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giovedì 2 giugno 2016

INCA ED EGIZIANI DUE ANTICHE CIVILTA' ACCOMUNATE DA UN SAPERE UNIVERSALE COMUNE



Gli antichi egizi (Africa) e la civiltà pre-Incas/Incas (Sud America) si sono evolute ai lati opposti del globo.



Secondo l’archeologia ufficiale, non sono mai state in contatto. Anche se questo può essere vero, devono comunque avere necessariamente avuto una origine comune. Entrambe le culture “misteriosamente” possedevano la stessa sorprendentemente, direi identica, arte antica, come l’architettura, il simbolismo, la mitologia religione compresa.

Studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, hanno concluso che entrambe le culture devono essere state figlie di una stessa civiltà comune, che poi si è divisa e sparsa su tutta la Terra, cioè dalla civiltà Atlantidea.

Oggi, i paralleli egizi/Inca, sono ostinatamente ignorati dagli studiosi occidentali, in alcun casi anche soppressi.

Sono molte le analogie sconcertanti irrisolte, che collegano gli antichi Egizi e gli antichi pre-Incas/Incas, anche se separate dall’oceano Atlantico.


Entrambe le culture hanno ereditato la stessa alta sapienza dalla stessa fonte, da una “civiltà madre” ormai perduta nella storia, anzi direi ignorata.

Gli studiosi vittoriani chiamarono questo comune genitore delle due civiltà “Atlantis”, o Atlantide, come fu definita da Platone. Oggi, “l’establishment” degli studiosi rifiuta, non a caso con particolare ostilità, l’idea che sia esistita la civiltà di Atlantide, mentre sono evidenti i paralleli di queste due civiltà, editarie della cultura Atlantidea, come quella Egizia /Incas e Pre-incas, ma l’ evidente collegamento viene ignorato.

Eppure questi stessi paralleli non furono ignorati dagli studiosi vittoriani, come mai?

Infatti, le più brillanti menti scientifiche del passato credevano che Atlantide fosse stata una civiltà reale, ed ecco il perché:

1.Piramidi


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, costruirono piramidi di pietra e piramidi allineate con i punti cardinali.

2. Mummie


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas … mummificavano i loro morti, a simboleggiare la vita dopo la morte. Le mummie furono sepolte dentro le piramidi, (esclusa quella di Cheope in Egitto, per altri motivi) spesso con offerte di cibo e oggetti personali. Entrambe le culture credevano nella vita oltre la morte.

3.Mummie con le braccia incrociate


In entrambe le culture, sia gli Egiziani che gli Incas/Pre-Incas, venivano deposti con le braccia incrociate, un costante rituale, per mostrare lo stato di “equilibrio” a simboleggiare lo spirito dell’ uomo che lascia il corpo fisico, dopo aver vissuto una vita terrena equilibrata. Le braccia incrociate quindi indicano gli opposti equilibri, sinistra-destra o dualismo.

4. Maschere Funebri d’Oro



Sia gli Egizi che gli Incas / PRE-Incas … collocavano maschere d’oro sul viso dei loro morti, a simboleggiare il loro entrare di nuovo nell’eternità, “l’altra parte” del velo, la casa più alta nei cieli, che è eterna e spirituale, a differenza di quella terrena, che è temporanea e fisica. Questo trasmette anche in senso alchemico l’idea che,mentre erano qui, queste anime eterne assunsero la guida in forma umana, trasformandola in oro.

5. Collane con animali antitetici


In entrambi i casi gli egizi e gli Incas/Pre-Incas, adornavano i loro morti con collane d’oro le cui estremità sono formate da teste di animali gemelli, rivolti verso l’esterno, a simboleggiare il nostro potere interiore, che può aiutarci al passaggio da uno spirito collettivo animale ad umano. Questa trasformazione è il simbolo del passaggio, della trasformazione interiore della coscienza, ciò che l’alchimia definisce con trasmutazione, il passaggio dal piombo all’oro, ma in senso evolutivo, non materiale.

6. Costruzioni in pietra Simile


Gli antichi Egizi e gli Incas/Pre-Incas, hanno costruito muri in pietra molto simili nel dettaglio, persino le escrescenze nelle pietre, I rigonfiamenti nell’intaglio sono simili, (vedi foto sopra).

Come si può spiegare questo, se non attraverso una origine comune?

7. Precisione e pietra


Gli antichi Egizi e gli Incas/Pre-Incas, creavano tagli di pietra molto precisi e molto simili nelle loro mura, tali che un pezzo di carta non può penetrare tra le pietre. Anche questo per le due civiltà simboleggia il tentativo di ottenere la perfezione, o la vicinanza alla perfezione, cercando di portare l’essere umano, più vicino alla nostra casa spirituale celeste e alla eterna fonte.

8.Porte Trapezoidali


Entrambe le civiltà Egizie e Incas/ Pre-Incas, costruirono portali a trapezio, a significare il progresso spirituale verso l’alto. Il trapezio è simile a un triangolo, che denota ascensione e trascendenza spirituale. Il portale trapezoidale viene utilizzato da molte culture antiche. Si riferisce ad una sorta di umanità futuristica, condizione umana già verificatasi in un lontano passato, quando la gente era calma e avevano raggiunto il nirvana, questo portale è il simbolo della saggezza che viene dall’alto, una tempo posseduta dai nostri antenati.


