornalisti, il Bilderberg è l'esatto opposto di un G7 o di un gigantesco evento sportivo. Nessun gadget e niente bar o champagne gratis,  solo cordoni di polizia, telefonia mobile disturbata e la possibilità di essere maltrattati da agenti troppo zelanti dei servizi segreti turchi, come è accaduto a mia moglie.  
Qui abbiamo tutti i telefonini bloccati. Il mio sono giorni che non funziona. E' la metafora perfetta del Bilderberg: il blocco della comunicazione. Essere qui e cercar di raccontare che succede non è facile. I giornalisti  dei mainstream sono esseri umani e avrebbero voglia di aprire quelle porte contro cui possono solo sfogare le loro frustrazioni per essere chiusi fuori.
Michael NoonanIn loro assenza, quella porta è stata forzata e socchiusa dai media alternativi. Anno dopo anno, sono venuto a testimoniare insieme ai giornalisti indipendenti e ai blogger, sempre coraggiosamente per confrontarci con i silenzi, per cercare di tirar fuori qualche informazione. Invece dei giornalisti della NBC  c'è  Dan Dicks. Al posto del Financial Times, c'è Luca Rudkowski. Piuttosto che quelli della BBC c'è Rob Dew di Infowars  a correre dietro a all'ex direttore della CIA David Petraeus, che ora lavora per Henry Kravis. Petraeus se n'è andato ma Dew è rimasto,  continuando a provarci ancora.
Ma gli anni passano e c'è qualche segnale che i media mainstream potrebbero trovare il modo di parlare sensatamente del Bilderberg, anche se ancora non lo stanno facendo. Per cominciare, le agenzie di stampa hanno iniziato a venire. Getty Images e Reuters sono qui. Questo è un enorme passo avanti nella giusta direzione. I giornali locali hanno mandato tutti i giorni loro giornalisti  fuori dal  Taschenbergpalais, il tabloid tedesco Bild ha riferito da Berlino e Sky News Australia si è servita di inviati locali per mettere insieme dei servizi.
In generale, c'è stato un miglioramento sostanziale per fare una seria analisi della conferenza. Visto il poco che si sta mettendo insieme sui fatti del finanziamento e del funzionamento del Bilderberg e il suo ruolo di lobbying - essenziale per le grand imprese bancarie e petrolifere  - diventa sempre più chiaro che le informazioni sull'evento rendono più facili le critiche. Questo circolo virtuoso significa che i giornalisti hanno più probabilità di ricucire qualcosa di serio e che possono diventare meno inclini a nascondersi dietro battute ironiche e a dover ricorrere a teorie cospirative vecchie e stanche.
Siamo vicini a un punto di non ritorno. Tutto quello che servirebbe è solo qualcosa che finalmente solletichi la stampa mainstream, ed i giornalisti veri arriveranno.
Il tempismo è perfetto. La retroguardia più reticente del Bilderberg sta gradualmente essendo sostituita da una generazione più giovane, in particolare da quelli di Silicon Valley, che sono più a loro agio con l'idea di aprire alla stampa. Il co-fondatore di PayPal Peter Thiel, uno dei membri più giovani del comitato direttivo del Bilderberg, ha fatto una dichiarazione ufficiale ai giornalisti durante la sua passeggiatina per Dresda. L'instancabile Luca Rudkowski gli ha fatto una domanda intelligente sui suoi valori libertari, e Thiel ha risposto. E' stata la cosa più vicina, da decenni,  a una conferenza stampa del Bilderberg. Ha detto di credere che sia sempre importante uno scambio di opinioni e che non ha importanza se le prospettive sono differenti.
"Penso che esistono tanti problemi nella nostra società ... Dobbiamo trovare il modo di parlare con la gente, nei posti dove non tutto è completamente trasparente. Il libertarismo non è sinonimo di assoluta trasparenza. Questo è un argomento di cui si sarebbe occupata la Stasi, nella Germania, orientale, dove tutto doveva essere monitorato dalla società. E penso che spesso le migliori conversazioni sono proprio quelle che avvengono in piccoli gruppi, tra poche persone, dove non tutto è monitorato; è così che intavolano conversazioni molto oneste e così che si può pensare meglio al futuro."
Non dico che Peter Thiel  sia un campione della libera stampa. Le sue mani sono ancora bagnate dal sangue della Gawker, ma almeno è uno che ha parlato con noi. E' un inizio.
La dichiarazione, tuttavia, rivela una profonda confusione nel cuore della logica  Bilderberghiana. Thiel sostiene che la trasparenza sia un problema che ostacola un dialogo onesto, che deve essere superata in occasione di eventi come il Bilderberg, per il bene del futuro. Ma la trasparenza assoluta di cui parla, una sorveglianza che tutto vede di tutto, non è quella per cui i giornalisti e gli attivisti per la trasparenza si stanno battendo. La trasparenza che vogliamo vedere nella politica non è incompatibile con la privacy personale. Queste sono due sfere completamente diverse.
Nella Germania Est, le conversazioni non erano monitorate dalla società. Era la società ad essere monitorata dalla Stasi. Trovo strano sentire Thiel, che è ovviamente un uomo molto intelligente, dire qualcosa di così sconclusionato.
Naturalmente, la trasparenza della società che cercava la Stasi andava di pari passo con la privacy - fortemente protetta - dei vertici dell'amministrazione. Era la stessa cosa, ho paura di dire, che succede al Bilderberg. La Privacy  non è un problema per i miliardari e per i capi delle multinazionali che lo gestiscono. E' solo questione di stabilire entro quanti squilli deve intervenire la polizia anti-sommossa che sta proteggendo il luogo dell'evento.
Nel frattempo, a chi sta fuori stanno controllando l' identità, vengono filmati dalla polizia e sono strettamente monitorati on-line. La trasparenza non è un problema per il Bilderberg. Ma è un problema per il pubblico.
E' la trasparenza delle nostre vite digitali quello che è assoluto, radicale.  Come partecipante del Consiglio di Facebook e Presidente della società di analisi-dati Palantir, Thiel sa molto più di chiunque altro, qual è il grado della nostra trasparenza. Questo è un argomento che è stato discusso nello stesso Bilderberg. Uno dei punti all'ordine del giorno nel 2014 è stata la domanda: "La privacy esiste?" Al Presidente del comitato direttivo del Bilderberg, Henri de Castries, è stato chiesto di recente se la privacy sia morta, la sua risposta è stata molto semplice: "Sì."
Potrebbe esser morta per la maggior parte di noi, ma la privacy sembra essere viva e vegeta al Bilderberg.
E adesso che succede? L'interesse della stampa per l'evento è in graduale aumento, con una copertura sempre più capillare e seria. Sul suo sito web, il gruppo Bilderberg dichiara che "L'annuale Conferenza stampa ... è stata  sospesa per mancanza di interesse". Lasciando da parte il fatto se questo sia vero o no,  possiamo ragionevolmente dire che: se la mancanza di interesse non è più un problema, se c'è un numero sufficiente di giornalisti che hanno domande da porre, allora la Bilderberg potrebbe voler ripensare a ripristinare la sua conferenza stampa annuale. Dopo tutto, non c'è niente di nuovo per loro. Lo hanno sempre fatto.

