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sabato 10 gennaio 2015

Oggetti incandescenti attraversano i cieli del Brasile VIDEO


Un oggetto incandescente ha solcato i cieli del Brasile,diversi gli avvistamenti da parte dei residenti.Mato Grosso do Sul la localita',dal video si vedono piu' frammenti di fuoco
solcare il cielo,probabilmente i resti di un satellite o di un asteroide disintegrato,il video spettacolare che riprende molto da vicino il fenomeno,esterefatti gli spettatori.

 
http://youtu.be/-WtO4IKIXe0

mercoledì 7 gennaio 2015

100 MILIARDI DI PIANETI SOLO NELLA VIA LATTEA

Secondo il calcolo di un gruppo di ricercatori del Caltech, solo nella nostra galassia ci sarebbero circa 100 miliardi di pianeti, in media uno per ogni stella. Ma la stima potrebbe essere al ribasso. La grande maggioranza stanno però in sistemi molto diversi dal nostro.

Che siano tanti, ce ne eravamo accorti. Se non altro perché il satellite Kepler della NASA, da quando è in orbita, non fa che scoprirne uno dopo l’altro. Ma i pianeti extrasolari sarebbero almeno 100 miliardi solo nella nostra galassia, e quindi svariati miliardi di miliardi nell’Universo, secondo una stima pubblicata suAstrophyisical Journal da un gruppo di ricercatori guidato da Jonathan Swift del California Institute of Technology (Caltech). Al punto che la presenza di un sistema planetario attorno a una stella andrebbe considerato la norma, piuttosto che l’eccezione.

Swift e i suoi colleghi sono arrivati a questa conclusione studiando un sistema di 5 pianeti attorno a una stella identificata come Kepler 32 (appunto perché, manco a dirlo, è stata scoperta usando gli “occhi” del satellite Kepler). La stella è una nana di tipo M, un tipo di stella che costituisce più o meno i tre quarti delle stelle della nostra galassia. Due pianeti in orbita attorno a questa stella era già noti, ma il team del Caltech ne ha confermati altri tre (tutti e cinque sono di dimensioni simili alla Terra, e orbitano abbastanza vicino alla stella), studiando poi questo sistema nel suo complesso e confrontandolo ad altri scoperti da Kepler. Si tratta di un sistema particolarmente prezioso per gli astronomi, perché l’orientamento delle orbite dei pianeti è tale che tutti e 5 i pianeti oscurano parzialmente la luce della stella quando passano tra essa e il telescopio. In questo modo i ricercatori possono stimare con precisione dimensioni e periodo orbitale di tutti e 5 i pianeti.

domenica 4 gennaio 2015

Un fisico: "Civiltà su Marte distrutta da attacchi nucleari"

marte-oceani
L’ANTICA CIVILTÀ MARZIANA È STATA SPAZZATA VIA DA UN ATTACCO NUCLEARE ALIENO: LA SORPRENDETE TEORIA DI UN FISICO DEL PLASMA
Quella che potrebbe sembrare l'idea di un romanzo fantascientifico, in realtà è la teoria del dottor John Brandenburg, un fisico del plasma: su Marte esisteva una civiltà fiorente, poi spazzata via da un attacco nucleare da parte di un invasore alieno. Lo scienziato afferma di aver trovato le prove di due esplosioni nucleari sulla superficie del pianeta. Poi mette in guardia i terrestri: anche la Terra potrebbe subire la stessa sorte di Marte.
[Daily Mail] Coloro che parteciperanno sabato prossimo al convegno annuale dell’American Physical Society potrebbero rimanere un po’ sorpresi, dato che in quella sede il dottor John Brandenburg, fisico del plasma, presenterà la sua sconcertante teoria.
Secondo Brandenburg, gli antichi abitanti di Marte, conosciuti come Cydoniani e Utopiani, furono spazzati via da una serie di esplosioni nucleari provocate da un’altra razza aliena, e le prove del genocidio sarebbero visibili ancora oggi.
I prodromi della teoria di Brandenburg risale al 2011, quando lo scienziato ipotizzò che il tipico colore rosso di Marte potesse essere dovuto a delle esplosioni termonucleari di origine naturale.
“L’alta concentrazione di Xenon-129 in atmosfera, la presenza di Krypron-80 e l’eccessiva abbondanza di uranio e torio riscontrata sulla superficie, rispetto ai meteoriti di Marte, ci dice che il pianeta è stato oggetto di massicci eventi radiologici, i quali hanno creato grandi quantità di isotopi e coperto la superficie con un sottile strato di detriti radioattivi. Queste anomalie possono essere la conseguenza di due grandi esplosioni nucleari anomale avvenute nel passato di Marte”, scrive Brandenburg su Journal of Cosmology and Astrophysics.