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, inserivano dei serpenti in modo simmetrico sopra l’ingresso trapezoidale delle porte dei loro templi. L’idea di bilanciare le energie opposte è ben rappresentata, tramite questi animali gemelli, in pose simmetriche equilibrate. Questa immagine degli “opposti bilanciati” sembra essere “l’idea” che viene insegnata all’interno dell’edificio, entrando attraverso queste porte.

9.Teschi Allungati


Entrambe le civiltà Eglizi Incas/Pre-Incas, allungavano i loro teschi e quelli dei loro figli, per affinare i loro sensi e migliorare la visione spirituale.

Questa pratica apparentemente bizzarra, non ha fatto sollevare le sopracciglia degli studiosi moderni, o non così tanto come si dovrebbe.

10.Gli Obelischi (con geroglifici)


Gli antichi Egizi e gli Incas/Pre-Incas, hanno costruito ed eretto obelischi sacri come dispositivi di profondo potere maschile, simboleggiando la fertilità, la nascita, la longevità, la forza. Avevano grande riverenza per gli obelischi: erano tra i luoghi più venerati.

11.I Templi a prova di terremoto.


Entrambe le Civiltà Egizia Incas/Pre-incas, hanno costruito edifici antisismici utilizzando lo stesso design inclinato verso l’interno, che ha resistito alla prova del tempo.

12.La Religione Solare


Egli e Incas/Pre-Incas, hanno usato il simbolismo solare come parte definitiva della loro religione, in modo quasi identico. In Egitto la divinità solare era Ra, in Perù la divinità solare era Inti. In entrambe le culture, la divinità solare, il Sole, è un simbolo dell’anima. Un eterno Sole divino. Significa che ognuno di noi in quanto è anche spirito, è parte di quel Sole Divino, e che volontariamente siamo incarnati nella materia, anche se ora abbiamo una sorta di amnesia del nostro vero Sé spirituale, perdendo temporaneamente la strada di casa.

13.Parallelismi del Simbolo Solare


Egizi e Incas/Pre-incas, usavano divinità animali in pose simmetriche, fiancheggiando un emblema solare centrale. Proprio come il sole stabilisce un perfetto equilibrio tra inverno ed estate, il freddo e le stagioni calde estreme, quindi è fondamentale per i nostri soli interni (il Sole simboleggia la nostra anima eterna , cioè il nostro Sé) per equilibrare le nostre energie positive e negative, esortando a tenere a bada, gli istinti, gli appetiti di varia natura ecc.. al fine di rimanere in equilibrio e in armonia con la natura.

14. Animali sulla fronte.


In entrambi i casi, Egizi e Incas/Pre-Incas, usavano motivi decorativi da inserire sulla fronte, per evocare il potere del Terzo Occhio.

Entrambe le culture avevano capito e sapevano, che possiamo creare uno stato di trance in cui possiamo “risvegliare” il nostro occhio interiore, o Terzo Occhio, un simbolo spirituale di illuminazione, esistente all’altezza della fronte, nell’intraciglio, come espressione della Ghiandola Pineale, esattamente dove l’animale attraversa i due mondi, immanente e trascendente.

15. Croce Simbolo (Chakana/ Ankh)


Eglizia e Incas/Pre-Incas, usavano motivi costruttivi a gradini, a simboleggiare la graduale ascesa dell’iniziato, il suo viaggio da uomo inferiore ad asceso. Come Roma non fu costruita in un giorno, allo stesso modo, non troverete il vostro “Cristo dentro” o il “Buddha dentro” in un giorno. L’ascensione richiede tempo e impegno.

16. “Il Trittico” Templi a tre porte (Indica la Stessa Religione)


Egizi e Incas/Pre-incas, costruirono gli stessi templi con un motivo Trittico. Il design Trittico è un fenomeno architettonico mondiale che abbellisce le facciate dei templi, e che simboleggia la stessa religione universale praticata in tutto il mondo antico. La religione si basa sullo stesso “equilibrio degli opposti”.

Le porte doppie esterne simboleggiano gli opposti (lato sinistro/destro, o temporanea poca consapevolezza dell’esistenza) mentre la porta centrale simboleggia il punto centrale dell’eternità, o Sé superiore centrato ed eterno).

Lo stile Trittico fu poi ereditato dai costruttori di cattedrali gotiche, i dalla massoneria.

17. Le chiusure metalliche


Le due Civiltà, Egizia e Incas/Pre-Incas, scolpivano pietre che venivano strettamente legate e montate con l’uso di fermagli metallici.

Quali sono le probabilità che questa tecnica si sia evoluta, in migliaia di anni di evoluzione umana, nello stesso esatto periodo di tempo dalle parti opposte del globo?

18. Il Dio Icon


Entrambe Egizi e Incas/Pre-Incas veneravano il Dio Icon, che è niente di meno che il crocifisso perduto dell’antica religione universale, non ancora documentato dagli studiosi. il simbolo del Dio Icon si trova ovunque in tutto il mondo antico, simboleggia l’essere umano perfetto.

19. Il Perfezionamento, degli edifici obliqui (a prova di terremoto)


Entrambi, sia Egizi che Incas/Pre-Incas, costruirono edifici simili, tombe inclinate e templi verso l’interno.

20.Bare e antropoide


Egizi e Incas/Pre-Incas, facevano bare antropomorfe ai loro defunti, progettate per il dio locale o l’eroe, che aveva sfidato la morte e che aveva vissuto per raccontarlo, come esempio da seguire, poiché noi tutti dobbiamo sfidare la morte (alla fine) per cercare e trovare la vera eternità.