Charlie Skelton

Traduzione di Bosque Primario per comedonchisciotte


venerdì 10 giugno 2016

BILDERBERG: ANCORA POTENTE, MA QUEST’ANNO C’E’UN PROBLEMA IN PIU’




DI CHARLIE SKELTON
theguardian.com



Mentre incombe lo spettro del Brexit, a Dresda si riuniscono i grandi della finanza, dell’industria e dell’high-tech.
Primi ministri, ministri delle finanze, capitani d’industria e d’impresa, ex-direttori di servizi segreti: ecco chi sono i partecipanti alla conferenza di Bilderberg di quest’anno. C’è un assente illustre però: George Osborne.
L’elenco dei partecipanti alla conferenza, la quale inizia oggi giovedì 9 giugno a Dresda, è stato reso pubblico martedì 7 e comprende un gran numero di politici veterani, decine di vertici di banche e miliardari del mondo della finanza. Questa volta si ritroveranno insieme nell’enclave recintata dell’ Hotel Taschenbergpalais.
Nella foto: Come al solito, Henry Kissinger terrà banco anche quest’anno al Bilderberg – Foto: Brendan Smialowski/AFP/Getty Images


Saranno presenti due primi ministri, quattro ministri degli esteri, il capo del FMI e un vice-presidente della Commissione Europea. Data la presenza di così tante figure politiche di rilievo, compresi tre membri del Gabinetto Tedesco, sono stati chiamati a coordinare le operazioni di sicurezza i militari tedeschi.
Gli ufficiali dell’esercito tedesco hanno incontrato gli addetti alla Conferenza, perlustrato il perimetro dell’hotel e scattato foto all’entrata dell’Hotel. Insieme agli addetti alla sicurezza di Airbus, faranno in modo di tenere a debita distanza la stampa dai politici presenti per tutta la durata della conferenza.
Nessuno vuole che il ministro danese della giustizia o il vice primo ministro della Turchia si trovino a dover rispondere a domande scomode, del tipo: "Che ne pensa delle lobby imprenditoriali?”. Soprattutto quando si sono in compagnia del presidente della HSBC o del presidente della Siemens.
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Operai erigono la recinzione di sicurezza fuori dell’Hotel Taschenbergpalais, sede della Conferenza di quest’anno. Foto: Sebastian Kahnert/EPA
Operai riferiscono che quelli della sicurezza di Airbus hanno anche installato un sistema di tende a bolla e di palchi nel cortile dell’hotel.
La società aerospaziale - nonché settima società più grande al mondo produttrice di armi - è un attore chiave al Bilderberg 2016. Ogni anno, a coordinare la sicurezza insieme alla polizia locale, si incarica una società importante collegata al Consiglio Direttivo della Conferenza: nel 2013 a Watford era la Barclays. Quest'anno è Airbus. Cosa che rende ancora più marcato il carattere fortemente lobbistico della Conferenza – con delle grandi società che si occupano praticamente di tutto, dalla sicurezza al ghiaccio secco. E cosa che rende ancora più eclatante il silenzio dei politici presenti.
Anche un rapido confronto tra la l’elenco degli ospiti e il programma della conferenza solleva bandiere rosse. Tutti quei ministri delle finanze seduti intorno a un tavolo per discutere di "geopolitica dei prezzi dell'energia e delle materie prime", con il capo gruppo esecutivo della BP, il vice-presidente del gigante petrolifero portoghese Galp Energia e l'amministratore delegato di Royal Dutch Shell. E questo senza dover poi riferire ai rispettivi parlamenti su ciò di cui hanno discusso. E’ tutto così inadeguatamente informale e difficile da comprendere.
Quest’anno, sul tema della Royal Dutch Shell, è dovuto intervenire, al posto di sua madre Beatrice, il re dei Paesi Bassi. Dato il forte interesse storico della famiglia reale nel business petrolifero, il re Guglielmo Alessandro ha avuto sicuramente molto di cui parlare con il ministro dell’ambiente olandese, Sharon Dijksma.