venerdì 2 gennaio 2015

Per il 2015 un cielo spettacolare, Con 3 comete, la superluna rossa, un’eclissi di Sole e stelle cadenti

Il cielo del 2015 promette di essere pieno di sorprese, con ben 3 comete forse visibili anche ad occhio nudo, una superluna rossa, un’eclissi di Sole e spettacolari piogge di stelle cadenti.
Ad aprire la serie degli spettacoli è la cometa C/2014 Q2 Lovejoy, che si è affacciata nei cieli italiani a Natale ed è visibile anche ad occhio nudo, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. Il 7 gennaio la Lovejoy raggiungerà la minima distanza dalla Terra, pari a 70 milioni di chilometri, e a metà mese è previsto il massimo di visibilità perché sarà alta sull’orizzonte. Le faranno compagnie le stelle cadenti Quadrantidi, che raggiungeranno il picco il 4 gennaio.

Per il 24 gennaio si prevede una tripla eclissi su Giove da parte delle sue lune Io, Callisto, ed Europa. Osservare l’evento dall’Italia non sarà facile e per ammirare lo spettacolo sarà necessario avere a disposizione un orizzonte libero.
In 6 febbraio Giove continuerà a dare spettacolo perchè sarà in opposizione al Sole e quindi al meglio della sua visibilità.
Per il 20 marzo un’eclissi di Sole sarà totale nell’Artico e parziale al 60% dall’Italia, mentre il 4 aprile la Luna sarà la protagonista del cielo con un’eclissi totale, purtroppo invisibile dall’Europa.
Il 23 maggio sarà la volta di Saturno, in opposizione al Sole, e il 5 giugno Venere sarà al massimo della sua visibilità serale. Sempre in giugno potrebbe essere visibile ad occhio nudo anche la cometa C/2014 Q1 PanSTARRS.

venerdì 26 dicembre 2014

SKA ANDRÀ A CACCIA DI VITA ALIENA CON ANTENNE 50 VOLTE PIÙ SENSIBILI



Rappresentazione artistica della ricerca di molecole complesse in un disco protoplanetario
Rappresentazione artistica della ricerca di molecole complesse in un disco protoplanetario

Il network di radiotelescopi più grande del mondo potrebbe essere in grado di trovare segnali anche più deboli rispetto a quelli che l’uomo è in grado di rilevare ora. Le numerose antenne che verranno costruite nei prossimi anni saranno 50 volte più sensibili rispetto agli strumenti a disposizione oggi.

Di Eleonora Ferroni


Quando pensiamo alla vita aliena su altri pianeti tutti noi ci aspettiamo omini verdognoli scendere da un’astronave con delle strane pistole laser minacciose. In realtà i ricercatori impegnati nel progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial) e in altre ricerche simili puntano a trovare – un giorno speriamo non troppo futuro – prove di vita microbiotica su altre terre e non solo. I mattoni della vita potrebbero trovarsi anche sulle comete (Philae e Rosetta potranno dirci di più in merito), nelle nebulose oppure nello spazio interstellare. Per adesso è ancora tutto avvolto nel mistero, ma fra qualche anno lo Square Kilometre Array (SKA) sarà lo strumento giusto per i ricercatori. Si tratta del più grande network di radiotelescopi del mondo e che vedrà i primi risultati scientifici tra il 2020 e il 2025.
Di recente un team internazionale di esperti ha pubblicato su arXiv.org uno studio su come SKA darà la caccia agli “alieni” usando i suoi diversi strumenti (50 volte più potenti di altri utilizzati oggi) e coinvolgendo numerosi programmi sperimentali (non solo SETI).  Le antenne che faranno parte dei diversi array di SKA (dislocate tra Australia e Sudafrica) saranno in grado di rilevare segnali radio anche estremamente deboli provenienti da mondi lontani ampliando notevolmente le possibilità di ricerca di tracce di forme di vita. Gli astrobiologi utilizzeranno SKA per cercare gli amminoacidi, i mattoni della vita (di cui siamo fatti anche noi terrestri), su pianeti che si ritiene siano nella zona abitabile del loro sistema (una zona attorno alla stella madre in cui l’acqua è allo stato liquido), basandosi sulle loro “firme” spettrali a frequenze specifiche.

