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giovedì 6 novembre 2014

CIA: esperimenti di cancro con i presidenti dell'America Latina?

Dal Venezuela al Paraguay, passando per il Brasile e l’Argentina. Uno spettro si aggira fra i leader latinoamericani, e non si tratta del ritorno della “revolucion”, ma della
drammatica sfida che molti di loro hanno dovuto affrontare, talora perdendola, contro il cancro: a volte anche durante il loro mandato. 

VENEZUELA: Lungo il calvario, terminato con la morte, del presidente venezuelano Hugo Chavez. Una lotta che per mesi è stata avvolta nel mistero da quando, nel giugno del 2011, il leader bolivariano ha annunciato da Cuba che era stato operato pochi giorni prima per un «ascesso tumorale», senza precisare né la natura né l’organo raggiunto dalla malattia. Da allora, il governo di Caracas ha smentito le varie speculazioni pubblicate dalla stampa internazionale dove si è parlato principalmente di un cancro al colon - senza però chiarire la faccenda. Dopo i rumor, le versioni ufficiali. Quindi nuovi ricoveri fino alla notizia dell’addio. 

COLOMBIA: È il 2 ottobre dello scorso anno quando il presidente colombiano Juan Manuel Santos, 61 anni, appare in tv insieme al suo medico e alla moglie, per informare i suoi concittadini della sua malattia e dell’operazione che dovrà affrontare: «Starò in clinica pochi giorni. Avrò alcune limitazioni fisiche, ma continuerò ad esercitare le mie funzioni di presidente della Repubblica», spiega durante il breve messaggio. 

ARGENTINA: La sua omologa argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, (58 anni) è stata più fortunata: nel dicembre del 2011 poche settimane dopo la sua rielezione, ha annunciato che sarebbe stata operata di un sospetto carcinoma alla tiroide, ma durante l’operazione alla quale si è sottoposta lo scorso 4 gennaio 2012 i medici hanno scoperto solamente la presenza di noduli nella ghiandola, senza nessuna cellula tumorale. 

BRASILE: La brasiliana Dilma Rousseff (64 anni) era ancora in corsa per la presidenza quando, nell’aprile del 2009, ha informato che le era stato estirpato un tumore linfatico e si sarebbe sottoposta a una chemioterapia per combattere la malattia. Mesi dopo, e ormai eletta, ha dichiarato che il problema era stato risolto, anche se continua ad effettuare controlli oncologici ogni sei mesi. Se Roussef ha scoperto la sua malattia prima di essere eletta, il suo predecessore e compagno di partito, Luis Inacio Lula Da Silva (66 anni), ha annunciato che soffriva di un tumore alla laringe (è stato un grande fumatore) nell’ottobre del 2011. Dopo una serie di trattamenti nel celebre Ospedale Siro Libanese di San Paolo, dove è stata seguita anche Rousseff, nel dicembre scorso ha annunciato che il tumore si era ridotto del 75%, e che avrebbe dovuto affrontare una nuova terapia radiologica. 

PARAGUAY: L’ex presidente paraguayano Fernando Lugo (60 anni) infine, estromesso nel giugno 2012 dopo un impeachment denunciato come «golpe parlamentare» dalla maggior parte dei Paesi latinoamericani, nell’agosto del 2010 ha scoperto di soffrire di un linfoma di Hodgkin, presente nell’inguine e nel torace, per cui ha dovuto affrontare una chemioterapia, ricorrendo anche lui all’Ospedale Siro Libanese di San Paolo, dove continua a presentarsi per controlli semestrali, anche se ha detto di considerarsi «assolutamente guarito».

http://www.lastampa.it

 CIA: esperimenti di cancro con i presidenti dell'America Latina?
 In occasione della morte di Chavez pubblichiamo questo articolo di Comedonchisciotte del febbraio 2012.

di Nil Nikandrov (Fonte: strategic-culture.org / comedonchisciotte)

In una serie di suoi discorsi pubblici Hugo Chavez ha definito come "epidemia" i casi di cancro che stanno colpendo molti presidenti latino-americano, definendo tutto ciò un fenomeno strano ed allarmante. Il cancro ha colpito Chavez in primis, il presidente paraguayano Fernando Lugo, Dilma Rouseff e Lula da Silva (Brasile), Crisitina Fernandez (Argentina). Tutti loro sono conosciuti come politici di centro-sinistra che lottano per accelerare il processo di integrazione dell'America Latina e per liberarsi del dominio degli Stati Uniti nell'emisfero occidentale. Chavez ha parlato di imperi che sono pronti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi.

La risposta di Washington non si è fatta attendere. Victoria Nuland, portavoce ufficiale del Dipartimento di Stato americano, ha definito le parole di Chavez "orribili e riprovevoli". Cioè esse sono state percepite dall'amministrazione Obama come una accusa di utilizzo di particolari tecnologie biologiche per causare il cancro tra i leader latino-americani colpevoli di non perseguire una politica amichevole nei confronti degli Stati Uniti.
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