E’ l’ideale per tutti che questi colloqui di alto livello tra politici e grandi imprese petrolifere transnazionali si svolgano lontani dalla stampa e protetti da severe misure di sorveglianza. E’ il massimo, soprattutto per chi siede nel consiglio di amministrazione di BP. Ad esempio, Sir John Sawers: oltre ad essere un direttore di BP, il sottile e blair-iano ex-capo del M16 fa parte del Consiglio Direttivo del Bilderberg; ed è anche presidente di Macro Partners Advisory, un gruppo di consulenza globale con stretti contatti con la comunità transatlantica di intelligence, del tipo Kissinger Associates.
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Il Re William Alexander di Olanda sostituirà sua madre, Beatrice, al Bilderberg. Foto: Remko de Waal/EPA
Parli del diavolo e… Anche quest’anno terrà banco Kissinger, il sempreverde novantatreenne ex-segretario di stato americano, elargendo perle della sua infinita saggezza dal trono di ossa che ha lasciato dietro di sé ovunque sia andato. Uno così, è impossibile da contenere. Kissinger ancora incontra George Osborne per consigliarlo su temi di geopolitica, e recentemente ha avuto un incontro molto pubblicizzato con Donald Trump. Avrei voluto essere una mosca sul muro di quella stanza, ma temo che la lingua di Kissinger mi avrebbe staccato da quel muro nel giro di un attimo.
A 93 anni suonati, Kissinger sembra preoccuparsi molto del futuro: questo forse spiega il recente interesse del Bilderberg nell’intelligenza artificiale. Henry sta forse considerando di caricare tutto il suo scibile su un drone del Pentagono, in modo che possa circolare più facilmente tra i vertici geopolitici, per poi sganciare una bomba occasionale su un villaggio, ricordando i vecchi tempi. O forse a Dresda sarà istruito su dove saranno posizionate le prese USB sul suo corpo, sotto la supervisione degli esperti AI Demis Hassabis, direttore del progetto di DeepMind di Google e dal co-presidente della OpenAI, Sam Altman.
Con Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, nuovamente presente al buffet di quest'anno, sembra che la storia d'amore tra il Bilderberg e la Silicon Valley stia andando alla grande. E con la sicurezza informatica in cima all’Ordine del Giorno della Conferenza, non possiamo non menzionare Alex Karp, l'amministratore delegato di Palantir, il gigante della sorveglianza e del data-mining.
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Peter Thiel, fondatore di PayPal, una presenza costante al Bilderberg. Foto: Neilson Barnard/Getty Images for New York Times
Una stella nascente tra le grandi imprese, Karp è il luogotenente – e patito di Qijong - di Peter Thiel, direttore di Facebook e fondatore di PayPal (e azionista di maggioranza di Palantir Technologies – ndt), presenza fissa al Bilderberg.   Karp, dagli occhi di ghiaccio, sembra un Kissinger giovane in stile hippy. Recentemente è stato accolto nel consiglio del gruppo Economist, segno certo di accettazione anche da parte dell’intero ‘establishment’.
Ed è così che si presenta quest’anno il Bilderberg: un establishment transatlantico finanziario, industriale e high-tech. Ancora abbastanza potente da far accorrere all’apertura delle sue porte ministri e commissari europei, ma con una nuova ansia in più rispetto al passato. Russia e Cina stanno sono ancora punti caldi all’ordine del giorno e oggi si aggiunge una nuova preoccupazione: il Brexit.
Molti dei partecipanti di quest’anno si sono pubblicamente dichiarati contrari ad esso. E all’ordine del giorno troviamo un argomento molto particolare: “Europa: migrazioni, crescita, riforme, visione, unità”. Fin da quando aprì i battenti per la prima volta negli anni ’50, il Bilderberg ha sempre sostenuto l’unità Europea e ora non intende certo smettere.
Thomas Enders, CEO di Airbus, di recente ha detto: “L’industria aerospaziale – tra le altre credo – condurrà una lobby per il voto britannico a favore dell’U.E.”Qualunque cosa da oggi fino al referendum, state certi che la lobby del Bilderberg sul tema sarà fortissima. Dopo tutto, è quello che sa fare meglio.