21.Terzo Occhio o Cerchio Solare sulla fronte


Egizi e antichi Incas/Pre-Incas, raffiguravano il cerchio sulla fronte dell’uomo, indica dove è il Terzo Occhio. In seguito, secondo la mitologia greca e romana, fu accostato ad una razza primordiale di giganti, ognuno con un solo occhio in mezzo alla fronte.

22. Immagine Solare associata al cerchio a simboleggiare il Terzo Occhio


Egizi e Incas/Pre-Incas, decoravano il Terzo Occhio o con il cerchio, simboleggia l’immaginario del sole. Il Sole o Logos Solare, è come un occhio nei cieli, molte antiche civiltà raffiguravano il sole come un occhio, non solo gli egizi o gli Incas.

23.Simboli occhio unico



Egizi e Incas/ Pre-Incas, usavano associare, e raffigurare il Sole, ad un cerchio, o ad un occhio e viceversa. Entrambe le culture sapevano che il singolo Occhio o Terzo Occhio della Mente, vede il Sole interiore (Spirito interno).

24.Architettura megalitica

Egizi e Incas/Pre-Incas, costruirono i loro templi più importanti con pietre massicce ognuno del peso di centinaia di tonnellate.

25. Barche Reed


25.Entrambi Egizi e Incas/Pre-Incas, hanno costruito imbarcazioni di canne parallele.

26. Divinità Galleggianti


Egizi ed Incas/Pre-Incas, raffigurando divinità galleggianti.

27.Simboli fallici


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, raffiguravano con simboli fallici, associati la fertilità.

28.Spirali


Egizi e Incas/Pre-Incas, raffiguravano spirali per simboleggiare il nostro ingresso e l’uscita da mondi spirituali, a quelli materiali, mondi che comprendono entrambi i lati del nostro eterno essere.

29.Elaborati templi


Sia gli Egizi che gli Incas/Pre-Incas, progettavano costruzioni e templi dall’aspetto molto simile.

30.Serpenti simmetrici e bilanciamento


Egizi e Incas/Pre-Incas, usavano la simmetria in gran parte della loro arte, il bilanciamento sinistra-destra. Il serpente spesso era usato in pose simmetriche.

31. Artigianato da Maestro


Egizi e Incas/Pre-Incas usavano stili molto simili, per lavorare la pietra.

32. Arte e Simmetria


Entrambi le culture, Egizia e Incas/Pre-Inca, si sono concentrate in modo molto simile sulla simmetria e sul simbolismo definito esoterico.

33. Geroglifici e Arte


Egizi e Incas/Pre-Incas raffiguravano la divinità solare come un cerchio con un punto nel mezzo, che era anche un simbolo del Sé in entrambe le culture.

Le prove dell’esistenza di una antica civiltà che in un tempo remoto univa tutte le culture del pianeta, cioè il perduto continente di Atlantide è una realtà.

Le civiltà degli Incas ed Egizia ne sono la prova, poiché davvero e profondamente simili. Dopo aver scoperto molti di questi parallelismi, gli studiosi vittoriani credevano che le due culture fossero figlie della stessa cultura ancestrale, cioè quella cultura Madre che Platone chiamavaAtlantide.

Platone e alcuni storici classici, credevano all’esistenza di Atlantide, che questa antica civiltà sprofondò nell’oceano Atlantico, a seguito di una catastrofe, lasciando alle sue spalle avamposti su entrambi i lati dell’oceano Atlantico, conservando la cultura d’origine. Ne gli Egizia né gli Inca era in contatto l’uno con l’altro, ma tuttavia entrambi condivisero un patrimonio comune. Gli studiosi occidentali e le istituzioni accademiche hanno gravemente ignorato tutto questo, ma nel prossimo futuro non potranno più farlo, perché tutto sarà più chiaro e si paleserà apertamente.

Peggio ancora, stanno sopprimendo le prove che circondano tutto questo, (forse perché i poteri forti conoscono bene tutti questi paralleli, che porterebbero alla vera origine di tutte le civiltà, dell’umanità). Dobbiamo ricordare che questi paralleli egizi/Inca erano semplici da comprendere, come lo fu in passato per gli studiosi vittoriani.

Da queste prove, possiamo vedere come i paralleli, non solo sono stati ignorati dalle istituzioni accademiche occidentali, ma in molti casi addirittura soppressi.

Esiste un preciso Cover-Up accademico. Molti Archeologi e Storici fondamentalmente sono persone oneste e laboriose, svolgono un compito estremamente faticoso, come scovare reperti del nostro antico passato.

Il vero problema è che sono bloccati, in un particolare paradigma che vede la nostra società come l’apice e il culmine della storia umana, e non c’è niente di più sbagliato!

Essi considerano la storia come un processo evolutivo lineare, da uomo delle caverne alla civiltà altamente tecnologica di oggi, che nelle loro menti è quella “suprema”.

Sono al 100% bloccati in questa idea “evolutiva” di come, secondo loro, funziona la storia, e quindi è molto difficile per loro accettare che nel profondo passato remoto esisteva una civiltà o una Età D’oro dove erano molto più avanzati di noi, sia spiritualmente, psicologicamente e tecnologicamente, e che erano in grado di fare cose che noi non possiamo fare neanche con i mezzi più moderni. L’evoluzione culturale è la lente attraverso cui vediamo la nostra realtà, che ci fa respingere qualsiasi prova anomala, cercando di trovare spiegazioni plausibili per qualsiasi prova che non vive o non coincide con questo tipo di realtà.