domenica 2 novembre 2014

I 10 pianeti dell'universo conosciuto più simili alla terra


La NASA ha divulgato un piccolo catalogo contenente la lista dei pianeti extrasolari potenzialmente adatti ad ospitare la vita: questi “esopianeti” o pianeti extrastellari sono così denominati perché situati al di fuori del nostro sistema solare ed orbitanti intorno ad una stella diversa dal nostro Sole.
Ad oggi, il numero degli “esopianeti” conosciuti e confermati ha raggiunto quota 1821 mentre 1135 sono i sistemi solari individuati, molti dei quali multipli.
Tra questi pianeti potenzialmente adatti ve ne sono una “decina” che hanno, rispetto a tutti gli altri, maggiori potenzialità e quindi probabilità di ospitare la vita.
Vediamo, nel dettaglio, quali sono:

KEPLER-186F


E’ l’esopianeta più simile alla Terra trovato nella cosiddetta “fascia abitabile” della sua stella ospite. Situato a circa 490 anni luce da noi è poco più grande del nostro pianeta e probabilmente formato da rocce.

GLIESE-581G

Il colosso giapponese: "Nel 2050 andremo nello spazio in ascensore"


Non è fantascienza (anche se sembra all’altezza delle migliori fiction) ma una probabile realtà del prossimo futuro.

Il colosso industriale giapponese Obayashi ha annunciato alcuni giorni fa di poter costruire, entro il 2050, un vero e proprio ascensore spaziale che ci porterà fuori dell’atmosfera. Lungo 96 mila chilometri sarà alimentato da motori magnetici che faranno muovere apposite navette robot, piene di merci e persone, verso una stazione spaziale di nuova generazione che sarà raggiungibile in circa una settimana.

Secondo questo gigante delle costruzioni, non si tratta di fantasie ma di una realtà che sarà resa possibile grazie ad innovative nanotecnologie basate sul carbonio. Attraverso queste nuove tecnologie sarà possibile infatti creare cavi di trazione lunghissimi e soprattutto più resistenti dell’acciaio: “Stiamo studiando la questione per capire quali meccanismi siano necessari per ascendere, ad altitudini diverse, nello spazio e quali sia il miglior sistema frenante

venerdì 31 ottobre 2014

La più grande macchia solare degli ultimi 25 anni spaventa gli scienziati

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Le ultime news sulla macchia solare "monstre". Allerta in vigore per la terra
La regione attiva ora copre 2750/1000000 del disco solare, una superficie equivalente alla superficie di 33 pianeti Terra. E 'così grande che gli osservatori del cielo  la stanno vedendo ad occhio nudo quando il sole è oscurato da nubi basse o da nebbia fitta:
Barry Freas ha scattato la foto in figura il 26 ottobre da Red Hill, Kentucky. "E 'stata una mattina molto nebbioso," dice. "AR2192 è stato notevole."
Le grandi macchie solari tendono a produrre forti eruzioni dalla superficie solare, e AR2192 non fa eccezione.  Negli ultimi tre giorni  ha scatenato ben 3 brillamenti X-classe ( i più intensi) e 8 flares di classe M. La più intensa di queste esplosioni di materia solare ha causato black-out nelle comunicazioni radio HF e altri disturbi di comunicazione sul lato diurno della Terra.
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