Charlie Skelton
Fonte: www.theguardian.com
Link: https://www.theguardian.com/world/2016/jun/07/bilderberg-conference-dresden-charlie-skelton-bilderblog
8.06.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di SKONCERTATA63 (fonte) 

martedì 7 giugno 2016

SOCIETÀ SEGRETE, UNA COSTANTE NELLA STORIA DELL'UMANITA'



Il nostro mondo è popolato di segreti.
Militari, civili, personali, ogni rapporto sociale è impregnato di un’aspetto di segretezza che spesso non ci fa avere il quadro completo della situazione. Che sia per motivi personali o logiche di profitto, i segreti sono una costante dell’intera storia dell’umanità.

Talvolta per proteggere certi segreti si formano attorno ad essi delle vere e proprie comunità con il solo e unico scopo di difendere interessi locali o globali, per combattere o sostenere regimi o personalità: sono le cosiddette società segrete.

Tracciare una storia delle società segrete è relativamente più facile oggi che in passato.
La potenza degli organi di informazione e la loro espansione worldwide ci consente di accedere a documentazione del tutto inaccessibile in tempi passati, e di costruire un quadro abbastanza dettagliato delle società segrete che in passato e nel presente hanno un certo peso all’interno della politica e dell’economia mondiale…

Nell’antichità lo scopo delle società segrete era principalmente quello di preservare lo status quo di alcuni individui, e poco è cambiato da allora. Il motivo della segretezza di alcune informazioni è da ricercare soprattutto nella necessità di conservare aree di influenza in alcuni settori chiave, come quello militare o quello economico. Assistiamo così alla nascita o alla conservazione di poteri che derivano da un’accurata custodia di informazioni vitali per la sopravvivenza di alcuni gruppi di potere locali o mondiali.
Per molti tuttavia è difficile credere che siano in atto coperture e cospirazioni, ma la storia del genere umano dimostra di continuo che il susseguirsi delle vicende dell’uomo ha come base costante il complotto ed il segreto. Non è necessario essere coinvolti in gruppi di cospirazionisti per rendersene conto.

Dove e come nascono principalmente le società segrete:

Spionaggio: quale esempio migliore di società segreta se non gli apparati di spionaggio? Chi fa parte di gruppi di spionaggio è per eccellenza un individuo che ha come scopo ultimo quello di preservare le proprie informazioni, o di svelare quelle del nemico. Come cita un ormai vecchio motto : “L’informazione è potere”, e niente è così vero soprattutto in ambiente spionistico. Una singola informazione può cambiare il destino di molte vite, un singolo dettaglio può far cadere o rinascere un regime.

Politica: da dove cominciare? forse da uno dei casi più eclatanti, l’omicidio di Giulio Cesare. Per mettere in piedi una cospirazione di tale portata è necessario creare un gruppo di persone che condividano gli stessi segreti e gli stessi scopi, il che qualifica questo gruppo come società segreta a tutti gli effetti.

Ambiente militare: quale miglior esempio di segretezza degli apparati militari? Al giorno d’oggi, in cui una specifica tecnologia può fare la differenza sul campo di battaglia, la segretezza delle informazioni è di vitale importanza per la supremazia militare. Conoscere i dettagli di una tecnologia o di una strategia militare comporta anche conoscerne le vulnerabilità per renderla inconsistente.

Economia: un esempio molto banale potrebbe essere quello dei titoli di borsa. Se si conosce in anticipo la strategia di mercato o l’andamento economico futuro di una particolare azienda o settore, è facile mettere in atto speculazioni finanziarie, nascondendo informazioni o utilizzandole in via esclusiva per trarne profitto.

Religione: le persecuzioni di natura religiosa possono favorire la nascita di società segrete o di gruppi costretti a vivere nell’ombra. Non necessariamente queste associazioni hanno intenzione di combattere contro il sistema religioso dominante, a volte vogliono soltanto sopravvivere e dedicarsi al proprio culto. Altre volte invece, la religione è utilizzata come meccanismo per cementare l’unione dei membri di una società segreta: è il caso della società di Thule, che sfruttava paganesimo e misticismo per giustificare le proprie idee e per il controllo dei membri della società segreta.