C’è anche da dire che la professione dell’accademico e dello studioso è un lavoro, che fa parte di una più ampia struttura. Se si vuole ottenere un lavoro come “studioso” o “accademico”, chi vuole vedere pubblicati i propri lavori, o vincere borse di ricerca, o avanzare di carriera nella professione, è assolutamente necessario acquisire una “certa mentalità”, il che significa acquistare un certo paradigma.

Se non si acquisisce quel tipo di “mentalità”, (anche se è palesemente contro ogni buon senso) non sarà possibile essere assunti, e non si potrà fare oltre. Questo è il semplice motivo per cui la ricerca non va avanti, al contrario viene sempre più controllata e manipolata.

Ma controllata da chi? E perché?. Il Governo invisibile, controlla le principali istituzioni accademiche, i mass media, come gruppo elitario notevolmente ricco costituito da potenti famiglie, riesce a nascondersi con successo, insieme alle verità storiche e spirituali del nostro antico passato. L’obiettivo di questo gruppo è quello di mantenere un sistema globale segreto di tirannia economica e politica che i loro antenati stabilirono più di un secolo fa, una volta era chiamato il “governo invisibile” di influenti leader americani, ora è molto meno invisibile, anzi, non lo è più.

Più specificamente, questa élite nasconde il fatto che una volta esisteva una civiltà altamente sofisticata, “Golden Age” o età D’oro sulla terra, nella preistoria remota. Questa civiltà terminò bruscamente, abbracciando purtroppo valori involutivi auto-distruttivi che la portò alla catastrofe, come stiamo facendo nella nostra epoca, ma lasciando comunque dietro di se una dottrina spirituale potentemente avanzata, che fu poi ereditata dalle civiltà che conosciamo come Egizi, Maya, Atzechi ecc… 

Le prime culture antiche del mondo, praticavano questa dottrina spirituale, o religione universale tramite un processo, che dagli accademici vittoriani era chiamato Iper-diffusionismo.Termine che ha assunto un significato peggiorativo nel 20 ° secolo, da parte dei media dell’establishment e dal mondo accademico moderno.




Iper-diffusionismo: è la teoria secondo cui tutte le culture hanno origine da una cultura Dell’età dell’Oro. Gli Iper-rdiffusionisti non negavano l’evoluzione parallela come originaria da una più antica e grande civiltà nel corso della storia, e che tutte le culture originavano da una sola cultura, mentre oggi si vuole, ad ogni costo, far credere il contrario.

https://laconsapevolezza.wordpress.com/2014/01/28/i-collegamenti-stupefacenti-tra-gli-inca-e-la-cultura-egizia/
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martedì 3 maggio 2016

Shakespeare, un semi-analfabeta. Chi era il vero autore?

Nel corso della storia, moltissime persone sono morte senza che i loro meriti gli venissero riconosciuti dalle generazioni che le hanno seguite. Ma c’è anche una persona che rischia di aver fatto l’esatto contrario: ovvero, di avere ricevuto grandiosi onori nel corso della storia, senza esserseli minimamente meritati. Questa persona è William Shakespeare. Secondo molti storici, non fu affatto William Shakespeare a scrivere le monumentali opere che gli vengono attribuite, ma fu qualcun altro che utilizzò il suo nome, perché non voleva apparire pubblicamente come il reale autore di quelle opere. La questione shakespeariana esplose sul finire dell’ottocento, e tenne occupati diversi studiosi a livello mondiale per i primi due decenni del secolo scorso. Le motivazioni che portano a dubitare che sia stato Shakespeare a scrivere le opere che portano il suo nome sono diverse, ma si basano tutte su un assunto fondamentale: essendo nato, cresciuto e vissuto nel piccolo paesino di Stratford-upon-Avon – una cittadina dedita al commercio e alla pastorizia, ad un centinaio di chilometri da Londra – Shakespeare non poteva possedere la cultura letteraria e la conoscenza necessarie per scrivere le opere immortali che portano il suo nome.
Anzi, detto in termini più brutali, Shakespeare era un vero e proprio ignorante: non possedeva un solo libro, e sapeva a malapena scribacchiare la propria firma. Non esiste un solo documento storico che lo descriva come uno “scrittore”, mentre esistono Shakespearedocumenti da cui risulta che egli fosse un uomo d’affari, dedito alla compravendita di terreni e all’usura (difficile pensare che un usuraio possa avere lo stesso animo nobile di chi ha scritto “Romeo e Giulietta”). I testi shakespeariani inoltre rivelano una approfondita conoscenza della vita di corte, della nobiltà e dell’aristocrazia – tutte cose fuori dalla portata di un “commoner” come Shakespeare – mentre utilizzano spesso dei termini altezzosi e derisori proprio nel descrivere la classe sociale a cui Shakespeare apparteneva. Ma è dalla lettura stessa delle sue opere che si rivela la probabile falsità del suo presunto autore: il vocabolario dei testi shakespeariani utilizza oltre 20.000 parole, mentre nel linguaggio parlato dai commoners in quell’epoca il vocabolario era limitato ad un decimo circa di quella cifra.

mercoledì 6 aprile 2016

David Icke: la storia dimenticata

Da dove veniamo? Perché siamo qui? Qual'è il significato della nostra vita? Qual è la verità. Tali domande resteranno sempre senza risposta finché scienza e filosofia non decideranno di unirsi.
 