Le società segrete sono ovunque, per quanto si possa negare la loro esistenza tornano sempre a far notizia nella cronaca. I problemi relativi al mantenimento di una società segreta nascono soprattutto dalla scoperta della sua esistenza, che può principalmente essere l’effetto di:

Troppi appartenenti alla società segreta
E’ il caso delle Triadi cinesi per esempio, nate come società segrete ma che, nel corso del tempo, hanno visto aumentare il numero dei propri membri fino a raggiungere cifre astronomiche. E’ normale che, con un numero così elevato di partecipanti, la fuga di notizie sia difficile da contenere.

Troppo potere in mano a pochi
L’accentramento del potere nelle mani di pochi elementi spesso puzza. Puzza di imbroglio, puzza di speculazione, puzza di associazione segreta. Il che non deve portarci a credere che ci siano associazioni segrete dietro ogni angolo, ma è facile immaginare come persone che abbiano gli stessi, grandi obiettivi possano concordare una strategia comune per conseguirli.

Errori e poca discrezione
Anche se non si tratta di una vera e propria società segreta per definizione, il gruppo di persone che ha portato alla recente crisi economica mondiale aveva obiettivi condivisi dai suoi membri, principalmente speculazioni economiche per accrescere il proprio potere o il proprio patrimonio. Quando tuttavia la speculazione va oltre, non più piegando le leggi ma superandone il punto di rottura, tutto il sistema crolla, rivelando i burattinai dietro alla manovra economica speculativa.

Cambiamento del fine ultimo
Quando una società segreta muta il suo scopo, ragione per la quale si è arricchita di seguaci, molte persone possono decidere di lasciarla, portandosi dietro alcuni dei segreti più intimi dell’associazione. Ovvio immaginare come questo costituisca un pericolo per l’esistenza stessa della società segreta, che a volte arriva ad atti estremi pur di mantenersi in vita e preservare l’anonimato ed i segreti dei suoi membri. Tuttavia questi “atti estremi” possono rivelarsi del tutto controproducenti, svelando l’esistenza della società o alcuni dei suoi obiettivi.
Come dicevo in precedenza, basta aprire un libro di storia per accorgersi dell’esistenza, ora ed in passato, di società segrete nate con lo scopo di ribaltare regimi, sovvertire l’ordine sociale, combattere ingiustizie ed altri scopi che spesso di chiaro hanno molto poco.
L’elenco qui sotto è del tutto incompleto, ma è basato su società segrete realmente esistite nella storia o attualmente ancora in vita. Non si tratta di società la cui esistenza non sia stata provata o soltanto supposta, tipiche delle manie di cospirazionismo di alcuni individui, ma di gruppi segreti sulla cui esistenza ci sono prove, testimonianze e fatti storici a supporto.

Carboneria: società segreta nata inizialmente come opposizione alla politica di Gioacchino Murat

Adelfi: società segreta nata in Francia in concorrenza con la massoneria, coinvolta in movimenti anti-bonapartisti e nei moti spagnoli del 1820-1821.
Cavalieri della libertà: nata nel 1830 in Piemonte, questa società segreta comprendeva anche alcuni membri dell’esercito.
Al-Fatah: “Giovane associazione araba” nasce nel 1911 a Parigi per opera di alcuni ufficiali arabi allo scopo di ottenere l’indipendenza del mondo arabo
Thule: società che costituì il nucleo del partito nazista, fondata nel 1910 sulla base di paganesimo nordico, antisemitismo e nazionalismo estremo.
Mungiki: setta politico-religiosa, oltre che mafiosa, nata in Kenia nel 1980 inizialmente come milizia locale per proteggere i contadini contro le forze governative. In seguito prese il controllo dei taxi, dello smaltimento dei rifiuti, dell’edilizia e del traffico di droga
Crna ruka: “Mano nera” è una società segreta nazionalista nata in Serbia nel 1911, implicata nell’episodio di “accensione” della Prima Guerra Mondiale, l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando.
P2: Propaganda Due è una loggia segreta nata per destabilizzare l’assetto politico e sociale italiano
Skulls and Bones: benché non sia una società, e nemmeno segreta, la fratellanza universitaria di Yale Skulls and Bones è spesso accusata di ordire complotti a sfondo economico o politico attraverso scambi di favori tra gli appartenenti alla confraternita. I membri sono tenuto alla segretezza con un giuramento a vita.

Al giorno d’oggi c’è una particolare società segreta, la cui esistenza non è stata provata ma solo supposta (e da molti ritenuta assolutamente reale sulla base di evidenze che poco hanno di oggettivo): il cosiddetto Governo Ombra. Il Governo Ombra, secondo i complottisti, pare abbia il controllo di ogni settore sociale ed economico, dalle armi alla finanza, influenzando la politica di intere nazioni per conseguire i propri scopi.

Si può credere o meno all’esistenza di questa società segreta, ma ad oggi non c’è alcuna prova oggettiva del fatto che esista un gruppo di questo tipo.