-DavidIcke4Quel che segue è una mia traduzione e sintesi di un video di David Icke, di cui purtroppo negli appunti non mi ero presa nota. Succede a volte che lo ascolto e traduco o trascrivo, ma non ho subito il tempo di tradurre o pubblicare … cosi  puo’ succedere che perdo qualche dettaglio, come in questo caso. Poichè però sono, come sempre accade con Icke, collegamenti di pensiero e riflessioni importanti e interessanti, decido lo stesso di pubblicare senza il dettaglio preciso del video a cui si riferiscono.
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Da dove veniamo? Perché siamo qui? Qual'è il significato della nostra vita? Qual è la verità?
Le risposte tutto ciò sono nascoste in antichi e segreti cerchi esoterici. Tali domande resteranno sempre senza risposta finché scienza e filosofia non decideranno di unirsi. Solo allora la vera storia dell'umanità si rivelerà al mondo e le vere origini dell'umanità saranno note.
Secondo molti miti sulla creazione, esistenti nel mondo, noi eravamo esseri senza forma, fatti di energia e luce. Vedendo la vita sulla terra, decidemmo che dovevamo fare l'esperienza, manifestandoci così nella forma. Ci manifestammo in esseri umani, ma come abbiamo ottenuto la capacità di possedere un ragionamento complesso?
Per centinaia di migliaia di anni le persone, la razza umana rimase immutata. Essere semplici che usavano strumenti classici di pietra e tecniche di sopravvivenza (pre-Cro Magnon 40.000 aC). Poi  qualcosa accadde: secondo gli antichi testi sumerici, siamo stati creati da Enki, un essere che sta da qualche parte nella nostra galassia.
enki
traduzione del testo della immagine: Enki veniva considerto un dio della vita e del "rifornimento" e veniva spesso rappresentato con due correnti di acqua che uscivano dalle sue spalle. Una rappresentava il Tigri, l'altra l'Eufrate. Acconto a lui c'erano alberi che simboleggiavano gli aspetti maschile e femminile della natura ed ognuna aveva gli aspetti maschile e femminile della "Essenza di Vita" , che costui,  che pare essere l'alchimista degli dei, avrebbe mischiato con maestria per creare  parecchi esseri che sarebbero vissuti sulla faccia della Terra. A volte viene rappresentato  come un uomo coperto della pelle di un pesce, come Adapa.

sabato 2 aprile 2016

Terra piatta? Ius primae noctis? Falsità contro il medioevo

Lentamente tutte le bufale sui cosiddetti “secoli bui”, ovvero il Medioevo, stanno crollando grazie all’onestà intellettuale di molti storici. Per quanto riguarda l‘”Inquisizione medioevale“, ad esempio, è stato dimostrato che in realtà il fenomeno si diffuse nel Rinascimento e maggiormente in ambito protestante anzi, lo storico Christopher Black ha osservato che quella romana era decisamente “meno oscura di quanto si pensi”, anzi fu più umana e con poche condanne.
Un mappamondo medioevale
In questi giorni ha voluto smontare ancora una volta la leggenda dei “secoli bui” lo storico Alessandro Barbero, ordinario di Storia Medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Scrivendo su “La Stampa” ha osservato accennando a George Orwell: «Al popolo si insegna che nel brutto, lontano passato esistevano creature malvage chiamate i capitalisti, che opprimevano il popolo con le pretese più infami. Il procedimento immaginato da Orwell, creare un’immagine tenebrosa del passato allo scopo di esaltare il presente, è stato praticato davvero in Europa, dal Rinascimento fino all’Ottocento: vittima designata, il Medioevo. Umanisti e artisti rinascimentali orgogliosi della loro nuova cultura, riformatori del XVIII secolo in lotta contro il feudalesimo, positivisti dell’Ottocento intenti a celebrare il progresso e combattere la superstizione, si sono trovati tutti d’accordo a dipingere con le tinte più nere il millennio medievale. Sono nate così alcune istantanee, chiamiamole così, che tutti visualizziamo facilmente, tanto sono inseparabili dall’immagine popolare del Medioevo».

martedì 17 febbraio 2015

Matthias Sindelar, l’esile funambolo che umiliò Hitler

Stella della nazionale austriaca, Mathias Sindelar rovinò la festa che i nazisti avevano preparato per l’annessione dell’Austria alla Germania

di Carlo Perigli
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Se l’umanità, come scriveva Leonardo Sciascia ne “Il giorno della civetta”, si distingue in quelle cinque categorie, che vanno dagli uomini ai “quaquaraquà”, ho l’onore di raccontare la storia di un Uomo – con la u volutamente maiuscola – che risponde al nome di Matthias Sindelar. Giocatore eccezionale e uomo tutto d’un pezzo, nonostante il fisico esile che gli valse il soprannome “Cartavelina“, Sindelar rimane un esempio da seguire per il coraggio che ebbe nello sfidare la potenza del Terzo Reich.
IDOLO AUSTRIACO – Negli anni trenta Sindelar è un idolo venerato da tutta l’Austria. Attaccante rapido e funambolico, con la maglia dell’Austria Vienna conquista 1 campionato, 5 coppe d’Austria e 2 Mitropa Cup (paragonabili alla moderna Champions League). Per Hugo Meisl, ct della selezione austriaca, è “il Mozart del calcio“, per via di quell’eleganza nel gioco che rapisce lo sguardo, per quella sua innata capacità di trasformare il dribbling in una sinfonia, qualità grazie alle quali guida un’Austria costellata di talenti che il mondo del calcio ha troppo presto dimenticato. “La squadra delle meraviglie“, una selezione che, tra il 1931 e il 1934 vinse 26 partite su 28, segnando la bellezza di 99 gol e che solo la politica le impedì, più di una volta, di scrivere la sua gloria nel grande libro del calcio. Prima al Mondiale del 1934, nel quale l’Austria venne sconfitta in semi-finale dai padroni di casa dell’Italia, in una partita nella quale di corretto c’erano solamente le dimensioni del campo; poi nel 1938, semplicemente perchè l’Austria non esisteva più.