Come ho già accennato in precedenza, è facile immaginare che persone aventi gli stessi scopi possano unire le proprie forze per raggiungerli, è capitato in passato e capita tutt’ora anche per le piccole cose d’ogni giorno; ma da questo a ritenere reale una cospirazione dalla portata così globale il passo è troppo lungo, soprattutto per l’assenza di prove incontrovertibili che ne dimostrino l’effettiva presenza.


informazioneconsapevole.blogspot.it


Fonte: terrarealtime.blogspot.com

domenica 24 aprile 2016

Due o tre cose sulla Trilateral a Roma

“Una volta era più facile controllare un milione di persone che ucciderle. Oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone che controllarle”
Zbigniew Brzezinski  in un discorso al Council on Foreign Relations
di luciano garofoli 
Lo sappiamo ormai tutti e poi lo dice, seppure molto raramente, anche la televisione: la Trilateral Commission è un’associazione privata formata da una serie di amiconi che svolgono attività di primissimo piano.[1]
Sono titolari di imprese,  manager, professori universitari di primissimo piano, uomini politici influenti, banchieri, giornalisti che ogni tanto sentono il bisogno di ritrovarsi per fare quattro chiacchiere sui vari temi dell’attualità mondiale e per scambiarsi esperienze e suggerimenti.

sabato 23 aprile 2016

Trilaterale: il PAS lancia il presidio davanti alle procure

Comunicato Ufficiale Congiunto Aperto a Tutte le Forze Politiche e Singoli Cittadini.
Dopo le ultime dichiarazioni e analisi dell'Avv. Alfonso Luigi Marra contro le opposizioni del parlamento, sterili e discutibili, abbiamo convenuto con il PAS FermiamoLeBanche, di passare a fare i fatti evitando ogni possibile scenografia, fatti che hanno come obiettivo il risveglio delle coscienze del popolo, superando le fittizie opposizioni.
Pertanto ci rivolgiamo con questo comunicato a Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Luigi Di Maio, e tutti i partiti, movimenti, associazioni e Uomini liberi, di prendere posizione netta nel sensibilizzare la magistratura, affinchè intervenga, nell'ambito della funzione che discende dai suoi poteri.
Tutto ciò si può ottenere con un presidio ad oltranza presso tutte le Procure Italiane, se tali forze si uniranno in maniera solidale e determinata in data, Lunedì 23/05/2016.
Nel caso non ci sarà l'adesione di dette forze, il PAS e altri Movimenti si daranno appuntamento, presso la sede della Procura della Repubblica di Roma in Via Mario Amato 13/152 (Piazzale Clodio).
Vedremo se questa volta tutti coloro che si oppongono a questo sistema se saranno presenti...ne daremo comunicazione, nel bene e nel male.
In data 17/04/2016 il Capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro Boschi, il presidente della Rai, Monica Maggioni e numerosi esponenti delle imprese e dell’alta finanza hanno partecipato alla riunione Plenaria della Commissione Trilaterale tenuta a porte chiuse. Nel corso di tale riunione il Presidente Mattarella nel portare i suoi saluti ai presenti ha fatto un’ampia prolusione, non mancando di elogiare la funzione, i fini e le attività di tale benemerita struttura. I più non sanno che la commissione trilaterale è un'associazione privata, fondata nel 1973 da un gruppo di cittadini Nord Americani, Europei e Giapponesi con la finalità, in verità poco chiare, di offrire ai soci un forum permanente di dibattito per approfondire i grandi temi comuni alle tre aree interessate al di fuori dei canali ufficiali.
Ancora una volta assistiamo ad interventi “discutibili” da parte di coloro che dovrebbero rappresentare con imparzialità le istituzioni, ma non è tutto, infatti in un recente passato sono stati posti in essere comportamenti che mal si conciliano con i principi di diritto e con la prassi istituzionale cui dovrebbe uniformarsi la condotta di chi ricopre una funzione pubblica apicale.

martedì 19 aprile 2016

Monica Maggioni alla Trilaterale. Ma va tutto bene.

#MonicaRaccontaci Venerdì scorso a Roma si è incontrata la Commissione Trilaterale. A porte chiuse. Anzi, a giornali chiusi, a televisioni chiuse, a occhi, orecchie e bocca chiusi. Se non sapete cos’è la Commissione Trilaterale sono affari vostri. Cercate in rete. Loro, in ogni caso, decidono ugualmente per conto vostro. Ma non li votate (che novità).
Volete sapere qual era l’ordine del giorno? “Plasmare il futuro dell’Italia in Europa“. Vi sembra interessante? Credete che se gente come Hermann Van Rompuy, Mario Monti (che della Trilaterale è stato a lungo presidente e se ne è andato solo dopo le pressioni di questo blog – vero, leggete qui), o il ministro Boschi e il presidente Rai Monica Maggioni si riuniscono per parlare del futuro dell’Italia in Europa l’opinione pubblica debba saperlo?
Suicidi, austerity, spesa pubblica in caduta libera, privatizzazioni, economia in stato neurovegetativo… tutti regali della nuova élite di governo trasversale pan-europea, quindi tutte cose che incidono sulle vostre vite. Ma volete mettere con una meravigliosa intervista a Belen, con la solita rissa tv tra Cecchi Paone e il dottor Lemme, con la nuova pettinatura di Morgan e le urla delle fan?

sabato 16 aprile 2016

Il potere occulto della Trilaterale: ecco gli italiani che ne fanno parte

La Commissione Trilaterale a Roma, ecco i nomi degli italiani che partecipano

Il meeting della Trilaterale del 1983, a Roma, presieduto da Rockfeller
Il meeting della Trilaterale del 1983, a Roma, presieduto da Rockfeller

La Commissione Trilaterale, definita da più parti come la Spectre che domina il mondo, è in riunione a Roma dal 15 al 17 aprile: ecco i nomi degli italiani che partecipano.