domenica 25 gennaio 2015

Göbekli Tepe: civiltà remota e forme di vita aliene nel sito archeologico più antico al mondo

Gobekli TepeGobekli TepeA confine tra Siria e Turchia, precisamente a 18 chilometri da Şanlıurfa , sorge un sito archeologico le cui scoperte stanno decisamente scombinando le carte di archeologi e studiosi circa l'inizio della civiltà: Göbekli Tepe.
Göbekli Tepe  (che in turco vol dire "collina tondeggiante"), è un sito archeologico che, secondo gli ultimi calcoli, dovrebbe avere 12 mila anni "il doppio dell'età che gli storici hanno fissato come data di inizio della civiltà". Lo afferma Linda Moulton-Howe, giornalista investigativa americana, che si è recata su questo sito per apprendere maggiori informazioni in merito a questa affascinante scoperta. La valenza archeologica di questa località fu riconosciuta nel 1963, ma solo nel 1995 iniziarono gli scavi, che proseguono ancora oggi, che dureranno per altri 25 anni e che stanno portando a scoperte che dal punto di vista accademico potrebbero far saltare in aria tutte le certezze ottenute al momento.
In quest'area infatti è stato rinvenuto il più antico esempio di tempio in pietra, la cui datazione proposta dal direttore degli scavi, sarebbe iniziata attorno al 9500 a.C. Una combinazione di date che per la giornalista americana sono la dimostrazione la civiltà umana abbia un'origine assai più remota di quanto gli storici hanno datato finora e che  Göbekli Tepe ne è la dimostrazione, mattone su mattone. La civiltà, dunque, non appartiene a 6 mila anni fa con la creazione  della scrittura e dell'architettura, ma molto, molto prima.

venerdì 23 gennaio 2015

Il Museo Rockefeller tiene nascosti manufatti egizi di origine aliena

I circoli Ufologici sono in fermento. Sono arrivate decine di richieste per analizzare gli strepitosi ritrovamenti scoperti nella casa di Gerusalemme del famoso egittologo Sir William Petrie (foto sotto); oggetti che “potrebbero far riscrivere la storia dell’antico Egitto se non del mondo intero”.
petrie
Un video di YouTube postato il 13 Dicembre dal canaleParanormal Crucible (vi consiglio di guardare i video caricati da questo utente perché sono davvero tutti interessanti), mostra quelli che sono antichi artefatti di sculture egizie che originariamente si trovavano nel “complesso di Giza” ma, come riferito, presi dalla casa di Petrie a Gerusalemme dai rappresentanti del Museo Archeologico Rockefeller poco dopo il ritrovamento.
petrie home
Secondo Shepard Ambellas di Intellihub News, gli artefatti egizi alieni scoperti, erano stati nascosti in una stanza segreta, situata dietro una libreria (foto sopra), dell’abitazione dell’egittologo. Petrie, aveva apparentemente trovato prove di vita aliena sulla Terra prima della sua morte, nel 1942, ma decise di nasconderle nella sua casa di Gerusalemme. Ora che i manufatti si trovano nelle mani del Museo Rockefeller (foto sotto), gli ufologi temono che non saranno mai accessibili al pubblico.