Erano 33 anni che la Commissione Trilaterale non si riuniva in Italia, più precisamente dal 1983, quando festeggiava il 10° anniversario della sua fondazione: “La Conferenza”, si legge nel report dell’epoca, “è stata risaltata da un incontro con il Presidente Sandro Pertini al Quirinale a da una cena a Palazzo Barberini, organizzata da Giovanni Agnelli, in onore del Primo Ministro Amintore Fanfani”.
Georges Berthoin, alto funzionario e diplomatico francese, oggi è Presidente Onorario Europeo della Trilateral e nel 1983 presiedeva la Conferenza di Roma: ecco una foto del suo incontro con Papa Giovanni Paolo II, poco prima dell’inizio della Conferenza.

venerdì 15 aprile 2016

Ecco il programma della Trilaterale a Roma


Dagospia ha pubblicato il programma completo della Gran loggia Trilaterale in visita a Roma, qui il link.


Boschi, Gentiloni, Maggioni, Cingolani, Guerra, Gutgeld: questi sono le italiche presenze ammesse alla Gran Loggia che si terrà da oggi a Roma.



Fonte: radiospada.org

mercoledì 13 aprile 2016

LA COMMISSIONE TRILATERALE SI RIUNISCE A ROMA DOPO 33 ANNI

Dal 15 al 17 aprile la Commissione Trilaterale riunisce il suo congresso annuale in un hotel di Roma. Sono passati ben 33 anni dall’ultima volta in Italia, nel 1983. Lo rivela il settimanale OGGI nel numero in edicola da domani.
trilaterale
Parteciperanno 200 finanzieri, politici e vip da tutto il mondo (dal francese Jean-Claude Trichet all’americana Madeleine Albright e all’ex sindaco di New York Michael Bloomberg).I soci italiani sono una ventina: fra gli altri Mario Monti, John Elkann, Marco Tronchetti Provera, la presidente Rai Monica Maggioni.
Federica Guidi si dimise quando diventò ministra.
Con il Gruppo Bilderberg, la Trilaterale fu fondata da Henry Kissinger, David Rockefeller e Gianni Agnelli nel 1973: una specie di club Rotary planetario.

sabato 4 aprile 2015

Soros prepara la regina delle speculazioni: quella sul cibo!

Di Francesco Pezzuto - Il Primato Nazionale
"Sono certo che la terra da coltivare sia il miglior investimento della nostra epoca. I prezzi dei prodotti alimentari aumenteranno, grazie alle richieste sempre maggiori dei mercati, e il fabbisogno sarà soddisfatto attraverso la coltivazione di nuove terre, o della tecnologia o, forse, di entrambe”. George Soros aveva le idee chiare già nel 2009 e l’anno successivo ha iniziato la sua scalata all’approvvigionamento di terre, aziende agricole e società impegnate nell’agrochimica e nella biotecnologia. Secondo alcuni analisti l’obiettivo del miliardario e speculatore americano sarebbe quello di creare una bolla economica sui principali prodotti alimentari di largo consumo: una speculazione dalla portata enorme, capace di mettere in ginocchio vaste aree del globo.
L’allarme riguardante la “food security” fece la sua comparsa nel dibattito politico internazionale nel biennio 2007-08, quando la volatilità delle quotazioni dei prezzi degli alimenti mise in allarme Fao, Fmi, e Banca mondiale. Una serie di rapporti e studi commissionati dalle organizzazioni citate evidenziò alcuni fattori che indussero a preoccupanti riflessioni: nel 2050 la popolazione mondiale dovrebbe superare i 9 miliardi di unità, la superficie di terra coltivabile pro capite diminuirà di oltre il 50% e, di conseguenza, la produzione agricola dovrà essere incrementata del 70%. L’allora primo ministro giapponese, Taro Aso, sfruttò l’occasione data dal G8 tenutosi a L’Aquila nel luglio del 2009 per proporre un documento contenente una dichiarazione di intenti per regolamentare il fenomeno delle acquisizioni di terra, il cosiddetto Land Grabbing. I capi di stato e di governo dell’Unione Africana ne seguirono l’esempio nel corso della 13° Sessione Ordinaria tenuta a Sirte, in Libia, sempre nel luglio del 2009, in cui adottarono un documento con linee guida specifiche denominato “Framework and Guidelines on Land Policy in Africa”.