lunedì 29 dicembre 2014

LA STORIA UMANA E’ COMPLETAMENTE DA RISCRIVERE

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Di Debbie West

L’antropologo americano, Dott. Semir Osmanagich, fondatore del Parco Archeologico Bosniaco, il sito archeologico più attivo del mondo, dichiara che le prove scientifiche, ‘inconfutabili’, venute alla luce, sull’esistenza di antiche civiltà con tecnologia avanzata, non ci lasciano altra scelta se non quella di riscrivere la storia umana. Un attento esame, sull’età di alcune strutture sulla Terra, rivela definitivamente che sono state costruite da civiltà avanzate di oltre 29.000 anni fa.
“Riconoscere che siamo testimoni di prove fondamentali dell’esistenza di antiche civiltà avanzate risalenti a oltre 29 mila anni fa, e facendo un attento esame delle loro strutture soc, iali, costringe il mondo a riconsiderare totalmente la sua comprensione sullo sviluppo della civiltà attuale e della sua storia”, spiega il Dott. Semir Osmanagich“I dati conclusivi del 2008 riguardanti il sito della Piramide Bosniaca, e confermati quest’anno da diversi laboratori indipendenti che hanno condotto test al radiocarbonio , hanno rilevato che il sito risale a più o meno 29.400 anni fa, minimo”.
La Piramide Del Sole - Bosnia
La datazione delle prove al radiocarbonio è stata fatta dal RadioCarbon Lab di Kiev, in Ucraina, su materiale organico presente nel sito bosniaco della Piramide. Due archeologi italiani, il dottor Ricarrdo Brett e Niccolò Bisconti, hanno rinvenuto il pezzo di materiale organico sulla piramide l’anno scorso. Sono stati capaci di aggiornare il materiale, e con esso, la piramide stessa attraverso il radiocarbonio. Questa datazione colloca la piramide 20 mila anni prima delle civiltà Sumero e Babilonese. Il fisico Dr. Anna Pazdur dell’Università polacca di Slesia, ha annunciato la notizia in una conferenza stampa a Sarajevo nell’Agosto 2008. Il professore di Archeologia Classica presso l’Università di Alessandria, Dott. Mona Haggag, ha descritto questa scoperta come “scrivere nuove pagine della storia europea e mondiale”. La data di 29.000 anni del Parco Archeologico Bosniaco, è stata ottenuta da un pezzo di materiale organico recuperato da uno strato di argilla che si trovava all’interno dell’involucro esterno alla piramide. Ne consegue una data campione ottenuta, durante la stagione 2012, dai test fatti su materiale che si trova sopra il calcestruzzo, di 24,8 mila anni, il che significa che questa struttura ha un profilo di costruzione che risale a quasi 30 mila anni.

giovedì 18 dicembre 2014

L'ANTICA STORIA DELLA ... NOBILTA' NERA


A Cartagine, I Cananiti si chiamavano Punici.

Roma attaccò Cartagine in modo massiccio, iniziando nel 246 A.C. e completarono la loro missione dopo aver ucciso o fatto prigioniero ogni Cartaginese, cospargendo la terra di sale così che nulla avrebbe potuto crescervi ancora.

Gli Edomiti (ndr: abitanti dell’antico regno di Edom ostili agli Israeliti ai tempi dell’Antico Testamento) che discendevano da Esau, in seguito contrassero un matrimonio misto con i Turchi per creare una mescolanza Turco-Edomita che, più tardi, divenne nota come Cazari (Kazari) – che sono gli attuali occupanti di Israele. Questi Cananiti, alla fine, adottarono il nome “Sepharvaim” (http://encyclopedia.thefreedictionary.com/Sepharvaim) a scopo ingannevole. Più tardi, divennero noti come Veneziani, e sposando aristocratici e reali europei, la “Nobilità Nera”.

I Veneziani oggi controllano il sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti.
Intorno al 1.400 A.C., i centri di potere europei si fusero in due gruppi:
i Ghibellini, che sostenevano la famiglia imperiale Hohenstaufen;
i Guelfi, da Welf, il principe tedesco che si contendeva con Federico il controllo del Sacro Romano Impero.

Il Papa si alleò con i Guelfi. Tutta la storia moderna origina direttamente dalla lotta fra questi due poteri.

I Guelfi sono anche chiamati i Neri, i Guelfi Neri, o la Nobilità Nera, e sostenevano William of Orange nella sua conquista del trono d’Inghilterra, che, alla fine, si concluse nella creazione della Bank of England (http://en.wikipedia.org/wiki/Bank_of_England#History) e della East India Company (http://en.wikipedia.org/wiki/East_India_Company) che avrebbero dominato il mondo dal 17° secolo. Tutti i colpi di stato, le rivoluzioni e le guerre nel 19° e nel 20° secolo erano l’asse portante nella battaglia dei Guelfi per mantenere ed aumentare il loro potere, che ora è il New World Order.

sabato 6 dicembre 2014

La trattativa tra Stato e mafia è cominciata con l’unità d’Italia e non è mai stata interrotta

Ignazio Coppola - palermo.meridionews.it 
Per questo e’ difficile sconfiggere i mafiosi. Perche’ dal 1860 si annidano dentro le istituzioni. Ai piu’ alti livelli. Era cosi’ gia’ ai tempi di garibaldi, di crispi e di giolitti. Ed e’ cosi’ ancora oggi. Da qui le enormi difficolta’ dei magistrati che oggi indagano sulle stragi del 1992. Perche’ vanno a toccare gli interessi di ‘p’ezzi’ dello stato. Cioe’ di uomini ancora al vertice del nostro paese
PER QUESTO E’ DIFFICILE SCONFIGGERE I MAFIOSI. PERCHE’ DAL 1860 SI ANNIDANO DENTRO LE ISTITUZIONI. AI PIU’ ALTI LIVELLI. ERA COSI’ GIA’ AI TEMPI DI GARIBALDI, DI CRISPI E DI GIOLITTI. ED E’ COSI’ ANCORA OGGI. DA QUI LE ENORMI DIFFICOLTA’ DEI MAGISTRATI CHE OGGI INDAGANO SULLE STRAGI DEL 1992. PERCHE’ VANNO A TOCCARE GLI INTERESSI DI ‘P’EZZI’ DELLO STATO. CIOE’ DI UOMINI ANCORA AL VERTICE DEL NOSTRO PAESE
Quando oggi parliamo di trattativa “Stato-mafia”, non possiamo non andare indietro nel tempo e riferire questo vituperato ed aborrito binomio alle origini del nostro Paese inteso nella sua accezione unitaria. In parole povere, questo sodale rapporto tra la mafia e lo Stato nasce con l’Unità d’Italia o, peggio ancora, con la mala unità d’Italia e sin dai tempi dell’invasione garibaldina che si servì per le sue discusse e dubbie vittorie del contributo determinante della mafia in Sicilia e della camorra a Napoli.

mercoledì 26 novembre 2014

I seguaci di Mussolini divenuti "antifascisti" dopo la guerra

Vespa smaschera i compagni seguaci del Duce
Scrittori, giornalisti e artisti: erano molti quelli che volevano collaborare alla rivista fondata nel 1940 da Giuseppe Bottai, gerarca illuminato ma anche il più feroce sostenitore delle leggi razziali
Di Bruno Vespa - ilgiornale.it
Il numero dei voltagabbana tra gli intellettuali alla caduta del regime fu clamoroso. Giuseppe Bottai era il politico più illuminato del fascismo sul piano culturale, ma anche il più feroce sostenitore delle leggi razziali. Ebbene, la sua rivista «Primato» fu pubblicata dal 1940 (quando le leggi razziali avevano già consumato i peggiori misfatti) e chiuse solo con la caduta del regime il 25 luglio 1943.
In quegli anni, Bottai poté contare sulla fervida collaborazione del meglio della cultura italiana: Giorgio Vecchietti (condirettore), Nicola Abbagnano, Mario Alicata, Corrado Alvaro, Cesare Angelini, Giulio Carlo Argan, Riccardo Bacchelli, Piero Bargellini, Arrigo Benedetti, Carlo Betocchi, Romano Bilenchi, Walter Binni, Alessandro Bonsanti, Vitaliano Brancati, Dino Buzzati, Enzo Carli, Emilio Cecchi, Luigi Chiarini, Giovanni Comisso, Gianfranco Contini, Galvano Della Volpe, Giuseppe Dessì, Enrico Emanuelli, Enrico Falqui, Francesco Flora, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Bruno Migliorini, Paolo Monelli, Eugenio Montale, Carlo Muscetta, Piermaria Pasinetti, Cesare Pavese, Giaime Pintor, Vasco Pratolini, Salvatore Quasimodo, Vittorio G. Rossi, Luigi Russo, Luigi Salvatorelli, Sergio Solmi, Ugo Spirito, Bonaventura Tecchi, Giovanni Titta Rosa, Giuseppe Ungaretti, Nino Valeri, Manara Valgimigli, Giorgio Vigolo, Cesare Zavattini. Musicisti come Luigi Dallapiccola e Gianandrea Gavazzeni. Artisti come Amerigo Bartoli, Domenico Cantatore, Pericle Fazzini, Renato Guttuso, Mino Maccari, Mario Mafai, Camillo Pellizzi, Aligi Sassu, Orfeo Tamburi.
GIUSEPPE UNGARETTI
Una crisi di coscienza colse Giuseppe Ungaretti. Il poeta notò durante il regime che «tutti gli italiani amano e venerano il loro Duce come un fratello maggiore» e si definì «fascista in eterno», firmando documenti e appelli per sostenere il fascismo. Salvo firmarne di uguali e contrari alla fine della guerra come alfiere dell'antifascismo, tanto da meritare una grande accoglienza a Mosca da parte di Nikita Kruscev.
NORBERTO BOBBIO

sabato 22 novembre 2014

L'uomo che uccise Kennedy


http://youtu.be/PBKOjjl-cYs

In tutti i grandi complotti della storia, una delle argomentazioni più spesso usate dai difensori delle versioni ufficiali è che "un complotto di queste dimensioni coinvolgerebbe migliaia di persone, e quindi prima o poi qualcuno parlerebbe".

Ma poi, quando qualcuno davvero parla, gli stessi difensori delle versioni ufficiali fingono di non sentirli. 

E' il caso dell'assassinio Kennedy, dove abbiamo i racconti di Madeleine Brown, e le confessioni in viva voce di Howard Hunt e di Chauncey Holt. Oltre naturalmente alla confessione dell'uomo stesso che uccise Kennedy, James Files, che sparò il fatidico colpo alla testa dalla collinetta erbosa. Ma tutto questo viene sistematicamente ignorato dai media mainstream, perchè è bello (per fare audience) poter dire che "forse a Dallas ci fu un complotto", ma guai a trovarsi davvero di fronte alla verità!


Fonte: luogocomune.net



giovedì 20 novembre 2014

CIA, BILDERBERG, BR, BRITANNIA: ECCO A VOI LA VERA STORIA ITALIANA

nino-galloni

Vedi anche i video di Galloni a fine articolo

CIA, BILDERBERG, BR, BRITANNIA: ECCO A VOI LA VERA STORIA ITALIANA

di Nino Galloni

Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia. E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di Berlino. La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi, l’Italia.
A Roma non mancano complici: pur di togliere il potere sovrano dalle mani della “casta” corrotta della Prima Repubblica, c’è chi è pronto a sacrificare l’Italia all’Europa “tedesca”, naturalmente all’insaputa degli italiani.
È la drammatica ricostruzione di Nino Galloni, già docente universitario, manager pubblico e alto dirigente di Stato.
All’epoca, nel fatidico 1989, Galloni era consulente del governo su invito dell’eterno Giulio Andreotti, il primo statista europeo che ebbe la prontezza di affermare di temere la riunificazione tedesca. Non era “provincialismo storico”: Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, finche potè. Poi a Roma arrivò una telefonata del cancelliere Helmut Kohl, che si lamentò col ministro Guido Carli: qualcuno “remava contro” il piano franco-tedesco.
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