domenica 1 febbraio 2015

Bilderberg 2015, scoperta la location dove si terrà la riunione dei Potenti: ecco il luogo segreto


Steve Watson di Infowars.com ha scoperto dove si terrà la riunione del Bilderberg 2015: ecco i dettagli sul luogo segreto. 
È Steve Watson di Infowars.com ad accendere l’attenzione dei rivoluzionari globali sulla riunione Bilderberg 2015. E viene fuori che, ancora una volta, sarà la disastrata Europa (sarà solo un caso) ad ospitare l’élite del Nuovo Ordine Mondiale, guidata dal fantomatico Rockfeller.
Molto probabilmente sarà l’Interalpen-Hotel Tyrol, struttura a 5 stelle sita tra le montagne dell’Austria, la sede dove verranno decise le future strategie geopolitiche del mondo occidentale. Russia e Cina, infatti, sono fuori – e come non potrebbe essere altrimenti – da questo Risiko guidato dall’imperialismo americano.
L’indiscrezione è stata confermata dalla polizia austriaca, sebbene non risultino ancora dettagli su come verrà gestita la sicurezza degli uomini più potenti e pericolosi del mondo.

giovedì 1 gennaio 2015

L'INQUIETANTE E POTENTISSIMO IMPERO DEI ROTHSCHILD



Una delle tante dimore della famiglia Rothschild

NON SI MUOVE FOGLIA CHE DIO ROTHSCHILD NON VOGLIA

Non si può capire veramente cosa accade nel mondo se non si studia La Famiglia-Per-Eccellenza, ossia i Rothschild, veri comandanti del pianeta Terra. C'entrano anche con l'Italia? Eccome. Non c'è foglia che non si muova nel nostro paese, senza la loro espressa volontà. Nel resto del mondo la musica poi non cambia affatto.

PROPRIETARI DI BANCA D'ITALIA E DELLA BARCLAYS

Sono i maggiori proprietari della Banca d’Italia e possiedono pure la Barclays (tra le maggiori azioniste di Intesa SanPaolo) soprattutto tramite Markus Agius. Possiedono puree la JpMorgan (che controlla Monte dei Paschi di Siena) tramite la famiglia Rockefeller, Mediobanca (colei che controlla Unicredit) tramite Vincent Bolloré e Jean Azema della Groupama Holding S.A., Banca Carige (attraverso Francois Perol), con Ana Patricia Botin il Banco Santander Central Hispano (il quale controlla ABN AMRO, un altro pilastro di Unicredit).

CONSULENZE DI TONY BLAIR, GERHARD SCHROEDER E BORIS ELSTIN

Tony Blair (l’ex Primo Ministro inglese) lavora per loro ora con tanto di paga, stessa sorte per l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, diventato loro consulente. Hanno avuto stretti rapporti con Boris Elstin. La maggior parte delle privatizzazioni nel Mondo ha reso i componenti di questa famiglia i principali beneficiari. Tra i capi di Facebook c’è Jeff Rothschild, tanto per non sbagliare.
Il Global Warming viene utilizzato come tematica fondamentale per la salvezza dell’umanità, peccato che quello che propongono come soluzione sia una tassa globale che renderebbe i componenti di questa famiglia come i maggiori beneficiari.

mercoledì 17 dicembre 2014

I principali candidati al Colle? I responsabili della SVENDITA dell'Italia: ecco le prove!

LEGGI ANCHE: Prodi al Colle non lo vogliamo: alcuni articoli importanti da far girare - vedi ulteriori link di approfondimento a fine articolo
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Per il dopo Napolitano, Renzi (o chi per lui) pensa a chi nel 1992 pianificò la distruzione dello Stato italiano
Per il dopo Napolitano, Renzi (o chi per lui) pensa a chi nel 1992 pianificò la distruzione dello Stato italiano
Draghi, Prodi, Amato, i favoriti alla corsa al Quirinale, tutti uomini chiave dopo la prima Tangentopoli

di Cesare Sacchetti
 
La ridda di ipotesi su chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale abbondano negli ultimi giorni del mandato di Giorgio Napolitano. Un dato certo dal quale partire nell’analisi e nelle previsioni sull’ipotetico presidente della Repubblica, non può non partire dal lascito di Re Giorgio. Napolitano lascerà nelle mani del prossimo Capo dello Stato, un sistema profondamente mutato, una forma di governo non più democratica né più costituzionale, poiché già da tempo le prerogative del Presidente si sono ampliate a dismisura, fino a fondere le due figure di Capo del Governo e Capo di Stato, resosi l’interprete più pedissequo e acceso dell’agenda tecnocratica eurista. Chi lo succederà nell’incarico, dovrà avere quelle caratteristiche fondamentali, essenziali per il governo sovranazionale europeo, di fedele adesione al controllo sempre più invadente e totalitario delle elite transnazionali.
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